La miglior formazione del 2014

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Neuer, Ronaldo, Diego Costa: gli 11 migliori giocatori dell’anno solare

Il 2014 sta per giungere al termine: tra chi fa promesse a se stesso per il 2015 – come, ad esempio, smettere di fumare – e chi punta ad essere una persona migliore, ci sono anche coloro che tirano le somme. Parlando di calcio, non si può non pensare agli undici giocatori che ci hanno fatto godere nel 2014, coloro che ci hanno fatto discutere con gli amici per settimane intere, che sono stati capaci di vincere tutto o quasi. Ecco dunque la formazione migliore del 2014, schierata con il 4-3-3, che è inevitabilmente farcita per la maggior parte con giocatori di Real Madrid e Germania, due squadre che hanno trionfato su tutte nell’anno che sta per chiudersi.  

Neuer – È il portiere migliore dell’anno solare, colui che è riuscito a reinventare il ruolo del numero 1 grazie alle sue uscite spericolate, senza dimenticare poi le parate decisive, al Mondiale come in campionato. Negli occhi del portierone tedesco spunta anche un pizzico di arroganza dopo un intervento ben riuscito, e a ragione. Non per niente, dopo il Mondiale vinto, è stato anche inserito nella lista dei tre finalisti per il Pallone d’Oro 2014.  

Lahm – Capitano della Germania campione del mondo, Lahm non dimostra i 31 anni che dichiara sulla carta d’identità. Prestazioni precise e sicure, mai al di sotto della sufficienza. Non fa spesso parlare di sé, ma il suo apporto è stato fondamentale, tanto nel Bayern Monaco di Guardiola quanto nella nazionale allenata da Loew. Ha avuto l’onore di alzare la Coppa del Mondo, il sesto titolo da campione di Germania e anche la coppa nazionle. Un intramontabile. Peccato solo per l’infortunio alla caviglia che lo ha costretto a chiudere anzitempo – a novembre – la stagione.

Ramos – Finale di Champions League 2013/14 tra Real Madrid e Atletico Madrid, minuto 93: Modric dalla bandierina del corner, cross in mezzo e colpo di testa di Sergio Ramos che si infila nell’angolino alla destra di un impotente Courtois, pareggio. Basta questo episodio per inserire Ramos nella lista dei migliori 11 dell’anno solare. Come ha confermato il difensore del Real Madrid, questo è il gol più importante della sua carriera, quello che ha permesso alle Merengues di portare a casa la Decima, anche se ai tempi supplementari. Sicuramente Ramos non dimenticherà il suo 2014, malgrado il flop della Spagna al Mondiale.

Godìn – Segna un gol che vale un trofeo, come chi lo precede in questa classifica, ma questa volta si parla della Liga. Godìn  va a segno nell’ultima giornata del campionato spagnolo, nello scontro diretto col Barcellona al Camp Nou, siglando la rete del pareggio che vale il titolo di campione di Spagna. Ma non solo, perché il difensore dell’Atletico Madrid apre le marcature anche nella finale di Champions League contro il Real. Ancora, il centrale dell’Uruguay segna anche contro di noi, l’Italia, al Mondiale, assicurando al suo paese il passaggio della fase a gironi, eliminandoci di conseguenza.

Alaba – 22 anni, titolare del Bayern Monaco e della nazionale austriaca. David Alaba può fare tutto sulla fascia sinistra: dal terzino, suo ruolo naturale, al centrocampista esterno, per finire come ala. E questo grazie al suo mancino, potente e preciso, e alla sua freschezza atletica, che gli consente di lasciare i solchi sulla porzione sinistra del campo. È ormai un punto fermo del Bayern di Guardiola, con cui ha vinto il campionato. A proposito della sua duttilità, il tecnico spagnolo lo ha anche schierato come mezzala e come terzo centrale nella difesa a tre. Un giocatore che tutti vorrebbero.

James Rodriguez – «Ancora James! James Rodriguez! James Rodriguez! El Diez! El Diez! Che gol! Che gol del Diez!». Così impazziva Caressa al fantastico gol di Rodriguez al Mondiale, segnato con la sua Colombia contro l’Uruguay. Probabilmente è stata questa la rete che ha convinto il Real Madrid a sborsare 80 milioni per assicurarsi il gioiellino ex Monaco. Il colombiano ha in dote una classe ed una raffinatezza uniche nel suo genere, e adesso è alla corte di Carlo Ancelotti, nel Real Madrid dei top player. Di certo il 2014 ha portato molte soddisfazioni a Rodriguez, che però deve mostrare ancora di sapersi affermare in una piazza come Madrid.

Götze – Manco a dirlo, basta un solo gol a Mario Götze per far sì che non dimentichi il 2014 per il resto della sua vita. Si tratta ovviamente della rete segnale nella finale di Coppa del Mondo contro l’Argentina. Era il 113’ del secondo tempo supplementare quando Schurrle serve Götze con un cross sulla sinistra: al talento del Bayer Monaco, entrato dalla panchina, basta uno stop di petto e un sinistro ad incrociare per battere Romero e salire sul tetto del mondo. Non sarà stato tra i giocatori più utilizzati dal c.t. Loew nel Mondiale, ma di certo è stato il più decisivo.

Di Maria – Angel Di Maria è stato protagonista dentro e fuori dal campo, nel 2014. Tra i protagonisti dei successi del Real Madrid, l’argentino è passato al Manchester United l’estate scorsa, per una cifra vicina agli 80 milioni di euro. Lo ha voluto fortemente Van Gaal, per cercare di ricostruire lo United grazie alla classe ed al talento del Fideo. Quando è in forma, è inarrestabile, e nel 2014 lo ha ampiamente dimostrato.

Robben – Nel 2014, Arjen Robben ha raccolto trofei solo in ambito nazionale, con la vittoria della Bundesliga e della coppa nazionale tedesca col Bayern Monaco, ma l’olandese è ancora tra le tre o quattro migliori ali destre del panorama calcistico mondiale. Lo sa anche Van Gaal, che ha guidato l’Olanda come c.t. nell’ultimo Mondiale: il ct degli oranje ha schierato il fenomeno del Bayern in ogni partita, rendendolo il perno offensivo della squadra.

Diego Costa – Per Diego Costa parlano i gol. 27 reti segnate in 35 partite di campionato sono bastate per assicurare la Liga all’Atletico Madrid. Avrebbe potuto segnare qualche gol in più, se non si fosse infortunato nell’ultima di campionato, contro il Barcellona: uscito dolorante e con la faccia da funerale dal campo, la stessa sorte gli è toccata nella finale di Champions League contro il Real Madrid, partita che Diego Costa ha giocato per soli nove minuti. Out nelle partite decisive, è stato fondamentale con le sue reti, che hanno permesso all’Atletico di tornare grande. Anche al Chelsea di Mourinho Diego Costa si sta dimostrando straripante: 13 reti in 15 partite e ancora più di mezza stagione davanti.

Cristiano Ronaldo – Ronaldo ha aperto la sua stagione con la vittoria del Pallone d’Oro 2013 (consegnato nel gennaio del 2014) per poi continuare con la coppa di Spagna, la decima Champions League del Real Madrid, la Supercoppa Europea ed il Mondiale per Club. Numeri impressionanti, quelli di CR7: 61 gol nell’anno solare e media di 1,01 gol a partita. Adesso attende trepidante il verdetto per il Pallone d’Oro 2014, ma l’unico che può impensierirlo è il portierone Neuer.

La classifica non può che chiudersi con il miglior allenatore del 2014. Ardua la scelta tra Carlo Ancelotti e Joachim Loew: entrambi i tecnici hanno conquistato successi storici per entrambe le compagini allenate, dimostrando di saper valorizzare al massimo gli elementi a disposizione. Forse Loew merita qualcosa in più, e il verdetto è basato sul fatto che il c.t. della Germania ha saputo portare avanti un’opera di programmazione che è forse la migliore del calcio moderno. Tornando a parlare di giocatori, la panchina di questa formazione non può non contenere gente del calibro di Courtois, protagonista indiscusso con l’Atletico Madrid, o ancora Verratti, titolare inamovibile del Psg a soli 22 anni. Altri nomi sono quelli di Robin Van Persie (che gol alla Spagna!), Lionel Messi col suo record di 253 gol nella Liga, Hummels, che è diventato un difensore completo e richiestissimo, e Eden Hazard, sempre più fondamentale per il Chelsea. Insomma, tirando le somme e citando qualcuno, il 2014 è stato tutto molto bello.