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Pisacane svela: «Per allenare meglio ho studiato 3 lingue, Giulini ha creduto in me!»
Pisacane svela: «Per allenare meglio ho studiato 3 lingue, Giulini ha creduto in me!». L’allenatore del Cagliari si racconta alla Gazzetta
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico del Cagliari, Fabio Pisacane, si è raccontato così.
FIDUCIA DI GIULINI – «Ha creduto in un percorso e non in una scelta improvvisata. Sento un grande senso di responsabilità e di riconoscenza e vorrei restituire questa fiducia con il lavoro e i comportamenti».
BILANCIO SUL PERCORSO – «Siamo in linea con gli obiettivi, il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta. Abbiamo avuto una serie di fatalità, non mi piace parlare di infortuni: la nostra forza è proprio quella di non deprimerci e di non esaltarci».
VITTORIE CONTRO GASPERINI E SPALLETTI – «Con la Roma è stata di gioco e aggressione, conla Juve è stata diversa. Battere due maestri che hanno sempre dato un’identità forte alle loro squadre non mi fa sentire arrivato, ma mi aiuta a dire che il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta».
LA SCELTA DI ALLENATORE E LA TIPOLOGIA DI TECNICO – «Ho iniziato a seguire il corso per
il patentino Uefa B mentre giocavo, 3-4 anni prima di smettere. È una vocazione, non ci si improvvisa, deve partire dal profondo. Come si descriverebbe? Non integralista, maniacale per la quantità di partite che vedo di tutti i livelli. La scuola italiana è la migliore nel mondo».
RISULTATISTA O GIOCHISTA? – «Mi piace stare nel mezzo: se fossi risultatista, tradirei il gioco; se fossi giochista, tradirei la squadra, allenerei me stesso. È difficile vincere partite come
quelle contro la Juve: ci sono ordine, spirito e sacrificio, ma poco contenuto qualitativo. Però una squadra come la nostra può raggiungere l’impossibile»
IL GIOCO DEL CAGLIARI E GLI ERRORI DA NON FARE A FIRENZE – «Prediligo un calcio posizionale che abbraccia il relazionale: le due cose possono coesistere. E dobbiamo portare a casa punti, non complimenti. L’errore da non commettere? Perdere l’attenzione. Dobbiamo
fare una gara impeccabile».
CHE DIFESORE ERO – «Ho costruito una carriera da giocatore sulle letture. L’ideale sarebbe
stato aggiungerci i piedi di Luperto e Mina».
UN CAGLIARI EQUILIBRATO – «Restare equilibrati ci permette di avere la possibilità di salvarci. Nella mia vita ho attraversato spesso le tempeste».
ESPLOSIONE DI PALESTRA – «Ha potenzialità ancora inespresse. Ha fatto tanto di istinto, se alza la qualità, diventerà incredibile».
AUTROCRITICA – «Sì, non sono troppo orgogliosoenon sono rancoroso. Parto dal principio di poter imparare, non di poter insegnare».
COSA RAPPRESENTANO NAPOLI E CAGLIARI – «Napoli le radici. Cagliari mi ha accolto, questa terra ti dà rispetto e verità e ti chiede coerenza. E non voglio tradirla».
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