Roma, Falcao si confessa: «Avrei potuto allenare la Roma ma…»

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L’indimenticato centrocampista brasiliano, Roberto Falcao, ha parlato della possibilità sfumata, in passato, di sedere sulla panchina della Roma

I più giovani difficilmente lo ricorderanno ma Paulo Roberto Falcao è stato uno dei più grandi giocatori apparsi sul palcoscenico italiano. Considerato uno dei centrocampisti migliori della sua generazione – classe 1953 -, Falcao è stato una colonna portante dell’Internacional di Porto Alegre e della Nazionale brasiliana; ma, soprattutto, ha fatto battere il cuore di migliaia di tifosi giallorossi della Roma, nelle stagioni 1980-1985, tanto da essere soprannominato “l’Ottavo Re di Roma” o, anche, “Divino”.

Acquistato per l’irrisoria cifra di un milione e mezzo di dollari, Falcao è stato uno dei principali protagonisti dello storico scudetto del 1982-1983. Nonostante le pesanti critiche a lui rivolte a causa della scelta di non tirare un rigore durante la finale di Coppa dei Campioni, persa contro il Liverpool nella stagione 1983-1984, il regista brasiliano è stato tra i primi a essere inserito nella Hall of fame della Roma.

Un legame talmente indissolubile che sarebbe potuto diventare ancora più forte. Dopo l’esperienza da calciatore, Falcao, infatti, avrebbe avuto l’occasione di diventare allenatore della squadra capitolina ma una sfortunata coincidenza glielo ha impedito, come raccontato ai microfoni del programma “Bem, amigos”, su Sport TV: «Quando nel 1991 allenavo la nazionale brasiliana sarei dovuto andare a Cortina d’Ampezzo a trovare il presidente Viola per parlare con lui e firmare un contratto di due anni come allenatore della Roma, ma in quel periodo lui si ammalò, morì e così finì quel sogno».