Senza la BBC per tornare al gol con Higuain: le due incognite della Juve

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chiellini bonucci barzagli
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Lo sgretolarsi progressivo della BBC e il supporto a Higuain nel fargli ritrovare un feeling con il gol: le due incognite bianconere

Poiché la discussione corrente è orientata a definire una Juventus collocata in una crisi che va dal definitivo allo strutturale, salvo per alcuni considerarla non grave più per demeriti altrui che per qualità proprie, conviene affrontare i nodi del periodo. A patto di ricordare che non c’è stagione e campionato senza momenti difficili e persino lo squadrone di Lippi che nel 1997 vinse scudetto, Coppa Intercontinentale e Supercoppa europea, passò un periodo nel quale dilapidò un buon margine di vantaggio in classifica raccogliendo solo 2 punti dei 9 disponibili in 3 giornate. Coltivare la memoria è un utile esercizio per non drammatizzare situazioni che – viste con il senno di poi – appaiono assolutamente fisiologiche. Francamente non ricordo una tale discrasia tra leadership in campionato con un buon margine di vantaggio e commenti di tenore negativo come quella che stiamo vivendo. I casi sono due: o molti sono o quantomeno si ritengono profeti e già sanno che andrà a finire male (magari gli stessi che lo scorso anno ci davano per finiti dopo 10 giornate in ragione di dati statistici che poi sono stati puntualmente smentiti). Oppure passare da valutazioni su un torneo monopolizzato dai bianconeri ad altre di segno totalmente opposto in virtù di un solo passaggio a vuoto è un approccio critico che definirei bizzarro anche se dominante. Tralascio riflessioni su certi accenti apocalittici, non c’è gara di campionato nel girone d’andata che merita riso o pianto in misura eccessiva.

Però entriamoci, nei problemi. E definiamone due, che mi sembrano assolutamente pertinenti, anche se finora valutati diversamente. Il primo, a mio avviso il più importante, è ciò che è stato definito lo sgretolarsi progressivo della BBC. La contemporanea assenza di Bonucci e Barzagli, per una squadra che ultimamente ha palesato qualche distrazione difensiva e ha tradito minore efficacia anche nella costruzione da dietro, non è un evento che possa rientrare nella normalità. Non che non ci siano le risorse per supplire alle assenze, ma è tutta da verificare la risposta immediata tenendo conto anche della difficoltà che il calendario propone, tra Atalanta, derby e Roma. Scorrendo il nastro all’indietro, si nota come l’esperienza di Allegri alla Juventus sia nata proprio facendo a meno di due dei componenti del gruppo storico del pacchetto arretrato. A Verona, due campionati orsono, l’esordio vide Bonucci affiancato da Caceres e Ogbonna, pacchetto confermato anche nella successiva prova casalinga contro l’Udinese. In quella memorabile stagione, ci furono ben 13 partite nelle quali si creò questa situazione e spesso il mister scelse di passare a una linea a 4. Le risposte del campo non furono tutte positive, anche se alcune sconfitte (Parma e Torino) arrivarono a giochi tricolori già praticamente decisi, spiegabili quindi con un legittimo calo di motivazione, a maggior ragione tenendo conto che si stavano preparando le tappe finali del percorso europeo.

Al contrario, nella stagione scorsa solo in due gare si è vista una difesa praticamente inedita. Nel primo caso, la semifinale di ritorno di Coppa Italia con l’Inter, la linea composta da Lichtsteiner, Bonucci, Rugani e Alex Sandro andò incontro alla prestazione peggiore dell’anno, subendo 3 gol e rischiando di pregiudicare quanto di buono era stato ottenuto nella sfida dell’andata. Privi contemporaneamente di Barzagli e Chiellini, ma con uno schieramento a 3 con Rugani, Bonucci ed Evra, si fece decisamente meglio nel 2-0 al Carpi, un match però privo d’interesse perché giocato a scudetto già vinto.

L’altra incognita riguarda l’attacco, o per meglio dire, quanto la Juve di oggi è in grado di supportare Higuain nel fargli ritrovare un feeling con il gol che sta mancando. A tal proposito, i prossimi incontri (3 su 4 in casa, contando anche la Champions League) saranno senza dubbio un ottimo test e un’occasione per ritrovare la strada momentaneamente smarrita. Ne fanno fede i precedenti incontri, quando con Cagliari, Napoli e Pescara è stato lui il giocatore che ha concluso più in porta (e in due casi su tre è andato in gol). I minuti di Genova che lo hanno visto entrare in una situazione già compromessa hanno mostrato un Pipita comunque volenteroso e molto mobile, lasciando intendere che manca molto poco per giustificare il senso del suo acquisto.

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