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Moviola Lazio Udinese, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Bonacina! Tutti i dettagli

Moviola Lazio Udinese, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Lazio Udinese, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Bonacina.

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LA MOVIOLA

La sfida dell’Olimpico tra Lazio e Udinese, terminata 3‑3, ha offerto diversi episodi da moviola ma nessun caso realmente controverso per l’arbitro Kevin Bonacina, che ha gestito una gara intensa e ricca di ribaltamenti. Nel primo tempo è regolare il vantaggio friulano firmato da Ehizibue, così come il giallo mostrato a Cancellieri per un intervento in ritardo. La Lazio trova l’1‑1 con un gran tiro di Pellegrini, rete senza necessità di check VAR. Nella ripresa, il 2‑1 di Pedro nasce da un’azione pulita e viene convalidato immediatamente, mentre l’Udinese ribalta con la doppietta di Arthur Atta, entrambe reti in posizione regolare e senza contatti sospetti nella costruzione.

Nel finale convulso arrivano i due episodi più caldi: prima il 3‑2 dell’Udinese, azione lineare e conclusione imparabile di Atta, poi il palo di Romagnoli e il definitivo 3‑3 di Daniel Maldini, servito da Pedro e lasciato libero in area. Anche in questo caso, nessun dubbio sulla posizione del giocatore biancoceleste. Bonacina gestisce correttamente i cartellini nel recupero, ammonendo Zarraga e Patric per proteste. La partita si chiude al 98’ senza interventi VAR determinanti, in una gara spettacolare ma priva di veri episodi arbitrali contestati.

Diretta gol Serie A: Lazio Udinese 3-3

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 34esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 34esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

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Formazioni ufficiali

Lazio (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini; Basic, Patric, Taylor; Cancellieri, Dia, Noslin.
A disposizione: Pannozzo, Giacomone, Rovella, Dele Bashiru, Pedro, Tavares, Isaksen, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Maldini, Przyborek, Marusic. All. Sarri 

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Ekkelenkamp, Piotrowski, Atta, Kamara; Zaniolo, Gueye.
A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Bayo, Buksa, Arizala, Mlacic, Camara, Miller, Vinciati. All. Runjaic 


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Formazioni ufficiali

CAGLIARI (4-3-1-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Rodriguez, Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (C); Folorunsho; Esposito, Mendy. A disposizione: Sherri, Ciocci, Palestra, Kilicsoy, Raterink, Belotti, Albarracin, Dossena, I. Sulemana, Liteta, Zappa, Borrelli, Trepy. Allenatore: Fabio Pisacane

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Scalvini, Kolasinac; Zappacosta, De Roon (C), Pasalic, Bellanova; De Ketelaere, Raspadori, Scamacca. A disposizione: Pardel, Sportiello, Kossounou, Hien, Bakker, Musah, K. Sulemana, Samardzic, Ederson, Obric, Zalewski, Ahanor, Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino


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Formazioni ufficiali

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Pulisic. All. Allegri. A disp. Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Athekame, Estupinan, Ricci, Jashari, Loftus-Cheek, Nkunku, Gimenez, Fullkrug

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceiçao, Boga; David. All. Spalletti. A disp. Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Yldiz, Zhegrova, Kostic, Openda, Miretti, Adzic

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Formazioni ufficiali

TORINO (3-4-1-2): 1 Paleari; 23 Coco, 44 Ismajli, 77 Ebosse; 20 Lazaro, 66 Gineitis, 6 Ilkhan, 33 Obrador; 10 Vlasic; 18 Simeone, 19 Adams. A disposizione: 81 Israel, 99 Siviero, 4 Prati, 8 Ilic, 13 Maripan, 17 Kulenovic, 22 Casadei, 34 Biraghi, 35 Marianucci, 61 Tameze, 91 Zapata, 92 Njie. Allenatore: Roberto D’Aversa.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Carlos Augusto; 36 Darmian, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 14 Bonny, 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 2 Dumfries, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.

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10′ GOL DOUVIKAS – Cross di Da Cunha, di testa Douvikas svetta in alto e incorna il vantaggio dei lariani.

Formazioni ufficiali

GENOA (4-4-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Otoa, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Amorim, Ellertson; Vitinha, Ekhator. All. De Rossi

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas


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Formazioni ufficiali

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Rugani, Ranieri, Balbo; Fagioli; Harrison, Ndour, Mandragora, Solomon; Gudmundsson. 
A disposizione: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Comuzzo, Kospo, Brescianini, Fabbian, Fazzini, Puzzoli, Braschi.
Allenatore: Vanoli. 

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Garcia; Thorstvedt, Matic, Kone; Volpato, Pinamonti, Laurienté.
A disposizione: Satalino, Zacchi, Muric, Doig, Nzola, Romagna, Fadera, Moro, Coulibaly, Frangella, Lipani, Vranckx, Iannoni, Pedro.
Allenatore: Grosso.


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90+6′ GOL ANNULLATO – Revocata la rete, l’arbitro, chiamato all’on field review, annulla il gol di Edmundsson per fallo dello stesso su Falcone.

90+4′ GOL DEL VERONA – Scaligeri avanti al fotofinish col colpo di testa di Edmundsson, proteste dei salentini per una possibile carica su Falcone.

45′ FINIZIA IL SECONDO TEMPO – Si riprende al Bentegodi, gara ancora sullo 0-0.

FINE PRIMO TEMPO – Si va all’intervallo.

1′ INIZIA IL MATCH – Si comincia

Formazioni ufficiali

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Bella-Kotchap, Edmundsson; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Frese; Suslov, Bowie
A disposizione: Perilli, Toniolo, Lovric, Valentini, Sarr, Bradaric, Lirola, Slotsager, Harroui, Isaac, Fallou, Ajayi, Al-Musrati, Vermesan
Allenatore: Paolo Sammarco

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Jean, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Pierotti, Gandelman, Banda; Stulic
A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Sala, N’Dri, Perez, Helgason, Camarda, Gorter, Marchwinski, Ngom, Kovac, Cheddira
Allenatore: Eusebio Di Francesco


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45+1′ GOL DELLA ROMA – Ancora Malen, stavolta in versione assistman: cross per El Aynaoui che batte Ravaglia, ma l’atteggiamento della difesa del Bologna è troppo passivo.

7′ GOL DELLA ROMA – Imbucata centrale e Malen non sbaglia, a tu per tu con Ravaglia. Roma avanti.

Formazioni ufficiali

BOLOGNA (3-4-3): Ravaglia; Helland, Heggem, Lucumi; Joao Mario, Freuler, Ferguson, Miranda; Orsolini, Castro, Rowe. All. Italiano. A disp. Pessina, Franceschelli, pobega, Moro, Zortea, Odgaard, Lykogiannis, Sohm, Cambiaghi, De Silvestri, Dominguez, Vitik, Castaldo.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Aynaoui; Malen. All. Gasperini. A disp. De Marzi, Gollini, Rensch, Angelino, Tsimikas, Venturino, Dybala, Ziolkowski, Robinio Vaz, Ghilardi, El Shaarawy, Zaragoza.


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83′ GOL ELPHEGE – Ancora lui! Dopo Udine si ripete anche contro il Pisa, firmando il vantaggio nei minuti finali.


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52′ GOL ALISSON SANTOS – Serpentina e conclusione dal limite dell’area che vale il poker azzurro.

45’+3′ GOL DE BRUYNE – Traiettoria imparabile quella del belga, che sigilla il tris e chiude la partita.

45′ GOL HOJLUND – Cala il bis il Napoli a fine primo tempo. Hojlund semina il panico con il suo slalom, poi calcia e non lascia scampo a Audero.

3′ GOL NAPOLI – Bello scambio tra De Bruyne e McTominay, con quest’ultimo che batte Audero con la sua conclusione e porta avanti gli azzurri.

Formazioni ufficiali

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic Savic; Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

Cremonese (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini, Bondo, Payero, Maleh; Bonazzoli, Okereke. Allenatore: Marco Giampaolo

La Russa sta con l’Inter: «Ho parlato con Marotta mi è sembrato sereno. Mi pare che quando vinciamo a qualcuno dà fastidio»

La Russa non ha dubbi: «Ho parlato con Marotta mi è sembrato sereno. Mi pare che quando vinciamo a qualcuno dà fastidio»

Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, è intervenuto per commentare il clamore mediatico nato attorno all’inchiesta che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi, sottolineando come in casa Inter non vi sia alcuna preoccupazione. Raggiunto dall’AdnKronos, ha ribadito la serenità dell’ambiente nerazzurro nonostante il dibattito acceso degli ultimi giorni.

Interpellato sull’evoluzione del caso, La Russa ha espresso la propria posizione con toni distesi, rimarcando la distanza tra le vicende giudiziarie e la quotidianità del club. Di seguito le sue dichiarazioni.

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PAROLE – «Ho parlato con Marotta mi è sembrato sereno e convinto, quindi anche io sono sereno e convinto. Ma poi di cosa parliamo. Dicono che ci hanno dato un arbitro amico e con quello abbiamo perso 3 a 0. Piuttosto restiamo concentrati sullo scudetto, perché mi pare che quando vinciamo a qualcuno dà fastidio».



Esonero Tedesco, cambio in panchina al Fenerbahçe! Sarà Zeki Murat Göle a guidare la squadra

Esonero Tedesco: arriva la decisione ufficiale del Fenerbahçe: Zeki Murat Göle nominato traghettatore

Cambio in panchina al Fenerbahçe dopo il pesante 3‑0 incassato nel derby contro il Galatasaray. La società gialloblù ha deciso di esonerare Domenico Tedesco, ponendo fine al suo incarico dopo la sconfitta nel big match di Istanbul. La nota:

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COMUNICATO – Le nostre strade si sono separate da quelle del nostro allenatore Domenico Tedesco e del suo staff tecnico. È stato inoltre deciso di separare le nostre strade dal Direttore Sportivo Devin Özek e dal Coordinatore Calcistico Berke Çelebi.

Li ringraziamo per i contributi offerti al nostro club e auguriamo loro successo nelle future carriere. Il nostro Allenatore Assistente Zeki Murat Göle guiderà la squadra sul campo nelle partite rimanenti della stagione”.

Cagliari, Pisacane nel post partita: «Dedico questa vittoria al popolo rossoblù e a tutte le persone che tengono alle fortune del Cagliari»

Cagliari, Pisacane: «Dedico questa vittoria al popolo rossoblù e a tutte le persone che tengono alle fortune del Cagliari». Le parole

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, ha analizzato ai microfoni di DAZN la vittoria per 3‑2 contro l’Atalanta, valida per la 34ª giornata della Serie A 2025‑2026. Queste le sue parole nel post‑partita.

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LA SFIDA CONTRO L’ATALANTA – «Tu (Budel n.d.r.) hai giocato a calcio, e sai meglio di me che per un neofita come me, al primo anno, creare connessioni è la parte più importante di questo sport. Ho cercato di entrare in punta di piedi, con tantissima umiltà, consapevole che all’interno avevo ragazzi da allenare che sentivano la mia voce come compagno fino a qualche anno fa. E sai meglio di me che quando devi alzarla questa voce devi stare attento, perché se lo fai in modo impulsivo, di impeto, o da esaurito, è normale che poi ci possa essere un rifiuto dall’altra parte. Per cui, se oggi avete questa sensazione che la squadra nei momenti di difficoltà mi ha dimostrato grande senso di attaccamento, forse è perché ho fatto più cose buone che sbagliate. Ho sbagliato anche io, l’ho detto anche prima a loro, però i miei errori sono sempre figli di qualcosa di spontaneo, di genuino, di un percorso al primo anno difficile, e zeppo di giovani. Mendy l’anno scorso non giocava in Primavera, per cui è un 2007 che questa sera fa doppietta in Serie A. Questo dà valore ancora di più a quello che stiamo facendo, per cui faccio anche i complimenti a Muzzi, che quando Mendy è venuto in prova al Cagliari… ti dico la verità, non pensavamo, io personalmente non pensavo, che Mendy potesse diventare questo calciatore. Merito anche a chi l’anno scorso l’ha allenato tra Under 18 e Primavera, penso a Marco Mancosu, penso a tutto il settore giovanile. Per cui oggi i gol di Mendy sono la vittoria del gruppo di lavoro, che cerca poi di dare valore al progetto nonostante le difficoltà, che sono oggettive, che sono state tante. Però io farei riferimento a questo stasera, perché penso che questa è la parte più bella di questa giornata».

IL FUTURO E IL LEGAME CON IL CAGLIARI – «Se Mendy non avesse messo dentro sudore, sicuramente stasera non avrebbe avuto la possibilità di prendersi la scena dal primo minuto. È un ragazzo che ha anche visto il clima, viste le condizioni dei compagni di reparto, ho fatto meno fatica a scegliere, perché, come ho detto ai nastri di partenza, io sono giovane, ho fatto formazione con i giovani. Se la società mi ha scelto per questa missione difficile, è perché crede che io creda nei giovani. Per cui Paul è un ragazzo che, come ho detto prima, arriva dall’altra parte del mondo. È 1 anno e passa che si trova in un contesto dove sta mettendo delle basi dentro, secondo me ha un potenziale importantissimo, deve lavorare giorno dopo giorno, deve rimanere in campana perché il calcio illude, come ho sempre detto. Lui deve fare leva sicuramente su questo entusiasmo, perché poi questi ragazzi hanno bisogno sempre di alzare l’autostima. Però ci parlerò e gli farò capire che la strada è ancora lunga. Per il resto, questa è una vittoria che dedico a tutto il popolo rossoblù, un popolo che sento mio, mi sento dentro dalla testa ai piedi. Per me il Cagliari è mia moglie in questo momento, i miei figli dopo 11 anni. Per cui spero di garantire sempre massimo impegno come uomo, da allenatore sicuramente farò ancora altri errori. Però fino a quando sarò su questa panchina cercherò di sbagliare il meno possibile. È normale che sono molto coinvolto da un punto di vista emotivo, perché ho vestito questa maglia, e cerco, a partire dai ragazzi come Mendy, insieme ai senatori nello spogliatoio, di trasferire poi quelli che sono i valori che hanno trasferito anche a me i senatori di quando io sono arrivato a Cagliari. Per cui dedico questa vittoria al popolo rossoblù, a mia moglie, ai miei figli, e a tutte le persone che tengono alle fortune del Cagliari».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI PISACANE SU CAGLIARINEWS24

Moviola Cagliari Atalanta, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Sacchi! Ecco cosa è successo

Moviola Cagliari Atalanta, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Cagliari Atalanta, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Sacchi.

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LA MOVIOLA

La sfida tra Cagliari e Atalanta, terminata 3‑2, non ha offerto particolari episodi da moviola controversi, ma ha visto l’arbitro Juan Luca Sacchi gestire una gara intensa e ricca di gol. Nel primo tempo i rossoblù colpiscono subito con la doppietta di Paul Mendy, entrambe reti regolari: la prima su perfetto inserimento sul cross di Adopo, la seconda favorita da una deviazione che sorprende Carnesecchi. L’Atalanta rientra in partita con due gol ravvicinati di Gianluca Scamacca, entrambi convalidati senza necessità di intervento VAR: il primo su pallone vagante in area, il secondo su combinazione con Scalvini. Nessun episodio dubbio nei minuti finali della frazione, chiusa sul 2‑2.

Nella ripresa il Cagliari trova il 3‑2 con Gennaro Borrelli, rapido a ribadire in rete un rimbalzo favorevole: anche in questo caso, posizione regolare e nessun check prolungato. La gara prosegue con una lunga serie di cambi dovuti anche a infortuni, ma senza situazioni da moviola significative. L’unico intervento potenzialmente rilevante è una conclusione di Krstovic all’82’, respinta da Caprile: azione pulita, nessun contatto sospetto. Sacchi gestisce i minuti finali senza episodi contestati e chiude il match al 98’, in una partita intensa ma priva di decisioni arbitrali controverse.

Atalanta, Palladino nel post gara: «Ci dispiace tanto, soprattutto per i nostri tifosi che erano qui, e chiediamo scusa a loro per questa prestazione»

Atalanta, Palladino analizza nel post partita: «Ci dispiace tanto, soprattutto per i nostri tifosi che erano qui, e chiediamo scusa»

Raffaele Palladino, tecnico dell’Atalanta, ha commentato il match della trentaquattresima giornata di Serie A 2025‑2026 contro il Cagliari, analizzando la prestazione dei suoi nel post‑partita. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate ai microfoni di DAZN.

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LA SCELTA DELLA DOPPIA PUNTA – «Preferirei parlare della partita perché, insomma, andare oggi sui calciatori singoli ovviamente è riduttivo. Però è una soluzione, quella che abbiamo adottato in questa gara, che ci poteva stare e ci può stare in determinate partite. Oggi c’erano da giocare duelli individuali in avanti, abbiamo messo la doppia punta e comunque si sono mossi bene; anche in altre circostanze l’abbiamo fatto e in certe sfide va bene farlo. Oggi comunque hanno fatto bene sia Krstović che Gianluca davanti, che ha fatto anche doppietta. Dovevamo essere un po’ più bravi e più cinici a fare più gol e a essere più precisi nella conclusione finale».

L’AVVIO IN SALITA E LE SCUSE AI TIFOSI – «La verità è che abbiamo preso gol nello spogliatoio. Iniziare così ti taglia subito le gambe. Purtroppo non siamo riusciti a recuperare le energie mentali dopo la sconfitta di Coppa Italia, perché è palese che se inizi e dopo trenta secondi vai in svantaggio è dura. Mi dispiace perché speravo che questi ragazzi, questa squadra, questi uomini oggi riuscissero a svoltare: come tante volte sono caduti e si sono rialzati, oggi purtroppo non siamo riusciti a farlo. Ci dispiace tanto, soprattutto per i nostri tifosi che erano qui, e chiediamo scusa a loro per questa prestazione. Volevamo sicuramente tenere ancora viva la speranza Europa, purtroppo non ci siamo riusciti e c’è tanto dispiacere e tanta amarezza».

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Infortunio Modric, operazione allo zigomo riuscita: stagione finita per il croato. Il comunicato del Milan

Infortunio Modric, operato allo zigomo: tutto riuscito. Per il fenomeno croato stagione terminata con i rossoneri

Attraverso un comunicato ufficiale, l’AC Milan ha reso noto che Luka Modrić è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico presso la Clinica La Madonnina di Milano. L’operazione si è resa necessaria per ridurre la frattura complessa e pluriframmentaria dello zigomo sinistro, riportata durante il posticipo di San Siro contro la Juventus.

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COMUNICATO – “AC Milan comunica che, nella giornata di oggi, Luka Modrić è stato sottoposto a intervento chirurgico presso la Clinica La Madonnina di Milano. Si è reso necessario intervenire chirurgicamente per trattare una frattura complessa pluriframmentaria dell’osso zigomatico sinistro.

L’operazione, eseguita dall’équipe del Dr. Luca Autelitano alla presenza dei medici rossoneri Stefano Mazzoni e Andrea Bulgheroni, è perfettamente riuscita.

Il Club augura a Luka una pronta guarigione in vista della FIFA World Cup!

Nani prima di Lazio Udinese: «Il nostro primo obiettivo è la salvezza. Su Zaniolo decidiamo noi col calciatore, lui sta bene qui»

Il direttore sportivo dell’Udinese, Gianluca Nani, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro la Lazio

Intervenuto nel corso del prepartita di Lazio Udinese, il direttore sportivo dei friulani, Gianluca Nani, ha presentato così la gara del 34° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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OBIETTIVO – «Diciamo che il nostro primo obiettivo è salvarci poi lo abbiamo fatto, poi i giocatori sono stati bravi ma vorremmo finire bene il campionato. Una società come la nostra deve essere poi brava a cercare talenti, proporli e a migliorarsi».

GIOIELLINI – «Allora io rispondo Zaniolo abbiamo il diritto di riscatto quindi decidiamo noi poi la decisione va presa con il giocatore. Lui sembra voglia rimanere però siamo concentrati su altro. Finire bene la stagione, programmare bene la prossima, Zaniolo sta bene qua e noi crediamo in lui. Ci siederemo con il mister e vediamo insieme. Atta e gli altri siamo contenti siano richiesti. Non dobbiamo per forza vendere ci piacerebbe ripartire da giocatori più forti poi se le offerte al calciatore sono importanti per noi è difficile tenerli ma noi vorremmo tenerli perché non abbiamo necessità di vendere. Io dico sempre è importante ripartire dai più forti ma essere anche abili nel sostituire chi parte sempre meglio. Fosse per me li terrei tutti ma se arrivano opportunità faremo delle scelte».

Pagelle Cagliari Atalanta: la favola di Mendy, Scamacca non basta alla Dea. I VOTI

Pagelle Cagliari Atalanta: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Cagliari Atalanta: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

CAGLIARI (4-3-2-1): Caprile 7,5; Ze Pedro 6, Mina 6,5, Rodriguez 6 (dal 73′ Dossena 6), Obert 6; Adopo 7, Gaetano 6, Deiola 6,5 (dal 56′ Sulemana I. 6); Folorunsho 7, Esposito 6 (dal 56′ Palestra 6,5); Mendy 8 (dal 46′ Borrelli 7, dal 78′ Belotti 5,5). All. Pisacane. 7

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6: Scalvini 5,5, Djimsiti 5, Kolasinac 6 (dal 73′ Kossounou 6); Bellanova 5 (dal 57′ Krstovic 6), De Roon 5,5 (dal 73′ Ederson 6), Pasalic 5,5, Zappacosta 5 (dal 56′ Zalewski 6); De Ketelaere 5,5 (dal 77′ Samardzic 6), Raspadori 5,5; Scamacca 7,5. All. Palladino. 5

Sarri prima di Lazio Udinese: «Il rientro di Rovella una notizia stupenda, oggi dobbiamo essere bravi ad azzerare tutto»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro l’Udinese

Intervenuto nel corso del prepartita di Lazio Udinese, il tecnico dei biancocelesti, Maurizio Sarri, ha presentato così la gara del 34° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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PARTITA – «Hanno avuto due giorni liberi per azzerare e poi abbiamo pensato a questa partita. Dobbiamo essere bravi ad azzerare tutto e non pensare a ciò che è stato fatto seppur sia difficile da un punto di vista materiale che mentale. Scaricare l’adrenalina così non è facile».

ASSENZE – «Infortuni e assenze? Spero possano recuperare Zaccagni e Cataldi, non sono grandi infortuni ma acciacchi e spero in un rientro veloce nella prossima settimana».

ROVELLA – «Rovella? Vediamo come va la partita. il suo rientro non è solo buono è una notizia stupenda seppur non abbia ancora fatto una partita intera quindi si vedrà».

Calciomercato Juve, sprint per Ordonez: colpo vicino dal Brugge per la difesa del futuro!

Calciomercato Juve, sprint per Ordonez: colpo vicino dal Brugge per la difesa del futuro! Le cifre dell’operazione per l’ecuadoriano

La Juventus guarda con decisione al futuro della propria difesa e, secondo ESPN, sarebbe vicina all’acquisto di Joel Ordóñez, centrale ecuadoriano classe 2004 attualmente in forza al Club Bruges. L’operazione, stando alla ricostruzione della testata, potrebbe chiudersi per una cifra vicina ai 40 milioni di euro, confermando la volontà del club bianconero di investire su un profilo giovane ma già pronto per il grande salto.

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Ordóñez è legato al club belga da un contratto fino al 30 giugno 2029 ed è reduce da un percorso di crescita importante, costruito tra la prima squadra del Bruges e il Club NXT. Difensore centrale alto 1,88 metri, di piede destro, è apprezzato per la capacità di leggere le situazioni, per la velocità negli interventi e per l’abitudine a muoversi soprattutto in una linea a quattro. Con il Bruges ha già messo insieme oltre 70 presenze in prima squadra, oltre a un’esperienza consolidata anche con la nazionale maggiore dell’Ecuador.

Secondo ESPN, la Juventus vorrebbe definire l’operazione prima dell’inizio del Mondiale 2026, competizione che potrebbe aumentare ulteriormente visibilità e valore del giocatore. Ordóñez, infatti, rappresenta uno dei profili più seguiti del calcio sudamericano emergente e in passato era stato accostato anche ad altri club italiani. Per la Juventus, chiudere in anticipo significherebbe mettere al sicuro un investimento importante in vista della prossima stagione.

Arriva la smentita: Allegri non vuole al Milan il suo ex pupillo

Le voci che vedevano Nicolò Fagioli come possibile acquisto per il Milan si sono recentemente sgonfiate. Nonostante le speculazioni degli ultimi giorni, che avevano alimentato l’idea di un possibile trasferimento del giovane centrocampista dalla Fiorentina ai rossoneri, una smentita chiara e netta è arrivata direttamente dal tecnico Massimiliano Allegri.

Secondo quanto riportato da Oggi Sport Notizie, Allegri non ha mai fatto il nome di Fagioli alla dirigenza del Milan, rivelando che l’ex pupillo non è nei suoi piani per l’estate. Fagioli, che ha avuto diverse stagioni di grande crescita sotto la guida di Allegri alla Juventus, sembrava inizialmente destinato a una nuova avventura, alimentando le voci di mercato che lo accostavano al Milan.

I due, infatti, hanno condiviso numerosi momenti a Torino, con Allegri che ha avuto un ruolo decisivo nell’esplosione del talento del centrocampista. La loro relazione, nata durante le stagioni in bianconero, sembrava poter tradursi in un trasferimento estivo, magari con Allegri che avrebbe portato Fagioli con sé in una nuova esperienza rossonera.

Allegri e Fagioli: un legame che non si rinnova

Tuttavia, la posizione di Allegri ha messo fine a questa ipotesi, chiarendo come il giovane talento non sia un obiettivo per la squadra rossonera. La smentita arriva con tempismo, proprio quando il Milan è in cerca di nuovi rinforzi a centrocampo e alcuni nomi, tra cui quello di Fagioli, erano emersi tra le opzioni.

Per il Milan, questa è l’ennesima conferma che i piani di mercato devono essere rivisti in base alle nuove informazioni. La situazione di Fagioli rimane, quindi, legata ai Viola, dove è molto apprezzato dal tecnico e dove potrebbe continuare a crescere in un ambiente che lo ha visto fiorire negli ultimi 18 mesi.

Mendy da record in Cagliari Atalanta: doppietta sprint! Solo Gandolfo e Venturino meglio di lui

Mendy da record in Cagliari Atalanta: doppietta sprint! Solo Gandolfo e Venturino meglio di lui: il dato sul giovanissimo attaccante

Il Cagliari ha avuto un approccio devastante contro l’Atalanta nella gara della 34ª giornata di Serie A, accendendo subito l’Unipol Domus con un avvio da sogno. Il protagonista assoluto è stato Paul Mendy, attaccante classe 2007, che ha sbloccato il match praticamente al primo affondo con un colpo di testa vincente dopo appena pochi secondi. Le dirette aggiornate del match confermano che il giovane rossoblù ha segnato all’1’ e poi ha trovato anche il raddoppio all’8’, firmando una doppietta che ha indirizzato subito la partita sui binari del Cagliari.

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La partenza del numero 31 rossoblù ha avuto anche un peso statistico importante. Prima di lui, Robinio Vaz era stato il primo nato nel 2007 a segnare in Serie A; con la rete contro l’Atalanta, Mendy è dunque diventato il secondo calciatore di quell’annata a riuscirci. In più, il Cagliari aveva blindato il talento senegalese poche settimane fa: il club ha infatti ufficializzato il 5 marzo 2026 il rinnovo del suo contratto fino al 30 giugno 2031. La crescita del ragazzo era già sotto gli occhi di tutti anche a livello giovanile, con numeri importanti in Primavera: diverse fonti vicine all’ambiente rossoblù indicano 14 gol e 3 assist in 28 presenze stagionali prima del salto sempre più stabile in prima squadra. Inoltre ha stabilito un record: dal 1994 solo Gandolfo (tripletta con il Bari) e Venturino (doppietta con il Genoa) sono più giovani di Mendy.

La gara, però, non si è fermata al lampo iniziale del Cagliari. L’Atalanta ha reagito con forza e ha rimesso tutto in equilibrio già prima dell’intervallo grazie alla doppietta di Gianluca Scamacca, a segno al 40’ e al 45’. Nella ripresa, poi, il Cagliari è tornato avanti con Gennaro Borrelli, entrato a inizio secondo tempo proprio al posto di Mendy e subito decisivo con il gol del 3-2. Le cronache live più aggiornate confermano che, al momento dell’ultimo aggiornamento disponibile, il match era ancora in corso con i rossoblù nuovamente avanti. Una sfida piena di emozioni, ma soprattutto la notte della consacrazione per Paul Mendy, nuovo volto della speranza salvezza rossoblù.

Formazioni ufficiali Lazio Udinese: le scelte di Sarri e Runjaic

Formazioni ufficiali Lazio Udinese: le scelte di Maurizio Sarri e Kosta Runjaic per la sfida della 34^ giornata di Serie A 2025/26

Tra pochi minuti Lazio e Udinese scenderanno in campo allo stadio Olimpico per il match che chiude la 34ª giornata di Serie A. I biancocelesti arrivano alla sfida con entusiasmo dopo la qualificazione alla finale di Coppa Italia, mentre i friulani cercano una reazione dopo l’ultimo passo falso. All’andata finì 1-1, con le due reti arrivate nel finale. Ora l’attenzione si sposta sulle scelte ufficiali di Maurizio Sarri e Kosta Runjaic per una gara importante nel finale di stagione.

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Lazio (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini; Basic, Patric, Taylor; Cancellieri, Dia, Noslin.
A disposizione: Pannozzo, Giacomone, Rovella, Dele Bashiru, Pedro, Tavares, Isaksen, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Maldini, Przyborek, Marusic. All. Sarri 

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Ekkelenkamp, Piotrowski, Atta, Kamara; Zaniolo, Gueye.
A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Bayo, Buksa, Arizala, Mlacic, Camara, Miller, Vinciati. All. Runjaic 

Premier League, Arsenal favorito alla vittoria finale e Tottenham gelato: le previsioni del supercomputer

Premier League, Arsenal favorito alla vittoria finale e Tottenham gelato: le previsioni del supercomputer per i verdetti del 2025/26

L’Arsenal si prepara a festeggiare, mentre il Tottenham trema. È questo l’impietoso verdetto del supercomputer di Aceodds, che ha analizzato e simulato la volata finale di questa combattutissima stagione di Premier League. Dopo i pesanti successi per 1-0 di questo weekend – i Gunners di misura sul Newcastle e gli Spurs vittoriosi a Wolverhampton (primo squillo del loro 2026) – i destini delle due storiche rivali del Nord di Londra sembrano viaggiare su binari diametralmente opposti.

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La corsa al titolo: trionfo Gunners

Il successo contro i Magpies ha riportato l’Arsenal di Mikel Arteta in vetta, scavalcando il Manchester City, pur con i ragazzi di Pep Guardiola che devono ancora recuperare una partita. Secondo le elaborazioni dell’algoritmo, però, la rimonta del City non si concretizzerà.
Nelle ultime quattro sfide rimaste (contro Fulham, West Ham, Burnley e Crystal Palace), l’Arsenal dovrebbe racimolare tre vittorie e un pareggio. Questo bottino porterebbe i Gunners a quota 83 punti, una soglia sufficiente per vincere la Premier League. Il Manchester City, incappando in un finale altalenante (tre vittorie, un pari e una sconfitta), si fermerebbe infatti a quota 80. A completare la Top 5, e a staccare quindi il pass per la prossima Champions League, ci saranno il Manchester United, il Liverpool (quarto a 65 punti grazie alla differenza reti) e l’Aston Villa (quinto, sempre a quota 65).

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Il dramma sportivo degli Spurs

Se all’Emirates Stadium si sogna, la situazione del Tottenham è a dir poco disperata. La vittoria sui Wolves ha segnato il primo successo per il neo-tecnico Roberto De Zerbi, ma è costata carissima: Dominic Solanke e Xavi Simons si sono fermati per infortunio, con quest’ultimo vittima della rottura del legamento crociato anteriore.

L’illusione della salvezza è durata pochissimo. Usciti virtualmente dalla zona rossa per una manciata di minuti, gli Spurs ci sono ricaduti subito a causa del gol al 93′ di Callum Wilson che ha regalato la vittoria al West Ham contro l’Everton. Per le ultime quattro partite (contro Aston Villa, Leeds, Chelsea ed Everton), il supercomputer non lascia scampo al Tottenham:
• Punti previsti: solo 4 punti raccolti nelle ultime 4 gare.
• Quota finale: 38 punti. Esattamente il bottino che lo scorso anno garantì il 17° posto, ma che quest’anno significherebbe retrocessione.

La salvezza, secondo l’algoritmo, andrà invece proprio al West Ham di Nuno Espirito Santo, proiettato al 17° posto con 40 punti, mentre il Nottingham Forest chiuderà in acque tranquille a quota 43.

Angelozzi profetico nel prepartita: «Sentirete parlare di Mendy. Palestra? L’esterno più forte d’Europa»

Angelozzi profetico nel prepartita: «Sentirete parlare di Mendy. Palestra? L’esterno più forte d’Europa». Le parole del ds dei sardi

Intervenuto nel corso del prepartita di Cagliari Atalanta, il direttore sportivo dei sardi, Guido Angelozzi, ha presentato così la sfida del 34° turno di Serie A, parlando anche di giovani talenti in mostra nella squadra di Pisacane.

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MOTIVAZIONI – «Ma io penso che le motivazioni sono sia da parte nostra e sia da parte dell’Atalanta perché noi dobbiamo fare punti per raggiungere questa benedetta salvezza, e loro devono fare punti per restare attaccati alle coppe. Per cui è una partita difficile per ambedue le squadre».

GIOVANI E MENDY – «Il Cagliari è una società che guarda i giovani, per cui è un posto dove un giovane si può valorizzare, può rendere al massimo perché la società tratta i giovani in un certo modo e quindi c’hanno tante possibilità di emergere. Oggi come hai detto tu esordisce il ragazzo del 2007, è un ragazzo secondo me che ne sentirete parlare».

PALESTRA L’ESTERNO PIU’ FORTE D’EUROPA – «Lo confermo perché secondo me ho detto la cosa giusta ed esatta, perché Marco Palestra lo sta dimostrando sia nel Cagliari e sia quando ha esordito in Nazionale. È un ragazzo meraviglioso, un ragazzo per bene, e in più è forte, per cui confermo».

Barcellona, ai titoli di coda la storia blaugrana di Ansu Fati: il Monaco lo riscatta per 11 milioni, il gesto dello spagnolo che ha fatto la differenza!

Barcellona, il Monaco ha deciso di riscattare Ansu Fatti per 11 milioni di euro. Finisce l’avventura in blaugrana della baby stella

L’avventura di Ansu Fati con la maglia del Barcellona è giunta ai titoli di coda. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato, il club blaugrana ha ormai definito la cessione a titolo definitivo del talento spagnolo: la sua prossima destinazione sarà la Ligue 1, con l’AS Monaco pronto a versare gli 11 milioni di euro necessari per il suo acquisto. La trattativa è in fase avanzatissima e mancano ormai da limare solo gli ultimi dettagli contrattuali.

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Un sollievo per il Barça

Per il Barcellona, questa operazione rappresenta un vantaggio su più fronti. Fati non rientrava più nei piani tecnici della società per la prossima stagione. Quella che doveva essere la stella assoluta del futuro catalano, l’erede designato per raccogliere l’eredità offensiva del club, ha purtroppo visto la propria ascesa drammaticamente frenata da infortuni a catena e da una preoccupante irregolarità di rendimento.

In Catalogna considerano il suo ciclo definitivamente chiuso. La sua partenza non solo sfoltisce un reparto avanzato ad alta competizione, ma garantisce soprattutto una provvidenziale boccata d’ossigeno a livello di massa salariale, un fattore vitale per la delicata situazione finanziaria del club e per la pianificazione del mercato estivo. La cifra di 11 milioni, seppur lontanissima dalle valutazioni stellari di inizio carriera, fotografa con spietato realismo l’attuale valore di mercato del giocatore.

Il nodo stipendio

Nel Principato, l’arrivo di Fati viene letto come un’intrigante opportunità. Il Monaco è convinto di poter rilanciare la carriera del giocatore in un ambiente certamente competitivo, ma meno esigente e asfissiante rispetto a quello della Liga. Per la fumata bianca, tuttavia, è stata imposta una condizione cruciale: Ansu Fati ha dovuto accettare una considerevole riduzione del proprio ingaggio per rientrare nei rigidi parametri economici e strutturali della società monegasca.

L’occasione perfetta per rinascere

Allontanarsi dai riflettori del Camp Nou rappresenta un punto di svolta fondamentale per l’attaccante. Meno pressione mediatica e un ruolo più definito potrebbero aiutarlo a spazzare via i fantasmi delle ultime stagioni. Il Monaco ha una comprovata e storica tradizione nella valorizzazione e nel rilancio dei talenti: per Fati si tratta del palcoscenico ideale per ritrovare continuità, fiducia e tornare finalmente a essere decisivo.

Premier League, nodo multiproprietà: seri rischi per l’esclusione dalle coppe! Di mezzo anche…la Roma. Gli sviluppi

Premier League, resta forte il nodo multiproprietà: i club che rischiano l’esclusione dalle coppe! Cosa sta succedendo

Mentre in Premier League la corsa all’Europa entra nel vivo, fuori dal campo si combatte un’altra battaglia fondamentale: quella contro le rigide regole UEFA sulle multiproprietà (Multi-Club Ownership). Il rischio per le società inglesi è altissimo: subire l’esclusione dalle coppe o la retrocessione in una competizione inferiore.

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Entro la scadenza tassativa del 1° marzo, mezza Premier League ha dovuto riorganizzare i propri assetti. La UEFA, infatti, vieta a due squadre con legami societari stretti di partecipare allo stesso torneo europeo. Il divieto scatta al superamento del 30% delle quote azionarie o in presenza di una “influenza decisiva” (ossia dirigenti in comune con poteri decisionali condivisi). In caso di conflitto, la squadra qualificata alla competizione di rango inferiore viene sacrificata.

Ecco la situazione dei principali club coinvolti:

Everton e Roma: Entrambe orbitano sotto il Friedkin Group. Il nodo cruciale è il miliardario Dan Friedkin, presidente di ambedue le società. Per evitare l’esclusione, l’Everton deve dimostrare in modo inequivocabile che la sua figura non eserciti un’influenza decisionale su entrambi i fronti. Il club inglese si dice fiducioso, ma la strategia legale adottata resta segreta.
• Chelsea e Strasburgo: Condividono la proprietà della holding BlueCo. Per arginare il problema, dirigenti chiave del Chelsea si sono dimessi dal board francese, mentre Todd Boehly ha lasciato la direzione della BlueCo Data Limited. Se la UEFA dovesse ammettere entrambe allo stesso torneo, potrebbe vietare loro scambi di mercato incrociati fino al 2028.
• Nottingham Forest e Olympiakos: Il patron Evangelos Marinakis ha affidato le quote del Forest a un blind trust (un fondo fiduciario indipendente) poco prima della scadenza del 28 febbraio. Tuttavia, l’ufficializzazione burocratica nel Regno Unito è arrivata solo il 17 aprile: starà alla UEFA stabilire se queste tempistiche siano sufficienti per ritenerli in regola.
• Brighton, Hearts e Union SG: Il proprietario del Brighton, Tony Bloom, ha giocato d’astuzia. Ha preventivamente limitato le sue quote di partecipazione nel club scozzese e in quello belga al 29%, rimanendo strategicamente un passo sotto la soglia critica del 30%.

Mondiale per Club 2029, rivoluzione FIFA: il nuovo Ranking UEFA e i criteri di accesso. Cosa cambia per la competizione

Mondiale per Club 2029, la FIFA ha stabilito dei nuovi criteri di accesso per la competizione. Ecco cosa cambia

La FIFA ha deciso di riscrivere ufficialmente i criteri di qualificazione e il sistema di ranking per il nuovo Mondiale per Club, introducendo novità cruciali che avranno un impatto diretto e immediato sulle squadre partecipanti alla UEFA Champions League. L’obiettivo principale dell’organo di governo del calcio mondiale è quello di superare il doppio binario attualmente in uso e uniformare il sistema di calcolo per tutte le confederazioni, a partire dall’attesa edizione 2029.

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Come cambia il calcolo: il nuovo sistema di ranking unico

Fino al torneo del 2025, per i club europei vigeva un’eccezione calcolata sul coefficiente continentale, che prevedeva 2 punti per la vittoria, 1 per il pareggio e bonus progressivi articolati (4 punti per la qualificazione ai gironi, 5 per gli ottavi e 1 per i turni successivi).

Per il ciclo di qualificazione 2025-2028, valido per accedere alla competizione iridata del 2029, la FIFA ha invece varato un modello universale, eliminando le vecchie disparità metodologiche per rendere le graduatorie più leggibili. Il nuovo sistema di ranking sarà uguale per tutti e prevede:

  • 3 punti per la vittoria
  • 1 punto per il pareggio
  • 3 punti per il passaggio a ciascuna fase della competizione

L’eccezione per la Champions League e il bonus di 12 punti

Un’attenzione particolare e necessaria è stata riservata all’Europa, a causa del format della Champions League introdotto nella stagione 2024/25. La fase “a girone unico” prevede infatti uno spareggio per le squadre classificate tra il 9° e il 24° posto, garantendo loro due partite in più rispetto alle prime otto classificate (che accedono direttamente agli ottavi).

Per evitare un paradossale squilibrio competitivo, che permetterebbe a chi gioca i playoff di accumulare più punti, la FIFA ha studiato un correttivo mirato: i club che accedono direttamente agli ottavi riceveranno un bonus di 12 punti, pareggiando così il punteggio massimo ottenibile da chi disputa e vince il turno extra. In questo modo viene tutelata la totale equità sportiva.

I dettagli operativi sulle classifiche

Il nuovo regolamento stabilisce infine alcune precisazioni gestionali. L’assegnazione dei punti per il superamento del turno avverrà solamente al verificarsi formale dell’avanzamento. In caso di match non disputati, l’attribuzione dei punteggi spetterà alle decisioni delle rispettive confederazioni. Infine, la classifica generale non subirà aggiornamenti in tempo reale, ma verrà ufficialmente validata solo al termine di ogni giornata di gara e a valle dei sorteggi istituzionali.

Prandelli esclude questa ipotesi: «Non penso ad una nuova Calciopoli». Poi fa il nome del prossimo ct dell’Italia

Prandelli, allenatore, ha parlato così del caos arbitrale emerso negli ultimi giorni ma anche di chi sarà il prossimo ct dell’Italia

Intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘Radio Anch’io – Sport’, in onda su Rai Radio 1, Cesare Prandelli ha tracciato un’analisi lucida e approfondita sul delicato e turbolento momento storico che sta attraversando il calcio italiano. Tra il recente scandalo arbitrale e la necessaria ripartenza della Nazionale azzurra, l’ex Commissario Tecnico ha offerto spunti di grandissimo interesse per tutti gli appassionati.

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L’inchiesta sui vertici arbitrali: nessuna paura per il sistema

Il nostro movimento calcistico sta affrontando una fase di profonda inquietudine, fortemente scosso dalle recenti rivelazioni sul terremoto giudiziario e mediatico che ha colpito i vertici arbitrali. Questa maxi-inchiesta ha fatto inevitabilmente riaffiorare i dolorosi fantasmi del passato, mettendo a dura prova la credibilità dell’intero sistema sportivo nazionale. Nonostante il clima di evidente tensione, Prandelli ha scelto saggiamente la via della razionalità, invitando tutto l’ambiente alla calma per evitare inutili e dannosi processi mediatici anticipati.

Allontanando con fermezza gli scenari più catastrofici e oscuri, l’ex allenatore ha voluto spegnere tempestivamente le polemiche dichiarando: «Non penso ad una nuova Calciopoli». Un chiaro e netto invito alla prudenza, ribadendo la assoluta necessità di attendere fiduciosamente che la giustizia ordinaria e sportiva faccia il suo regolare corso, senza azzerare frettolosamente l’intero movimento o cedere a paragoni eccessivi.

La rinascita dell’Italia: serve il ritorno di Antonio Conte

Nel corso dell’intervista, il focus si è poi naturalmente spostato sul futuro della Nazionale azzurra. L’Italia del calcio ha un disperato bisogno di rialzarsi, programmando un profondo rinnovamento tecnico per tornare finalmente a competere ai massimi livelli mondiali. Secondo Prandelli, la scelta per guidare questa tanto attesa ripartenza deve ricadere su un profilo ben preciso: Antonio Conte è da considerarsi senza alcun dubbio il nuovo ct ideale.

Il tecnico salentino viene visto come l’unica figura dotata della mentalità vincente, del carisma e della ferocia agonistica indispensabili per scuotere l’intero ambiente azzurro. Oltre a una rinnovata gestione e valorizzazione dei giovani talenti da parte della Federazione, serve un vero condottiero in panchina. A tal proposito, Prandelli ha chiosato con una riflessione inequivocabile sulle assolute priorità del nostro calcio: «La Nazionale deve tornare a essere la squadra più importante del Paese, prima ancora dei club».

Calciomercato Torino: scattato l’obbligo di riscatto di Kulenovic con la salvezza dei granata. Tutti i dettagli

Calciomercato Torino: scatta l’obbligo di riscatto di Kulenovic con la matematica salvezza dei granata. Ultimissime novità

Il traguardo è stato finalmente tagliato. La matematica salvezza ottenuta dal Torino rappresenta uno snodo fondamentale per la stagione sportiva del club granata, portando enorme sollievo tra i tifosi e permettendo alla dirigenza di iniziare a programmare con certezza il futuro. Il raggiungimento della permanenza nel massimo campionato italiano, tuttavia, non ha solo un valore puramente sportivo, ma porta con sé delle conseguenze contrattuali immediate e di assoluto rilievo per il calciomercato estivo.

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Le clausole contrattuali: il futuro dell’attaccante è a tinte granata

Il primo e più importante effetto di questo traguardo sudato sul campo riguarda direttamente la composizione della rosa per la prossima stagione. Con la certezza aritmetica di disputare ancora la Serie A, infatti, è scattato l’obbligo di riscatto di Sandro Kulenovic. L’attaccante, approdato sotto la Mole con la formula del prestito condizionato a gennaio, diventa da questo momento a tutti gli effetti un giocatore di proprietà del club piemontese.

Gli accordi stipulati in precedenza tra le due società in sede di mercato erano estremamente chiari: il trasferimento a titolo definitivo si sarebbe concretizzato automaticamente solo in caso di salvezza matematica della formazione granata. Un vincolo contrattuale che ora è stato pienamente soddisfatto, trasformando l’operazione in un investimento a lungo termine per il reparto offensivo.

L’impatto sul campo e le prospettive per la prossima stagione

Durante i mesi trascorsi, Sandro Kulenovic ha lavorato duramente per integrarsi nei complessi schemi tattici granata, dimostrando grande spirito di sacrificio e una profonda dedizione alla causa. Il suo contributo dal punto di vista fisico, la sua abilità nel gioco aereo e la sua intelligenza tattica si sono rivelati elementi preziosi nelle rotazioni dell’attacco, specialmente nei momenti più delicati e logoranti dell’annata agonistica.

L’attivazione dell’obbligo di riscatto rappresenta di fatto il primo vero tassello del nuovo Torino. La dirigenza sportiva, ora sollevata dalle pesanti pressioni psicologiche legate alla lotta per non retrocedere, può finalmente concentrarsi sulle prossime mosse strategiche. La conferma definitiva della punta centrale croata garantisce continuità al progetto tecnico, offrendo all’allenatore una pedina offensiva di sicuro affidamento che conosce già perfettamente le pressioni dell’ambiente, i compagni di squadra e le rigide metodologie di lavoro del centro sportivo Filadelfia.

Formazioni ufficiali Cagliari Atalanta: le scelte di Pisacane e Palladino per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Cagliari Atalanta: le scelte di Pisacane e Palladino per il match di Serie A, valido per la 34ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Cagliari Atalanta, sfida valida per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

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CAGLIARI (4-3-1-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Rodriguez,Obert; Adopo, Gaetano, Deiola; Folorunsho; Esposito, Mendy. All. Pisacane.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Pasalic, Zappacosta; De Ketelaere, Raspadori; Scamacca. All. Palladino

Abate Sassuolo: forte gradimento per il tecnico! È il principale candidato in caso di addio di Grosso a fine stagione

Abate Sassuolo: è l’ex Milan il principale candidato in caso di partenza di Grosso a fine stagione. Novità per la panchina neroverde

Il valzer delle panchine in vista della prossima stagione sportiva inizia a prendere forma e ad animare le principali indiscrezioni. In casa neroverde, la dirigenza sta valutando con grande attenzione tutte le possibili mosse strategiche per il futuro societario. La panchina del Sassuolo potrebbe infatti subire un importante ribaltone: i più recenti rumors confermano un forte gradimento per Ignazio Abate, che diventerebbe il candidato numero uno qualora si dovesse concretizzare l’addio di Fabio Grosso. Lo riporta Alfredo Pedullà.

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Il futuro di Fabio Grosso e la programmazione neroverde

Le voci riguardanti un possibile cambio di guida tecnica si rincorrono da giorni nei corridoi del mercato. Nonostante il lavoro egregio svolto finora, la permanenza di Fabio Grosso alla guida della compagine emiliana non appare del tutto blindata. Le dinamiche interne e le possibili sirene provenienti da altre società blasonate (come la Fiorentina) potrebbero spingere l’attuale mister a valutare nuove avventure professionali al termine del campionato in corso. Il club neroverde, da sempre noto per la sua spiccata lungimiranza e per la ferrea programmazione, non vuole farsi trovare impreparato e sta già sondando il terreno per individuare il profilo ideale a cui affidare la squadra in caso di separazione.

L’identikit perfetto: la filosofia di Ignazio Abate

In questo scenario in continua evoluzione, il profilo che più stuzzica le fantasie della dirigenza è senza dubbio quello di Ignazio Abate. Il giovane tecnico si è messo in grandissima luce nelle sue recenti esperienze, dimostrando notevoli abilità nella gestione del gruppo e nello sviluppo di trame di gioco moderne e propositive. Il suo eccellente percorso ha evidenziato, soprattutto, una straordinaria capacità di far crescere e valorizzare i giovani talenti. Queste peculiari caratteristiche tecniche e umane si sposano alla perfezione con la storica identità del Sassuolo, considerato da anni un trampolino di lancio ideale per i prospetti più promettenti del panorama calcistico italiano.

Gli scenari per la prossima stagione

Al momento la situazione è fluida e ci troviamo in una fase di semplice osservazione: non vi sono ancora accordi ufficiali, ma i sondaggi esplorativi confermano il forte gradimento dei vertici societari. Nelle prossime settimane, la posizione di Grosso dovrà essere chiarita in maniera definitiva per consentire un’adeguata pianificazione del mercato estivo. Se le strade dovessero realmente dividersi, Abate rappresenterebbe la primissima scelta per aprire un nuovo ed entusiasmante ciclo sportivo.

Lazio, i convocati per l’Udinese: brutte notizie per Zaccagni e Cataldi. La lista ufficiale di Sarri per il posticipo

Lazio, i convocati per l’Udinese: la lista ufficiale di Sarri per il posticipo, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

La marcia di avvicinamento al posticipo serale della 34ª giornata del campionato di Serie A 2025-2026 giunge alla sua fase cruciale. Maurizio Sarri ha ufficialmente diramato la lista dei convocati per l’attesa e delicata sfida contro i friulani. Il match, che promette spettacolo e mette in palio punti pesantissimi per le ambizioni di classifica dei padroni di casa, andrà in scena nella suggestiva e infuocata cornice dello stadio Olimpico, con il fischio d’inizio programmato per le ore 20.45 di questa sera.

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Le assenze: Zaccagni infortunato e Cataldi influenzato

Le scelte del tecnico toscano sono state purtroppo condizionate da un paio di defezioni dell’ultimo minuto, che privano la rosa di due pedine nevralgiche per il consueto scacchiere tattico laziale. Restano fuori dalla lista convocati, infatti, due elementi di assoluta importanza.

Il primo grande assente è il capitano Mattia Zaccagni, costretto ad alzare bandiera bianca e a fermarsi ai box a causa dei postumi di un trauma contusivo di media entità al quadricipite destro. Un problema fisico che lo staff medico ha preferito non forzare per evitare il rischio di pericolose ricadute. A centrocampo mancherà invece il prezioso apporto del mediano Danilo Cataldi, il quale è stato bloccato nelle ore precedenti al match a causa di una sindrome influenzale.

L’elenco completo dei giocatori a disposizione

Nonostante le defezioni in mediana e nel reparto avanzato, la rosa a disposizione garantisce al mister ampie rotazioni. Di seguito, la lista completa dei calciatori scelti per affrontare l’Udinese, suddivisi per ruolo:

  • Portieri: Giacomone, Motta, Pannozzo.
  • Difensori: Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli.
  • Centrocampisti: Basic, Belahyane, Dele-Bashiru, Przyborek, Rovella, Taylor.
  • Attaccanti: Cancellieri, Dia, Isaksen, Maldini, Noslin, Pedro, Ratkov.

Spetterà ora a questo gruppo scendere in campo e lottare per conquistare l’intera posta in palio. L’obiettivo primario della Lazio è quello di blindare la propria posizione in graduatoria, superando l’ostacolo bianconero e regalando una notte di gioia ai tifosi presenti sugli spalti.

Calciomercato 2026/2027, le date ufficiali per le finestre estive e invernali: dalle sessioni per la Serie A alle regole per i ripescaggi

Calciomercato 2026/2027, le date ufficiali per le campagne estive e invernali ma anche le regole per i ripescaggi

Il Consiglio federale ha ufficialmente deliberato le finestre temporali che regoleranno i trasferimenti dei professionisti per l’imminente annata calcistica. La FIGC ha infatti tracciato in maniera definitiva il calendario istituzionale che guiderà tutte le contrattazioni e le trattative per le prossime stagioni, fornendo certezze fondamentali ai dirigenti sportivi e alle società di ogni categoria.

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Le date della campagna acquisti estiva

Per quanto concerne il massimo campionato italiano, ovvero la Serie A, la campagna acquisti estiva prenderà ufficialmente il via con qualche giorno di anticipo rispetto al resto del sistema calcistico nazionale: le porte del mercato si apriranno il 29 giugno 2026. Il sipario sulle compravendite calerà inesorabilmente il 1 settembre 2026 alle ore 20, momento in cui le rose dovranno essere definitive. Per quanto riguarda invece le categorie inferiori, il via ufficiale alle danze è fissato per il 1 luglio, allineando la conclusione delle operazioni sempre al 1 settembre.

Il mercato di riparazione invernale e i dilettanti

Le nuove direttive diramate dai vertici del calcio italiano riguardano molto da vicino anche la delicata sessione invernale, un periodo dell’anno ritenuto altrettanto cruciale dagli allenatori per correggere in corsa i propri assetti tattici e porre rimedio a eventuali infortuni. I battenti del mercato di riparazione riapriranno il 2 gennaio e chiuderanno definitivamente il 1 febbraio 2027 alle ore 20, operando in maniera unificata per i club di Serie A, la B e la C.

Inoltre, il documento ufficiale ha definito nel dettaglio le finestre riservate alle formazioni della Lega Nazionale Dilettanti. La prima fase del mercato dilettantistico andrà dal 1 luglio al 30 settembre 2026, seguita dal consueto richiamo invernale fissato dal 1 dicembre al 16 dicembre.

Le procedure per i ripescaggi in Lega Pro

Oltre alle tematiche legate al mercato, le autorità sportive hanno approvato le rigorose procedure per l’integrazione delle carenze di organico nei vari campionati. La solida struttura burocratica dello scorso anno è stata ampiamente mantenuta, aggiornando solamente le stringenti priorità nei ripescaggi della Lega Pro. Il nuovo ordine gerarchico stabilito dalla Federazione privilegia in primis l’inserimento di una nuova seconda squadra di Serie A, seguita dalle formazioni della terza serie e, infine, dai club di Serie D. Il termine perentorio per la presentazione delle relative domande scadrà inderogabilmente il 20 luglio 2026.

Ulivieri non ha dubbi: «Autosospensione di Rocchi e Gervasoni? Potevano anche non farlo ma credo sia stata la scelta giusta»

Ulivieri ha detto la sua sull’autosospensione di Rocchi e Gervasoni dopo l’inchiesta arbitrale che li ha coinvolti

La bufera arbitrale che ha recentemente investito l’AIA continua a tenere banco e a far discutere animatamente l’opinione pubblica nazionale. Il mondo del calcio italiano osserva con grande attenzione l’evolversi di uno scandalo sportivo di vasta portata, in attesa di capire le reali dimensioni dell’indagine. Al centro del dibattito mediatico c’è la decisione presa dal designatore Gianluca Rocchi e dal responsabile tecnico Andrea Gervasoni, i quali hanno optato per un passo indietro istituzionale.

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Una mossa fortissima a tutela delle istituzioni sportive

I due dirigenti hanno infatti scelto di autosospendersi dai rispettivi incarichi in seguito alle notizie emerse nelle ultime ore. Si tratta di una mossa fortissima e di enorme rilevanza per gli equilibri del campionato, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di tutti i principali addetti ai lavori.

Il parere di Ulivieri alla sede della FIGC

In questo clima di profonda incertezza istituzionale, spicca l’intervento di Renzo Ulivieri. Intercettato dai giornalisti proprio all’ingresso della sede della FIGC, il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori ha espresso il proprio parere autorevole in merito al passo indietro effettuato dai vertici arbitrali e all’operato degli organi di giustizia, tracciando anche un confronto con altri contesti sociali.

Ecco la sua dichiarazione integrale, rilasciata ai cronisti presenti:

«Per un dovere di opportunità i due indagati si sono autosospesi dalle loro funzioni. Potevano anche non farlo ma credo che abbiano fatto la scelta giusta. Scelta dovuta? Non credo. Se andiamo a vedere in altri contesti, non mi fate dire in quali, queste cose non vengono fatte. Dentro la Federazione sono state fatte e sono contento di questo. Il giudice ordinario dovrà andare avanti nell’inchiesta. La procura federale si è mossa secondo me, nei tempi e nei modi, in modo inappuntabile».

Le parole del leader dell’Assoallenatori ribadiscono dunque una grande fiducia verso il percorso tracciato dalla giustizia. Ora spetterà al giudice ordinario approfondire l’inchiesta penale, mentre la tempestività della procura federale viene elogiata per aver agito nel pieno rispetto delle regole e delle tempistiche necessarie a tutelare il movimento calcistico italiano.

Abete rivela: «Il commissariamento della FIGC non è mai una soluzione. Nuova Calciopoli? Siamo a una fase iniziale»

Abete, presidente della LND, ha rilasciato queste dichiarazioni dopo il caos arbitrale scoppiato negli ultimi giorni

A margine dell’ultimo, attesissimo Consiglio Federale, il presidente della LND Giancarlo Abete ha deciso di prendere una posizione forte e chiara in merito alla delicata crisi che scuote il calcio italiano. L’ex numero uno della Federcalcio si è espresso con fermezza contro l’ipotesi di interventi esterni drastici, ribadendo come la stabilità istituzionale debba necessariamente avere la meglio sulle attuali e forti spinte politiche.

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Il no categorico al commissariamento della Federazione

Intervenendo ai microfoni dell’agenzia ANSA, il massimo dirigente dei dilettanti ha voluto allontanare lo spettro di un azzeramento totale dei vertici federali, puntando invece su un percorso di consolidamento per la FIGC:

«Il commissariamento della Figc non è mai una soluzione. La logica con cui propongo delle riflessioni è che si vada in linea di continuità».

L’inchiesta su Gianluca Rocchi e lo spettro di una “Nuova Calciopoli”

Inevitabilmente, il dibattito si è spostato anche sul recente terremoto giudiziario e sull’inchiesta arbitri che vede coinvolto il designatore Gianluca Rocchi. Su questo tema così spinoso, Abete ha predicato la massima e rigorosa prudenza. Ha esortato l’intero panorama sportivo a evitare processi sommari o paragoni affrettati con i grandi scandali del passato:

«Massima fiducia nella giustizia sportiva e ordinaria per approfondire quanto emerso. Una nuova Calciopoli? Siamo a una fase iniziale, sarebbe un errore dare giudizi su situazione che non conosciamo».

Le elezioni federali del 22 giugno: priorità assoluta alle riforme

Infine, lo sguardo si è rivolto al futuro politico del movimento sportivo, in vista delle cruciali elezioni federali del 22 giugno. Il presidente della LND ha voluto lanciare un severo monito all’intero sistema calcistico, mettendo in guardia dal rischio concreto di trasformare il fondamentale dibattito elettorale in una mera e sterile sfida elettorale. Secondo Abete, è imperativo non perdere assolutamente di vista le urgenti riforme necessarie per rilanciare il pallone tricolore:

«Il vero rischio è che la personalizzazione delle candidature faccia dimenticare i problemi del calcio e le sue necessità. Quella che abbiamo è un’opportunità per fare un focus sui problemi. Se nascondiamo i problemi dietro le persone facciamo un errore per il mondo del calcio».

Infortunio Modric: frattura dello zigomo sinistro per il croato. Le condizioni dopo Milan Juve e i tempi di recupero

Infortunio Modric: frattura dello zigomo sinistro per il centrocampista croato dopo lo scontro con Locatelli in Milan Juve

Il tanto atteso big match di San Siro tra Milan e Juventus si è concluso con un lottato pareggio a reti bianche, ma lo 0-0 maturato sul campo passa inevitabilmente in secondo piano di fronte alle preoccupanti notizie che arrivano dall’infermeria rossonera. La sfida di campionato ha infatti lasciato in dote al Diavolo una tegola pesantissima per il proseguo della stagione: l’infortunio di Luka Modric.

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Esami strumentali e diagnosi: frattura dello zigomo

Come appreso nelle ultime ore dalla redazione di MilanNews24, gli accertamenti diagnostici a cui si è sottoposto il fuoriclasse croato nella mattinata di oggi hanno purtroppo confermato i peggiori timori dello staff medico milanista. Gli esami clinici approfonditi hanno evidenziato una netta frattura dello zigomo sinistro, un trauma serio che costringerà il leader carismatico del centrocampo a uno stop forzato.

La dinamica dello scontro con Locatelli

L’infortunio è la conseguenza diretta di un fortissimo impatto aereo avvenuto durante le battute finali del match contro i bianconeri. La dinamica del trauma è risultata chiara fin da subito: il centrocampista rossonero ha rimediato la frattura in seguito a un durissimo, seppur fortuito, scontro di gioco con Manuel Locatelli. Dopo il violento testa a testa aereo, il fuoriclasse del Milan è stato immediatamente soccorso dai medici e costretto ad abbandonare il terreno di gioco dolorante, applicando del ghiaccio sul volto.

Intervento chirurgico e rientro in campo

Per quanto riguarda l’iter clinico e riabilitativo, la gravità della lesione al volto richiede un intervento di riduzione chirurgica immediata. L’operazione è stata infatti programmata già per le prossime ore. Soltanto al termine dell’intervento la società rossonera comunicherà i tempi di recupero ufficiali. Tuttavia, è già molto probabile che, al momento del suo rientro sul rettangolo verde in questo infuocato finale del 2026, il croato dovrà necessariamente scendere in campo indossando una maschera protettiva in carbonio.

Un duro colpo per Massimiliano Allegri

L’assenza prolungata di Modric rappresenta un colpo durissimo per i piani tattici di Massimiliano Allegri. L’allenatore rossonero perde infatti il faro indiscusso e il principale creatore di gioco del proprio scacchiere, proprio nel momento topico dell’annata: l’accesissima volata finale per il secondo posto e per blindare la fondamentale qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

Dino Tommasi nuovo designatore ad interim per Serie A e B al posto di Rocchi. La decisione

Dino Tommasi è il nuovo designatore ad interim per Serie A e B al posto di Rocchi, che si è autosospeso nei giorni scorsi. La decisione

L’AIA corre ai ripari per tutelare e garantire la massima regolarità in questo delicato finale di stagione calcistica. Secondo quanto appreso dall’agenzia ANSA da autorevoli fonti interne all’associazione, è Dino Tommasi il designatore arbitrale ad interim per la Serie A e B. Una nomina d’emergenza, resa strettamente necessaria dalle recenti e turbolente vicende giudiziarie che hanno travolto i vertici istituzionali del sistema arbitrale italiano.

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Il passaggio di consegne dopo l’inchiesta su Gianluca Rocchi

Il nuovo vertice tecnico prende il posto di Gianluca Rocchi, il quale ha dovuto necessariamente fare un passo indietro a seguito del clamoroso polverone mediatico e legale esploso nelle ultime settimane. L’ex fischietto fiorentino risulta infatti indagato a Milano per concorso in frode sportiva, un’accusa pesantissima che ha portato a inevitabili e profondi scossoni all’interno dell’AIA e dell’intera FIGC. Per salvaguardare l’immagine del movimento calcistico e assicurare totale trasparenza nelle giornate conclusive dei campionati, l’istituzione ha optato per una rapida e decisa transizione della leadership.

Chi è Dino Tommasi: il profilo del nuovo responsabile

Il complesso compito di riportare serenità, equilibrio e concentrazione all’interno del gruppo dei direttori di gara è stato affidato a un profilo di assoluta garanzia. Tommasi, 50 anni, di Bassano del Grappa, vanta una lunga militanza e una solida esperienza nel mondo del calcio italiano. La sua profonda conoscenza delle dinamiche di campo e delle regole associative lo rende la figura più adatta per traghettare la classe arbitrale fuori da questa tempesta mediatica. Come specificato dalle fonti federali, il suo incarico è a tempo determinato: ricoprirà questo ruolo nevralgico fino al termine dell’attuale campionato.

Un finale di stagione sotto la lente d’ingrandimento

La sfida che attende il nuovo designatore arbitrale ad interim si preannuncia ardua. A pochissime giornate dal termine dei tornei di Serie A e B, con verdetti cruciali ancora da scrivere per lo scudetto, per i piazzamenti europei e per l’infuocata lotta salvezza, ogni singola designazione sarà esaminata al microscopio. Il suo obiettivo primario sarà isolare gli arbitri e gli addetti al VAR dalle inevitabili pressioni esterne generate dall’inchiesta in corso, restituendo credibilità al sistema e garantendo la regolarità sportiva.

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