Rooney, due anni senza patente per guida in stato d’ebbrezza

Wayne Rooney pizzicato alla guida in stato d’ebbrezza, il giocatore: «Chiedo scusa, gesto imperdonabile»

Tutto sommato, era prevedibile. Quando vi è di mezzo la guida in stato di ebbrezza, in Gran Bretagna non scherzano. Anche se ti chiami Wayne Rooney e hai segnato più di 200 gol in Premier League. Come riporta “Il Corriere dello Sport”, all’ex capitano dei Tre Leoni hanno ritirato la patente per due anni e 120 ore di servizi sociali, da scontare nei prossimi 12 mesi. E, forse, il peggio non è neanche quello.

I FATTI – I fatti risalgono alla notte tra il 31 agosto e il 1° settembre. Quel giorno, finito l’allenamento al centro sportivo dell’Everton, Rooney si è recato in un ristorante vicino alla sua abitazione nei pressi di Manchester dove ha incontrato alcuni amici. Da li la comitiva si è spostata in un bar e poi in un altro locale. A ogni tappa Rooney ha continuato a bere alcolici, senza però apparire particolarmente ubriaco. A un certo punto della serata, Rooney ha incontrato tale Laura Simpson, un’impiegata 29enne. Secondo la versione di fonti vicine a Rooney, la donna avrebbe detto di non sentirsi bene e di non essere in grado di guidare la propria macchina, dal momento che pure lei aveva bevuto parecchio. A quel punto Rooney, in un gesto di cavalleria – sempre seconda la versione fornita dagli ambienti vicino al giocatore – si sarebbe offerto di portarla a casa, guidando la macchina della donna. I due erano in viaggio quando sono stati fermati da una pattuglia della polizia che ha rilevato irregolarità con i lampeggianti della vettura. Automatico il test dell’alcool, con Rooney che è stato trovato a un livello circa tre volte il consentito.

LE SCUSE – Ma il ritiro della patente è poco o nulla rispetto ai guai in famiglia a cui è andato incontro. In quei giorni infatti la moglie Coleen, attualmente incinta, era in vacanza con i tre figli, Kai, Klay e Kit. Come prevedibile, non ha preso bene la notizia. Rientrata in fretta e furia in Inghilterra, ha fatto le valigie e si è trasferita a casa dei genitori assieme ai tre bambini. Ambienti vicine al giocatore sostengono che si tratta di una crisi matrimoniale passeggera e che la coppia la supererà come del resto ha fatto in passato. «Voglio offrire le mie scuse pubbliche a seguito del mio errore imperdonabile – ha dichiarato Rooney in un comunicato -. Ho già chiesto perdono alla mia famiglia, al mio allenatore, al mio presidente e a tutti i giocatori e lo staff dell’Everton. Adesso voglio chiedere perdono ai tifosi e a tutti coloro che mi hanno sostenuto in carriera».