Pagina 184 – Calcio News 24

Barcellona, altro reclamo ufficiale alla UEFA per l’arbitraggio contro l’Atletico Madrid: il comunicato

Barcellona, altro reclamo alla UEFA per l’arbitraggio contro l’Atletico Madrid: il comunicato dei Blaugrana dopo l’eliminazione dalla Champions

Il Barcellona ha presentato un nuovo reclamo ufficiale alla UEFA dopo l’eliminazione dai quarti di finale di Champions League contro l’Atletico Madrid. Il club catalano contesta le decisioni arbitrali in entrambe le partite, accusando errori nel VAR e nell’applicazione delle regole del gioco. I blaugrana ritengono che questi sbagli abbiano influito sul risultato finale, causando danni sia sportivi che finanziari. Il Barcellona ha chiesto alla UEFA di migliorare il sistema arbitrale per garantire maggiore equità e trasparenza.

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IL COMUNICATO – «Il Barcellona ha presentato un reclamo alla UEFA riguardo alle prestazioni arbitrali nella partita di andata e ritorno dei quarti di finale di Champions League contro l’Atlético Madrid.
Il club ritiene che, in entrambe le partite della doppia sfida, siano state prese diverse decisioni arbitrali che non rispettavano le Regole del Gioco, derivanti da un’applicazione errata dei regolamenti e da una mancanza di intervento adeguato del sistema VAR in episodi di chiara rilevanza.
Secondo l’FC Barcelona, l’accumulo di questi errori ha avuto un impatto diretto sull’andamento delle partite e sul risultato finale della doppia sfida, causando un danno sportivo e finanziario significativo al club.
Attraverso questo reclamo, il Club reitera le richieste precedentemente avanzate alla UEFA e, allo stesso tempo, offre di collaborare con l’organizzazione al fine di migliorare il sistema arbitrale per garantire un’applicazione più rigorosa, equa e trasparente delle Regole del Gioco
».

Milan, Gabbia rivela: «Allegri un fuoriclasse, tutto il gruppo vuole la sua permanenza! Crisi? Non è una questione di moduli, vi spiego»

Il difensore del Milan, Matteo Gabbia, ha voluto dire la sua sul momento della squadra, sul tecnico Allegri e sul suo imminente rientro

Intervistato da MilanNews.it, il difensore del Milan, Matteo Gabbia, ha provato a darsi una spiegazione sul momento di difficoltà che sta attraversando la squadra, reduce dalle due sconfitte consecutive contro Napoli e Udinese.

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COME STO? – «Sicuramente sto meglio. Ho affrontato un periodo abbastanza difficile, anche perché è stata la mia prima operazione, è stato un conoscere anche il corpo in questo periodo dove sono migliorato sotto alcuni aspetti della gestione del mio fisico. Devo ringraziare tanto lo staff, i fisioterapisti e tutte le persone che mi sono state vicine».

SUL MOMENTO DI DIFFICOLTÀ DELLA SQUADRA – «In queste ultime settimane i risultati non sono stati dei migliori, ma dobbiamo essere bravi e consapevoli che la stagione non è assolutamente finita e che abbiamo davanti un momento importante per concludere al meglio questa annata. I motivi del calo? Io credo sia stato un misto di cose. In un anno ci sono dei momenti in cui si può andare più in difficoltà e i risultati non arrivano più come in precedenza. Bisogna essere bravi a rimanere lucidi e calmi e avere quella forza che hanno i grandi campioni, e con grandi campioni intendo come il mister. Dobbiamo avere fiducia nel lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo, sono sicuro che questa cosa qui ci aiuterà a uscire da questa parentesi negativa per tornare a fare quello che abbiamo fatto per gran parte di quest’anno».

ACCUSATO IL COLPO PER L’USCITA DALLA LOTTA SCUDETTO? – «Ci sono state tante chiacchiere sul modulo che sono arrivate da fuori, ma poi bisogna sempre capire chi dice le cose e perché dice determinate cose. Noi siamo con il mister a 360 gradi. Se ci dice di giocare 1-9, 9-1 o 8-2, noi cerchiamo di farlo al meglio. Noi dobbiamo solo pensare a fare il meglio possibile e avere la lucidità e la forza di seguire i suoi dettami che ci hanno portato a tante cose positive quest’anno. Non so se questa lettura (il crollo emotivo dopo la fine dei sogni Scudetto, ndr) può essere o meno corretta. In un anno ci sono momenti in cui sei più o meno brillante e si creano situazioni che magari coincidono col momento in cui la prima della classifica si stacca un po’. Ma la situazione è questa, non dobbiamo continuare a pensare a quello che poteva essere o pensare a come poteva andare una certa partita, dobbiamo pensare solo a cosa fare da qui alla fine».

ALLEGRI – «Il mister è un fuoriclasse, tutti lo pensiamo all’interno del gruppo. Ha una gestione dei momenti, belli o brutti, incredibile. Sa sempre che corde toccare, poi sta a noi che scendiamo in campo cercare di assimilare le sue richieste, ma è stata una figura importantissima quest’anno. La sua permanenza è il desiderio di tutta la squadra, non lo penso solo io. Ora parlo a nome di tutto il gruppo: siamo tutti ultra felici del mister e speriamo che possa rimanere con noi per moltissimo tempo. Lui ha capacità e la lucidità di capire i momenti. Nei momenti negativi sa quando deve entrare duro e quando invece deve smorzare la situazione, cosa fare nei momenti di tensione… Ha la capacità di non far mai sentire la squadra in quel momento lì inferiore, fa sempre rendere tutti al massimo. La preparazione della partita mi ha onestamente sorpreso. L’avevo già detto, lui la maggior parte delle volte, quando prepara la partita, ci dice delle situazioni che poi effettivamente vanno a ricrearsi durante la gara perfettamente come ce le ha dette».

Iezzo: «Ecco chi sceglierei tra Conte e Allegri come ct dell’Italia. Manninger? Dispiacere enorme, abbiamo perso un professionista esemplare» – PODCAST

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli tra le altre, ha parlato in esclusiva a Calcionews24: le sue dichiarazioni

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli tra le altre e attuale allenatore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24. Le sue dichiarazioni dalla lotta Champions al commovente ricordo di Alex Manninger, prematuramente scomparso oggi all’età di 48 anni.

Ciao Gennaro, volevo partire con te da un’analisi di quelle che sono le corse scudetto e Champions League quando manca un solo mese praticamente alla fine del campionato. Inter ormai netta favorita per il titolo?

«Io penso che ormai il titolo sia congelato a favore dell’Inter. Dopo la vittoria contro la Roma la squadra di Chivu ha praticamente ritrovato un pò di autostima andando poi anche a vincere su un campo difficilissimo come quello del Como. E questo ha fatto sì che oggi le lunghezze dal Napoli siano pari a 9 punti e penso che sia quasi impossibile, a poche partite dalla fine, pensare di poter dar fastidio ai nerazzurri».

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E per la corsa Champions League…

«Per quanto riguarda la Champions League, anche il Milan, con le due sconfitte contro Napoli e Udinese è rientrata nel lotto di quelle 3-4 squadre che si contenderanno l’accesso alla Champions League. Il Napoli lo vedo comunque tranquillo perchè guardando il calendario e la continuità di risultati sia con almeno un piede dentro la Champions League. Le altre dovranno sudare fino alla fine e dare il massimo. La lotta sarà sicuramente tra Como, Milan, Juve e Roma. Il finale di campionato sarà sicuramente avvincente rispetto agli altri anni».

Soffermandoci sul Napoli: che giudizio dai te della stagione del Napoli dopo lo scudetto dello scorso anno? Credi che ci siano i presupposti per proseguire con Conte in panchina?

«Secondo me è stata un’ottima stagione perchè quando vai incontro a tantissimi infortuni non è facile in un’annata essere comunque secondo in classifica. Questo fa capire che il lavoro di Conte è stato un lavoro eccezionale, forse anche superiore a quello della stagione dello scudetto. Io penso e dico sempre che se il Napoli non avesse avuto questa lunga sequela di infortuni oggi ci appresteremo a seguire un finale di campionato avvincente tra Napoli e Inter. Sulla permanenza di Conte posso dire che secondo me molto dipenderà dalla campagna acquisti estiva. Capire quali siano i progetti del club visto che va ricordato che il Napoli dal punto di vista dei conti cerca sempre di essere attento e qualcosina sicuramente si deve fare sul discorso dell’abbassamento del monte ingaggi e sul ringiovanimento della rosa. Il Napoli è una delle squadre più vecchie d’Europa e sicuramente come detto qualcosa si dovrà fare. Io però sono fiducioso perchè quest’anno ricorre il centenario del club e penso che il presidente vorrà fare un campionato importante».

Conte e Allegri sono i due nomi a livello mediatico più forti per prendere il posto di Rino Gattuso sulla panchina dell’Italia. Chi preferiresti tra i due e più in generale come valuti il momento del calcio italiano dopo la terza esclusione consecutiva dal Mondiale?

«Sono due allenatori vincenti, tra i due è anche difficile scegliere anche se vedrei un pò più avanti Conte proprio per il suo carattere, la sua grinta e per quello che riesce a trasmettere ai giocatori. In questo momento si dovrebbe ripartire dai giovani italiani e Conte potrebbe essere il collante giusto anche se io da tifoso del Napoli preferirei rimanesse alla guida dei partenopei… Perdere Conte vorrebbe dire perdere un top tra gli allenatori. Più in generale, si dovrebbe ripartire dai settori giovanili. Purtroppo si investe sempre di meno. A volte addirittura ci sono società che non hanno l’opportunità di investire nei settori giovanili. Ricordiamo che l’Italia è sempre stata una Nazione piena di giovani talenti. Ci vuole un pò di coraggio come fanno in Europa in altre Nazioni nel buttarli dentro questi ragazzi. Faccio l’esempio di Vergara: se non ci fossero stati tutti quegli infortunati, cosa che ha anche detto Conte in conferenza stampa, magari oggi Vergara sarebbe a giocare in Serie B o in un altro club. Ha dimostrato invece qualità importanti per poter giocare in una top come il Napoli. La gestione dei settori giovanili è quindi la chiave».

Oggi la drammatica notizia della scomparsa di Alex Manninger dopo un terribile incidente ferroviario in mattinata. Volevo chiedere un tuo ricordo…

«Ho avuto l’onore anche di giocarci contro qualche partita. Dispiace perchè a prescindere dalla persona che ho sempre visto come una persona seria, un professionista esemplare, perdere la vita così non è bello. Il mio cordoglio va alla famiglia in questo momento qua. Purtroppo sono cose che capitano e quando capitano a personaggi famosi c’è una eco mediatica ancora maggiore. Lo ricordo con piacere perchè era un portiere importante e questo dispiace».

SI RINGRAZIA GENNARO IEZZO PER LA DISPONIBILITA’ AVUTA IN QUESTA INTERVISTA

Roma, tra Gasperini e Ranieri scoppia anche il caso Wesley! Il dirigente si schiera dalla parte dello staff medico: cosa sta succedendo

Roma, tra Gasperini e Ranieri scoppia anche il caso Wesley! L’infortunio dei brasiliano è un altro argomento di tensione tra le parti: il motivo

A Trigoria, il clima è sempre più teso. Tra le molteplici difficoltà interne, il caso Wesley sta alimentando la crescente frizione tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri. Il brasiliano, fermo dal 30 marzo per una lesione al flessore, è al centro di una battaglia tra il tecnico, che vorrebbe averlo in campo contro l’Atalanta, e lo staff medico, che frena, rimandando il suo ritorno al gruppo alla settimana successiva.

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La situazione di Wesley

Nonostante la volontà di Gasperini di recuperare Wesley prima della partita con il Pisa della settimana scorsa, il giocatore non si è ancora allenato con il gruppo. Wesley, infatti, si sta allenando in solitaria, cercando di recuperare in tempo per una possibile convocazione per la seduta di rifinitura di domani. Tuttavia, i test a cui si è sottoposto non hanno convinto i medici della Roma, e la sua presenza per la sfida contro l’Atalanta sembra essere sempre più complicata. Un’assenza che peserebbe, visto che Gasperini ha sempre espresso grande stima nei suoi confronti.

La frizione tra Gasperini e Ranieri

L’incertezza sulla gestione degli infortuni ha creato ulteriori attriti tra Gasperini e Ranieri, con il tecnico che ha preso le difese dello staff medico, che è stato più volte messo sotto accusa durante la stagione. La frattura tra il tecnico e lo staff sanitario è ormai evidente, con vari episodi che l’hanno alimentata, tra cui la tardiva operazione a Dybala e gli infortuni di Ferguson, Dovbyk e Koné. Il caso Wesley ha rappresentato la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, portando a un confronto acceso tra Gasperini e il senior advisor Ranieri.

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Le soluzioni per il futuro

La discussione sulla gestione degli infortuni e dei rientri, visti da Gasperini come troppo tardivi e da Ranieri come troppo affrettati, ha segnato un punto di rottura. Ora, i Friedkin sembrano determinati a modificare lo staff medico, considerando le numerose defezioni di questa stagione. Oltre a Wesley, attualmente sono in infermeria anche Pisilli, Dybala, Koné, Dovbyk e Ferguson. Solo Pisilli, dopo una distorsione alla caviglia, ha qualche speranza di recuperare per la partita contro l’Atalanta.

Questa situazione incerta potrebbe portare a un cambiamento, con la dirigenza che sta valutando una rivoluzione nella gestione sanitaria, anche su consiglio dell’ortopedico Georg Ahlbaumer. La tensione, dunque, cresce e la stagione della Roma entra in una fase cruciale, come riportato da La Gazzetta dello Sport.

Mercato Udinese: decisione presa sul riscatto di Zaniolo! Il presidente Soldati ha fatto un annuncio importantissimo

Mercato Udinese: il presidente Franco Soldati ha parlato così del riscatto di Nicolò Zaniolo. Ecco la decisione presa

Il mercato Udinese entra nel vivo con una mossa strategica destinata a infiammare l’entusiasmo dei tifosi friulani. Il club bianconero ha le idee estremamente chiare sul futuro del proprio reparto offensivo e punta con totale decisione sulla permanenza in rosa di Nicolò Zaniolo. L’attaccante ligure, sbarcato in Friuli per ritrovare minutaggio e serenità, ha convinto dirigenza e staff tecnico a suon di ottime prestazioni, dimostrando di aver ritrovato il passo e il talento dei giorni migliori nel palcoscenico della Serie A.

Le dichiarazioni a Radio Kiss Kiss: la volontà del presidente

A spazzare via ogni possibile dubbio sul futuro sportivo del fantasista ci ha pensato direttamente il numero uno della società bianconera. Intervenuto ai microfoni della nota emittente radiofonica Radio Kiss Kiss, il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, ha rilasciato una dichiarazione inequivocabile in merito alle imminenti strategie societarie. Le sue parole rappresentano una vera e propria garanzia per i sostenitori: Stiamo lavorando per trattenere Nicolò Zaniolo. Questa presa di posizione netta e ufficiale certifica in modo assoluto la volontà del club di costruire un progetto tecnico solido attorno alle qualità del classe 1999.

I dettagli dell’operazione: l’asse Udine-Istanbul

Per trasformare questa volontà in realtà e blindare definitivamente il giocatore, l’Udinese è pronta a esercitare l’opzione di acquisto dal Galatasaray. Dopo un periodo di prestito in cui l’ex Roma e Aston Villa ha saputo rimettersi in gioco con eccellenti risultati, la dirigenza friulana sta limando i dettagli economici e burocratici con la prestigiosa compagine turca. Il diritto di riscatto, concordato durante l’ultima finestra di trattative, rappresenta ora la priorità assoluta per i vertici di mercato, decisi ad agire in tempi brevi per anticipare la fastidiosa concorrenza di altre big.

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Allenatori Serie A: Napoli e Lazio puntano lo stesso nome! Potrebbe tornare in Italia in caso di addio di Conte e Sarri a fine stagione

Allenatori Serie A: Napoli e Lazio hanno messo nel mirino questo allenatore in caso di partenza di Conte e Sarri a fine stagione

Il nome di Sérgio Conceição torna a infiammare il calciomercato italiano e i taccuini dei principali direttori sportivi. Il carismatico tecnico portoghese sta attirando nuovamente le attenzioni di diversi importanti club europei, tutti pronti a scommettere sulla sua comprovata leadership. In modo particolare, ci sono due formazioni di vertice della Serie A che sembrano voler fare sul serio per assicurarsi il suo profilo: il Napoli e la Lazio.

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Il forte interesse delle due società italiane apre le porte a un suggestivo approdo nel Belpaese. L’ex allenatore del Porto, infatti, potrebbe fare un imminente ritorno dopo la sua precedente esperienza con il Milan nella stagione 2024-2025. Quella parentesi sportiva gli ha permesso di acquisire una solida e preziosa conoscenza diretta delle complesse dinamiche tattiche, tecniche e ambientali che caratterizzano il massimo campionato italiano.

Il rebus Sarri alla Lazio e il report dall’infermeria

Sulla sponda capitolina, le riflessioni sul nuovo progetto tecnico sono già ampiamente iniziate. Il futuro dell’attuale allenatore Maurizio Sarri al momento è un vero e proprio rebus da decifrare, una situazione di profonda incertezza che sta inevitabilmente spingendo il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani a fare delle approfondite valutazioni preventive, per non farsi trovare impreparati in vista della programmazione estiva.

Nel frattempo, a margine delle questioni di mercato, direttamente dal quartier generale di Formello arrivano aggiornamenti: sono stati segnalati dei recuperi importanti per Sarri in vista del rush finale. Tuttavia, il gruppo squadra deve purtroppo fare i conti con una pessima notizia clinica, ovvero la grave rottura del crociato per Furlanetto, un brutto trauma che chiude anticipatamente la stagione dell’estremo difensore.

Il duello di mercato tra Napoli e Lazio

Secondo quanto riportato da Footmercato, Napoli e Lazio sono concretamente in corsa per la panchina e hanno messo nel mirino Conceição, valutando con grande serietà la possibilità di un suo ritorno in Italia. La sua prolungata esperienza ai massimi livelli nelle coppe continentali e la sua ampiamente riconosciuta capacità di gestire ambienti complessi e piazze calde lo rendono una figura decisamente interessante. Entrambe le compagini vedono in lui la giusta persona per poter ereditare e portare avanti un progetto ambizioso.

Con un possibile ritorno in Italia all’orizzonte, l’allenatore portoghese sembra totalmente pronto a valutare attentamente le proposte che riceverà nelle prossime settimane, con i partenopei e i biancocelesti ormai pronte a fare il primo passo ufficiale per sbaragliare la concorrenza internazionale.

Messi acquista l’UE Cornellà: inizia una nuova era per il club catalano! Il comunicato ufficiale che rivela tutti i dettagli

Messi acquista l’UE Cornellà: il comunicato ufficiale con tutti i dettagli della nuova avventura professionale della Pulce

Una notizia straordinaria scuote il panorama calcistico internazionale e spagnolo: l’UE Cornellà ha annunciato ufficialmente che il fuoriclasse argentino e otto volte vincitore del Pallone d’Oro, Leo Messi, ha formalizzato l’acquisizione del club. Con questa operazione, l’ex stella blaugrana diventa a tutti gli effetti il nuovo proprietario della storica istituzione calcistica del Baix Llobregat.

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Questa mossa strategica non fa che rafforzare i legami profondi e indissolubili del fuoriclasse con il territorio. L’acquisizione conferma il suo impegno nello sviluppo dello sport e nella valorizzazione del talento locale in Catalogna, mantenendo viva e forte una connessione radicata nei suoi gloriosi anni trascorsi al FC Barcelona.

La tradizione dell’UE Cornellà e i grandi campioni

Fondata nel 1951, l’UE Cornellà è indiscutibilmente uno dei club con la più grande tradizione nel calcio catalano e nazionale. Nel corso della sua lunga storia, la società si è distinta per una solida accademia, dimostrando una notevole capacità di competere ai massimi livelli del calcio semiprofessionistico spagnolo. Nel tempo, è diventata un vero e proprio punto di riferimento nello sviluppo dei giovani talenti.

Diversi giocatori che oggi militano nell’élite del calcio internazionale sono passati proprio tra le fila di questo club. Tra i nomi più illustri spiccano il portiere della Spagna e dell’Arsenal David Raya; Jordi Alba, compagno di squadra di Messi al Barça e all’Inter Miami; Gerard Martín, difensore cresciuto fino a diventare titolare nel Barcellona; Javi Puado, capitano dell’RCD Espanyol; Keita Baldé; Aitor Ruibal, attuale capitano del Real Betis; e Ilie Sánchez, due volte All-Star e campione in MLS. Una lista che riflette la straordinaria forza del modello formativo del club.

Un progetto fondato sui giovani e sulla sostenibilità

L’attenzione dell’attaccante verso i futuri campioni si sposa perfettamente con la solida struttura giovanile della società catalana. Questo focus è stato già dimostrato dal capitano argentino attraverso iniziative di successo come la Messi Cup, un prestigioso torneo giovanile che ha debuttato lo scorso dicembre a Miami riunendo otto delle migliori formazioni Under 16 al mondo.

L’arrivo di Leo Messi segna ufficialmente l’inizio di un nuovo capitolo nella storia del club. L’obiettivo della proprietà è favorire la crescita sportiva e istituzionale, rafforzando le fondamenta della società per continuare a investire nei ragazzi. Il nuovo progetto calcistico sarà guidato da una visione a lungo termine e da un piano strategico che combina sapientemente ambizione, sostenibilità e un legame inscindibile con le radici locali.

Chelsea, rinnovo stellare per Moises Caicedo: vicino il nuovo accordo fino al 2033! La mossa dei Blues per blindare l’ecuadoriano

Chelsea, rinnovo per Moises Caicedo fino al 2033! È vicino l’accordo per il prolungamento di contratto con i Blues

Il Chelsea sta per blindare in via definitiva uno dei suoi elementi più preziosi e determinanti. La dirigenza londinese è infatti ormai a un passo dal siglare un nuovo accordo per Moisés Caicedo, pilastro imprescindibile del centrocampo dei Blues. La volontà della società è chiara: costruire un progetto solido e duraturo partendo dalle sue fondamenta, e il mediano ecuadoriano rappresenta una pedina assolutamente centrale per le ambizioni future del club in Premier League e nei massimi palcoscenici europei.

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I dettagli del rinnovo e le tempistiche contrattuali

Il prolungamento legherà il giocatore al club londinese per un periodo di tempo eccezionalmente lungo. L’accordo sarà valido fino a giugno 2033, una scadenza temporale che testimonia la totale e assoluta fiducia della proprietà nei mezzi tecnici e atletici del calciatore. Attualmente ci sono solo i dettagli finali in fase di definizione, come riportato da Cesar Luis Merlo, noto giornalista sportivo molto vicino alle dinamiche del calcio sudamericano. Non sono previsti intoppi burocratici, anche perché il diretto interessato, Caicedo ha dato il via libera alla permanenza a lungo termine con il Chelsea, manifestando il pieno desiderio di legarsi a Stamford Bridge.

La strategia del club e l’impatto del centrocampista

Questa importante mossa strategica si inserisce perfettamente nella visione aziendale adottata dalla proprietà americana del Chelsea, che punta sistematicamente a blindare i propri giovani talenti con contratti molto lunghi per ammortizzare i costi a bilancio e garantire, al tempo stesso, stabilità tecnica a Rosenior. Dopo un fisiologico periodo di adattamento alle enormi pressioni di una big londinese, il centrocampista classe 2001 ha preso per mano la mediana, dimostrando un dinamismo e un’intelligenza tattica fuori dal comune.

Un messaggio chiaro alle rivali europee

La firma ormai imminente di Moisés Caicedo allontana definitivamente qualsiasi speculazione sul suo futuro, spegnendo sul nascere i sogni di eventuali pretendenti estere. Con questo rinnovo contrattuale, il Chelsea lancia un messaggio inequivocabile a tutte le dirette concorrenti: il progetto a lungo termine procede senza sosta e i fuoriclasse non si muovono da Londra. I tifosi possono esultare: il cuore del centrocampo è al sicuro per il prossimo decennio.

Morte Alexander Manninger, il calcio italiano in lutto: il cordoglio di Inter, Torino, Bologna e Fiorentina dopo la scomparsa dell’ex portiere

Morte Alexander Manninger, i messaggi di cordoglio di Inter, Torino, Bologna e Fiorentina dopo la scomparsa dell’ex portiere

La tragica notizia dell’improvvisa scomparsa di Alexander Manninger, vittima di un fatale incidente in Austria, ha scosso profondamente il mondo dello sport internazionale. Il calcio italiano, campionato in cui l’ex estremo difensore ha vissuto gran parte della sua carriera lasciando un ottimo ricordo sia umano che professionale, si è immediatamente unito in un abbraccio corale. Molti club di Serie A hanno diramato note ufficiali per esprimere il proprio dolore.

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Il ricordo dell’Inter e le presenze in Serie A

Attraverso i propri canali, l’Inter si unisce al cordoglio generale per la drammatica perdita. La società nerazzurra ha sottolineato come il club si stringa attorno alla famiglia dell’ex portiere austriaco in questo momento di profondo dolore. La nota ricorda inoltre l’impatto del giocatore nel nostro Paese: nella sua lunga carriera, Manninger ha collezionato complessivamente 137 presenze nel campionato italiano, difendendo le porte di squadre storiche come Fiorentina, Torino, Bologna, Siena e Juventus.

Il messaggio del Presidente Cairo e del Torino

Anche il club granata ha voluto far sentire la propria voce. Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino, profondamente addolorati per la tristissima notizia, esprimono il profondo cordoglio e l’affettuosa vicinanza alla famiglia. Il comunicato societario onora il ricordo di Alex Manninger, ex portiere che ha vissuto un’importante esperienza al Toro nella stagione 2002/2003, prima della sua prematura scomparsa odierna.

Le condoglianze di Bologna e Fiorentina

Le manifestazioni di affetto sono arrivate anche dall’Emilia e dalla Toscana. Il Bologna esprime il proprio cordoglio per la tragica scomparsa dell’atleta, che aveva vestito la maglia rossoblù nell’annata calcistica 2003-04, porgendo alla famiglia le più sentite condoglianze.

Sulla stessa linea la dirigenza toscana: la Fiorentina piange la scomparsa improvvisa di Alex Manninger, ricordato come fiero portiere viola nella stagione 2001-2002. Il club gigliato ha voluto omaggiare la sua lunga e proficua carriera in Italia e il suo prestigio come estremo difensore della Nazionale austriaca, confermando che tutta la società si stringe ai suoi familiari in queste ore drammatiche.

Cagliari, i convocati per l’Inter: due big rossoblù assenti! La lista ufficiale di Pisacane per il match di San Siro

Cagliari, i convocati per l’Inter: la lista ufficiale di Pisacane per il match di San Siro, valido per la 33ª giornata di Serie A 2025/26

Il Cagliari affila le armi e si prepara ad affrontare una delle trasferte più affascinanti e complesse dell’intera stagione calcistica. Per l’attesissimo match, pienamente valevole per la 33a giornata del campionato di Serie A 2025-2026, i sardi scenderanno in campo nella sempre suggestiva e caldissima cornice dello stadio Meazza di Milano. Ad attendere la formazione isolana ci sarà l’Inter, in una sfida che si preannuncia a dir poco infuocata. Il fischio d’inizio è fissato per domani alle ore 20:45, un appuntamento in notturna che rappresenta uno snodo cruciale per gli equilibri finali della classifica e per le speranze del club.

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Le scelte di Pisacane: assenze pesanti e infermeria piena

A ridosso della partenza per il capoluogo meneghino, il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha sciolto gli ultimi dubbi e ha diramato ufficialmente la lista dei convocati per questa impegnativa spedizione lombarda. Purtroppo per l’allenatore e per i tifosi sardi, le sensazioni della vigilia hanno trovato un’amara conferma: l’infermeria non si è svuotata.

Non è riuscito a ristabilirsi in tempo Leonardo Pavoletti. L’esperto attaccante dovrà alzare bandiera bianca, privando l’attacco della sua proverbiale fisicità. Una defezione dolorosissima a cui si aggiunge, come lui, quella del centrocampista Luca Mazzitelli. Un doppio forfait pesante che costringerà l’allenatore campano a rivedere le proprie strategie tattiche per mantenere compattezza in mezzo al campo.

Caccia a punti preziosi nel rush finale di Serie A

Di seguito, la lista completa dei giocatori a disposizione per la gara del Meazza:

Lotito spiazza tutti: «La Serie A è una mucca da mungere che tutti sfruttano!». Parole forti del presidente della Lazio, ecco cos’è successo

Lotito, presidente della Lazio, ha parlato così della situazione in Serie A e dell’ipotesi commissariamento FIGC

Il clima attorno al calcio italiano si fa sempre più rovente in vista delle attesissime elezioni federali in programma per il prossimo 22 giugno. A riaccendere il dibattito istituzionale e politico ci ha pensato il presidente della Lazio, Claudio Lotito, che torna prepotentemente a far parlare di sé lanciando messaggi inequivocabili ai vertici dello sport nazionale e alle istituzioni.

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La richiesta di una riforma strutturale per il sistema calcio

In un momento storico caratterizzato da una grande attenzione per le sorti e il futuro del calcio italiano, il patron biancoceleste ha rilanciato con forza il tema vitale della necessità di una profonda riforma strutturale all’interno della FIGC. La sua critica principale, mossa a più riprese anche in passato, riguarda l’attuale e controversa gestione delle risorse economiche prodotte dalla Serie A, considerato il vero motore trainante dell’intero movimento. Secondo il presidente laziale, il massimo campionato viene costantemente sfruttato dalle altre componenti del sistema senza che vi sia un reale e proporzionato ritorno in termini di potere decisionale e finanziario.

La posizione di Abodi e l’ipotesi commissariamento

A fare da eco alle esternazioni del patron laziale è intervenuto in mattinata il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, aggiungendo un’importante prospettiva alla complessa discussione in atto. Abodi ha tenuto a sottolineare la necessità e l’urgenza di riforme condivise che possano garantire un equilibrio duraturo per il pallone nostrano. Tuttavia, il rappresentante del Governo ha mantenuto una posizione decisamente più cauta e diplomatica sull’eventualità di un intervento governativo diretto per risolvere l’impasse.

Una cautela che non sembra appartenere a Lotito, il quale ha affondato il colpo invocando misure drastiche senza mezzi termini. Queste le parole esatte di Lotito:

«La Serie A è una mucca da mungere che tutti sfruttano. Credo che il governo e il ministro Abodi abbiano l’opportunità di nominare un commissario per la FIGC. Gli strumenti per riformare il calcio ci sono, resta da vedere se c’è la volontà!».

Nuovi scenari per il rinnovamento nazionale

L’intervento a gamba tesa di Lotito ha inevitabilmente suscitato nuove discussioni e reazioni a catena ai vertici dello sport. L’apertura all’ipotesi di un commissariamento delinea scenari complessi, sollevando interrogativi cruciali sulla reale possibilità di un cambiamento istituzionale. L’obiettivo ultimo resta quello di capire se si riuscirà a trovare una sintesi politica che possa realmente portare equilibrio e rinnovamento all’interno dell’ingessato sistema calcistico nazionale.

Real Madrid, Arbeloa furioso dopo l’eliminazione col Bayern Monaco! Nel mirino l’espulsione di Camavinga, retroscena su quanto successo dopo la partita

Real Madrid, Arbeloa è andato su tutte le furie dopo l’eliminazione col Bayern Monaco! Così ha reagito dopo l’espulsione di Camavinga, retroscena

Il Real Madrid saluta la Champions League. Nonostante un coraggioso tentativo di rimonta, sono i tedeschi del Bayern Monaco a staccare il pass per la tanto ambita semifinale. La squadra guidata da Vincent Kompany ha bissato il successo ottenuto all’andata, spegnendo definitivamente i sogni europei della formazione spagnola in un match ricco di colpi di scena.

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Goleada all’Allianz Arena e l’espulsione decisiva di Camavinga

Dopo aver espugnato il Santiago Bernabeu la scorsa settimana grazie alle reti decisive di Luìs Diaz e Harry Kane, i bavaresi hanno calato il poker davanti al proprio pubblico. La sfida di ritorno si è rivelata una vera e propria girandola di emozioni, con ben cinque reti messe a referto soltanto nei primi quarantacinque minuti di gioco.

Per gli ospiti non è bastata un’ottima doppietta di Guler, prontamente annullata dai gol dei padroni di casa a firma di Pavlovic e del solito Kane. Il fuoriclasse francese Kylian Mbappé era riuscito a riportare in vantaggio le Merengues prima dell’intervallo, riaccendendo le speranze iberiche. Tuttavia, nei minuti finali della ripresa, la reazione bavarese è stata fatale: i sigilli di Luìs Diaz e Olise hanno regalato la vittoria al Bayern. A pesare in modo drammatico sulle sorti dell’incontro è stata la discussa espulsione di Camavinga, che ha lasciato il Real in dieci uomini all’86’, spezzando ogni equilibrio.

La furia di Alvaro Arbeloa: “È ingiusto quello che è successo”

Al termine del vibrante match europeo, il tecnico madrileno Alvaro Arbeloa ha sfogato tutta la sua amarezza ai microfoni di Sky Sport, puntando il dito contro la direzione arbitrale: “Siamo molto delusi, perché è stata una grande partita da parte di entrambe le squadre ma dopo quell’espulsione la gara è finita”.

L’allenatore non ha nascosto la propria frustrazione per un cartellino rosso giudicato troppo severo, ritenendolo il vero spartiacque della serata: “È incredibile. Nessuno può spiegare come si possa buttare fuori un giocatore per un episodio di quel tipo. Quando perdi una partita in questo modo nessuno può essere contento. È ingiusto quello che è successo”.

Infine, Arbeloa ha voluto comunque elogiare la prestazione dei suoi ragazzi, protagonisti di una prova di grande carattere: Sono molto fiero dei miei giocatori. Hanno fatto tanto e hanno lottato per questo stemma. Mi dispiace per loro, perché credo meritassero molto di più. Penso che abbiamo fatto una grande partita contro una grande squadra. Eravamo vicini a segnare”.

Manninger, la Juventus e Chiellini lo ricordano dopo la sua morte: il triste cordoglio per l’ex portiere bianconero

Manninger è stato ricordato così dalla Juventus e da Giorgio Chiellini dopo la sua morte. Ecco il messaggio per l’ex portiere bianconero

La giornata odierna è stata segnata dalla dolorosa scomparsa di Alex Manninger, che ha perso la vita a 48 anni a causa di un incidente stradale. L’ex portiere è stato ricordato così, attraverso questo messaggio di cordoglio, dalla Juventus e da Giorgio Chiellini.

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Tutta la Juventus, i suoi tifosi e l’intero mondo del calcio piangono oggi la scomparsa di Alexander Manninger, tragicamente scomparso all’età di 48 anni.

Arrivato a Torino nell’estate del 2008, ha vestito il bianconero per quattro stagioni, dimostrando come il ruolo del portiere non sia fatto solo di parate, ma di carisma, affidabilità e silenzioso spirito di sacrificio.

In un’epoca segnata dalla presenza monumentale di Gigi Buffon, Manninger ha saputo farsi trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, diventando un punto di riferimento assoluto per lo spogliatoio e una garanzia tra i pali.

Oggi salutiamo non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune.

La Juventus si stringe in un forte abbraccio alla famiglia di Alex e a tutti i suoi cari in questo momento di profondo dolore.

IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO DI GIORGIO CHIELLINI

«Oggi è un giorno tristissimo, ci saluta un compagno di squadra esemplare e una persona di grande valore. 

Ciao Alex, riposa in pace.  Un pensiero forte alla tua famiglia».

Carnevali replica a De Laurentiis: «Idee che non condivido assolutamente». Poi sulla cessione di Muharemovic: «Da una big italiana o di Premier i valori cambiano»

Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, si è espresso così a proposito delle parole di De Laurentiis e sul futuro di Muharemovic

L’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, è intervenuto durante l’evento “Il Foglio a San Siro”, affrontando i temi più caldi del calcio italiano, dalle riforme dei campionati alle imminenti elezioni della FIGC, fino alle dinamiche del calciomercato.

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La replica a De Laurentiis e la riforma della Serie A

Il dirigente ha risposto in modo diretto al patron del Napoli, difendendo le piccole realtà e frenando sulla drastica riduzione delle squadre nel massimo campionato: «Ho letto un’intervista del nostro amico De Laurentiis che addirittura ha delle idee che io non condivido assolutamente. Il campionato a 16 squadre, siamo a 20 e andiamo con calma. Poi dice che non possono giocare in A squadre di piccole città: un sogno non lo puoi negare a nessuno».

Sull’ipotesi del torneo a 18 squadre, Carnevali detta condizioni chiare per evitare speculazioni: «Noi siamo aperti a fare un ragionamento sulle 18 squadre, ma il ragionamento non deve essere legato soltanto al discorso Serie A, ma deve essere a cascata da Serie B e Serie C, per cui devi vedere il discorso in modo globale. Va bene, ci sono le nazionali, la Champions e noi dobbiamo fare di tutto per far sì, società, Lega, di mandare i nostri giocatori in nazionale che siano più preparati possibili. Ma non deve neanche far sì che dopo queste società importanti vadano a fare qualche amichevole all’estero e magari possano portare a casa qualche soldo in più, e allora il tempo c’è. Per cui facciamo un ragionamento fatto bene in generale su tutto».

Elezioni FIGC e il peso politico della Serie A

Sulla presidenza federale e il sostegno a Giovanni Malagò, l’ad precisa la posizione del suo club: «Sui temi federali, non avevamo dato subito il supporto alla candidatura di Malagò, ma non era qualcosa di contrario nei confronti del presidente Malagò perché credo che come persona abbia tutti i requisiti per poter gestire il sistema calcio. Perché è vero che noi come Lega di Serie A abbiamo candidato, ma deve essere anche il presidente di tutto il mondo del calcio, di tutto il sistema».

Il vero ostacolo per la rinascita azzurra resta un apparato istituzionale bloccato: «Il problema nostro è un problema ampio perché io penso che il sistema è un sistema ingessato. La Lega Serie A deve essere un po’ il traino del sistema calcio. Non bisogna dimenticare il sistema dei dilettanti perché credo che è proprio dai dilettanti che si possa ripartire e da lì nascono poi i futuri campioni».

Tuttavia, sottolinea un netto squilibrio gestionale: «Ma non possiamo neanche pensare che il peso elettorale dei dilettanti sia necessariamente superiore rispetto a quello che può avere una Lega di Serie A. È impensabile che l’Associazione Italiana dei Calciatori abbia un peso più importante della Lega di Serie A. Sono cose che non possono esistere e tutto questo fa sì che il sistema calcio è un sistema difficile da rimettere in piedi. Poi si parlano degli italiani, si parlano dei giocatori, se ne possono fare tantissimi discorsi. Il lavoro da fare è ampio, è difficile, non so quanto tempo ci vorrà».

Il mercato in uscita: il futuro di Muharemovic

A margine dell’evento calcistico, c’è stato spazio anche per le trattative e per il futuro del gioiello difensivo Tarik Muharemovic: La Juve ha mantenuto il 50% sulla rivendita. Noi non gli abbiamo dato un valore, valuteremo da chi arriveranno le proposte. Se da una big italiana o da una squadra di Premier League, i valori cambiano. Vedremo anche se qualcuno inserirà qualche contropartita. Il nostro obiettivo è quello di dare la possibilità a questi ragazzi di arrivare in grandi club, ma saremmo felici anche di trattenerli”.

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Inter Cagliari: «Campionato sminuito? Vorrei essere mediocre e primo per tutta la mia vita! Bastoni non sarà convocato, ecco come sta»

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Inter Cagliari: le sue dichiarazioni prima del match di San Siro della 33ª giornata di Serie A 2025/26

Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, ha rilasciato queste dichiarazioni alla vigilia del Cagliari in conferenza stampa. Le parole verso il match della 33ª giornata di Serie A 2025/26.

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COSA SERVIRA’ DOMANI COL CAGLIARI? – «Noi avevamo fatto le prestazioni anche prima, poi ovvio che si giudica sempre il risultato. Proveremo a fare la prestazione anche domani, consapevoli che manchino 6 partite fino alla fine del campionato. Poi della Coppa Italia se ne parlerà nei prossimi giorni. Dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto, mantenere lo spirito giusto e la nostra ambizione per aggiungere altri 3 punti alla nostra classifica».

LA MIA BATTUTA SULLA QUALIFICAZIONE CHAMPIONS. L’INTER L’UNICA SQUADRA OBBLIGATA A VINCERE LO SCUDETTO E LE ALTRE NO? – «Se non capiamo l’ironia è meglio che iniziamo a fare altro. Tante cose sono narrata in maniera sbagliata o in base a quelli che sono gli obiettivi, le amicizie o i doveri di difendere l’uno o l’altro. La mia era una battuta ma dentro c’è la realtà. Si è sempre parlato di qualificazione Champions, allora mi sono messo anch’io a dire determinate cose da questo punto di vista, che sono reali. L’ho detto col sorriso sulle labbra, poi magari qualcuno l’ha presa troppo sul serio. Ci vuole ironia, il calcio non è la vita! Poi ci sono squadre che hanno un atteggiamento giusto che gli permette probabilmente di arrivare fino in fondo e a vincere e poi ci sono quelle altre squadre che hanno fatto di tutto per provare a vincere, ma ne vince solo una! Non bisogna cascare a prendersela male se la squadra del cuore o l’amico del cuore non ce la fa».

COME STA BASTONI? SIA FISICAMENTE CHE MENTALMENTE – «La farei anche finita a parlare di Ale, si parla di lui da un mese a questa parte e non lo si fa elogiandolo… Ci sarebbe anche da elogiare per quello che è l’uomo, il giocatore, che ha dato la disponibilità alla Nazionale nonostante abbia passato molti giorni in stampelle, ci ha messo la faccia e bisogna dargli credito perché ha provato a dare il proprio contributo. Poi giustamente un ragazzo che ha un problema fisico, perché tutt’ora quella caviglia non è al 100%, e bisogna accettare il fatto che in un mese si è allenato poco. Però è vero che siamo a fine aprile e fare un ricondizionamento fisico serve a poco. Bisogna dargli fiducia, farlo sentire importante, consapevoli del fatto che non sia al 100%. Noi lo ringraziamo perché ci mette la faccia e la disponibilità. Non sta bene, domani non sarà convocato. Rimarrà fuori sia per riprendersi dal problema alla caviglia e sia per rifare qualcosina che gli permetterà di alzare anche la condizione atletica».

MAROTTA MI HA CONFERMATO LA SUA FIDUCIA, A CHE PUNTO DI CRESCITA SONO? – «Miglioro e imparo tutti i giorni, sono il primo che quando si sveglia ogni mattina si guarda allo specchio e si fa autocritica. Errori ne ho fatti, imparo e miglioro, dal punto di vista professionale e soprattutto umano. Per come mi devo comportare con i ragazzi. Io devo andare a rimettere un paio di cerotti, fare due coccole e due abbracci, si pensa in modo superficiale di tutto quello che si racconta in giro, solo per fare i titoli e perché la negatività vende. Si vive in una cultura dell’imballaggio che disprezza i contenuti, io devo andare lì a cercare di farli sentire importanti, amati e degli esseri umani, non sono dei robot».

COME STANNO LAUTARO E BISSECK – «Bisseck ha già iniziato a lavorare in campo e tra qualche giorno inizierà a lavorare in gruppo con noi. Lautaro, rispetto a quelli che sono i tempi che ci sono stati detti, è in regola. Credo che settimana prossima anche lui andrà in campo a fare qualcosina in più. Si tratta di giorni: Bisseck due e Lauti 7-8».

LA PERCEZIONE CHE GLI ALTRI HANNO DI ME – «Posso essere tutto ma di sicuro non sono un fesso. La vita mi ha insegnato che devo adattarmi in base al momento, alla narrativa e al ruolo che ho, di leadership di questo gruppo. Se all’inizio dicevo determinate cose in determinati modi, sono cambiate strada facendo perché è cambiato tutto e io mi sono adeguato. E’ cambiata l’aspettativa, perché siamo partiti con la gente che diceva che saremmo dovuti finire ottavi, con un allenatore inesperto che tra 5 giorni sarebbe stato esonerato, e si faceva anche la conta e i nomi di chi lo avrebbe sostituito. Invece si è andati avanti grazie ad un gruppo di uomini che dall’inizio hanno avuto l’ambizione di essere competitivi e hanno cercato di rispettare cose gli era stato chiesto. Strada facendo le cose sono cambiate. Tutto nasce dal post Juve, che diventa una gogna mediatica sotto tutti i punti di vista, sia per quanto riguarda l’Inter e anche per quanto riguarda un giocatore dell’Inter, e lì la narrazione cambia. Ma io non sono mai stato polemico, questa è la mia coerenza, non ho mai messo maschere. Ho sempre cercato di non parlare di arbitri e non l’ho mai fatto, ho sempre cercato di mantenere un equilibrio in tutto quello che ho detto, e se a questo punto della stagione siamo quello che siamo e a qualcuno non gli va bene quello che dico, allora non è un problema mio. Voglio chiarire anche cosa avevo detto nella conferenza stampa pre Juve, che l’avete riportata un po’ sbagliata. Io ho detto “quando vedrò un allenatore che dirà di aver avuto un episodio a favore allora potrei iniziare a parlare anche io di arbitri”, ma non ho mai detto che sarei stato io a farlo per primo».

SE MI INFASTIDISCE IL FATTO CHE VENGA SMINUITO QUESTO CAMPIONATO DICENDO CHE SIA IL PIU’ BRUTTO DEGLI ULTIMI ANNI? – «E’ troppo facile cambiare pensiero in base alla classifica. Fino a qualche giornata fa o qualche mese fa era tutto competitivo, poi in base a come cresce il punteggio in classifica diventa attraente o mediocre. Questo non è un nostro problema. Io vorrei essere mediocre per tutta la mia vita, così primo in classifica, con la certezza di un lavoro fatto bene e di una società che mi sostiene»

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI CHIVU

Morto Manninger, l’ex portiere della Juventus vittima di un incidente. Aveva solo 48 anni, la ricostruzione di quanto accaduto

Morto Manninger, l’ex portiere della Juventus è vittima di un incidente. Ha perso la vita a soli 48 anni, la ricostruzione

Il mondo del calcio è in lutto per la tragica e prematura scomparsa di Alexander Manninger. L’ex portiere austriaco, noto e apprezzato anche in Italia per aver difeso le porte di Juventus e Siena, ha perso la vita giovedì in un grave incidente che ha coinvolto la sua auto e un convoglio della ferrovia locale di Salisburgo. L’ex calciatore aveva soltanto 48 anni.

Una lunga carriera tra i top club europei

Cresciuto calcisticamente nell’Austria Salisburgo, Manninger è entrato nella storia sportiva del suo Paese nel 1997, diventando il primo giocatore austriaco a trasferirsi in Premier League, firmando per l’Arsenal. Con i Gunners londinesi ha collezionato 39 presenze, conquistando un prestigioso trionfo nella stagione 1997/98 con le vittorie sia in campionato che in FA Cup.

La sua lunga carriera internazionale lo ha visto protagonista sui campi di Italia, Germania e Inghilterra. In Serie A, si è fatto apprezzare in modo particolare con le maglie del Siena e della Juventus, distinguendosi per professionalità e affidabilità. Successivamente ha militato anche con i tedeschi del FC Augsburg, per poi chiudere definitivamente la propria parentesi agonistica con un ultimo contratto firmato per il Liverpool. A livello internazionale, ha raccolto 33 presenze con la nazionale austriaca, prendendo parte alla spedizione di UEFA Euro 2008 nel ruolo di secondo portiere.

Lo scontro fatale e l’intervento dei soccorsi

Le dinamiche del tragico schianto restano ancora da chiarire del tutto. L’incidente è avvenuto intorno alle 8:20 del mattino presso un passaggio a livello senza barriere situato nei pressi della fermata di Pabing. Il veicolo dell’ex estremo difensore si è scontrato violentemente con un convoglio ferroviario, finendo quasi distrutto. I circa 25 passeggeri a bordo del treno e il macchinista sono fortunatamente rimasti illesi.

I soccorsi sono arrivati rapidamente sul posto, ma la gravità dell’impatto si è rivelata fatale. Nonostante l’immediato intervento dell’equipe medica, le disperate manovre di primo soccorso e l’uso del defibrillatore, per Manninger non c’è stato nulla da fare.

Aperte le indagini per ricostruire l’accaduto

Le cause esatte dell’incidente mortale sono attualmente oggetto di indagine da parte delle forze dell’ordine austriache. È stato incaricato un perito specializzato per ricostruire la dinamica e comprendere l’esatta sequenza degli eventi. Nelle prossime ore verranno analizzati con attenzione i dati della scatola nera del veicolo e il corretto funzionamento dei segnali al passaggio a livello. È stato infine confermato che, al momento dell’impatto, Manninger viaggiava da solo in auto.

Milan, Scaroni annuncia: «Nuovo San Siro? Prima dell’estate presenteremo il progetto». Cosa ha detto il presidente rossonero

Milan, il presidente rossonero Paolo Scaroni ha fatto questo annuncio sul progetto del nuovo San Siro. Queste le sue dichiarazioni

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, è intervenuto a tutto campo sui temi più caldi che riguardano il club rossonero e l’intero panorama del calcio italiano. In occasione dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dall’omonimo quotidiano, il numero uno di via Aldo Rossi ha fatto il punto della situazione, affrontando questioni cruciali come il progetto per la costruzione del nuovo impianto sportivo, gli obiettivi stagionali della squadra di Pioli e le imminenti elezioni per la presidenza della Federcalcio.

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Nuovo Stadio: un progetto condiviso con l’Inter prima dell’estate

Il tema delle infrastrutture resta centrale per garantire la crescita economica e sportiva del club. Sulla costruzione del nuovo stadio, portata avanti in sinergia con la sponda nerazzurra, Scaroni ha rassicurato i tifosi sulle tempistiche: «Stadio? Iniziamo a dire che qui è proprietà di Inter e Milan, un punto fondamentale. Adesso tutto sta procedendo in modo ragionevole, io spero di potere presto presentare il progetto di quello che sarà il nuovo stadio. Un’opera importante per la nostra città che deve raccogliere l’adesione di tutti i tifosi. Siamo vicini a questa scelta, dobbiamo farlo in tempi rapidi, certamente prima dell’estate. È un grande vantaggio poter fare scelte in due su uno stadio, che vadano bene all’uno e all’altro».

Corsa al quarto posto in Serie A e traguardi europei

Sul fronte prettamente sportivo, la qualificazione alla prossima Champions League rimane il traguardo imprescindibile della stagione. Il presidente crede fermamente nel piazzamento utile: «Quarto posto? Resto fiducioso di raggiungere l’obiettivo che abbiamo dal primo giorno. Scudetto? Non mi sono mai illuso, tra matematica e vedendo come giocavano le squadre. Ma non possiamo immaginare che il Milan non faccia parte della scena europea».

Elezioni FIGC e l’ostacolo della burocrazia italiana

Un passaggio di grande rilevanza istituzionale è stato dedicato al futuro assetto della FIGC e all’eventuale approdo ai vertici di Giovanni Malagò. L’appoggio societario è convinto: «La candidatura di Malagò a presidente della FIGC? Malagò ha dedicato la sua vita allo sport. Io sono convinto perché l’ho vissuto in diretta a Losanna quando ci hanno assegnato i Giochi Olimpici invernali. Avere un uomo di sport mi sembra una scelta molto saggia».

Infine, un’amara e lucida riflessione sulla complessa burocrazia italiana, ostacolo spesso insormontabile per le proprietà straniere pronte a finanziare i progetti: «La mia grande fatica come presidente del Milan è tradurre l’Italia a un presidente americano. Spiegare che ci mettiamo sei anni per fare investire a due stranieri 1,5 miliardi per uno stadio richiede uno sforzo di spiegazione notevole. Anche tutte le nostre procedure burocratiche, i meccanismi che regolano l’elezione del presidente della FIGC, non è facile raccontarli. Il mio azionista è un espertissimo di sport, la considera una missione e vorrebbe essere più attento a certi temi».

Calciomercato Inter: scelto il sostituto di Bastoni in caso di partenza del difensore! Chi arriverebbe al suo posto, ecco i nomi in lizza

Calciomercato Inter: chi sarà il sostituto di Alessandro Bastoni? La scelta andrà su uno di questi profili, ecco tutti i dettagli

Da diverse settimane il futuro di Alessandro Bastoni è uno dei temi più caldi del calciomercato nerazzurro. Il difensore dell’Inter è un obiettivo concreto del Barcellona, club pronto a fare di tutto per portarlo in Catalogna nella prossima sessione estiva. Durante l’ultima puntata del podcast “Caffè Di Marzio”, il noto esperto di mercato ha fatto il punto della situazione, svelando le strategie incrociate dei due club.

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L’interesse di Deco e le riflessioni in casa Inter

Il rendimento del centrale italiano è costantemente monitorato dalla dirigenza spagnola, e il pressing blaugrana potrebbe rivelarsi decisivo. Di Marzio inquadra così il momento del giocatore: “Non so se Bastoni giocherà contro il Cagliari – alcuni quotidiani lo danno titolare, altri no – ma già solo questo questo dubbio fa capire che esiste un “tema Bastoni”, che ha vissuto un periodo piuttosto complicato. Al di là che giochi o meno, questo ha un’influenza sul futuro, perché sappiamo che c’è il Barcellona pronto a tentare il giocatore. Il ds Deco lo ha individuato come giocatore ideale per migliorare la difesa, che ha bisogno di giocatori che sappiano fare reparto anche da soli”.

Il nodo delle contropartite e la volontà del difensore

Le ben note difficoltà finanziarie del club catalano impongono attente valutazioni sulle formule dell’operazione, mentre a Milano si inizia a metabolizzare l’idea di un addio: “Il suo innesto è una priorità per i Blaugrana, che ha tante difficoltà nel tesserare i giocatori nuovi. Per questo motivo vuole inserire contropartite tecniche, al fine di abbassare il cash e permettere l’iscrizione del nuovo giocatore nella rosa. L’Inter sta invece metabolizzando la partenza di Bastoni, dal momento che potrebbe essere proprio una volontà del giocatore: la sensazione è che Alessandro stesso voglia fare un’esperienza nuova e liberarsi da questo macigno che si porta addosso ogni volta che scende in campo in Serie A.

La richiesta economica: 70 milioni per arrivare a Solet e Muharemovic

La posizione della dirigenza di Viale della Liberazione resta irremovibile: servono risorse fresche e non scambi per poter finanziare il mercato in entrata. L’esperto conclude svelando il piano nerazzurro: “I nerazzurri vorrebbero circa 70 milioni di euro, in primis per rimpiazzarlo, e poi per fare anche mercato con quel che avanza. I nomi principali sono quelli di Solet e Muharemovic. Quindi fuori Bastoni per Solet e Muharemovic, questa potrebbe essere la strategia dell’Inter a patto che Bastoni manifesti la volontà di andare e dall’altra che il Barcellona arrivi a questo tipo di offerta senza inserire contropartite tecniche. L’Inter potrebbe dunque non accettare contropartite tecniche, dal momento che non le giudicherebbe idonee per giocare nella formazione titolare”.

Lavezzi racconta il dramma vissuto: «Avevo toccato il fondo, ho conosciuto l’oscurità. Facevo del male a me e a chi mi stava vicino». La toccante confessione del Pocho

Lavezzi, ex attaccante del Napoli e del Psg, si è raccontato in questa intervista. Ecco la drammatica confessione del Pocho

Dopo mesi di preoccupazione, Ezequiel Lavezzi torna a parlare. L’indimenticato Pocho, attaccante che ha infiammato i tifosi del Napoli dal 2007 al 2012, ha rilasciato una toccante intervista al Corriere della Sera, svelando i dettagli del delicato momento affrontato di recente e il suo percorso di recupero.

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La battaglia contro il buio e la depressione

L’ex campione argentino non ha nascosto le difficoltà vissute: Ho attraversato un periodo difficile, ma ora sto bene. Lavezzi ha descritto senza filtri la sua drammatica esperienza: Un profondo malessere, ho conosciuto l’oscurità. Mi facevo del male. A me e a chi mi stava vicino. Alternavo depressione a crisi di ansia. Non ero mai lucido, la testa piena di pensieri negativi”.

La svolta è arrivata grazie agli affetti e al supporto medico: Avevo toccato il fondo, non riuscivo più a vedermi così. Grazie al sostegno di mia moglie e della mia famiglia mi sono affidato a degli psicologi e ad altri specialisti di una clinica. Il mio percorso non è finito. Do un consiglio a chi soffre così: chiedete aiuto. Provo orgoglio per essere riuscito ad accettare e poi ad affrontare le mie fragilità. E anche gratitudine: star così male mi ha cambiato come persona. Sono un uomo più consapevole e maturo. A volte non puoi conoscere la luce senza aver visto il buio”.

Il calcio come salvezza e il no all’Atalanta per il Napoli

Guardando al passato, il calcio ha rappresentato un’ancora di salvezza: “I miei genitori erano separati, io stavo con mia mamma, che era sempre al lavoro. Passavo il tempo a giocare con gli amici in strada. Nel mio quartiere si spacciava droga, si girava armati. Senza pallone non so dove sarei finito. Dai 13 ai 15 anni, mi misi a fare l’elettricista. Il calcio mi annoiava, come poi mi è capitato altre volte in carriera. Un giorno però giocai una partitella con gli amici e dei procuratori mi notarono e mi proposero di tornare: “Ma devi iniziare a fare una vita da professionista”. Accettai”.

Sull’arrivo in Serie A, svela un retroscena di calciomercato: “La prima a volermi è stata l’Atalanta. Era arrivata anche a offrirmi la cifra che avevo chiesto, ma poi si è presentato il Napoli. Per noi argentini era la città di Maradona. Ho rinunciato ai soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro. Poi mi hanno cercato tutte le big, ma in Italia c’è solo il Napoli per me. Per questo poi ho scelto il Psg”.

Una nuova vita in famiglia

Oggi le priorità di Lavezzi sono cambiate radicalmente: Voglio essere una persona che non dimentichi quello che ha passato, che riesca ad accogliere la semplicità e che si goda la famiglia. Voglio vivere, ho la fortuna di avere due figli, il dono più grande della vita. Il calcio? È stato e sarà sempre il mio migliore amico, ma ora sto bene così, ora non è più importante”.

Bernardo Silva lascia il Manchester City a fine stagione, ora è ufficiale! Il portoghese andrà via a zero. Il comunicato degli inglesi e tutti i dettagli

Bernardo Silva dirà addio al Manchester City a fine stagione, ora è anche ufficiale! Il portoghese lascerà il club inglese a parametro zero

Il Manchester City ha annunciato ufficialmente che Bernardo Silva lascerà il club quest’estate. Dopo una splendida parentesi durata ben nove anni, il trentunenne trequartista saluterà l’Inghilterra, chiudendo un ciclo storico e indimenticabile sotto la guida di Pep Guardiola.

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I numeri di una leggenda dei Citizens

Arrivato nel 2017, il fuoriclasse portoghese ha collezionato 450 presenze, condite da 76 gol e 77 assist, entrando di diritto nella top 10 dei giocatori con più presenze nella storia del club (superando icone come David Silva). Il suo contributo ai successi della squadra è stato incalcolabile: ha conquistato 19 trofei importanti, tra cui una UEFA Champions League, sei titoli di Premier League, una Coppa del Mondo per Club FIFA e la recente Carabao Cup 2026 sollevata con la fascia da capitano al braccio.

Ora, l’obiettivo del giocatore è concludere la stagione nel migliore dei modi, con la squadra ancora in corsa per vincere sia il campionato che la FA Cup.

Il commovente messaggio di addio

La notizia è stata annunciata dal giocatore stesso attraverso il proprio account Instagram, con una lunga lettera rivolta a tutto l’ambiente azzurro. Ecco le sue parole esatte:

“Cityzens, Quando sono arrivato 9 anni fa, stavo seguendo il sogno di un bambino, desideroso di avere successo nella vita, di raggiungere grandi traguardi. Questa città e questo club mi hanno dato molto di più, molto più di quanto avessi mai sperato. Ciò che abbiamo vinto e raggiunto insieme è un’eredità che rimarrà per sempre preziosa nel mio cuore. I Centurion, il quadruplo domestico, il Treble, il Four In A Row e molto altro… Non era poi così male

Tra qualche mese sarà il momento di dire addio alla città dove non solo abbiamo vinto così tanto come club di calcio, ma anche dove ho iniziato il mio matrimonio e la mia famiglia. Dal profondo del cuore, Ines e Carlota, grazie!

Per i tifosi, il vostro sostegno incondizionato nel corso degli anni è qualcosa che non dimenticherò mai. Il mio obiettivo principale come giocatore era sempre giocare con passione così che vi sentiste orgogliosi e ben rappresentati in campo. Spero che tu abbia sentito questo in ogni singola partita. Sono arrivato come giocatore del Man City, me ne vado come uno di voi in più, tifoso del Man City per tutta la vita. Continua a sostenere questa giovane squadra e sono abbastanza sicuro che ti porteranno tanti nuovi ricordi fantastici in futuro.

Al club, a Pep, allo staff e a tutti i miei compagni di squadra in questi 9 anni, grazie per tutti i ricordi e per avermi permesso di far parte di questo percorso per così tanto tempo. L’atmosfera che creavamo ogni giorno nel campo di addestramento mi faceva sentire a casa e parte di una grande famiglia. Godiamoci insieme queste ultime settimane e lottiamo per ciò che questa stagione ancora ci porta.

Vi voglio bene tutti, Bernardo.”

Al termine della stagione, il Manchester City e i suoi tifosi prepareranno un degno tributo per salutare uno dei calciatori più amati e vincenti della propria storia.

Marotta indica la via: «Calcio italiano? Serve il sostegno del governo. Le proprietà straniere come Oaktree e RedBird ci hanno salvato. Su Malagò e Chivu…»

Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha parlato della maggioranza dei voti dei club di Serie A per Malagò come presidente FIGC, e non solo

Intervenuto dal palco dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dal quotidiano Il Foglio, il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha affrontato diversi argomenti.

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FIDUCIA A MALAGO’ – «Su Malagò c’è stata una convergenza di 19 club 20, significa che il profilo ha trovato ampio consenso. Credo che il momento difficile che il calcio sta attraversando, non solo l’eliminazione dal Mondiale, il malessere nel calcio c’è da tantissimi anni. Bisogna fare un bel distinguo tra quello che è il valore patrimoniale della Nazionale e quello che rappresenta questo comparto industriale. Le riforme sono necessarie per un futuro migliore che deve rispondere a un concetto di sostenibilità».

PROPRIETÀ STRANIERE – «Oggi abbiamo una serie A che ha più della maggioranza proprietà straniere e meno male che ci siano, l’esempio è Milano. Meno male che Oaktree e RedBird sono riusciti a salvare questa attività sportiva. Il fatto che l’Italia sia stata eliminata è il pretesto per dire fermiamoci e riflettiamo. Il candidato è un profilo di esperienza, sarà l’interprete di un programma elettorale che sarà condiviso con la Serie A e con chi lo appoggerà».

SPIEGARE A UN PROPRIETARIO STRANIERO CHE È MALAGÒ È PIÙ SEMPLICE – «Le nostre proprietà su questo modus operandi del fenomeno sportivo italiano tante volte esprimono delle perplessità. Pensiamo a un altro grandissimo problema che è quello strutture, gli stadi, e delle infrastrutture e quindi mi riferisco alle strutte mancanti nel settore giovanile. Chiaro che per loro è difficile assistere a iter burocratici così complicati per costruire uno stadio o centro sportivi dove non viene richiesta nessun intervento pubblico visto che tutto è finanziato privatamente. Le proprietà straniere ci guardano un attimo con un senso di responsabilità maggiore».

AIUTO DALLA POLITICA – «La politica è fondamentale. La crisi secondo me è partita dopo il Mondiale del 2006. La politica è importante perché deve accompagnarci in questa missione che è difficile e che in alcune circostanza va sopra la nostra testa. Noi possiamo garantire la stabilità e la competenza, ma dal punto di vista legislativo… Siamo in una situazione di emergenza. Da una parte c’è la Nazionale e i settori giovanili, dall’altra un’attività di impresa, il calcio, che è in difficoltà. Cosa chiede la Serie A? Chiede che ci sia un sistema legislativa che non sia di impedimento ma che ci favorisca, ma questo è un po’ utopistico. Non siamo alla ricerca di finanziamenti. Magari facendo degli accorgimenti come defiscalizzazione per chi investe nelle strutture giovanili, probabilmente si riescono a recuperare investimenti».

COME SI METTONO D’ACCORDO INTER E MILAN SU SAN SIRO? – «Per adesso non c’è stato nessun problema, non vedo criticità».

SERIE A A 18 SQUADRE – «L’area professionistica in Italia è la maggiore in termini di presenze e società professionistiche con una percentuale di fallimenti altissima, più di 100 sono fallite negli ultimi 25 anni, questo depone come non ci sia sostenibilità. Ci troviamo davanti al fatto che società come Inter o Milan devono rispondere a impegni diversi, di conseguenza avere 20 squadre significa intasamento degli impegni ufficiali. Se dovessero sospendere una partita per nebbia, oggi non troveremmo neanche la data per poterla recuperare. Il campionato a 20 squadre non è in grado di essere vissuto. C’è la paura da parte delle società medio-piccole della retrocessione, ma queste sono situazioni che dovremmo trovare e accomodare nel modo migliore. Capisco la diversità che c’è tra una società come il Sassuolo e una società come noi che fattura più di 500 milioni. Siamo nell’ambito di una giusta convivenza in un sistema che ha bisogno del Sassuolo, dell’Inter e del Milan».

CHAMPIONS AL SICURO COME DICE CHIVU? – «Non è matematica nemmeno quella, però penso di sì (ride, ndr). Amarezza Champions? Arrivare in finale in una competizione come la Champions è un grandissimo risultato. Chiaro che la serata di Monaco rimane nel segno di tutti perché c’è una grandissima delusione. Ci vuole la capacità di accantonarla e avere un sogno diverso, oggi il nostro sogno è rappresentato da un traguardo importante che è vicino e quindi concentriamoci su questo».

CHIVU RICONFERMATO? – «Chivu ha già il contratto, per cui è automatico che sia confermato. Siamo davanti a un allenatore che risponde a pieno quello che è il profilo di allenatore che cercava l’Inter e oggi rappresenta un grande punto di riferimento. L’unico neo che poteva avere era quello di non avere l’esperienza. Adesso questa esperienza la sta acquisendo di domenica in domenica, tutto il resto è estremamente positivo. Siamo contenti di aver fatto questa scelta, lui l’ha ripagata e oggi credo che sia uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione».

Nico Paz Inter, riaffiora il grande sogno di mercato: pazza idea per l’estate! Se parte quel big…

Nico Paz Inter, riaffiora il grande sogno di mercato: pazza idea per l’estate! Se parte quel big… L’indiscrezione di Repubblica

Stando a la Repubblica, l’Inter sta preparando un’importante operazione di mercato per l’estate 2024, mirando a Nico Paz, talento del Como che ha brillato in questa stagione con 11 gol. La squadra allenata da Fabregas ha ottenuto ottimi risultati grazie anche al contributo del giovane argentino, che ora è nel mirino dei nerazzurri. Tuttavia, l’operazione non è semplice, poiché il suo cartellino è di proprietà del Real Madrid, che a fine stagione eserciterà il diritto di riacquisto.

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La situazione di Nico Paz

Nico Paz è stato acquistato dal Como nel 2024 per 6 milioni di euro, con un contratto quinquennale fino al 2028. In aggiunta, il Real Madrid ha acquisito il 50% sulla futura rivendita e ha fissato il prezzo di riacquisto per i prossimi tre anni: 8 milioni nel 2025, 9 milioni nel 2026 e 10 milioni nel 2027. Tuttavia, non è escluso che i blancos possano pagare una cifra più alta, aggiungendo un “premio di valorizzazione”. La scorsa estate, il Tottenham aveva offerto ben 65 milioni più 10 milioni di bonus per il giocatore, ma il Como aveva rifiutato l’offerta.

Il futuro del giovane talento

Il futuro di Paz al Real Madrid è incerto. Dopo una stagione deludente, con Xabi Alonso e Arbeloa in panchina, il club spagnolo prevede una rivoluzione in estate, con l’obiettivo di fare cassa per finanziare nuovi acquisti. Nico Paz potrebbe essere uno dei giocatori sacrificati, con una forte concorrenza in attacco da parte di Rodrygo, Vinicius, Mastantuono, Arda Guler, Brahim Diaz e il giovane Endrick. Se il Real Madrid dovesse decidere di cederlo, l’Inter sarebbe pronta a fare un’offerta.

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Il legame con l’Inter

Secondo Repubblica, l’Inter starebbe preparando l’offerta per Nico Paz utilizzando i soldi derivanti dalla cessione di Bastoni al Barcellona, con una valutazione di circa 50 milioni di euro per il giocatore. Il vicepresidente Javier Zanetti, amico del padre di Paz, Pablo, gioca un ruolo fondamentale in questa trattativa. Il legame tra Paz e il mondo dell’Inter è evidente, come dimostrato anche da una foto pubblicata su Instagram da Paula de la Fuente, moglie di Zanetti, dopo una cena con il giovane argentino e l’ex leggenda nerazzurra Diego Milito.

Se il Como dovesse qualificarsi per la Champions League, tenterà di trattenere Paz un’altra stagione. Tuttavia, l’Inter sembra essere la destinazione più concreta per il giovane talento argentino.

Conferenza stampa Grosso pre Sassuolo Como: «Vanno fatti i complimenti ai ragazzi per il campionato fatto finora. Domani avremo queste 3 assenze»

Conferenza stampa Grosso pre Sassuolo Como: le parole del tecnico dei neroverdi alla vigilia del match del 33° turno di Serie A 25/26

La conferenza stampa di Fabio Grosso alla vigilia di Sassuolo Como: queste le parole del tecnico dei neroverdi per presentare la gara valevole per la 33^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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COME STA LA SQUADRA – «La squadra sta bene, mi piace questo finale in cui ci siamo meritati di lottare per qualcosa di diverso rispetto a quello a cui ambivamo a inizio stagione. Romagna, Bakola e Doig non saranno dei nostri per la partita di domani. Oggi valuteremo alcuni che abbiamo provato a rimettere in rosa. Mi auguro che saremo in 17 o 18 con i portieri. Su Berardi ho visto delle immagini, Domenico mi ha detto che è stata una cosa frettolosa, credo al ragazzo».

PERCORSO E OBIETTIVI – «Siamo contentissimi di ciò che abbiamo fatto, bisogna fare i complimenti ai ragazzi perché non era facile invece siamo stati bravi a fare un bel campionato. Domani cercheremo di fare una buona partita come sempre, provando a limitare le loro qualità e ad esaltare le nostre».

Abodi replica a Gravina: «Non siamo ai Mondiali ma non per i rigori sbagliati! Responsabilità di tutti, la Meloni mi ha fatto una richiesta»

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, è tornato sulle dimissioni di Gabriele Gravina da presidente FIGC e sulla crisi del calcio italiano

Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, ha discusso delle difficoltà del calcio italiano durante l’evento “Il Foglio a San Siro”. Abodi ha sottolineato che la mancanza di un obiettivo comune tra le parti coinvolte ha ostacolato i progressi del sistema calcistico. Il ministro ha dichiarato che, purtroppo, la responsabilità del fallimento è collettiva, ma ha anche evidenziato che non è possibile migliorare senza una visione condivisa.

Sull’ipotesi di un commissariamento, Abodi ha chiarito che, sebbene non sia nelle sue intenzioni, è determinato a dare il suo contributo come richiesto dal governo. Ha anche espresso dubbi sul fatto che la soluzione possa arrivare attraverso una misura drastica come il commissariamento, invitando invece a lavorare insieme per riformare il sistema calcistico italiano.

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PRIORITA’ DEL CALCIO ITALIANO – «Sono 17 anni che ci confrontiamo, se perdiamo, lo facciamo tutti insieme e le responsabilità sono di tutti. Però non vedo convergenza sull’obiettivo, che serve molto di più di un presidente in questo momento. E se non si è trovata con il 98,7% dei consensi, come posso essere fiducioso che ora si trovi?».

CRISI DEL SISTEMA – «Abbiamo detto di tutto: non c’è nessuna novità: il sistema non produce le situazioni che hanno consentito agli altri paesi di migliorarsi. Soluzioni? Non possono essere prodotte in un centro di ricerca».

DIMISSIONI GRAVINA – «Non ha fatto un passo indietro perché è il responsabile assoluto, ma perché il sistema non ha saputo fare dei passi in avanti. Non siamo ai Mondiali, ma non per colpa dei rigori sbagliati. Va trovata una soluzione».

COMMISSARIAMENTO – «Non voglio commissariare perché non posso. Ma voglio contribuire come mi ha chiesto la Meloni. Percepisco la stessa liturgia, che porterà allo stesso risultato, quindi nulla. È inutile attendere il 22 giugno».

“Attenzione alla pista Leao-Napoli”: sì per 70 milioni

Il Milan può cedere Leao e il Napoli è una delle destinazioni possibili per il calciatore: occhio alla pista azzurra

Rafa Leao via dal Milan. L’opzione prende ogni giorno più piede ed ormai sembra quasi l’epilogo naturale di una stagione vissuta sottotono. Il portoghese quest’anno non è mai riuscito ad incidere realmente nella squadra di Allegri, le eccezioni sono poche, gli infortuni tanti e tutto l’ambiente rossonero sembra essersi stancato degli alti e bassi del proprio numero 10.

Così in estate la separazione è l’ipotesi al momento più probabile, con Premier League e Saudi Pro League come destinazioni possibili. Non le uniche però, perché sta prendendo piede anche la possibilità che Rafa Leao resti in Italia: ci sarebbe il Napoli sulle sue tracce con Aurelio De Laurentiis che per il centenario della società azzurra avrebbe pronto il colpo di teatro. Un colpo da settanta milioni di euro, questa la cifra che convincerebbe il Milan a cedere il portoghese ad una diretta concorrente, mentre per una cessione all’estero il prezzo potrebbe anche abbassarsi.

Leao al Napoli: ecco come può esserci il sì

A lanciare la pista Napoli per Rafa Leao è Marco Varini che su X svela le indiscrezioni che ha raccolto negli ultimi giorni.

Rafa  Leao Napoli
Leao-Napoli, pista difficile (Instagram Rafa Leao) – Calcionews24.com

“Attenzione alla pista Leao-Napoli – scrive il blogger e noto tifoso rossonero -. Una trattativa non semplice, dal momento che la richiesta del Milan è di 70 milioni ma ADL ci sta seriamente pensando. Un giocatore già puntato gli anni scorsi, quando non c’era l’apertura da parte dei rossoneri. Ora il portoghese non è più incedibile, e Aurelio vuole provarci”.

Un tweet che evidenzia la volontà del patron partenopeo di provare a portare Leao al Maradona: il portoghese con le sue accelerazioni potrebbe infiammare il popolo azzurro, ma appare difficile che lasci Milano per restare in Serie A. Inoltre l’ingaggio del calciatore è già oltre gli standard del Napoli che ha come tetto massimo i sei milioni netti a stagioni pagati a Lukaku.

Il belga è destinato ad andare via, ormai fuori rosa dopo aver deciso di rifugiarsi ad Anversa per ritrovare la forma, ma la sua cessione non giustificherebbe un ingaggio importante come quello di Leao. Pista da seguire, ma non certo calda: le più roventi portano il portoghese lontano dalla Serie A e si sussurra di un’offerta faraonica proveniente dall’Arabia Saudita.

Cessione Torino, Cairo pronto a trattare? Dopo gli arabi il futuro può essere con gli USA!

Cessione Torino, Cairo pronto a trattare? Dopo gli arabi il futuro può essere con gli USA! Gli scenari per l’eventuale vendita societaria

Il futuro del Torino è al centro di forti indiscrezioni di mercato. Dopo l’interesse mostrato da una potente famiglia saudita alla fine del 2025, ora l’attenzione si sposta oltreoceano: gli Stati Uniti potrebbero diventare i prossimi pretendenti per il club granata.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Urbano Cairo, presidente del Torino da 21 anni, avrebbe mostrato una maggiore disponibilità a vendere la società, aprendo così a nuovi scenari societari. Pochi mesi fa, sempre secondo il quotidiano, una famiglia saudita aveva mostrato un forte interesse per il club, avvalendosi della consulenza di Marco Fassone, ex dirigente che aveva effettuato uno studio approfondito sul Torino. Tuttavia, gli investitori arabi hanno deciso di non procedere, senza mai contattare direttamente Cairo.

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L’interesse degli investitori americani

Adesso, il testimone passa agli americani. Le voci parlano di un movimento concreto da parte di investitori statunitensi, con Bank of America che sta svolgendo un ruolo attivo nella valutazione dell’operazione e nel contatto con potenziali fondi interessati. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più dinamici per gli investimenti nel calcio europeo. Diversi fondi americani stanno guardando con interesse alla Serie A, attratti dal rapporto qualità-prezzo dei club italiani e dalle potenzialità infrastrutturali, come il nuovo stadio e il centro sportivo.

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Un possibile cambiamento di proprietà

Dopo oltre due decenni alla guida del Toro, il presidente granata sembra ora più incline a valutare offerte serie. Un’apertura che potrebbe accelerare i tempi di un possibile cambio di proprietà, sebbene ad oggi non siano arrivate offerte concrete. Un eventuale ingresso di capitali americani rappresenterebbe una svolta storica per il Torino, con i tifosi che sognano un’iniezione di risorse importanti per competere ai piani alti della Serie A, modernizzare le infrastrutture e riportare il club ai livelli che la sua storia merita.

Il futuro del Torino potrebbe dunque subire un’importante trasformazione, con l’arrivo di nuovi investitori pronti a dare slancio a una squadra dal grande potenziale.

Simonelli annuncia: «Vogliamo rendere più vantaggioso acquistare calciatori italiani. Malagò scelta facile, ho una convinzione»

Simonelli annuncia: «Vogliamo rendere più vantaggioso acquistare calciatori italiani. Malagò scelta facile, ho una convinzione». Le sue parole

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha parlato in occasione dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dal quotidiano Il Foglio.

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SERIE A – «Da parte della Serie A c’è la volontà di portare più calciatori italiani nei nostri club, rendendo almeno neutrale l’acquisto dei giocatori, non dico conveniente. Oggi è molto più semplice investire su un giocatore straniero».

NAZIONALE – «Alla Serie A certo che interessa la Nazionale, il fatto che l’Italia non vada ai Mondiali è un danno enorme, per esempio sulla vendita dei diritti tv del campionato negli USA. Se la critica è sul mancato stage, sappiamo che nessuna Nazionale lo ha fatto, solo la Turchia ha interrotto il campionato»

SULLA CANDIDATURA DI MALAGO’ ALLA PRESIDENZA FIGC – «Di fronte alle capacità manageriali di Malagò, la scelta era facile. Ci sono delle aspettative da parte della Lega Serie A e abbiamo un’esigenza comune tra i club: favorire il fatto che ci possano essere ancora grandi campioni. Sono sicuro che Malagò troverà un’intesa sui programmi che la Serie A gli chiederà di portare avanti se accetterà la candidatura».

STADI? – «Tema che vede l’Italia arretrata rispetto agli altri. Ci auguriamo che grazie all’aiuto della politica nello snellire le procedure, non si debba rinunciare agli Europei»

Stramaccioni sul caos alla Roma: «I Friedkin prendano posizione! Gasperini e Ranieri? Conosco entrambi da molto tempo e posso dirvi questo»

L’ex allenatore dell’Inter, Andrea Stramaccioni, ha voluto dire la sua sul grande caos creatosi alla Roma dopo le dichiarazioni di Gasperini e Ranieri

Ranieri e Gasperini, sarà divorzio? Ne resterà solo uno? In casa Roma l’atmosfera è pesante. Andrea Stramaccioni, che l’ambiente lo ha conosciuto bene e oggi è un talent tv, affronta il tema su La Gazzetta dello Sport.

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LO SFOGO DI RANIERI – «Credo che lo sfogo di Ranieri sia stato solo la punta dell’iceberg. Mi spiego: i problemi ci sono da tanto tempo e hanno radici più profonde. Dalle incomprensioni sui giocatori da comprare – sia in estate che a gennaio – a un discorso sul progetto e sui rinnovi. Anche perché è da lì che si costruirà la Roma che verrà».

I MERITI DI GASPERINI – «Ha avuto la bravura e la forza di imporre le sue idee e la sua filosofia di gioco. D’altronde i Friedkin lo hanno preso per questo. Guardate Malen: con Gasp sta avendo un rendimento straordinario. Però, forse era il caso di affiancargli un altro attaccante di livello».

COSA STA SUCCEDENDO – «Premetto che è una situazione che sarebbe difficile da gestire anche altrove, non solo a Roma. Gasperini ha fatto presente che secondo lui alcuni giocatori non sono da Roma e Claudio credo abbia scelto di replicare. Conosco entrambi da tanto tempo e so che sono due grandi uomini di calcio, con un carattere forte. In particolare, sulle dichiarazioni pre partita di Ranieri, penso che siano state controproducenti, non solo per Gasperini, ma anche per la squadra in un momento così importante della stagione. Perché onestamente non vedo che benefici potesse avere rendere pubbliche alcune osservazioni sugli allenatori che avevano rifiutato la Roma o fare un confronto con i risultati dell’anno scorso».

LA SOCIETÀ DEVE PRENDERE POSIZIONE – «A questo punto è necessaria. E non lo penso da oggi. I Friedkin devono scendere in campo e chiarire la situazione. Gasperini è un allenatore che hanno fortemente voluto e su cui hanno investito, che senso ha prenderlo e non supportarlo dopo pochi mesi? Stessa cosa, però, dico su Ranieri. Vanno chiariti compiti, poteri e ruoli. E possono farlo soltanto loro».

È UN CASO CHE OGNI ANNO CI SIANO PROBLEMI? – «No, non può esserlo. La proprietà ha speso tanto e ha a cuore il bene della Roma, ma restano delle zone grigie su ruoli e poteri decisionali all’interno della società che causano da anni problemi su problemi. E questo non può più andare bene. Anche perché sennò ogni volta sei costretto a ripartire da zero. Gasperini, Ranieri e Massara possono convivere, basterà avere unione d’intenti».

LA ROMA PUÒ ARRIVARE QUARTA – «È lì, sta lottando. Ha dovuto combattere con tanti infortuni e tutti questi problemi, eppure è ancora in piena corsa per giocarsela. La Champions sarebbe un grandissimo risultato, non decisivo però. L’obiettivo della proprietà è restare in Europa e costruire una squadra che possa puntare al vertice in futuro. Se poi sarà Champions da subito, ben venga».

UN PROGETTO A LUNGO TERMINE CON GASPERINI – «La Roma ha puntato sull’allenatore giusto, che a sua volta l’ha scelta nonostante avesse tante richieste. Sono convinto che la soluzione sia creare un mix vincente, tra giocatori esperti e giovani che possono crescere. E in rosa ce ne sono parecchi. Un esempio? Pisilli. Ma in generale la società giallorossa ha sempre avuto una grande tradizione di settore giovanile».

COSA MANCA PER STARE AL VERTICE – «Come dicevo, forse un altro giocatore offensivo da affiancare a Malen. Un calciatore pronto, in grado di essere determinante da subito. E poi un esterno sinistro, così che Wesley possa essere usato a destra».

TOTTI – «Totti è Totti. È la Roma. Lo prenderei di corsa. Poi, certo, la differenza la fanno sempre competenze e ruoli. Ingombrante lo diventi se non hai mansioni chiare e non c’è ordine. Ma io credo che uno come Francesco possa essere solo un valore aggiunto».

Kean contro Il Pengwin, che scontro a Le Iene! L’attaccante: «Non sei nemmeno italiano, sei polacco! Ti prendo a testate». Poi le scuse

Kean contro Il Pengwin, che scontro a Le Iene! L’attaccante: «Non sei nemmeno italiano, sei polacco!». Poi le scuse, ecco cos’è successo

La lite social tra Moise Kean e l’influencer Kristian Pengwin ha fatto rapidamente il giro del web. Lo scorso weekend, Pengwin aveva pubblicato uno screenshot di una conversazione accesa in cui l’attaccante della Fiorentina e della Nazionale chiedeva un chiarimento diretto con l’influencer. La discussione ha scatenato un’ondata di reazioni, portando il noto programma televisivo Le Iene a organizzare un incontro tra i due protagonisti.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nel servizio andato in onda su Italia 1, si vede Kean reagire con rabbia alla presenza di Pengwin: «Che c***o ci fai sotto casa mia?! Vattene, io non scherzo**». E poi «Parli tanto ma non sei nemmeno italiano, sei polacco!». Un paio di minuti di tensione, poi l’attaccante continua: «**Lui è un co*ne. È il primo che prendo, ma tutti parlano troppo!». L’atmosfera, inizialmente concitata, si calma solo dopo qualche istante di alta tensione.

Nel pomeriggio, all’interno del Viola Park, Moise Kean ha voluto spiegare la situazione con maggiore lucidità: «Noi siamo persone normali, sbagliamo anche noi. Le critiche le devi accettare. Mi volevo scusare, so che devo dare l’esempio e non è una scena bella. Però non ritiro quello che ho detto, per me finisce qui». Kean ha anche parlato della sua esperienza con la Nazionale: «L’Italia? So che doveva dare qualcosa in più, per me è stata una bella mazzata. Bisogna andare avanti».

Le parole di Kean: ammissione e risoluzione

L’incidente ha suscitato dibattito sui social, ma Kean ha dimostrato di voler chiudere la questione in maniera matura, facendo mea culpa sulle sue reazioni ma mantenendo fermo il suo punto di vista. La vicenda ha mostrato un lato più umano di un calciatore spesso sotto i riflettori, ma che, come ha sottolineato, è comunque soggetto agli errori come chiunque altro.

Champions League, campioni senza corona: Mbappé, Vinicius e Yamal, i tre grandi sconfitti dell’edizione 2025-26

Champions League, la caduta dei tre campioni: Mbappé, Vinicius e Yamal sono i grandi eliminati. Dentro i KO di Real Madrid e Barcellona

La spietata legge della Champions League non fa sconti a nessuno, nemmeno a chi ha illuminato la competizione con giocate da stropicciarsi gli occhi. L’edizione 2025-26, giunta ormai alle sue battute conclusive, ha emesso verdetti inappellabili ai quarti di finale, mietendo vittime illustri. Tra queste, spiccano tre fuoriclasse assoluti che, pur avendo offerto prestazioni formidabili e trascinato le rispettive squadre a suon di gol, si ritrovano oggi con il titolo di “grandi sconfitti”: Kylian Mbappé, Vinicius Jr. e Lamine Yamal.

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Kylian Mbappé: l’illusione del nuovo impero

Fin dalle prime battute della competizione, il giudizio degli addetti ai lavori era stato unanime: “Il nuovo Real Madrid è di Mbappé“. L’impatto del fuoriclasse francese con i Blancos in Europa è stato devastante. Basti pensare alla notte del Pireo contro l’Olympiacos, quando, con Bellingham fuori e una squadra decimata dagli infortuni, è bastato lui: un poker clamoroso che ha letteralmente innalzato il Real Madrid. Ha continuato a segnare con costanza impressionante, punendo il Benfica e il Monaco nei turni successivi. Anche nella drammatica notte dell’Allianz Arena, ai quarti contro il Bayern Monaco, Mbappé aveva lasciato il segno, insaccando sul secondo palo un pallone teso di Alexander-Arnold. Una rete illusoria, cancellata dalla clamorosa rimonta bavarese (4-3) che ha sancito l’eliminazione dei madrileni. Ha dominato in lungo e in largo, ma si è dovuto arrendere a un passo dal traguardo. E pure ieri il gol al match del ritorno è servito solo a lasciarlo in vetta alla classifica cannonieri con 15 centri, 3 in più di Kane, che però ha l’opportunità di giocare ancora due gare e forse una terza, la finale.

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Vinicius Jr: orgoglio, danza e cuore spezzato

Compagno di squadra e di sventura di Mbappé, Vinicius ha confermato di essere il cuore pulsante e l’anima emotiva del Real Madrid. Di lui le cronache hanno scritto una verità inconfutabile: è sempre protagonista. Il momento più alto ed emblematico della sua Champions rimarrà senza dubbio la magica notte degli ottavi contro il Manchester City. Dopo essersi visto annullare una rete, ha siglato il gol vittoria nei minuti di recupero. Un’emozione esplosa in una danza sfrenata e in una celebrazione in cui ha mostrato la maglia col suo nome ai tifosi inglesi (che lo avevano stuzzicato); un Vinicius scatenato, felice, non irriguardoso, leader tecnico e carismatico. Eppure, tutta questa foga agonistica e le giocate di altissima scuola si sono infrante contro il muro del Bayern Monaco ai quarti, lasciando il brasiliano senza la corona europea. Ieri la traversa gli ha detto di no, l’immagine che resterà di lui probabilmente sarà quella dell’applauso polemico – con giallo conseguente – all’indirizzo dell’arbitro Vincic quando i tedeschi hanno realizzato il 3-3 in superiorità numerica.

Lamine Yamal: la meglio gioventù si ferma sul più bello

Spostandoci in Catalogna, il Barcellona saluta la competizione piangendo l’eliminazione del suo gioiello più puro. Lamine Yamal, etichettato semplicemente come “il più giovane”, ha dimostrato la maturità di un veterano. Già nelle prime fasi aveva stregato l’Europa. Ha saputo soffrire, come dimostra la sfida di Newcastle, dove, dopo aver fatto scena muta per 95 minuti ingabbiato dalla difesa avversaria, si è preso la responsabilità di segnare un rigore pesantissimo a tempo scaduto. Ai quarti contro l’Atletico Madrid, Yamal aveva illuso i blaugrana: è stato lui ad aprire le marcature intercettando un errore di Lenglet, combinando con Ferran Torres e beffando Musso. Tuttavia, il pragmatismo della squadra di Simeone ha ribaltato le sorti del doppio confronto.


Tre campioni, tre percorsi esaltanti fatti di accelerazioni letali, tecnica purissima e reti decisive. Mbappé, Vinicius e Yamal salutano la Champions League 2025-26 da sconfitti, ma con la consapevolezza di aver offerto al calcio europeo uno spettacolo individuale di rarissima bellezza.

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