Inter, Materazzi: «Marotta? Non penso fosse abituato a certi torti…»

Inter, Materazzi: «Marotta? Non penso fosse abituato a certi torti…»
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Inter, intervista a Marco Materazzi prima del derby: l’ex difensore nerazzurro, tra le altre cose, non ha risparmiato una frecciata alla Juventus. Sul caso di Mauro Icardi invece…

Marco Materazzi è tornato a parlare in questi giorni, alla vigilia del derby: l’ex difensore dell’Inter, oltre a trattare uno degli argomenti caldi degli ultimi tempi, quello relativo al possibile ritorno di José Mourinho in nerazzurro, si è soffermanto anche su molto altro. Intervistato stamane da La Gazzetta dello Sport, per esempio, Matrix non ha lesinato ancora una volta una piccola frecciata alla Juventus parlando del rigore concesso alla Fiorentina qualche settimana fa proprio all’ultimo minuto contro l’Inter: un episodio abitrale fortemente contestato, che ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi. «L’Inter ha scelto uno dei migliori dirigenti in Italia, Beppe Marotta: la sua storia parla chiaro – le parole di Materazzi – . Ho provato a mettermi nei suoi panni al novantaquattresimo di Fiorentina-Inter e ho sorriso, non penso che fosse abituato. Fa parte della storia dell’Inter: bisogna imparare a buttare giù».

L’argomento di giornata è però, chiaramente, il derby di stasera: «La maglia nerazzurra è un’armatura, in queste situazioni un gruppo con le palle fa quadrato. Se non sei allineato, i milanisti ti vengono a mangiare: hanno un cagnaccio in panchina, ma nel senso buono. A parte i derby, io tifo per Gennaro Gattuso, ma magari non oggi», ha spiegato Materazzi, che si è poi addentrato meglio a parlare del caso di Mauro Icardi.

«Non posso entrare nel merito perché non conosco le dinamiche, sarei presuntuoso a dire la mia. Ma per il bene dell’Inter, per ciò che ha fatto Icardi per il club, al di là di tutto quello che c’è stato, dal libro in poi, mi piacerebbe che rientrasse, segnasse e portasse l’Inter dove merita. Poi a fine anno insieme o ognuno per la sua strada. Io penso che non sia mai tardi, quando uno si chiarisce. Non bisogna portare rancore né vivere nel passato. Io la mia la lasciavo sempre a casa, anche oggi non le piace apparire. Ma capisco che Wanda Nara fa il suo lavoro – le chiosa dell’ex campione del mondo – . Samir Handanovic capitano? Parla poco, ma lo ascoltano. E la fascia è un pezzo di stoffa, quella vera te la dà lo spogliatoio se sei un leader e ci devi nascere. Poi c’è Andrea Ranocchia: ci tiene, sa spendere parole per i compagni ed è sempre sul pezzo, anche se ha mangiato tanta m… Gli va dato merito, pur non essendo Cristiano Ronaldo».