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Lo spartiacque Gasperini Gomez che cambiò la storia dell’Atalanta. Chi aveva ragione?

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La vicenda Papu Gomez Gasperini che cambiò per sempre la storia dell’Atalanta: una litigata tanto famosa quanto particolare

1 dicembre 2020, una delle storie che cambiò per sempre la storia dell’Atalanta. La questione Gomez Gasperini è stata senza mezzi termini uno degli spartiacque nerazzurri più famosi degli ultimi anni. Un contesto composto da mille episodi: la partita (e il post) contro il Midtjlland, le scelte tattiche di Gasp, un gran numero di frecciatine da parte dell’argentino, mani alzate e una presa di posizione chiara della società. Chi aveva ragione tra Gasperini e Gomez? La perdita del Papu fu fatale tatticamente? L’ego del mister ha prevalso sul bene dell’Atalanta?

Associando il comportamento dei soggetti in questione ai contesti di allora, Gasperini aveva tutte le ragioni per essere infastidito dal comportamento di Gomez avuto in quel match: specialmente dopo che l’argentino aveva risposto a tono ad una semplice indicazione. Lì la vicenda si è incrinata sempre di più, e la società ha preso una decisione precisa stando dalla parte del mister di Grugliasco dopo aver tentato una mediazione. Si poteva fare di più? Forse, ma dall’altra parte il Papu aveva fatto addirittura peggio tra un tentativo di boicottaggio dello spogliatoio, continue frecciatine a Gasperini e anche parole pungenti alla società accusandola di non avere attributi. Certo, si parlava pur sempre del capitano dell’Atalanta, ma essendo tale doveva comportarsi in un modo molto più maturo.

Spezzando una lancia in favore di Gomez, è un dato di fatto dire che l‘Atalanta tatticamente ci abbia perso visto ciò che dava sulla trequarti, ma nel 2020-2021 la squadra era diventata prevedibile: costringendo Gasperini a prendere scelte tecniche differenti che portarono poi al terzo posto finale. Il problema non è stata solo la cessione di Papu, ma non essere riusciti a compensarla nella maniera migliore possibile, e dall’addio di Gomez, tatticamente Gasperini ha fatto molta fatica a riproporre quella torta che aveva fatto gustare in Italia e in Europa.

Al giorno d’oggi si sente parlare troppo spesso (anche in relazione agli ultimi comportamenti di Gasperini) di ego del tecnico, buttandogli addosso la colpa di aver ceduto “l’elemento mancante” della squadra. Troppo facile prendere tale posizione solo per una questione di risultati sportivi: salire sul carro dell’allenatore nel 2020 (la squadra allora arrivò terza) per poi sputare nel piatto dove prima si aveva mangiato quando si presenta un semplice errore del tecnico. Ovviamente Gasperini non è un santo (come tutti), ma se al capitano gli viene chiesto di fare un passo indietro deve comportarsi come tale. Il bene dell’Atalanta Bergamasca Calcio viene sempre prima di tutto, per quanto certe decisioni siano difficili da accettare.

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