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Lazio, Fabiani dice tutto: «Ne ho sentite di tutti i colori su Romagnoli, prenderò vie legali per difendere la Lazio e i suoi tifosi!». Poi le parole su Moggi e Raiola

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Angelo Fabiani

Lazio, Fabiani: «Romagnoli? Ne ho sentite di tutti i colori, prenderò vie legali per difendere la Lazio». Poi le parole su Moggi e Raiola

Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, è intervenuto in conferenza stampa in occasione della presentazione dei tre nuovi acquisti: Edoardo Motta, Daniel Maldini e Adrian Przyborek. Ecco le sue dichiarazioni:

ROMAGNOLI, AMBIENTE E FATTORI ESTERNI – «Ne ho sentite di tutti i colori su Romagnoli, prenderò vie legali per difendere la Lazio e i suoi tifosi! Devono avere la sensazione che ci siano dei professionisti che operano giorno e notte per il bene della Lazio. Io vengo da un anno tremendo tra questioni familiari, ma non ho mai fatto mancare supporto a squadra e staff. Il giorno in cui un mio nipote si è tolto un rene io ero qui a lavorare per il bene della Lazio. Ci tengo a dire che da qualche anno a questa parte chi mi sostituirà troverà delle basi solide, cosa che non ho trovato io. Io ho rifondato tutto dal settore giovanile alle woman, anche gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell’Olimpico. Sono una persona seria e umile, chiedo scusa se durante il mercato non ho risposto alle chiamate ma io non faccio la corsa a fare la notizia. A volte farlo significa rovinare l’operazione e bruciarla, cosa successa da gruppi che non si fanno scrupolo a guagnare soldi. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che abbia denunicato mediatori e presunti tali che volessero arrecare un danno al mondo lazio, società e tifosi».

RISPOSTA A PISCEDDA E MOGGI – «Non mi nascondo dietro alla società e non sono al guinzaglio del presidente di turno, io impongo le mie idee. Queste producono cose positive alle società! Mi dispiace quando mi dicono che Piscedda ritiene dei d.s. dei maggiordomi, detto che non mi dispiacerebbe servire a tavola perchè sono una persona umile. Se gli faccio una scheda pubblica, caro Massimo certe cose vienimele a dirmele in faccia. Io non sono un servo sciocco dei procuratori, io sono al servizio della Lazio. Sono disposto a fare un confronto con lui e con Luciano Moggi, sono stato tirato per la giacca. A questi cantastorie, se vogliono un confronto pubblico che mi chiamassero. A Moggi dico che non si devono dire delle cazzate scrivendo i libri, io questa realtà l’ho vissuta a 360 gradi. A Massimo dico di mettere in moto il cervello e di non imbrogliare la gente. Il fatto di aver fatto 60 partite in Serie A non vuol dire avere la verità in tasca».

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ROMAGNOLI E ATTACCO A RAIOLA – «Romagnoli è stato l’unico ad aver dato il consenso. Non credo abbia rifiutato il trasferimento perché non sapeva, l’ha fatto per delle considerazioni. Se l’ha fatto per principio gli si deve deve coniderazione. Hanno mentito a Romagnoli circa i dettagli dell’operazione, questi signori ne risponderanno, anche Raiola! Dovranno risponderne davanti ad un magistrato, posso dimostrare cosa ci hanno imposto! Sono degli ignoranti e degli arroganti. Mi assumo tutte le mie responsabilità, tutti questi non avranno vita facile finché ci sarò io».

LOTITO E BUGIE – «Qui non bisogna fare come i ladri di Pisa, dobbiamo essere tutti coerenti nel club, presidente, allenatore, staff e impiegati del club. Non basta mettersi la giacca con lo stemma della Lazio, bisogna mettersi in testa che la Lazio è di tutti ed ha un presidente che la governa. Non so se Lotito faccia bene o meno, io penso a fare il mio lavoro. A Lotito dò una bacchettata, con la sua generosità negli anni ha permesso che i suoi collaboratori gli dicessero verità diverse. Io non parlo male delle persone ma quando ho dovuto gestire la Lazio ho dovuto dire la verità. A 65 anni lo faccio per passione e non per i soldi, in Serie C prendono più di me, lo faccio per dedizione e non prendo per il culo nessuno. I tifosi capiscono e sanno! Il popolo è vulnerabile, oggi ti segue e poi se lo prendi in giro e lo capisce ti lascia. Finché ci sarò io non si potrà sfruttare la Lazio».

SARRI – «Traspariva la delusione di Romagnoli e mi ha detto che certe cose non le sapeva, io mi fido di lui. E’ un professionista serio e la formazione non la faccio io ma Sarri. Mi auguro che Sarri resti allenatore della Lazio, ci prendiamo in giro e ci facciamo delle grandi risate. E’ uno dalla battuta facile, va decodificato: lui è attaccato alla Lazio e ai tifosi. E’ un brontolone ma è normale che voglia grandi gioccatori, se non lo fosse vorrebbe dire che non ha più ambizione. Non c’è contrapposizione tra di noi, sa che a volte le operazioni vanno in porto e altre no. E’ uno come Conte, grande bontà: non conta ciò che uno dice ma che uno pensa. Sarri pensa ad onorare questo progetto, lo avevamo detto che era l’anno zero».

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