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Inter, Spalletti in conferenza stampa: «Brozovic e Vecino recuperati. Il livello della Serie A è cresciuto»

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Alla vigilia del Monday Night contro l’Hellas Verona, Luciano Spalletti, in conferenza stampa, ha parlato della condizione dei suoi giocatori e di altri temi

Alla vigilia della trasferta a Verona contro l’Hellas, Luciano Spalletti sta parlando ora della condizione della sua Inter. L’argomento iniziale riguarda le condizioni del croato Brozovic, per il quale Spalletti tranquillizza tutti: «Sarà a disposizione; si è allenato e, dunque, sarà con noi».

Sull’elevata competitività del campionato in corso, Spalletti ha le idee chiare: «Il livello è molto alto ma l’obiettivo è vincere sempre, con queste squadre qui diventa difficile: tutte arriveranno in fondo ma bisogna tenere presente anche Milan e Fiorentina. La Sampdoria, invece, potrebbe essere la sorpresa, in quanto sta dimostrando una grande qualità del gioco. Non abbiamo tempo per rilassarci. Ci sono stati diversi step: all’inizio c’era da fare tanta strada, per far ritornare l’Inter lì dov’era giusto che stesse. Poi c’era da andare a dare considerazione alla cose da portarsi dietro e a quelle da lasciare assolutamente. Ora viene il difficile: tenere il passo delle altre».

Su Dalbert Cancelo: «Devo ancora abituarsi al nostro calcio, dal momento che arrivavano da contesti diversi ma hanno le qualità per metterlo in pratica. Sono armi a disposizione che possiamo usare, abbiamo un’artiglieria forte, c’è da tenere presente cosa è successo e cosa può essere cambiato».

Se l’impegno delle Coppe potrebbe incidere sulle altre squadre, Spalletti risponde così: « Per gestire bene partite di gran livello, condensate in un breve periodo, bisogna avere una rosa importante. La Roma ieri ha cambiato otto o nove giocatori dall’ultima partita e li riproporrà in settimana. La soluzione è avere 20 titolari da ruotare continuamente. Sarri probabilmente è penalizzato per gli infortuni in ruoli importanti. Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi e fare il meglio possibile».

Sul mercato: «Vedremo se siamo abbastanza attrezzati. Se sarà necessario interverremo a gennaio ma non bisogna fare nomi tanto per fare. Sono contento di questi giocatori e so che quando una cosa funziona, anche se ti sembra che l’altra sia una strada migliore. Cerchiamo di lavorare in maniera corretta, guardiamo le risposte di questi calciatori e poi andremo a valutare. Mi preoccupa di più il mercato in uscita, per me, quella che ho a disposizione è una rosa costruita bene per arrivare in fondo, attualmente le risposte sono buonissime da parte di tutti».

Ramires potrebbe essere un nome caldo?: «A me non conviene parlare di lui e non voglio parlarne. È un po’ come il discorso sullo scudetto: dirvi che siamo da scudetto ci è utile quanto dirvi che non lo siamo. Se fossi un giocatore che gioca nel ruolo di Ramires non sarei sicuramente contento. Io sono contento dei miei e loro stanno rispondendo molto bene; ora devono mantenere la concentrazione».

Obiettivi: «Non ci sono partite facili o difficili; tutte hanno il loro peso. Il mio compito è stimolare la squadra per puntare al massimo. A noi la Nike non dà una muta per le partite facili e per quelle difficili. Ci dà una muta per vincerle perché siamo l’Inter. Per me conta vincere. In passato abbiamo dimostrato di non essere così solidi mentalmente da lasciarci turbare in conseguenza di quello che era l’avversario. Bisogna spingere forte, ora è il momento di spingere forte, sempre con raziocinio e senza sottovalutare nessuno».

Sul rendimento straordinario di Vecino: «Innanzitutto è recuperato; poi è un giocatore completo. Sa calciare benissimo da fuori, ha progressione, sa saltare l’avversario, può andare in progressione anche da solo. Doveva comprendere questo nuovo ruolo, c’era bisogno di tempo e i risultati hanno pagato, e noi l’abbiamo pagato per il suo valore. Alla Fiorentina non sono più polli di noi, se mettono quella clausola vuol dire che la vale. Ha una forza mentale importante perché quando viene ti dà sempre il risultato che deve dare, anche in allenamento».