Dal Pino: «Presidente della Lega Serie A? Mi prendo 15 giorni per decidere se accettare»

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Il presidente Paolo Dal Pino ha parlato in conferenza stampa dopo la rielezione: queste le sue dichiarazioni

Paolo Dal Pino, rieletto presidente della Lega Serie A, ha parlato dopo l’elezione in conferenza stampa. Le sue parole.

ELEZIONE – «Dopo la prima votazione, le squadre hanno chiesto tempo ulteriore per trovare equilibrio e io ho detto che non mi sarei più candidato a una successiva elezione. Ci sono state diverse ore di elezione che hanno portato a una seconda elezione, io volevo fare direttamente l’amministratore delegato e 18 società hanno deciso di votare il presidente. Io ho detto che non mi candidavo, nonostante questo sono uscite 16 schede col mio voto e quattro bianche e sono stato rieletto. Ho detto che ho quindici giorni per accettare la carica e, visto che non mi ero neanche candidato, mi prendo il tempo necessario per poter valutare se ci sono le condizioni per lavorare sul tema dell’armonia tra i club. Sono contento di come si sia poi svolta l’assemblea, posso dire con soddisfazione che questo tormentassimo processo iniziale che ha portato a togliere la mia candidatura ha poi portato all’elezione di De Siervo, all’elezione dei consiglieri di lega di squadra e abbiamo rinviato l’elezione del consigliere indipendente, che mi auspico sia una grande figura dello sport, che possa rappresentare ad alti livelli la parte sportiva sul mercato. Abbiamo rinviato l’elezione del collegio dei revisori, poi abbiamo provveduto all’indicazione dei membri della media company, dove con un consenso molto ampio sono stati eletti, come da richiesta mia, tutti coloro che fanno parte del comitato per i fondi, quindi Agnelli (Juventus), Fienga (Roma), Campoccia (Udinese), Fenucci (Bologna) e De Laurentiis (Napoli). Fenucci, come parte del quadro critico della mattina dove le , ha rinunciato alla sua candidatura come consigliere federale. Ne avevamo tre, lui con Lotito e Marotta: ha rinunciato e restano due candidati votati oggi. Sono due soltanto che possono entrare e l’elezione era quindi semplice. Per la media company sono stati nominati cinque della commissione, il sesto dovrà essere eletto perché sono arrivati alla pari i rappresentanti della Sampdoria, Vidal, e quello del Sassuolo, Carnevali».

CLAMOROSO SE RIFIUTASSE – «Non penso. Io non ero candidato in questa seconda elezione, sinceramente prendo un impegno nel momento in cui vedo una progettualità. L’ho sempre detto: di incarichi in quanto tali non m’interessa. Ho apprezzato di avere la maggioranza di 14 votanti, per il resto ci ragiono».

SUPERLEGA – «Sapete quello che ho sempre detto, lo continuo a ripetere. Per noi non esiste, riteniamo che ci siano già competizioni come la Champions o l’Europa League: magari possono essere modificate, non immaginiamo e siamo totalmente contrari all’ipotesi di una Superlega».

RIFLESSIONI – «Io vi ho raccontato come è andata. Ho forzato un’elezione che oggi non ci sarebbe stata, perché trovo giusta la concertazione politica, tra club, per avere una rappresentatività che rispecchi i pesi all’interno del gruppo. Ma ho dato una cosa importante: le nomine vanno fatte in assemblea e in base alle competenze. Poi è normale avere accordi tra squadre, perché è normale che ragionino insieme su chi può aiutare di più in un determinato ruolo. In un contesto come questo, in cui ci sono varie complessità, ci possono essere anche posizioni strumentali. La mia forzatura, sapendo che avrei generato una prima votazione che era un nulla di fatto, è stata fatta proprio per sgombrare il campo da tatticismi politici e da giochi che non avrebbero fatto bene alla Lega. Poi gli schieramenti possono cambiare da un giorno all’altro».