Allegri reinventa Marchisio: il ruolo alla Lazzari cambia il volto della Juve

Allegri reinventa Marchisio: il ruolo alla Lazzari cambia il volto della Juve
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Al Cagliari era Lazzari, al Milan Nocerino e alla Juve Pogba, prima della cessione al Manchester United. Ora Allegri reinventa Marchisio come uomo degli inserimenti vincenti, cambiando il volto dei bianconeri

Il volto della Juve, soprattutto a livello tattico, sta per cambiare. Grazie ad un uomo già presente in rosa e non per merito di un nuovo innesto: Claudio Marchisio può infatti rivoluzionare il 4-2-3-1 di Allegri. Sì, perché nelle prime uscite contro Barcellona e Psg il tecnico bianconero ha iniziato a reinventare il Principino in un ruolo diverso, evitando di affiancarlo ad un uno fra Khedira e Pjanic. Lo sguardo feroce di Marchisio è già un segnale positivo in vista della stagione (l’urlo in faccia a Neymar domenica scorsa ne è la dimostrazione), ma alla cattiveria ritrovata si aggiunge anche una novità a livello di posizione in campo.

Col Psg, nell’amichevole vinta 3-2 dalla Juve, Marchisio ha giocato sottopunta a sostegno di Kean, trovando il gol del 2-1 grazie ad un inserimento vincente, favorito anche dal grande lavoro del gioiellino classe 2000. Ma non solo, perché Marchisio ha anche trasformato il calcio di rigore che ha consegnato tre punti ai bianconeri nell’International Champions Cup. Per Allegri, che ha sempre speso parole importanti per il centrocampista, non è una novità: Marchisio è un giocatore importante e come tale sarà impiegato con maggior continuità rispetto all’anno scorso, stagione nella quale arrivava dal brusco stop dell’aprile 2016.

Lazzari, Nocerino, Pogba e ora Marchisio? Allegri dice sì!

A livello tattico il tecnico livornese ha sempre impiegato un centrocampista di rottura, che giocasse alle spalle della punta e che fosse in grado di realizzare tanti gol grazie agli inserimenti vincenti. Nell’avventura di Cagliari l’uomo designato a sfruttare il gioco di Acquafresca era Lazzari, che con Allegri venne reinventato da trequartista atipico, avanzando di qualche metro il raggio d’azione. La stessa cosa successe ai tempi del Milan, quando l’uomo in appoggio a Ibrahimovic era Antonio Nocerino, che fino a quel momento aveva fatto o l’interno di centrocampo o addirittura aveva giostrato davanti alla difesa (ai tempi di Palermo).

Alla Juve l’uomo in appoggio alle punte lo ha fatto Pogba, ma con il francese era tutta un’altra storia. Con uno così in mezzo al campo, uno in grado di fare praticamente tutti i ruoli, era tutto più facile anche per Allegri, che l’anno scorso aveva individuato Khedira come successore del centrocampista ora al Manchester United. Prima del passaggio al 4-2-3-1, che lo ha fatto indietreggiare di qualche metro. Ora, con qualunque modulo, può essere Marchisio il nuovo trequartista della Juve e Allegri (che non a caso ha chiesto Matuidi, che ha caratteristiche simili) lo vuole sfruttare così, visto che il Principino ha anche una grande capacità di attaccare gli spazi. Anche a trent’anni, a volte, cambiare ruolo può essere un modo giusto per rinascere. E allungare una carriera già straordinaria.