Silvio Baldini, ct dell’Italia Under 21, ha inquadrato attraverso queste parole lo stato del calcio italiano. Cosa ha detto
Lo stato di salute del calcio italiano, i criteri di valorizzazione dei giovani e le recenti difficoltà incontrate dai nostri club sul palcoscenico europeo sono stati i temi centrali della cerimonia di consegna dei prestigiosi premi ‘Manlio Scopigno’ e ‘Felice Pulici’. L’appuntamento, seguito da La Gazzetta dello Sport, ha riunito figure autorevoli del movimento: accanto al commissario straordinario della FIGC Giovanni Malagò sono intervenuti il commissario tecnico della Nazionale Under 21 Silvio Baldini, l’allenatore del Frosinone Massimiliano Alvini e il coordinatore delle selezioni giovanili azzurre Maurizio Viscidi, dando vita a un confronto schietto sulle riforme necessarie per rilanciare il nostro vivaio.
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Alvini: disciplina, fiducia ai giovani e rivalutazione della Serie A
Insignito del riconoscimento come miglior allenatore dell’ultimo campionato cadetto, Massimiliano Alvini ha voluto sfatare lo scetticismo che spesso circonda i talenti emergenti e il livello complessivo del nostro torneo:
“I giovani di valore nel nostro campionato ci sono, bisogna farli giocare. Raimondo è un ragazzo che sta seguendo un percorso, la Nazionale maggiore può arrivare per lui tra quattro mesi, un anno, l’importante è che lui continui così. Il mio Frosinone sta lavorando bene. La parola chiave è una sola: disciplina. E poi aggiungo che questo nostro campionato di A non è così mediocre come qualcuno sostiene, per me è un torneo bello e sottovalutato”.
Baldini e Viscidi: la denuncia sui dirigenti e la forza del vivaio azzurro
Toni decisamente più severi sono stati adottati da Silvio Baldini. Il selezionatore degli azzurrini, premiato per la promozione dell’immagine sportiva dell’Italia nel mondo, ha spostato il focus dalle qualità tecniche dei calciatori alle scelte dei quadri societari:
“Il problema sono i dirigenti, non la materia prima. Ci sono dirigenti che seguono le logiche del guadagno e della visibilità, non vanno a vedere se un ragazzo vale e può essere una risorsa importante. Vedono i giovani come un problema e i vecchi come una garanzia. Diamo merito, invece, a tecnici come Maurizio Viscidi che ha fatto un gran lavoro nelle nazionali giovanili”.
Una visione confermata dallo stesso Maurizio Viscidi, che ha rivendicato gli straordinari risultati raccolti nel recente triennio:
“Abbiamo i giocatori bravi. A livello di nazionali giovanili da tre anni siamo campioni d’Europa. Bisogna insegnare ai ragazzi i valori morali e il gioco. Il calcio giovanile sta dando grandi risultati, il futuro sarà molto meglio del presente, abbiamo giovani che cambieranno il volto della Nazionale”.
La visione di Malagò: il riscatto nelle coppe e il progetto Club Italia
A tirare le somme della tavola rotonda è stato Giovanni Malagò. Il numero uno della Federcalcio ha commentato le recenti battute d’arresto in Champions League, guardando tuttavia con pragmatismo alle misure correttive già avviate in seno alla federazione:
“Il calcio italiano dalla scorsa tornata di Champions esce a pezzi, speriamo in questa settimana di avere i risultati diversi ma è così distante diciamo da quel livello lì. Ma io sono sempre abbastanza diffidente nei confronti di questi signori dirigenti che esprimono dei giudizi spesso trancianti sull’aspetto tecnico, certo quando ci sono quattro squadre di Champions che perdono tutte e quattro fa riflettere, ma non è solo per il punteggio del ranking. Non penso che sia questa la fotografia del nostro calcio. Poi avete visto che il giorno dopo le due squadre in Europa League e quella in Conference hanno fatto bene. Cosa si può fare di concreto? Si sta facendo, c’è un movimento di gestione che parte appunto da club Italia e coinvolge Gianfranco Zola”.