Pagina 157 – Calcio News 24

Alfonso Montero a Juventusnews24: «Per mio papà Paolo la Juve è casa, quando sono arrivato qui mi ha detto che era una responsabilità» – VIDEO

Alfonso Montero ha raccontato la sua storia: dai consigli di papà Paolo fino all’arrivo alla Juventus. La sua intervista in VIDEO

Intervistato in esclusiva da Juventusnews24, Alfonso Montero – difensore della Juve Primavera – ha raccontato così la sua storia.

Quanto c’è di tuo papà nel tuo percorso da calciatore? Come hai iniziato: hai guardato qualche sua partita e hai detto ‘Voglio seguire le tue orme’?
«La verità è che mio papà da piccoli, a me e mio fratello, non ci ha mai detto di giocare a calcio. Tutto è iniziato per una persona molto legata alla famiglia, è un grande amico di mio padre ed è come se fosse uno zio per noi. Fin da piccoli ci dava il pallone e tante cose ce le ha insegnate lui. Però è ovvio che quando siamo diventati più grandi, sia a me che faccio il difensore centrale sia a mio fratello che fa il terzino – due ruoli che mio padre ha ricoperto – ci dà tanti consigli e lo ascoltiamo sempre».

Com’è il vostro rapporto dal punto di vista calcistico? Lo chiami dopo le partite, ti dà qualche consiglio, ti fa notare cosa migliorare o ti lascia tranquillo?
«Dopo le partite, una cosa che mi piace e che ho preso un po’ da lui, è che non siamo così contenti. A volte esco e penso più agli errori che ho fatto che alle cose positive, ma non in maniera negativa. Sempre per migliorare. Magari la gente mi dice ‘Hai fatto un partitone’ ma io non sono d’accordo. Quando parlo con mio padre dopo le partite mi dà sempre consigli, io gli mando i video delle giocate e gli chiedo cosa ne pensa, cosa avrebbe fatto lui in quella situazione. Sempre per migliorare».

Il cognome Montero è un cognome molto importante, qui in Italia tantissimo. Ha solo dei lati positivi o c’è stato anche qualcosa di negativo da affrontare nella tua carriera: parlo di pressioni, etichette, eredità da raccogliere e se sì come le hai vissute?
«Essere ‘figlio di’ come diciamo in Uruguay comporta parole come ‘raccomandato’ ma la verità è che a me quello non mi tocca proprio. Sono tutte cose positive perché non tutti i miei compagni hanno avuto genitori calciatori e quindi è un privilegio che io posso avere. Cerco di sfruttare al meglio perché non è una cosa normale».

GUARDA QUI L’INTERVISTA VIDEO SU YOUTUBE

Ti rivedi in lui in qualche caratteristiche in campo? Nel modo di giocare o intrepretare il ruolo magari. Cosa pensi di aver ‘rubato’ del Paolo calciatore?
«Qualche volta sì, perché i consigli che mi dà provo a riportarli in campo…Poi a volte mi guardo le sue partite ma mi manca ancora abbastanza per arrivare a lui».

Cosa ti ha raccontato lui della Juventus? Quali parole ha usato per descriverti questo club prima del tuo arrivo nel 2022?
«Anche prima del 2022, da quando sono nato… Per lui la Juventus è la sua casa. Fin da piccoli ci ha sempre raccontato cose positive. Siamo venuti alla inaugurazione dello stadio, lì è stata la prima volta che sono stato a Torino. Quando sono arrivato qui mi ha detto che dovevo essere felice, di sfruttare l’opportunità ma che era anche una responsabilità, di affrontarla con grande serietà e di fare in campo quello che sono abituato a fare»

L’INTERVISTA INTEGRALE DI ALFONSO MONTERO A JUVENTUSNEWS24

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Manchester United, fumata bianca per il rinnovo di Mainoo! I dettagli dell’accordo

Manchester United, fumata bianca per il rinnovo di Mainoo! I dettagli dell’accordo in dirittura d’arrivo col centrocampista classe 2005

Mainoo Manchester United, rinnovo ormai a un passo. Secondo Fabrizio Romano, giornalista esperto di mercato, Kobbie Mainoo, centrocampista inglese classe 2005, avrebbe accettato i termini del nuovo contratto con i Red Devils. L’accordo sarà valido fino al 2031, con firma possibile già questa settimana.

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PAROLE – «🚨💣 ULTIM’ORA: Kobbie Mainoo ha accettato tutti i termini del nuovo contratto al Man United, pronto a firmare!
L’accordo sarà valido fino a giugno 2031 con un aumento dello stipendio, come sempre riportato.
Si apprende che sarà ufficiale prima della fine della stagione, Kobbie potrebbe firmare questa settimana. 🔐
».

Moriero svela: «Vi racconto quel gesto con Recoba, come Thuram Dimarco. I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto ma mi auguro questo»

Moriero non ha dubbi: «Il gesto con Recoba, come Thuram Dimarco. I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto ma mi auguro questo»

L’immagine della domenica è stata creata da Marcus Thuram, che all’ennesimo assist vincente di Dimarco è andato a lustrare la scarpa al compagno. Un amarcord di quasi 30 anni fa, quando Francesco Moriero andò a fare altrettanto con Alvaro Recoba, protagonista di una doppietta col suo mancino, per poi ripeterla anche con Ronaldo il Fenomeno. Oggi lo stesso Moriero ricorda quell’episodio su Tuttosport e si proietta in avanti.

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IL GESTO
«Tutto nacque istintivamente, non c’era nulla di preparato. Al secondo gol di Recoba andai a lustrargli lo scarpino, poi è stato un gesto che ci accompagnò per tutto l’anno. Si dava onore al compagno di squadra per aver realizzato un gran gol o un gesto particolarmente importante».
NULLA DI PREPARATO «Sì, sì, ma io ero un fantasista, un estroso. E per questo dovevo inventarmi qualcosa anche fuori dal campo (ride, ndr). Poi certo, non avevo pensato che quel gesto avrebbe fatto letteralmente il giro del mondo».
LA FOTO DI THURAM E DIMARCO «Tra tifosi e amici ho ricevuto un sacco di foto di questa cosa qui (ride, ndr). Ovviamente mi fa piacere, soprattutto se fatto dai calciatori dell’Inter, ma badi bene, è un gesto che ormai è conosciuto ovunque, tanto che anche all’estero e in altri campionati è capitato che esultassero così».
UN OMAGGIO «Sì, un gesto storico che è rimasto nella mente di tutti i tifosi nerazzurri. Certo, lustrare le scarpe a Ronaldo era un’altra cosa (ride, ndr), però è bello che si onori così un compagno di squadra. E mi fa piacere perché dal nulla abbiamo dato la possibilità ad altri giocatori di copiarci. E dopo trent’anni è ancora in auge. Le dico questo: noi abbiamo la chat dei ragazzi del ’97-98. Siamo rimasti amici, siamo restati in contatto nonostante il passare degli anni. Ci sfottiamo, ci facciamo gli auguri, parliamo delle partite, ma pure delle esultanze…».
DIMARCO «Ha sempre dimostrato di essere un giocatore importante su quella fascia con i suoi cross. Parliamo di uno che vede prima la giocata, un calciatore che mi è sempre piaciuto, oltre a fare assist poi realizza anche i gol».
SOMIGLIANZE «Io ero più un funambolo, però come Dimarco mi piaceva di più come soddisfazione personale quella di mandare in gol un compagno di squadra».
TORNANTE «Io nasco nel 3-5-2 di Mazzone come tornante sulla destra. Dovevi coprire tutta la fascia, andare su e giù, ma il mio compito era pure quello di assistere per l’appunto i compagni di squadra (ride, ndr). Si correva… Poi io ogni tanto facevo uscire delle giocate tipo dribbling e rovesciate da metacampo (ride, ndr). Ma quello faceva parte delle mie caratteristiche».
SCUDETTO «I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto. Poi mi auguro accada già domenica, ma il risultato finale secondo me non è in discussione»

Ceferin Gravina, che intreccio immobiliare! Per 670mila euro la casa di Milano cambia proprietario

Ceferin Gravina, che intreccio! La casa di Milano passa di mano per 670mila euro. Tutti gli aggiornamenti e le ultime

Aleksandr Ceferin e Gabriele Gravina condividono un legame consolidato, fatto di rapporti istituzionali e personali. Oltre ai rispettivi ruoli ai vertici del calcio europeo – presidente UEFA il primo, vicepresidente il secondo – i due lavorano fianco a fianco su dossier cruciali come l’organizzazione degli Europei 2032 e difendono una visione comune sull’autonomia dello sport. Proprio questo rapporto torna oggi al centro dell’attenzione, complice una vicenda immobiliare già finita sotto osservazione negli anni scorsi.

Secondo quanto ricostruito da Il Fatto Quotidiano, al centro della storia c’è un appartamento di circa 80 metri quadrati in via Lambro, a Milano, acquistato nel 2019 dalla figliastra di Gravina per circa 650mila euro grazie a un mutuo garantito dal dirigente e dalla compagna. Nello stesso periodo, Gravina aveva concesso un’opzione da 350mila euro su una collezione di libri antichi a Marco Bogarelli, chiedendo che la somma fosse versata direttamente sul conto della giovane per l’acquisto dell’immobile. Il denaro fu poi restituito, ma l’operazione attirò l’attenzione degli inquirenti, che ipotizzarono un possibile schema “per permettere a Gravina di incassare una provvigione su una consulenza dei diritti tv della Serie C”.

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La vicenda è tornata d’attualità perché, lo scorso dicembre, l’appartamento è stato venduto. Come riporta ancora Il Fatto Quotidiano, davanti al notaio si sono presentati Gravina e l’acquirente, Neza Ceferin, figlia del presidente UEFA, che avrebbe acquistato l’immobile per 670mila euro trasferendosi a Milano per motivi di studio e lavoro nella moda. Entrambe le parti respingono qualsiasi irregolarità. Ceferin, interpellato dal quotidiano, ha ribadito che si tratta di una “transazione effettuata legalmente, al valore di mercato. Non c’è nessun legame finanziario perché non si è trattato di un accordo commerciale, bensì di una transazione immobiliare privata tra adulti, senza vantaggi occulti, e il fatto che le parti si conoscano non la rende sconveniente”. L’avvocato di Gravina, dal canto suo, sottolinea che “nell’ambito delle indagini non è mai stato contestato l’acquisto di un immobile, non gravato da alcun vincolo. È già stata dimostrata la totale estraneità ai fatti contestati”.

Resta però aperto il tema dell’opportunità politica. La compravendita riaccende interrogativi sulla sovrapposizione tra rapporti personali e ruoli istituzionali, in un momento delicato per il calcio italiano, tra risultati sportivi deludenti e tensioni arbitrali. Sullo sfondo, il ministro per lo Sport Andrea Abodi valuta l’ipotesi di commissariare la FIGC, una prospettiva osteggiata da Gravina e da Giovanni Malagò, candidato alla presidenza federale e che, secondo il quotidiano, avrebbe promesso a Gravina la conferma come vicepresidente UEFA in caso di elezione. In questo clima, Il Fatto Quotidiano chiude con un interrogativo destinato a far discutere: “Quando la Uefa scriverà all’Italia (e lo farà di sicuro, se Coni e governo avranno il coraggio di andare fino in fondo), minacciando di toglierci gli Europei del 2032 o addirittura di escludere le nostre squadre dalla prossima Champions, quale Ceferin firmerà la lettera? Il dirigente massima autorità del pallone europeo, paladino dell’autonomia sportiva? O l’amico di Gravina, che ha appena comprato una casa da oltre mezzo milione dalla sua figliastra?”

Roma, casting per il nuovo direttore sportivo giallorosso: Manna supera tutti, spunta il nodo De Laurentiis

Roma, rivoluzione in arrivo per i giallorossi: Giovanni Manna primo nome per il ruolo di ds, Friedkin al lavoro! Le ultimissime

Il casting è ufficialmente aperto e le luci a Trigoria sono accese: la Roma è alla ricerca spasmodica del suo nuovo direttore sportivo e ha tutta l’intenzione di chiudere la questione il prima possibile. Non si tratta solo di individuare un nome di facciata, ma di sposare una nuova visione aziendale, perché il secondo anno del progetto tecnico guidato da Gian Piero Gasperini necessita di un “architetto” del mercato in grado di osare e rifinire una rosa competitiva. Ecco cosa scrive oggi il Corriere dello Sport.

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L’addio imminente di Massara
Il destino dell’attuale ds, Frederic Massara, appare ormai segnato. Lo stesso Gasperini, riferendosi a una recente «mancanza di feeling», ha implicitamente certificato un addio inevitabile. Tuttavia, da professionista esemplare, Massara continua a lavorare a testa bassa per garantire il rispetto del Fair Play Finanziario e chiudere le necessarie plusvalenze entro la fine del mese, mentre la società sonda il mercato alla ricerca del suo sostituto.


Giovanni Manna in cima alla lista
Nei corridoi del “Fulvio Bernardini”, un nome rimbomba con maggiore prepotenza rispetto a quelli di Giuntoli, Sogliano o D’Amico: quello di Giovanni Manna. Il pressing giallorosso per strapparlo al Napoli – club con cui ha conquistato lo scudetto al suo esordio – è serratissimo.
Manna è il profilo ideale per molteplici ragioni:
• Modernità ed esperienza: giovane, vincente e poliglotta (parla quattro lingue), ha dimostrato a Napoli (con i colpi chirurgici di McTominay, Neres e Buongiorno) di saper costruire squadre mixando talento ed esperienza.
• Simbiosi con l’allenatore: incarna perfettamente la visione di Gasperini, che predica un legame simbiotico tra tecnico e ds (“Responsabili insieme, nel bene e nel male”). Curiosamente, fu proprio Manna a inserire Gasperini nella lista dei papabili per la panchina del Napoli due estati fa, prima di virare su Antonio Conte.
• Progetto Giovani: il suo prezioso passato nella Next Gen della Juventus è un asset fondamentale, soprattutto considerando che la Roma ha in programma l’iscrizione di una squadra “B” in Serie C per valorizzare il proprio vivaio (in perfetta linea con l’acquisto di giovani talenti come Alisson).


Il nodo De Laurentiis
L’ostacolo principale resta Aurelio De Laurentiis. Manna è blindato al Napoli da un lungo contratto in scadenza nel 2029. Per scardinare la resistenza del presidente partenopeo servirà probabilmente la discesa in campo in prima persona dei Friedkin. Una mossa forte e decisa per garantire alla Roma non solo un nuovo dirigente, ma una chiara, concreta e ambiziosa direzione per il futuro.

Ravanelli sicuro: «Alla Juve manca un finalizzatore. Vlahovic può dare una mano. Lewandowski non è l’uomo giusto, ha 37 anni! Yildiz è un fenomeno»

Ravanelli si racconta alla Gazzetta: «Alla Juve manca un finalizzatore. Vlahovic può dare una mano. Lewandowski non è l’uomo giusto»

Fabrizio Ravanelli è stato uno degli attaccanti più importanti della Juve di Marcello Lippi mentre in precedenza con Giovanni Trapattoni aveva patito il salto dalla provincia al grande club. Oggi su La Gazzetta dello Sport affronta il tema del reparto offensivo di Luciano Spalletti, quello di oggi e ciò che potrà avere in futuro.

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COSA MANCA ALL’ATTACCO DELLA JUVENTUS «Un finalizzatore. È mancato per tanto tempo Vlahovic: anche lui aveva avuto delle difficoltà, ma con Dusan al cento per cento la Juventus avrebbe avuto qualche punto in più. Spalletti ha provato in tutti i modi a far diventare la squadra più cinica davanti, perché comunque di occasioni ne crea tantissime e ha fatto anche molti gol in queste ultime partite, però il problema è che non ha un centravanti veramente concreto e che fa la differenza. Manca un numero nove».
VLAHOVIC MERITA UN’ALTRA OPPORTUNITÀ «Molto dipenderà da Spalletti, Chiellini, Comolli e da come vorranno giocare. Vlahovic può dare una mano, ma serve anche altro per lottare su tutti i fronti. Penso a un nove di spessore, che faccia la differenza. Alla Juve storicamente c’è sempre stata concorrenza davanti».
LEWANDOWSKI È L’UOMO GIUSTO «No, sarebbe un messaggio sbagliato per i tifosi e per la programmazione del club. Si farebbe un passo indietro. Non perché Lewandowski non sia all’altezza, parliamo di un fuoriclasse. Ma c’è bisogno di ragazzi con un bel futuro e col Dna Juve. Penso che il club debba cercare altri profili, Lewandowski ha 37 anni».
CHI SCEGLIEREBBE «Farei di tutto per Osimhen, ma so che non è facile per le diverse clausole. Gabriel Jesus sarebbe da Juve, anche se ha avuto qualche infortunio. L’area scouting deve essere brava a individuare un attaccante che possa vincere qualcosa di importante in futuro. I nove pronti sono pochi e costano tantissimo. Nella mia Juve che ha conquistato la Champions era stata costruita una base di prospettiva forte: io, Tacchinardi, Di Livio, Del Piero, Porrini, Torricelli, Peruzzi… Tutti ragazzi con grande voglia di mettersi in mostra. Bisogna lasciar perdere gli Over 35, perché è vero che un po’ di esperienza serve ma sono necessarie soprattutto energia, intensità e forza fisica».
UN ATTACCANTE ITALIANO SUL QUALE PUNTARE «Ho sempre avuto un debole per Kean, che alla Juve è già stato. Forse ha avuto qualche infortunio di troppo, ma ha forza e portamento per essere un nove da Juve».
L’ANNO DI DAVID «Sì, la sua è una stagione negativa. Ha fatto qualche gol, ma non credo sia un giocatore per poter vincere Champions o scudetti. Se analizziamo gli ultimi 30 anni di storia della Juventus, onestamente faccio fatica a trovare punte che non siano state determinanti. David ha pagato troppo il salto di qualità. Un conto è il Lilla, in un campionato senza troppa pressione e in un contesto di squadra che gioca a memoria, un altro è dover fare la differenza alla Juventus. A Torino il peso della maglia è molto più difficile da sopportare, serve grande personalità».
ZHEGROVA E OPENDA «Zhegrova ha molta più personalità rispetto a David e Openda, che mi hanno sempre dato la sensazione di non volersi assumere tante responsabilità. A Zhegrova darei fiducia, vorrei vederlo in una Juve positiva, con una mentalità vincente».
YILDIZ «Kenan è un fenomeno. Bisogna partire da lui ma anche da Conceiçao, Zhegrova e Boga. Yildiz è il 10 della Juve, un fuoriclasse».

Caso arbitri, le prossime mosse: Gervasoni pronto a rispondere al pm, Rocchi verso il silenzio. Inter fuori dall’inchiesta

Caso arbitri, Gervasoni atteso dal pm, Rocchi dovrebbe tacere. Nessun coinvolgimento per l’Inter. Le ultimissime

C’è una data cerchiata in rosso nel calendario dell’inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale: giovedì 30 aprile, quando l’ex designatore Gianluca Rocchi, attualmente autosospeso, è convocato in Procura a Milano dal pm Maurizio Ascione. L’avviso di garanzia riguarda tre capi d’imputazione, tra cui il caso Udinese‑Parma e l’accusa di aver assegnato “arbitri graditi” all’Inter in almeno due occasioni. Secondo Sportmediaset, non è ancora chiaro se Rocchi sceglierà di rispondere alle domande o se si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma le indiscrezioni indicano la seconda ipotesi come la più probabile. A confermare la linea prudente è il suo legale, che a Pressing ha dichiarato: “Stiamo valutando che iniziative difensive intraprendere. Nella contestazione si fanno riferimento ad altre persone, ma non vengono indicate. Sarebbe un reato plurisoggettivo, devono partecipare più persone, eppure l’avviso di garanzia è solo per Rocchi. Sta subendo un’ingiustizia”.

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Diversa la posizione di Andrea Gervasoni, supervisore VAR anche lui autosospeso dopo l’invito a comparire. Come riportato da Gazzetta.it, il suo avvocato Michele Ducci ha spiegato che il suo assistito “dovrebbe rispondere” alle domande del pm nell’interrogatorio fissato anch’esso per il 30 aprile. Gervasoni è indagato per concorso in frode sportiva in relazione a Salernitana‑Modena dell’8 marzo 2025, partita in cui un rigore inizialmente assegnato agli emiliani fu poi revocato dopo l’intervento della sala VAR. L’inchiesta, ricostruisce Repubblica, nasce da un esposto dell’ex assistente Domenico Rocca, seguito da altre segnalazioni, tra cui quella dell’avvocato Michele Croce del 7 gennaio 2024. L’episodio chiave è proprio Udinese‑Parma del 1° marzo 2025: secondo la Procura, Rocchi avrebbe influenzato da Lissone la decisione del VAR Daniele Paterna, che suggerì all’arbitro Maresca una on‑field review. Da lì sono stati acquisiti audio e video della sala VAR.

Gli indagati sarebbero cinque, ma il numero potrebbe crescere: nell’avviso di garanzia si fa riferimento ad “altre persone in concorso”. Oltre a Rocchi e Gervasoni, risultano coinvolti Nasca, Di Vuolo e Paterna, quest’ultimo per presunte false informazioni fornite al pm. Le partite sotto esame sono cinque: Udinese‑Parma, Inter‑Verona, Bologna‑Inter, il derby Inter‑Milan di Coppa Italia e Salernitana‑Modena di Serie B. Tutti gli indagati sono arbitri o membri dell’area tecnica, nessun dirigente o calciatore. La Procura di Milano ha inoltre chiarito che l’Inter non è indagata: il club compare solo come possibile beneficiario di alcune designazioni, in particolare per l’esclusione di Daniele Doveri dai big match, ritenuto “sgradito” alla società. Non essendoci tesserati nerazzurri coinvolti né contestazioni formali, al momento non emergono presupposti per sanzioni sportive o penali. Eventuali sviluppi dipenderanno dagli esiti dell’indagine milanese e da un eventuale successivo intervento della giustizia sportiva.


Vanoli Fiorentina, scenario definito: il tecnico destinato a lasciare il ruolo di allenatore. Sarà addio a fine stagione!

Vanoli Fiorentina, futuro ormai chiaro: a fine stagione sarà separazione con i viola. Le ultimissime notizie di Matteo Moretto

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, salvo colpi di scena, Paolo Vanoli non sarà più l’allenatore della Fiorentina al termine della stagione. Il tecnico classe ’72, arrivato sulla panchina viola il 7 novembre 2025 dopo l’addio di Pioli, aveva preso in mano una situazione complicata riuscendo a condurre la squadra verso una salvezza tranquilla.

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Nonostante il lavoro svolto e la stabilità ritrovata dal gruppo, il percorso di Vanoli sembra destinato a chiudersi qui. Le valutazioni della società vanno verso un cambio di guida tecnica per aprire un nuovo ciclo, mentre il futuro dell’allenatore resta ancora da definire.

De Santis (ex arbitro) svela: «Io sono stato condannato ma fu un’inchiesta senza voglia di cercare la verità. Spero che Rocchi e gli altri indagati…»

De Santis: «Io sono stato condannato ma fu un’inchiesta senza voglia di cercare la verità. Spero che Rocchi…»

Massimo De Santis fu coinvolto nell’inchiesta Calciopoli, squalificato per 4 anni e sul piano penale fu condannato a un anno. Un arbitro che ha pagato un prezzo nel 2006 e che oggi riflette sul Corriere della Sera sul nuovo scandalo che sta emergendo nel calcio italiano.

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LA SUA CONDANNA «Io sono stato condannato (un anno in Cassazione per associazione a delinquere, ndr), quella però fu un’inchiesta in cui non ci fu la voglia di cercare la verità, bisognava solo dimostrare un teorema».
LA JUVE «Guardi, spero che Rocchi e gli altri indagati s’imbattano in giudici che non siano all’inseguimento di colpevoli, ma di verità. Mi accusarono di favorire la Juve, con me quella squadra perse 3 volte».
LECCE-PARMA «Il problema di quella gara fu davvero l’arbitro? (ride, ndr) L’ho rivista solo due volte in vita mia. Si sarebbe potuto giocare per chissà quanto. Magari pure senza arbitro. Le dico: sempre 3-3 sarebbe finita. Zeman a un certo punto diede le spalle al campo: secondo lei lo fece per il mio operato?».
GARE “COMBINATE” «Più di una partita mi ha lasciato la stessa sensazione. Dentro di me, davanti alla tv, ho pensato “boh”».
COSA PENSA DELL’INDAGINE DI OGGI «Due cose. La prima: per come è strutturata, la Procura federale è inutile. La seconda: Rocchi doveva andar via tanto tempo fa, ma la Figc ha preso il sopravvento sull’Aia e l’ha protetto. Dirige arbitri che non sono cresciuti. Lui adesso, e Rizzoli prima, si sono avvantaggiati dell’azzeramento di una classe arbitrale e di una classe dirigente che contava su Paparesta, Pieri e Dattilo, tutti top, tutti migliori. E poi, mi faccia dire ancora. L’Italia eliminata dal Mondiale, Gravina che si dimette, il caos: ecco, mi sembra una giustizia a orologeria. Lo dico prima: dovessero uscire delle intercettazioni, mi auguro non si arrivi alle sentenze solo sulla base di quelle».
IL DESIGNATORE NON DEVE PARLARE CON UN DIRIGENTE «E perché? Ma siamo nel 2026! Non ci vedo nulla di male se un dirigente si confronta con un designatore. Piuttosto, stiamo guardando il lato del problema sbagliato. Tutti parlano della bussata di Udinese-Parma. Non mi interessa. A far pensare male sono le spiegazioni, che venivano pubblicamente date da Rocchi e dai suoi uomini a “Open Var”, a volte diametralmente opposte su episodi simili. Diciamo che fanno sospettare. Dico di più: il Var per come è utilizzato fa sospettare. L’errore dovrebbe essere quasi azzerato. E invece come puoi convincermi che tra campo e Var si continui ancora a sbagliare? Come puoi convincermi che il fotogramma del fuorigioco sia fatto al momento giusto?».
LA SOLUZIONE «Il Var a chiamata, come si fa in serie C. E cambiare il sistema dei voti: come può un osservatore con poche gare dirette, magari nei Dilettanti, giudicare un arbitro di A? Troppo facile influenzarlo».
IL RIMPIANTO «Nel 2006 ero diventato un riferimento che influenzava anche altri arbitri. Ho pagato per quello. Avrei dovuto farmi gli affari miei».

Goncalo Ramos, scenario in evoluzione: la Juventus rallenta, Mendes chiama il Milan. Le ultimissime sul centravanti

Goncalo Ramos, che intreccio di mercato! La Juventus sembra in difficoltà mentre Mendes tratta anche con il Milan

Il calciomercato entra nella sua fase più calda e, come spesso accade, iniziano a circolare nomi di grande richiamo per rinforzare le big italiane. Nelle ultime ore è spuntata una pista intrigante per l’attacco: Gonçalo Ramos, centravanti del Paris Saint‑Germain, sarebbe stato proposto in Serie A. Un profilo di assoluto livello, già noto agli appassionati di calcio internazionale e considerato uno dei talenti più completi della sua generazione.

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Dietro l’apertura alla cessione c’è la regia di Jorge Mendes, uno dei procuratori più influenti al mondo. Come riportato dal Corriere dello Sport, il super‑agente ha avviato un dialogo anche con il Milan, sondando la disponibilità del club rossonero. La posizione di Ramos al PSG appare ormai marginale e il suo entourage sta valutando nuove opportunità per rilanciarlo in un contesto che possa valorizzarne il fiuto del gol. Il Milan osserva con interesse: la dirigenza è alla ricerca di una punta giovane, strutturata e con esperienza internazionale, ma l’operazione si annuncia complessa per via delle richieste economiche del club parigino.

Il nodo principale resta infatti il prezzo del cartellino. Il PSG, che aveva investito cifre importanti per strapparlo al Benfica, non sembra intenzionato a concedere sconti, rendendo l’affare un puzzle finanziario per le società italiane. Non è la prima volta che Ramos viene accostato al Milan, segno di una stima che dura da tempo. E in effetti il 24enne rispecchia perfettamente l’identikit dell’attaccante ideale per un progetto tecnico ambizioso: forte fisicamente, capace di dialogare con la squadra e letale in area. Un profilo che, in uno scenario di mercato ancora in evoluzione, potrebbe diventare una delle grandi opportunità dell’estate.


Sarri Napoli, altro che ‘fantacalcio’: l’ipotesi ritorno è viva! Escluso, invece, l’arrivo di Maresca: la situazione

Sarri Napoli, altro che ‘fantacalcio’: l’ipotesi ritorno è viva! Escluso, invece, l’arrivo di Maresca: la situazione per la panchina dei partenopei

Sarri Napoli, ipotesi ritorno sullo sfondo. Secondo Alfredo Pedullà, giornalista esperto di mercato, il tecnico della Lazio sarebbe tra i nomi valutati dal club azzurro in caso di addio di Antonio Conte. Nessun contatto diretto finora: prima Sarri parlerà con i biancocelesti.

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PAROLE – «Maurizio #Sarri è un nome in evidenza in una ristrettissima lista del #Napoli se dovesse finire il rapporto con #Conte (il “se” va tenuto). #Maresca non è obiettivo fin qui concreto, mentre il #ManchesterCity lo considera sarebbe un possibile erede di Guardiola in caso di addio. “Il Napoli? Fantacalcio”: la dichiarazione di Sarri di ieri è un’onesta sintesi di contatti diretti fin qui mai avvenuti. Sarri ha altre due possibili opzioni in Serie A, ovviamente prima parlerà con la #Lazio».

Moggi convinto: «Vogliono fare le scarpe a Marotta perché è il più bravo, come fecero con me. Rispetto a Calciopoli lui ha una società alle spalle»

L’ex dirigente della Juve, Luciano Moggi, interviene sul caso arbitrale esploso in Serie A e prende le difese del presidente dell’Inter Marotta

Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus, è tornato a parlare del calcio italiano in un’intervista concessa a Libero, soffermandosi sull’attuale inchiesta arbitri e sui possibili riflessi politici all’interno del movimento. L’ex dirigente ha tracciato un parallelo con Calciopoli, prendendo però le parti di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, che al momento non risulta indagato, così come gli altri dirigenti dei club di Serie A e Serie B.

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MAROTTA«Vogliono fare le scarpe a Marotta. Perché è il più bravo: hanno fatto lo stesso con me». Secondo Moggi, il presidente nerazzurro sarebbe finito al centro di un clima ostile proprio per la sua capacità gestionale e per i risultati ottenuti. L’ex dirigente vede una somiglianza tra quanto accaduto negli anni di Calciopoli e ciò che sta emergendo oggi attorno al sistema arbitrale.

DIFFERENZE CON CALCIOPOLI«Sa la differenza che c’è tra me e Marotta? La differenza che c’è tra Calciopoli e il caos di questi giorni è che Marotta ha una società alle spalle». Con queste parole, Moggi ha lasciato intendere di essersi sentito isolato ai tempi della sua uscita dal calcio italiano, mentre Marotta potrebbe contare oggi sulla protezione e sul sostegno della struttura societaria dell’Inter.

ROCCHI«Lo conosco bene e le dico che è un galantuomo, una persona che non guarda in faccia nessuno, né il padre, né la madre. E se rimprovera un arbitro di aver preso delle decisioni sbagliate, ha pienamente ragione. Non posso conoscere i particolari dell’inchiesta, però Rocchi è una persona integerrima e di questo sono certo». Moggi ha così difeso anche Gianluca Rocchi, capo designatore arbitrale, pur precisando di non conoscere i dettagli dell’indagine.

CLIMA NEL CALCIO ITALIANO«Di sicuro c’è un’aria particolare, si respira qualcosa come ai miei tempi. Prima di tutto devono eleggere il presidente federale, quindi c’è uno scontro tra diversi gruppi di interesse. Poi si ricorda quando volevano far fuori i designatori, Bergamo e Pairetto, perché erano in carica da troppi anni?». Per Moggi, dietro le tensioni attuali ci sarebbe anche una partita di potere legata al futuro della FIGC.

Enzo Fernandez Real Madrid, il viaggio in Spagna che alimenta le voci di mercato: cos’è successo

Enzo Fernandez Real Madrid, il viaggio in Spagna che alimenta le voci di mercato: quale futuro per il centrocampista del Chelsea?

Enzo Fernandez, centrocampista argentino classe 2001 del Chelsea, torna al centro delle voci di mercato legate al Real Madrid. Dopo aver firmato il gol decisivo contro il Leeds United, valso ai Blues l’accesso alla finale di FA Cup, il giocatore ha approfittato dei due giorni di riposo concessi dal club londinese per volare a Madrid. Con lui c’erano anche i compagni di squadra Marc Cucurella, terzino spagnolo, e Joao Pedro, attaccante brasiliano. Una presenza che ha inevitabilmente alimentato le indiscrezioni sul futuro dell’ex Benfica.

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Enzo Fernandez Real Madrid, il permesso del Chelsea e le parole sulla Spagna

Secondo quanto rivelato dal quotidiano As, il viaggio sarebbe stato autorizzato dal Chelsea, ma il tempismo ha reso comunque la visita particolarmente significativa. Solo poche settimane fa, infatti, Enzo Fernandez aveva manifestato pubblicamente il proprio gradimento per la capitale spagnola, usando parole che non erano passate inosservate: «Mi piacerebbe vivere in Spagna. Mi piace molto Madrid, mi ricorda Buenos Aires. Vivrei a Madrid. Un calciatore può vivere dove vuole». Dichiarazioni che avrebbero creato irritazione a Stamford Bridge, al punto che l’allora allenatore Liam Rosenior, poi esonerato la scorsa settimana, lo avrebbe sospeso per due partite.

Enzo Fernandez Real Madrid, il motivo del viaggio e lo scenario di mercato

Il motivo ufficiale della trasferta, però, non sarebbe legato al mercato. Enzo Fernandez e i suoi compagni erano infatti a Madrid per assistere al Mutua Madrid Open, torneo di tennis al quale il centrocampista argentino era stato invitato dagli organizzatori. Il tennis è una delle passioni del giocatore, già presente lo scorso anno alla Caja Mágica. Resta comunque il peso delle voci: il Real Madrid continua a essere accostato al profilo del centrocampista, mentre il Chelsea osserva con attenzione ogni sviluppo. Il futuro di Enzo Fernandez resta quindi un tema da seguire in vista della prossima sessione di mercato.

Marciniak risponde ad un tifoso del Barcellona sull’arbitraggio contro l’Inter: «Non c’è nulla da perdonare, avevo preso due decisioni a favore del Barça, il Var mi ha corretto»

L’arbitro Szymon Marciniak ritorna sulla semifinale di Champions League tra Inter e Barcellona, rispondendo ad un tifoso blaugrana

L’arbitro polacco Szymon Marciniak è tornato a parlare della gara di ritorno della semifinale di Champions League della scorsa stagione tra Inter e Barcellona, disputata a San Siro e vinta dai nerazzurri ai tempi supplementari con il risultato di 4-3, e lo ha fatto ai microfoni del Mundo Deportivo. Una partita ricca di episodi e polemiche, soprattutto per due interventi del VAR che si sono rivelati decisivi nel corso della sfida.

Nel corso della partita venne prima assegnato un rigore per un fallo di Cubarsi su Lautaro Martínez, poi fu annullato un penalty concesso al Barcellona per un intervento su Lamine Yamal, caduto però appena fuori dall’area di rigore. A distanza di quasi un anno, durante un evento in Polonia, un tifoso blaugrana ha contestato a Marciniak la sua direzione arbitrale in quella sfida.

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Il direttore di gara polacco non si è sottratto alla domanda e ha risposto spiegando il proprio punto di vista, sottolineando come, a suo giudizio, le sue decisioni iniziali fossero state favorevoli al Barcellona, prima dell’intervento del VAR.

LE DICHIARAZIONI DI MARCINIAK

PAROLE«A dire il vero, non c’è niente da perdonare. Dal mio punto di vista, non c’è niente da perdonare. Se siamo onesti, le mie decisioni hanno favorito il Barcellona. Non ho concesso un rigore all’Inter, e il VAR mi ha richiamato e mi ha mostrato i replay. In secondo luogo, ho concesso un rigore, e mi hanno corretto perché ero quattro o cinque centimetri fuori dall’area. Se siamo onesti, quelle erano due decisioni a favore del Barcellona, ma il VAR mi ha corretto. Questa è la vita».

GLI ALTRI EPISODI CONTESTATI

Oltre ai due episodi citati da Marciniak, in casa Barcellona era emerso malcontento anche per un possibile fallo di mano di Acerbi in area di rigore e per un presunto fallo di Dumfries su Gerard Martín nell’azione che aveva portato al gol dello stesso Acerbi, poi decisivo per trascinare la sfida ai tempi supplementari. Su questi due episodi, però, l’arbitro polacco non ha fatto riferimento nella sua risposta.

Torneo delle Regioni 2026, Piemonte Valle d’Aosta fa l’en plein! 4 su 4 ai quarti per il calcio a 5

Torneo delle Regioni 2026, Piemonte Valle d’Aosta fa l’en plein! 4 su 4 ai quarti per il calcio a 5: ecco come sono andati i gironi

Il Piemonte Valle d’Aosta firma un risultato di grande prestigio al Torneo delle Regioni di calcio a 5 giovanile e femminile: tutte e quattro le rappresentative regionali hanno conquistato l’accesso ai quarti di finale. Un en plein importante per il movimento, capace di portare avanti le selezioni Under 19, Under 17, Under 15 e femminile nella manifestazione organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti nel Lazio. Dopo la terza e ultima giornata dei gironi, il quadro delle qualificate è ormai definito: delle 72 rappresentative al via, restano in corsa 32 squadre, pronte a giocarsi il passaggio del turno nella fase a eliminazione diretta.

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Torneo delle Regioni, il Piemonte VdA tra le protagoniste assolute

Il dato del Piemonte VdA assume ancora più valore perché condiviso soltanto con altre realtà di primo piano come Calabria e Lazio, anche loro capaci di qualificare tutte le proprie selezioni. La terza giornata ha regalato equilibrio, sorprese e risultati maturati spesso negli ultimi minuti, confermando il livello competitivo del torneo. In corsa restano 14 regioni, segnale della crescita generale del futsal giovanile italiano. Nel femminile avanzano, oltre al Piemonte Valle d’Aosta, anche Lazio, Veneto, Toscana, Lombardia, Calabria, Sardegna e Abruzzo. Tra le marcatrici spiccano Sara Manca della Sardegna, con sei reti, Federica De Sarro della Calabria e Benedetta Gorrasi della Campania, entrambe a quota cinque.

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Torneo delle Regioni, quarti il 29 aprile e finali il 1 maggio

Anche nelle categorie maschili il torneo è entrato nella fase più intensa. Nell’Under 17, dove solo Lazio ed Emilia Romagna hanno avuto un percorso più lineare, il Piemonte VdA ha strappato il pass insieme a Basilicata, Calabria, Marche, Puglia e Toscana. Nell’Under 15, invece, la selezione piemontese-valdostana si è aggiunta a Basilicata, Calabria, Lazio, Emilia Romagna, Liguria, Puglia e Sicilia. I sorteggi dei quarti sono fissati per il 28 aprile alle 10.30, in diretta sulla pagina Facebook del Comitato Lazio FIGC-LND. Le gare a eliminazione diretta saranno trasmesse in streaming sul canale YouTube ufficiale del Comitato Regionale Lazio Lega Nazionale Dilettanti. Il calendario prevede i quarti il 29 aprile, le semifinali il 30 aprile e le finali il 1 maggio.

Anguissa Napoli, il futuro ora è in bilico: Conte lo esclude e il rinnovo resta fermo! Gli scenari per l’estate

Anguissa Napoli, il futuro del centrocampista camerunese ora è in bilico: Conte lo esclude e il rinnovo resta fermo! Gli scenari per l’estate

Il futuro di Frank Anguissa, centrocampista camerunense del Napoli, torna al centro delle riflessioni in casa azzurra. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il giocatore sta attraversando un momento particolare dopo il lungo stop che lo ha tenuto fuori per oltre tre mesi. Il rientro non ha ancora restituito al tecnico Antonio Conte il mediano dominante visto nella prima parte della stagione. Contro la Cremonese, infatti, Anguissa è rimasto in panchina per tutta la partita: una scelta insolita, considerando il peso avuto dal calciatore nei successi recenti del Napoli.

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Anguissa Napoli, il rendimento dopo l’infortunio preoccupa Conte

La stagione di Anguissa si è divisa in due parti molto nette. L’avvio era stato di alto livello, con 4 gol e un assist nelle prime nove giornate, confermando il suo ruolo da protagonista nel centrocampo azzurro. Poi è arrivato l’infortunio con il Camerun, una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia sinistra, seguito da un problema alla schiena che ha ulteriormente rallentato il percorso di recupero. In totale, il centrocampista ha saltato 24 partite, rientrando soltanto il 6 marzo contro il Torino. La successiva presenza da titolare con il Lecce non ha però cancellato i dubbi sulla condizione fisica.

Anguissa Napoli, il rinnovo è congelato e l’estate può cambiare tutto

Verso la sfida contro il Como, cresce quindi l’attesa per capire se Conte deciderà di rilanciare Anguissa o se confermerà altre soluzioni in mediana. Il tecnico sembra orientato a mantenere un assetto più offensivo, con Alisson nel tridente mascherato, mentre restano forti le candidature di McTominay e Lobotka, regista slovacco fondamentale per l’equilibrio del Napoli. Sullo sfondo resta anche il tema contrattuale: prima dell’infortunio si discuteva il rinnovo, ma ora tutto è fermo. Il contratto scade il 30 giugno 2027, ma la permanenza non è più scontata. La storia tra Anguissa e il Napoli potrebbe anche chiudersi in estate.

Di Paola fa chiarezza: «Commissariamento FIGC? Occorre attendere, il Coni ha poteri che vanno assolti con la massima cura»

Di Paola fa chiarezza: «Commissariamento FIGC? Occorre attendere, il Coni ha poteri che vanno assolti con la massima cura». Le sue parole

Marco Di Paola, nato a Roma il 7 maggio 1968, avvocato, dal 2025 è vicepresidente del Coni. Su La Gazzetta dello Sport affronta il nodo del commissariamento della Figc e degli ultimi avvenimenti.

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IPOTESI COMMISSARIAMENTO FIGC – «Al momento le informazioni che abbiamo sono quelle giornalistiche, quindi, con tutto rispetto, occorre attendere. Noi per prendere decisioni del genere dobbiamo affidarci a fonti certe, ovvero quelle degli organi preposti del Coni».

LE PRESSIONI DELLA POLITICA – «Viviamo in un Paese democratico e rispettiamo le affermazioni di chiunque, però le distinguiamo dalle responsabilità, perché poi il Coni nella figura dei suoi organi, quindi Giunta e Consiglio nazionale, ha dei doveri che vanno assolti con la massima attenzione e la massima cura. Per cui ripeto, potremo esprimerci quando avremo degli elementi certi che non possono essere soltanto articoli di giornale. Serve una relazione. Quello che posso dire è che allo stato attuale non ci sono relazioni specifiche sull’argomento e non ci sono evidenze all’ordine del giorno della Giunta: se ci fosse qualcosa l’avremmo già saputo. Di certo i nostri organi di vigilanza se ne stanno occupando, quindi quando riceveremo delle informazioni più precise dagli uffici competenti potremo valutare la situazione nel merito».

L’AUTONOMIA DELLO SPORT – «Il presidente Buonfiglio è saldo al timone, valuta i fatti in maniera oggettiva e non in base alle sensazioni o pressioni, su certe cose serve un sottostante fondamento verificato da quelli che sono i nostri uffici competenti. Buonfiglio sta seguendo la vicenda da vicino, quando avrà degli elementi chiari, se mai li avrà, si confronterà con la Giunta prima e con il Consiglio nazionale poi».

È MAI ACCADUTO CHE FOSSE RESPINTO UN COMMISSARIAMENTO – «Da che ho memoria direi di no, perché il presidente ne parla e lo condivide soltanto nel momento in cui ci sono degli elementi concreti per procedere. Noi non agiamo in base alla politica o alle simpatie, è un fatto di responsabilità, anche contabile, nei confronti dell’ente pubblico che noi rappresentiamo».

BUONFIGLIO HA SEMPRE DETTO CHE NON CI SONO LE CONDIZIONI PER COMMISSARIARE – «Servono certezze, altrimenti non saremmo seri nei confronti di uno sport che invece è molto serio e merita molta serietà».

COSA POTREBBE SUCCEDERE – «È una dinamica che difficilmente si può delineare, ma certamente se il presidente propone un commissariamento che non viene votato sarebbe un fatto politico importante che meriterebbe una riflessione politica rilevante. Non a caso non è mai accaduto, mentre diverse volte è capitato che ci fosse una votazione a maggioranza e non all’unanimità, è nella dinamica degli organi democratici. Siamo un ente pubblico con una Giunta eletta, ci rifacciamo alle evidenze e giudichiamo sempre con coscienza, non in base a credenze politiche, non abbiamo ordini di scuderia da dover rispettare, si decide con molta serenità soprattutto sulle sorti di un collega o di una federazione».

IL MOMENTO DEL CALCIO – «Dispiace perché quella del calcio è sicuramente la federazione più importante, sia sotto un profilo della popolarità, sia sotto quello economico perché genera un indotto estremamente rilevante. Il presidente Gravina con grandissimo senso di responsabilità ha preso atto della situazione e ha messo sul tavolo le proprie dimissioni, anche se non c’è un rapporto diretto tra il suo ruolo e i risultati di una squadra. Posso solo encomiarlo per quello che ha scelto di fare».

SERVIREBBE PIÙ RESPONSABILITÀ – «Sicuramente chi ha dei ruoli di rilievo in un mondo che è un riferimento per la società civile deve svolgere quel compito rispettando i nostri due principi cardine: lealtà e correttezza».

Indagine arbitri, anche Inter-Roma nel mirino! La risposta del Var sul fallo da rigore di Ndicka su Bisseck: «Fatti i fatti tuoi»

Indagine arbitri, anche Inter-Roma nel mirino! La risposta del Var sul fallo da rigore di Ndicka su Bisseck: «Fatti i fatti tuoi». Scoppia un nuovo caso

L’inchiesta arbitri della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano continua ad allargarsi e, secondo quanto riportato da La Repubblica, si sarebbe arricchita di un nuovo episodio destinato ad alimentare il dibattito. Nel fascicolo che coinvolge Gianluca Rocchi, capo dei designatori, e Paolo Gervasoni, supervisore Var, accusati di «frode sportiva in concorso», sarebbe finita anche Inter Roma della scorsa stagione. Al centro dell’attenzione c’è il presunto fallo da rigore di Evan Ndicka, difensore ivoriano dei giallorossi, su Yann Bisseck, centrale tedesco dell’Inter, episodio non sanzionato dopo un confronto interno alla sala Var.

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Inchiesta arbitri, il presunto audio mancante e la gestione della sala Var

Secondo la ricostruzione di La Repubblica, un testimone legato al mondo arbitrale, ascoltato in Procura, avrebbe indicato proprio quell’episodio come uno degli esempi di «gestione anomala» delle comunicazioni in sala Var. Durante l’azione contestata, l’Avar avrebbe segnalato un possibile fallo di Ndicka su Bisseck in area di rigore, ma il Var avrebbe respinto l’indicazione con la frase «Fatti i fatti tuoi», chiudendo di fatto il confronto interno senza procedere a una revisione formale dell’episodio. L’elemento più delicato, secondo quanto emerso, non riguarderebbe soltanto la mancata revisione dell’azione, ma anche l’assenza della registrazione audio relativa a quel passaggio specifico.

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Inchiesta arbitri, la posizione di Gervasoni e il peso dell’episodio per l’Inter

I magistrati avrebbero acquisito i filmati video e le comunicazioni audio del Centro Var di Lissone, ma non sarebbero riusciti a individuare l’audio collegato a quel momento. Sempre secondo La Repubblica, la risposta del Var all’Avar sarebbe arrivata «su indicazione del supervisore Gervasoni». La designazione di Inter Roma, gara della 34ª giornata della Serie A 2024/2025, prevedeva Fabbri di Ravenna come arbitro, Costanzo e Passeri assistenti, Marinelli quarto ufficiale, Di Bello al Var e Piccinini come Avar. Il caso assume un peso particolare perché si colloca in una direzione opposta rispetto alle prime ipotesi legate a possibili designazioni favorevoli all’Inter: per i nerazzurri, infatti, l’episodio Ndicka-Bisseck fu considerato tra quelli decisivi nella corsa scudetto persa di un punto contro il Napoli.

Elezioni FIGC, permane il testa a testa tra Malagò e Abete: fazioni e alleanze, con l’ombra del commissariamento

Elezioni FIGC, permane il testa a testa tra Malagò e Abete: fazioni e alleanze, con l’ombra del commissariamento. Cosa aspettarsi

Il tema delle elezioni FIGC resta centrale nel calcio italiano, con il voto del 22 giugno che potrebbe ridisegnare gli equilibri federali. Secondo quanto analizzato da La Gazzetta dello Sport, la corsa sembra orientata verso un testa a testa tra Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e candidato sostenuto dalla Lega Serie A, e Giancarlo Abete, dirigente di lungo corso forte dell’appoggio della Lega Nazionale Dilettanti. In questo scenario diventano decisive le scelte di Assocalciatori e Assoallenatori, componenti dal peso elettorale rilevante: l’AIC vale il 20%, mentre l’AIAC pesa per il 10%. Il presidente degli allenatori, Renzo Ulivieri, ha spiegato: «Il 19 riunirò il consiglio direttivo. Abbiamo parlato sia con Malagò sia con Abete, adesso decideremo e sapremo dirvi chi abbiamo scelto».

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Elezioni FIGC, il peso di calciatori e allenatori può spostare gli equilibri

La partita politica si gioca dunque soprattutto sul consenso delle componenti tecniche. Umberto Calcagno, presidente dell’Assocalciatori, dovrà confrontarsi con i suoi 52 delegati prima di arrivare a una posizione definitiva. L’obiettivo è presentarsi con una linea compatta, evitando divisioni interne che potrebbero pesare nel voto finale. La Gazzetta dello Sport sottolinea come l’orientamento sembri sempre più favorevole a Malagò, interpretato come profilo di cambiamento e di rinnovamento. Dal punto di vista numerico, Abete parte dal 34% garantito dalla LND, mentre Malagò può contare sul sostegno della Serie A, pari a circa il 18%, con la posizione contraria di Claudio Lotito. Per essere eletti serve il 51% dei voti validamente espressi: chi conquisterà il blocco calciatori-allenatori potrebbe ritrovarsi molto vicino alla vittoria.

Elezioni FIGC, il Corriere dello Sport rilancia il tema commissariamento

Parallelamente, il Corriere dello Sport si sofferma sul possibile commissariamento dell’AIA e sulla posizione di Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC. Il tema nasce anche dal caso Antonio Zappi, presidente inibito dell’Associazione Italiana Arbitri, atteso dal passaggio davanti al Collegio di Garanzia del CONI per la squalifica di 13 mesi legata alle «indebite pressioni». Gravina ha ribadito in Consiglio Federale la propria contrarietà a un commissariamento della FIGC per legge, definendolo «un atto non risolutivo dei problemi e in palese violazione del principio di autonomia sancito e tutelato dagli statuti Cio, Fifa e Uefa». La questione arbitrale resta però uno dei nodi più urgenti per il futuro presidente federale: tra inchieste, tensioni interne e possibili provvedimenti, il nuovo corso della FIGC dovrà partire anche dalla riforma del sistema arbitrale.

Infortunio Lautaro, il ritorno si avvicina: domani in gruppo, poi pronto per la festa scudetto col Parma!

Infortunio Lautaro, il ritorno si avvicina: domani in gruppo, poi pronto per la festa scudetto col Parma! E punta alla titolarità in Coppa Italia

Il rientro di Lautaro Martinez, attaccante argentino e capitano dell’Inter, si avvicina. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il numero 10 nerazzurro dovrebbe tornare a disposizione in tempo per partecipare alla possibile festa scudetto di domenica a San Siro, in occasione della sfida contro il Parma. L’Inter potrebbe arrivare alla gara già certa del 21° titolo, ma il ritorno del suo leader offensivo rappresenterebbe comunque un segnale importante per Cristian Chivu, tecnico romeno alla prima esperienza completa da allenatore professionista.

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Lautaro Martinez ha dovuto fare i conti con diversi problemi fisici negli ultimi due mesi e mezzo, saltando otto partite per infortunio. Nonostante questo, resta il miglior marcatore nerazzurro con 16 gol, davanti a Marcus Thuram, attaccante francese, e alla coppia del Como formata da Douvikas e Nico Paz, fermi a quota 12. Rispetto alla scorsa stagione, il capitano dell’Inter ha segnato quattro reti in più pur avendo disputato cinque gare in meno: un dato che conferma il suo peso specifico nella corsa al titolo. Nel periodo di assenza dell’argentino, però, Thuram ha risposto presente con 5 gol e 2 assist nelle ultime quattro giornate.

Ora il programma prevede prudenza, ma anche un reinserimento progressivo. Lautaro dovrebbe lavorare regolarmente con il gruppo alla ripresa degli allenamenti alla Pinetina, aumentando i carichi giorno dopo giorno. Chivu potrebbe concedergli uno spezzone contro il Parma, dall’inizio o nella ripresa, per poi dargli altri minuti il 9 maggio all’Olimpico contro la Lazio. L’obiettivo principale è arrivare al massimo alla finale di Coppa Italia, in programma il 13 maggio proprio contro i biancocelesti. Dopo quella partita, il tecnico potrebbe gestire il capitano e diversi nazionali con un riposo strategico nelle ultime due giornate contro Verona e Bologna. Lautaro punta a chiudere la stagione con l’accoppiata scudetto-Coppa Italia, sulle orme di Diego Milito e dell’Inter del Triplete.

Inchiesta arbitri, i nodi da sciogliere: con chi ha parlato Rocchi per evitare che Doveri non arbitrasse l’eventuale finale di Coppa Italia all’Inter? Le zone d’ombra

Inchiesta arbitri, i nodi da sciogliere: con chi ha parlato Rocchi del non gradito Doveri per la designazione della finale di Coppa Italia?

L’inchiesta arbitri in Serie A continua a lasciare diversi interrogativi aperti. Secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport, al momento gli indagati nel fascicolo della Procura di Milano sarebbero cinque: quattro per frode sportiva e uno per false informazioni riferite al pm. Nel primo gruppo figurano Gianluca Rocchi, capo designatore degli arbitri, Paolo Gervasoni, supervisore Var, e gli addetti al Var Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Nel secondo, invece, ci sarebbe Daniele Paterna. Il quadro, però, potrebbe non essere definitivo: non si esclude che possano emergere altri nomi, anche fuori dal mondo arbitrale.

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Uno dei punti centrali riguarda quanto sarebbe accaduto a San Siro il 2 aprile 2025, in occasione del derby di Coppa Italia tra Inter e Milan. Secondo la Procura, Rocchi avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale successiva, con l’obiettivo di garantire poi all’Inter direzioni diverse dal direttore di gara considerato “poco gradito” per l’eventuale finale di Coppa Italia e per le gare di campionato ritenute di maggiore interesse per il club nerazzurro. Restano però aperte due domande: con chi avrebbe parlato Rocchi e su quali basi si sarebbe arrivati a definire Colombo “gradito ai nerazzurri” e Doveri “poco”?

Al momento, come sottolinea La Gazzetta dello Sport, non risulterebbero dirigenti di club di Serie A o Serie B tra gli indagati, nemmeno dell’Inter, citata nell’avviso di garanzia come ipotetica beneficiaria. I capi d’incolpazione parlano di “concorso in frode sportiva con altre persone non identificate”, formula che lascia aperto il tema dei possibili sviluppi. Rocchi, in qualità di designatore, avrebbe potuto muoversi in alcune aree specifiche dello stadio, dalla zona arbitri all’hospitality, dalla tribuna autorità fino agli spogliatoi. Le prossime audizioni, a partire da quelle fissate per giovedì 30 con Rocchi e Gervasoni, potranno chiarire ulteriormente le zone grigie dell’inchiesta.

Gila Milan, c’è il via libera di Cardinale per il colpo in difesa! Ora resta da convincere Lotito e la Lazio

Gila Milan, c’è il via libera di Cardinale per il colpo in difesa! Ora resta da convincere Lotito e la Lazio: il punto sulla trattativa

Il Milan prepara un mercato ambizioso e mirato, con l’obiettivo di consegnare a Massimiliano Allegri una rosa più profonda e competitiva su più fronti. La linea tracciata dalla società è chiara: un innesto importante per ogni reparto, senza rinunciare a profili giovani e di prospettiva. In questo scenario, il nome forte per la difesa resta quello di Mario Gila, centrale spagnolo classe 2000 della Lazio, cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid.

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Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il Milan avrebbe già incassato il via libera della proprietà per provare ad affondare il colpo. Gerry Cardinale, presente in Italia per assistere a Milan-Juventus e poi ripartito, avrebbe dato disponibilità a un mercato importante, a condizione che la squadra non perda freschezza anagrafica. Il messaggio, in questo senso, è stato chiaro: «non si invecchi» la rosa. Per questo motivo Gila viene considerato un profilo ideale: giovane, strutturato, già abituato alla Serie A e capace di giocare sia in una difesa a tre sia in una linea a quattro. Il centrale spagnolo, sotto contratto con la Lazio fino al 30 giugno 2027, avrebbe già aperto alla possibilità di trasferirsi a Milano.

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Nei giorni scorsi sarebbero andati in scena nuovi contatti diretti tra gli agenti del giocatore e i vertici rossoneri. La base d’intesa per un contratto quinquennale esisterebbe già, con un ingaggio in linea con gli stipendi del reparto, intorno ai 2-2,5 milioni di euro. Resta da trovare l’accordo con Claudio Lotito, presidente biancoceleste, che valuta il cartellino circa 30 milioni di euro. Il nodo principale riguarda la percentuale del 50% sulla futura rivendita garantita al Real Madrid. Il Milan punta a non superare quota 20 milioni, ma la distanza viene considerata colmabile. Gila attende sviluppi e spera che l’operazione possa essere definita entro giugno.

Non solo il caso Rocchi, il calcio italiano è nel caos: chiesto lo stop dei campionati

La sensazione è che si stia accumulando tutto insieme, senza più un confine chiaro tra un problema e l’altro. Prima le polemiche sugli arbitri, poi le tensioni dentro le istituzioni, adesso anche i campionati minori che iniziano a muoversi, a protestare, a mettere in discussione quello che fino a ieri sembrava intoccabile.

Il punto è che quando le contestazioni escono dai corridoi e arrivano pubblicamente, vuol dire che il livello di sopportazione è finito. E infatti nelle ultime ore si è alzato il tono, con richieste che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate esagerate. Fermare tutto, o almeno metterlo in discussione, non è più un’ipotesi lontana.

In mezzo a questo clima si inserisce anche la vicenda legata agli arbitri, con il nome di Gianluca Rocchi che continua a circolare come simbolo di una gestione che molti, dentro e fuori dal sistema, non considerano più credibile, oltre ad essere finito nell’occhio della magistratura ordinaria, per il momento. Ma non è solo lì che si concentra la tensione.

La protesta che arriva dalla Serie C

A far esplodere un altro fronte è stata la posizione del Trapani, che si sente danneggiato da decisioni che avrebbero inciso direttamente sulla classifica. Non si parla più solo di episodi singoli, ma di un accumulo che avrebbe portato a una presa di posizione netta.

Dopo giorni di malumori, è arrivata la voce del presidente Valerio Antonini, che secondo quanto riportato avrebbe parlato di una battaglia destinata ad andare avanti senza arretrare. La convinzione, espressa con forza, è che il Trapani possa riavere almeno 13 punti, una cifra che cambierebbe completamente la stagione, vista retrocessione sul campo in Serie D.

Non solo. Nelle sue parole ci sarebbe anche l’idea che, senza risposte concrete, il sistema possa essere costretto a fermarsi. Uno stop dei campionati, in riferimento a playoff e playout, evocato non come provocazione, ma come conseguenza possibile di una situazione che, dal suo punto di vista, non sarebbe più sostenibile.

Alisson Juventus, accelerata decisiva: i bianconeri pronti ad andare fino in fondo. Presentata l’offerta al Liverpool per il portiere

Alisson Juventus, proposta ufficiale al Liverpool. I bianconeri vogliono chiudere e non intendono fermarsi. Le ultimissime

Il mercato estivo della Juventus entra nel vivo con un nome di primissimo piano per la porta. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, i bianconeri stanno intensificando i contatti per Alisson Becker, con l’obiettivo di riportarlo in Italia e affidargli la maglia da titolare nel nuovo ciclo tecnico. La dirigenza sta lavorando a un contratto lungo e particolarmente ricco per convincere il brasiliano a lasciare il Liverpool, con cui è legato fino al 2027: un prolungamento ancora più esteso potrebbe rappresentare la chiave per sbloccare l’operazione.

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Alisson guarda con interesse alla possibilità di tornare in Serie A e chiudere la carriera ad alti livelli in un progetto ambizioso come quello juventino. Allo stesso tempo, però, il portiere mantiene un atteggiamento estremamente rispettoso nei confronti del Liverpool, evitando pressioni o forzature. La scelta finale, infatti, resta nelle mani del club inglese, e questa posizione diplomatica obbliga la Juventus a trattare direttamente con la proprietà dei Reds, cercando un accordo che soddisfi richieste economiche molto elevate.

La trattativa si preannuncia complessa: il Liverpool sta affrontando un’estate di profonda trasformazione, con gli addii già programmati di Mohamed Salah e Andrew Robertson. Perdere anche il proprio portiere simbolo sarebbe un ulteriore colpo per tifosi e struttura tecnica. Per questo motivo, gli emissari bianconeri dovranno presentare un’offerta davvero convincente per superare le resistenze inglesi e avvicinarsi alla tanto desiderata fumata bianca.

Runjaic sicuro nel post gara: «A fine partita sono andato da Sarri per chiedere una sigaretta, avrei voluto fumarne una pure io dopo questa partita»

Lazio Udinese, nel post gara Runjaic è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A 2025/2026

Al termine di Lazio Udinese, Kosta Runjaic è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei bianconeri:

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PAROLE – «Gueye ha fatto una buona partita. Nel reparto offensivo abbiamo anche Buksa ma ho scelto di mettere Gueye perchè attacca di più la profondità. Sono contento che possa crescere sempre di più».

ATTACCO – «Non abbiamo un giocatore che possa sostituire Davis perchè è un giocatore unico. Sta facendo una grandissima stagione. Oggi abbiamo provato altre soluzioni, con Gueye e Zaniolo. Gueye è un buon giocatore e sta imparando tanto dai suoi colleghi offensivi. Sono contento che non abbia fallito questa prova».

BILANCIO STAGIONE – «Ogni partita è utile per acquisire esperienza. Per me, per il mio staff, come per tutti i giocatori, da Atta a Zaniolo, da Gueye ad Ekkelenkamp. Potevamo avere qualche punto in più ma siamo soddisfatti della stagione. Per questa partita, ovviamente non sono contento al 100%».

SARRI  «A fine partita sono andato da Sarri per chiedere una sigaretta, avrei voluto fumarne una pure io dopo questa partita. È stata una bella gara».

Mancini campione in Qatar: un percorso tortuoso, dalla revoca che aveva scosso il suo arrivo fino al trionfo con l’Al‑Sadd

Roberto Mancini torna sul trono: dopo la revoca e le polemiche, conquista il Qatar guidando l’Al‑Sadd a un titolo che sa di riscatto

L’Al‑Sadd di Roberto Mancini è ufficialmente campione del Qatar per la terza stagione consecutiva. Con il trionfo nella Doha Bank Stars League 2025/26, il club di Doha ha conquistato il diciannovesimo titolo della propria storia, confermandosi la squadra dominante del calcio qatariota. Per Mancini si tratta del sedicesimo trofeo in carriera e del quinto campionato vinto dopo le esperienze con Inter e Manchester City.

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Il successo è arrivato grazie al 3‑2 nello scontro diretto contro l’Al‑Shamal, reso decisivo dalla riapertura del campionato dopo la decisione federale che aveva modificato la classifica. L’Al‑Sadd ha indirizzato la gara già nel primo tempo con le reti ravvicinate di Akram Afif e Roberto Firmino, prima dell’espulsione di Bounacer che ha complicato la partita per l’Al‑Shamal. Nonostante il tentativo di rimonta con il gol di Bounedjah, la squadra di Mancini ha ristabilito il doppio vantaggio con Paulo Otávio, mentre un’ulteriore rete di Firmino è stata annullata dal VAR. Nel finale, il rigore trasformato da Murillo ha fissato il punteggio sul definitivo 3‑2.

Il titolo è stato festeggiato due volte: una prima volta dopo la sconfitta dell’Al‑Shamal nella penultima giornata, che aveva portato l’Al‑Sadd a +5, e una seconda dopo il clamoroso ribaltamento della Federazione. Il Qatar SC, infatti, aveva schierato un giocatore straniero oltre i limiti consentiti nella gara del 13 aprile, portando all’assegnazione del 3‑0 a tavolino all’Al‑Shamal e alla riscrittura della classifica. Con il distacco ridotto a ‑2, lo scontro diretto dell’ultima giornata è diventato decisivo, e l’Al‑Sadd ha saputo chiudere il cerchio conquistando un titolo che, tra campo e burocrazia, ha avuto un finale tutt’altro che scontato.

PAROLE MANCINI – «Ringrazio i giocatori per l’impegno profuso durante tutta la stagione, così come lo staff tecnico, amministrativo e medico. Questo è davvero un momento meraviglioso per condividere la gioia della conquista del titolo con i tifosi. È una sensazione fantastica vincere la Doha Bank Stars League. Per me è un momento davvero speciale essere incoronato campione insieme alla mia squadra»

Sarri duro nel post partita: «Non è che uno si diverte a giocare in uno stadio da 70.000 posti con 5.000 persone»

Lazio Udinese, nel post gara Sarri è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A 2025/2026

Al termine di Lazio Udinese, Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di Sky Sport e Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei biancocelesti:

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PAROLE  «Ci sono aspetti positivi in questa partita che è stata molto divertente per chi l’ha vista da fuori. Sono molto contento della reazione vista, noi arrivavamo da una partita molto dispendiosa contro l’Atalanta, che ci ha tolto energie fisiche e mentali. Esco sicuramente soddisfatto da questa partita».

CESSIONE MANDAS – «Quando è stato ceduto Mandas non ero contento, avevamo due portieri di ottimo livello. Abbiamo avuto la fortuna di trovare questo ragazzo di livello (Motta, ndr), che sta facendo bene. Spero rimanga con i piedi per terra perché non è ancora un portiere fatto, deve migliorare due o tre aspetti in maniera netta. Però parte da qualità importanti».

STADIO VUOTO E ATMOSFERA – «Questa è una domanda da fare al Presidente. Lui sta sulle sue posizioni e non si fa convincere da nessuno. Non so nemmeno come si possa mettere a posto la situazione. Però, posso dire con grande sincerità che giocare così diventa deprimente. Passa un mese, due o tre: comincia a diventare deprimente. È una situazione non sostenibile nel lungo periodo, non so chi avrà la forza di poterla mettere a posto. Non è che uno si diverte a giocare in uno stadio da 70.000 posti con 5.000 persone. Diventa deprimente, anche se quelli che vengono ci sostengono lo stesso. Ho sentito i ragazzi dopo il riscaldamento e anche loro erano un po’ depressi da questa situazione. È chiaro che è una situazione che ci costa punti, quanti non lo sa ma qualcuno ci costa».

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Pagelle Lazio Udinese, che perle di Pellegrini e Pedro! Atta in versione super, Maldini salva Sarri – I VOTI

Pagelle Lazio Udinese: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A. I dettagli

Pagelle Lazio Udinese: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A 2025/26. Le valutazioni:

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PAGELLE

LAZIO (4-3-3): Motta 5; Lazzari 5.5, Romagnoli 6.5, Provstgaard 5.5, Pellegrini 7 (84’ Tavares s.v); Basic 6.5, Patric 5.5, Taylor 5.5 (46’ Dele-Bashiru 6); Cancellieri 5.5 (65’ Isaksen 6.5), Dia 5 (46’ Pedro 7.5), Noslin 6 (76’ Maldini 7). 

UDINESE (3-5-2): Okoye 6; Kristensen 5.5, Kabasele 6 (82’ Zarraga), Solet 5; Ehizibue 7 (82’ Bayo 6.5), Ekkelenkamp 6.5 (69’ Buksa 5.5), Piotrowski 6 (66’ Miller 5.5), Atta 7.5, Kamara 5.5 (82’ Arizala s.v); Zaniolo 5.5, Gueye 5.5.

Moviola Lazio Udinese, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Bonacina! Tutti i dettagli

Moviola Lazio Udinese, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Lazio Udinese, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Bonacina.

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LA MOVIOLA

La sfida dell’Olimpico tra Lazio e Udinese, terminata 3‑3, ha offerto diversi episodi da moviola ma nessun caso realmente controverso per l’arbitro Kevin Bonacina, che ha gestito una gara intensa e ricca di ribaltamenti. Nel primo tempo è regolare il vantaggio friulano firmato da Ehizibue, così come il giallo mostrato a Cancellieri per un intervento in ritardo. La Lazio trova l’1‑1 con un gran tiro di Pellegrini, rete senza necessità di check VAR. Nella ripresa, il 2‑1 di Pedro nasce da un’azione pulita e viene convalidato immediatamente, mentre l’Udinese ribalta con la doppietta di Arthur Atta, entrambe reti in posizione regolare e senza contatti sospetti nella costruzione.

Nel finale convulso arrivano i due episodi più caldi: prima il 3‑2 dell’Udinese, azione lineare e conclusione imparabile di Atta, poi il palo di Romagnoli e il definitivo 3‑3 di Daniel Maldini, servito da Pedro e lasciato libero in area. Anche in questo caso, nessun dubbio sulla posizione del giocatore biancoceleste. Bonacina gestisce correttamente i cartellini nel recupero, ammonendo Zarraga e Patric per proteste. La partita si chiude al 98’ senza interventi VAR determinanti, in una gara spettacolare ma priva di veri episodi arbitrali contestati.

Diretta gol Serie A: Lazio Udinese 3-3

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 34esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 34esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

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Formazioni ufficiali

Lazio (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini; Basic, Patric, Taylor; Cancellieri, Dia, Noslin.
A disposizione: Pannozzo, Giacomone, Rovella, Dele Bashiru, Pedro, Tavares, Isaksen, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Maldini, Przyborek, Marusic. All. Sarri 

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Ekkelenkamp, Piotrowski, Atta, Kamara; Zaniolo, Gueye.
A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Bayo, Buksa, Arizala, Mlacic, Camara, Miller, Vinciati. All. Runjaic 


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Formazioni ufficiali

CAGLIARI (4-3-1-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Rodriguez, Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (C); Folorunsho; Esposito, Mendy. A disposizione: Sherri, Ciocci, Palestra, Kilicsoy, Raterink, Belotti, Albarracin, Dossena, I. Sulemana, Liteta, Zappa, Borrelli, Trepy. Allenatore: Fabio Pisacane

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Scalvini, Kolasinac; Zappacosta, De Roon (C), Pasalic, Bellanova; De Ketelaere, Raspadori, Scamacca. A disposizione: Pardel, Sportiello, Kossounou, Hien, Bakker, Musah, K. Sulemana, Samardzic, Ederson, Obric, Zalewski, Ahanor, Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino


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Formazioni ufficiali

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Pulisic. All. Allegri. A disp. Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Athekame, Estupinan, Ricci, Jashari, Loftus-Cheek, Nkunku, Gimenez, Fullkrug

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceiçao, Boga; David. All. Spalletti. A disp. Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Yldiz, Zhegrova, Kostic, Openda, Miretti, Adzic

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Formazioni ufficiali

TORINO (3-4-1-2): 1 Paleari; 23 Coco, 44 Ismajli, 77 Ebosse; 20 Lazaro, 66 Gineitis, 6 Ilkhan, 33 Obrador; 10 Vlasic; 18 Simeone, 19 Adams. A disposizione: 81 Israel, 99 Siviero, 4 Prati, 8 Ilic, 13 Maripan, 17 Kulenovic, 22 Casadei, 34 Biraghi, 35 Marianucci, 61 Tameze, 91 Zapata, 92 Njie. Allenatore: Roberto D’Aversa.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Carlos Augusto; 36 Darmian, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 14 Bonny, 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 2 Dumfries, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.

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10′ GOL DOUVIKAS – Cross di Da Cunha, di testa Douvikas svetta in alto e incorna il vantaggio dei lariani.

Formazioni ufficiali

GENOA (4-4-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Otoa, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Amorim, Ellertson; Vitinha, Ekhator. All. De Rossi

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas


SEGUI QUI LA DIRETTA LIVE DI FIORENTINA SASSUOLO

Formazioni ufficiali

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Rugani, Ranieri, Balbo; Fagioli; Harrison, Ndour, Mandragora, Solomon; Gudmundsson. 
A disposizione: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Comuzzo, Kospo, Brescianini, Fabbian, Fazzini, Puzzoli, Braschi.
Allenatore: Vanoli. 

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Garcia; Thorstvedt, Matic, Kone; Volpato, Pinamonti, Laurienté.
A disposizione: Satalino, Zacchi, Muric, Doig, Nzola, Romagna, Fadera, Moro, Coulibaly, Frangella, Lipani, Vranckx, Iannoni, Pedro.
Allenatore: Grosso.


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90+6′ GOL ANNULLATO – Revocata la rete, l’arbitro, chiamato all’on field review, annulla il gol di Edmundsson per fallo dello stesso su Falcone.

90+4′ GOL DEL VERONA – Scaligeri avanti al fotofinish col colpo di testa di Edmundsson, proteste dei salentini per una possibile carica su Falcone.

45′ FINIZIA IL SECONDO TEMPO – Si riprende al Bentegodi, gara ancora sullo 0-0.

FINE PRIMO TEMPO – Si va all’intervallo.

1′ INIZIA IL MATCH – Si comincia

Formazioni ufficiali

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Bella-Kotchap, Edmundsson; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Frese; Suslov, Bowie
A disposizione: Perilli, Toniolo, Lovric, Valentini, Sarr, Bradaric, Lirola, Slotsager, Harroui, Isaac, Fallou, Ajayi, Al-Musrati, Vermesan
Allenatore: Paolo Sammarco

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Jean, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Pierotti, Gandelman, Banda; Stulic
A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Sala, N’Dri, Perez, Helgason, Camarda, Gorter, Marchwinski, Ngom, Kovac, Cheddira
Allenatore: Eusebio Di Francesco


SEGUI QUI LA DIRETTA LIVE DI BOLOGNA ROMA

45+1′ GOL DELLA ROMA – Ancora Malen, stavolta in versione assistman: cross per El Aynaoui che batte Ravaglia, ma l’atteggiamento della difesa del Bologna è troppo passivo.

7′ GOL DELLA ROMA – Imbucata centrale e Malen non sbaglia, a tu per tu con Ravaglia. Roma avanti.

Formazioni ufficiali

BOLOGNA (3-4-3): Ravaglia; Helland, Heggem, Lucumi; Joao Mario, Freuler, Ferguson, Miranda; Orsolini, Castro, Rowe. All. Italiano. A disp. Pessina, Franceschelli, pobega, Moro, Zortea, Odgaard, Lykogiannis, Sohm, Cambiaghi, De Silvestri, Dominguez, Vitik, Castaldo.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Aynaoui; Malen. All. Gasperini. A disp. De Marzi, Gollini, Rensch, Angelino, Tsimikas, Venturino, Dybala, Ziolkowski, Robinio Vaz, Ghilardi, El Shaarawy, Zaragoza.


SEGUI QUI LA DIRETTA LIVE DI PARMA PISA

83′ GOL ELPHEGE – Ancora lui! Dopo Udine si ripete anche contro il Pisa, firmando il vantaggio nei minuti finali.


SEGUI QUI LA DIRETTA LIVE DI NAPOLI CREMONESE

52′ GOL ALISSON SANTOS – Serpentina e conclusione dal limite dell’area che vale il poker azzurro.

45’+3′ GOL DE BRUYNE – Traiettoria imparabile quella del belga, che sigilla il tris e chiude la partita.

45′ GOL HOJLUND – Cala il bis il Napoli a fine primo tempo. Hojlund semina il panico con il suo slalom, poi calcia e non lascia scampo a Audero.

3′ GOL NAPOLI – Bello scambio tra De Bruyne e McTominay, con quest’ultimo che batte Audero con la sua conclusione e porta avanti gli azzurri.

Formazioni ufficiali

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic Savic; Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

Cremonese (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini, Bondo, Payero, Maleh; Bonazzoli, Okereke. Allenatore: Marco Giampaolo

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