Alessio Tacchinardi ha commentato la scelta della Juventus di assegnare la numero dieci a Yildiz
Alessio Tacchinardi interviene sul Corriere della Sera sulla situazione di casa Juve. Che a 24 ore da Juventus-Como, inizio del campionato, è ancora un cantiere.
LA JUVE OGGI – «Sono sorpreso, lo ammetto. E non in positivo. Non credevo di vedere questa Juve all’esordio in campionato. So bene che c’è ancora tempo, ma pensavo che i piani fossero ben definiti da subito. E invece no. É pur vero che c’è ancora tempo…».
IL MERCATO – «Non sono così dentro alla società, non posso giudicare più di tanto. Penso alle cessioni di due giovani di valore come Huijsen e Soulé. Penso ai rinforzi che non sono ancora arrivati. Mi sembra che la situazione di Chiesa sia un po’ particolare. Per non parlare della cessione di Szczesny: anziché monetizzare, la Juve ha pagato una ricca buonuscita».
SORPRESO DA KALULU PRENDE TEMPO – «Sì, certo. Lui vorrebbe che il riscatto del prestito fosse sicuro, ma la Juve non glielo garantisce. La Juve voleva Calafiori o Todibo, ma anche quest’ultimo mi ha sorpreso andando al West Ham, una squadra che, a differenza di quella bianconera, non gioca la Champions e non ha un progetto interessante».
LA MAGLIA 10 A YILDIZ – «Ecco un’altra mossa che mi ha sorpreso. Non so se c’entra anche il marketing, non mi interessa. Yildiz, sia chiaro, mi piace molto. Ma non è ancora un giocatore fatto e finito. L’anno scorso non ha fatto sempre la differenza. Il 10 è un’investitura pesante, sono oneri e onori. Sono comunque convinto che siano state fatte tutte le valutazioni del caso e che sia stato deciso che Kenan sarà il futuro della Juve. Detto questo, io gli avrei fatto giocare un’altra annata con il 15, senza troppe pressioni e con un giocatore forte al suo fianco. Del Piero all’inizio ebbe la fortuna di avere Roberto Baggio tra i titolarissimi. Alex non fu chiamato subito a dimostrare tutto. Yildiz invece è investito di una enorme responsabilità».
VLAHOVIC FARA’ 20 GOL – «Per me sì, Dusan ha quei numeri. Thiago Motta lo farà crescere ulteriormente. Ma c’è comunque bisogno di esterni offensivi che spingano e creino».