Juventus e Napoli, vi attende una Champions da protagoniste

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L’attesa è finita ed i gironi della prossima Champions League sono oramai realtà: Juventus con Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria, al Napoli toccano in sorte Benfica, Dinamo Kiev e Besiktas

L’urna di Montecarlo ha decretato i prossimi avversari di Juventus e Napoli nel cammino internazionale che li attende da qui a breve: i bianconeri, in prima fascia nel sorteggio della fase a gironi della prossima Champions League in quanto campioni d’Italia, hanno trovato in ordine di fasce Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria. I partenopei, in seconda fascia grazie all’ottimo Ranking Uefa accumulato nelle recenti e consecutive partecipazioni europee, beccano dalla prima il Benfica, dalla terza la Dinamo Kiev e dalla quarta il Besiktas.

JUVE, NON TI POTEVA ANDARE MEGLIO – Il pericolo per gli uomini di Allegri era quello di incrociare una realtà di livello dalla seconda fascia non inglese (ogni riferimento ad Atletico Madrid e Borussia Dortmund non è puramente casuale): stando così le cose, il destino dell’urna avrebbe potuto eleggere dalla terza fascia lo spauracchio Tottenham, consegnando ai bianconeri un girone da brividi. Tutt’altro: Siviglia e Lione sono assolutamente alla portata di un club che ha ampiamente dichiarato – a parole e con i fatti – di voler elevare il proprio tenore internazionale. Carne per i denti di Gonzalo Higuain: la grande chance di affermazione personale passa inizialmente da un raggruppamento in cui l’argentino può mettere in chiaro gli intenti, ossia quelli di disputare una Champions League da assoluto protagonista e trascinatore di una squadra i cui valori – in termini di qualità e carisma – non vanno certamente ricordati.

VAI NAPOLI! – L’urna di Montecarlo sorride non poco anche alla banda Sarri: evitate dalla prima fascia le varie Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Psg, in dote il temibile – ma assolutamente affrontabile – Benfica di Rui Vitoria. Squadra che – dopo le pesantissime cessioni di Nico Gaitan e Renato Sanches, rispettivamente ad Atletico Madrid e Bayern Monaco per un complessivo di oltre 60 milioni di euro – non vanta più particolari individualità, ma una evoluta organizzazione di gioco. Quando manca una settimana al gong del calciomercato le operazioni in entrata non hanno certamente brillato. Bingo con la terza fascia: la Dinamo Kiev di Yarmolenko e Derlis Gonzalez ha sicuramente le armi per far male ed una comprovata esperienza internazionale, ma non lo spessore complessivo che spetta ad una squadra strutturata come il Napoli. Da tenere in debita considerazione il fattore ambientale (già costato al Napoli la clamorosa eliminazione incassata in semifinale di Europa League due anni fa dal Dnipro), così come per il fanalino di coda del girone: il Besiktas di Istanbul. Dalla quarta fascia poteva andare meglio, ma nel complesso risulta essere un gruppo da sogno se si considerano le potenziali alternative che l’urna di Montecarlo avrebbe potuto riservare.

CALCIOMERCATO: COSA MANCA – Per farla breve: alla Juventus un centrocampista, al Napoli un centravanti. L’ingombrante cessione di Paul Pogba al Manchester United ha ridisegnato gli equilibri di una squadra che aveva sempre fondato le sue ambizioni su un centrocampo da urlo: come dimenticare quel trittico di signori che rispondono ai nomi di Andrea Pirlo, Arturo Vidal ed appunto Paul Pogba. Nulla più di tutto ciò: ora i valori si incentrano su una difesa bunker ed un attacco sudamericano da favola. In mediana però, complice l’infortunio di Marchisio, non basta l’innesto di Pjanic se l’intento – e non c’è da dubitarne – è quello di competere ai massimi livelli internazionali. Matuidi è soluzione assolutamente giusta. Il Napoli, ammesso che concluda l’operazione Rog, ha edificato un centrocampo di assoluto interesse: già forte ora, fenomenale in prospettiva. In ordine alfabetico: Allan (classe ’91), Diawara (’97), Hamsik (’87), Jorginho (’91), Rog (’95), Zielisnki (’94). E volendo Valdifiori. Cosa manca? Convincere Albiol e Koulibaly a restare con gioia alle pendici del Vesuvio e… il successore di Gonzalo Higuain. Un colpo last-minute, dopo i tanti assalti falliti ed un precedente immobilismo per molti versi inspiegabile, che riaccenda la passione di una piazza che ad oggi si pone più di un punto interrogativo. Dall’Europa League con Higuain alla Champions con Milik, in sostanza. In alternativa, quantomeno, una pedina che possa garantire a Maurizio Sarri un’alternativa sotto il profilo tattico: Gabbiadini e l’ottimo Milik sono attaccanti da servire più palla al piede – situazione in cui riescono a liberarsi al tiro e scatenare tutta la potenza a disposizione – che in profondità. Ma una pedina in grado di aggredire gli spazi serve come l’aria: gli ultimi battiti di mercato per completare l’organico.

Massimiliano Bruno
Giornalista sportivo ed economico, dottore di ricerca in analisi socio-economica, diffido di chi va d'accordo con tutti, nato curioso.
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