Georgios Vakouftis, il Batistuta greco

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La meteora di questa settimana si chiama Georgios Vakouftis. Per molti sarà uno sconosciuto ma i tifosi della Fiorentina ricorderanno, con amarezza, le sue gesta. Il possente centravanti greco, maldestramente paragonato a Gabriel Batistuta, è passato in Italia qualche anno fa senza lasciare tracce.
Il ragazzo nasce a Trikala, in Grecia, nel 1980. La sua carriera inizia nelle giovanili del Panathinaikos, una delle più importanti squadre elleniche. Georgios è una punta possente, quelle da area di rigore, da battaglia; in fondo il suo fisico da soldato spartano (1,92 per 85 kg) gli permette di farsi largo tra le difese avversarie.

Questa qualità viene notata dagli osservatori della Fiorentina durante una partita disputata dal ragazzo in Italia con la nazionale under 18 del suo paese. In quell’occasione segna la rete decisiva e il club gigliato inizia sotto traccia a trattare il ragazzo. Con i verdi di Atene, Vakouftis, non esordirà mai nella massima serie, nell’estate 1999, i dirigenti viola acquistano l’attaccante per due miliardi e mezzo. In un primo momento scelgono di parcheggiarlo in Primavera, per favorire il suo ambientamento, ma la punta greca prende subito le misure al calcio italiano e inizia a segnare a raffica. Sulla panchina viola c’è Giovanni Trapattoni che decide di aggregarlo in prima squadra a dicembre, permettendogli di esordire in Coppa Italia contro il Venezia al fianco di Rui Costa e Batistuta. I paragoni con il bomber argentino iniziano a sprecarsi e qualche simpaticone decide di chiamarlo “il Batistuta greco”. Una bestemmia per i tifosi gigliati.

La domenica successiva parte titolare in Serie A nella sfida contro il Bari disputando una partita anonima. La Primavera lo chiama di nuovo per il Torneo di Viareggio, li realizza tre reti ma perde in finale contro l’Empoli. Nella seconda stagione con la Fiorentina non trova spazio, così, a gennaio, decide di trasferirsi al Ravenna, in Serie B. Comincia da qui il lento declino del centravanti di Trikala, gioca poco anche con i giallorossi, che retrocederanno a fine anno, e realizza soltanto una rete. Il ritorno a Firenze non è dei più fortunati, la squadra viola inizia a navigare in brutte acque dal punto di vista economico. Il grave infortunio di Chiesa, gli permette di lasciare il caldo posto in tribuna per rimettersi a disposizione del nuovo allenatore Mancini. Le sue prestazioni sono pessime, gioca solo qualche spezzone di partita e non vede mai la porta.

A gennaio arriva un altro prestito per Georgios, ritorna in patria all’Aris Salonicco. Anche qui poca roba, appena una rete in undici presenze. Nel luglio 2002 ritorna in Toscana ma da lì a poco la società fallirà ricominciando dalla C2. Vakouftis, libero di scegliere un’altra destinazione, si trasferisce a Cipro, all’Apoel Nicosia. Dopo tre stagioni passa agli acerrimi rivali dell’Omonia Nicosia, dove disputa le migliori stagioni della sua carriera.
Dal 2007 torna in patria e girovaga nelle serie minori vestendo le maglie di Ergotelis, Skoda Xanthi, Karditsa, Niki Volos e infine Thyela Megalochori. A luglio dello scorso anno decide di appendere le scarpette al chiodo.
Ci mancherai Gabr…Georgios.