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Italia Svizzera: Azzurri, occhio ai calci piazzati e ai troppi “complimenti”

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Italia svizzera

L’Italia di Mancini scende in campo contro la Svizzera per centrare la qualificazione e per confermare le ottime impressioni dell’esordio

Squadra che vince non ci cambia, o quasi: dopo l’esordio sfavillante contro la Turchia, l’Italia di Roberto Mancini è chiamata a confermarsi nella seconda sfida del Girone A contro la Svizzera. In palio la ghiotta opportunità di chiudere subito il discorso qualificazione contro una squadra, quella di Petkovic, che ha steccato la prima sfida contro il Galles e che ora è chiamata a giocare a carte scoperte se non vuole rischiare l’esclusione dagli ottavi di finale. Lo scenario per gli Azzurri sarà sempre quello confortante dello stadio Olimpico di Roma, già esaurito anche per la sfida con la compagine gallese e rinvigorito dall’ingresso in zona bianca della Regione Lazio a seguito dell’ultimo aggiornamento rilasciato dal Ministero. Una serie di fattori che coccolano il morale ma che non devono fare abbassare la guardia. L’unico vero nemico dell’Italia, stasera, sarà proprio sé stessa.

ITALIA – Sembra quasi pedante il ct Mancini nel ricordare di prestare massima attenzione alla Svizzera. Alla luce di quanto visto nella loro sfida contro il Galles, la Nazionale italiana può archiviare senza problemi la pratica. Questo, sempre in teoria. In pratica, Mancini è uomo di calcio navigato e conosce bene i rischi di presentarsi favoriti, con una vittoria che sembra garantita, e sciogliersi come neve al sole. La vittoria di fronte al pubblico di casa è stata un toccasana e ha eliminato le scorie che il gruppo si portava dietro da tre anni, ma non basta. Il tifo è rimasto folgorato dalla prestazione della prima gara (oltre 14 milioni di tifosi collegati da remoto, 16 mila allo stadio), così come addetti ai lavori ed esponenti federali. Pestare la buccia di banana sarebbe deleterio per tanti motivi extra campo, ma soprattutto complicherebbe i piani per l’ultima sfida. Contro il Galles il piano è quello di far rifiatare i titolari e provare nuove soluzioni. E Mancini vorrà proseguire seguendo questo spartito. L’Italia punterà a comandare i ritmi della sfida come fatto con la Turchia, magari sbloccandola già nel primo tempo con un po’ di freddezza negli ultimi metri di campo. La Svizzera scenderà in campo contro l’Italia per cercare la vittoria e non limitandosi ad un punticino, come probabilmente avrebbe fatto a parità di punti in classifica: dovrà giocoforza scoprirsi un po’ fin dall’inizio, stancandosi alla lunga. Lì, può diventare un fattore decisivo la carta Chiesa a gara in corso.

SVIZZERA – Questa volta, niente calcoli. Ad uno stratega come Vladimir Petkovic il passo falso evidentemente non calcolato contro il Galles avrà scombinato dei piani che aveva probabilmente già riservato alla sfida contro l’Italia. Il pareggio di Moore ha complicato le speranze di qualificazione della nazionale elvetica, soprattutto alla luce del calendario. La Turchia potrebbe cancellare la sconfitta e portare la testa avanti: a quel punto basterebbe un pareggio contro gli svizzera nell’ultima gara della fase a gironi per chiudere al secondo posto. Servirà una Svizzera diversa nell’approccio, per evitare lo spauracchio terzo posto: non più attesa ragionata e contropiede rapido, che non ha pagato quando c’era da fare la partita contro il Galles, bensì una squadra più arrembante e votata ad un gioco verticale. Fondamentale in questo caso non solo la rapidità di Embolo (migliore dei suoi sabato scorso) ma anche l’estro di Xherdan Shaqiri. L’ex Inter e Bayern è risultato non pervenuto nel momento del bisogno e l’Italia, per quanto mostrato finora, ha tutte le carte in regola per ingabbiarlo a centrocampo e isolare al contempo l’unica punta Seferovic. Lo scenario non è dei migliori ma Petkovic, che un tempo chiamava casa l’Olimpico laziale, ha nei calci piazzati un’arma in più: così ha sbloccato la sfida con il Galles e proprio da palla inattiva potrebbe cercare di tirare uno scherzo a Chiellini e compagni.

PROBABILI FORMAZIONI

ITALIA – Roberto Mancini va verso la riconferma dello schieramento titolare che ha abbattuto la Turchia, al netto di alcune problematiche sorte a margine. In primis sembra rientrato l’allarme Berardi: il giocatore si è allenato regolarmente negli ultimi giorni e pare aver assorbito la botta che l’ha costretto ad uscire nel finale della gara d’esordio. Non si può considerare una defezione la possibile assenza di Verratti, già indisponibile contro i turchi ma pronto ad accomodarsi in panchina e fare, chissà, finalmente il suo debutto. Più spinosa la questione sul laterale destro di difesa, dove Florenzi non ha smaltito l’infortunio al polpaccio e che quindi sarà verosimilmente sostituito da uno tra Toloi e Di Lorenzo: quest’ultimo è stato già impiegato venerdì scorso ed è in vantaggio nel ballottaggio.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Barella, Jorginho, Locatelli; Berardi, Immobile, Insigne. All. Mancini

SVIZZERA – Nonostante la necessità del cambio di mentalità, Petkovic punta alla riconferma dei titolari visti in campo all’esordio. La difesa a tre riequilibra l’attacco formato da Shaqiri, Embolo e Seferovic. A centrocampo un ruolo decisivo lo rivestirà la coppia Freuler-Xhaka, incaricata di bloccare il cervello della mediana opposta, Jorginho. L’unico dubbio resta Yann Sommer, che potrebbe lasciare il ritiro qualora diventasse papà per la seconda volta: in quel caso i guantoni passeranno al collega del PSV Mvogo. La stanchezza, inoltre, potrebbe essere la variabile impazzita di questo in quanto gli elvetici hanno avuto un giorno in meno di recupero e 8 ore di volo in più (avendo giocato a Baku) rispetto agli Azzurri. Numeri che allo stratega Petkovic piaceranno davvero poco.

SVIZZERA (3-4-2-1): Sommer; Elvedi, Schär, Akanji; Mbabu, Freuler, Xhaka, Rodriguez; Embolo, Shaqiri; Seferovic. All. Petkovic

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