Juve, ti ricordi di Ribalta? «Ho portato io Marchisio in Russia, Marcelo può arrivare a Torino»

Juve, ti ricordi di Ribalta? «Ho portato io Marchisio in Russia, Marcelo può arrivare a Torino»
© foto Javier Ribalta

L’ex capo-osservatore della Juve Javier Ribalta, attuale d. s. dello Zenit, racconta la trattativa che ha portato Marchisio in Russia e fa il suo pronostico sulle future mosse bianconere

Del suo nome non si è sentito molto parlare, ma in casa bianconera Javier Ribalta ha lasciato ottimi ricordi. Lo spagnolo è stato per ben cinque stagioni (dal 2012 al 2017) il capo degli osservatori della Juventus, scopritore di talenti come Kingsley Coman (oggi al Bayern Monaco): lo scorso anno Ribalta aveva lasciato Torino per approdare, con lo stesso ruolo, al Manchester United. Poi lo scorso luglio la grande occasione: diventare il nuovo direttore sportivo dello Zenit San Pietroburgo. Facile spiegare oggi chi e come abbia convinto Claudio Marchisio, nel giro di pochissimi giorni, a sposare la causa russa… «Quando il 17 agosto ho saputo che Marchisio aveva rescisso il contratto, ho subito chiamato Claudio. Nessun intermediario: lo avevo conosciuto bene nei miei cinque anni alla Juventus. Mi è sembrato interessato e intrigato dal nostro progetto fin dal primo istante, sinceramente non ho mai temuto potesse scegliere un club diverso», ha spiegato oggi Ribalta ai microfoni di Tuttosport.

Il legame con la Juve è rimasto molto forte per l’ex osservatore di Barcellona. Tanto che, quando gli chiedono un parere sulle prossime mosse di mercato bianconere, Ribalta non pare avere grossi dubbi in merito: «Chi può arrivare più facilmente tra Paul Pogba, Adrien Rabiot e Marcelo? Sicuramente Marcelo, gli altri due mi sembrano impossibili». Ben più di una speranza per i tifosi della Vecchia Signora se a dirlo è uno tra i più stretti ex collaboratori di Fabio Paratici, ancora in ottimi rapporti con il d. s. bianconero, sul quale il giudizio resta ottimo: «Conosce i giocatori ed essendo nato osservatore capisce bene le esigenze dei suoi collaboratori, è umile e preparato», dice Ribalta di Paratici. C’è da credergli.