Pagina 1601 – Calcio News 24

Calciomercato Juventus, SALTA un altro obiettivo: dopo Todibo, BEFFA per i bianconeri

Un periodo di calciomercato decisamente no per la Juventus che si vede sfumare un altro possibile acquisto

Non solo Todibo. Altra beffa di calciomercato Juventus nel corso di questa sessione estiva, come riporta Fabrizio Romano. Infatti, Maximilian Beier non andrà a rinforzare l’attacco della Juve.

Il giovane centravanti dell’Hoffenheim sarebbe molto vicino al Borussia Dortmund dopo aver trovato l’accordo totale tra l’entourage del ragazzo e il club giallonero.

Inter, BUONE notizie dall’INFERMERIA: altro RECUPERO in tempi brevi. La SITUAZIONE

Aggiornamenti positivi per quanto riguarda gli infortuni in casa Inter: Inzaghi può sorridere dopo questa notizia

Buone notizie in casa Inter secondo La Gazzetta dello Sport: oltre Mehdi Taremi, un altro attaccante starebbe per tornare presto in gruppo, precisamente da martedì. Si tratta dell’austriaco Arnautovic.

ARNAUTOVIC INTER – «Inzaghi in questi giorni ha dovuto fare a meno anche di lui per una elongazione, ma il peggio sembra alle spalle. Anche per lui, come per Taremi, si ipotizza il rientro in gruppo a partire da martedì».

Juventus, l’ex Alex Sandro ancora SVINCOLATO: le possibili STRADE per il terzino brasiliano

L’ex giocatore della Juventus Alex Sandro non ha ancora trovato una squadra dopo l’addio ai bianconeri

Alex Sandro, ex giocatore della Juventus, è ancora svincolato dopo l’addio ai bianconeri. Il brasiliano ha lasciato Torino dopo essere stato lo straniero con più presenze con la casacca della Vecchia Signora.

Sul calciatore ci sarebbero diverse squadra dal Brasile come San Paolo (in vantaggio), Botafogo e Palmeiras. Si vedrà dunque quando deciderà l’ex Porto.

Milan, Morata: «Decisiva la CHIAMATA di Ibrahimovic. Ho già parlato con Fonseca, ai tifosi prometto QUESTO»

Primo giorno da rossonero a tutti gli effetti per Alvaro Morata: ecco la sua presentazione al Milan

Alvaro Morata si è presentato come nuovo giocatore del Milan in occasione della conferenza stampa fissata a mezzogiorno. L’attaccante spagnolo, reduce dall’Europeo vinto, ha parlato così ai giornalisti al suo ritorno in Italia dopo le varie esperienze alla Juventus.


LA PRIMA VOLTA CHE SI E’ PARLATO DI MILAN – «Grazie a tutti che han fatto lo sforzo di portarmi qui. Ho avuto diverse possibilità di tornare in Italia in questi anni, ma quando Zlatan mi ha chiamato e ho parlato con l’allenatore non c’era più da pensarci. Nessuna squadra mi ha voluto così fortemente. Questo mi rende orgoglioso. Sono una persona che ha bisogno di fiducia. Non è ancora arrivato il mio massimo in carriera, ho bisogno di persone che credono in me e lui me lo ha dimostrato. Il Milan è il Milan, è incredibile. È difficile trovare una società con questa organizzazione, non vedo l’ora di scendere in campo. Non posso promettere titoli, ma prometto che correrò come un cane in campo. Un leader spinge i compagni verso il loro massimo».

LEGGI QUI IL RESTO DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI MORATA SU MILAN NEWS 24

Pippo Inzaghi, 51 anni oggi: «Compleanno con la SQUADRA e FAMIGLIA, l’IDEALE; ai giovani bisogna levargli la PLAYSTATION»

51 anni oggi per Pippo Inzaghi: il nuovo tecnico del Pisa si racconta in una intervista a la Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.

AUGURI DI COMPLEANNO – «Grazie, ma ormai è un giorno come gli altri… Anzi, questo è il mio compleanno ideale: allenamento con la squadra, poi con i nonni, Angela e i bambini».

COMPLEANNI A MILANO MARITTIMA CON BOBO VIERI – «C’è un tempo per tutto, rimpiango soltanto di non avere avuto i figli prima».

UN ATTACCANTE COME REGALO – «Credo di avere una squadra già forte. Quando la società fa aquisti, li fa importanti: sono tranquillo, o arriva gente che fa la differenza, o stiamo così».

COME UOMO É A 51 ANNI – «Ho avuto tanto dalla vita, ma una famiglia e i bambini ti trasformano. Sono diventato paziente, dote che pensavo di non avere. Come uomo mi devono giudicare gli altri, mi meraviglio dell’affetto che ricevo ovunque. Come allenatore sono sempre unoche ama il suolavoro, anche se giocare era più facile. Mia moglie ha detto: “Ti auguro di aver trovato a Pisa un posto giusto, che ti dia serenità”. Così è».

ANCORA AFFAMATO DI SUCCESSI O É DIVENTATO PIU’ SAGGIO – «Mi piace andare al campo tutti i giorni per far crescere i giocatori, soprattutto i giovani: bisogna levargli un po’ di computer e PlayStation e fargli amare di più il pallone, per me era stato così».

DIVIETI DI SPALLETTI IN NAZIONALE – «Non so come faceva lui, io non andrò mai a controllare i giocatori in camera, li tratto da persone adulte e mi fido. Dico solo cosa fare per rendere al meglio».

IN B PROTAGONISTA – «Ho avuto squadre importanti, la differenza la fanno i giocatori e le società. Noi allenatori dobbiamo fare meno danni possibile e far rendere i giocatori».

COSA NON HA FUNZIONATO IN A – «Purtroppo sono sempre andato a lottare in situazioni difficili. Se un giorno ci tornerò – anche se per me la categoria conta poco – avrò un’esperienza diversa. Si impara di più da un insuccesso che da un successo».

PISA – «E’ un posto che ho sempre avuto in mente, ci siamo rincorsi a vicenda e finalmente ci siamo presi. Credo che questo sia il momento migliore per entrambi. Conosco i Corrado da tempo, ricordo il messaggio mandato dopo la promozione in B del 2019. Knaster mi è piaciuto tantissimo, ci sono progetti per centro sportivo e stadio: c’è la consapevolezza per costruire qualcosa di importante ed essere pronti per ogni traguardo».

PAREGGIO CON IL FRATELLO SIMONE – «Una partita guastata dall’infortunio di Esteves, uno insostituibile. Ringrazio Simone per aver portato qui l’Inter, ci tenevamo a fare bella figura anche se ci siamo difesi tanto».

ENTUSIASMO DEI TIFOSI – «Un affetto incondizionato ancora prima di poter dimostrare qualcosa: una cosa che mi ha responsabilizzato ancora di più».

3-4-2-1 – «Il Pisa l’aveva già fatto bene, soprattutto in fase di possesso, e oggi ci dà certezze. Ma non è una cosa definitiva, possiamo anche difenderci a quattro».

FAVORITE – «Cremonese, Palermo, Sassuolo, Samp, poi Frosinone e Salernitana per gli organici. Però io devo far capire ai miei che di più forti non ce ne sono».

PIRLO E GROSSO – «Campioni con i quali ho condiviso gioie incredibili: con Andrea ci siamo sfidati solo in Coppa Italia, con Fabio in B abbiamo già fatto belle battaglie…».

MEDAGLIA PREFERITA ALLE OLIMPIADI – «Tutte, anche se posso seguire l’Olimpiade solo in ritiro, a casa con i bimbi è dura. L’argento nel tiro a volo della Stanco è stato incredibile, penso a chi si allena quattro anni per una gara di pochi minuti. E poi l’oro di Ceccon,
grande! Quando vedo l’oro e sento l’inno, beh, io mi emoziono ancora: ecco, una cosa che mi manca in carriera sono soltanto i Giochi
».

VIVERE A PISA – «Anche qui ho preso casa in centro, è comodo anche per l’asilo. Poi mi piace il contatto con le persone: quando ho un momento complicato, mi basta passeggiare e vedere la gente per ricaricarmi. Per me fare un autografo o un selfie è una gioia».

SE É GIÁ SALITO SULLA TORRE – «No, ma ho portato i bimbi in bicicletta a vederla perché Edoardo me l’aveva chiesto: si è emozionato, presto saliremo».

Empoli-Catanzaro: dove vederla in tv, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Castellani Empoli-Catanzaro, per i 32esimi di Coppa Italia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Castellani va in scena la partita Empoli-Catanzaro, valida per i 32esimi di Coppa Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

EMPOLI (3-4-2-1): Vasquez; Goglichidze, Ismajli, Viti; Gyasi, Haas, Henderson, Pezzella; Fazzini, Esposito; Colombo. All. D’Aversa.

CATANZARO (4-2-3-1): Pigliacelli; Situm, Antonini, Scognamillo, Bonini; Petriccione, Pompetti; Compagnon, Biasci, Pagano; Iemmello. All. Caserta.

Orario e dove vederla in tv

Empoli-Catanzaro si gioca alle ore 20.45 di sabato 10 agosto. Verrà trasmessa in diretta tv in chiaro per tutti sul canale 20 del digitale terrestre. Per vedere la partita in streaming, Mediaset permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Mediaset Infinity scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Cremonese-Bari: dove vederla in tv, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Zini di Cremona Cremonese-Bari, per i 32esimi di Coppa Italia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo U-Power Stadium di Monza va in scena la partita Cremonese-Bari, valida per i 32esimi di Coppa Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

CREMONESE (3-5-2): Fulignati; Antov, Ravanelli, Bianchetti; Sernicola, Collocolo, Majer, Vandeputte, Quagliata; Johnsen, Tsadjout.

BARI (3-4-2-1): Radunovic; Pucino, Vicari, Obaretin; Favasuli, Maiello, Benali, Dorval; Sgarbi, Sibilli; Lasagna.

Orario e dove vederla in tv

Cremonese-Bari si gioca alle ore 18.00 di sabato 10 agosto. Verrà trasmessa in diretta tv in chiaro per tutti sul canale 20 del digitale terrestre. Per vedere la partita in streaming, Mediaset permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Mediaset Infinity scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Gosens e il possibile RITORNO all’Atalanta. L’esterno tedesco può essere utile alla causa (ma solo a breve termine)

Robin Gosens ritorna all’Atalanta? Ecco quanto potrà essere fondamentale l’esterno tedesco dopo tre anni dal suo addio a Bergamo

Ulisse che ritorna a Itaca, Harry Potter che torna a Hogwarts per sconfiggere Voldemort, CM Punk che ritorna in WWE, poi la presunta possibilità che Robin Gosens possa ritornare all’Atalanta per compensare la fascia sinistra.

Domanda spontanea: quanto può essere determinante e fondamentale il tedesco ad oggi? Premessa. Che Robin Gosens voglia ritornare a Bergamo è un dato di fatto: già dai tempi in cui era con Simone Inzaghi all’Inter, e l’annata con l’Union Berlino lo ha risollevato dopo la parentesi milanese (anche dai guai fisici che lo hanno tormentato).

Arriverebbe a Bergamo in una situazione di fascia molto diversa rispetto a quando l’ha lasciata, dove l’Atalanta per tutta una serie di motivi, non è riuscita ad andare oltre l’ex numero 8 nerazzurro nonostante l’innovazione doveva prendere il posto della malinconia.

Gosens come “usato sicuro” a breve termine ci potrebbe stare: conosce l’ambiente, la squadra, Gasperini e quegli schemi che lo hanno fatto diventare il migliore di tutti in quel ruolo.

Dall’altra parte Robin non è più neanche un ragazzino, dove se si pensa che con il ritorno del tedesco i problemi sulla fascia sinistra siano risolti si rischia di non andare avanti fino a quando non sarà troppo tardi, dove l’Atalanta rischierebbe di essere dipendente dal tedesco (per poi ritornare al punto di partenza quando etá e costanza risulteranno fatali): uno, due, massimo tre anni a pieno regime per poi fare da chioccia a quell’esterno sinistro che poi raccoglierà la sua eredità (e ad oggi partirebbe come vice Ruggeri).

Le minestre riscaldate, utilizzate in un certo modo, possono risultare buone, a patto che questo ritorno sia un nuovo punto di partenza per la rinascita della fascia sinistra: ripartire dalla base per ricostruire un grande reparto, oggi e per gli anni successivi.

Abraham, il Milan perfeziona la FORMULA per convincere la ROMA: i dettagli

Il Milan non molla la presa su Tammy Abraham: i rossoneri preparano l’offerta per convincere la Roma alla cessione dell’Inglese

Tammy Abraham resta la prima scelta del Milan per il ruolo di vice Morata. Secondo Il Romanista, la Roma starebbe spingendo per l’obbligo di riscatto per Abraham, mentre il Milan vorrebbe l’obbligo condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi per una cifra intorno ai 18-20 milioni di euro.

Secondo il quotidiano i rossoneri avrebbero deciso di procedere con l’acquisto del centravanti a prescindere dall’uscita di qualcuno in avanti. La pista è da seguire.

Marotta: «Presidente dell’Inter? Sono grato ad Oaktree per la fiducia; seconda squadra non subito e sullo stadio ecco come la penso»

Le parole di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, sugli obiettivi dei nerazzurri in campo e fuori e uno sguardo al calcio italiano

Il presidente, nonché amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, si è raccontato a Sette, settimanale del Corriere della Sera. Ecco alcuni estratti della sua lunga intervista.

COME E’ CAMBIATO IL LAVORO DI MAROTTA – «Prima le decisioni venivano prese dal singolo dirigente, oggi siamo davanti a un team composto da osservatori e da “tecnici” che analizzano dati, risultati, rendimento atletico. Addirittura, in alcuni casi, un giocatore lo si può scegliere attraverso gli algoritmi, così il calcio è diventato meno bucolico e quasi industriale».

COSA CAMBIARE NELLE SCUOLE CALCIO – «C’è la necessità – molto più di una volta – di inserire le discipline sportive, calcio compreso, nel sistema scolastico. È lì che i nostri ragazzi devono cominciare a praticare sport, è un loro diritto. I bambini devono giocare, non solo guardare chi lo fa. È importante si confrontino sul campo, serve per la loro crescita fisica e caratteriale».

TROPPI STRANIERI IN SERIE A – «Non è colpa loro che, anzi, se sono bravi servono per far crescere i ragazzi dei vivai. Torniamo al discorso di prima, quello che oggi manca è un’apertura al mondo del calcio, un mondo non più accessibile a tutti».

SECONDA SQUADRA INTER – «Non subito. È sicuramente uno strumento utile per far crescere e maturare i ragazzi, oggi tra Primavera e Prima squadra c’è un buco legato all’età che non permette uno scambio positivo. Avere la seconda squadra significa allestire un gruppo cui può attingere l’allenatore della Prima».

PUO’ AIUTARE GIOCANDO SPESSO – «Sì, ci sono troppe partite e questa è anche una mancanza di rispetto verso i giocatori che sono esseri umani e faticano a sopportare pressioni agonistiche così elevate».

TANTE PROPRIETA’ STRANIERE IN SERIE A – «Sta sparendo in tutte le categorie, dalla terza alla serie A. Resta un numero esiguo di eccezioni. Oggi in Lombardia ci sono 5 squadre di Serie A, di cui 4 di proprietà straniere. Se Inter e Milan non avessero avuto questa gestione già da qualche anno, sarebbero in situazioni che definirei drammatiche. Per fortuna che ci sono stati investitori stranieri che hanno creduto in noi, certo dando vita a una gestione molto diversa: ora il concetto di sostenibilità è centrale, l’impostazione è più simile a quella di un’azienda con i risultati economici che superano qualsiasi tipo di obiettivo».

ESSERE PRESIDENTE INTER – «Sono grato a Oaktree per la fiducia. Conto su una struttura societaria forte, su una squadra di professionisti molto seri, oltre che capaci, e su un pubblico che è il nostro valore aggiunto. Metterò in pratica l’esperienza del vissuto precedente».

OBIETTIVI INTER – «Innanzitutto l’Inter è l’Inter, quello che è stato fatto sotto la mia gestione non è nulla di straordinario perché questa era una squadra abituata a vincere. Ha passato un periodo di buio e sofferenza, per questo quando abbiamo riconquistato insieme il primo scudetto è come se in quello ce ne fossero stati altri tre e quando a maggio abbiamo vinto ancora, portando la seconda stella, è come se questo nuovo scudetto ne contenesse dieci. Ora l’Inter è ritornata a essere l’Inter che è sempre stata nella storia, l’obiettivo è puntare in alto. Un sogno è quello di regalarci la Champions. Alzare l’asticella non è un atto di presunzione, ma di orgoglio e consapevolezza. Dobbiamo provarci, l’importante è non avere rimpianti».

NUOVO STADIO – «Ci manca una casa. Oggi abbiamo San Siro che condividiamo con un’altra squadra, ma uno spazio tutto nostro rafforzerebbe quel grande senso di appartenenza che è caratteristica importante nella vita di una società di calcio. Stiamo facendo di tutto per realizzare questo sogno che è nostro come dei tifosi. Combattiamo con la burocrazia italiana che dilata i tempi».

PIU’ DI UN SEMPLICE STADIO – «Una cittadella sarebbe una bella cosa. Purtroppo non è facile da realizzare, ma almeno uno stadio sarebbe indispensabile».

CAPIENZA NUOVO STADIO – «Per il progetto di Rozzano ragioniamo su 70 mila posti».

COSA CAMBIARE DELLA SERIE A – «Il clima che si respira dal punto di vista dirigenziale è di litigiosità, anche esasperata. In ambito sportivo introdurrei un concetto importante che non abbiamo, la cultura della sconfitta. Spesso quando si perde una partita, diventa un dramma e non dovrebbe essere così, ogni sconfitta fa crescere. Atteggiamenti negativi o eccessivi in serie A vengono emulati nelle categorie minori. Ci sono campi di ragazzini che riempiono le cronache con scontri dentro e fuori il campo. Dobbiamo dare l’esempio».

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Todibo West Ham, c’è la FUMATA BIANCA: VISITE MEDICHE in giornata, Juve BEFFATA

Todibo West Ham, tutto fatto per il trasferimento, Juve beffata: accordo raggiunto con il Nizza e oggi farà le visite mediche: la formula

Come riportato da Fabrizio Romano è fatta per il trasferimento di Jean-Clair Todibo al West Ham, che nelle scorse ore ha definitivamente superato la concorrenza della Juve per il difensore francese.

Il giocatore e il suo agente sono in vola per Londra in questo momento, dove oggi il giocatore effettuerà le visite mediche con il suo nuovo club. Affare sulla base di 40 milioni di euro tra prestito oneroso e obbligo di riscatto, più percentuale sulla rivendita in favore del Nizza.

De Gea Fiorentina, atteso a Firenze: questione di ore

De Gea Fiorentina, il portiere spagnolo sbarcherà a Firenze: atteso in aeroporto attorno all’ora di pranzo. Ecco le ultime novità

Questione di ore per l’arrivo di David De Gea alla Fiorentina: come riportato da Fabrizio Romano, il portiere spagnolo dovrebbe atterrare a Firenze intorno all’ora di pranzo.

Per lui oggi ci saranno le visite mediche e la firma del contatto. Il portiere svincolatosi dal Manchester United ha raggiunto un accordo fino 2025, con opzione per il prolungamento di un altro anno.

Costa Bologna, GUERRA DI NERVI con il Tolosa: le ultime

Costa Bologna, il Tolosa non scende dalla sua richiesta iniziale per il difensore: per i rossoblù è il primo nome, ma intanto pensano ad un piano b

Guerra di nervi tra Tolosa e Bologna per Logan Costa. Il difensore è il profilo individuato da Sartori per sostituire Calafiori, andato all’Arsenal, ma i francesi fanno ancora muro. Tra la richiesta del Tolosa e l’offerta dei rossoblù ballano quasi cinque milioni e non si fanno sconti.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport i rossoblù rimangono vigili, ma intanto valutano altri profili: tra questi Bijol dell’Udinese, Sutalo dell’Ajax – che con l’arrivo di Rugani potrebbe decidere di salutare i lanceri – e Facundo Gonzalez, di ritorno alla Juve dopo il prestito alla Sampdoria.

Julian Alvarez ATLETICO, ci siamo: ecco quando sbarcherà a MADRID

Julian Alvarez Atletico, ecco la data del suo sbarco a Madrid: pronte le visite mediche e un contratto quinquennale per l’ex Manchester City

Julian Alvarez è ad un passo dall’Atletico Madrid. L’attaccante argentino ormai ex Manchester City dovrebbe arrivare, come riportato da Fabrizio Romano, a Madrid per domenica con un volo privato.

Un rinforzo tanto atteso da Simeone, che alla fine ha convinto l’argentino a vestire il Colchonero dopo due mesi di telefonate e contatti. Le visite mediche sono previste per lunedì, quando firmerà poi un quinquennale con gli spagnoli.

Calciomercato, la raffica de La Gazzetta: Maleh di nuovo a Empoli, Corvino su Coulibaly

Calciomercato: le “trattative più calde” per La Gazzetta dello Sport: il Lecce saluta Maleh, che torna a Empoli e punta a Coulibaly

Proseguono le “trattative più calde” del calciomercato estivo de La Gazzetta dello Sport, in questi giorni. Ecco le ultime novità sul fronte trasferimenti secondo la rosea.

TENGSTEDT AL VERONA – «Casper Tengstedt, danese di 24 anni del Benfica, è un nuovo attaccante del Verona. Il centravanti, autore l’anno scorso di 4 reti in 17 partite, più 3 assist, arriva in prestito con diritto di riscatto per 7 milioni. Nelle prossime ore visite e firma».

MALEH ALL’EMPOLI – «L’Empoli prova a riportare in Toscana il centrocampista che ha già avuto nella stagione scorsa e ha giocato 34 partite in Serie A. L’obiettivo è trovare l’accordo con il Lecce per potere avere ancora il giocatore in prestito».

COULIBALY AL LECCE – «Lassana Coulibaly è sempre più vicino al Lecce. Il centrocampista è in uscita dalla Salernitana, che lo ha valutato 2 milioni. I salentini studiano un contratto pluriennale per il mediano che vuole la A».

CANCELLIERI AL PARMA – «Prosegue la ricerca da parte dei gialloblù di un esterno d’attacco. L’obiettivo numero uno per rinforzare il reparto a disposizione di Pecchia è sempre Cancellieri ma il giocatore della Lazio è conteso da diverse squadre».

BERESZYNSKI AL CAGLIARI – «Nuovo assalto dei sardi per il terzino molto apprezzato da Nicola, che lo ha avuto all’Empoli. La Sampdoria di Pirlo vorrebbe tenerlo,
ma oltre ai rossoblù sono proprio i toscani a corteggiare il polacco
».

Gosens Torino, sull’esterno si inserisce il Besiktas: le ultime

Concorrenza turca per il Torino per arrivare su Robin Gosens: sull’esterno tedesco ex Atalanta e Inter c’è anche il Besiktas

Sembrava ad un passo dal ritorno in Serie A al Torino per Robin Gosens: l’approdo nel massimo campionato italiano però potrebbe non sembrare così scontato. Come riportato questa mattina dal quotidiano Tuttosport infatti, sull’ex esterno dell’Inter si sarebbe inserito anche il Besiktas.

Ricordiamo infatti, che l’ex nerazzurro da giorni era finito (almeno secondo i rumors) anche nel mirino dei granata di Paolo Vanoli. Per assicurarsi il talento classe ‘94 il Toro dovrà quindi accelerare i propri movimenti e battere appunto la concorrenza dello stesso Besiktas.

Dovbyk Roma: «Non voglio essere il NUOVO LUKAKU; qui c’è molta AMBIZIONE»

Le parole di Artem Dovbyk, nuovo attaccante della Roma: «Questo è il club giusto, ha ambizioni e fame e una tifoseria fantastica»

Artem Dovbyk, nuovo attaccante della Roma, ha parlato a la Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.

SCELTA ROMA – «Ho deciso dopo aver parlato con Dan Friedkin. Ho avuto sensazioni buone, mi ha fatto sentire importante, dicendomi cosa si aspettava da me. Ma ho parlato pure con DeRossi e Ghisolfi, è stato importante».

SOLIDITÁ SOCIETARIA – «In passato non avevo mai parlato con i proprietari del club e questo è stato importante. Mi hanno illustrato il progetto a lungo termine. Io credo in loro e loro in me. La Roma sta investendo tanto, vuole fare grandi cose. So che il futuro sarò luminoso».

EREDITÁ LUKAKU – «Romelu è uno dei più grandi centravanti in Europa. Ma io non sono il nuovo Lukaku, ma Artem Dovbyk. Voglio fare del mio meglio e che la gente mi apprezzi per quello che so fare».

PESO DELLA PRESSIONE – «Le stagioni sono lunghe, a volte capita di giocare bene e altre male. Ci sono momenti in cui tutto va perfettamente e la gente ti adora e altri in cui arrivano le critiche. Ma bisogna saperle gestire. Il calcio senza pressioni non è calcio».

RIFIUTO ATLETICO MADRID – «Non era il progetto giusto perché il rapporto che abbiamo avuto con l’Atletico non è stato dei migliori: c’erano persone che mi volevano e altre no. Non ho avvertito fiducia, al contrario invece della Roma».

CLUB E CITTÁ – «Questo è il club giusto, ha ambizioni e fame. E poi c’è uno stadio bellissimo, una città meravigliosa e una tifoseria fantastica. A Roma ero stato solo una volta, durante l’ultimo Europeo. Ma era il periodo del coronavirus, e poi ero in nazionale. Sono stato tre giorni, ho visto qualcosa. Mi rifarò presto…».

CRESCITA IN CARRIERA – «In Danimarca ho avuto un infortunio (rottura del legamento crociato anteriore, ndr) che mi ha condizionato, ma che mi ha anche reso più forte. Dopo ho iniziato a lavorare di più in palestra, a fare una vita da professionista. Il carattere mi è servito, per gli attaccanti i gol sono tutto: un centravanti che ha fiducia è un giocatore migliore».

PICHICI – «E’ un trofeo che mi dà ancora più certezze. Devo ringraziare il Girona, i miei compagni e l’allenatore (Michel, ndr) che hanno creduto in me. A inizio stagione nessuno avrebbe scommesso sul fatto che potessi riuscirci, invece ho dimostrato che nel calcio tutto è possibile. Grazie anche alla mia famiglia».

SE HA PARLATO CON SHEVA – «No, ma quando lui era il mio allenatore in nazionale mi diceva sempre che dovevo migliorare fisicamente e nei movimenti se avessi voluto giocare in uno dei primi cinque campionati europei. Ho fatto tesoro dei suoi consigli. E ho lavorato duro».

INCROCI CON SORLOTH – «In effetti è una storia divertente: ci siamo confrontati in campo, per il titolo di bomber e sul mercato. Il futuro dirà qual è la scelta giusta. Abbiamo cambiato club, vedremo chi si ambienterà prima».

DERBY – «Tutti sanno quanto è importante il derby, sia per i tifosi sia per il club. Posso solo promettere che darò tutto me stesso per vincere questa partita».

AVVERSARIO PIU’ DURO PER IL TITOLO DA CAPOCANNONIERE – «Lautaro mi piace per il suo stile, la costanza con cui segna. Ma anche gli altri sono tutti forti, sono i migliori centravanti della A. Ma per me la squadra viene prima di tutto. Mi piace segnare tanto, ma se mi chiedete se il sogno è vincere il titolo di capocannoniere o lo scudetto non ho dubbi: lo scudetto».

QUANTI GOL PER LA CHAMPIONS – «Un numero di gol da segnare ce l’ho in testa, ma non lo dico. Dobbiamo tornare in Champions: è un obiettivo importantissimo, da centrare a tutti i costi. La Roma manca da troppo tempo».

DE ROSSI – «Mi piace per la sua mentalità, ha fame, è ambizioso, cerca di migliorarti. Con lui si lavora intensamente, sono sicuro che mi farà crescere ancora».

DIFFERENZE CON MICHEL – «Non moltissimo, forse qualcosa nelle pressioni alte. Per un centravanti è più facile adattarsi ad un nuovo allenatore rispetto ad un centrocampista o a un difensore centrale. Al centravanti si chiede di aiutare la squadra e i centrocampisti, di proteggere la palla, di fare gol. Lo facevo al Girona e lo farò anche alla Roma».

ORGOGLIO DI ESSERE IL PRIMO UCRAINO DEI GIALLOROSSI – «Certo, per me e per il mio Paese. Ci tengo a far vedere quanto valgo. Prima di me in Italia ci sono stati Shevchenko, Malinovskyi e Kovalenko. Ora è il mio turno, tocca a me».

GUERRA – «Mi rendo conto che nessuno possa immaginare davvero cosa sta succedendo lì, a casa mia. Ma capisco le persone, vivono molto lontane da questa situazione. La guerra è un problema grande, una tragedia gigantesca. Ogni giorno muoiono tante persone».

SPORT UN RAGGIO DI LUCE – «Lo sport può dare piccoli sorrisi. Di Parigi 2024 seguo soprattutto gli atleti ucraini, sono stato felice per l’ultimo oro, quello del pugilato con Khyzhniak. La scuola della boxe in Ucraina è molto popolare. È uno sport che mi affascina. In passato ci sono stati i fratelli Klitschko, Volodymyr e Vitalij, che poi è diventato sindaco di Kiev, uno che per noi vale come Shevchenko nel calcio. Adesso c’è Oleksandr Usyk, un altro grande campione».

Dia Lazio, prima le cessioni poi l’offerta alla Salernitana

Boulaye Dia è il primo nome per l’attacco della Lazio: torna di moda la punta della Salernitana in casa biancoceleste, ma prima le cessioni

Stando a quanto scrive Repubblica edizione Roma, la Lazio sarebbe tornato prepotentemente sulle tracce di Boulaye Dia, attaccante individuato come la giusta alternativa al Taty Castellanos.

Una bozza di accordo da 12 milioni di euro complessivi era già stata trovata qualche tempo fa con la Salernitana e ora alle stesse cifre si potrebbe anche completare l’affare. Prima, però, servirà la cessione di un over 22 per far spazio a volti nuovi da poter iscrivere in lista.

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Sassuolo-Cittadella: dove vederla in tv, orario e probabili formazioni

Al Mapei Stadium Sassuolo-Cittadella, per i 32esimi di Coppa Italia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Mapei Stadium di Reggio Emilia va in scena la partita Sassuolo-Cittadella, valida per i 32esimi di Coppa Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Sassuolo (4-3-3): Turati, Paz, Odenthal, Romagna, Pieragnolo, Racic, Boloca, Lipani, Pinamonti, Mulattieri, Alvarez.

Cittadella (4-3-1-2): Kastrati, Carissoni, Angeli, Masciangelo, Pavan, Vita, Branca, Amatucci, Cassano, Magrassi, Desogus.

Orario e dove vederla in tv

Sassuolo-Cittadella si gioca alle ore 18:00 di venerdì 9 agosto. Verrà trasmessa in diretta tv in chiaro sul canale 20. Per vedere la partita in streaming, Mediaset permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Mediaset Infinity scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Udinese-Avellino: dove vederla in tv, orario e probabili formazioni

Al Bluenergy Stadium Udinese-Avellino per i 32esimi di Coppa Italia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Bluenergy Stadium di Udine va in scena la partita Udinese-Avellino, valida per i 32esimi di Coppa Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

UDINESE (3-4-1-2): Okoye; Ferreira, Bijol, Giannetti; Ehizibue, Lovric, Payero, Kamara; Samardzic; Thauvin, Lucca. Allenatore: Runjaic.

AVELLINO (4-2-3-1): Matosevic; Floriani Mussolini, Bellich, Varnier, Mignanelli; Buglio, Leone; Pierobon, Romeo, Piscopo; Artistico. Allenatore: Pazienza.

Orario e dove vederla in tv

Udinese-Avellino si gioca alle ore 18:30 di venerdì 8 agosto. Verrà trasmessa in diretta tv in chiaro su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, Mediaset permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Mediaset Infinity scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Lukaku Napoli, non si aspetta la cessione di Osimhen: le ultime

Lukaku Napoli, i partenopei pronti ad affondare il colpo con il Chelsea anche senza aspettare la cessione di Victor Osimhen

Il Napoli ora ha fretta di chiudere per Romelu Lukaku: la cessione di Victor Osimhen, come riportato da la Gazzetta dello Sport, potrebbe non chiudersi fino al finale della finestra di calciomercato e allora i dirigenti partenopei hanno deciso di dare la priorità all’acquisto del belga a prescindere da Osimhen.

Il belga vuole fortemente il Napoli e soprattutto ritrovare Antonio Conte, il tecnico che ha saputo tirare fuori il meglio da lui: intesa per un triennale a 6 milioni l’anno e intanto si tratta con il Chelsea: i Blues chiedono 35 milioni, Manna si è spinto fino a 25, ma la sensazione è che si possa chiudere a metà strada.

Calciomercato Inter, pronto il nuovo colpo ALBICELESTE e a costo zero: i dettagli

Calciomercato Inter, l’obiettivo è Thiago Romano, ala svincolatasi dal Panathinaikos e già nel giro delle nazionali giovani dell’albiceleste

L’Inter si prepara a confezionare un nuovo colpo di calciomercato per il tecnico Simone Inzaghi. Di chi parliamo? Naturalmente di Thiago Romano. Secondo quanto riportato quest’oggi da La Gazzetta dello Sport il club nerazzurro sarebbe (il condizionale è comunque d’obbligo) letteralmente ai dettagli per chiudere con il giovanissimo talento. Tanto è vero che per lui le visite mediche potrebbero svolgersi la prossima settimana.

Come riportato dal noto quotidiano, Thiago Romano avrebbe già avuto modo di farsi notare (e non poco) nel settore giovanile del Panathinaikos. Tanto è vero che – e non è cosa scontata – nella sua Argentina sarebbe già entrato nel giro delle nazionali giovanili! Insomma, le premesse sembrano delle migliori. La palla passa all’Inter.

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Fofana Milan, Moncada sponsor del ragazzo, RIAVVIATI I CONTATTI con il Monaco

Fofana Milan, i rossoneri non mollano la pista per il centrocampista francese, Moncada ci crede e riavvia i contatti con i monegaschi

Come riportato da Daniele Longo, giornalista di calciomercato.com, il Milan non ha assolutamente mollato la pista che porta a Fofana, centrocampista centrale del Monaco in scadenza di contratto a giugno del 2025.

Moncada infatti, grande estimatore e primo sponsor del ragazzo, ha riallacciato nelle ultime ore i contatti col club francese per cercare di trovare la quadra definitiva e regalare a Fonseca il mediano tanto richiesto. I rossoneri non vogliono andare oltre i 20 milioni di euro bonus inclusi.

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Soulé si racconta a 360°: «Roma: Dybala, De Rossi e i tifosi DECISIVI per convincermi; Juve, ecco il TASTO DOLENTE; i 30 milioni uno STIMOLO»

Le parole di Matias Soulé sul suo trasferimento dalla Juve alla Roma, il suo rapporto con Paulo Dybala e i suoi obiettivi per la prossima stagione

Matias Soulé si racconta a ruota libera sulle colonne del Corriere dello Sport. Di seguito le parole dell’argentino, dal trasferimento alla Roma, alla Juve e al rapporto con Paulo Dybala.

ROMA – «Essere qui è meraviglioso. La trattativa è stata lunga, avevo l’ansia di non poter arrivare ma tutto è andato per il meglio. I Friedkin mi hanno voluto fortemente, ho subito capito la loro ambizione per questo club e dove vogliono portarlo. E ora sono qui, in ritiro con la mia nuova squadra e non potevo chiedere di meglio. Stiamo lavorando sodo e con grande intensità: saremo pronti per la prima di campionato contro il Cagliari».

DE ROSSI STRAVEDE PER LUI – «E io per lui. Spinge tanto, è un grande lavoratore e un ottimo tecnico. Ho parlato più volte con lui durante la trattativa e devo dire che non parla solo spagnolo, ha anche un ottimo accento argentino. Mi ha raccontato la Roma, di come
si vive il calcio qui e durante questo ritiro è stato eccezionale. Sta istillando una mentalità vincente alla squadra e ci sta fornendo una preparazione fisica e tattica che sarà cruciale per la stagione
».

DYBALA – «Per me è un fratello maggiore, una guida non nel calcio ma nella vita. Quando ero più piccolo, lo vedevo come un mostro sacro, un giocatore a cui non riuscivo ad avvicinarmi perché ero in soggezione. Poi abbiamo cominciato a conoscerci, siamo entrati in sintonia e abbiamo stretto un buon rapporto alla Juventus. C’è un aneddoto che non mi dimenticherò mai».

ANEDDOTO – «Era l’ultimo anno di Paulo alla Juve, stava giocando una delle partite fi nali della stagione. Mancava un quarto d’ora alla fi ne quando lo vedo parlare a distanza con Landucci (il vice allenatore, ndr) mentre intanto mi indicava. Purtroppo erano finite le sostituzioni ma Dybala aveva chiesto alla panchina di farmi entrare perché voleva giocare con me almeno una volta prima di lascia la Juve. È un ricordo che resterà sempre con me, perché mi ha fatto capire quanto ci tenesse a me, e la sua stima nei miei confronti».

REALIZZATO IL SOGNO DI GIOCARE INSIEME – «Esatto, e ne sono felicissimo. Quando Paulo ha lasciato la Juve io gli avevo mandato il messaggio “Spero con tutto il cuore di poter un giorno giocare insieme a te”. Scherzi del destino, tre anni dopo eccoci qua insieme».

INSIEME CON L’ALBICELESTE – «Sarebbe un altro sogno. Ho detto, con grande rispetto, no a Spalletti per la convocazione con l’Italia perché io sono a tutti gli effetti argentino e vorrei rappresentare la mia nazione. Farlo con Dybala e Paredes, due campioni del Mondo, sarebbe un altro momento indimenticabile. Intanto mi godo questi momenti: mi stanno aiutando tanto, li prendo come punti di riferimento per crescere tecnicamente e mentalmente. Da due come loro si può solo imparare».

INIZIO TRATTATIVA – «Ero in vacanza a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana, quando il mio agente mi ha informato che la Roma era interessata. Dopo un paio di giorni quel sondaggio si era trasformato invece in una vera e propria richiesta di trasferimento e lo stesso giorno mi era arrivato o il messaggio di De Rossi per dirmi che mi aspettava a Trigoria. Lì è scattata la scintilla».

SCELTA DEI GIALLOROSSI – «Perché mi hanno voluto così tanto che era impossibile dire di no. Le chiamate del mister, poi i Friedkin si sono spesi in prima persona, la dirigenza mi ha fatto capire quanto volessero puntare su di me. Questa loro voglia di avermi mi ha spinto a considerare solo questa opportunità anche se ne avevo altre in Premier».

NO ALLA PREMIER – «Inizialmente era anche il mio sogno. Il Leicester mi voleva tanto, mi avevano chiamato sia il tecnico sia il direttore sportivo per convincermi del loro progetto. Ma poi ho sentito l’affetto di De Rossi, della Roma, dei compagni di squadra che mi hanno contattato e ho deciso da quel momento di dire no a tutti gli altri club e a pensare soltanto alla Roma per tutti questi motivi più uno».

TIFOSI FATTORE CHIAVE – «I tifosi. Sono uno spettacolo, e non è tanto per dire. La scorsa stagione Paulo e Leo mi hanno invitato all’Olimpico ad assistere alla sfida di Europa League contro il Feyenoord. Sono entrato, ho sentito 70mila persone cantare dall’inno fino alla fine della gara. Una volta uscito ho detto a mio fratello di non aver mai visto una tifoseria così passionale. Un’emozione incredibile, da brividi. Già lì onestamente avevo pensato alla Roma, quando ancora non sapevo neanche se avrei continuato alla Juventus».

JUVE – «Un tasto un po’ dolente, soprattutto per i primi mesi del 2024. Perché non pensavo di lasciare la Juve, anzi, ero concentrato a giocare bene con il Frosinone per meritarmi una maglia. Invece poi a gennaio vengo a sapere che mi stavano cedendo a un club arabo, ma io non avevo alcuna intenzione di andarci anche se ormai mi era chiaro quale sarebbe stato il mio futuro. Ne sono rimasto deluso perché pensavo di poter giocare per la Juve, ma poi me ne sono fatto una ragione».

RITIRO CON THIAGO MOTTA – «Benissimo, il mister è una persona squisita. Mi è sempre stato vicino, mi ha supportato, allenato e dato tanti consigli. Poi scherzava molto con me: “Tu non te ne vai via da qui se non lasci 70 milioni” (ride, ndr). La verità è che Thiago voleva che io restassi alla Juve, mi vedeva benissimo nei suoi piani e nel suo attacco. Ma ormai la decisione della Juve era stata presa: servivo per fare cassa, l’ho accettato e a quel punto non vedevo l’ora di andare via. Non rimpiango nulla della mia esperienza alla Juve dove sono stato benissimo, giusto quell’addio a gennaio inaspettato».

RITORNO ALLO STADIUM ALLA 3ª GIORNATA – «E non vedo l’ora. Non per vendicarmi, ci mancherebbe, ma per dimostrare che in quella Juve avrei potuto comunque far bene. Mi farà piacere poi rivedere Thiago che mi ha detto scherzando “Metto Gatti su di te così ti mena”. Ormai il bianconero è il passato, i giallorossi sono il presente e il mio futuro, un punto di arrivo per me. Ah, naturalmente voglio vincere quella partita per la Roma per la quale ho anche sofferto».

DIFFICOLTA’ DURANTE LA TRATTATIVA – «Sì, perché c’erano stati un paio di giorni in cui temevo che potesse saltare e avevo le lacrime agli occhi. De Rossi mi ha chiamato per farmi stare tranquillo e per convincermi. “Mister tu mi hai convinto dal primo messaggio”, gli ho detto scherzando. Alla fine è andato tutto a buon fine, grazie all’investimento importante della proprietà per portarmi nella Capitale».

SENTE IL PESO DEI 30 MILIONI – «No, anzi è uno stimolo per dimostrare di valerli quei soldi. La pressione nel calcio è normale, senza non possiamo avere stimoli o migliorare. Quei trenta milioni investiti dai Friedkin li dimostrerò in campo».

GIOCARE CON IL SORRISO – «Mi piace sorridere, lo faccio sempre, soprattutto da quando sono qui. Io penso che il calcio debba essere vissuto con professionalità ma anche divertimento, altrimenti che gusto c’è a fare il mestiere più bello del mondo?».

IL DIVERTIMENTO NEL SUO MODO DI GIOCARE – «Sì, è vero. Io godo nel fare un dribbling, una giocata, un assist, un gol. È pura estasi per me, per la mia squadra e per i miei tifosi. I giovani devono osare di più, devono divertirsi e anche sentirsi liberi di farlo. Poi dicono che il ragazzino non può scendere in campo perché ha poca esperienza: ma come la fai se non giochi? Bisogna dare più possibilità ai giovani di giocare, crescere e maturare. La Roma in questo aspetto è un esempio».

L’ESPERIENZA IN NEXT GEN HA AIUTATO – «Moltissimo, raccomando a tutti i ragazzi di andare a giocare in prestito nelle categorie inferiori prima di partire subito con la prima squadra. Perché tra la Primavera e i grandi c’è un abisso, e l’avventura nell’Under 23, tra giocatori esperti e che ti fanno sentire sulla pelle il peso del professionismo, aiuta a crescere tecnicamente e anche atleticamente».

CHE COSA GLI CHIEDE DE ROSSI IN CAMPO – «Di essere Soulé. Un giocatore imprevedibile in avanti, libero di muoversi e inventare negli ultimi venti metri. Devo fare la giocata, dare fantasia insieme agli altri attaccanti e buttarla dentro. Certo, anche con i compiti difensivi a cui ora sono abituato grazie al lavoro di Di Francesco nel Frosinone».

SOLUZIONI TATTICHE DI DE ROSSI – «Sì, ma tutte con una grande regola: l’intensità. Sia nella trasmissione del pallone, sia nei nostri movimenti anche senza pallone. Quanto a me, potrei giocare ovunque: a destra con Dybala trequartista centrale, da seconda punta o anche a sinistra».

4-2-3-1 – «Sì, è una possibilità che abbiamo studiato. Ho parlato tanto con Paulo per trovare la giusta intesa in queste posizioni. Se lui si allarga io invece mi inserisco, e viceversa. Ci cercheremo tanto in campo anche per muoverci in sinergia e per garantire anche una buona copertura difensiva».

CHI LO HA IMPRESSIONATO – «Dico Le Fée, che non conoscevo. È davvero forte. Ha stupito tutti in squadra, può fare tutti i ruoli del centrocampo e con la stessa qualità. Sarà divertente giocare con lui».

DOVBYK – «È un gigante (ride, ndr). È davvero forte e che potrà essere un valore aggiunto per questa Roma. È un grande acquisto, come tutti quelli che sono arrivati. Siamo proprio un bel gruppo capitanato da Pellegrini».

GLI HANNO SPIEGATO L’IMPORTANZA DEL DERBY – «Non ancora, ma lo conosco bene. Voglio vincere questa partita, è un mio obiettivo e non vedo l’ora di giocarla. Questo è il mio carattere: quando voglio una cosa lavoro duramente per ottenerla».

CONTINUARE A MIGLIORARE COME STILE DI VITA – «Sì, e mi ha accompagnato nel calcio sin dall’infanzia. Quando ero piccolo avevo già in testa di fare il calciatore, poi con il passare del tempo ho sempre raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato fino a raggiungere l’Italia. Appena arrivo a un traguardo, penso subito a quello successivo. A volte rischio di non godermi troppo il risultato, ma è un continuo stimolo che mi aiuta a migliorare».

OBIETTIVI – «Vincere con la Roma. Prima di tutto qualificarci in Champions, poi riuscire ad andare il più lontano possibile in Europa League e in Coppa Italia. Il futuro può essere nostro, questa è una squadra costruita bene per crescere e migliorare anche con il passare degli anni».

RINGRAZIAMENTI – «I Friedkin che hanno spinto per avermi, così come De Rossi e la dirigenza: Lina Souloukou e Florent Ghisolfi che hanno lavorato tanto per portarmi qui. Devo dire grazie anche al mio procuratore Martin Guastadisegno che mi è stato vicino per tutto questo periodo. E naturalmente alla mia famiglia. Senza di loro non sarei arrivato fin qui. Hanno cambiato la loro vita per me».

LA FAMIGLIA – «Probabilmente resteranno a Frosinone dove si sono trovati bene. In ogni caso mi staranno sempre vicino e non mi lasceranno mai da solo. Se posso, vorrei dedicare questa mio traguardo, la Roma, a una persona».

DEDICA – «Lo dedico a mia nonna che se ne è andata proprio un anno fa. Stavo partendo con la Juve per andare a giocare la prima di campionato contro l’Udinese quando prima di salire sull’aereo mio padre mi diede la notizia della sua scomparsa. Continuerò a pensarla e a ricordarla per tutto l’amore che mi ha dato. Per lei ho scelto la maglia numero 18. Prima di andarsene mi disse: “Mi piacerebbe che continuassi a giocare in Italia”. Sarebbe contentissima di vedermi qui alla Roma».

Monza-Sudtirol: dove vederla in tv, orario e probabili formazioni

Allo U-Power Stadium Monza-Sudtirol, per i 32esimi di Coppa Italia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo U-Power Stadium di Monza va in scena la partita Monza-Sudtirol, valida per i 32esimi di Coppa Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

MONZA (3-4-1-2): Sorrentino; D’Ambrosio, Marì, Caldirola; Birindelli, Pessina, Bondo, Kyriakopoulos; Maldini; Caprari, Djuric. Allenatore: Nesta.

SUDTIROL (3-5-2): Poluzzi; Giorgini, Ceppitelli, Cagnano; Rover, Kurtic, Arrigoni, Zedadka, Casiraghi; Odogwu, Tait. Allenatore: Valente.

Orario e dove vederla in tv

Monza-Sudtirol si gioca alle ore 21:15 di venerdì 9 agosto. Verrà trasmessa in diretta tv in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, Mediaset permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Mediaset Infinity scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Genoa-Reggiana: dove vederla in tv, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Luigi Ferraris Genoa-Reggiana per i 32 di Coppa Italia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Luigi Ferraris di Genova va in scena la partita Genoa-Reggiana, valida per i 32 di Coppa Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Genoa (3-5-2): Gollini; Vogliacco, Bani, De Winter; Zanoli, Frendrup, Badelj, Junior Messias, Martin; Vitinha, Retegui.

Reggiana (4-4-2): Motta; Fiamozzi, Meroni, Rozzio, Cavallini; Vergara, Sersanti, Cigarini, Okwonkwo; Pettinari, Gondo.

Orario e dove vederla in tv

Genoa-Reggiana si gioca alle ore 20:45 di venerdì 9 agosto. Verrà trasmessa in diretta in chiaro per tutti sul canale 20 di Mediaset del digitale terrestre. Per vedere la partita in streaming, Mediaset permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Mediaset Infinity scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Todibo West Ham SORPASSO alla Juve: e il giocatore…

Todibo West Ham, sorpasso degli Hammers ai bianconeri: accordo raggiunto con il Nizza per il trasferimento, e il calciatore pronto a dire sì

Come confermato anche da Sky Sport, c’è stato un nuovo inserimento fortissimo del West Ham su Todibo. Il club inglese prenderebbe il difensore francese a titolo definitivo spendendo 40 milioni di euro, spazzando via così la concorrenza della Juve.

Adesso sta al giocatore decidere: stando a Sky, il calciatore è orientato ad accettare l’offerta degli inglesi.

Le prime pagine sportive nazionali – 9 agosto

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport

Tuttosport, il Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati di calcio (e non soltanto). Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente.

Samardzic, Runjaic: «Un grande giocatore, felice di averlo in squadra»

Le parole di Kosta Rjiunic su Lazar Samardzic, centrocampista dell’Udinese e obiettivo del calciomercato del Milan

Le parole di Kosta Runjaic in conferenza alla viglia del match dell’Udinese con l’Avellino. Cosa ha detto su Samardzic, accostato al Milan.

LE PAROLE – «Lazar ha iniziato un po’ dopo gli altri la preparazione, gli manca un po’ di lavoro su alcuni dettagli. E’ un grandissimo giocatore, che sono felice di avere, può giocare su entrambi i lati, sta facendo progressi quotidiani in allenamento, può giocare su entrambi i lati»

Sergio Rico: «Pronto a RIPARTIRE, magari dall’ITALIA. COMA? Ecco cosa ricordo»

Le parole di Sergio Rico, portiere del PSG, che ha raccontato il suo incidente a cavallo, il coma e anche il suo futuro

Il portiere del PSG Sergio Rico ha parlato a Le Cronache di Spogliatoio del suo incidente a cavallo capitato a maggio del 2023, del coma e anche del futuro. Di seguito le sue parole.

INCIDENTE – «Avevo appena vinto la Ligue 1. Ricordo di essere salito su un volo che dalla Francia mi ha portato in Spagna. Avevamo un giorno libero prima dell’ultima partita contro il Clermont, con cui avremmo chiuso la stagione. Quindi sono arrivato in Andalusia per andare al El Rocio insieme alla mia famiglia. Un luogo immerso nella natura, pieno di animali e vegetazione, dove migliaia di persone si ritrovano per fare il pellegrinaggio. A piedi, a cavallo, sui carri. Da quel momento, non ricordo più niente. Era il 28 maggio 2023. Mi sono risvegliato dal coma il 19 luglio. Il mio viaggio per El Rocio è l’ultima cosa che ho in mente. Dopo: il vuoto. Mi hanno raccontato che è stata tutta una questione di secondi. Ci stavamo dirigendo verso la Romeria del Rocio, la celebrazione, quando sono stato investito da un cavallo imbizzarrito da un carro trainato da alcuni muli. Mi ha travolto. Questione di attimi: ero per terra, ero nella polvere. Ma di quello, io, non ricordo niente».

FORTUNATO NELLA SFORTUNA – «Credo che i miracoli siano stati due. Innanzitutto, essere ancora vivo. Ed esserlo senza conseguenze, senza impedimenti. Sto bene al 100% e sono potuto tornare a giocare a calcio senza problemi. È stato un lungo viaggio, perché per 10 mesi sono stato lontano dal campo. Sono stato tutta l’estate in ospedale dopo il coma. Avevo perso 18 chili, la massa muscolare era scomparsa e non avevo forza. Provavo molta fatica anche soltanto nel fare una rampa di scale. Inizialmente è stata tosta. Mi ripetevano che il muscolo ha memoria, e che sarei tornato. Ma è stata molto dura, specialmente quando ho cominciato la riabilitazione: ho iniziato dalla vita quotidiana, in casa, e per 24 ore al giorno ho avuto affianco a me dei professionisti che mi ripetevano essere ‘solo questione di lavoro e di tempo».

FUTURO – «Ho recuperato al 100% e voglio tornare a giocare. Mi sto allenando per questo. Non ho mai smesso di sentirmi un calciatore. Anzi, mi hanno raccontato i preparatori del PSG che sono rimasti sorpresi quando in una delle ultime settimane della scorsa stagione, abbiamo fatto un test neurologico, che si chiama Neurotracker, e i miei risultati erano addirittura migliori di quelli precedenti all’incidente! È stato un processo lento, ma senza pause. Ogni giorno mi sentivo sempre meglio e aumentavo i carichi. Ma dovevo stare attento a non incorrere in lesioni muscolari dovute alla lunga inattività. Non dimenticherò mai la prima volta in cui, al campo di allenamento del PSG, ho indossato nuovamente i guanti. Era la sensazione che ero tornato. Non ho mai smesso di sentirmi dentro questo sport. Anche quando ero in ospedale, passato lo spavento, il mio pensiero era quello di tornare in campo. Mi chiedevo se ce l’avrei fatta, ma tutti mi confermavano che ce l’avrei fatta al 100%».

COSA RICORDA DEL COMA – «In tanti me lo hanno chiesto, la risposta è: ‘Niente’. Nulla. Il grande dolore lo hanno provato i miei familiari. D’altronde io non ero cosciente. Loro invece hanno vissuto tutto: i primi momenti, i giorni in cui sono stato in coma. Li ho ripagati con tanti progressi in poco tempo. Ho visto i loro sorrisi quando miglioravo a vista d’occhio. Quando mi sono risvegliato, sono stato travolto da un’ondata di affetto. Da parte di tutto il mondo eh! Dai miei compagni a tutto il calcio. Non smetterò mai di ringraziare chi ha perso anche soltanto un minuto per mandarmi un augurio di guarigione. La risposta che ho avuto dalle persone dentro al calcio è stata spettacolare. Nello spogliatoio del PSG ho potuto chiamare “amici” tanti ragazzi. Sicuramente uno di questi è Donnarumma. Le nostre fidanzate hanno legato molto. E lui è un professionista che lavora ogni giorno per diventare più forte, ma soprattutto è una persona molto educata e rispettosa. Ho avuto la fortuna di allenarmi con lui, anche in quest’ultimo periodo dopo il mio rientro in campo. Anche Verratti… sa quanto gli voglio bene. Una persona con un cuore immenso. Non dimenticherò neanche Mbappé, basta guardare il suo sorriso nelle foto in cui siamo insieme per capire il rapporto che ci lega. Quando è scomparso mio padre, tre anni fa, lui mi è stato molto vicino. È qualcosa per cui tengo a lui. Perché a dire il vero, c’è una cosa che ricordo del coma. C’era mio padre: camminava lungo una strada che aveva due direzioni opposte. Lui andava in un verso, io nell’altro. Lo chiamavo: «Papà, papà!». Non mi sentiva. Non rispondeva. Significava che non era ancora giunta la mia ora per morire. Che non lo dovevo raggiungere. Per questo mi ignorava. La conclusione di questa storia personale è una: aspettiamo un figlio. Quando sarà grande, gli racconterò tutto questo con naturalezza. Alla fine è stato un incidente come un altro. Sono state la forza di sacrificio e di andare avanti che mi hanno fatto recuperare la vita».

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