Mario Balotelli, una vita esagerata: poche soddisfazioni in campo e tanti guai fuori

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© foto www.imagephotoagency.it

Mario Balotelli avrebbe potuto prendersi tutto, si è accontentato di una carriera al di sotto delle sue possibilità. Ecco perché

C’era una volta Mario Balotelli, l’uomo delle grandi occasioni perse e delle promesse non mantenute. Uno dei più grandi talenti della sua generazione calcistica, offuscato e infine annientato da un carattere incompatibile con il calcio ad alti livelli. Aveva tutto: talento, mezzi fisici, precocità e le attenzioni dei più grandi club del mondo. E a 30 anni compiuti si ritrova senza squadra, dopo l’ultima avventura senza lieto fine a Brescia, probabilmente senza più stimoli e motivazioni. E chissà da quanto. Fa un certo effetto vederlo fare la comparsa nella casa del Grane Fratello in prima serata, a supporto del fratello Enock, tra battute offensive e in un clima di squallore generale, mentre avrebbe ancora potuto essere ancora protagonista in serie A. 

Ma dopo un avvio stellare, lanciato da Mancini all’Inter in prima squadra con esordio in A a 17 anni, più che per i gol sarà ricordato per le “balotellate” fuori dal campo, nonostante un palmarés invidiabile: una Champions, scudetti e Premier. Dalle multe in auto, alla recente scommessa a Napoli con lancio di scooter in mare. Dai gesti shock (indossò la maglia del Milan da interista e gettò per terra quella nerazzurra al termine di una partita) al rosso senza attenuanti di Kazan. Ai tempi del City Mancini perse la pazienza dopo un gol sbagliato con piroetta in amichevole, nel 2013 i due arrivarono quasi alle mani in allenamenti. Nel 2011 conquistò le prime pagine dei tabloid inglesi per aver usato i i ragazzi delle giovanili come bersagli di freccette, e quasi incendiò il suo appartamento con i fuochi d’artificio. Chissà se ora, a 30 anni, avrà qualche rimpianto.