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Pagelle Inter Cagliari, ecco i TOP e FLOP ai i protagonisti della sfida di Serie A:

Pagelle Inter Cagliari: i Top e Flop tra i protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Inter Cagliari: i giudizi sui protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti:

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Un 3-0 maturato nella ripresa, per un verdetto netto, che avvicina l’Inter allo scudetto. Ecco i giudizi sulle prestazioni individuali più significative del match di San Siro.

I TOP

Nicolò Barella. Il motore inesauribile del centrocampo nerazzurro. Copre porzioni enormi di campo, si inserisce e fa perfettamente entrambe le fasi. Impreziosisce la sua prova raccogliendo una respinta al limite e trafiggendo Caprile con un gran destro all’angolino per il 2-0 che non festeggia in quanto ex. Esce tra la standing ovation di San Siro, sembra definitivamente tornato quello dei giorni migliori

Federico Dimarco. Una spina nel fianco costante sulla corsia mancina. Sblocca la partita con la sua solita qualità, scappando via sulla sinistra ed eludendo Ze Pedro per servire a Thuram il comodo pallone dell’1-0 (il suo sedicesimo assist stagionale).

Hakan Calhanoglu. Il regista imprescindibile di Chivu. Si abbassa sistematicamente per aiutare l’uscita del pallone eludendo la pressione del Cagliari e permettendo alle mezzali di alzarsi. Un lavoro tattico fondamentale che dà respiro ed equilibrio a tutta la manovra.

Piotr Zielinski. Entra a gara in corso e chiude il match con una giocata d’autore assoluta. Suo il meraviglioso gol del 3-0 in pieno recupero: un collo-esterno dal limite dell’area che si infila dritto all’incrocio dei pali, imparabile per il portiere.


I FLOP

Gennaro Borrelli. Troppo irruento e nervoso. Lotta su ogni pallone, ma si fa ammonire presto e rischia l’espulsione andando a saltare col braccio largo su De Vrij. Sostituito non a caso nel primo quarto d’ora della ripresa per evitare di lasciare il Cagliari in dieci.

Ze Pedro. La difesa sarda regge bene per tutto il primo tempo, ma è lui a commettere la sbavatura fatale in apertura di ripresa. Si fa saltare via troppo facilmente da Dimarco in occasione della prima rete interista, aprendo la crepa che farà affondare definitivamente il Cagliari.

Mercato Milan, accordo totale per Gila: indiscrezione sul difensore spagnolo, con cifre e dettagli dell’operazione

Mercato Milan, svolta per Mario Gila: raggiunto l’accordo totale secondo una clamorosa indiscrezione. Tutte le cifre e i dettagli

Il Milan rompe gli indugi e piazza il primo grande colpo in vista della stagione 2026/27. Come riportato da Daniele Longo su Calciomercato.com, i rossoneri hanno raggiunto un accordo di massima per portare a Milano Mario Gila. Il difensore spagnolo, già valorizzato da Igli Tare ai tempi della Lazio, ha dato il proprio sì al club accettando ingaggio e durata del contratto. La trattativa con i biancocelesti è ormai alle battute finali: l’operazione dovrebbe chiudersi attorno ai 25 milioni di euro, consegnando a Massimiliano Allegri un centrale moderno, affidabile e capace di muoversi sia in una difesa a tre che a quattro.

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Calciomercato Milan, Gila e la nuova architettura difensiva rossonera

L’arrivo dell’ex Real Madrid si inserisce nella strategia delineata da Allegri: un rinforzo di livello per ogni reparto. Con Gila, il pacchetto arretrato del Milan per il prossimo anno inizia a prendere forma:

  • Le conferme – Lo spagnolo si aggiungerà a Pavlovic, Gabbia, Tomori e De Winter, formando un reparto profondo e competitivo.
  • Il percorso dei giovani – Il talento David Odogu, arrivato dal Wolfsburg nel 2025, dovrebbe partire in prestito per accumulare minuti, mentre il nuovo acquisto Andrej Kostic (bloccato dal Partizan per 3 milioni) inizierà nel Milan Futuro di Massimo Oddo in Serie D, con l’obiettivo di aggregarsi presto alla prima squadra.

L’accordo per Gila, in attesa solo degli ultimi passaggi formali, rappresenta il primo tassello di un mercato che vedrà il Milan impegnato anche nella ricerca di un mediano e di un nuovo numero 9, per completare la rosa competitiva richiesta da Allegri e aprire ufficialmente il nuovo ciclo rossonero.

Mouzakitis, chi è il talento greco finito nel mirino della Juventus: numeri, ruolo e caratteristiche del classe 2006

Mouzakitis Juve, il nuovo obiettivo per la mediana: numeri, caratteristiche e perché piace ai bianconeri. Le ultime

La Juventus continua a programmare il futuro e punta con decisione su uno dei talenti più promettenti del panorama internazionale. Il nuovo nome sul taccuino bianconero è quello di Christos Mouzakitis, centrocampista classe 2006 dell’Olympiacos che, a soli 19 anni, sta attirando l’attenzione dei principali club europei grazie a prestazioni di alto livello.

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Mouzakitis è un profilo moderno e completo: può agire da mediano, regista o trequartista, una versatilità che lo ha reso un punto fermo dell’Olympiacos nonostante la giovane età. In stagione ha già collezionato 36 presenze, di cui 10 in Champions League, mettendo a referto un gol e tre assist. Numeri che certificano la sua crescita e spiegano perché il suo nome sia finito nel mirino delle big del continente.

Portarlo a Torino, però, non sarà semplice. Il contratto in scadenza nel 2029 garantisce al club greco una posizione di forza e rende necessario un investimento importante per strapparlo alla concorrenza. La Juventus valuta l’operazione con attenzione: l’obiettivo è anticipare i top club europei e assicurarsi un talento già pronto per i palcoscenici più prestigiosi, capace di diventare un elemento chiave nel progetto tecnico dei prossimi anni.

Modric Milan, nasce un patto per il futuro rossonero: tre condizioni decisive sul tavolo per arrivare al rinnovo del croato

Modric Milan, il patto con Allegri per restare: sul rinnovo pesano tre condizioni chiave che definiranno il prossimo ciclo rossonero

Il futuro di Luka Modric e quello del Milan sembrano destinati a incrociarsi ancora, ma solo a determinate condizioni. Come riportato da Gianluca Di Marzio, la dirigenza rossonera sta valutando seriamente il rinnovo del fuoriclasse croato, arrivato da svincolato e diventato in pochi mesi un perno imprescindibile del centrocampo. Nonostante i suoi 41 anni, i numeri parlano da soli: 31 presenze in Serie A, impreziosite da 2 gol e 3 assist, testimoniano una condizione fisica e mentale ancora di altissimo livello.

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Modric e il bivio rinnovo: le tre condizioni per il sì

Per firmare il prolungamento fino al 30 giugno 2027, l’entourage del croato avrebbe posto tre paletti chiari alla proprietà RedBird, come rivelato da Peppe Di Stefano (Sky Sport):

  • Competitività della rosa – Modric vuole garanzie su un mercato ambizioso, capace di mantenere il Milan stabilmente ai vertici.
  • Champions League – La qualificazione alla massima competizione europea è considerata imprescindibile. I rossoneri sono attualmente terzi con 63 punti, +3 sulla Juventus, +5 sul Como e +6 sulla Roma.
  • Permanenza di Allegri – Il rapporto con il tecnico è fortissimo: Allegri lo ha schierato titolare in 30 delle 32 partite disputate, rendendolo il leader tecnico dello spogliatoio.

Il summit decisivo di giugno, alla presenza anche di Ibrahimović, servirà a capire se queste condizioni verranno soddisfatte. Solo allora si potrà capire se Modric sarà il faro del nuovo ciclo rossonero.

Infortunio Wesley, come sta il difensore della Roma? Ecco le ultimissime verso la sfida contro l’Atalanta

Infortunio Wesley, la situazione in casa Roma: aggiornamenti e prospettive per il match con l’Atalanta. Le ultimissime

Arrivano aggiornamenti poco incoraggianti sulle condizioni di Wesley. Il terzino brasiliano viaggia verso la non convocazione per la sfida contro l’Atalanta: per l’ufficialità si attende la lista dei convocati della Roma, ma al momento non filtra ottimismo. Una possibile brutta notizia per il tecnico giallorosso, che potrebbe dover rinunciare ancora una volta al giocatore.

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Gasperini in conferenza ha svelato: «In questo caso Wesley si sente di poter giocare, perché ha grande generosità, ha voglia di poter giocare, effettua sprint, scatti, tiri, però magari la parte medica considera, giustamente, non lo so questo, che invece ci siano dei rischi o non voglia rischiare»

Wesley non scende in campo dal 19 marzo, giorno del ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna. Pochi giorni dopo, durante un impegno con la nazionale brasiliana, ha riportato una lesione al bicipite femorale nella gara contro la Francia, un infortunio che lo ha costretto a fermarsi e che continua a condizionare i tempi del suo rientro.

Cannavaro svela: «Andai alla Juventus a guadagnare meno che all’Inter. Non è che sono voluto andare alla Juve, sono le circostanze che mi portarono lì»

Cannavaro: «Andai alla Juventus a guadagnare meno che all’Inter. Non è che sono voluto andare alla Juve…»

Intervistato da Amazon Prime Video, Fabio Cannavaro – passato anche dall’Udinese – ha ripercorso alcuni momenti chiave della sua esperienza in nerazzurro, soffermandosi sull’infortunio che ne ha condizionato il percorso e sulle ragioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta dei bianconeri. Le sue parole:

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PAROLE SULL’INTER – «Per me fu una bella batosta perché vado all’Inter con grande voglia e determinazione di far bene perché era un salto importante da Parma. Una realtà completamente diversa, c’è chi viveva a Como e chi a Milano, io avevo deciso per Milano: non c’era il gruppo che c’era a Parma ma era una grande squadra quindi ci sta, non devi essere amico per forza»

ESORDIO – «Non posso mai dimenticare la presentazione prima e poi l’esordio: non giocai titolare, Cuper mi fece entrare dopo e tutto San Siro fece “ooooh”. Moratti a fine partita venne e mi disse: “Guarda, una cosa del genere l’ho vista solo con Ronaldo”. Eccezionale»

INFORTUNIO – «Quell’anno le cose non andavano malissimo, arrivammo in semifinale di Champions che perdemmo col Milan: invece che fermarmi ho continuato ed è stato un errore perché in quell’anno avevo perso il 40% della forza della gamba sinistra. E’ stato un anno in cui ad un certo punto ho detto “voglio smettere”: andavo a fare visite ovunque e non riuscivo a risolvere il problema. Non eravamo male come difesa con Materazzi e Cordoba, però le mie prestazioni non erano all’altezza mia e dell’Inter: finimmo l’Europeo, mi fermo e da quel giorno dissi di non voler ritornare finché non stessi bene. Feci due mesi senza mai appoggiare il piede a terra, col fisioterapista dell’Inter cominciammo un programma in cui facevo solo forza e bicicletta ogni giorno».

CESSIONE – «Il campionato riprendeva il 12 settembre e dissi a Mancini: “Una settimana prima vengo e sono pronto”. Mi ripresentai alla Pinetina e cominciai a correre normalmente: mi chiamò Oriali e mi disse “ti abbiamo venduto”. Risposi: “Ma adesso che sto bene mi avete venduto?”. Lui: “La società ha deciso perché voleva cambiare vendendo me e Bobo»

JUVE – «Andai alla Juve e poi arrivarono Calciopoli e intercettazioni: ma andai alla Juve a guadagnare meno che all’Inter, non è che sono voluto andare alla Juve, sono le circostanze che mi portarono lì».

Como, Fabregas commenta: «Oggi dobbiamo fare i complimenti al Sassuolo. Questi non siamo noi!»

Sassuolo Como, nel post gara Fabregas è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida che si è giocata al Mapei

Nel post gara di Sassuolo Como, Cesc Fabregas è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del tecnico dei lariani:

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PAROLE – «Oggi dobbiamo fare i complimenti al Sassuolo. Abbiamo fatto male le marcature preventive, abbiamo girato il pallone male, non era la nostra giornata»

SASSUOLO «Di solito il Sassuolo non difende con il blocco basso. Oggi l’hanno fatto per metterci in difficoltà con i contropiedi, in area di rigore loro non c’era spazio. Ci abbiamo provato in tutti modi, con diversi giocatori, ma non ci siamo riusciti. Questi non siamo noi. In fase di riaggressione di solito siamo più aggressivi»

ANALISI «Ogni partita è diversa. Cerchiamo di essere il più completi possibili, oggi non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo guardare in avanti perchè in settimana ci sarà un’altra partita molto importante».

Sassuolo, Grosso racconta: «Ho detto ai ragazzi che oggi mi hanno fatto emozionare, abbiamo fatto un capolavoro»

Sassuolo Como, nel post gara Grosso è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida che si è giocata al Mapei

Nel post gara di Sassuolo Como, Fabio Grosso è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del tecnico dei neroverdi:

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PAROLE – «Ho detto ai ragazzi che oggi mi hanno fatto emozionare, abbiamo fatto un capolavoro. Oggi era difficilissimo, molto bravi tutti, sia chi è subentrato che non. Penso la nostra annata sia strepitosa»

VOLPATO E NZOLA – «Sono molto contento per Volpato e Nzola, hanno risposto presenti e avrei fatto loro i complimenti anche se non avessero segnato. Quest’anno stiamo facendo delle cose eccezionali, non è facile ma vogliamo continuare a mostrare le nostre qualità»

VOLPATO – «Con Volpato parlo tantissimo, ha un potenziale impressionante, ci credo e ci punto. Ha alti e bassi, dev’essere bravo a riempire le partite. Ci mette tanta buona volontà e sono convinto che se riesce a capire come implementare le sue qualità sarà essere decisivo anche a livelli alti.»

IDENTITA – «Abbiamo raggiunto quello che volevamo in maniera inaspettata, la partenza non è stata facile ma ci siamo rimessi in careggiata. La nostra identità è rimasta la stessa, sono orgoglioso dei miei ragazzi così come lo era prima».

Inter Cagliari, la partita di Palestra: il focus dentro alla prestazione dell’esterno rossoblù

Inter Cagliari, la partita di Marco Palestra: ecco l’analisi completa della prestazione dell’esterno rossoblù

Palestra è senz’altro uno dei protagonisti dell’anticipo di Serie A. L’analisi della prestazione dell’esterno rossoblùin Inter Cagliari dopo la convincenti prestazioni offerte nelle ultime gare, in un match che lo mette a misurarsi nella stessa zona di Dimarco, suo compagno di Nazionale.

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PRIMO TEMPO

Già al primo minuto va a sradicare un pallone in posizione alta e lo spinge in avanti. Al 2′ Palestra buca la linea di difesa, serve Esposito che si rende pericoloso con una conclusione da fuori. Al 7′ diagonale difensiva puntuale per evitare che un filtrante di Calhanoglu dal limite vada a buon fine. All’8′ l’esterno si fa trovare pronto su un invito di Adopo, il cross viene deviato in corner. Angolo nel quale lui si colloca come il giocatore più arretrato per evitare le ripartenze nerazzurre. Al 12′ azione veloce del Cagliari: Borrelli serve Palestra che in area calcia di prima di piatto, sfera alta a vanificare una bella iniziativa. Al 22′ coraggioso in uscita, vince un rimpallo, prosegue sulla corsa e Dimarco lo ferma con un fallo. Al 30′ Palestra va sul fondo, cross per il secondo palo, Dumfries mette in angolo. Al 45′, dopo una lunga fase di inattività, va a schermare un cross di Mkhitaryan: angolo per l’Inter.

SECONDO TEMPO

Al 47′ Palestra si fa trovare in fuorigioco in una posizione interna, a dimostrazione delle sue esplicite intenzioni offensive. Al 52′ Palestra vince un corpo a corpo con Carlos Augusto che lo atterra. Un minuto dopo Martinez deve uscire fuori area per anticiparlo, ma sul lancio del portiere Dimarco approfitta della posizione avanzata del cagliaritano, entra in area e serve a Thuram la palla del vantaggio. Al 63′ va via all’interno a Dimarco e subisce il terzo fallo della gara. Al 69′ Palestra si presenta in area, mette al centro e non va oltre il corner: forte il suo lamento nei confronti di Mendy, reo a suo dire di non avere fatto il taglio giusto per dettargli il passaggio e farsi trovare smarcato. Poco dopo punta Dimarco e si accontenta di guadagnare il sesto angolo per i suoi. Al 71′ altro grande spunto, se ne va girandosi prontamente e allarga il gioco sulla sinistra dopo aver saltato due uomini, grande disinvoltura nella conduzione palla. Al 73′ Seba Esposito va al tiro, è sempre Palestra a servirgli il pallone. Abbraccio con Thuram quando il francese viene sostituito. Al 75′, con l’ingresso di Zappa, Pisacane lo sposta sul versante mancino. Anche su questa fascia subisce un fallo, in questo caso da parte di Barella. A 5 minuti dal termine si fa anticipare in area da Dumfries che di testa preoccupa un po’ Caprile. All’88 fallo dell’olandese su Palestra che protegge bene palla. Complessivamente la solita partita di qualità e dinamismo, con qualche mancanza difensiva: in ogni caso, uno dei migliori del Cagliari per contintuità di prestazione.

Pagelle Sassuolo Como, Volpato e Nzola decisivi! Non basta il gol di Nico Paz – I VOTI

Pagelle Sassuolo Como: i Top e Flop tra i protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Sassuolo Como: i giudizi sui protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti:

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I VOTI

SASSUOLO: Turati 7; Walukiewicz 6, Idzes 6.5, Muharemovic 6.5, Coulibaly 6; Thorstvedt 6.5, Matic 6.5 (76′ Lipani sv), Koné 6.5; Volpato 7 (64′ Fadera 6), Nzola 7.5 (76′ Pinamonti sv), Laurienté 6.5.

COMO: Butez 6; Smolcic 6 (46′ Vojvoda 6), Ramon 5.5, Kempf 5.5, Moreno 5.5; Caqueret 5 (46′ Perrone 6), Da Cunha 5.5 (72′ Kuhn 6); Diao 5 (60′ Rodriguez 5.5), Paz 7, Baturina 5.5 (46′ Douvikas 5.5); Morata 5.

Moviola Inter Cagliari, i dettagli sull’episodio chiave della sfida di Serie A di San Siro diretta da Marchetti

Moviola Inter Cagliari, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 33ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Inter Cagliari, valido per la 33ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Marchetti.

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LA MOVIOLA

Al 10′ Mkhitaryan si scontra con Borrelli che all’altezza del centrocampo resta a terra, il Cagliari si ferma e mette fuori il pallone. Al 13′ Thuram impegna seriamente Caprile, posizione netta di offside. Al 17′ Marchetti discute con Barella che protesta per un fallo accordato a Thuram. Al 20′ non visto un pestone di Sulemana su Pio Esposito in protezione palla. Al 22′ Sebastiano Esposito prende un giallo per uno sgambetto su Mkhitaryan, paga un triangolo mal disegnato con un compagno. Un minuto dopo l’armeno cade in area, non c’è niente. Al 25′ cartellino anche per Borrelli che salta in netto ritardo su De Vrij: le due punte sarde entrambe ammonite. Polemiche per un fischio su Dimarco, non sembra falloso il suo intervento su Sulemana: l’esterno della Nazionale resta a terra per un po’. Al 40′ fallo di Borrelli che alza un po’ la gamba su Dumfries, anche se è in anticipo e tocca nettamente la palla. I minuti di recupero sono 2: si va all’intervallo dopo un primo tempo corretto, con 7 falli dei nerazzurri e solo 4 da parte degli isolani.

SECONDO TEMPO

A inizio secondo tempo Marchetti non punisce un intervento duro di Mina su Thuram al limite dell’area, una disattenzione grave perché ci poteva essere pure un’ammonizione. Al 66′ a palla lontana Pio Esposito su un taglio va a terra, niente di particolarmente grave. All’81 l’arbitro viene colpito da un cambio di gioco di Sebastiano Esposito. Gara assolutamente tranquilla per Marchetti, nessun episodio particolarmente problematico. Spicca l’anomalia dei falli: ben 17 quelli dell’Inter a fronte dei 6 del Cagliari.

Inter, Marotta nel pre gara: «Scudetto? Molto prudente, ma anche molto ottimista. Siamo all’ultimo chilometro…»

Inter Cagliari, nel pre gara Marotta è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare la sfida che si giocherà a San Siro

Nel pre gara di Inter Cagliari, Beppe Marotta è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Queste le dichiarazioni del presidente nerazzurro:

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PAROLE – «Scudetto? Molto prudente, ma anche molto ottimista. Siamo all’ultimo chilometro con la maglia rosa e vediamo lo striscione d’arrivo, ma ci sono ancora punti a disposizione e non facciamo calcoli. Dobbiamo ripetere la prestazione di Como. Sappiamo che ogni partita è una sfida importante perché chi ci affronta moltiplica le proprie motivazioni. Noi dobbiamo avere massimo rispetto dell’avversario ma consapevoli delle nostre capacità.

Palestra? Si parla tanto di crisi di talenti, che la Nazionale non esprime valori importanti, ma Palestra è un talento che ha davanti a sé è un grande futuro. Adesso si sta esibendo in prestazioni eccellenti, non è facile arrivare, perché bisogna saper gestire i momenti. Sono orgoglioso come dirigente italiano e tifoso della Nazionale. Ma è dell’Atalanta ed è giusto che l’Atalanta se lo tenga stretto. Con una squadra di soli giovani non si vince, bisogna mixarla con esperienza e mentalità. Dobbiamo essere bravi e perseguire il concetto di sostenibilità e perseguire l’obiettivo di vincere con giovani ed esperti. E’ il compromesso che dobbiamo seguire. E creare uno zoccolo duro di giocatori italiani.»

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI MAROTTA SU INTERNEWS24

Cagliari, parla Pisacane nel pre partita: «La pressione per chi fa questo sport è all’ordine del giorno, dal 1 giorno e dalla 1 partita…»

Inter Cagliari, nel pre gara Pisacane è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida che si giocherà a San Siro

Nel pre gara di Inter Cagliari, Fabio Pisacane è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del tecnico rossoblù:

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APPROCCIO E BORRELLI – «Partirei dall’approccio, è normale che contro queste grandi squadre devi sbagliare meno possibile e ci auguriamo di averne uno buono. Veniamo ad affrontare la formazione che ha dimostrato di essere la più forte del campionato, i numeri parlano chiaro e noi dobbiamo cercare di non sbagliare nulla. Anche quando fai tutto bene al minimo errore ti puniscono, la squadra deve avere un’attitudine importante e una cura dei dettagli maniacale per creare grattacapi all’avversario. Gennaro Borrelli è stato 3 mesi fuori, abbiamo puntato su di lui a luglio, è stato un peccato perderlo ma il concetto è superato e può avere continuità. Ci sono 6 partite dove deve dare il suo contributo e cerco di fargli recuperare il terreno perso. Gli si chiede spirito di sacrificio, la difesa parte dagli attaccanti e stasera non possiamo avere un solo giocatore che non lo faccia».

PRESSIONE «La pressione per chi fa questo sport è all’ordine del giorno, dal 1 giorno e dalla 1 partita so che responsabilità ho sulle spalle, sto cercando di fare meno danni possibili. Sono contento stasera di incrociare per la 2 volta Cristian Chivu a casa sua, c’è un rapporto di stima e rispetto, dopo questa partita gli auguro di vincerle tutte.».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI PISACANE SU CAGLIARINEWS24

Esplode il caso Marquez, MotoGp sconvolta: “Si ritira”

La stagione di Marc Marquez non sta andando per il meglio. L’infortunio patito lo scorso anno e il feeling con la moto attuale pesano: si ritira.

Il crepuscolo agonistico di un fuoriclasse è spesso accompagnato da segnali silenziosi, dettagli tecnici che tradiscono il peso del tempo e dei traumi accumulati. La stagione 2026 del Campionato del Mondo MotoGP sta restituendo al pubblico la versione più vulnerabile di Marc Marquez.

Fresco vincitore del suo nono iride, il fenomeno di Cervera sembra aver smarrito la proverbiale simbiosi con la propria Ducati, scivolando in un avvio di campionato opaco e dolorosamente distante dalle posizioni di vertice.

A pesare come un macigno sulle prestazioni dello spagnolo non è un semplice disallineamento ingegneristico con la Desmosedici, bensì un conto fisico che l’anagrafe e gli infortuni gli stanno presentando con brutale puntualità.

I postumi del gravissimo trauma al braccio, uniti ai logoranti incidenti che lo hanno martoriato nelle scorse stagioni, hanno intaccato l’integrità muscolare del 33enne, privandolo di quella reattività esplosiva essenziale per domare bolidi sempre più esigenti.

L’alfiere iberico sta affrontando un vero e proprio calvario atletico, acuito dalla difficoltà oggettiva di trovare il limite su una motocicletta che attualmente perdona pochissimo le sbavature.

Mentre i giovani leoni della griglia prendono il largo in classifica a ritmi infernali, il pluricampione arranca, trasformando ogni weekend di gara in una sofferta battaglia di pura resistenza, piuttosto che nella consueta caccia spietata ai gradini del podio.

Marquez preoccupa la MotoGP, Melandri: “Vittoria e poi ritiro”

Di fronte a un simile e prolungato calo prestazionale, l’intero paddock ha iniziato a interrogarsi sul futuro a breve termine del fuoriclasse catalano, alimentando incessanti indiscrezioni su un possibile e clamoroso addio alle corse.

A dare voce a questi dubbi crescenti è intervenuto Marco Melandri, il quale ha analizzato la situazione clinica e sportiva con estrema schiettezza: “Ma secondo voi Marc Marquez continuerà o no? Mi sembra che guidi in modo molto innaturale. Ho l’impressione che voglia vincere il Mondiale e poi ritirarsi”.

Marc Marquez
Marquez preoccupa la MotoGP, Melandri: “Vittoria e poi ritiro” – calcionews24.com (foto: profilo IG Marquez)

Le parole dell’ex iridato della classe 250 squarciano il velo su una realtà complessa, evidenziando come l’attuale postura in sella dello spagnolo sia palesemente figlia di forzate compensazioni fisiche per arginare le limitazioni articolari.

L’ossessione sportiva per il raggiungimento del decimo Campionato del Mondo, traguardo leggendario che gli consentirebbe di scavalcare l’eterno rivale Valentino Rossi, si scontra frontalmente con la dura realtà di un corpo che implora tregua.

L’attuale e pesante divario in classifica da Marco Bezzecchi e Jorge Martin, dominatori assoluti in sella all’Aprilia, rende il sogno titolato del 2026 una montagna quasi insormontabile, anche se lo spagnolo non è certo nuovo a imprese memorabili.

Considerando anche l’imminente cambio regolamentare previsto per il futuro, che imporrà ai piloti di resettare gli stili di guida su prototipi profondamente rinnovati, l’ipotesi che il formidabile talento iberico decida di appendere definitivamente il casco al chiodo appare tutt’altro che utopica, costringendo il mondo dei motori a prepararsi alla fine di un’era.

De Bruyne Napoli, dichiarazione d’amore ai partenopei: il belga pronto a restare anche senza Conte

De Bruyne Napoli, il belga non cambia idea: KDB vuole restare in azzurro anche in caso di addio di Conte

Un’illusione durata troppo poco. L’avventura di Kevin De Bruyne al Napoli in questa stagione è stata quasi un miraggio: il tempo di affacciarsi al calcio italiano, iniziare a entrare nei meccanismi di Antonio Conte e subito un brusco stop. Il belga si è infatti fermato per un grave infortunio al bicipite femorale della coscia destra, rimediato proprio nel momento del rigore trasformato contro l’Inter al Maradona. Era il 25 ottobre: da allora, KDB è rimasto ai box per quasi cinque mesi, saltando ben 28 partite.

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Il suo ritorno a inizio marzo ha però cambiato il volto del Napoli. Con lui in campo, la squadra ha ritrovato ritmo e qualità, conquistando quattro vittorie nelle ultime cinque prima della frenata contro il Parma, che ha raffreddato le residue speranze di rimonta scudetto. Nonostante tutto, De Bruyne non ha alcuna intenzione di arrendersi: dopo aver vinto tutto con il Manchester City, il suo obiettivo dichiarato è lasciare il segno anche in Italia.

E proprio questa determinazione alimenta l’ottimismo in vista della prossima stagione. Se gli infortuni lo lasceranno finalmente in pace, il Napoli potrà ripartire da un fuoriclasse ritrovato e con un obiettivo chiaro: tornare a lottare per il tricolore, con De Bruyne al centro del progetto tecnico.

Moviola Sassuolo Como, ecco gli episodi chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Fourneau 

Moviola Sassuolo Como, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 33ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Sassuolo Como,, valido per la 33ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Fourneau .

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LA MOVIOLA

Nel primo tempo il Sassuolo prova subito a prendere in mano il ritmo, rendendosi pericoloso con Laurienté e Thorstvedt, mentre il Como risponde con qualche iniziativa di Diao e Paz. Al 42’ arriva il primo episodio decisivo: Cristian Volpato sblocca il match con un pallonetto preciso dal limite che sorprende il portiere. Passano appena due minuti e i neroverdi raddoppiano con M’Bala Nzola, bravo a raccogliere un passaggio filtrante e a battere centralmente il portiere con un rasoterra. Il Como prova a reagire, ma la difesa del Sassuolo regge fino al recupero, quando al 45+2’ Nico Paz accorcia le distanze con un colpo di testa potente sul primo palo, riaprendo la partita prima dell’intervallo.

Nella ripresa il match resta acceso fin dai primi minuti, con il Como che prova a costruire gioco e il Sassuolo pronto a ripartire. Al 51’ arriva subito un episodio disciplinare: Kone viene ammonito per un fallo evidente, mentre poco dopo Volpato sfiora il gol trovando la grande risposta di Butez. La girandola di cambi è intensa: Fabregas inserisce Douvikas, Perrone, Vojvoda e poi Kuhn e Rodriguez, mentre il Sassuolo risponde con l’ingresso di Fadera, Pinamonti e Lipani. Il Como spinge e crea due buone occasioni con Da Cunha (parato un missile dalla distanza) e Paz, che al 71’ spreca da posizione favorevole. Nel frattempo fioccano i cartellini: giallo per Moreno, poi per Thorstvedt e per Volpato, mentre Kempf viene punito per un fallo in attacco. I corner non portano frutti né da una parte né dall’altra, con le difese attente a liberare l’area. Nel finale il Sassuolo prova a rendersi pericoloso con un cross di Fadera, ma senza esito. Il quarto uomo segnala 5 minuti di recupero, durante i quali il Como non riesce a sfruttare l’ultimo corner.

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Le formazioni ufficiali di Inter Cagliari, attesissima sfida valida per la 33a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di Chivu e Pisacane.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

FORMAZIONI UFFICIALI INTER CAGLIARI

NTER (3-5-2): 13 Martinez; 25 Akanji, 6 De Vrij, 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 94 Esposito, 9 Thuram.
A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 7 Zielinski, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 36 Darmian, 48 Mosconi, 51 Alexiou.
Allenatore: Cristian Chivu

CAGLIARI (3-5-2): 1 Caprile; 32 Zé Pedro, 26 Mina, 33 Obert; 2 Palestra, 8 Adopo, 10 Gaetano, 25 Sulemana, 15 Rodriguez; 29 Borrelli, 94 S. Esposito.
A disposizione: 12 Sherri, 24 Ciocci, 9 Kiliçsoy, 14 Deiola, 18 Raterink, 19 Belotti, 20 Albarracin, 22 Dossena, 27 Liteta, 28 Zappa, 31 Mendy, 37 Trepy, 90 Folorunsho.
Allenatore: Fabio Pisacane

Rinnovo Locatelli, adesso è ufficiale! C’è l’accordo fino al 2030: il comunicato del club e le parole di Comolli

Rinnovo Locatelli con la Juventus fino al 2030: pubblicato il comunicato e diffuso il commento di Comolli. I dettagli

Adesso è ufficiale: Manuel Locatelli ha rinnovato il suo contratto con la Juventus. Il club bianconero ha diffuso il comunicato, accompagnato dalle parole del direttore sportivo Comolli, che ha commentato l’accordo appena siglato. I dettagli:

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IL COMUNICATO – La storia tra Manuel Locatelli e la Juventus prosegue nel segno della continuità, dell’appartenenza e della responsabilità: è ufficiale il rinnovo del contratto del centrocampista classe 1998, che resterà in bianconero fino al 30 giugno 2030.

«La Juventus è sempre stata il mio sogno da bambino. La mia famiglia è tutta juventina, siamo sempre stati bianconeri. Per me essere qui è una doppia emozione perché arrivo in un Club fortissimo e importantissimo». Così, a fine agosto 2021, Locatelli si presentava – emozionato e determinato – in conferenza stampa.

Da quel giorno Manuel di strada ne ha percorsa tanta, riuscendo fin da subito a conquistare spazio e fiducia, diventando stagione dopo stagione un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Oggi, con 224 presenze, 9 gol e 17 assist, il suo percorso racconta di crescita costante, equilibrio e dedizione totale alla causa.

Il suo legame con questi colori va oltre il campo. Tifoso bianconero sin da bambino, ora capitano, Manuel ha sempre vissuto la Juventus come un sogno da realizzare e difendere, trasformando ogni allenamento e ogni partita in un’occasione per dimostrare il proprio attaccamento.

«Tutti noi ricordiamo quando Manuel al suo arrivo nel 2021 raccontava con grande emozione di essere sempre stato un tifoso della Juventus – ha voluto sottolineare Damien Comolli, CEO di Juventus –.  Il suo rinnovo rappresenta dunque il naturale proseguimento di crescita della sua leadership in campo, del suo indomito spirito bianconero, in totale condivisione con i valori e le ambizioni del nostro Club. Un ulteriore passo per dare solidità e continuità al nostro progetto sportivo, con lo sguardo al futuro e con l’obiettivo di rendere la squadra sempre più competitiva».

Ecco le parole di Locatelli nell’annuncio social della Juve: «Ti ho sognata da bambino. Sei passione, orgoglio, responsabilità. Insieme, fino alla fine».

Bournemouth, decisione presa per il post Iraola: panchina affidata a Rose! Ecco quando arriverà l’annuncio

Bournemouth, decisione presa per il post Iraola: panchina affidata a Rose! Ecco quando arriverà l’annuncio. Tutti i dettagli

Stando a quanto riferito da Fabrizio Romano su X, il Bournemouth ha scelto il proprio allenatore per la prossima stagione. A guidare il club inglese sarà il tedesco Marco Rose, che da giugno andrà a prendere il posto di Andoni Iraola.

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PAROLE – «🚨🍒 Il Bournemouth è pronto a nominare Marco Rose come nuovo allenatore a partire da giugno.
Accordo raggiunto con l’ex manager del RB Leipzig per sostituire Andoni Iraola la prossima stagione.
Rose ha accettato i termini con #AFCB e il contratto sarà approvato a breve. 🇩🇪
».

Grosso prima di Sassuolo Como: «Oggi opportunità per Nzola e Turati, ho un augurio»

L’allenatore del Sassuolo, Fabio Grosso, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di Serie A contro il Como

Intervenuto ai microfoni di Dazn nel corso del prepartita di Sassuolo Como, il tecnico dei neroverdi, Fabio Grosso ha parlato così motivando le proprie scelte di formazione.

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TURATI E NZOLA DAL 1′ – «Sono opportunità per il nostro gruppo per continuare a crescere. Ho ragazzi pronti ad aiutarci in questa gara molto difficile».

STIMOLI – «Partita difficile, fa parte del nostro campionato. Mi auguro che oggi riusciremo a mettere in mostra le nostre qualità»

SODDISFATTO DELLA MIA COSTRUZIONE? – «Se mi guardo dietro, abbiamo fatto qualcosa di strepitoso. Voglio guardare avanti, in questa partita vogliamo ben figurare».

Como, Fabregas spiega la scelta di Morata titolare: «Penso sia la partita giusta per lui, ecco il mio messaggio alla squadra»

L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di Serie A contro il Sassuolo

Intervenuto ai microfoni di Dazn nel corso del prepartita di Sassuolo Como, il tecnico dei lariani, Cesc Fabregas ha parlato così motivando le proprie scelte di formazione.

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MESSAGGIO PER LA SQUADRA – «Per me il merito è tutto loro. Siamo una squadra molto giovane e il mio lavoro è anche saper gestire bene le loro emozioni. Speriamo che in futuro diventano più maturi e io posso fare più solo la figura dell’allenatore. La storia si crea giorno dopo giorno e dentro il percorso ci sono momenti più belli e altri meno. La cosa importante è avere l’idea di dove arrivare tutti insieme».

«Nelle ultime partite è entrato molto bene e lo merita. Se devo giocare con 11 giocatori di 18 anni lo faccio, senza nessuna paura. Penso che sia la partita giusta per lui, deve fare una grande prestazione»

«»

Convocati Parma per l’Udinese, le scelte di Cuesta: l’elenco completo

Convocati Parma per l’Udinese, le scelte di Cuesta: l’elenco completo. Tutti i calciatori dei ducali a disposizione per la sfida di domani

Carlos Cuesta, allenatore del Parma, ha diramato la lista dei convocati per la sfida contro l’Udinese in programma domani pomeriggio al BluEnergy Stadium. Il tecnico dovrà fare a meno dei due infortunati Frigan e Cremaschi. La squadra è pronta a scendere in campo per continuare la sua marcia in campionato. Questo l’elenco completo dei convocati.

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La lista completa:

Portieri: 40 Corvi, 66 Rinaldi, 31 Suzuki.
Difensori: 27 Britschgi, 29 Carboni, 39 Circati, 15 Delprato, 3 Ndiaye, 37 Troilo, 5 Valenti, 14 Valeri.
Centrocampisti: 10 Bernabé, 8 Estévez, 16 Keita, 41 Nicolussi Caviglia, 24 Ordoñez, 22 Sørensen.
Attaccanti: 11 Almqvist, 23 Elphege, 17 Ondrejka, 21 Oristanio, 9 Pellegrino, 7 Strefezza.

Conferenza stampa Cuesta pre Udinese Parma: «Ci sono alcuni giocatori da valutare per domani. Loro senza una vera prima punta? Vi dico questo»

Conferenza stampa Cuesta pre Udinese Parma: le parole del tecnico dei ducali alla vigilia del match della 33^ giornata di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Carlos Cuesta alla vigilia di Udinese Parma, match valevole per la 33^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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INFORTUNATI – «C’è qualche giocatore che ha avuto qualche fastidio in settimana, e per la partita contro l’Udinese dobbiamo ancora valutare».

UDINESE SENZA UNA PRIMA PUNTA FISICA? – «Loro possono cambiare sistema, giocare con più mobilità nella punta… hanno diverse armi, quindi noi proviamo a concentraci su di noi, e sappiamo che dispongono anche di altre armi».

VALORIZZAZIONE DEI GIOCATORI – «Quali calciatori ho valorizzato e da chi mi aspettavo di più? Io provo ad impegnarmi sempre con lo staff ad aiutare i giocatori ad esprimersi e sviluppare i potenziali. Io ho provato ad aiutare tutti, al massimo possibile. E’ vero che quando poi prendi una strada a livello collettivo ci sono alcune cose che possono favorire maggiormente alcuni giocatori che altri. Ma questo gruppo è sempre stato disponibile e adattabile per il collettivo. La mentalità che proviamo a trasmettere è che la strada non è mai finita».

ONDREJKA E ORISTANIO – «Per me, come tutti i giocatori in rosa, hanno talento, e in funzione di ciò che pensiamo sia giusto per creare la quadra partiremo. Oggi con le 5 sostituzioni le partite possono cambiare tanto, e i valori di tutti, quelli che iniziano e finiscono, è molto alto. Domani vedremo chi lo fa».

Conferenza stampa De Rossi pre Pisa Genoa: «Domenica il nostro match point, ecco come stanno Masini e Amorim»

Conferenza stampa De Rossi pre Pisa Genoa: le parole del tecnico del Grifone a due giorni dalla sfida del 33° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Daniele De Rossi alla vigilia di Pisa Genoa, match valevole per la 33^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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SUL MATCH – «La gara di andata con il Pisa è stato il primo appuntamento del 2026. Vincere domenica è il nostro vero match point».

AMORIM E MASINI – «Hanno entrambi caratteristiche diverse. Masini è in questo club da molto tempo e ogni volta che lo schieri è sempre molto affidabile. Amorim ha grande corsa, intensità e qualità. Ha avuto un buon impatto con il calcio italiano, ma gli servirà tempo, ma è cresciuto tanto fisicamente. All’inizio sembrava in difficoltà a gestire i carichi fisici, ma pian piano si è riuscito ad adattare. Amorim è uno di quei calciatori che quando ha l’uomo addosso non sente la pressione»

ATTACCO – «Sono molto contento del reparto attaccanti. Anche se la maggior parte delle gare hanno giocato Colombo e Vitinha, anche gli altri ci hanno dato una grande mano. Chiunque scelga di schierare dal primo minuto sarò tranquillo perché so che faranno tutti bene».

STAFFETTA MESSIAS-BALDANZI? – «Vederli insieme in campo significa mettere i giocatori di maggior qualità insieme a Malinovskyi. Tuttavia essendo entrambi mancini dovrò scegliere tra uno dei due. I leader della squadra sono Frendrup e Malinovskyi, e molti giocatori che hanno tirato la carretta»

Formazioni ufficiali Sassuolo Como: le scelte di Grosso e Fabregas

Formazioni ufficiali Sassuolo Como: le scelte di Fabio Grosso e Cesc Fabregas per la sfida della 33^ giornata di Serie A 2025/26

La 33ª giornata di Serie A si apre con la sfida tra Sassuolo e Como al Mapei Stadium. Entrambe le squadre stanno disputando una buona stagione, con il Sassuolo stabilmente a centro classifica, nonostante una flessione nelle ultime partite. Il Como, invece, è quarto e a soli 1 punto dalla Roma. I neroverdi, privi di Berardi per squalifica, puntano a rilanciarsi, mentre il Como cerca di difendere un sogno europeo dopo una stagione sorprendente. Nonostante il recente calo, la squadra di Grosso vuole riprendere la corsa verso i piani alti della classifica, mentre i comaschi vogliono confermare la loro posizione di prestigio.

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SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Coulibaly; Thorstvedt, Matic, Koné; Volpato, Nzola, Laurienté. Allenatore: Grosso

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Moreno; Caqueret, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Morata. Allenatore: Fabregas

Gravina torna sul fallimento dell’Italia: «Sicuramente ho commesso degli errori. De Laurentiis dirigente brillante, ma era contro la riduzione della Serie A a 18 squadre. Non voglio muovere accuse, ma…»

L’ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, torna a parlare alcune settimane dopo la sua decisione di dimettersi dall’incarico

Intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss, il presidente dimissionario della FIGC, Grabriele Gravina, è tornato sulla sua decisione presa post mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia e si è espresso sui possibili sostituti suoi e di Gattuso come ct.

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DIMISSIONI – «Dobbiamo riconoscere con onestà che il calcio italiano è cresciuto e ha raggiunto livelli importanti, ma mi auguro che possa migliorare ancora. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, avrei voluto presentare un documento alla Camera dei Deputati prima delle mie dimissioni: credo infatti che, per il bene del calcio italiano, sia fondamentale anteporre l’interesse comune ai posizionamenti personali, anche nei rapporti con la politica. Non voglio muovere accuse, ma è necessario riflettere su alcune modalità che finiscono per rallentare i processi e bloccare il sistema delle riforme. Ognuno dovrebbe lavorare per un bene superiore, quello generale, e non per la tutela dei singoli interessi. Il problema non riguarda le persone: nel nostro sistema ci sono figure di grandissimo valore, tuttavia, l’ostacolo resta quello che definisce il “diritto di veto”, ma pochi sono disposti a rinunciare al proprio potere decisionale della legge rimprovero? Solo chi lavora può sbagliare».

ERRORI – «Sicuramente ho commesso degli errori, ma sono stati raggiunti anche risultati importanti. Non è questo il momento di elencarli, ma è giusto ricordare la battaglia per la sopravvivenza del calcio durante il COVID, la vittoria dell’Europeo, i successi delle Nazionali giovanili e l’assegnazione di UEFA Euro 2032, che rappresenta una grande opportunità per rilanciare la nostra capacità organizzativa e l’Italia non lo perderà. Senza unità di intenti, però, non si può fare più di quanto fatto finora, e questo forse avrei dovuto comprenderlo prima».

CONTE? – «Lo conosco molto bene, è una persona straordinaria. Sarebbe però ingeneroso commentare scelte che potrebbero riguardare il prossimo presidente federale. I tempi sono stretti e prima del 22 giugno questa situazione non sarà definita. Il presidente De Laurentiis è un dirigente brillante, con cui mi confronto sempre volentieri. Tuttavia, i diritti televisivi sono stati già assegnati fino al 2029 e intervenire su quell’accordo, stipulato dalla Lega Serie A, sarebbe molto complesso. Inoltre, ho ricevuto la richiesta da Juventus, Milan, Inter e Roma di ridurre la Serie A a 18 squadre, ma il presidente De Laurentiis ha espresso voto contrario. Un mese fa ho presentato al tavolo tecnico la diciassettesima proposta di riforma dei campionati: quando si parla di calcio italiano, è necessario essere sempre molto onesti».

Arabia Saudita, colpo di scena a ridosso del Mondiale: Renard esonerato! Ecco chi sarà il prossimo ct

Arabia Saudita, colpo di scena a ridosso del Mondiale: Renard esonerato! Ecco chi sarà il prossimo ct, annuncio atteso nelle prossime ore

Scossone inatteso per la nazionale di calcio dell’Arabia Saudita. Hervé Renard non è più il commissario tecnico della squadra, a sorpresa, a pochi mesi dall’inizio del Mondiale 2026. La decisione arriva dopo settimane di tensioni che si sarebbero intensificate tra il tecnico e la federazione saudita, complicate dalle elevate aspettative derivanti dalla storica vittoria contro l’Argentina nel Mondiale 2022.

L’esonero di Renard è stato ufficializzato dalla Federazione Saudita e, secondo quanto riferito da Fabrizio Romano su X, è stato raggiunto un accordo con il nuovo allenatore, Georgios Donis, attualmente tecnico dell’Al-Khaleej, che prenderà il posto di Renard alla guida della nazionale saudita. Il contratto con Donis è in fase di finalizzazione, con l’annuncio ufficiale previsto a breve.

Renard, che aveva assunto il ruolo di allenatore dell’Arabia Saudita per la seconda volta nel 2024, lascia quindi prima dell’importante appuntamento mondiale. La federazione saudita ha scelto di agire in anticipo per garantire una preparazione ottimale, con Donis pronto a guidare la squadra verso il Mondiale 2026. Nonostante la fine prematura della sua avventura con la nazionale saudita, Renard lascia un segno indelebile grazie alla storica impresa ai Mondiali di Qatar.

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PAROLE – «🚨 UFFICIALE: L’Arabia Saudita esonera l’allenatore Hervé Renard con effetto immediato prima della Coppa del Mondo! 👋🏼🇸🇦
Renard era tornato per un secondo periodo come allenatore dell’Arabia Saudita alla fine del 2024.


🚨🇸🇦 L’allenatore dell’Al-Khaleej Georgios Donis guiderà l’Arabia Saudita alla Coppa del Mondo 2026.
Annuncio ufficiale in arrivo una volta firmato il contratto, accordo raggiunto con la Federazione Saudita.
».

Tortora: «Se andasse via Conte De Laurentiis vorrebbe Allegri ma rimarrà al Milan. C’è un solo favorito per il Napoli e vi svelo chi è» – ESCLUSIVA

Tortora, noto giornalista e conduttore partenopeo, ha parlato in esclusiva a Calcionews24: le sue dichiarazioni complete

Angelo Maurizio Tortora, conduttore e noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni.

Volevo partire con te da un’analisi sulla stagione fatta finora dal Napoli: Supercoppa vinta ma mai in lotta per il titolo e fuori dalla Champions al girone…

«Dall’arrivo di Conte il Napoli ha speso 420 milioni di euro sul mercato, riscatti compresi. Un passivo monstre, un passivo importante soprattutto se affiancato all’aumento del monte ingaggi. I conti sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’AD del Napoli Chiavelli che valuterà il da farsi con De Laurentiis da poco rientrato dagli USA. Su Conte c’è questa voce forte della Nazionale e Conte stesso dovrà capire se ci saranno i presupposti per continuare insieme partendo da due esigenze fondamentali per il Napoli: lo svecchiamento della rosa e l’abbassamento del monte ingaggi. Non so se a Conte farà piacere questa cosa. Anche la vicenda Lukaku è da analizzare: il belga guadagna tantissimo e si è anche comportato male col club. In questa annata ci sono stati sicuramente degli errori, specie per quanto riguarda i tanti infortuni. Per me è impossibile che non ci sia un colpevole: magari ce ne sono diversi ma sicuramente qualcuno ha sbagliato considerando anche che nelle precedenti esperienze di Conte con le altre squadre non c’è mai stato questo numero elevato di stop. Tutto questo ha influito sull’annata dei partenopei che rispetto all’Inter hanno avuto grosse difficoltà con le piccole».

Partendo proprio dal discorso che hai appena fatto, credi che Conte possa premere per essere liberato in ottica Nazionale?

«Io dico che sarà decisivo il confronto che avranno Conte e De Laurentiis anche se va comunque ricordato che un altro candidato forte è Massimiliano Allegri. Dopo quel confronto comunque si deciderà il da farsi. La Nazionale sicuramente intriga Conte, lui ci sta pensando anche per me, con tutto il rispetto per l’Italia, se Conte dovesse lasciare Napoli lo dovrebbe fare solo per andare in un altro grande club. In Nazionale lui c’è già stato, ha fatto benissimo ma io non sono per i cavalli di ritorno, sono sincero. L’Italia peraltro oggi è un cantiere aperto: ci sono tante cose da correggere, a partire dai settori giovanili. Non si punta più sui giovani diversamente a qualche anno fa. Prima c’erano tantissimi italiani e qualche straniero forte come i tedeschi dell’Inter, gli olandesi del Milan o i sudamericani del Napoli. Oggi è il contrario. L’Arsenal sta vincendo la Premier ed è in semifinale di Champions con tantissimi giovani dentro, il Barcellona ha la Masia… Perchè non puntarci anche noi? Sono sicuro che uscirebbero tanti ottimi giovani».

E per quanto riguarda la lotta Champions, credi che il Napoli sia già qualificato, almeno virtualmente?

«Il Napoli ha 8 punti di margine sul Como quinto. Sembra un margine rassicurante a 6 giornate dalla fine ma le partite comunque vanno sempre giocate considerando poi che il Napoli con le piccole fatica sempre. Ha recuperato i big è vero ma anche col Parma ha avuto un mezzo passo falso con una prestazione opaca. Vanno tenuti sempre gli occhi aperti. Più in generale io credo che alla fine Inter e Napoli andranno in Champions con il Milan e la Juve che sta tornando su in maniera prepotente e che ha scavalcato il Como che sta un pò avvertendo la pressione. Detto questo il Como merita solo complimenti perchè è in lotta Champions e in semifinale di Coppa Italia. Potrebbe essere la nuova Atalanta soprattutto se Fabregas dovesse restare quanto Gasperini a Bergamo. Credo che però che per Fabregas questo sia l’ultimo anno in Lombardia».

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Chiudiamo con una clamorosa suggestione: tra i papabili per l’eventuale post Conte a Napoli potrebbe esserci il clamoroso ritorno di Sarri o Italiano resta il prescelto?

«La suggestione Sarri non esiste. E’ stato accostato anche Mancini ma in caso di addio di Conte il più papabile sarebbe Italiano sul quale però ho grossi dubbi perchè ha sì fatto molto bene a Firenze e Bologna ma non porta in automatica quella “sicurezza” di successi che hanno allenatori come Conte o lo stesso Allegri. Il Napoli farebbe 10 passi indietro. Con Italiano faresti sì un bel calcio ma se andasse via Conte il Napoli dovrebbe comunque prendere un tecnico con DNA vincente. Certo, per il tema dell’abbassamento del monte ingaggi e dello svecchiamento della rosa, con Lobotka ad oggi primo indiziato a partire, Italiano sarebbe perfetto ma De Laurentiis rovinerebbe quanto raggiunto finora proprio con Conte. In realtà prima di Conte era tutto fatto con Allegri e sarebbe ancora il primo nome di De Laurentiis oggi ma credo che rimarrà al Milan».

SI RINGRAZIA ANGELO MAURIZIO TORTORA PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Esposito, in Inter Cagliari è di nuovo Pio contro Seba: dai Baresi agli Inzaghi e Thuram, gli altri fratelli avversari in Serie A

Esposito, in Inter Cagliari è di nuovo Pio contro Seba: dai Baresi agli Inzaghi e Thuram, gli altri fratelli avversari nella storia recente della Serie A

Stasera in Inter-Cagliari si vivrà il secondo atto di una sfida fratricida tra Francesco Pio Esposito e Sebastiano Esposito. I due fratelli si erano già incrociati all’andata, quando l’Inter si impose 2-0 e fu proprio Pio a siglare il suo primo gol in Serie A. Ma le sfide tra fratelli in Serie A hanno una lunga tradizione. Il calcio italiano ha sempre regalato emozioni doppie quando in campo si incrociano legami di sangue. La storia della Serie A è anche la storia di queste rivalità familiari, dove il risultato passa in secondo piano rispetto alla passione e ai ricordi.

Ascolta le nostre notizie!

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I precedenti illustri in Serie A

Nella storia della Serie A, molti sono stati i fratelli che si sono sfidati, portando in campo non solo il loro talento, ma anche un’enorme emozione. Franco e Giuseppe Baresi sono uno degli esempi più celebri: uno simbolo del Milan, l’altro dell’Inter. I loro duelli negli anni ’80 e ’90 sono diventati parte della leggenda dei derby di Milano. Altro esempio iconico è quello dei fratelli Inzaghi (ora entrambi allenatori): Pippo, ex attaccante del Milan, e Simone, ex attaccante della Lazio, si sono affrontati più volte con emozioni contrastanti. Non meno significativi sono stati i duelli tra Fabio e Paolo Cannavaro, divisi tra Parma, Inter, Juventus e Napoli.

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Le rivalità familiari moderne e il valore del calcio

Oggi, il calcio italiano continua a regalare emozioni anche grazie a sfide tra fratelli, come quella tra Marcus e Khephren. Il primo, attaccante dell’Inter, e il secondo, centrocampista della Juventus, sono protagonisti di una rivalità familiare che aggiunge valore al tanto atteso derby d’Italia. A questi si aggiungono esempi del passato come i Della Rocca, Barreto e i Gomis.

Le sfide tra fratelli non sono mai partite normali. Ogni contrasto vale doppio, ogni gol o abbraccio a fine partita è carico di significati. La Serie A ha sempre custodito questi eventi, trasformandoli in momenti unici nel suo ricco panorama. Questa sera, gli Esposito aggiungeranno un nuovo capitolo a questa tradizione. E, qualunque sarà il risultato, a vincere sarà soprattutto la storia del calcio italiano.

Gasperini scoppia in lacrime e abbandona la conferenza stampa: la domanda sull’Atalanta che lo ha fatto crollare

Gasperini scoppia in lacrime e lascia la conferenza stampa: la domanda sull’Atalanta che ha fatto crollare il tecnico della Roma. Cos’è successo

In conferenza stampa, Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha commentato con sorpresa le dichiarazioni di Claudio Ranieri prima della partita contro il Pisa, ammettendo: «Una sorpresa incredibile, non me l’aspettavo». Ma il momento più toccante è arrivato quando il tecnico ha parlato dei suoi anni trascorsi all’Atalanta, la sua ex squadra.

Riflettendo sul suo legame con Bergamo, Gasperini ha detto: «Cosa mi manca qui a Roma rispetto a Bergamo? A Roma c’è tutto, soprattutto nella squadra e nell’ambiente esterno, per poter fare bene. Sono stati tanti anni a Bergamo e poi a Genova: vuol dire che non sono una persona così brutta…». Ha poi aggiunto: «A Bergamo ho potuto fare bene perché il contesto attorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, essendo una sola squadra e una città piccola era unita alla squadra e alla società e questo ha creato un clima ideale».

Parlando del periodo trascorso a Bergamo, Gasperini ha sottolineato che l’Atalanta ha avuto il privilegio di giocare in Europa per nove anni consecutivi, ottenendo risultati economici positivi, frutto non solo del suo lavoro, ma anche della “capacità della società di operare in sintonia con l’allenatore”. L’allenatore ha poi rivelato una nota personale, dicendo: «A un certo punto questa sintonia, un po’ per il cambio proprietà e un po’ perché non c’era più papà Percassi al quale ero più legato…».

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Proprio parlando del suo legame con Antonio Percassi, Gasperini non è riuscito a trattenere le lacrime, lasciando improvvisamente la sala stampa. Un momento di forte emozione per l’allenatore, che ha sempre avuto un legame speciale con Bergamo e la sua ex squadra.

Un segno del profondo legame che ha con il suo passato, che rimane una parte importante della sua carriera e che continua a ispirarlo nel suo lavoro con la Roma.

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