Pagina 1826 – Calcio News 24

Zazzaroni sull’ESONERO di Allegri: «Tecnico mai compatibile con questa Juventus e la società»

Zazzaroni: «Allegri aveva poco in comune con questa Juve. Lui, ingenuo, ha provato ad adattarsi». La sintesi del giornalista

Ivan Zazzaroni attraverso il Corriere dello Sport ha commentato l’esonero di Allegri ufficializzato ieri dalla Juve nonostante la vittoria della Coppa Italia.

IL COMMENTO – «La cruda verità è contenuta in una sola parola presente nel comunicato col quale la Juventus ha messo alla porta Massimiliano Allegri (trattasi di contestazione disciplinare che precede l’esonero). La parola è “incompatibilità”. Fin dal primo momento, diciotto mesi fa, Max aveva capito di avere poco in comune con questa Juve; Juve alla quale era tornato nel 2021 per passione e ambizione. Il mondo gli era improvvisamente cambiato addosso, e in modo traumatico; ma lui, ostinato, pigro e ingenuo – sì, ingenuo – com’è, ha provato ad adattarsi a qualcosa e qualcuno che verosimilmente lo respingeva poiché aveva altre idee, altri obiettivi (in primis la sostenibilità economica, i conti a posto), un’altra storia e altri metodi: erano due entità incompatibili come il bullone e il cacciavite. Dove Allegri ha effettivamente sbagliato di brutto è stato nell’aggredire verbalmente il direttore di Tuttosport, episodio del quale si è in seguito pentito e vergognato. E che ieri ha chiuso con un abbraccio e “‘o perdono”. Sospendendo Allegri, la società ha voluto tutelare la propria immagine e i propri interessi. E conoscendo uno dei massimi dirigenti, non credo che c’entrino i soldi: il calcio è una bugia e un brutto mondo, ha un linguaggio e modi poco tollerabili da chi non lo frequenta abitualmente. Certo, la non compatibilità con i valori della Juve e i comportamenti di chi la rappresenta risulta paradossale se riferita a chi in otto anni ha portato cinque scudetti, altrettante coppe Italia, due finali di Champions e due Supercoppe Italia. Ma questa è un’altra Juve e va considerata e rispettata la linea del taglio col passato»

Thiaw sul Milan: «Per me è una SECONDA CASA. Ecco la mia MIGLIOR partita con i rossoneri»

Il difensore del Milan Malick Thiaw ha voluto rilasciare qualche dichiarazione pensando alla sua stagione con i rossoneri

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il difensore del Milan, Malick Thiaw, si racconta così tra presente e sogni per il futuro anche su quella che sarà la prossima lotta scudetto.

COME MI TROVO A MILANO? – «Molto bene. Posso già definirla la mia seconda casa. Le persone sono cordiali, il cibo è buonissimo, il meteo clemente. Anche la mia famiglia è della stessa idea, questo è importante. Milano è bella e divertente».

COSA MI PIACE FARE IN CITTÀ – «Uscire a mangiare, fare due passi in Duomo. A Milano si può fare di tutto e di più, per questo la amo».

POSTO DEL CUORE? – «San Siro, ovviamente».

IL MIGLIOR RICORDO DI SAN SIRO – «La mia prima partita in Champions, contro il Tottenham. È stata anche la mia prima volta da titolare, una serata indimenticabile».

QUELLA LA GARA DELLA SVOLTA? – «Assolutamente sì, fino a quel momento non giocavo molto. Grazie a quella gara ora le persone sanno chi sono. Ogni calciatore, in carriera, vive almeno una partita del genere. Io l’ho vissuta col Tottenham».

SE MI MANCA LA GERMANIA? – «Certo, è dove sono cresciuto, il luogo che chiamerò sempre casa. Mi mancano la famiglia e gli amici. E alcune cose che si fanno solo perché sei a casa, nella tua comfort zone. È un qualcosa che non si può spiegare».

DIFFICOLTÀ NELLO SCEGIERE LA NAZIONALE CON CUI GIOCARE? – «Non è stato semplice. All’inizio, per via delle origini, non ho saputo dire di no alla Finlandia. Poi però ho scelto la Germania, la nazione che chiamo casa».

L’IMPORTANZA DELL’INTEGRAZIONE – «Tantissimo. Se vivi lontano da casa, devi sforzarti di apprendere la cultura e la lingua del luogo in cui sei, oltre che a socializzare. Ne va del tuo benessere».

IL MIO IDOLO? – «Mio padre. È sempre al mio fianco, mi dà tantissimi consigli sia sulla vita sia sul calcio. Nello sport dico Muhammad Ali, tra i calciatori invece Yaya Touré. Non è il mio idolo ma da piccolo mi piaceva molto».

COSA È PER ME IL MILAN – «Un grandissimo club. A volte fatico ancora a credere di giocare in una squadra del genere. Sono molto grato di aver avuto questa opportunità, darò sempre il massimo per fare del mio meglio e rendere felici tutti, i tifosi e me stesso».

IL COMPAGNO PIÙ FORTE? – «Fisicamente Loftus-Cheek e Maignan. A livello qualitativo Leao e Theo Hernandez, non c’è bisogno che vi spieghi il perché».

IL PIÙ DIVERTENTE? – «Chukwueze».

L’ATTACCANTE PIÙ FORTE CHE HO MARCATO – «Lukaku. È straripante, le sue gambe sono il doppio delle mie».

COME SCELGO LE SCARPE DA CALCIO – «Innanzitutto provandole. Quelle di Under Armour le ho trovate molto comode fin da subito. E poi sono leggerissime, perfette per il mio modo di giocare».

QUANTO UNA SCARPA INFLUISCE NELLA PERFORMANCE – «Più di quel che si crede. Molti giocatori spesso incappano in pessime prestazioni proprio per colpa delle scarpe. È importante che non diano fastidio, né durante né dopo la partita o gli allenamenti. È anche una questione mentale, senza il pensiero delle scarpe hai un problema in meno».

IL MIO SOGNO – «A livello sportivo, vincere la Champions e il Mondiale. Nella vita, continuare a essere una buona persona e avere una grande famiglia. Sono un tipo da famiglia».

Claudio Amendola: «Per l’addio di Totti ho pianto. De Rossi alla Roma per evitare contestazioni. Il calcio spettacolo non mi interessa, voglio solo VINCERE. E mi piacciono gli striscioni SCORRETTI»

Claudio Amendola ha voluto commentare così la stagione della Roma parlando di De Rossi e dell’addio di Francesco Totti

Appassionato tifoso della Roma, l’attore Claudio Amendola si è raccontato in una lunga intervista al Corriere dello Sport.

L’ADDIO DI TOTTI – «La limpidezza con cui Francesco viveva la dote della quale forse lui non si è mai reso conto fino in fondo, era qualcosa di meraviglioso. Il giorno del suo addio l’ho vissuto pienamente e dalle immagini si vede che piango come una fontana». Piangevo per l’uomo. Il calciatore aveva fatto tutto quello che doveva fare. Tu vivi a Roma, quindi sai bene cosa è stato per la città. Ricordo che pensai: possibile che questo mondo non ti dia la possibilità di un dopo?, che non ti aiuti in alcun modo ad avere altro? Arrivi a smettere e ti tuffi in un vuoto che non sai colmare. Assorbii il suo disagio.Capisco tutto, il privilegio del talento unico, di una carriera straordinaria. Ma dai suoi occhi traspariva l’amarezza di un domanda “e mo’ che faccio da domattina?”».

IL CALCIO COME SPETTACOLO – «Non me ne frega un cazzo di giocare bene, non me ne frega proprio un cazzo, zero. Io voglio solo vincere, come te pare a te. Poi se nella vittoria mi esalti pure perché dici due cose giuste e mi ritrovo in quelle cose, in quello spirito, e mi vai sotto la curva, io non ti mollo più. Per me l’idolo è il Mazzone di Brescia, la sua corsa verso la curva degli atalantini urlando “a fiji de na’…” Il mio calcio è quello di Giulietta è ‘na zoccola, lo sfottò, la purezza e la genuinità della presa in giro». DE ROSSI – «Lo stimo tanto come persona prima che come giocatore… ma ho avuto anch’io l’impressione che l’avessero preso per evitare contestazioni dopo l’esonero di Mourinho. E forse è stato pure così, non me lo levano questo dubbio. Ero preoccupato e invece Daniele ha dimostrato di avere idee e coraggio. L’uomo è spettacolare. Tra Totti e De Rossi il mio capitano era Daniele. Su tutti, però, Agostino e Giacomo Losi».

POLITICAMENTE SCORRETTO – «Ma il genio napoletano… Quando quelli aprono “Odiamo tutti” e loro rispondono “Amiamo tutti”. O quando i tifosi della Lazio hanno avuto la soffiata dello striscione romanista “Alza gli occhi, guarda il cielo, solo lui è più grande di te”. Brividi. “Infatti è biancazzurro”. Terribile, però bellissimo. Ma vogliamo parlare di “Siamo tutti parrucchieri”? Sono cresciuto in quel calcio che mi dava gioia, soddisfazione» ANNI ’80 – «Ho iniziato a lavorare nei primi anni 80 quando la Roma, oltre a essere molto forte, era anche simpatica, era la Roma brasiliana. Era la Roma di Falcao, di Cerezo, c’era la torcida, da Roma in giù si tifava Roma. All’inizio, con Vanzina, la Roma è stata un passepartout, Vacanze di Natale è dell’83 e io avevo lo scudetto sul petto»

Cardinale Milan, la mossa di RedBird fa andare in estasi i tifosi

Cardinale fa andare in estasi i tifosi del Milan: la mossa fatta con RedBird lascia ben sperare per il futuro

La società di private equity di Gerald “Gerry” Cardinale che controlla il club rossonero ha rinnovato il suo arsenale di accordi con 4,7 miliardi di dollari (al cambio attuale, 4,3 miliardi di euro) per investire in più attività sportive, mediatiche e di servizi finanziari dopo due anni costellati di alcune transazioni di alto profilo.

A riportarlo è il quotidiano statunitense WSJ , riprendendo dati della SEC (Securities and Exchange Commission), l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori.

Zirkzee Arsenal, i Gunners spaventano la Serie A: offerta monstre per il contratto

L’Arsenal fa su serio per arrivare a Joshua Zirkzee nel mercato estivo: l’offerta del contratto spaventa la Serie A

L’Arsenal fa su serio per arrivare a Joshua Zirkzee nel mercato estivo: l’offerta del contratto spaventa la Serie A.

I Gunners, a tal proposito, sarebbero disposti a offrire un quadriennale da ben 7 milioni di euro. Mentre la richiesta degli agenti è di 4, ben 3 milioni in più a stagione per convincere l’attaccante a scegliere la Premier League. Lo scrive Tuttosport.

Suning Inter: le 5 tappe fondamentali di una storia che RISCHIA DI FINIRE

Suning Inter, la Gazzetta dello Sport ricostruisce le fasi della vicenda sul futuro del club nerazzurro

La Gazzetta dello Sport oggi ricostruisce la cronologia del rapporto Suning-Inter, che proprio in queste ore sta vivendo fasi convulse.

1) GIUGNO 2016. Suning rileva da Erick Thohir il 68,55% delle quote dell’Inter diventando così l’azionista di maggioranza del club nerazzurro.

2) OTTOBRE 2018. Steven Zhang, figlio del patron di Suning Jindong, succede a Thohir come presidente dell’Inter: il più giovane della storia del club.

3) MAGGIO 2021. Il 2 maggio l’Inter vince lo scudetto con Conte. Il primo trofeo della gestione Suning. Ne arriveranno altri sei: l’ultimo scudetto, tre Supercoppe e due Coppe Italia.

4) MAGGIO 2021. Il 20 del mese Steven ottiene un prestito triennale da 275 milioni di euro (ora saliti a a 375 con gli interessi) dal fondo americano Oaktree: in pegno le azioni del club.

5) APRILE 2024. Non avendo trovato un accordo con Oaktree per rifinanziare, Steven getta le basi per un nuovo prestito da 430 milioni con un altro fondo Usa, Pimco

Panchina Napoli, tutto in stand by: De Laurentiis attende due risposte

Il tema panchina Napoli è ancora tutto in alto mare perché per il momento De Laurentiis aspetta risposte da due tecnici

Il tema panchina Napoli è ancora tutto in alto mare perché per il momento De Laurentiis aspetta risposte da due tecnici.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, l’ipotesi Italiano è congelata. Il patron azzurro aspetta Conte o Gasperini, anche se le difficoltà di arrivare a uno dei due sono difficili.

Sandro Veronesi: «La Juve del futuro non può fare a meno di Bremer, Vlahovic e Cambiaso. C’è invece un BIG che può essere venduto. E invece di Koopmeiners dall’Atalanta PRENDEREI…»

Sandro Veronesi, tifoso della Juve e scrittore, ha parlato dei bianconeri e del mercato a La Gazzetta dello Sport

Tifoso Juve, Sandro Veronesi è uno degli scrittori italiani più importanti. A La Gazzetta dello Sport racconta le sue idee a proposito del futuro del club.

BREMER – «Vendere Bremer, che è uno dei tre migliori in rosa, non sarebbe da Juve. A meno che non sia il brasiliano a puntare i piedi e a chiedere la cessione. Un po’ come è capitato in passato con Vidal, De Ligt… Solo in quel caso andrebbe accontentato. Ma non per i 60 milioni della clausola, ne servirebbero un centinaio. Io sono convinto che resterà a Torino: la Juve giocherà Champions e Mondiale per club, cosa andrebbe a fare allo United?».

CHI SACRIFICARE SUL MERCATO – «Bremer, Vlahovic e Cambiaso sono intoccabili, sugli altri si può ragionare. Sono valutazioni che spetteranno al nuovo tecnico visto che l’avventura di Allegri è finita».

CONCORDA CON TARDELLI CHE RINUNCEREBBE A CHIESA – «Al cento per cento. Chiesa nella Juve che ho in mente entra nella ripresa e spacca la partita. Federico non è Camoranesi, che giocava anche per la squadra. Chiesa ha qualche problema di natura tattica. Anche in Nazionale, non solo con Allegri».

KOOPMEINERS – «Se costa davvero 60 milioni, lo lascerei a Bergamo. Piuttosto dell’Atalanta comprerei Ederson. Non fosse stato per i recuperi del brasiliano, avremmo vinto 4-0 in finale di Coppa Italia. Mi piace anche Zirkzee e con Vlahovic lo vedrei bene. Il gioiello del Bologna è un attaccante che arretra e ama toccare la palla. Nessuno dei due è Trezeguet. David era speciale e unico, penso abbia fatto più gol che tocchi di palla».

YILDIZ – «Il turco è un fenomeno, ma è giovane e gli va dato tempo. E per imparare è importante avere accanto dei campioni».

Real Madrid Modric, spunta un nuovo scenario per il futuro: le ultime

Il futuro di Modric potrebbe cambiare dopo quanto successo negli ultimi giorni con il Real Madrid, dalla Spagna sono sicuri

Il futuro di Modric potrebbe cambiare dopo quanto successo negli ultimi giorni con il Real Madrid, dalla Spagna sono sicuri.

Tutto ha subito un’accelerazione dopo l’incontro di giovedì pomeriggio con Florentino Perez e un successivo colloquio con il presidente tenutosi ieri mattina. Il genio croato gli ha spiegato che il suo sogno è quello di concludere la sua carriera sportiva in bianco e il presidente del club è stato molto ricettivo. Il croato potrebbe così rinnovare il suo contratto per un altro anno e accettare il ruolo imposto da Ancelotti. Lo scrive As.

Galeone: «Allegri ha un solo torto. Pensate che Simone Inzaghi avrebbe vinto lo SCUDETTO con la Juve? Il futuro di Max spero sia in Premier Leagie, ma il mio SOGNO è un altro»

Galeone, amico e mentore di Allegri, ha parlato in difesa del tecnico livornese a La Gazzetta dello Sport

Giovanni Galeone, amico e mentore di Massimiliano Allegri, come spesso succede interviene in sua difesa. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

L’ADDIO DEL 2019 E QUELLO DI OGGI – «Questo addio è più doloroso. La sua unica colpa è quella di aver fatto troppo bene nel girone d’andata, creando illusioni e aspettative esterne. Ma pensate che Simone Inzaghi con la rosa della Juventus avrebbe vinto lo scudetto? Max ha conquistato la Coppa Italia, riportato la squadra in Champions League e lanciato tanti giovani. Il tutto con le squalifiche di Fagioli e Pogba, uno che avrebbe fatto la differenza anche solo 20 minuti a partita. A Max si può imputare soltanto il girone di ritorno, che però alla fine non ha compromesso gli obiettivi stagionali che gli aveva chiesto la società».

THIAGO MOTTA – «Sento dire che è abile con i giovani. Perché Allegri non ha trasformato Cambaso, lanciato Yildiz e migliorato Iling? Thiago Motta è bravo e sono il primo a riconoscerglielo, però ha anche un bel caratterino. É più esigente di Max, vedremo…».

FUTURO DI ALLEGRI – «Spero di vederlo in Premier League. Anche se il mio sogno è un altro. Non è il ritorno al Milan, è il Bayern Monaco».

Calciomercato Lazio, doppio innesto dalla Salernitana: Lotito cerca l’accordo con Iervolino

La Lazio pensa già al calciomercato estivo e starebbe cercando un accordo con la Salernitana per due giocatori

La Lazio pensa già al calciomercato estivo e starebbe cercando un accordo con la Salernitana per due giocatori.

Lotito è alla ricerca dell’accordo con Iervolino per portare nella capitale Tchaouna e Dia. Un pacchetto unico da 20 milioni di euro, ma i campani ne vorrebbero due in più. Insomma, un accordo non troppo complicato ma poi c’è da capire la volontà dei calciatori.

Lukaku Roma, il belga ai saluti: la situazione sul futuro

Lukaku saluta la Roma e all’Olimpico contro il Genoa sarà l’ultima con la maglia giallorossa in casa poi il futuro

Lukaku saluta la Roma e all’Olimpico contro il Genoa sarà l’ultima con la maglia giallorossa in casa poi il futuro.

L’attaccante belga non verrà riscattato dal club capitolino e farà ritorno al Chelsea. Difficile possa restare in Premier League e così ci si interroga quale sarà il suo futuro. Si è parlato di Napoli in uno scambio con Osimhen ma attenzione anche alle sirene dall’Arabia Saudita.

Bonacini: «Giuntoli adesso non è quello di Carpi. Una volta urlava, adesso ha imparato al Napoli a controllarsi. Il prossimo allenatore della JUVE deve avere QUESTA caratteristica»

Stefano Bonacini, ex presidente del Carpi, ha parlato a La Gazzetta dello Sport del rapporto con Cristiano Giuntoli

Stefano Bonacini da proprietario del Carpi ha conosciuto molto bene Cristiano Giuntoli, che è stato il suo direttore sportivo ed è passato dalla Serie D alla massima categoria. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

LA SCELTA DI GIUNTOLI NEL 2009 – «I soci volevano altre figure, io avevo la delega sportiva e mi sono impuntato. Ho creduto in lui. Una volta ero in vacanza in Sardegna, caricò un giocatore su un aereo per farmelo conoscere e convincermi a prenderlo».

LITIGI – «Un sacco di volte. L’ultimo giorno di ogni mercato voleva prendere qualche giocatore e io, che non volevo spendere, non rispondevo al telefono e sparivo. Ma lui, testardo, mi trovava…».

PROMOZIONE IN A – «Quando siamo saliti in A si era infortunato Poli e lui voleva Magnusson della Juve che era al Cesena. Ma noi eravamo il Carpi, non avevamo quei soldi. Lui sbottò e disse che allora non volevo andare in A, e che avrebbe preso due giocatori da 15mila euro. Volarono urlacci, ma diceva che era un buon investimento, perché guardava lontano».

L’ESPERIENZA AL NAPOLI – «É maturato, sa frenare gli istinti. A Carpi avrebbe preso in modo diverso quella sceneggiata di Allegri a Roma… Napoli è stata un’esperienza molto formativa, mi dice che dopo aver lavorato con me e De Laurentiis è pronto anche per fare la guerra in Vietnam» (ride).

MOTTA ALLENATORE JUVE – «L’importante è che sia uno abituato al confronto, com’è giusto che sia. Così faceva anche con Sarri e Spalletti a Napoli».

Lecce Atalanta: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Via del Mare andrà in scena la sfida di Serie A tra Lecce e Atalanta: le ultime di formazione con orario e dove vedere il match

Al Via del Mare andrà in scena la sfida di Serie A tra Lecce e Atalanta. I salentini sono già certi della salvezza ma vogliono chiudere alla grande davanti al pubblico di casa. I nerazzurri, invece, vogliono superare la sconfitta contro la Juve e provare a tenersi il quinto posto per la Champions. Andiamo a scoprire le ultime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida. 

Le probabili formazioni

LECCE (4-4-2): Falcone, Gendrey, Baschirotto, Pongracic, Gallo; Almqvist, Blin, Ramadani, Dorgu; Krstovic, Piccoli. All. Gotti. A disposizione: Brancolini, Borbei, Samooja, Venuti, Touiba, Esposito, Gonzalez, Berisha, Rafia, Oudin, Pierotti, Burnete. 

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi, Toloi, Hien, Scalvini; Hateboer, Adopo, Pasalic, Bakker; Miranchuk; Scamacca, Touré. All. Gasperini. A disposizione: Musso, Rossi, Bonfanti, Djimsiti, Zappacosta, Mendicino, Ruggeri, Ederson, Lookman, De Ketelaere.

Lecce-Atalanta: orario e dove vederla

Lecce-Atalanta gara delle ore 18:00 del sabato, che proseguirà la trentasettesima giornata della Serie A, la diciottesima del girone di ritorno. Verrà trasmessa in co-esclusiva sia su DAZN sul canale 214 del satellite che su Sky sui canali Sky Sport Calcio (201) e su Sky Sport (251). Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale, mentre per gli abbonati Sky c’è a disposizione la piattaforma Sky Go. La partita sarà visibile anche su Now TV, il servizio di streaming live e on demand di Sky.

Fiorentina Napoli TOP e FLOP: Biraghi capolavoro, Nzola in gol, ma ITALIANO ha due uomini che non sono in forma per la FINALE di Conference League

Fiorentina Napoli, voti e pagelle dei quotidiani sportivi: Italiano ha due uomini non in forma per la Conference

Il 2-2 tra Fiorentina e Napoli consente alla Viola di mantenere un vantaggio sul Napoli prezioso in ottica qualificazione europea. Ma a 10 giorni dalla finale di Conference League, Italiano ha da riflettere sullo stato di forma di qualcuno dei suoi. Ecco i top e flop dell’anticipo della penultima giornata di campionato.

BIRAGHI – voto 7: Per il Corriere dello Sport «La punizione è un vero capolavoro: palla sopra la barriera e sotto l’incrocio. Meret può muovere solo i muscoli del collo. Da notare che in quella barriera c’erano dei giganti come Anguissa. Il 7 è tutto per quella prodezza»

NZOLA – voto 6,5: La Gazzetta dello Sport lo elegge come il migliore: «Inizio un po’ in sordina, poi Politano gli regala il pallone e lui non si fa pregare: diagonale vincente. Ultimamente è più decisivo del solito: buon segno in vista della finale di Atene».

KOUAMÉ – voto 5: Non piace assolutamente alla Rosea: «Largo a sinistra, fatica a trovare Nzola e in generale a dialogare con i compagni. Contro Mazzocchi non la vede quasi mai. Anche nel gioco aereo non spicca. Passo indietro».

MARTINEZ QUARTA – voto 5: Flop della serata per il Corriere: «É uno dei difensori più pericolosi della Serie A e lo conferma anche in questa partita. Il problema è che la sua pericolosità si manifesta in area avversaria quanto nella sua, come capita quando sull’angolo di Politano si fa saltare in testa da Rrahmani. Era successo anche col Monza pochi giorni fa di fronte a Djuric»

Vaciago e la pace con Allegri: «Chiariti in 5 minuti. E’ consapevole di quel che gli è costato»

Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha spiegato la pace fatta con Allegri in redazione con il suo consueto editoriale

Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha spiegato la pace fatta con Allegri in redazione con il suo consueto editoriale. Le sue parole:

PACE – «Solo gli stupidi non riescono a chiarirsi. Massimiliano Allegri ed io abbiamo fatto pace in cinque minuti e non è stato particolarmente difficile, perché a freddo è diventato più comprensibile il contesto nel quale è esploso lo sfogo di rabbia dell’allenatore bianconero. Qualche ora prima di ricevere la prevista, anzi previstissima, comunicazione dell’esonero, Allegri è un uomo sereno e amareggiato. Pentito di quanto è successo durante e dopo la finale, ma soprattutto dolorosamente consapevole di cosa, quel folle comportamento, gli è costato. Non certo il posto di allenatore de la Juventus, che sapeva di perdere comunque a fine stagione, ma un finale diverso, il saluto dello Stadium all’ultima giornata contro il Monza».

Torino Milan: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Olimpico andrà in scena la sfida di Serie A tra Torino e Milan: le ultime di formazione con orario e dove vedere il match

All’Olimpico andrà in scena la sfida di Serie A tra Torino e Milan. I rossoneri sono certi del secondo posto e Pioli potrebbe giocare con le riserve. I granata invece hanno l’ultima occasione per sperare ancora nell’Europa, serve una vittoria. Andiamo a scoprire le ultime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida. 

Le probabili formazioni

TORINO (3-4-1-2): Milinkovic; Vojvoda, Buongiorno, Masina; Bellanova, Tameze, Ilic, Rodriguez; Ricci; Pellegri, Zapata. Allenatore: Juric. A disposizione: Gemello, Popa, Dellavalle, Lovato, Djidji, Sazonov, Lazaro, Linetty, Ciammaglichella, Savva, Kabic, Sanabria, Okereke. 

MILAN (4-3-3): Sportiello; Kalulu, Thiaw, Tomori, Terracciano; Musah, Reijnders, Bennacer; Jovic, Okafor. Allenatore: Pioli. A disposizione: Maignan, Mirante, Caldara, Calabria, Florenzi, Adli, Pobega, Zeroli, Leao, Giroud. 

Torino-Milan: orario e dove vederla

Torino–Milan gara delle ore 20:45 del sabato, che proseguirà la trentasettesima giornata della Serie A, la diciottesima del girone di ritorno. Verrà trasmessa in co-esclusiva sia su DAZN sul canale 214 del satellite che su Sky sui canali Sky Sport Calcio (201) e su Sky Sport (251). Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale, mentre per gli abbonati Sky c’è a disposizione la piattaforma Sky Go. La partita sarà visibile anche su Now TV, il servizio di streaming live e on demand di Sky.

Xavi Barcellona, la verità fa male… a Laporta: nuovi scenari per il futuro

Il Barcellona potrebbe cambiare in panchina dopo aver riallacciato il rapporto con Xavi, ma le sue parole non sono piaciute

Il Barcellona potrebbe cambiare in panchina dopo aver riallacciato il rapporto con Xavi, ma le sue parole non sono piaciute.

Il tecnico in conferenza ha detto: «Situazione economica difficile. Competere non sarà facile». Laporta non ha gradito e ora potrebbe valutare un cambio di guida tecnica per la prossima stagione con Rafa Marquez in pole.

Tardelli: «Allegri doveva controllarsi in finale ma NON MERITAVA questa fine. Curioso di Thiago Motta, la JUVE è un livello superiore. I GIOCATORI per ripartire ci sono già»

Marco Tardelli commenta la brusca fine del rapporto tra Allegri e la Juventus pensando al futuro. Ecco un estratto dal Corriere della Sera

Marco Tardelli commenta la brusca fine del rapporto tra Allegri e la Juventus pensando al futuro. Ecco un estratto dal Corriere della Sera. Le sue dichiarazioni:

GIUSTIFICA IL COMPORTAMENTO DI ALLEGRI – «No, ci mancherebbe, è stata una sfuriata esagerata. Ma la capisco. Ha ingoiato tanti bocconi amari in questi tre anni, gli ultimi due soprattutto, che conquistata la Coppa Italia, è bastato un niente per farlo sbottare. Negli ultimi mesi ha cercato di essere composto, ha sopportato di essere stato depotenziato e alla fine non ha retto. É umano, sa? Non meritava di essere trattato così dalla società, l’esonero è una brutta cosa per uno che ha dato tanto al club. Gli imputo soltanto una cosa. Il suo futuro era scritto, sapeva che a fine stagione gli sarebbe stato dato il ben servito. Non doveva fornire assist per farsi cacciare in questo modo. Doveva ragionare, ecco. Frenarsi, mancava pochissimo alla fine. Se avesse contato anche l’altra sera…».

THIAGO MOTTA ALLA JUVE – «Con il Bologna ha fatto benissimo, è un ottimo allenatore. Sono certamente curioso di vederlo alla Juventus che è di un livello superiore, ma credo che abbia carattere e esperienza tecnica per imporsi anche a Torino».

DA DOVE RIPARTE LA JUVE – «Dai giovani che si sono messi in mostra quest’anno, da Cambiaso a Yildiz, Iling, Miretti e Nicolussi, aggiungendo rinforzi di qualità».

Zhang Inter, il tempo scorre: Suning rischia la clamorosa beffa

Ancora nessun accordo ufficiale tra Zhang e Pimco, il tempo scorre e c’è la possibilità per Suning di perdere l’Inter

Steven Zhang si trova sull’orlo del precipizio e mai come nelle ultime ore rischia di vedersi sfilare l’Inter entro i prossimi quattro giorni con il fondo statunitense Oaktree Capital Management pronto a subentrare al comando.

E senza il bonifico, Oaktree agirà come da accordi stipulati tre anni fa, ovvero escuterà il pegno che consiste nelle quote dell’Inter, il 68,55% in mano a Suning, ma anche il 31,05% di proprietà di LionRock. A rafforzare l’ipotesi che ci siano reali problemi fra Zhang e Pimco o che la formula studiata per ottenere i 435 milioni e rimborsare Oaktree non sia quella giusta per chiudere la questione in maniera positiva per il presidente cinese (un bond a due anni), lo si è intuito anche dalla scelta dello stesso Oaktree di ingaggiare un professionista di grande esperienza della comunicazione in Italia. Lo scrive Tuttosport.

Fuser, Torino e l’Europa: «Può farcela». E su Bellanova: «Mi ha colpito, può diventare…»

Diego Fuser, ex esterno del Torino, ha parlato in qualità di doppio ex a Tuttosport dell’Europa, della gara col Milan e di Bellanova

Diego Fuser, ex esterno del Torino, ha parlato in qualità di doppio ex a Tuttosport dell’Europa, della gara col Milan e di Bellanova. Le sue dichiarazioni:

EUROPA – «Il Toro può ancora farcela ad arrivare in Europa. La qualificazione in Conference resta possibile, bisogna crederci».

TORO-MILAN – «Il Torino è parte di me. Lì sono cresciuto, diventando prima uomo e poi giocatore. Tiferò per il Toro».

BELLANOVA – «L’ho visto giocare un paio di volte dal vivo e mi ha certamente colpito. Ha molta forza e una bella gamba che gli permette di avere grande facilità di corsa. Quest’anno ha disputato un campionato di alto livello. Bellanova può migliorare ancora e diventare un giocatore davvero importante». 

Panchina Milan, Ibra ha scelto il suo preferito: la situazione

Il Milan sta continuando a cercare il nome per la panchina per la prossima stagione dopo l’addio con Pioli

Il Milan sta continuando a cercare il nome per la panchina per la prossima stagione dopo l’addio con Pioli.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, infatti, Ibrahimovic avrebbe scelto il profilo adatto: Van Bommel. L’olandese è il primo della lista e avrebbe superato nelle quotazioni anche Fonseca. L’ex Milan ha un ottimo rapporto con Zlatan e potrebbe spingerlo a una nuova avventura.

Thiago Motta Juve, accordo trovato: dettagli e la sfida di lunedì

Thiago Motta è sempre più in cima alla lista di Giuntoli e la Juve sembra aver già trovato l’accordo con il tecnico

Thiago Motta è sempre più in cima alla lista di Giuntoli e la Juve sembra aver già trovato l’accordo con il tecnico.

Da inizio anno si sono infittite le indiscrezioni su contatti con Motta fino ad arrivare alle notizie più fresche che riferiscono di un accordo di fatto già raggiunto sulla base di un contratto biennale a 3,5 milioni l’anno più bonus, con l’opzione per prolungare l’intesa eventualmente fino al 2027.  Lo scrive Tuttosport.

Fiorentina Napoli, Calzona: «Non posso dire NIENTE ai ragazzi, la prestazione c’è stato. Sul futuro…»

Francesco Calzona, allenatore del Napoli ,ha parlato dopo il 2-2 di Firenze contro la Fiorentina di Italiano

Finisce in parità il match del Franchi tra Fiorentina e Napoli. Ecco le parole del tecnico partneopeo Francesco Calzona a DAZN.

GARA – «Stasera non posso dire niente ai ragazzi. La prestazione c’è stata, alla squadra non posso rimproverare nulla. Abbiamo preso due gol in cinque minuti dopo una mezz’ora di un certo livello, quest’anno capita spesso che gli avversari capitalizzino al massimo le occasioni che creano. Una percentuale di realizzazione del 66% rispetto ai tiri che subiamo nello specchio della porta. Ci siamo abbassati troppo, non puoi permettertelo contro una Fiorentina abilissima ad occupare gli spazi nella metà campo avversaria e che coinvolge il maggior numero di calciatori nella fase offensiva. Negli spogliatoi ho detto più volte che una prova del genere non poteva concludersi con una sconfitta. Ci sono dei limiti, è evidente. Ci è capitato 3-4 volte di prendere gol a tempo scaduto, altre volte sbagliamo l’approccio e ci castigano subito»

KVARA – «Oggi ho visto ordine, se avessimo vinto per caso saremmo stati condannati a perdere la prossima. Invece la prestazione è stata positiva, sul campo della Fiorentina che è una squadra forte del nostro campionato. Da cosa ripartire? Tocca alla società pensare al futuro, immagino avranno le loro strategie. Il presidente ha parlato, saprà cosa fare per ridare vitalità a questa squadra e per tornare ad occupare le posizioni di classifica che ci competono. In rosa abbiamo giocatori giovani, ma con qualità sopra la media e con margini di miglioramento. Chiedo loro di essere abili e performanti anche senza palla. Kvara è quasi un campione, delle possibili partenze preferisco non parlare perchè sono problemi del club»

Fiorentina Napoli, Italiano: «Pari risultato più giusto. Sulla FINALE dico questo»

Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina, ha parlato dopo la sfida valevole per la 37esima giornata contro il Napoli

Queste le parole di Vincenzo Italiano a DAZN dopo il pareggio contro il Napoli. Ecco le parole del tecnico della Fiorentina. 

PARTITA – «Siamo arrivati un po’ stanchi negli ultimi minuti, nel recupero non riuscivamo ad avere più la palla e abbiamo rischiato. Credo che il pari sia un risultato giusto per quello che si è visto: ce lo prendiamo perché teniamo il Napoli dietro e aspettiamo le altre gare. Abbiamo due partite ancora per arrivare all’ottavo posto che è il nostro obiettivo in questo momento».

CURVA – «Lunedì abbiamo salutato la Curva per Atene e lì ci siamo raccolti insieme: tutti avevamo il sogno di arrivare in questa finale e speriamo di fare meglio della scorsa stagione. Giusto l’applauso ai giocatori che hanno fatto due anni straordinari, prima però abbiamo la partita con il Cagliari e allora punteremo l’Olympiacos che è la partita più importante di questi due anni»

ERRORI IMPOSTAZIONE – «Il problema quando giochi tanto da dietro è proprio quando ti fanno pressing. Sappiamo anche noi che l’Olympiacos gioca così e ha una punta che sa far gol: dobbiamo prestare molta attenzione alle forzature perché mettiamo in pericolo il risultato e ad Atene non possiamo permettercelo»

PANCHINA – «La panchina del Franchi e della Fiorentina è piena e ricca di responsabilità perché sai la passione che ha questa gente. Ti spinge al massimo a voler vincere ogni partita, questo mi ha trasmesso in questi tre anni. Per me è un privilegio e un onore essere qui e io e i ragazzi sappiamo cosa vuole la gente, abbiamo una grande responsabilità»

SPERANZA – «La concentrazione era totale per questa partita per tenere dietro ancora il Napoli. Ora sarà sul Cagliari, poi l’Olympiacos, l’Atalanta e poi tireremo le somme di tre anni fantastici. Dobbiamo solo aggiungere la ciliegina, una cosa importante per questa città e questa società»

BIRAGHI – «Ieri in rifinitura battevamo le punizioni e ho detto a Biraghi che non poteva chiudere l’anno senza segnare, quindi ora devo pagare una cena a lui. Me l’ha ricordato dopo il gol ma sono felice di potergliela pagare»

Serie B, il Palermo ELIMINA la Sampdoria: ora c’è il Venezia in SEMIFINALE PLAYOFF

Termina il sogno Serie A per la Sampdoria mentre prosegue per il Palermo che affronterà in semifinale il Venezia

Una doppietta di Diakite vale la semifinale playoff per il Palermo. Un gol per tempo da parte del classe 2000 che aveva messo a referto anche l’ultimo gol dei rosanero nella stagione regolare contro il Sudtirol.

Nulla da fare per la Sampdoria che dunque saluta qui le proprie chance di approdare in Serie A venendo eliminata al primo turno. Ora il Palermo se la vedrà con il Venezia, terza classificato dietro a Parma e Como.

Juventus, società IRRITATA da Allegri: spunta un RETROSCENA

Spunta un retroscena sull’esonero da parte della Juventus di Massimiliano Allegri e riguarda Cristiano Giuntoli

La società Juventus ha vissuto ore difficili. La scelta di esonerare Massimiliano Allegri è stata forte, ma ciò che è accaduto durante i festeggiamenti ha irritato tantissimo i bianconeri che non hanno avuto dubbi.

Il gesto con la mano che ha fatto il tecnico verso Giuntoli, secondo quanto spiega Guardalà a Sky Sport 24, è stato reputato di troppo visto anche il ruolo centrale dato da Elkann al dirigente.

Pagelle Fiorentina Napoli, i TOP e i FLOP del match

I TOP e i FLOP del match valido per la 37esima giornata di Serie A 2023/24: pagelle e voti di Fiorentina Napoli

Le pagelle dei protagonisti del match tra Fiorentina Napoli, valida per la 37esima giornata di Serie A 2023/2024.


TOP: Kvaratskhelia

FLOP: Martinez Quarta

VOTI:

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano 6; Dodô 6.5, Milenkovic 5.5, Martinez Quarta 5.5, Biraghi 7 (78′ Parisi 6); Arthur 6 (87′ Maxime Lopez s.v.), Bonaventura 5.5; Nico Gonzalez 6, Beltran 6 (78′ Mandragora 6), Kouamé 5.5 (67′ Ikoné 5.5); Nzola 7 (67′ Belotti 6). All. Italiano

NAPOLI (4-3-3): Meret 6; Mazzocchi 6, Rrahmani 6.5, Ostigard 6, Olivera 5.5; Anguissa 5.5, Lobotka 5.5, Cajuste 5.5; Politano 6 (76′ Ngonge 6), Simeone 5.5 (76′ Raspadori 6), Kvaratskhelia 7.5 (86′ Lindstrom s.v.). All. Calzona

Fiorentina Napoli 2-2: termina al Franchi, gol e spettacolo!

Al Franchi, il match valido per la 37° giornata di Serie A tra Fiorentina Napoli: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca live

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Fiorentina Napoli, valevole per la 37esima giornata del campionato di Serie A TIM 2023/2024.


PRIMO TEMPO

8′ Gol Napoli – Rrahmani di testa su sviluppi di corner sovrasta Martinez Quarta

38′ Gol Fiorentina – Rete bellissima su punizione da parte di Biraghi, è 1-1

42′ Gol Fiorentina – Erroraccio di Politano, la Viola recupera palla e Nzola trova con precisione il vantaggio

SECONDO TEMPO

58′ Gol Napoli – Altro centro stupendo su punizione, questa volta del georgiano

Lecce, Ramadani SHOCK: «Ho rischiato di MORIRE, c’è stata grande preoccupazione»

Ramadani è tra i simboli di questo Lecce e tanto della salvezza è passato dalle sue giocate. Ecco le sue parole

Ylber Ramadani, centrocampista del Lecce, ha parlato ai microfoni di DAZN affrontado vari temi interessanti.

SALVEZZA – «Se me lo avessero detto prima del campionato che ci saremmo salvati con tre giornate d’anticipo, avrei firmato subito. Avremmo meritato più punti, siamo stati sfortunati a volte, ma siamo stati bravi a raggiungere un grande risultato. Ora vogliamo chiudere bene davanti ai nostri tifosi. Mister Gotti voleva assolutamente un risultato contro l’Udinese, è la sua mentalità, ma non ci siamo riusciti. Segnare nei minuti finali come ci è capitato a volte è bellissimo, ed è grazie anche alla spinta dei nostri tifosi»

CORVINO – «In estate mi ha detto che quello che era un ruolo importante quello che fu di Hjulmand, e che dovevo fare bene. Sapevo che Hjulmand è stato un calciatore importante, mi sono impegnato da subito per fare bene. Dalla prima all’ultima partita abbiamo sempre sentito calore e affetto, sono fantastici e mi sono sempre stati vicino. Mi emoziona anche il coro ‘Albania alé’. Qui nel Salento c’è un clima bellissimo, con la mia famiglia mi trovo benissimo, c’è un cibo fantastico. Adoro le linguine ai frutti di mare»

GOTTI – «Davvero bene, mi dà tantissima fiducia in campo, ha cambiato sistema di gioco facendoci fare quei punti di cui avevamo bisogno. Anche D’Aversa ha fatto un grande lavoro. Nello spogliatoio parliamo sette lingue diverse, poi quando siamo insieme fuori a mangiare una pizza, usiamo Google Translate, soprattutto Banda. Io sto sempre con Berisha, Krstovic è il più simpatico»

NAZIONALE – «Per me giocare gli Europei è un sogno. Avremo di fronte anche l’Italia, cercheremo di fare il massimo ma gli Azzurri sono davvero forti, così come Spagna e Croazia, d’altronde. A Pongracic ho detto che noi e l’Italia andremo avanti, mentre Spagna e Croazia saranno eliminate»

INFEZIONE – «Stavo veramente male. Ho rischiato di morire, ora sto bene e devo ringraziare davvero il presidente, i direttori Corvino e Trinchera, il mister e tutta la società. Sono stato davvero male, c’è stata grande preoccupazione ma ora sono tornato, sto bene e sono contento di averlo fatto festeggiando la salvezza. È stato come avere intorno a me una famiglia. Per dieci giorni tutti mi hanno guardato come fossi un bambino, come fossi il figlio di tutti, del presidente, dei direttori o del miste»

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