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Calvarese consiglia: «Errori arbitrali? Bisogna abbassare i toni e azzerare le polemiche, sennò non si arriva in fondo! Ecco la strada da prendere»

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L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha voluto dire la sua sul momento delicato che stanno attraversando gli arbitri in questa stagione di Serie A

Su La Gazzetta dello Sport l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese interviene sul momento delicato della classe arbitrale, chiedendo un cambio di passo a tutto il sistema calcio e maggiore personalità ai direttori di gara.

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ABBASSARE I TONI – «Assolutamente necessario, per due motivi. Il primo: si è appena chiuso il girone d’andata e ne manca un altro… Il secondo: è uno dei campionati più difficili e competitivi degli ultimi anni, da qualunque parte lo si guardi, scudetto, Europa e retrocessione. Quindi bisogna abbassare i toni, azzerare le polemiche, perché sennò in fondo non ci si arriva. Sono un appassionato di Premier: le assicuro che arbitri e Var non sono messi alla gogna come da noi. E le loro unità non le ritengo migliori dei nostri arbitri».

RESPONSABILITÀ CONDIVISA – «Partendo da tutti: bisogna che tutti aiutino gli arbitri, e per tutti intendo club, dirigenti, calciatori, allenatori, addetti ai lavori in generale, giornalisti e anche sui social. La strada centrale, senza prendere tangenziali, è questa. E un’altra cosa: gli arbitri devono fare la propria parte ovviamente, mettere la barra a dritta ed avere dei punti centrali, di riferimento, solidi, granitici».

LA VOGLIA DI DECIDERE – «Quando ero in campo, come tutti coloro che hanno arbitrato nel mio stesso periodo, cercavo in ogni modo di arrivare alla verità. Non c’era il Var: c’erano i tuoi occhi, la tua valutazione, le percezioni di quel momento. Facevo di tutto, mi passi il modo di dire, per arrivare alla verità, perché un errore clamoroso me lo sarei portato dentro e addosso tutto l’anno. Ora quella voglia che era dei miei tempi non la vedo nei ragazzi di oggi, forse perché pensano che tanto c’è il Var, non so… Ecco, deve tornare la voglia di decidere, la centralità».

SERVE PERSONALITÀ – «Anche, ma questa cosa non è sempre facile. Il Var ha assunto inevitabile… esperienza con lo sviluppo dei tempi e del calcio: l’importante è trovare l’equilibrio giusto fra campo e Var ma soprattutto che gli arbitri stessi sappiano leggere un episodio a video con personalità ma anche con forte sensibilità della dinamica calcistica».

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