Inter in crisi: e se la soluzione fosse la difesa a tre?

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L’Inter pareggia in casa con il Crotone e si ripresenta il dibattito sul modulo. Lo stesso Spalletti nel post gara apre ad una possibile difesa a tre

Crisi nera e certificata per l’Inter di Luciano Spalletti. I nerazzurri pareggiano in casa contro il Crotone. Barberis raggiunge il gol di Eder e scatena i fischi che a fine partita piovono dalle tribune di San Siro. Un Inter spenta, svagata e con poche idee riapre il dibattito sul futuro sviluppo tattico che potrà intraprendere la squadra. Lo stesso Spalletti, apparso visibilmente sconsolato nel post partita, ha aperto ad un possibile rinnovamento tattico. «Abbiamo ancora cartucce da sparare», ha detto il tecnico di Certaldo ai microfoni di Sky Sport ma andando a spulciare la rosa nerazzurro la coperta appare sempre troppo corta.

LA DIFESA – La soluzione però la da lo stesso Spalletti quando parlando dell’inserimento del nuovo acquisto Lisandro Lopez ha ammesso che con lui si potrebbe fare anche un discorso di difesa a 3. In questo modo si tamponerebbe il problema dei terzini che sembra affliggere l’Inter. L’unico a proprio agio con il ruolo, seppur con tutti i suoi limiti, è D’Ambrosio. Cancelo e Dalbert appaiono più come dei laterali di spinta e Santon non ha dato garanzie in termini di continuità. Con il nuovo modulo, Miranda e Skriniar non sono in discussione. In questo modo il brasiliano potrebbe anche essere più coinvolto nella fase di costruzione del gioco. Nel ruolo di terzo centrale potrebbe stringersi D’Ambrosio o trovare posto in squadra il già citato Lisandro Lopez.

IL CENTROCAMPO – In questo nuovo sistema di gioco, il centrocampo potrebbe essere a cinque o a quattro con l’impiego di un trequartista. In caso di centrocampo a cinque, Cancelo potrebbe giocare a tutta fascia sulla destra con Perisic dall’altra parte. Borja Valero in cabina di regia spalleggiato da Gagliardini e Vecino. Con il centrocampo a quattro invece Candreva troverebbe spazio sulla destra con Dalbert sulla sinistra, meno impegnato in compiti di copertura. Al centro Borja Valero e Vecino, con Gagliardini ad insidiare l’uruguaiano. Questo assetto faciliterebbe l’inserimento del nuovo arrivato Rafinha che in questo momento appare l’unico centrocampista in rosa in grado di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e dare imprevedibilità alla manovra nerazzurra.

L’ATTACCO – In avanti lo stesso Spalletti ha dichiarato che quando c’è in campo Icardi deve essere lui il padrone dell’area. A questo punto è evidente che non pensa ad un attacco con due punte di ruolo ma bensì a giocatori che agiscano alle spalle o a ridosso della prima punta. In quel ruolo, oltre al già citato Rafinha, potrebbero agire sia Perisic che Candreva. Il tecnico ha ammesso che l’ex giocatore della Lazio “ha quelle caratteristiche lì” per starci in quel ruolo. Magari gettandosi alle spalle dell’attaccante o allargandosi per dare ampiezza al gioco. Diverso il discorso per Perisic che in quella zona di campo avrebbe più licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco e portare una scintilla di imprevedibilità che manca in questo momento buio dell’Inter.