2009
L’appello di Campedelli: “Tutti al Bentegodi”
Il momento è speciale, Luca Campedelli scende in campo. “Mi auguro che i tifosi non facciano mancare il loro apporto alla squadra nella gara forse più importante della stagione. In passato ci sono sempre stati vicini, e anche in questa sfida delicata abbiamo bisogno di loro. Sarebbe bello disputare una grande partita, vincere e fare festa alla fine con la nostra gente. Ci teniamo tantissimo a concludere nel miglior modo possibile questo campionato, strappando una salvezza che la squadra ha meritato ampiamente sul campo”.
Il presidente sa che sul “popolo del Chievo” può sempre contare. “I nostri tifosi sono unici. Ci stanno vicino, si fanno sentire, a volte contestano, com’è giusto, ma al momento della verità non hanno mai tradito. E questo è il momento della verità per una squadra che vuole giocare in… dodici questa sfida decisiva”.
IL FASCINO DEL BENTEGODI. Un po’ magia, un po’odore di casa. Un po’ passione del popolo del Ceo. Il passato insegna.
E regala ricordi felici. La gara contro il Livorno vale una stagione. à? un deja vu, visto che il Chievo si è trovato spesso, nella sua avventura in serie A, a giocare partite decisive sul campo amico. E non ha mai fallito. In palio c’erano Uefa e salvezza. Verdetti definitivi ma anche partite da non fallire assolutamente per tenere viva la speranza.
PIU’ FORTI DELLA DEA. Il primo ricordo riporta al 5 maggio 2002. Giornata perfetta. Sole sul Chievo, Bentegodi vestito a festa. I ragazzi di Gigi Delneri hanno raccontato la favola all’Italia del pallona.
Sono molti quelli rimasti a bocca aperta. Ma non è finita. E allora Corradi e Cossato regolano l’Atalanta che si era permessa di spaventare il pubblico gialloblù con la rete di Rossini. Alla fine è grande festa. Il borgo sbarca in Europa. Il Bentegodi ride.
CUORE IN PACE. Succede il 2 maggio 2004. Chievo quasi salvo dopo la vittoria di Ancona ispirata da Sala e Semioli. Manca ancora qualcosa. E i gialloblù si giocano tutto nella delicatissima sfida con il Modena di Bellotto. I canarini per tornar a cinguettare devono vincere. Ma al Bentegodi non si passa. Segna ancora Sala, dopo una lunga attesa, e Amauri a tempo scaduto chiude il discorso. Casa dolce casa. Il Chievo è sano e salvo.
MANDELLI, CHE URLO. E ci risiamo. Il 22 maggio 2005 il piccolo Ceo si gioca tutto in casa contro il Bologna. Dopo la vittoria di Siena (che segna il debutto sulla panchina di Icio D’Angelo al posto di Beretta) servono altri tre punti. Bisogna attendere i minuti finali di una partita bloccatissima. Batti e ribatti. Spunta la pantofola di Mandelli. Chievo su, Bologna giù. Al Bentegodi scoppia la primavera, e il turno successivo, a Roma, basta il pari ai ragazzi di Icio per festeggiare la permanenza in serie A. Tre su tre.
MARCOLINI, DOLCE ILLUSIONE. Siamo all’anno della dolorosa retrocessione, Il ‘fattore Bentegodi’, però, regge. Prima della sfida sul neutro di Bologna contro il Catania (finita poi tragicamente), il Chievo non deve sbagliare la partita contro l’Ascoli il 20 maggio 2007. I bianconeri hanno davvero poco da dire. Ma alzano barricate. La gara si fa in salita, il Ceo non passa. Poi ci pensa Marcolini con un bolide a consegnare tre punti di speranza alla truppa di Gigi Delneri. Sorrisi prima delle lacrime.
DERBY VINCENTE. L’avventura tra i cadetti ha breve durata. La società della Diga pianifica, ricostruisce e vince. Bravi tutti. In molti ricordano la partita di Grosseto come punto d’arrivo di una stagione spettacolare. Vero per la matematica. Il Chievo fa il punticino, ma sette giorni prima batte nel derby al Bentegodi il Vicenza. E’ quella la partita decisiva. L’autorete di Andreolli e il sigillo di Pellissier spianano la strada ai ragazzi di Iachini al ritorno in serie A.
PARI E FESTA. E siamo al ricordo più recente. Mimmo Di Carlo viene innaffiato dai suoi ragazzi il 24 maggio 2009. Festa con borracce dentro al catino d’afa del Bentegodi. Serve un punto. Arriva il pari contro il Bologna. Poche emozioni, caldo insopportabile, ma una certezza corroborante: il Chievo resta in A. E si gode il Bentegodi. Bello come non mai. Succedesse anche contro il Livorno, sarebbe la settima volta. Numero magico, esoterico. Per i ragazzi del Mimmo, il numero della felicità .