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De Rossi saluta la Nazionale e Mancini? Ecco lo scenario

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mancini cittadino onorario

Nel corso degli ultimi giorni, si sta parlando con sempre maggiore frequenza di come la Nazionale sia stata un gruppo estremamente unito e compatto, una sorta di blocco unico, che non ha mai visto lamentele o altre scenate, ma in cui i giocatori hanno combattuto insieme, sacrificandosi l’uno per l’altro.

Tanto merito va dato sicuramente a Roberto Mancini, artefice di una ricostruzione del calcio italiano veramente incredibile. Anche i più fervidi appassionati non avrebbero mai potuto immaginare un finale così dolce, ma anche così inatteso. Dopo così tanti anni riportare a Coverciano il titolo di Campioni d’Europa è una vera e propria impresa, e qualcuno l’aveva prospettato: in un’intervista pubblicata sul blog sportivo L’insider, infatti, due grandi ex azzurri come Fulvio Collovati e Claudio Gentile avevano sottolineato dopo la fase ad eliminazione diretta delle grandi chances dell’Italia di arrivare fino in fondo a questo cammino europeo. E così è stato.

De Rossi e lo staff di Mancini

Uno degli aspetti più intensi e belli che sono emersi da questa spedizione azzurra, riguarda certamente la composizione dello staff tecnico al seguito di Roberto Mancini, in cui figuravano Evani, Lombardo, Vialli, ma anche Daniele De Rossi, che un titolo con la Nazionale se l’è messo in saccoccia nel 2006 e non è certamente uno qualunque, dato che si è laureato campione del mondo, segnando peraltro uno dei rigori decisivi nella sfida in finale contro la Francia.

Ebbene, nonostante il grande entusiasmo che circonda la Nazionale, l’ex capitano giallorosso sta riflettendo su quello che vuole fare in futuro e pare che la risposta stia cominciando a palesarsi nella sua mente. Ovvero, l’intenzione è quella di provare a dare il via ad una carriera in panchina.

L’obiettivo di De Rossi, infatti, è quello di diventare tecnico e il ruolo avuto in azzurro può certamente dargli una bella mano. In fondo, anche Daniele ha avuto un ruolo ben preciso e fondamentale nello scacchiere di Mancini, che ha messo in evidenza una volta di più come la scelta anche dello staff rivesta un’importanza incredibile. Si va dal capodelegazione Vialli, fino al vice Evani, senza dimenticare gli assistenti tecnici Lombardo e Salsano, così come i preparatori dei portieri, ovvero Battara e Nuciari.

Il futuro di Daniele De Rossi

L’ex capitan futuro pare avere le idee molto chiare sul suo futuro. Anche se chiaramente restare nello staff azzurro gli piacerebbe eccome, dato il feeling che si è creato con tutti e date le potenzialità di una squadra che andrà ai Mondiali del 2022 con l’etichetta di una delle favorite, bisogna considerare come la scadenza naturale dello staff tecnico è dicembre 2022.

Cambiano, però, le singole situazioni, dal momento che se Vialli, ad esempio, è certo di restare,  per De Rossi le cose stanno diversamente. Non che la FIGC non lo voglia tenere, ma più che altro l’ex centrocampista della Roma a settembre andrà a terminare il corso speciale per ottenere il patentino da allenatore Uefa A-B. La sua presenza nello staff di Roberto Mancini, tra l’altro, è stata completamente gratuita.

Nella prossima stagione, però, potrebbe già cominciare ad allenare in Serie C, piuttosto che fare i vice in qualche squadra di Serie B o Serie A. Per poter completare l’iscrizione al Master dovrà aspettare 8 mesi, quindi a maggio del prossimo anno, nel corso dei quali dovrà necessariamente essere tesserato per una compagine di club piuttosto che per una Federazione. Quindi, potrebbe anche decidere di restare in azzurro fino ai Mondiali che si svolgeranno in Qatar, per poi prendere l’abilitazione come capo allenatore e provare un’esperienza come primo allenatore.