Pagina 156 – Calcio News 24

Dybala e il Boca Juniors, suggestione viva per il futuro? L’argentino svela: «Nel calcio può succedere di tutto»

Dybala, attaccante della Roma in scadenza di contratto a giugno, ha aperto al trasferimento al Boca Juniors: le dichiarazioni

Il futuro di Paulo Dybala resta avvolto nell’incertezza, con il contratto in scadenza e diverse ipotesi sul tavolo. Tra queste, continua a far discutere la possibilità di un approdo al Boca Juniors, club simbolo del calcio argentino e meta affascinante per molti giocatori sudamericani.

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A riaccendere le voci è stata una recente intervista rilasciata al canale YouTube Lo del Pollo, in cui l’attaccante della AS Roma ha affrontato anche il tema legato al suo futuro. Dybala non si è sbilanciato, ma ha lasciato intendere come nel calcio nulla sia prevedibile, soprattutto quando entrano in gioco legami personali e opportunità inattese.

Dybala e il Boca Juniors, tra sogno e realtà

Un ruolo importante in questa possibile suggestione lo gioca Leandro Paredes, ex compagno di squadra e grande amico della Joya, che negli ultimi giorni ha ammesso pubblicamente di sentirlo spesso per cercare di convincerlo a trasferirsi a Buenos Aires. Un corteggiamento che, almeno sul piano umano, sembra già ben avviato.

Dybala ha raccontato con tono leggero e sorridente alcuni retroscena di questi contatti: Mi arrivano i suoi messaggi, della moglie che ha un bel rapporto con Oriana. Due giorni fa è uscita una mia foto con la maglia del Boca, loro l’hanno mandata nel nostro gruppo chiedendo se fosse intelligenza artificiale. Ci siamo fatti una risata. Ci mancano molto però non si sa mai cosa può succedere nel calcio.

Parole che evidenziano un legame forte, non solo tra compagni di squadra ma anche tra famiglie, elemento che spesso può influenzare le scelte di carriera. Tuttavia, l’argentino ha voluto ribadire con chiarezza la sua posizione attuale, mostrando rispetto e professionalità verso il club giallorosso.

Infatti, ha poi aggiunto: Oggi gioco per la Roma e difendo questa maglia ma non si sa mai cosa può accadere. Certo che mi piacerebbe passare più momenti insieme a Leandro e alla sua famiglia. Vedremo.”

Una dichiarazione che lascia aperti diversi scenari: da un possibile rinnovo con la Roma fino a un futuro ritorno in patria. Al momento, però, l’unica certezza è che Dybala resta concentrato sul presente, mentre il domani rimane tutto da scrivere.

Calciomercato Milan, Gila nome caldo per la difesa ma la strada è in salita: Lotito ostacolo principale

Calciomercato Milan, Mario Gila è il primo obiettivo per la difesa della prossima stagione ma Lotito non molla la presa

Il nome di Mario Gila continua a circolare con insistenza negli ambienti di mercato legati al Milan. Il difensore centrale della Lazio è infatti considerato uno dei profili più interessanti per rinforzare il reparto arretrato rossonero in vista della prossima stagione. La dirigenza milanista lo segue con grande attenzione e sembra pronta a passare dalle valutazioni ai fatti concreti già nelle prossime settimane.

A fare il punto sulla situazione è stato il giornalista Matteo Moretto, intervenuto in un contenuto pubblicato sul canale YouTube di Fabrizio Romano. Secondo quanto riferito, il Milan sarebbe intenzionato ad avviare i primi contatti ufficiali con il club biancoceleste per comprendere margini e condizioni della possibile trattativa.

Calciomercato Milan, Gila nome caldo ma permangono diversi ostacoli

Uno degli aspetti più delicati riguarda senza dubbio l’ingaggio richiesto dal giocatore. Gila, infatti, chiederebbe circa 4 milioni di euro netti a stagione, una cifra importante che lo renderebbe uno dei più pagati della rosa rossonera. Questo elemento impone riflessioni approfondite da parte del club, chiamato a valutare la sostenibilità dell’operazione anche dal punto di vista economico.

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Nonostante il forte interesse, la trattativa si preannuncia tutt’altro che semplice. Da un lato, trattare con il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è storicamente complicato, soprattutto quando si parla di cessioni di giocatori ritenuti importanti. Dall’altro, incidono anche rapporti non particolarmente distesi tra Igli Tare e l’ambiente laziale, un fattore che potrebbe ulteriormente irrigidire il dialogo tra le parti.

A rendere il quadro ancora più complesso c’è poi la forte concorrenza di altri club, pronti a inserirsi nella corsa al difensore spagnolo. Questo potrebbe far aumentare sia il costo del cartellino sia le richieste contrattuali del giocatore, complicando i piani del Milan.

Nonostante tutte queste difficoltà, il club rossonero resta vigile e determinato a provarci. Per arrivare a Gila serviranno tempismo, strategia e una proposta convincente, oltre alla capacità di superare ostacoli che, al momento, appaiono tutt’altro che banali.

Mercato Inter, pista Curtis Jones sempre bollente: il Liverpool apre alla cessione, assalto previsto in estate

Mercato Inter, Jones resta un obiettivo prioritario: il Liverpool orientato a vendere, possibile affondo estivo

L’Inter comincia a muoversi in vista della prossima sessione estiva di mercato e uno dei nomi più caldi resta quello di Curtis Jones. Le conferme arrivano direttamente da Fabrizio Romano, che sul suo canale YouTube ha ribadito come il centrocampista del Liverpool sia ancora in cima alle preferenze della dirigenza nerazzurra per il 2027. Dopo il tentativo fallito di gennaio — quando i Reds chiusero la porta nonostante l’apertura del giocatore — gli scenari per un trasferimento a Milano starebbero tornando d’attualità.

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Il contratto di Jones scade nel 2027 e il Liverpool, non avendo ancora avviato un dialogo concreto per il rinnovo, potrebbe valutare la cessione per evitare una perdita di valore nei prossimi mesi. Romano ha spiegato che la trattativa è tutt’altro che definita, ma il feeling tra le parti è evidente: «L’idea del Liverpool di far cassa con un giocatore in scadenza non è esclusa. Jones va tenuto seriamente in considerazione per l’Inter».

In casa nerazzurra, il profilo del centrocampista inglese è considerato ideale per il progetto tecnico di Cristian Chivu, che potrebbe accogliere un rinforzo di livello internazionale per consolidare la competitività dell’Inter nelle prossime stagioni.

Doumbia, ascesa travolgente: da un milione all’AlbinoLeffe a oltre 15 milioni. Venezia sogna la A

Issa Doumbia, la nuova pepita del Venezia: valore oltre i 15 milioni e mezza Europa sulle sue tracce. Capolavoro da Serie A

«Quindici milioni non bastano più». Le parole di Giovanni Stroppa fotografano alla perfezione l’esplosione di Issa Doumbia. Il centrocampista classe 2003, nato a Treviglio e di origini ivoriane, è il volto copertina di un Venezia a un passo dal paradiso. Il suo ultimo graffio, il settimo in questa Serie B, è arrivato in un Penzo infuocato contro l’Empoli: un 2-0 pesantissimo che permette ai lagunari di sognare la promozione aritmetica già nel prossimo match contro lo Spezia.

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La Gazzetta dello Sport oggi racconta come il percorso di Doumbia sia un vero e proprio capolavoro di scouting. Due estati fa, il ds Filippo Antonelli lo ha pescato in Serie C dall’AlbinoLeffe. Un’intuizione geniale: pagato appena un milione di euro più bonus (con contratto blindato fino al 2029), Antonelli riuscì a bruciare la concorrenza di club come Juventus, Atalanta e Monza. Oggi, il valore del ragazzo ha ampiamente superato i 15 milioni.
La sua maturazione è il frutto di un lavoro costante. Nella passata stagione in Serie A, Eusebio Di Francesco ne ha sgrezzato il talento. Dopo un esordio complicato contro il Verona, il ragazzo ha lavorato a testa bassa, ritagliandosi spazio nel girone di ritorno fino a conquistare la maglia dell’Italia Under 21. Quest’anno, con Stroppa, è arrivata la consacrazione totale: 33 presenze da titolare, 7 reti, 5 assist e un dominio fisico in mezzo al campo. Doumbia impressiona per aggressività e per la potenza dei suoi inserimenti, pur mantenendo fisiologici margini di miglioramento nelle letture tattiche.


Cresciuto a Zingonia, ha ereditato la passione per il pallone dal padre camionista ed è legatissimo al fratello maggiore Mamadou (noto PR milanese vicino a Rafa Leao). L’AlbinoLeffe lo ha cresciuto fin da pulcino, aiutandolo a formare il carattere. Il Venezia gli ha dato le chiavi del centrocampo, responsabilizzandolo.
Ora, su di lui ci sono gli occhi di mezza Europa: Bruges, Celtic, Espanyol, Southampton, Sporting e le principali big italiane sono in fila. Ma prima c’è una missione: conquistare la Serie A con il Venezia. Poi, sarà tempo di infiammare il mercato.

PSG Bayern Monaco 5-4 LIVE: andata incredibile, gara che entrerà nella storia della Champions League

PSG Bayern Monaco LIVE: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca della partita di Champions League 2025/2026

Allo Stade de Paris – Parco dei Principi va in scena questa sera alle 21 l’andata della semifinale tra Paris Saint‑Germain e Bayern Monaco, una sfida carica di storia e tensione. I tedeschi arrivano al confronto dopo aver eliminato il Real Madrid con un complessivo 6-4 tra andata e ritorno (2-1 in Germania, 4-3 al Bernabéu), mentre il PSG ha superato il Liverpool con un doppio 2-0. A rendere ancora più interessante il match è il dato degli ultimi cinque incroci: in tutti i precedenti recenti, il Bayern ha sempre avuto la meglio sui parigini, un trend che i rossoblù d’Oltralpe proveranno a invertire davanti al proprio pubblico.

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93 OCCASIONE BAYERN Da corner una serie di rimpalli, Pacho allontana di testa sulla linea. La gara finisce così!

92 SOSTITUZIONE BAYERN Jackson per Pavlovic

92 Ultimi assalti del Bayern, Safonov rimane a terra su un’uscita bassa

90 Sono 4 i minuti di recupero, li inaugura Kane con una conclusione debole

87 Hakimi rimane a terra ma Luis Enrique non ha più slot per i cambi ed è costretto a rimanere in campo

86 OCCASIONE PSG TRAVERSA Mayulu colpisce l’incrocio dei pali vedendo premiato il suo taglio da un assist preciso di Vitinha

82 SOSTITUZIONI PSG Hernandez per Nuno Mendes fermatosi per problemi muscolari e Mayulu per Kvaratskheila

79 AMMONITO HAKIMI per proteste su un laterale

78 SOSTITUZIONE BAYERN Goretzka per Musiala

76 AMMONITO Fabian Ruiz che spinge Olise, irretito dai doppi passi del giocatore del Bayern.

74 Angoli a ripetizione del Bayern, il Psg sta soffrendo il ritorno della squadra di Kompany

69 SOSTITUZIONE PSG Barcola per Doue

67 GOL BAYERN 5-4 Lancio di Kane, Luis Diaz fa un grande stop e infila di destro, check al Var che convalida la rete dopo che l’assistente l’aveva annullato

66 Stanisic in area concretizza la pressione con un tiro che trova una respinta

66 Altra punizione di Kimmich, uscita imperiosa di Safonov che allontana il pericolo

64 GOL BAYERN 5-3 Punizione di Kimmich, deviazione di testa di Upamecano che ruba il tempo agli avversari

63 SOSTITUZIONE PSG Fabian Ruiz per Zaire-Emery

62 Bel numero di Luis Diaz in area, Safonov attento in uscita

57 GOL PSG 5-2 Ripartenza letale dei francesi: Doue avanza, allarga per Dembele che chiude il tiro e gela Neuer andando a colpire il palo interno, conclusione che passa tra le gambe di Upamecano

55 GOL PSG 4-2 Centesimo gol di Kvaratskheila da professionista su un cross di Hakimi che attraversa l’area. Interno destro del georgiano che spiazza Neuer

53 Deviazione di Laimer in area, non c’è precisione

52 Stanisic in area al volo mette un interessante pallone ma non nella posizione di Kane

49 Kvara se ne va in area, nel calciare il pallone è lui a colpire Upamecano che gli mette la gamba davanti.

45 SOSTITUZIONE BAYERN Laimer per Davies

SECONDO TEMPO

45+4 GOL PSG 3-2 Destro dagli 11 metri di Dembele ad aprire, Neuer intuisce ma non basta. Il primo tempo si chiude così

45+1 RIGORE PSG: il Var induce Scharer ad accordare il penalty per mani di Davies

45 Sinistro debole di Kvara, Neuer blocca

45 Attento Tah a mettere in corner in spaccata su un cross pericoloso dalla destra

40 GOL BAYERN 2-2 Olise riceve tra le linee, avanza e appena dentro l’area scarica una gran botta centrale, Safonov spiazzato tocca solo il pallone

36 OCCASIONE PSG Doue lanciato in profondità, diagonale pronto e palla di poco fuori

36 Musiala in area troppo altruista, palla intercettata

34 Match spettacolare: ripartenza parigina, Upamecano regge il duello con Dembele

32 GOL PSG 2-1: angolo di Dembele, Joao Neves stacca di testa e mette il pallone in diagonale dove Neuer non può arrivare

32 OCCASIONE BAYERN Azione di Doue, tiro deviato in corner

31 OCCASIONE BAYERN PALO: Olise con grande azione personale, palla indietro e deviazione di Marquinhos sul palo

28 Buon momento dei padroni di casa, Hakimi mette un pallone in mezzo, Neuer controlla in presa

27 Doue prova di sinistro nell’esaltazione dello stadio, non riesce a superare il muro tedesco

24 GOL PSG 1-1 Capolavoro di Kvaratskheila, solito spostamento sul destro per evitare Stanisic e palla sul palo più lontano

22 OCCASIONE PSG Clamoroso Dembele, da solo mette il pallone fuori di almeno due metri

19 OCCASIONE BAYERN: Kane regala a Olise un pallone a tu per tu con Safonov, il portiere lo smorza e Marquinhos allontana la sfera prima che superi la linea

16 GOL BAYERN 0-1 Kane freddo dal dischetto apre il piatto e spiazza il portiere

14 RIGORE BAYERN: Olise smarca Luis Diaz, Pacho lo atterra all’altezza del dischetto

13 Corner minaccioso del Bayern, Safonov riesce a smanacciare il pallone

11 AMMONITO Marquinhos che ferma con un’ostruzione un’accelerazione di Luis Diaz.

07 Buono spunto di Doue sulla destra, la difesa del Bayern fa buona guardia

05 Cross basso di Olise, Safonov pronto a bloccare in area piccola

04 Squadre che cercano subito le verticalizzazioni e gli 1 vs 1

PRIMO TEMPO

PSG-BAYERN MONACO 5-4 (3-2)

Reti: 17 Kane rig. (B), 24 Kvaratskheila (P), 33 Joao Neves (P), 41 Olise (B), 45+5 Dembele rig. (P), 56′ Kvaratskheila (P), 58′ Dembele (P), 65 Upamecano (B), 68 Luis Diaz (B)

PSG: Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (83′ Hernandez); Zaire-Emery (64′ Fabian Ruiz), Vitinha, Joao Neves; Doué (70′ Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (83′ Mayulu). Allenatore: Luis Enrique

BAYERN MONACO: Neuer; Stanisic, Tah, Upamecano, Davies (45′ Laimer); Pavlovic (93′ Jackson), Kimmich; Olise, Musiala (79′ Goretzka), Diaz; Kane. Allenatore: Kompany

Arbitro: Scharer

Ammoniti: Marquinhos (P), Fabian Ruiz (P), Hakimi (P)

Formazioni ufficiali PSG Bayern Monaco, le scelte di Luis Enrique e Kompany per il match di Champions League

Formazioni ufficiali PSG Bayern Monaco, le scelte di Luis Enrique e Kompany per il match, valido per la semifinale di Champions League

La Champions League riaccende le sue luci e lo fa con una sfida che ha tutto il sapore di una finale anticipata. Questa sera, martedì 28 aprile, il grande calcio europeo vede l’attesissimo confronto tra PSG-Bayern Monaco, valido per per la semifinale. Un duello ad altissima quota, carico di tensione e qualità, che promette spettacolo fin dal primo minuto. Il calcio d’inizio è previsto alle 21:00.

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

A ridosso del fischio d’inizio, i due tecnici hanno sciolto ogni riserva tattica. Di seguito, ecco le formazioni ufficiali di PSG-Bayern Monaco, scelte rispettivamente da Luis Enrique e Kompany.

PSG: Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Zaire-Emery, Vitinha, Joao Neves; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique

A disposizione: Chevalier, Marin, Lucas Beraldo, Zabarnyi, Fabian Ruiz, Gonçalo Ramos, Kang-in Lee, Lucas Hernandez, Mayulu, Dro Fernandez, Barcola, Mbaye

BAYERN MONACO: Neuer; Stanisic, Tah, Upamecano, Davies; Pavlovic, Kimmich; Olise, Musiala, Diaz; Kane. Allenatore: Kompany

A disposizione: Ulreich, Urbig, Kim, Goretzka, Jackson, Ito, Laimer, Deniz Ofli, Pavic

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Gravissimo incidente in allenamento, non ce l’ha fatta: se ne è andato a soli 21 anni

La strada è sempre quella, la stessa che si percorre quasi ogni giorno. Allenamento, ritmo costante, qualche macchina che passa, niente che faccia pensare al peggio. Poi succede qualcosa che rompe quella normalità, un attimo che cambia tutto e che lascia dietro di sé una scia difficile da spiegare anche a distanza di ore.

Nel ciclismo capita più spesso di quanto si voglia ammettere. Non durante le gare, dove almeno il traffico è controllato, ma negli allenamenti, quando i corridori tornano a essere esposti come chiunque altro. È lì che si nasconde il rischio più grande, quello meno visibile ma più presente.

Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di un incidente stradale avvenuto mentre il corridore era in sella, in una sessione che non aveva nulla di diverso dalle altre. L’impatto sarebbe stato violento, tanto da rendere subito chiara la gravità della situazione. I soccorsi sono arrivati, ma non è bastato.

Chi era il giovane ciclista

A perdere la vita è stato Milan Bral, appena 21 anni, uno di quei nomi che nel ciclismo emergente iniziavano a farsi notare senza ancora essere diventati familiari al grande pubblico. Aveva davanti una carriera ancora tutta da scrivere, come succede a molti a quell’età, tra corse minori, sacrifici quotidiani e la speranza di fare il salto.

La notizia ha colpito soprattutto l’ambiente belga, dove il ciclismo è parte della cultura sportiva, ma si è allargata rapidamente anche fuori, perché episodi così riportano tutti alla stessa realtà. Non importa il livello, non importa la squadra, la strada resta sempre un’incognita.

Un rischio che non sparisce mai

Chi pedala lo sa, anche senza dirlo. Le ore passate sull’asfalto non sono solo allenamento, sono convivenza continua con qualcosa che non si controlla del tutto. Auto, distrazioni, incroci. Basta poco, a volte pochissimo.

Eppure il sistema fatica a trovare soluzioni reali. Si parla di sicurezza, di rispetto, di convivenza tra mezzi diversi, ma poi nella pratica cambia poco. I corridori continuano ad allenarsi su strade aperte, spesso senza protezioni, affidandosi più all’esperienza che a vere garanzie.

E resta quella sensazione difficile da togliere, che ogni uscita in bici abbia dentro una parte di rischio che non si riesce davvero a eliminare. Anche quando sembra una giornata come tutte le altre.

Nico Gonzalez, l’Atletico Madrid non convinto sul riscatto: 32 milioni in bilico e futuro da decifrare

Nico Gonzalez, l’Atletico Madrid frena sui 32 milioni del riscatto dalla Juventus: tutti i nodi sul futuro dell’argentino

Il calciomercato estivo si prepara a infiammarsi, soprattutto sull’asse Torino‑Madrid, dove il nome di Nico Gonzalez sta diventando il fulcro di un intreccio sempre più complesso. L’esterno argentino, protagonista di un finale di stagione brillante con l’Atletico Madrid, è tornato al centro delle analisi di Matteo Moretto, che sul proprio canale YouTube ha delineato scenari tutt’altro che scontati e potenzialmente favorevoli a un ritorno del giocatore alla Juventus. Le sue recenti prestazioni, come ricordato dal giornalista, non sono passate inosservate: «Partirei con Nico Gonzalez che è uno dei protagonisti di questo finale di Liga dell’Atletico Madrid. Una doppietta molto bella, tra l’altro, contro l’Elche. è un giocatore che sta dimostrando le sue qualità qui all’Atletico».

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Dietro l’exploit tecnico, però, si nasconde una situazione contrattuale intricata. Il riscatto fissato tra i due club è vincolato a condizioni molto precise, come spiegato da Moretto: «c’è un obbligo di riscatto a 32 milioni di euro che scatta nel caso in cui Nico dovesse giocare il 60% delle gare di Liga, solo di Liga, di queste gare deve far almeno 45 minuti». Una clausola che l’Atletico sembra intenzionato a evitare, nonostante l’apprezzamento per il giocatore. «Il feeling che arriva da Madrid è che l’Atletico stia cercando comunque di non far scattare questo obbligo di riscatto perché questi 32 milioni di euro per l’Atletico sono considerati troppo troppo alti», ha aggiunto il giornalista.

In questo scenario, la Juventus mantiene una posizione ferma: senza i 32 milioni pattuiti, Gonzalez tornerà a Torino per essere valutato dal nuovo progetto tecnico. Un progetto che potrebbe avere un ruolo decisivo nel suo futuro, soprattutto alla luce della considerazione che Luciano Spalletti nutre per lui. Secondo Moretto, infatti, la Juventus «considera Nico un giocatore molto importante per il prossimo anno, tant’è che Spalletti potrebbe inserirlo come pedina importante vicino a Conceicao da cui ripartire». Il destino dell’argentino, dunque, resta apertissimo e potrebbe diventare uno dei dossier più caldi dell’estate bianconera.

Neymar verso il Mondiale? La frase di Ancelotti fa esplodere l’entusiasmo: «Certo, ovviamente»

Neymar ai Mondiali? Il commissario tecnico dei verdeoro Carlo Ancelotti sorprende i tifosi: «Certo, ovviamente»

In Brasile continua a tenere banco il grande interrogativo: Neymar giocherà il Mondiale 2026? L’attaccante del Santos, oggi trentiquattrenne, vuole esserci a tutti i costi per quella che potrebbe essere l’ultima occasione di inseguire il sogno iridato con la Seleção. Le sue condizioni fisiche, però, restano un’incognita pesante: la stagione è stata segnata da continui problemi muscolari e Carlo Ancelotti, pur monitorandolo da vicino, lo aveva escluso dalle amichevoli di marzo contro Francia e Croazia dopo averlo inserito tra i preconvocati.

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A riaccendere le speranze dei tifosi è stato un episodio inatteso. Durante un breve incontro con due giovanissimi sostenitori, Ancelotti si è concesso a una foto e, alla domanda diretta sulla presenza di Neymar nella lista dei convocati, ha risposto con un sorprendente “Certo, ovviamente” prima di allontanarsi. Una frase che ha fatto rapidamente il giro del Paese, lasciando aperto il dubbio: semplice battuta o reale indicazione sulle sue intenzioni?

La verità arriverà presto, quando il commissario tecnico renderà nota la lista definitiva. Per Neymar, che punta a disputare il quarto Mondiale della carriera, si tratta di un crocevia decisivo: tra ambizioni personali, fragilità fisiche e aspettative di un intero Paese, il suo futuro in maglia verdeoro resta uno dei temi più caldi in vista della competizione.

Infortunati Bologna, stop per Joao Mario: stiramento al femorale. Casale e Bernardeschi in gruppo, le ultime su Dallinga

Infortunati Bologna, tegola Joao Mario: stiramento e tre settimane out. Casale e Bernardeschi ok, Dallinga ancora a parte

Il Bologna torna al lavoro a Casteldebole dopo due giorni di pausa, ma dall’infermeria arrivano indicazioni contrastanti in vista del 35° turno di campionato e del rush finale della stagione. La squadra di Vincenzo Italiano ha ripreso la preparazione in vista della sfida contro il Cagliari, con alcune buone notizie e altre decisamente meno incoraggianti.

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A sorridere l’allenatore sono i rientri in gruppo di Nicolò Casale e Federico Bernardeschi, entrambi nuovamente a disposizione dopo i recenti problemi fisici. Restano invece ai margini, lavorando in modo differenziato, Lukasz Skorupski e Thijs Dallinga, ancora non pronti per unirsi al resto dei compagni.

La nota più negativa riguarda però Joao Mario: gli esami strumentali hanno evidenziato uno stiramento del retto femorale sinistro. Il portoghese dovrà svolgere alcuni giorni di lavoro personalizzato e dovrebbe restare fuori per circa tre settimane, un’assenza pesante in un momento decisivo della stagione rossoblù.

Inibizione Zappi, respinto il ricorso! Confermati i 13 mesi di stop: non sarà più presidente dell’AIA

Inibizione Zappi, ricorso bocciato: restano i 13 mesi di stop e si chiude la sua era alla guida dell’AIA. Tutti i dettagli

Si è conclusa l’udienza di Antonio Zappi, presidente dell’AIA, davanti al Collegio di Garanzia del CONI, chiamato a esprimersi sul ricorso contro i tredici mesi di inibizione inflitti al dirigente. Come riportato da Sky Sport, il procedimento rappresenta un passaggio decisivo nella vicenda disciplinare che coinvolge il numero uno dell’associazione arbitrale.

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L’udienza si è aperta con la richiesta di rinvio avanzata dai legali di Zappi, motivata dal possibile collegamento tra questa vicenda e l’indagine in corso presso la Procura di Milano. L’avvocato Sergio Santoro ha sottolineato l’opportunità di attendere ulteriori sviluppi prima di procedere, ma il Collegio ha respinto l’istanza, decidendo di proseguire regolarmente con la discussione.

Con il rigetto della richiesta, il Collegio di Garanzia ha confermato la volontà di andare avanti nell’esame del ricorso, lasciando ora in attesa la decisione finale sulla sanzione. Per Zappi, autosospesosi nelle scorse settimane, si tratta di un passaggio cruciale per il proprio futuro istituzionale all’interno dell’AIA.

NOTA –  “Il Collegio di Garanzia dello Sport, all’esito dell’udienza a Sezioni Unite tenutasi in data odierna, HA RESPINTO il ricorso presentato dal dott. Antonio Zappi contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la Corte Federale di Appello Nazionale presso la FIGC, la Procura Federale presso la FIGC, in contraddittorio con la Procura Generale dello Sport presso il CONI, e trasmesso per conoscenza al sig. Emanuele Marchesi, per l’integrale riforma e conseguente annullamento della decisione n. 0092/CFA-2025-2026 (Registro procedimenti n. 0106/CFA/2025-2026 e Registro procedimenti n. 0108/CFA/2025-2026 riuniti) della Corte Federale di Appello Nazionale, Sezioni Unite, FIGC, emessa in data 23 febbraio 2026 e notificata in pari data, con la quale, nel respingere il reclamo del suddetto ricorrente, è stata confermata la decisione n. 0143/TFNSD-2025-2026 del Tribunale Federale Nazionale, Sezione disciplinare, FIGC del 22 gennaio 2026, con cui è stata irrogata, a carico del dott. Antonio Zappi, la sanzione di mesi 13 di inibizione; nonché di ogni eventuale atto, decisione, comunicato e/o provvedimento annesso e connesso, tra cui il dispositivo emesso dalla Corte Federale di Appello Nazionale presso la FIGC, in data 19 febbraio 2026, notificato in pari data, n. Dispositivo/0102/CFA-2025-2026 (Registro procedimenti n. 0106/CFA/2025-2026, Registro procedimenti n. 0108/CFA/2025-2026), con cui, all’esito dell’udienza di discussione del ricorso in appello presentato dal sig. Zappi Antonio, così decideva “Riuniti preliminarmente i reclami in epigrafe, li respinge”; la decisione n. 0143/TFNSD-2024-2025 (Reg. proc. n. 0119/TFNSD/2024-2025), emessa dal Tribunale Federale Nazionale, Sez. Disciplinare, FIGC, a seguito di udienza effettuata in data 12 gennaio 2026, e notificata in data 22 gennaio 2026, con la quale, per le violazioni ascritte al deferito, venivano applicate le seguenti sanzioni: “Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, irroga le seguenti sanzioni: – al dott. Antonio Zappi, mesi 13 (tredici) di inibizione”; le Ordinanze istruttorie emesse, in sede di udienza del 12 gennaio 2026, da parte del Tribunale Federale Nazionale FIGC, di cui Ordinanza/0026/TFNSD-2025-2026 e l’ordinanza emessa a verbale; il deferimento della Procura Federale FIGC n. Prot. 120 pfi 25-26/GC/blp. Ha, altresì, condannato il ricorrente alle spese del giudizio, liquidate in € 2.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente FIGC“.

Caso arbitri, l’accusa dei pm: Rocchi avrebbe partecipato a una presunta combine con colleghi a San Siro

Caso arbitri, i pm: Rocchi sarebbe coinvolto in una presunta combine con colleghi allo stadio Meazza. Le ultimissime

Secondo quanto emerge dagli accertamenti della Procura di Milano, le persone coinvolte nel presunto accordo del 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro con Gianluca Rocchi apparterrebbero tutte all’ambiente arbitrale. L’ipotesi investigativa riguarda la presunta combinazione della designazione di Andrea Colombo – considerato un arbitro gradito all’Inter – per la trasferta del 20 aprile 2025 a Bologna. Lo riporta Calcio & Finanza.

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Parallelamente, l’accordo avrebbe avuto anche un secondo obiettivo: evitare che Daniele Doveri, ritenuto poco gradito al club nerazzurro, potesse dirigere l’eventuale finale di Coppa Italia della scorsa stagione o le ultime gare di campionato dell’Inter nel 2024/2025. Per questo motivo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, a Doveri sarebbe stata assegnata la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Milan, occasione nella quale si sarebbe verificato il presunto incontro con Rocchi citato nell’imputazione.

Gli elementi raccolti finora sembrano dunque ricondurre a quelle «più persone» indicate nell’accusa di concorso in frode sportiva, tutte interne al mondo arbitrale. L’indagine, tuttavia, è ancora in pieno sviluppo: la Procura punta ora a consolidare i riscontri attraverso nuove audizioni e ulteriori analisi tecniche, e non si esclude che il quadro possa ampliarsi nelle prossime settimane.

Milan, il mistero Pulisic: cinque mesi senza gol, intesa con Leao ai minimi e futuro appeso al Mondiale

Crisi Pulisic, il Milan si interroga: crollo mentale, problemi tattici e rinnovo congelato in attesa del Mondiale

Il grande enigma dell’attuale stagione del Milan ruota attorno a Christian Pulisic. Dov’è finito l’esterno letale ammirato nei primi mesi in rossonero? Da cinque mesi a questa parte, l’americano è letteralmente sparito dai radar. L’ultima, incolore prestazione contro la Juventus ha fotografato un giocatore bloccato, spento e schiacciato psicologicamente da un digiuno che dura ormai dal 28 dicembre scorso.

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Il Corriere dello Sport sottolinea come nel 2026 non abbia ancora esultato, eguagliando il suo peggior record negativo personale: sedici partite consecutive a secco. Un abisso simile lo aveva vissuto solo al Chelsea, tra l’ottobre 2022 e il maggio 2023. Massimiliano Allegri ha recentemente evidenziato la radice mentale di questo crollo: Pulisic è un ragazzo molto sensibile e l’assenza del gol gli sta azzerando la fiducia nei propri mezzi.

L’intesa mancata con Leao
A complicare la situazione c’è una componente tattica innegabile. L’attuale modulo rossonero penalizza enormemente le caratteristiche dell’ex Chelsea. Come ammesso dallo stesso Allegri, Pulisic fatica enormemente a destreggiarsi in un attacco a due punte senza un vero centravanti di riferimento a creargli spazio. Il suo habitat naturale, dove ha reso al meglio nei primi due anni a Milano, resta la corsia di destra in un tridente puro.
Oltre al modulo, emerge un preoccupante difetto di connessione con Rafa Leao. L’intesa tra i due è ai minimi storici: si muovono su frequenze diverse e spesso si ignorano, palesando una frustrazione in campo che in passato ha già generato scintille.


La vetrina Mondiale
Tutto questo getta ombre pesanti sul suo futuro. Se il Diavolo dovesse insistere su questo assetto tattico anche per la prossima stagione, le strade potrebbero fisiologicamente separarsi.


Al momento, le trattative per il rinnovo del contratto sono state congelate. Ogni decisione definitiva per ristrutturare un reparto offensivo in affanno è rimandata all’estate. Pulisic punterà inevitabilmente a sfruttare l’imminente vetrina dei Mondiali 2026 per rilanciare le proprie quotazioni di mercato e ritrovare se stesso, mentre il Milan spera che la competizione iridata possa restituirgli un giocatore rigenerato dopo un’annata a due facce.

Inchiesta arbitri, il calcio italiano sul cornicione: il punto di Vaciago. Sospetti, tempistiche sospette e un sistema che rischia di crollare oltre le accuse

Inchiesta Arbitri, politica e caos FIGC: l’indagine di Milano congela il calcio italiano mentre cresce il timore di un commissariamento

Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, analizza sul suo giornale una situazione per la quale il pallone italiano danza pericolosamente sul cornicione. L’inchiesta della Procura di Milano ha generato un clima di totale sospensione: si fa un gran parlare di “arbitri graditi” o “sgraditi” all’Inter, ma al momento mancano le prove schiaccianti per giustificare l’allarme di una nuova Calciopoli.

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Non a caso, nel Consiglio Federale di ieri, più di qualcuno ha liquidato l’indagine come una semplice “bolla di sapone”. Serpeggia infatti il velenoso sospetto che le tempistiche degli avvisi di garanzia siano un assist perfetto per giustificare il commissariamento governativo della FIGC in piena campagna elettorale. A raffreddare ulteriormente gli entusiasmi dei giustizialisti è arrivata la precisazione della Procura stessa: i dirigenti dell’Inter non sono indagati.


Destini incrociati
Tutti gli occhi sono ora puntati su giovedì, giorno in cui il designatore Gianluca Rocchi (indagato per frode sportiva) è atteso dal pm Ascione, sebbene sia molto probabile che si avvalga della facoltà di non presentarsi. Nel frattempo, le ricostruzioni assumono contorni grotteschi: l’idea che i varisti comunicassero le decisioni tramite un linguaggio dei segni segreto trasforma l’ennesimo dramma sportivo in una classica farsa all’italiana. A complicare il quadro c’è il futuro dello stesso pm Ascione: il CSM lo ha appena designato all’unanimità come nuovo Procuratore europeo delegato a Roma. L’inchiesta andrà avanti in ogni caso, ma il passaggio di consegne potrebbe inevitabilmente mutarne i tempi e l’approccio.


Oltre l’inchiesta
Come si sopravvive a questo limbo giudiziario? Evitando sentenze premature, ma soprattutto guardando in faccia la realtà. Tra mancate qualificazioni ai Mondiali, flop europei, crisi economiche e lotte politiche, il nostro calcio rischia di “retrocedere” per intero, indipendentemente dall’esito di questa inchiesta.


Tuttavia, le indagini di Milano indicano chiaramente due punti di partenza ineludibili per la rinascita del movimento:


• La bonifica del settore arbitrale: le gravi falle dell’AIA (dallo scandalo D’Onofrio fino al caso Zappi) sono state ignorate o sottovalutate per troppo tempo dai vertici e dai media.
• La riforma della giustizia sportiva: il sistema attuale deve abbandonare la sua severità “alla carta”, smettendo di agire a velocità variabili a seconda di chi finisce sul banco degli imputati.

Rocchi non si presenterà giovedì all’interrogatorio: lo rende noto l’avvocato dell’ex designatore

Gianluca Rocchi non sarà presente all’interrogatorio di giovedì: la decisione comunicata dal suo avvocato

Gianluca Rocchi non si presenterà davanti ai magistrati della Procura di Milano. È questa la decisione dell’ex designatore arbitrale di Serie A e B, che si è autosospeso dopo l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di frode sportiva. Una scelta maturata alla vigilia dell’interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile.

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A spiegare la posizione è il suo legale, l’avvocato Antonio D’Avirro, che in una nota ufficiale ha chiarito: “Non si presenterà per rendere l’interrogatorio. Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo”. Una presa di posizione netta, che sposta inevitabilmente l’attenzione sulla strategia difensiva.

L’udienza del 30 aprile si terrà dunque senza la presenza di Rocchi, che rimane in attesa di conoscere gli atti dell’indagine prima di qualsiasi confronto con i pm. Una scelta che segna un passaggio delicato nella vicenda giudiziaria che ha travolto l’ex arbitro internazionale.


Mercato Milan, prende quota la suggestione Anguissa: Allegri e Tare ne parlano, pista complicata… Le ultime

Mercato Milan, idea Anguissa sul tavolo: primi dialoghi tra Allegri e Tare, operazione difficile ma con margini concreti

Il mercato del centrocampo del Milan per la stagione 2026/2027 potrebbe presto arricchirsi di un nuovo nome di peso. Secondo quanto riportato da Pietro Balzano Prota per MilanVibes, il profilo di Frank Zambo Anguissa ha iniziato a circolare con insistenza negli ambienti rossoneri. Il centrocampista camerunese è considerato in uscita dal Napoli, che a fine stagione valuterà offerte concrete per la sua cessione.

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Al momento si tratta di una semplice idea, ma non mancano gli elementi per un possibile sviluppo. Non esiste alcuna trattativa avviata, ma il gradimento tecnico è reale. Nonostante l’interesse di diversi club stranieri, la permanenza in Serie A – soprattutto in una piazza come Milano – resta un’opzione credibile. Anguissa è inoltre un profilo che piace molto a Massimiliano Allegri: fisicità, esperienza e capacità di rompere il gioco avversario sono qualità che andrebbero a completare un reparto che necessita di muscoli e dinamismo.

In attesa di capire quali saranno le richieste economiche del Napoli, il Milan osserva con attenzione. La pista non è ancora calda, ma resta aperta: se dovessero crearsi le condizioni giuste, la suggestione potrebbe trasformarsi in un’operazione concreta.

Calciomercato Juve, accelerata prima del Mondiale: i bianconeri vogliono Stiller in anticipo mentre dalla Premier cresce la concorrenza

Calciomercato Juve, sprint per Stiller: obiettivo chiudere prima del Mondiale per evitare l’asta con i club di Premier League

La Juventus accelera per Angelo Stiller, individuato come il profilo ideale per dare qualità, ordine e geometrie al centrocampo. Come riportato da Tuttosport, il club bianconero vuole muoversi entro fine maggio per anticipare la concorrenza internazionale ed evitare che le prestazioni del tedesco al Mondiale possano far lievitare il prezzo in un’asta senza controllo. Gli osservatori della Continassa hanno promosso Stiller a pieni voti: le sue caratteristiche da regista rispondono perfettamente alle richieste di Luciano Spalletti, deciso a innalzare il livello tecnico della squadra.

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L’operazione è resa particolarmente interessante dalla clausola rescissoria da 36,5 milioni, cifra considerata accessibile per un giocatore indicato da Toni Kroos come suo possibile erede. Ma esiste un ostacolo: il club tedesco può annullare la clausola pagando una penale al calciatore, portando la valutazione complessiva tra i 50 e i 60 milioni. Un rischio che spinge la Juve a muoversi con rapidità, anche perché sullo sfondo resta il Manchester United, che monitora il dossier pur avendo altre priorità come Sandro Tonali e Carlos Baleba. I bianconeri, che avevano già avviato i contatti con l’entourage del giocatore a febbraio, vogliono evitare un confronto economico con i colossi della Premier.

Prima di definire il suo futuro, Stiller cercherà la consacrazione nella finale di Coppa di Germania contro il Leverkusen. La Juventus, però, vuole anticipare i tempi e blindare il “regista angelico” prima che il palcoscenico internazionale lo renda inaccessibile. L’obiettivo della dirigenza è chiaro: consegnare a Spalletti il cervello del centrocampo per tornare a competere stabilmente ai vertici della classifica.

Sosa a sorpresa: «Vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto»

Roberto Sosa spiazza tutti: «Vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto»

Roberto Sosa, ex attaccante tra le altre di Udinese, Boca Juniors, Gimnasia, Ascoli e Messina, ha chiuso la carriera a Napoli, città dove è rimasto per vivere. Su La Gazzetta dello Sport racconta cosa ha visto quest’anno nel club guidato da Antonio Conte.

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DA DOVE RIPARTIRE «Bisogna innanzitutto sapere alcune cose: chi sarà l’allenatore? E poi quale ruolo, in Champions, vorrà avere il Napoli? Basterà esserci, vincere qualche partita e fare un po’ di soldi, o provare ad andare avanti come accade a tante società in Libertadores?».
IL CICLO CONTE «Io vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto. Ma anche ripensando a varie prestazioni – sottolineo le prestazioni – di questa stagione. I risultati non si discutono: Conte resta una garanzia assoluta. Ma il livello di gioco è stato godibile in non più di sette-otto gare. Solo l’allenatore sa cosa voglia da sé e quale progetto possa condividere. Però se poi a settembre-ottobre prossimi bisogna ricominciare ancora con “e si gioca ogni tre giorni” o con altre frasi simbolo, allora le riflessioni è giusto le facciano tutti».
IL NAPOLI DI OGGI «Una squadra forte che ha dovuto fronteggiare una stagione disgraziata, con troppi infortuni. Poi ci sono state risposte non convincenti dal mercato: e pure questo è argomento di analisi. Ma io non sono De Laurentiis e non spetta a me».
RITOCCHI O RIVOLUZIONI «Dipende da chi starà in panchina, da come si voglia giocare, se si procederà ancora con il 3-4-2-1 o se si vorrà rilanciare il tridente. In organico, ci sono giocatori che possono fare tutto. Però…».
I DUBBI «Sul portiere, innanzitutto. La gestione mi ha lasciato perplesso: Meret ormai mi sembra fuori, ha giocato una decina di partite; e Milinkovic-Savic non mi ha mai convinto totalmente. E poi: Anguissa è quello che anni fa era da Premier, straordinario centrocampista con pochi eguali, o quello che ora sta faticando? Poche cose, come vede».
I CAMBI «Servirà un difensore centrale, perché la carta di identità di Juan Jesus ha un suo peso. Un mediano, nel caso Anguissa venga ceduto; magari un vice-Hojlund, essendo l’esperienza di Lukaku arrivata al capolinea, per quello che si può intuire dagli ultimi episodi. Probabilmente sarebbe necessario anche una alternativa a Di Lorenzo. Ma si parte da una base di assoluta consistenza, in ogni settore ci sono giocatori che servono per sentirsi competitivi».
L’ENIGMA PRINCIPALE DA RISOLVERE «C’è un aspetto non irrilevante, a proposito di Conte: ha un solo anno di contratto e non penso che a lui possa far piacere restare in questa situazione. E quindi, eventualmente, il ragionamento andrebbe fatto in prospettiva: gli basterebbe rinnovare sapendo, nel caso, che bisognerebbe dare uno sguardo al bilancio?».

Mercato Milan, sprint deciso per Gila: Allegri approva l’operazione e il club prepara l’assalto alla Lazio per portare a casa il difensore

Mercato Milan, affondo totale per Gila: Allegri vuole il difensore e autorizza l’assalto, ora la palla passa alla Lazio e a Lotito

Mario Gila continua a essere uno dei nomi più caldi del mercato estivo. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il Milan ha ormai scelto il difensore della Lazio come primo obiettivo per rinforzare la retroguardia di Massimiliano Allegri, soprattutto dopo aver preso atto dell’impossibilità di affondare il colpo per Kim Min‑jae: l’ingaggio del centrale del Bayern Monaco, superiore ai 9 milioni netti più bonus, è considerato fuori scala per i parametri rossoneri.

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Il profilo di Gila convince Allegri per la sua duttilità: lo spagnolo può giocare sia in una difesa a tre sia in una linea a quattro. Non sorprende quindi che il tecnico abbia già dato il suo via libera all’operazione, sostenuta anche dal ds Igli Tare, uno dei principali artefici del suo arrivo alla Lazio. Anche Gerry Cardinale avrebbe approvato l’idea di seguire le indicazioni dell’allenatore, garantendo almeno un innesto di peso per reparto.

La trattativa con la Lazio, però, si preannuncia complessa. Gila è legato al club biancoceleste fino al 2027 e il Real Madrid detiene il 50% sulla futura rivendita, un dettaglio che irrigidisce ulteriormente la posizione di Claudio Lotito. Il Milan valuta il giocatore tra i 20 e i 25 milioni, ma il presidente non sembra intenzionato a concedere sconti.

Sul difensore, inoltre, non c’è soltanto il Milan. Inter, Juventus e Napoli hanno chiesto informazioni all’entourage del giocatore e sondato la disponibilità della Lazio, rendendo il dossier ancora più competitivo in vista dell’estate. In caso di mancata chiusura, i rossoneri continuano a monitorare Thomas Kristensen dell’Udinese come alternativa per il reparto arretrato.

Ad oggi, il quadro è chiaro: il Milan spinge forte su Gila, Allegri lo considera una priorità e Tare ne sostiene l’acquisto. Ma la decisione finale resta nelle mani della Lazio e, con il Real Madrid ancora coinvolto nell’operazione, la partita è soltanto all’inizio.

Mourinho Real Madrid, Florentino Perez in prima fila per il grande ritorno: è il preferito per la panchina!

Mourinho Real Madrid, Florentino Perez in prima fila per il grande ritorno: lo Special One è il preferito per la panchina del prossimo anno

Il Real Madrid guarda già alla prossima stagione dopo l’eliminazione dalla Champions League e con il Barcellona vicino alla conquista della Liga. In casa blancos il primo nodo da sciogliere riguarda la panchina. Dopo l’addio anticipato con Xabi Alonso, tecnico spagnolo scelto per aprire un nuovo ciclo, e la promozione interna di Alvaro Arbeloa, sostenuto dal gruppo ma non considerato una soluzione definitiva, Florentino Perez sarebbe tornato a valutare profili di grande esperienza internazionale. Secondo quanto riportato da The Athletic, tra le ipotesi più forti ci sarebbe il clamoroso ritorno di José Mourinho.

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La stima tra Perez e Mourinho non è mai stata un mistero. L’attuale allenatore del Benfica sarebbe il candidato preferito dal presidente madridista per guidare il Real Madrid dopo il Mondiale, anche se all’interno dell’ambiente blanco non tutti sarebbero favorevoli al ritorno dello Special One. Il tecnico portoghese è legato al club lusitano da un contratto fino al 2027, ma nel suo accordo sarebbe presente una clausola rescissoria. Con un indennizzo vicino ai 3 milioni di euro, il secondo ciclo di Mourinho a Madrid potrebbe diventare una pista concreta nelle prossime settimane.

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Il precedente passaggio di Mourinho al Real Madrid, dal 2010 al 2013, ha lasciato ricordi contrastanti. Il tecnico portoghese non è riuscito a vincere la Champions League, fermandosi per tre stagioni consecutive in semifinale, ma ha conquistato una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna, riportando competitività e personalità a una squadra chiamata a contrastare il grande Barcellona di quegli anni. Negli ultimi tempi, però, il suo percorso è stato meno brillante: tra Tottenham, Fenerbahce e Benfica, i risultati non hanno sempre rispettato le attese. L’ultimo grande trofeo europeo resta la Conference League vinta con la Roma. Proprio per questo, un eventuale ritorno al Real Madrid avrebbe il sapore della sfida più ambiziosa: rilanciare i blancos e, al tempo stesso, riaccendere la carriera dello Special One.

Open Var, Tommasi spiega: «Mano Carlos Augusto? Situazione complessa, la posizione ravvicinata non è un’attenuante»

Open Var, Tommasi spiega «Mano Carlos Augusto? Situazione complessa, la posizione ravvicinata non è un’attenuante». Le sue parole

A Open Var su DAZN è stato analizzato il calcio di rigore assegnato al Torino nella sfida contro l’Inter, episodio nato dal tocco di mano di Carlos Augusto, esterno brasiliano nerazzurro, dopo il colpo di testa di Zapata.

Dagli audio tra l’arbitro Mariani e la sala VAR emerge una valutazione inizialmente complessa. Il direttore di gara, davanti alle prime immagini, considera il movimento del braccio come dinamico e sottolinea la distanza ravvicinata tra i due giocatori. Dopo aver visionato un’inquadratura più ampia, però, cambia giudizio e concorda con la revisione: il braccio di Carlos Augusto è alto e fuori dalla sagoma del corpo.

La posizione dell’AIA, spiegata da Dino Tommasi, designatore ad interim della CAN A e B dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi, conferma la correttezza della decisione. La distanza ravvicinata viene considerata un elemento da valutare, ma non sufficiente per escludere la punibilità, perché l’opposizione al colpo di testa avviene con il braccio fuori dallo spazio corporeo.

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INCHIESTA ARBITRI – «Mandiamo un messaggio di solidarietà e vicinanza a Gianluca (Rocchi, ndr) e Andrea (Gervasoni, ndr) da tutto il gruppo di arbitri. Siamo pronti e sereni e cercheremo di terminare con stabilità e determinazione questo campionato».

MANO DI CARLOS AUGUSTO – «È una situazione complessa di campo perché la distanza era davvero ravvicinata. Attraverso l’analisi delle immagini si nota un braccio di Carlos Augusto in posizione punibile, è evidente che sia fuori sagoma. Giusto rivedere varie camere e l’arbitro deve essere sicuro quando va a decidere. La posizione ravvicinata tra Zapata e Carlos Augusto può essere un’attenuante, ma non in questo caso perché l’opposizione al colpo di testa viene fatta fuori dallo spazio corporeo».

SUL RIGORE PER IL NAPOLI – «Ottima decisione di campo di Doveri, che ha avuto un ottimo senso tattico. Grassi allarga il proprio movimento corporeo e intercetta di braccio la conclusione di Giovane. Bravo Doveri anche a spiegare a Grassi la scelta e a ottenere accettazione».

SUL GOL ANNULLATO AL LECCE CONTRO IL VERONA – «È evidente il fallo dell’attaccante, che sposta il braccio del portiere il quale non può effettuare la parata».

SUL NON RIGORE PER IL CONTATTO AKINSANMIRO-CIRCATI – «Il difensore è già in caduta, non c’è nulla di punibile. Non c’era nulla di evidente per concedere il calcio di rigore».

Zappi, il presidente dell’AIA rompe il silenzio sull’inibizione: «Ho grande fiducia. Inchiesta arbitri? Ho mandato un messaggio a Rocchi e Gervasoni»

Il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha parlato al suo arrivo nella sede del CONI prima dell’audizione al Collegio di Garanzia per l’inibizione

Giornata rilevante al CONI, dove è in corso l’udienza davanti al Collegio di Garanzia sul ricorso presentato da Antonio Zappi, presidente dell’AIA, contro l’inibizione di 13 mesi. Il collegio, presieduto da Gabriella Palmieri, dovrà pronunciarsi sulla sanzione decisa dal Tribunale Federale Nazionale della FIGC lo scorso 22 gennaio.

La vicenda riguarda le presunte pressioni che, secondo l’accusa, sarebbero state esercitate nei confronti degli associati Ciampi e Pizzi per favorire l’ascesa di Orsato e Braschi. Arrivando al CONI, Zappi ha espresso fiducia nel giudizio, sostenendo di essere accusato di atti non commessi o comunque non rilevanti sul piano disciplinare.

Il presidente dell’AIA ha parlato anche dell’inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale, ribadendo vicinanza e solidarietà a Gianluca Rocchi e Paolo Gervasoni. Zappi ha spiegato di aver informato gli organi competenti appena ricevuta la segnalazione, auspicando una rapida conclusione dell’indagine e respingendo l’immagine di un mondo arbitrale completamente lacerato.

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AUDIZIONE – «Uno sportivo affronta le partite che gioca sempre con fiducia e grande speranza. Da dove nascono? Chi è accusato di atti che non ha commesso, o disciplinarmente non rilevanti, ha la speranza di incontrare un giudice che lo riconosca».

INCHIESTA ARBITRI – «Ho mandato un messaggio a Rocchi e Gervasoni, sono vicino e solidale con loro. Appena ho ricevuto la segnalazione che ci fosse qualcosa ho informato gli organi competenti. Io sono inibito ma c’è un aspetto umano. L’indagine è in corso, mi auguro si risolva in fretta. Credo che a volte la volontà di descrivere il mondo arbitrale come dilaniato sia per interessi estranei al mondo arbitrale stesso, ma non sono convinto corrisponda alla realtà».

Buonfiglio categorico: «Commissariamento FIGC? Non ci sono i presupposti! Io eletto per far rispettare le regole»

Buonfiglio: «Commissariamento FIGC? Non ci sono i presupposti! Io eletto per far rispettare le regole». Le parole del presidente del CONI

Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, ha escluso l’ipotesi di un commissariamento della FIGC nonostante il clima teso legato all’inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale. Prima dell’audizione al Collegio di Garanzia, Buonfiglio ha ribadito che il suo ruolo è monitorare e far rispettare le regole, precisando però che, in questa fase, non ci sarebbero i presupposti per intervenire sulla Federcalcio. Queste le sue dichiarazioni rilasciate ai giornalisti presenti.

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PAROLE – «Il Presidente del CONI ha il compito di monitorare ma questo non vuol dire fare lo sceriffo ne che mi lasci influenzare da destra e sinistra o da chi parla al mio posto. Non esiste. Sono stato eletto per far rispettare le regole ma il primo che deve rispettarle sono io. Conoscendomi, quando ci sono stati i presupposti ho commissariato o no? Sì. Stavolta no».

Torneo delle Regioni 2026, definiti i quarti di finale: il programma completo

Torneo delle Regioni 2026, definiti i quarti di finale: il programma completo dopo il sorteggio di oggi. 32 squadre in corsa

Il Torneo delle Regioni di calcio a 5 entra nella fase decisiva con 32 rappresentative qualificate ai quarti di finale e 15 regioni ancora in corsa. Un dato importante per il movimento del futsal giovanile italiano, che conferma una crescita distribuita su tutto il territorio nazionale. A fare il pieno sono state Calabria, Lazio e Piemonte VdA, capaci di portare ai quarti tutte e quattro le categorie: Under 19, Under 17, Under 15 e femminile. Bene anche Puglia e Toscana, presenti con tre selezioni, mentre Basilicata, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto proseguono con due squadre.

Torneo delle Regioni, dove si giocheranno i quarti

Domani, mercoledì 29 aprile, andranno in scena le sedici sfide dei quarti di finale, distribuite in quattro palazzetti del Lazio: Pala Amendola e Pala Maranola di Formia, Pala Carucci di Terracina e Pala Veneziani di Gaeta. Gli accoppiamenti sono stati sorteggiati nella sede del Comitato Organizzatore e da questo momento il tabellone è definito fino alle finali, con il percorso stabilito secondo lo schema A vs D e B vs C. Tutte le gare a eliminazione diretta saranno trasmesse in live streaming sul canale YouTube ufficiale del Comitato Regionale Lazio Lega Nazionale Dilettanti, con highlights disponibili on demand.

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Torneo delle Regioni, il programma delle partite

Nell’Under 19, alle 17.00, si giocheranno Sicilia-Campania, Veneto-Puglia, Calabria-Piemonte VdA e Lazio-Toscana. Nell’Under 17, alle 11.30, spazio a Puglia-Toscana, Emilia Romagna-Basilicata, Piemonte VdA-Marche e Lazio-Calabria. Nell’Under 15, alle 9.30, il programma prevede Lazio-Liguria, Sicilia-Basilicata, Calabria-Puglia ed Emilia Romagna-Piemonte VdA. Nel torneo femminile, alle 14.30, in campo Piemonte VdA-Toscana, Lombardia-Sardegna, Lazio-Abruzzo e Calabria-Veneto. Il calendario proseguirà poi con le semifinali del 30 aprile e le finali del 1 maggio, che assegneranno i titoli del torneo.

Infortunio Militao, che tegola per il Real Madrid e per Ancelotti: addio Mondiale col Brasile! Si è operato

Infortunio Militao, che tegola per il Real Madrid e per Ancelotti: addio Mondiale col Brasile! Il centrale si è operato, il comunicato

Brutte notizie per il Real Madrid e per Eder Militao, difensore brasiliano classe 1998. Il centrale ha riportato un serio infortunio muscolare durante la vittoria contro l’Alavés e, dopo un consulto specialistico in Finlandia, è stata presa la decisione di procedere con l’intervento chirurgico. Il club spagnolo ha comunicato che l’operazione per la rottura del tendine prossimale del bicipite femorale della gamba sinistra è perfettamente riuscita.

Infortunio Militao, i tempi di recupero dopo l’intervento

L’intervento è stato eseguito dal dottor Lasse Lampainen, sotto la supervisione dello staff medico del Real Madrid. Nei prossimi giorni Militao inizierà il percorso di riabilitazione, con l’obiettivo di recuperare gradualmente condizione e forza dopo uno stop che si annuncia piuttosto lungo. Secondo quanto riportato da AS, il difensore dovrebbe restare lontano dai campi per circa cinque mesi, con rientro previsto nel mese di ottobre.

Infortunio Militao, tegola anche per il Brasile

L’infortunio rappresenta una perdita pesante per il Real Madrid, che dovrà fare a meno di uno dei suoi difensori più importanti nella parte conclusiva della stagione e nella programmazione dei prossimi impegni. La notizia riguarda da vicino anche il Brasile di Carlo Ancelotti, commissario tecnico della Seleção, che non potrà contare su Militao per il prossimo Mondiale. Un’assenza di peso per la nazionale verdeoro, costretta a rivedere le proprie scelte nel reparto arretrato.

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IL COMUNICATO – «Il nostro giocatore Eder Militao è stato sottoposto oggi con successo ad un intervento chirurgico per la rottura del tendine prossimale del muscolo bicipite femorale della gamba sinistra. L’operazione è stata eseguita con successo dal dottor Lasse Lampainen sotto la supervisione dello staff medico del Real Madrid. Militao inizierà la riabilitazione nei prossimi giorni».

Stones Manchester City, ufficiale l’addio a parametro zero: occasione per la Juve!

Stones Manchester City, ufficiale l’addio a parametro zero: occasione per la Juve! Il comunicato dei Citizens sulla decisione del difensore

John Stones occasione a parametro zero per la Juventus. Il Manchester City ha ufficializzato che il difensore inglese classe 1994 lascerà i Citizens al termine della stagione, quando il suo contratto in scadenza il 30 giugno 2026 non sarà rinnovato.

Il profilo sarebbe stato proposto alla Juventus dagli agenti del giocatore, avvistati nei giorni scorsi a Torino, alla Continassa. Stones chiederebbe un contratto almeno biennale a cifre elevate, vicine al tetto salariale fissato dal club bianconero. Restano da valutare anche i dubbi legati alla tenuta fisica, mentre sullo sfondo ci sarebbero piste in Premier League, Arabia e MLS.

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IL COMUNICATO – «John Stones lascerà il Manchester City quest’estate, ponendo fine a una permanenza memorabile e di grande successo durata dieci anni all’Etihad.

Dopo essere approdato al City nel 2016, diventando il secondo acquisto di Pep Guardiola, il difensore centrale inglese ha collezionato 293 presenze in quello che finora è stato un decennio magnifico al servizio del club. L’enorme contributo del trentunenne centrale durante l’era più lunga e ricca di successi nella storia del club è fuori discussione.

Ad oggi, Stones ha contribuito alla conquista di 19 trofei importanti da parte del City, tra cui sei titoli di Premier League, una UEFA Champions League, due FA Cup, cinque Carabao Cup, tre Community Shield, una Coppa del Mondo per club FIFA e una Supercoppa UEFA. In questo periodo, Stones ha anche contribuito con 19 gol e 9 assist e potrebbero esserci ancora altri trofei in arrivo, dato che il City è ancora in corsa per il successo sia in Premier League che in FA Cup.

Dotato di una tecnica impeccabile, di un’eccezionale capacità di passaggio, di un’incredibile etica del lavoro e di un’acuta lettura del gioco, Stones incarnava in molti modi lo spirito del City di Pep Guardiola.  Grazie al suo talento naturale e alla sua flessibilità tattica, Stones è stato spesso impiegato nel corso della sua carriera al City in un ruolo ibrido, spostandosi con grande efficacia al centro del centrocampo, soprattutto nella finale di UEFA Champions League del 2023.

Stones ha annunciato la sua decisione con un video sulla sua pagina Instagram ufficiale.
Ora, il Club e tutti i nostri tifosi si prenderanno il tempo per rendere un degno tributo e un addio a un giocatore eccezionale che ha servito il Manchester City Football Club al termine della stagione
».

Abodi frena: «A volte sembra che il calcio sia tutto, ma c’è tutto il resto! Mi occupo di altri temi»

Abodi frena: «A volte sembra che il calcio sia tutto, ma c’è tutto il resto! Mi occupo di altri temi». Le parole del Ministro dello Sport

Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, ha evitato di soffermarsi sui temi calcistici a margine della conferenza stampa sul Piano Mattei a Roma. Il ministro ha sottolineato l’importanza del progetto, legato ai 120 anni dalla nascita di Enrico Mattei, definendolo parte di una strategia multidisciplinare di politica estera.

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PAROLE – «Perché non parlo di calcio? Perché ogni cosa a suo tempo. I contenuti dei quali mi devo occupare sono tanti, a volte sembra che il calcio sia tutto, ma c’è tutto il resto. Questo progetto che presentiamo si inserisce nella strategia del Piano Mattei, un piano multidisciplinare e multilaterale che arricchisce la politica estera del nostro paese e la rende ancora più nobile, perché tende a creare le condizioni per migliorare la vita delle persone e magari a disincentivare i viaggi della speranza che troppo spesso si tramutano in tragedia. Credo sia un modo nuovo, unico così integrato, che consente a questo governo di presentarsi nello scenario internazionale con dei contenuti e non soltanto con degli auspici».

Caso Rocchi, il suo legale annuncia: «Domani decidiamo se comparire dal pm, il mio assistito coinvolto in una tempesta»

Caso Rocchi, parla Antonio D’Avirro, legale dell’ex designatore arbitrale: la linea difensiva e la risposta alle accuse

Inchiesta arbitri, il legale di Gianluca Rocchi, Antonio D’Avirro, ha spiegato a Radio CRC che la difesa valuterà se presentarsi all’invito a comparire del 30 aprile o avvalersi della facoltà di non rispondere. Attesa una decisione ufficiale.

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UDIENZA – «Domani decideremo come rispondere all’invito a comparire per il 30 aprile: se andare oppure avvalerci della facoltà di non rispondere. Non conosciamo i dettagli dell’accusa di concorso in frode sportiva, siamo in una situazione di oscurità totale. Gli elementi di accusa li ignoriamo, non ci sono noti, ecco perché stiamo valutando che iniziativa prendere. Non presentarsi può essere un’ipotesi valida, devo confrontarmi oggi con il cliente e domani prenderemo una decisione e rilasceremo un comunicato».

COME STA ROCCHI? – «Bene non sta, si trova coinvolto in una tempesta. Nonostante sia una persona forte e capace, la contestazione di frode sportiva è pesante e quindi lui è molto colpito. Sul caso Paterna, il tema non è tanto se sia stato Rocchi o meno, ma se effettivamente si concretizzi la circostanza di frode sportiva. Chi è intervenuto ha corretto un errore in cui si stava incorrendo, perché è pacifico che quello fosse rigore: quindi colui che è intervenuto, anziché alterare il risultato della gara, che è la finalità che caratterizza il reato di frode sportiva, ha evitato che il risultato della gara venisse alterato, ha corretto un errore. È stata rispettata la lealtà sportiva, perché è chiaro che fosse un rigore clamoroso e plateale. Chi è intervenuto ha evitato che la gara venisse alterata. Quando vedrò gli atti, saprò rendermi conto di come sono andate le cose. Non faccio ipotesi, aspetto che mi vengano depositati gli atti e poi difenderò il mio cliente»

Osimhen nei guai? Non avrebbe pagato le rate dell’auto: l’accusa della Mercedes!

Osimhen nei guai? Non avrebbe pagato le rate dell’auto: l’accusa di Mercedes-Benz all’ex attaccante del Napoli, ora al Galatasaray

Victor Osimhen, attaccante nigeriano classe 1998 ed ex Napoli, oggi in forza al Galatasaray, sarebbe stato denunciato da Mercedes-Benz Financial Services Italia per appropriazione indebita. La vicenda, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, riguarderebbe un contratto di leasing sottoscritto nel 2023 per una Mercedes GLE ibrida. Il calciatore sarebbe in debito con la società per una cifra vicina ai 90 mila euro, legata a rate che non sarebbero state saldate. Alla scadenza del contratto, inoltre, l’auto non sarebbe stata restituita.

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Osimhen, gli accertamenti sulla posizione del calciatore

La denuncia sarebbe stata presentata alla stazione dei Carabinieri di Crescenzago, in via Padova a Milano, dal legale rappresentante della finanziaria della casa di Stoccarda. Da questo momento la vicenda dovrebbe entrare nella fase degli accertamenti: gli inquirenti raccoglieranno gli elementi utili per ricostruire il caso e potrebbero prendere contatto anche con i legali di Osimhen, così da chiarire la posizione dell’attaccante. Trattandosi di una vicenda giudiziaria, ogni passaggio resta al momento da verificare nelle sedi competenti.

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Osimhen, la passione per le auto di lusso

La notizia si inserisce nel racconto della nota passione di Osimhen per le auto di lusso. Già durante gli anni al Napoli, il centravanti era stato spesso visto al volante di vetture di grande valore, tra cui una Mercedes Classe G azzurra, diventata una delle immagini della sua esperienza italiana. Di recente, invece, avrebbe mostrato una Lamborghini Revuelto total black, modello dalla valutazione molto elevata. Nel suo garage, secondo diverse ricostruzioni, ci sarebbero anche una Lamborghini Urus e una Rolls-Royce Cullinan. Sul piano giudiziario, però, il punto centrale resterebbe il presunto mancato pagamento del leasing e la mancata restituzione della vettura. La vicenda dovrà ora essere chiarita attraverso gli accertamenti delle autorità

Alfonso Montero a Juventusnews24: «Per mio papà Paolo la Juve è casa, quando sono arrivato qui mi ha detto che era una responsabilità» – VIDEO

Alfonso Montero ha raccontato la sua storia: dai consigli di papà Paolo fino all’arrivo alla Juventus. La sua intervista in VIDEO

Intervistato in esclusiva da Juventusnews24, Alfonso Montero – difensore della Juve Primavera – ha raccontato così la sua storia.

Quanto c’è di tuo papà nel tuo percorso da calciatore? Come hai iniziato: hai guardato qualche sua partita e hai detto ‘Voglio seguire le tue orme’?
«La verità è che mio papà da piccoli, a me e mio fratello, non ci ha mai detto di giocare a calcio. Tutto è iniziato per una persona molto legata alla famiglia, è un grande amico di mio padre ed è come se fosse uno zio per noi. Fin da piccoli ci dava il pallone e tante cose ce le ha insegnate lui. Però è ovvio che quando siamo diventati più grandi, sia a me che faccio il difensore centrale sia a mio fratello che fa il terzino – due ruoli che mio padre ha ricoperto – ci dà tanti consigli e lo ascoltiamo sempre».

Com’è il vostro rapporto dal punto di vista calcistico? Lo chiami dopo le partite, ti dà qualche consiglio, ti fa notare cosa migliorare o ti lascia tranquillo?
«Dopo le partite, una cosa che mi piace e che ho preso un po’ da lui, è che non siamo così contenti. A volte esco e penso più agli errori che ho fatto che alle cose positive, ma non in maniera negativa. Sempre per migliorare. Magari la gente mi dice ‘Hai fatto un partitone’ ma io non sono d’accordo. Quando parlo con mio padre dopo le partite mi dà sempre consigli, io gli mando i video delle giocate e gli chiedo cosa ne pensa, cosa avrebbe fatto lui in quella situazione. Sempre per migliorare».

Il cognome Montero è un cognome molto importante, qui in Italia tantissimo. Ha solo dei lati positivi o c’è stato anche qualcosa di negativo da affrontare nella tua carriera: parlo di pressioni, etichette, eredità da raccogliere e se sì come le hai vissute?
«Essere ‘figlio di’ come diciamo in Uruguay comporta parole come ‘raccomandato’ ma la verità è che a me quello non mi tocca proprio. Sono tutte cose positive perché non tutti i miei compagni hanno avuto genitori calciatori e quindi è un privilegio che io posso avere. Cerco di sfruttare al meglio perché non è una cosa normale».

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Ti rivedi in lui in qualche caratteristiche in campo? Nel modo di giocare o intrepretare il ruolo magari. Cosa pensi di aver ‘rubato’ del Paolo calciatore?
«Qualche volta sì, perché i consigli che mi dà provo a riportarli in campo…Poi a volte mi guardo le sue partite ma mi manca ancora abbastanza per arrivare a lui».

Cosa ti ha raccontato lui della Juventus? Quali parole ha usato per descriverti questo club prima del tuo arrivo nel 2022?
«Anche prima del 2022, da quando sono nato… Per lui la Juventus è la sua casa. Fin da piccoli ci ha sempre raccontato cose positive. Siamo venuti alla inaugurazione dello stadio, lì è stata la prima volta che sono stato a Torino. Quando sono arrivato qui mi ha detto che dovevo essere felice, di sfruttare l’opportunità ma che era anche una responsabilità, di affrontarla con grande serietà e di fare in campo quello che sono abituato a fare»

L’INTERVISTA INTEGRALE DI ALFONSO MONTERO A JUVENTUSNEWS24

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