Fiorentina e Atalanta ai ferri corti per il caso Mancini: il veto imposto dai Della Valle

Fiorentina e Atalanta ai ferri corti per il caso Mancini: il veto imposto dai Della Valle
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Dal terreno di gioco alle carte bollate, Fiorentina e Atalanta sarà una sfida particolare anche per i rapporti poco idilliaci tra i due club

Alla vigilia del doppio impegno (tra Coppa Italia e campionato) contro l’Atalanta, la proprietà della Fiorentina potrebbe un nuovo terreno di ‘scontro’ extrasportivo con la Dea per questioni legate a dissidi di mercato. Si sa ormai da un paio di anni che i rapporti tra le due società non sono proprio idilliaci. La pietra della discordia fu la lite tra le due società per la cessione del terzino Gianluca Mancini che nel 2016 venne ceduto dal Perugia ai bergamaschi per 300 mila euro. Il terzino venne ceduto insieme a Santopadre per una cifra complessiva di 3 milioni di euro. Una valutazione che la società viola ritenne studiata appositamente per ridurre la cifra da girare ai viola. Così il club dei Della Valle cercò di far valere le proprie ragioni, adendo la Corte Federale con un ricorso che poi venne respinto. Ma ora la società gigliata sembra intenzionata a ricorrere alle carte bollate per far valere le proprie ragioni. Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, nei giorni scorsi il presidente atalantino Percassi avrebbe cercato di contattare, inutilmente, il patron della Fiorentina, Diego Della Valle, al fine di ricucire lo strappo. Ma il telefono sarebbe squillato a vuoto.

Ad oggi, vige ancora il veto posto da Don Diego che ha vietato alla società qualunque trattativa di mercato con il club orobico. Per lo stesso motivo, la Fiorentina decise la scorsa stagione di non riscattare il portiere Marco Sportiello, giunto in viola con la formula del prestito con diritto di riscatto.