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Pereyra: «Ho voglia di Europa, ma sto troppo bene ad Udine»

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Roberto Pereyra: «A Udine sto bene, ma mi piacerebbe giocare ancora una volta le copper europee. Amo la Serie A e la Liga»

Roberto Pereyra parla ai microfoni della Gazzetta dello Sport sulla sua situazione all’Udinese e sul sogno di rigiocare nelle coppe europee. Di seguito le sue parole:

PROSSIMA PARTITA – «Daremo tutto. Io penso sempre a vincere. E vogliamo chiudere bene la stagione».

23 PRESENZE – «Poche. Troppo poche. Pochissime. L’infortunio alla spalla mi ha fatto molto male. Per un mese dormivo in diagonale. Ogni tanto ho ancora fastidio. Poi sono tornato e ho avuto ancora un affaticamento all’adduttore sinistro».

MANCATA CONVOCAZIONE – «Ancora non me lo spiego. Non ho capito il perché. Il ct Scaloni mi aveva rimesso nella lista. Ora spero in giugno per la partita con l’Italia a Londra. Una grande sfida. Finché c’è speranza non mi arrendo. Io nell’Argentina voglio tornare».

DYBALA E DE PAUL – «Due campioni. Con Dybala ho giocato alla Juve. Pazzesco. De Paul è strano non vederlo titolare nell’Atletico Madrid che ha investito su di lui con un contratto di cinque anni. Rodrigo sa fare tutto. Spero resti e abbia tutto lo spazio che merita. Ma pensi a lui e Dybala insieme all’Inter il prossimo anno. Io credo che Paulo resti in Italia, mentre a Rodrigo la Serie A piace tantissimo».

FUTURO – «Io a Udine sto molto bene. Mia moglie Carolina si è fatta anche delle amiche. I figli sono felici. Ma è chiaro che sogno di giocare un’altra volta le Coppe. Mi piacerebbe tantissimo chiudere giocando una coppa europea. Penso sia legittimo. Non tornerei in Premier. Amo Serie A e Liga. Ma ho ancora un anno di contratto a Udine. Vediamo. Prima pensiamo a vincere domenica. volevamo il decimo posto».

RIMPIANTO – «Sono andato via con ancora tre anni di contratto. A ripensarci oggi, ho fatto una follia. Qualche stupidaggine mi ha frenato nel periodo trascorso a Torino. Dovevo ascoltare di più. Ma scelsi di andare al Watford in Premier. Tornando dai Pozzo. Una famiglia per me».

GIOVANI UDINESE – «La testa è tutto. Vedo Makengo che ha una gran testa, è concentrato sul suo futuro. Vuole arrivare. Udogie e Soppy possono crescere e diventare fortissimi».