Milan, Boateng: “Ben venga mister X, ma…”

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Kevin Prince Boateng nel corso dell’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: “Se un anno fa qualcuno mi avesse detto ‘andrai a giocare nel Milan, vincerai uno scudetto e diventerai un idolo’, gli avrei chiesto che droghe prendeva. Invece è successo e me sono reso conto in vacanza, quando ho avuto tempo per riflettere. Ripetevo a mia moglie: ‘Beh, abbiamo fatto questo’. Ed è bello essere l’idolo dei bambini. Una volta magari i genitori avrebbero detto: ‘Ha fatto delle sciocchezze in passato, è tatuato, ha questo aspetto da duro, non può essere il tuo modello’. Ma la gente ha visto come sono, ha visto la mia carica positiva, ha capito che sono uno che lotta e che vive il suo sogno. Se mi sento un simbolo del calcio africano come Weah? Difficile paragonarmi a lui o a Eto’o. Io sono nato e cresciuto in Europa, sono stato per la prima volta in Ghana pochi mesi fa. Mi sento più un simbolo della società  multiculturale. Se penso già  di fare qualcosa per l’Africa? Ci penso già : voglio costruire una scuola in Ghana. Se il mio idolo è sempre Pelè? Penso ancora che sia il più grande di sempre, ma i tempi cambiano e altri campioni arrivano. Ora il mio idolo è Cristiano Ronaldo, uno che può giocare dappertutto, che ha talento ma è anche il primo ad arrivare nello spogliatoio e l’ultimo ad andare via, e magari fa pure due sessioni di addominali invece di una. Cura tutto, perchè ama il suo lavoro. Se sarei pronto ad arretrare la mia posizione in campo qualora Allegri me lo chiedesse? Se me lo chiedesse sì, anche se non mi farebbe piacere, perchè Ã?«Il mio posto preferito è dietro gli attaccanti. Se, quindi, preferisco che il ‘mister X’ sia una mezzala? Guardi, noi non abbiamo bisogno di Mister X. Fabregas, Ganso, Hamsik… Se arriveranno ci daranno una mano, ma il problema non è questo. Qui abbiamo tutto: giocatori esperti e giovani, giocatori di qualità  e lottatori. Se con questo voglio dire che non servono rinforzi? Il problema non è Mister X, la cosa importante è la squadra: questo Milan è fantastico e se giochiamo da squadra possiamo ottenere qualsiasi risultato. Vedere correre così tanto Inzaghi a 39 anni ti fa pensare che tutto sia possibile per noi. Io vomiterei se corressi tanto quanto lui”.