Juventus-Torino, Perinetti: ?I segreti di Conte e Ventura..?

perinetti-ifa
© foto www.imagephotoagency.it

JUVENTUS TORINO CONTE VENTURA PERINETTIGiorgio Perinetti può fornire contorni nuovi al derby tra Juventus e Torino, targato Conte e Ventura. Il direttore sportivo, infatti, conosce bene entrambi, avendoli portati a Bari, dove hanno lasciato un bel ricordo. «Ve lo racconto io come è nato questo derby tra Antonio e Giampiero… Li conoscevo troppo bene e sapevo che non avrei sbagliato a puntare sulle loro qualità. Così, quando nel dicembre 2007 si dimise Materazzi, convinsi il presidente Vincenzo Matarrese a fare una scelta coraggiosa. Bisognava rischiare con un giovane come Conte, che io, all’epoca collaboratore di Moggi, avevo apprezzato alla Juventus come un capitano che già si muoveva da allenatore in campo, tra Zidane, Davids e Deschamps. E l’avevo visto all’opera, nel mio Siena, come «secondo» di De Canio. Portato il Bari in A, Antonio lasciò e scelsi Ventura, già in parola con la Triestina: era il «successore» ideale di Conte. Nel ’92 Giampiero allenava la Pistoiese e lo raccomandai al mio amico Femiano, d.s. del Giarre. Speravo, in realtà, di portarlo poi al mio Palermo ma Ventura era bloccato dal Centro tecnico, in quanto aveva ancora il patentino di secondo livello», ha dichiarato, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex diesse del Palermo, che ha poi aggiunto: «Antonio faceva vedere ai giocatori del Bari anche gli schemi del Pisa di Giampiero. Entrambi propongono un calcio molto offensivo, eppure trovano un equilibrio quasi perfetto in fase difensiva. Conte è un vecchio saggio, tanto è cresciuto in fretta, e fantastico motivatore. Ventura resta un eterno bambinone, con un meraviglioso carico di entusiasmo. Il loro gioco è a ritmo sostenuto; Antonio vuole che i calciatori ragionino a velocità folle. Hanno costruito sul 4-2-4 tanti successi ma sono duttili e si sono arricchiti ulteriormente. Il loro gioco parte dalla difesa, tant’è che il portiere deve essere bravo pure con i piedi. Valutano in modo maniacale gli avversari: a Bari creai una sorta di «intelligence» per avere informazioni e dvd sulle squadre da affrontare. Chissà cosa si inventeranno nel derby, dopo aver studiato l’uno sull’altro. Antonio e Giampiero mi dicevano di non volersi interessare di mercato, salvo poi chiamarmi ogni giorno. Conte voleva Cascione e Ventura mi chiedeva Cerci; non me ne vorranno se non riuscii ad accontentarli. Un pronostico? Sarà spettacolo, non dico altro..».