Immobile: «Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti. Io al posto di Mancini? Magari tra qualche anno…»
Ciro Immobile si racconta al Corriere della Sera: dall’analisi degli ultimi mesi di carriera alle riflessioni sulle sue recenti sfide in campo. Le sue dichiarazioni
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ULTIME VOLTE DA CALCIATORE – «Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrendertiLe cose mi riuscivano a metà: questo mi è successo veramente. Mettiamoci anche la vanità di non voler lasciare un ricordo di me non bello. Ho dato e ricevuto tanto dal calcio, fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda»
LAZIO – «Mi stavano accompagnando alla porta dandomi la mano, alla fine quella stessa mano l’ho alzata io e sono andato via, ma giuro che fino alla fine tra me e Lotito c’è stato un rapporto padre-figlio. Quindi il dispiacere era doppio: ho aperto la porta, ho tolto imbarazzi. L’allenatore che mi ha dato di più? Simone Inzaghi, dal punto di vista umano soprattutto è unico. Ci siamo frequentati anche con le famiglie»
ITALIA – «Mancini è stata la scelta migliore, tutti si stanno accorgendo che non è un déjà vu o, peggio, un amarcord. Lui ha la capacità di creare gruppo, non arriva nello spogliatoio o in allenamento a incasinarti la testa. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche. All’Europeo la forza era rappresentata da molti giocatori che erano capitani nei loro club di appartenenza, e fu una spinta sul fronte dell’esperienza»
FUTUTO DA CT – «Oggi ha convocato i ragazzi, ha dimostrato di avere fiducia, li ha caricati. Motivati. Nessuno si tirerà indietro, i risultati del cambiamento sono già visibili. Coinvolge tutti alla stessa maniera, è riuscito a unire attorno a una causa comune. Il campo è soltanto loro. Le polemiche, tutte, sono fuori. Io al posto di Mancini? Ho strada da fare, tra dieci anni mi piacerebbe esserci».