Higuain e Gasperini, in Serie A è la domenica degli ex

Higuain e Gasperini, in Serie A è la domenica degli ex
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Higuain e Gasperini tornano nelle loro vecchie piazze, a Napoli e a Genova è tutto pronto per la giornata degli ex

Amati e odiati, fischiati e applauditi, indimenticati o ripudiati sono gli ex nella vita come nel calcio. Questa domenica di Serie A presenta le due facce della medaglia in un viaggio fatto di ricordi tra il Nord e il Sud della nostra Penisola. Gian Piero Gasperini torna nella sua Genova, quella rossoblù, da rimpianto condottiero. Gonzalo Higuain al contrario se la vedrà con 50 mila tifosi del Napoli con il cuore spezzato dal suo passaggio alla Juventus. In un calcio dove le bandiere si contano sulla punta delle dita i più attesi diventano gli ex, non quelli di una sera ma quelli che hanno scritto parte della storia.

Higuain a Napoli, i fischi

Morto un papa se ne fa un altro, era questo il credo dell’estate 2013 per i tifosi azzurri dopo l’addio di Edinson Cavani. Credo diventato realtà il 27 luglio, 37 milioni più 3 di bonus al Real Madird e il Napoli si prende di prepotenza Gonzalo Higuain. L’argentino ha un effetto devastantante sulla città in primis e sulla Serie A poi. L’affetto e l’entusiasmo dei tifosi partenopei sale alle stelle, tre stagioni da marziano con 146 presenze e ben 91 boati, post goal del Pipita dietro solo, per affetto, al Pibe de oro, Diego Armando per intenderci…
E pure qualcosa si rompe, all’argentino non basta la gioia di essere capocannoniere della Serie A con 36 goal in 38 gare. C’è l’entusiasmo, ci sono le reti ma mancano i trofei: una Coppa Italia e una Supercoppa in tre stagioni sono un bottino troppo misero per un ragazzo cresciuto tra i galacticos del Real Madird. E allora ecco il divorzio, l’addio, il tradimento. Higuain va alla Juventus, il resto è storia recente che domani avrà un capitolo in più fatto di tanti, tantissmi fischi, sfottò e pernacchie per un giocatore che ha preferito andare a cercare altrove quei successi che a Napoli non arrivavano, che ha lasciato un popolo che lo amava per abbracciarne un altro. Lui lo sapeva, ha in qualche modo spezzato il cuore ai tifosi e ora i tifosi faranno altrettanto con lui, questa è la legge dell’ex o fischiato o applaudito, l’indifferenza è per chi non ha lasciato il segno.

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Gasperini nella Genova rossoblù, gli applausi

Il sorteggio del calendario ha voluto contrappore, nella domenica di Gonzalo a Napoli, Gian Piero o più semplicemente Gasperson, come ancora lo chiamano da quelle parti, a Genova. Tra i tifosi rossoblù è ampio il gruppo denominato con simpatia: «le vedove di Gasperini», vedove che hanno visto andare via il proprio sposo per due volte. Prima all’Inter nel 2011, dopo aver sfiorato la Champions e aver fatto divertire per anni tutto il pretenzioso ambiente del Grifone e poi all’Atalanta nell’estate scorsa. In rossoblù allenatore torinese ha rilanciato giocatori dati per finiti dalle altre parti, ha saputo formare e riformare gruppi sconvolti dalle ormai celebri sessioni di mercato del presidente Preziosi e ha anche compattato intorno a sè e alla squadra il mugugnoso quanto generoso tifo. Domani dopo il nuovo addio sarà la prima di Gasp davanti ai suoi vecchi tifosi, un ritorno da re con l’Atalanta che vola in classifica e il Genoa che senza di lui ha faticato e fatica terribilmente come già accaduto in passato, un ritorno coperto dagli applausi per un uomo troppe volte sottovalutato professionalmente che a Genova hanno saputo capire e amare come fatto con pochi altri e che ha lasciato un marchio indelebile nel cuore dei tifosi rossoblù.

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