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Inter Juve, si accende con i portieri! Zenga e Tacconi si raccontano alla Gazzetta: ecco le loro dichiarazioni

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Tacconi

Inter Juve, scintille tra i pali: Zenga e Tacconi si raccontano alla Gazzetta e svelano ricordi e retroscena del loro Derby d’Italia

Due grandi ex portieri di Inter e Juventus si sfidano nel loro personale Derby d’Italia. Ecco l’intervista doppia a Tacconi e Zenga della Gazzetta dello Sport:

PAROLE TACCONI – «Io e Zenga ci rispettavamo molto, anche in Nazionale. Walter era forte, ma nel 1990 ero io il migliore. Lui aveva un po’ più successo di me con le ragazze, però io ero più pazzo e ho vinto ogni tipo di coppa con la Juventus. L’ombra di Vicario su Sommer e Di Gregorio? Qualche momento no è inevitabile nella carriera dei portieri, anche dei più bravi. Di Gregorio mi piace, lo cambierei solo per prendere Donnarumma, ma non con Vicario»

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PAROLE ZENGA«All’epoca io e Tacconi facevamo finta di litigare, ci mettevamo d’accordo per far uscire delle cose. Se ho giocato titolare in Nazionale tanti anni è perché dietro di me c’era lui che spingeva, mi spronava. Ho sempre avuto un gran rispetto e sono felice che adesso stia bene, ha vinto la partita della vita. Quando è stato male ho rotto le scatole al figlio per avere notizie, ero in prima fila alla presentazione del suo libro. Sommer? Se ci mettiamo a guardare gli errori di un portiere, non ne usciamo più. Yann è uno di rendimento, una garanzia. Ha esperienza e qualità da vendere. Mi piace la sua padronanza di sé, non lo scalfisce nulla.

Chi prenderei al suo posto a giugno? Un italiano. Vicario e Carnesecchi in prima fila, poi Caprile. Gli altri uomini-ragno di oggi sono Corvi e Falcone. Di Gregorio? Le critiche bisogna metterle in conto. Se uno come Spalletti lo lascia titolare, un motivo ci sarà. Dietro di lui c’è Perin, non uno qualsiasi, altrove giocherebbe quasi ovunque. Anche DiGre è molto freddo, è la cosa che amo più di lui. Poi non so se a casa mette le ginocchia sopra i ceci e piange, ma in campo trasmette sicurezza e tranquillità».

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