Pagina 185 – Calcio News 24

Kean contro Il Pengwin, che scontro a Le Iene! L’attaccante: «Non sei nemmeno italiano, sei polacco! Ti prendo a testate». Poi le scuse

Kean contro Il Pengwin, che scontro a Le Iene! L’attaccante: «Non sei nemmeno italiano, sei polacco!». Poi le scuse, ecco cos’è successo

La lite social tra Moise Kean e l’influencer Kristian Pengwin ha fatto rapidamente il giro del web. Lo scorso weekend, Pengwin aveva pubblicato uno screenshot di una conversazione accesa in cui l’attaccante della Fiorentina e della Nazionale chiedeva un chiarimento diretto con l’influencer. La discussione ha scatenato un’ondata di reazioni, portando il noto programma televisivo Le Iene a organizzare un incontro tra i due protagonisti.

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Nel servizio andato in onda su Italia 1, si vede Kean reagire con rabbia alla presenza di Pengwin: «Che c***o ci fai sotto casa mia?! Vattene, io non scherzo**». E poi «Parli tanto ma non sei nemmeno italiano, sei polacco!». Un paio di minuti di tensione, poi l’attaccante continua: «**Lui è un co*ne. È il primo che prendo, ma tutti parlano troppo!». L’atmosfera, inizialmente concitata, si calma solo dopo qualche istante di alta tensione.

Nel pomeriggio, all’interno del Viola Park, Moise Kean ha voluto spiegare la situazione con maggiore lucidità: «Noi siamo persone normali, sbagliamo anche noi. Le critiche le devi accettare. Mi volevo scusare, so che devo dare l’esempio e non è una scena bella. Però non ritiro quello che ho detto, per me finisce qui». Kean ha anche parlato della sua esperienza con la Nazionale: «L’Italia? So che doveva dare qualcosa in più, per me è stata una bella mazzata. Bisogna andare avanti».

Le parole di Kean: ammissione e risoluzione

L’incidente ha suscitato dibattito sui social, ma Kean ha dimostrato di voler chiudere la questione in maniera matura, facendo mea culpa sulle sue reazioni ma mantenendo fermo il suo punto di vista. La vicenda ha mostrato un lato più umano di un calciatore spesso sotto i riflettori, ma che, come ha sottolineato, è comunque soggetto agli errori come chiunque altro.

Champions League, campioni senza corona: Mbappé, Vinicius e Yamal, i tre grandi sconfitti dell’edizione 2025-26

Champions League, la caduta dei tre campioni: Mbappé, Vinicius e Yamal sono i grandi eliminati. Dentro i KO di Real Madrid e Barcellona

La spietata legge della Champions League non fa sconti a nessuno, nemmeno a chi ha illuminato la competizione con giocate da stropicciarsi gli occhi. L’edizione 2025-26, giunta ormai alle sue battute conclusive, ha emesso verdetti inappellabili ai quarti di finale, mietendo vittime illustri. Tra queste, spiccano tre fuoriclasse assoluti che, pur avendo offerto prestazioni formidabili e trascinato le rispettive squadre a suon di gol, si ritrovano oggi con il titolo di “grandi sconfitti”: Kylian Mbappé, Vinicius Jr. e Lamine Yamal.

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Kylian Mbappé: l’illusione del nuovo impero

Fin dalle prime battute della competizione, il giudizio degli addetti ai lavori era stato unanime: “Il nuovo Real Madrid è di Mbappé“. L’impatto del fuoriclasse francese con i Blancos in Europa è stato devastante. Basti pensare alla notte del Pireo contro l’Olympiacos, quando, con Bellingham fuori e una squadra decimata dagli infortuni, è bastato lui: un poker clamoroso che ha letteralmente innalzato il Real Madrid. Ha continuato a segnare con costanza impressionante, punendo il Benfica e il Monaco nei turni successivi. Anche nella drammatica notte dell’Allianz Arena, ai quarti contro il Bayern Monaco, Mbappé aveva lasciato il segno, insaccando sul secondo palo un pallone teso di Alexander-Arnold. Una rete illusoria, cancellata dalla clamorosa rimonta bavarese (4-3) che ha sancito l’eliminazione dei madrileni. Ha dominato in lungo e in largo, ma si è dovuto arrendere a un passo dal traguardo. E pure ieri il gol al match del ritorno è servito solo a lasciarlo in vetta alla classifica cannonieri con 15 centri, 3 in più di Kane, che però ha l’opportunità di giocare ancora due gare e forse una terza, la finale.

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Vinicius Jr: orgoglio, danza e cuore spezzato

Compagno di squadra e di sventura di Mbappé, Vinicius ha confermato di essere il cuore pulsante e l’anima emotiva del Real Madrid. Di lui le cronache hanno scritto una verità inconfutabile: è sempre protagonista. Il momento più alto ed emblematico della sua Champions rimarrà senza dubbio la magica notte degli ottavi contro il Manchester City. Dopo essersi visto annullare una rete, ha siglato il gol vittoria nei minuti di recupero. Un’emozione esplosa in una danza sfrenata e in una celebrazione in cui ha mostrato la maglia col suo nome ai tifosi inglesi (che lo avevano stuzzicato); un Vinicius scatenato, felice, non irriguardoso, leader tecnico e carismatico. Eppure, tutta questa foga agonistica e le giocate di altissima scuola si sono infrante contro il muro del Bayern Monaco ai quarti, lasciando il brasiliano senza la corona europea. Ieri la traversa gli ha detto di no, l’immagine che resterà di lui probabilmente sarà quella dell’applauso polemico – con giallo conseguente – all’indirizzo dell’arbitro Vincic quando i tedeschi hanno realizzato il 3-3 in superiorità numerica.

Lamine Yamal: la meglio gioventù si ferma sul più bello

Spostandoci in Catalogna, il Barcellona saluta la competizione piangendo l’eliminazione del suo gioiello più puro. Lamine Yamal, etichettato semplicemente come “il più giovane”, ha dimostrato la maturità di un veterano. Già nelle prime fasi aveva stregato l’Europa. Ha saputo soffrire, come dimostra la sfida di Newcastle, dove, dopo aver fatto scena muta per 95 minuti ingabbiato dalla difesa avversaria, si è preso la responsabilità di segnare un rigore pesantissimo a tempo scaduto. Ai quarti contro l’Atletico Madrid, Yamal aveva illuso i blaugrana: è stato lui ad aprire le marcature intercettando un errore di Lenglet, combinando con Ferran Torres e beffando Musso. Tuttavia, il pragmatismo della squadra di Simeone ha ribaltato le sorti del doppio confronto.


Tre campioni, tre percorsi esaltanti fatti di accelerazioni letali, tecnica purissima e reti decisive. Mbappé, Vinicius e Yamal salutano la Champions League 2025-26 da sconfitti, ma con la consapevolezza di aver offerto al calcio europeo uno spettacolo individuale di rarissima bellezza.

Infantino categorico: «L’Iran deve venire al Mondiale, si sono qualificati. Il nostro compito è quello di…»

Infantino categorico: «L’Iran deve venire al Mondiale, si sono qualificati. Il nostro compito è quello di…». Le parole del presidente della FIFA

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha commentato la situazione dell’Iran ai microfoni di CNBC. Il dirigente ha sottolineato che, nonostante le difficoltà politiche, è fondamentale che la nazione partecipi ai tornei internazionali, in quanto i giocatori si sono qualificati e vogliono rappresentare il loro popolo. Infantino ha ribadito la necessità di separare sport e politica, esprimendo la speranza che la situazione in Iran migliori per consentire una partecipazione serena. “Costruire ponti e mantenerli intatti è il nostro compito”, ha aggiunto.

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PAROLE – «L’Iran? Speriamo che per allora la situazione sia tranquilla; questo aiuterebbe sicuramente. L’Iran deve venire, ovviamente. Rappresentano il loro popolo. Si sono qualificati. I giocatori vogliono giocare. Devono giocare perché lo sport deve rimanere separato dalla politica. Ora, non viviamo sulla luna, viviamo sul pianeta Terra, ma se non c’è nessun altro che crede nella costruzione di ponti e nel mantenerli intatti e uniti, lo faremo noi».

Carlos Augusto Inter, rinnovo in stand-by e rebus sul futuro: c’è un club di Serie A in agguato!

Carlos Augusto Inter, rinnovo in stand-by e rebus sul futuro: c’è un club di Serie A in agguato! Ecco la squadra interessata al brasiliano

Il futuro di Carlos Augusto all’Inter è ancora incerto, con la dirigenza nerazzurra che ha proposto un rinnovo del contratto, ma l’accordo non è ancora stato finalizzato. Nonostante il contratto attuale scada nel 2028, il difensore brasiliano ha scelto di non affrettare i tempi, preferendo concentrarsi sulle prestazioni sul campo in questo finale di stagione. La questione sembra legata principalmente a motivi tecnici e non economici.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Carlos Augusto desidera una maggiore considerazione nelle rotazioni di Cristian Chivu, ma la forte concorrenza di giocatori come Alessandro Bastoni e Federico Dimarco complica il suo inserimento stabile nel reparto difensivo. Il procuratore del brasiliano è consapevole delle difficoltà legate a questa situazione e ha iniziato a esplorare altre opzioni, anche se l’ingaggio non sembra essere il problema principale. Nonostante l’offerta dell’Inter di 3 milioni di euro, l’entourage del giocatore ha messo in secondo piano l’aspetto economico.

La Roma pronta a fare sul serio

Nel frattempo, la Roma è emersa come una delle principali pretendenti per Carlos Augusto. I giallorossi hanno mostrato un concreto interesse per l’ex Monza, ma la riuscita della trattativa dipenderà dai risultati sportivi della squadra. In particolare, l’accesso alla Champions League rappresenterebbe un fattore determinante per convincere il difensore a sposare il progetto capitolino. Se la Roma riuscisse a qualificarsi per la massima competizione europea, potrebbe avere un grande vantaggio nella corsa al giocatore.

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In questo scenario di incertezza, l’Inter dovrà accelerare i tempi per definire il futuro di Carlos Augusto, che è ormai uno dei punti di riferimento della difesa, ma che desidera maggior spazio e fiducia per continuare a crescere. La prossima stagione potrebbe essere decisiva, sia per la Roma che per l’Inter, nel cercare di attrarre il difensore brasiliano nel progetto giusto per il suo futuro.

Lecce, ottime notizie per Di Francesco: Camarda è pronto a tornare in gruppo! Il comunicato

Lecce, ottime notizie per Di Francesco: Camarda è pronto a tornare in gruppo! Il comunicato del club sulle condizioni dell’attaccante

Il Lecce di Eusebio Di Francesco è ancora impegnato nella difficile lotta salvezza e lo sarà probabilmente fino alla fine della stagione. Con la Cremonese come principale avversario, la squadra giallorossa dovrà lottare fino all’ultimo per mantenere la Serie A. Una buona notizia arriva però per l’allenatore: Francesco Camarda è pronto a tornare in campo. Dopo aver terminato con successo la fase di riabilitazione post-operazione alla spalla, l’attaccante si unirà al gruppo per gli allenamenti già martedì 21 aprile. Il suo ritorno è fondamentale per il Lecce, che avrà bisogno di ogni giocatore disponibile per ottenere una salvezza che potrebbe dipendere da ogni singolo dettaglio.

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IL COMUNICATO – «Francesco Camarda, dopo aver terminato a Milano la fase di riabilitazione a seguito dell’infortunio alla spalla destra, dalla giornata di martedì 21 Aprile sarà a completa disposizione del tecnico Eusebio Di Francesco».

Bayern Monaco Real Madrid, il successo dei bavaresi raccontato dalla stampa estera: ora c’è il PSG!

Bayern Monaco Real Madrid, il successo dei bavaresi raccontato dalla stampa estera: ora c’è il PSG in semifinale di Champions League

Il Bayern Monaco si qualifica con grande entusiasmo, nonostante una prestazione non brillante. Come riportato dalla Bild, la squadra di Vincent Kompany ha ottenuto il passaggio ai semifinali ribaltando il risultato contro il Real Madrid nei minuti finali, mostrando alcune imprecisioni, ma centrando l’obiettivo fondamentale. La euforia bavarese ha invaso anche i social, con il club che ha sfidato i madridisti con uno scherzoso tweet: “90 minuti all’Allianz Arena sono molto lunghi”, giocando sul celebre motto di casa Real Madrid.

Bayern Monaco vs PSG: sfida già anticipata

L’attenzione ora si sposta sulla prossima sfida europea: il Bayern Monaco affronterà il Paris Saint-Germain nella semifinale di Champions League. Questo sarà il terzo incontro diretto tra le due squadre in un anno e mezzo, con L’Équipe che definisce l’incontro come “La promessa di un vertice assoluto”. Il PSG dovrà fare tesoro degli errori passati, come la sconfitta per 2-1 nella fase a girone unico. Un dato statistico preoccupante è che il Bayern ha vinto gli ultimi cinque precedenti di Champions contro i parigini. Tuttavia, Le Parisien sottolinea come il PSG si sia profondamente maturato nell’ultimo anno, affrontando questa sfida con una forma straripante e una squadra pronta a invertire i pronostici.

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L’Arsenal delude nonostante la qualificazione

Oltremanica, l’Arsenal avanza alle semifinali ma non riesce a entusiasmare. Nonostante Mikel Arteta avesse promesso “fuoco e fiamme” contro lo Sporting, la realtà raccontata dalla stampa inglese è diversa. SkySport riassume severamente: “Niente fuoco, tanta paura, ma arriva la semifinale”, mentre The Sun critica una prestazione ben al di sotto degli standard dei Gunners. Anche in Europa, la qualificazione non entusiasma: L’Équipe parla di “noia totale”, mentre in Spagna, AS evidenzia la solidità difensiva della squadra. In Portogallo, invece, c’è grande rammarico, con Record che titola: “Appesi a un filo”, descrivendo l’uscita a testa alta degli sportingisti, fermati anche da un palo.

Con le semifinali di Champions in arrivo, l’Europa si prepara a vivere altre emozionanti sfide.

Malagò svela: «Mi hanno contattato per la presidenza FIGC già prima della Bosnia. Un ex calciatore nella mia squadra? Ecco come stanno le cose»

Malagò svela: «Mi hanno contattato per la presidenza FIGC già prima della Bosnia. Un ex calciatore nella mia squadra? Vi spiego». Le sue parole

L’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, chiarisce alcuni punti in merito alla sua candidatura alla presidenza FIGC dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Queste le sue parole rilasciate nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dal quotidiano Il Foglio.

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CAMBIO SISTEMA – «Rispetto a chi sta nel calcio il mio non è un grande curriculum (da calciatore, ndr). Un cambio di sistema? Abodi ha detto una cosa condivisibile».

HO AVUTO LA MIA OCCASIONE 8 ANNI FA? – «Sotto il profilo tecnico non so a cosa si riferisca Binaghi. Quando il Coni commissaria una Federazione, se non ci sono irregolarità amministrative non si può andare a cambiare gli aspetti statutari, senza passare da assemblee straordinarie delle componenti. Lo ringrazio però, è la prima volta in cui mi ha fatto un complimento dicendo che sono simpatico».

CANDIDATURA – «Non si può dire che sono candidato alla Federcalcio. Uno riflette, come sto facendo io in questi giorni. Se ti vengono a trovare alcune società, anche prima della partita con la Bosnia, e poi ti vengono a ritrovare dopo qualche giorno, e poi ancora te ne ritrovi 19, sei preparato sul tema. Bisogna dare atto che c’è un discorso di credibilità e di rispetto da prendere in considerazione».

CONTATTI PRIMA DEI PLAYOFF? – «Non credo di dire qualcosa di nuovo. C’era preoccupazione. Il sistema deve essere rivisitato, ma non credo che tutte le persone che ci sono state finora abbiano solo fatto male».

PROSSIMI PASSI – «Il passo successivo è interpellare le altre componenti. Ieri ho incontrato allenatori e giocatori, è previsto che incontri anche gli altri presidenti. L’impressione è che le componenti tecniche siano propositive nel parlare. Se dovessi andare avanti devo mettere giù un programma ascoltando suggerimenti e richieste».

EX CALCIATORI CON ME IN FIGC? – «Per quanto riguarda un calciatore nella mia squadra, non ho pensato a nulla di particolare. Non ho impegni con me stesso e di conseguenza non li ho con qualcun altro. Non mi viene in mente nessuno però che non abbia coinvolto un atleta in un ruolo più o meno importante nelle Federazioni. In un mondo come quello del calcio credo che un calciatore abbia un valore aggiunto da mettere in campo».

POLITICA – «È indispensabile che la politica si occupi del calcio. Io credo, a livello collegiale, di avere avuto rapporti importanti e positivi con le persone che fanno politica a certi livelli. Bisogna necessariamente adeguarsi, ma nell’adeguarsi bisogna anche fare presente i propri problemi. Altrimenti si pensa che accettando senza contraddizione quello che pensa la politica, si risolvano tutte le situazioni. Bisogna sperare di andare d’accordo su tutte le cose, ma anche volontà di trovare la più ampia collaborazione».

Buonfiglio spiega: «Ho ricevuto molte pressioni per commissionare la FIGC, ma non siamo legittimati a farlo. Sul prossimo presidente federale dico questo»

Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, parole del futuro della presidenza FIGC e chiarisce il motivo del tramonto dell’ipotesi commissariamento

Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, ha commentato le pressioni ricevute riguardo al commissariamento della FIGC durante l’evento “Il Foglio a San Siro”. Ha sottolineato che, senza legittimazione, il CONI non interverrà, e ha espresso il suo auspicio che le componenti della federazione scelgano autonomamente il presidente, con un programma condiviso. Buonfiglio ha anche parlato del rapporto tra sport e politica, ribadendo il ruolo del CONI come garante delle scelte giuste per il sistema sportivo italiano. Infine, ha esortato la FIGC a lavorare con dedizione per far crescere il calcio, anche evitando esempi negativi per i giovani.

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COMMISSARIAMENTO? – «Ho ricevuto diverse pressioni per commissariare la Federcalcio, ma se non siamo legittimati a farlo non lo facciamo».

PROSSIMO PRESIDENTE FIGC – «Io faccio il tifo perché le componenti della federazione riescano a eleggere il presidente, però ritengo fondamentale che il presidente abbia una squadra e un programma condiviso e realizzabile. Tifare uno dei due candidati? Sarebbe l’errore più grande che potrei commettere. Il CONI è garanzia dello sport, monitora, auspica, e quando consultato deve rispondere».

RAPPORTO TRA IL CONI E LA POLITICA – «Il CONI rappresenta oltre 115mila società, è una componente importante della nostra vita economica, sociale e sportiva. Quindi è necessario mantenere il giusto equilibrio ed essere rispettati. La nostra presenza sul territorio deve servire alla politica per fare delle scelte giuste, quindi dobbiamo svolgere bene il nostro ruolo».

FEDERAZIONE – «La FIGC è un mondo molto complesso, a cui dico di lavorare bene perché è bello vivere le emozioni di quando si vince un Mondiale. So cosa vuol dire e auguro con tutto il cuore a chi prenderà in mano la federazione di iniziare un percorso. Dalla sera alla mattina non cambia nulla, ma nel giro di 4/5/6 anni può cambiare qualcosaIl mondo del calcio è rappresentato dalle leghe, dai tecnici, dagli arbitri, ci sono migliaia di club dalla base. Ciò che serve sono anche modelli da imitare. Quando vediamo i bambini di 7-8 anni scimmiottare esempi negativi veramente fa male».

Salone del Libro Torino 2026, gli ospiti sportivi: date, programma e protagonisti da Roberto Baggio ad Alberto Tomba

Tutti gli ospiti sportivi al Salone del Libro 2026: quando ci saranno e perché seguirli

Lo sport entra forte nel programma del Salone del Libro 2026 di Torino e lo fa con un’agenda compatta, distribuita tra il 14 e il 17 maggio. Il richiamo principale è Roberto Baggio, atteso giovedì 14 maggio dalle 17 alle 18 in Sala Oro: un evento centrale, perché parliamo di una leggenda del calcio italiano, Pallone d’Oro 1993, capace di attraversare generazioni e immaginario collettivo, ed essere in questo momento storico e calcistico simbolo di una possibile rivoluzione del mondo del pallone (ricordate il dossier Baggio?). Nello stesso giorno, ma alle 12 in Sala Olimpica, toccherà a Stefania Belmondo, una delle più grandi atlete italiane di sempre, due ori olimpici e dieci medaglie ai Giochi invernali nello sci di fondo.

Il venerdì 15 maggio alle 15.30 in Sala Olimpica sarà la volta di Nicoletta Romanazzi con Mattia Perin e Federico Vergari. Perin è il portiere della Juventus dal 2018, profilo riconoscibile del calcio italiano di oggi. Romanazzi, meno nota al grande pubblico sportivo, è una mental coach specializzata in sport coaching e top performance. Vergari, invece, è una figura interna ma importante nel sistema del Salone: cura l’area sport e fumetto ed è una delle voci del podcast Fuoriclasse, dedicato alle storie dello sport.

Il sabato 16 maggio alle 17.45 spazio al ciclismo con Giorgio Brambilla e Alan Marangoni in Sala Olimpica, in un incontro pensato per raccontare il dietro le quinte della strada, tra allenamento, sicurezza, mentalità e cultura della bici.

La chiusura più densa arriva domenica 17 maggio: Achille Polonara alle 12 in Sala Olimpica, con una testimonianza che intreccia basket e vita, e Alberto Tomba alle 17.15 in Sala Rossa, nome-monumento dello sci azzurro, primo sciatore alpino a vincere medaglie in tre Olimpiadi invernali.
Il 18 maggio alle 12, infine, riflettori su Monica Boggioni e Giuliana Turra: nuoto paralimpico e wheelchair curling per raccontare lo sport come affermazione, rappresentanza e conquista quotidiana.

È qui che il Salone alza davvero il ritmo: grandi campioni, storie forti, sport raccontato come biografia, fatica e identità.

Recap ospiti sportivi al Salone del Libro 2026

  • Giovedì 14 maggio, ore 12:00 – Stefania Belmondo, Sala Olimpica
  • Giovedì 14 maggio, ore 17:00 – Roberto Baggio, Sala Oro
  • Venerdì 15 maggio, ore 15:30 – Nicoletta Romanazzi con Mattia Perin e Federico Vergari, Sala Olimpica
  • Sabato 16 maggio, ore 17:45 – Giorgio Brambilla e Alan Marangoni, Sala Olimpica
  • Domenica 17 maggio, ore 12:00 – Achille Polonara, Sala Olimpica
  • Domenica 17 maggio, ore 17:15 – Alberto Tomba, Sala Rossa
  • Lunedì 18 maggio, ore 12:00 – Monica Boggioni e Giuliana Turra, Sala Olimpica

Buffon torna sull’eliminazione dell’Italia: «Opportunità per ripartire e crescere, senza scorciatoie. Noi italiani i migliori a far gruppo nelle difficoltà!»

Poche settimane dopo le dimissioni da capo delegazione della Nazionale, l’ex portiere della Juve e dell’Italia, Gianluigi Buffon, torna a parlare

Ieri sera, Gianluigi Buffon ha presentato la sua biografia “Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi” a Londra, dove ha parlato delle sue scelte di carriera, tra cui la decisione di giocare fino a 45 anni per l’1% di speranza di vincere il Pallone d’Oro. Buffon ha anche discusso il sogno Champions League mai realizzato, la sua reazione all’eliminazione contro il Real Madrid nel 2018, e le esperienze con la Nazionale.

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LA SCELTA DI GIOCARE FINO A 45 ANNI – «Perché sentivo sempre quell’1% di speranza di vincere il Pallone d’oro».

LA CHAMPIONS LEAGUE E’ RIMASTA UN SOGNO – «Rifarei tutto quello che ho fatto. Tutto. Sono felice di aver vinto, ma anche di aver perso. Mi spiace solamente per i tifosi, non per me. Rimpianto? Non aver potuto giocare con Zidane, Messi e Ronaldo il brasiliano».

LA REAZIONE SCOMPOSTA ALL’ELIMINAZIONE COL REAL MADRID NEL 2018 – «Non ho avuto un atteggiamento maturo, da capitano. Invece, bisogna accettare la sconfitta, anche nell’ingiustizia».

NAZIONALE – «Nel 2006 le premesse erano terribili, con Calciopoli, ma abbiamo vinto perché Lippi ci ha protetto, e poi eravamo davvero tutti fratelli in quella squadra. L’eliminazione con la Bosnia? Il momento è difficile ma è un’opportunità per ripartire e crescere, ripartendo dalle fondamenta, senza scorciatoie. Noi italiani siamo i migliori a fare gruppo nelle difficoltà».

Mercato Milan, sprint per Vlahovic! Nkunku può avvicinare il serbo in rossonero: il motivo

Mercato Milan, sprint per Vlahovic! Nkunku può avvicinare il serbo in rossonero: il motivo. Occhio all’incastro per l’attacco di Allegri

Il futuro di Dusan Vlahovic alla Juventus rimane incerto, come ha confermato nei giorni scorsi Damien Comolli, amministratore delegato della Juventus. Non ci saranno novità prima della fine della stagione, ma il tempo che rimane potrebbe essere cruciale per il Milan, che si sta preparando per un possibile assalto al numero 9 bianconero. Questo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport dopo l’infortunio subito dal serbo nel riscaldamento prima della partita Juventus-Genoa del 6 aprile.

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Vlahovic potrebbe diventare svincolato in 75 giorni

Fra 75 giorni, Dusan Vlahovic sarà ufficialmente svincolato, poiché il suo contratto con la Juventus scadrà. Nei giorni scorsi, il serbo ha mostrato la sua apertura a rimanere, e i colloqui con il padre Milos sono in corso. Tuttavia, come evidenziato dal quotidiano sportivo, la “partita economica” è solo all’inizio e non ancora conclusa. Vlahovic, già ora, potrebbe firmare con qualsiasi club, e la Juventus è consapevole dei rischi, a partire dall’interesse crescente del Milan per l’attaccante.

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La proposta della Juventus e il possibile assalto del Milan

La proposta della Juventus per Vlahovic prevede un rinnovo di uno o due anni con uno stipendio ridotto, che scenderebbe almeno della metà rispetto agli attuali 12 milioni di euro netti. La Juventus spera che la voglia del serbo di rilanciarsi in un ambiente che conosce bene e sotto la guida di Luciano Spalletti possa convincerlo a rimanere. Tuttavia, anche il Milan ha un tecnico che stima molto Vlahovic: Massimiliano Allegri.

Per il Milan, l’arrivo del serbo potrebbe essere finanziato dalla cessione di Christopher Nkunku, che potrebbe essere ceduto in anticipo. Secondo La Gazzetta dello Sport, Nkunku è stato oggetto di trattative in uscita verso la Turchia già a gennaio. Con una valutazione di 37 milioni di euro più 5 milioni di bonus per il cartellino e 5 milioni di stipendio annuale, il Milan potrebbe valutare una cessione anticipata del francese per finanziare il colpo Vlahovic.

Con il futuro di Vlahovic ancora in bilico, il mercato estivo promette di riservare sviluppi importanti, con il Milan pronto a tentare il grande colpo.

Sabelli racconta: «Che riconoscimento il rinnovo col Genoa, De Rossi una persona speciale. Su Mihajlovic…»

Il difensore del Genoa, Stefano Sabelli, fresco di rinnovo con i rossoblù, si racconta così e parla degli obiettivi della squadra di De Rossi

Stefano Sabelli è uno dei punti di fermi del Genoa: la maglia rossoblù l’ha indossata 123 volte. Il Corriere dello Sport di oggi ospita una sua intervista.

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IL RINNOVO AL 2028 – «Un riconoscimento non tanto a quello che ho fatto in campo in questi anni, ma a tutto il resto. Penso di essermi sempre comportato bene, so che persona sono stato ogni giorno e sono felice di continuare questo percorso meraviglioso».

GENOVA HA DIFETTI – «Beh, sul traffico ci possiamo lavorare. Quando smetterò torneremo a Bari, perché mia moglie è di lì e decide lei (ride, ndr) ma qui stiamo davvero bene. In una parola direi che Genova e il Genoa per noi sono passione».

GLI INCONTRI A ROMA: ALBERTO DE ROSSI E BRUNO CONTI – «Bruno chiamò noi del 1993 e creò una squadra che non esisteva. Un grande gruppo, vincemmo tre scudetti giovanili. In Serie A ci siamo io e Politano, ma con tanti ragazzi siamo ancora in contatto. E il merito è di Bruno e di Alberto De Rossi, un maestro di calcio e di vita devastante. Se oggi sono così, se lavoro nel calcio in questo modo, è merito loro».

DE ROSSI PADRE IN TRIBUNA COL SASSUOLO – «Quando è arrivato il mister ho scritto al mister (dice proprio così, ndr) per chiedere se venisse anche lui».

ARRIVA DANIELE E SCRIVE AD ALBERTO – «Esatto. Per me sono persone speciali. De Rossi lo conoscevo come giocatore perché quando ero nelle giovanili della Roma ci allenavamo con i grandi: lui era informatissimo su tutti i risultati di noi ragazzi. E poi era un allenatore in campo, non avevo dubbi che sarebbe diventato così. Per prima cosa bravo. E poi schietto e diretto. Abbiamo un bellissimo rapporto, ci capiamo, sono contento di averlo qui. L’amore che ha per questo lavoro è forte, ha un’aura incredibile. Quando entravo nello spogliatoio della Roma c’erano lui e Totti, oggi i ragazzi del Genoa trovano me e Ekuban, non è proprio la stessa cosa… Ma cerchiamo di trasmettere ai più giovani valori e senso di appartenenza che, ammetto, non sempre vedo nel calcio».

DA RAGAZZINO NON FACEVA CALCIO – «No, tutt’altro. Facevo pattinaggio a rotelle come mia sorella, a La Rustica. Poi ho dovuto scegliere».

PATTINA ANCORA – «Se oggi rimetto i pattini mi spacco tibia e perone».

DE ROSSI SI È ANCHE PRESO GLI APPLAUSI DELLO STADIUM – «Giusto, ma in assoluto non penso che si debba essere per forza simpatici agli altri. Diffido sempre da chi piace a tutti, mi sa di finto».

I SUOI SOPRANNOMI: SABELLAO E SABELLINGHAM – «Non scherziamo, me li hanno dati gli altri, Sabellao soprattutto è diventato virale e mi fa sorridere, quasi quasi lo registro… Ci sono giocatori che nascono con un talento immenso, nel mio caso non è stato così, ma ho lavorato tanto. Non sono lo stesso di qualche anno fa».

A PROPOSITO DI SOPRANNOMI: UNO PER DE ROSSI – «Leonida».

A COSA PUÒ PUNTARE IL GENOA – «Non mi piace prendere in giro la gente, men che meno i tifosi. Il primo obiettivo deve essere sempre quello di mantenere il Genoa in A senza patemi. Non bisogna mai abbassare la guardia, avete visto cosa è successo alla Fiorentina? Investi e bastano un paio di cose che vanno male e ti ritrovi nella lotta per non retrocedere. Poi, visto che la nostra è una società in crescita, dobbiamo continuare ad avere l’obiettivo di vincere sempre, ogni partita, partendo da una salvezza tranquilla. Di sicuro, una piazza e dei tifosi così, sempre in 30mila, meritano palcoscenici importanti».

COME FESTEGGERETE LA SALVEZZA – «Qualche idea c’è, vediamo…».

IL MOMENTO DEL CALCIO ITALIANO – «Magari i problemi c’erano anche quando i Mondiali si facevano o si vincevano, ma non mi piace parlare di cose a caso, lo fanno già tanti».

MIHAJLOVIC – «Mia moglie è la sorella di Alessandro Vogliacco, mio compagno qui al Genoa che ora gioca a Salonicco. Quindi siamo i cognati di Virginia Mihajlovic, la figlia di Sinisa. Io non lo conoscevo bene, ma lei e i suoi fratelli sì. Se sono persone così è merito di chi li ha cresciuti. Sono certo che, ovunque sia, sarà molto orgoglioso della sua famiglia».

Atalanta, le ambizioni europee della Dea passano dalla capitale: verso le sfide chiave contro Roma e Lazio

Atalanta, le ambizioni europee della Dea passano dalla capitale: verso le sfide chiave contro Roma e Lazio. Il punto sulla squadra di Palladino

L’Atalanta si prepara ad affrontare uno degli appuntamenti più delicati della stagione, con due sfide fondamentali che potrebbero determinare il futuro europeo della squadra. Il calendario propone un doppio incrocio contro le formazioni capitoline, prima con la Roma in Serie A, seguita dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio a Bergamo, fissata per il 22 aprile.

Scontro diretto in campionato: Roma-Atalanta

In Serie A, la classifica è estremamente fluida. Attualmente, l’Atalanta occupa il settimo posto con 53 punti, a soli 4 punti dalla Roma (sesta a 57). Un successo contro i giallorossi permetterebbe agli orobici di ridurre il distacco a un solo punto, con il vantaggio negli scontri diretti a favore dopo la vittoria dell’andata. Un pareggio manterrebbe la distanza invariata, mentre una sconfitta rischierebbe di compromettere seriamente le ambizioni di qualificazione, con un divario di 7 punti, che sarebbe difficile da colmare.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Coppa Italia: la possibilità di un accesso diretto all’Europa

In parallelo al campionato, c’è la Coppa Italia. Un eventuale passaggio in finale, dove l’Atalanta affronterebbe Como o Inter, potrebbe garantire l’accesso diretto all’Europa League. Tuttavia, una sconfitta in finale, combinata a un settimo posto in Serie A, lascerebbe i bergamaschi a lottare per un posto in Conference League.

Le scelte tattiche di mister Palladino

Per affrontare l’Olimpico, mister Palladino potrebbe optare per il 3-4-2-1, recuperando Scamacca, mentre i recuperi di Hien e Sulemana restano difficili. In attacco, il ballottaggio tra Scamacca e Krstovic sarà fondamentale, così come la scelta di chi affiancherà la punta, con Zalewski e De Ketelaere pronti a giocare sulla trequarti. I tifosi al seguito saranno pochi, con le limitazioni imposte dalla Dea Card che frenano la partecipazione alla trasferta a Roma.

L’Atalanta di Palladino è chiamata a una doppia impresa, con la speranza di continuare a lottare per l’Europa sia in campionato che in Coppa Italia.

Roma, polveriera Gasperini! Gelo con Ranieri e i Friedkin non prendono posizione: ora il tecnico chiede risposte!

Roma, polveriera Gasperini! Gelo con Ranieri e i Friedkin non prendono posizione: ora il tecnico chiede risposte! Il suo futuro è in bilico

Il futuro di Gian Piero Gasperini alla Roma è sempre più incerto. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i rapporti con il senior advisor dei giallorossi, Claudio Ranieri, sono ai minimi storici, creando una situazione delicata e complessa. Nonostante i buoni risultati in campionato, la tensione tra Gasperini e la dirigenza sembra aver raggiunto un punto di non ritorno. In particolare, la comunicazione tra l’allenatore e Ranieri è diventata difficoltosa, con vari scontri interni che hanno alimentato la frattura.

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Gasperini vuole risposte rapide dalla dirigenza

Gasperini ha espresso la necessità di risposte rapide. Dopo l’incontro con i Friedkin, i proprietari della Roma, l’allenatore ha ricevuto rassicurazioni sulla sua posizione, ma la mancanza di una presa di posizione chiara ha suscitato dubbi. In particolare, la gestione di alcune decisioni interne, come il rinnovo di contratti per parte dello staff tecnico legato a Ranieri, ha creato attrito. Gasperini vuole certezze sul futuro, anche in vista delle prossime partite decisive, tra cui quella contro la sua Atalanta.

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La Roma potrebbe cercare una nuova guida tecnica

Nel caso in cui la situazione non dovesse risolversi, Gasperini potrebbe decidere di lasciare la Roma, come evidenziato dai recenti colloqui con la proprietà. In questo caso, il club dovrebbe cercare un altro allenatore per proseguire il progetto, con la possibilità di un ulteriore cambio sulla panchina giallorossa. Se la situazione dovesse rimanere tesa e senza evoluzioni rapide, la Roma potrebbe cercare una nuova guida tecnica, considerando il numero di cambi effettuati negli ultimi anni.

Il futuro di Gasperini alla Roma, quindi, rimane appeso a un filo, con la necessità di prendere decisioni rapide per non compromettere la stagione.

Inter Cagliari, dentro la sfida fratricida tra Pio e Sebastiano Esposito: avversari per una sera, col sogno Nazionale

Inter Cagliari, dentro la sfida fratricida tra Pio e Sebastiano Esposito: avversari per una sera, col sogno di giocare insieme in Nazionale

Domani, nella sfida tra Inter e Cagliari, si assisterà a un confronto speciale, tutto in famiglia, tra due dei tre fratelli Esposito. Pio, giovane promessa dell’Inter, e Sebastiano, attaccante del Cagliari, si troveranno uno di fronte all’altro, con il futuro del calcio italiano che si gioca a San Siro. Questo incontro segna il secondo incrocio stagionale tra i due, dopo il primo scontro dell’andata a Domus, che ha visto la vittoria dell’Inter per 2-0, con Pio che ha siglato il raddoppio (nonché il suo primo gol in Serie A).

La crescita dei fratelli Esposito e il percorso in Serie A

I fratelli Esposito, originari di Castellammare di Stabia, sono un esempio di come la famiglia e la passione per il calcio abbiano influenzato il loro percorso. Dopo l’emigrazione della famiglia in Lombardia, i tre fratelli hanno seguito carriere diverse, con Pio che si è affermato come uno dei talenti più promettenti dell’Inter, mentre Sebastiano, pur avendo potenziale superiore, ha faticato a trovare continuità e ha fatto un giro tra diversi club in Serie A e all’estero.

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Sebastiano, ora al Cagliari, ha vissuto un periodo di rinascita, riportando il club sardo alla vittoria con il suo gol decisivo contro la Cremonese. Il suo contributo si sta rivelando fondamentale per il Cagliari, dove ha collezionato sei gol e cinque assist. Con la sfida contro l’Inter, Sebastiano ha la possibilità di mettersi in luce in uno degli stadi più prestigiosi al mondo.

Pio Esposito: il futuro dell’Inter e della Nazionale

Dall’altra parte, Pio Esposito è un punto fermo dell’attacco nerazzurro e una delle principali speranze per il futuro della Nazionale italiana. Il giovane attaccante, dopo un inizio di stagione brillante, ha subito una piccola frenata, ma è ancora considerato tra i migliori giovani in circolazione. La sua crescita continua a essere seguita con grande attenzione, sia dai tifosi che dalla dirigenza dell’Inter.

Il match di domani segna un momento importante per entrambi: Sebastiano cerca di consolidarsi come protagonista del Cagliari, mentre Pio vuole proseguire la sua scalata con l’Inter. La sfida tra i due fratelli promette di essere uno dei punti salienti della giornata, con la famiglia Esposito che seguirà il duello da vicino, vivendo un emozionante “fratelli contro” che ha tutto per essere un grande spettacolo di calcio. E in futuro chissà, il sogno di entrambi è di poter giocare insieme in Nazionale.

Allegri Milan, che spaccatura con Tare e non solo! La panchina del tecnico può traballare: si pensa già al sostituto

Allegri Milan, che spaccatura con Tare e non solo! La panchina del tecnico può traballare: si pensa già al sostituto. Tutti i nomi e gli scenari

Il futuro di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan appare sempre più incerto, con una crescente spaccatura tra l’allenatore e una parte della società. Come sottolineato da Corriere dello Sport, le tensioni interne potrebbero condizionare la permanenza di Allegri, nonostante la squadra sia ancora in corsa per un posto in Champions League, occupando il terzo posto con 63 punti. La qualificazione alla massima competizione europea rappresenta l’obiettivo stagionale di Allegri, anche se mai ufficialmente dichiarato dalla dirigenza. In caso di mancata qualificazione, il futuro dell’allenatore potrebbe essere messo seriamente in discussione, con la società che potrebbe decidere di cambiare guida tecnica.

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Allegri tra Milan e Nazionale, la situazione è in evoluzione

Nonostante il buon rendimento in campionato, con la squadra che non è mai scesa fuori dalle prime posizioni e ha lottato per lo scudetto fino a qualche settimana fa, Allegri non ha sempre percepito il supporto completo da parte della dirigenza. Questa incompatibilità tra le parti potrebbe portare a un futuro separato, soprattutto se il Milan dovesse arrivare a fine stagione con la qualificazione alla Champions.

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Nel caso in cui il Milan non dovesse raggiungere l’obiettivo della qualificazione, i rapporti con Igli Tare, il direttore sportivo, potrebbero complicarsi ulteriormente. Tra i nomi per la successione in dirigenza, si fanno i nomi di Benatia e Giuntoli, mentre Vincenzo Italiano e D’Amico rappresentano una coppia gradita dalla società (come allenatore e ds), ma difficilmente liberabili dai rispettivi club. Allegri potrebbe anche essere una scelta naturale per la Nazionale, con Giovanni Malagò che lo vedrebbe come un ottimo candidato per il ruolo di CT. Anche il Napoli lo starebbe valutando nel caso in cui Antonio Conte assumesse il ruolo di commissario tecnico azzurro.

Il futuro del Milan, tra scelte da fare e dubbi irrisolti

Le tensioni tra Allegri e la dirigenza del Milan potrebbero persistere anche se la squadra dovesse qualificarsi per la Champions League. Se le distanze dovessero accorciarsi, dipenderà dalla disponibilità della società a rinforzare ulteriormente la rosa per competere su più fronti. In ogni caso, il futuro dell’allenatore resta strettamente legato a come evolveranno le dinamiche interne nei prossimi mesi. La stagione 2023/2024 sarà fondamentale per decidere se Allegri continuerà a essere parte del progetto Milan o se l’addio sarà inevitabile.

Bastoni Inter, prosegue il momento no! Chivu lo mette ai box contro il Cagliari: il Barcellona resta in agguato

Bastoni Inter, prosegue il momento no! Chivu lo mette ai box contro il Cagliari: il Barcellona resta in agguato. Ecco cosa ha intenzione di fare il club

Il momento di difficoltà di Alessandro Bastoni continua e, per il prossimo match contro il Cagliari, Cristian Chivu ha deciso di concedergli un periodo di riposo. La scelta non è una punizione, ma una decisione presa in accordo con il giocatore per permettergli di recuperare fisicamente e psicologicamente, come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport. Il difensore, che ha accusato dei problemi fisici durante il primo tempo della partita contro il Como, avrà quindi una pausa che potrebbe rivelarsi utile in vista della semifinale di Coppa Italia contro il Como.

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Bastoni, un momento difficile e il futuro incerto

Il difensore dell’Inter ha vissuto un periodo complicato, tra episodi in campo che lo hanno messo sotto i riflettori per le motivazioni sbagliate. Dall’errore contro il Liverpool, al controverso episodio con Kalulu fino all’espulsione contro la Bosnia, Bastoni è stato oggetto di forti critiche, diventando, agli occhi di molti, un capro espiatorio. La sostituzione a Como è stata solo l’ultimo segnale di un periodo difficile, con la squadra che è stata messa sotto pressione dagli avversari, in particolare da Nico Paz e Diao.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il mercato: il Barcellona pronto a offrire

Con il clima che si è fatto insostenibile per Bastoni, l’Inter sta valutando anche il mercato. Non è un segreto che il Barcellona abbia manifestato un forte interesse per il difensore, e le parti stanno trattando per definire i dettagli economici. Secondo le ultime indiscrezioni, il club catalano, in cerca di rinforzi per il reparto difensivo, potrebbe includere nella trattativa il giovane terzino destro Héctor Fort. Il Barcellona potrebbe quindi cercare di abbassare il costo dell’operazione, che l’Inter valuta intorno ai 60 milioni di euro. Nonostante le difficoltà recenti, Bastoni ha ancora un legame forte con l’Inter, ma un trasferimento all’estero potrebbe rappresentare una nuova opportunità per recuperare serenità e rilanciarsi a livello professionale.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 16 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Addio al tecnico leggendario: ha vinto 4 Champions

Il mondo del calcio ha dovuto digerire un lutto tragico nelle ultime ore. Se n’è andato un uomo di calcio che ha scritto la storia: vinse 4 Champions League

Il calcio internazionale perde oggi una delle sue fondamenta più solide, un uomo capace di erigere una barriera insuperabile in un’epoca in cui lo sport era dominato da attaccanti leggendari e fantasie funamboliche. La sua figura è indissolubilmente legata alla genesi del mito moderno dei Blancos, una corazzata capace di dominare il continente grazie a una difesa che trovava in lui un leader silenzioso e carismatico. Con ben 4 Coppe dei Campioni nel palmarès e 6 titoli della Liga, questo protagonista assoluto ha rappresentato per quasi un decennio la polizza assicurativa di una squadra che schierava contemporaneamente fuoriclasse del calibro di Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas e Francisco Gento.

Durante le sue 337 presenze complessive, è stato soprannominato “il muro” per la sua capacità di rendere la retroguardia una fortezza inespugnabile, partecipando a finali epiche che hanno segnato la storia della competizione, tra cui lo storico 7-3 contro l’Eintracht Francoforte nel 1960. Oltre ai trionfi sul campo, la sua influenza si è estesa alla panchina, guidando selezioni nazionali in palcoscenici prestigiosi come i tornei olimpici e la massima rassegna iridata, pur dovendo affrontare il peso di aspettative enormi e la sfortuna di incrociare il cammino di formazioni destinate alla gloria eterna. La sua eredità non è fatta solo di metallo prezioso o di una Coppa Intercontinentale, ma di una disciplina tattica che ha trasformato il modo di intendere il ruolo del difensore moderno.

Lutto nel calcio, José Santamaria si è spento: aveva 96 anni

Il mondo del pallone piange oggi la scomparsa di José Emilio Santamaría, spentosi all’età di 96 anni lasciando un vuoto incolmabile nella storia del Real Madrid e della nazionale spagnola. Nato a Montevideo, in Uruguay, ma naturalizzato spagnolo, il difensore roccioso ha saputo unire due mondi calcistici, portando la grinta sudamericana nel cuore pulsante dell’Europa che conta. La sua carriera da allenatore lo ha visto protagonista di un percorso iniziato nelle giovanili delle merengues e culminato con l’incarico di commissario tecnico della Spagna durante i Mondiali 1982, l’edizione ospitata proprio dalle Furie Rosse e vinta dall’Italia di Enzo Bearzot.

José Emilio Santamaria
José Santamaria si è spento: aveva 96 anni – calcionews24.com (foto: profilo IG Real Madrid)

Nonostante l’amarezza di un mondiale casalingo concluso prematuramente, il suo prestigio è rimasto intatto grazie a una carriera ventennale che lo ha visto guidare anche la selezione olimpica a Città del Messico nel 1968 e a Mosca nel 1980. Con la sua dipartita, scompare l’ultimo baluardo di quel Real Madrid yè-yè che incantò il mondo negli anni 60, un uomo che ha saputo vincere anche una Copa del Rey e consolidare il primato spagnolo in un periodo di transizione tecnica fondamentale. La sua capacità di lettura del gioco e il rigore metodologico ereditato da maestri come Luis Carniglia e Miguel Muñoz lo hanno reso un punto di riferimento per intere generazioni di centrali difensivi. Oggi il calcio spagnolo e internazionale rende omaggio a quello che per tutti era semplicemente il muro, un gigante che ha saputo proteggere i sogni di un intero club prima di dedicarsi alla crescita dei giovani talenti, lasciando una traccia indelebile fatta di 337 battaglie e innumerevoli trofei alzati al cielo.

Real Madrid eliminato dalla Champions, Arbeloa duro: «Nessuno può spiegare come si può buttar fuori un giocatore per un episodio così»

Real Madrid fuori dalla Champions, Arbeloa: «Nessuno può spiegare come si può buttar fuori un giocatore per un episodio così»

Con il 4-3 maturato nei 90 minuti, il Real Madrid saluta la Champions League. Il Bayern Monaco ribalta tutto nel finale, firmando due gol pesantissimi che spezzano il morale dei Blancos e consegnano ai tedeschi vittoria e qualificazione. Le parole di Arbeloa a Sky:

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PAROLE – «Siamo molto delusi perché è stata una grande partita da parte di entrambe le squadre ma dopo il cartellino rosso la partita è finita».

EPISODIO CHIAVE «È incredibile. Nessuno può spiegare come si può buttar fuori un giocatore per un episodio di quel tipo. Quando perdi una partita in questo modo nessuno può essere contento. È ingiusto quello che è successo».

SQUADRA – «Io sono molto fiero dei miei giocatori. Hanno fatto tanto e hanno lottato per questo stemma. Mi dispiace per loro perché credo meritassero molto di più. Io penso che abbiamo fatto una grande partita contro una grande squadra. Eravamo vicini a segnar.

Pagelle Arsenal Sporting: male Gyokeres, Havertz non brilla, Martinelli spento – I VOTI

Pagelle Arsenal Sporting: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Pagelle Arsenal Sporting : i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26.

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I VOTI

ARSENAL (4-2-3-1): Raya 6.5; Mosquera 6, Saliba 6, Gabriel 6, Hincapié 6; Zubimendi 6.5, Rice 6.5; Madueke 6.5 (63′ Dowman 5.5), Eze 6 (79′ Trossard 6.5), Martinelli 6 (79′ G.Jesus 6.5); Gyökeres 5 (56′ Havertz 5.5). 

SPORTING (4-2-3-1): Rui Silva 6.5; Quaresma 6 (85’Vagiannidis sv) , Diomande 6, Inacio 6.5, Araujo 5.5; Hjulmand 6.5, Morita 6 (77′ Joao Simoes 6); Catamo 6.5 (70′ Quenda 6), Trincao 6 (85′ Nel sv), Pedro Gonçalves 5.5 (70′ Bragança 6); Suarez 5.5.

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Arsenal Sporting 0-0, poco spettacolo in campo ma che ritmo! Il finale però è stato incandescente: ecco cosa è successo

Arsenal Sporting 0-0: come è andata la sfida dell’Emirates, valida per il ritorno dei quarti di finale di Champions League

Arsenal e Sporting chiudono sullo 0‑0 una partita intensa ma senza reti, caratterizzata da ritmi alti e numerose occasioni da entrambe le parti. I portoghesi sfiorano il vantaggio già nel primo tempo con Catamo, che al 43’ colpisce il palo da due passi, mentre l’Arsenal risponde con diversi tentativi dalla distanza e un paio di iniziative di Martinelli e Eze che non trovano precisione. Letexier gestisce una gara molto fisica, interrompendo spesso il gioco per falli e contrasti duri, ma senza episodi realmente controversi.

Moviola Arsenal Sporting, tutti gli episodi dubbi del match valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions

Nella ripresa il copione non cambia: Sporting pericoloso con Araujo e Morita, Arsenal vicino al gol con Madueke e poi con Trossard, che all’84’ colpisce il palo con un colpo di testa ravvicinato. Le sostituzioni di Arteta e Borges portano freschezza ma non modificano l’equilibrio di una sfida bloccata, in cui i portieri Rui Silva e Raya rispondono sempre presenti. Da segnalare anche l’infortunio di Madueke, costretto a lasciare il campo al 63’.

Il finale è incandescente: Letexier prima ammonisce il tecnico dello Sporting Rui Borges per proteste, poi lo espelle al 90+4’ in un episodio ancora da chiarire. L’ultima grande occasione è dei portoghesi, con Joao Simoes che al 90+5’ sfiora il palo con un destro potentissimo dal limite. È l’ultimo brivido di una partita combattuta, ricca di duelli e di opportunità mancate, che si chiude senza vincitori né vinti.

Pagelle Bayern Monaco Real Madrid, Olise e Kane letali. Arda Guler da sogno. Ma quanti errori nella sfida! – I VOTI

Pagelle Bayern Monaco Real Madrid: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Pagelle Bayern Monaco Real Madrid: i TOP e i FLOP tra i protagonisti del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26. I voti:

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Ecco i Top e Flop di questo incredibile e folle quarto di finale di ritorno, che ha visto il Bayern Monaco ribaltare il Real Madrid vincendo 4-3 e staccando il pass per le semifinali.

I TOP

Michael Olise (Bayern Monaco) Una spina nel fianco costante per la difesa del Real Madrid. Entra in quasi tutte le azioni pericolose del secondo tempo, ci prova in tutti i modi sfiorando il gol in un paio di occasioni e alla fine viene premiato: è lui a chiudere i conti al 94′ con il sinistro all’incrocio dei pali che fa esplodere l’Allianz Arena. Incontenibile.

Harry Kane (Bayern Monaco) Il solito, glaciale, centravanti totale. Nel momento di massima difficoltà dei bavaresi, trova il gol del 2-2 con un movimento da attaccante puro. Non si limita a segnare (eguagliato il suo record personale in Champions), ma lavora per la squadra e, non a caso, serve ad Olise l’assist al bacio per il clamoroso 4-3 finale.

Kylian Mbappé e Vinícius Jr. (Real Madrid) – Nel primo tempo Quando si accendono in transizione sono letteralmente ingiocabili. Confezionano il gol del momentaneo 2-3 (assist del brasiliano, tocco fulmineo del francese) e creano il panico ogni volta che il Real riparte. Vincius colpisce anche una traversa. Nel secondo tempo calano, ma il loro potenziale offensivo è devastante.

Arda Güler (Real Madrid) – Dal punto di vista tecnico merita assolutamente i Top: segna due gol nei primi 30 minuti (uno d’astuzia sfruttando l’errore di Neuer, l’altro con una pennellata deliziosa su punizione). Tuttavia, macchia la sua prestazione stellare prendendosi un’inutile e ingenua espulsione a partita finita per proteste, che gli costerà la squalifica nella prossima edizione.


I FLOP

I Portieri: Manuel Neuer e Andriy Lunin Una serata da incubo per entrambi gli estremi difensori, protagonisti in negativo nei primi minuti di gioco.

  • Neuer: Dopo soli 37 secondi regala clamorosamente palla a Güler per lo 0-1, ed è apparso incerto anche in occasione della punizione dell’1-2, mancando il passo decisivo. Si riscatta parzialmente con un miracolo d’istinto su Mbappé nella ripresa, ma l’errore iniziale è imperdonabile.
  • Lunin: Non è da meno. Sul colpo di testa di Pavlović (1-1) valuta malissimo la traiettoria sul corner di Kimmich, facendosi beffare nell’area piccola. In generale, trasmette per tutta la partita grande insicurezza al suo reparto, incespicando anche in uscite banali.

Eduardo Camavinga (Real Madrid) Il vero “Turning Point” in negativo per il Real Madrid. Arbeloa lo inserisce al 62′ per dare sostanza e difendere il vantaggio, ma il francese fa un disastro: prima si prende un giallo, e all’86’ si fa espellere per un fallo su Davies e una successiva perdita di tempo (allontana il pallone). Lascia il Real in 10 nel momento clou, propiziando la clamorosa rimonta bavarese (3-3 all’89’, 4-3 al 94′).

Le difese in generale (Militão e Upamecano in primis) Una partita spettacolare per i tifosi, molto meno per gli amanti della tattica difensiva. Tanti, troppi spazi concessi da entrambe le parti. Upamecano si fa infilare con estrema facilità da Mbappé in occasione del 2-3, mentre Militão è sfortunato (e posizionato male) in occasione della deviazione decisiva sul tiro di Luis Díaz che vale il 3-3, oltre ad aver commesso falli ingenui come quello che gli è costato il giallo su Kane. Un match dominato dagli attacchi e dagli errori delle retroguardie.

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Moviola Arsenal Sporting, tutti gli episodi dubbi del match valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions

Moviola Arsenal Sporting: gli episodi dubbi del match diretto da Letexier, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

All’Emirates Stadium si sta giocando il delicato match di ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Arsenal e Sporting. Ecco la moviola della sfida:

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La moviola di Arsenal Sporting

Arsenal‑Sporting si chiude sullo 0‑0 dopo una gara intensa ma povera di reali occasioni da gol, con il direttore di gara François Letexier chiamato a gestire numerosi duelli fisici e un finale incandescente. Nel primo tempo l’episodio più rilevante arriva al 43’, quando Catamo colpisce il palo da distanza ravvicinata: tutto regolare, nessun intervento VAR necessario. Letexier mantiene una linea coerente, fischiando diversi falli di gioco ma senza ricorrere a cartellini eccessivi, limitandosi a gestire il ritmo con decisioni puntuali.

La ripresa si accende soprattutto sul piano disciplinare. Al 70’ il tecnico dello Sporting Rui Borges viene ammonito per proteste, preludio all’espulsione arrivata al 90+4’, episodio che lascia lo Sporting incredulo e di cui non sono state rese note le motivazioni immediate. Corretta invece l’ammonizione a Maximiliano Araujo al 79’, entrata dura e inevitabile il giallo. Letexier è chiamato più volte a valutare contatti in area e situazioni da corner, ma nessun episodio fa pensare a un possibile rigore: interventi sempre sul pallone o contrasti regolari.

Nel finale l’Arsenal sfiora il gol con Trossard, che colpisce il palo all’84’, mentre lo Sporting risponde al 90+5’ con un tiro di Joao Simoes fuori di un soffio. Anche in queste situazioni Letexier è ben posizionato e non deve intervenire. Nel complesso, direzione di gara coerente e senza errori determinanti: tanti duelli, molte interruzioni, ma nessun episodio da moviola che potesse cambiare il risultato di una partita rimasta bloccata fino al triplice fischio.

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Bayern Monaco Real Madrid 4-3: partita pazzesca, i tedeschi rovesciano 3 svantaggi e vanno in finale!

Bayern Monaco Real Madrid LIVE: cronaca, sintesi e risultato della gara di ritorno di Champions League 2025/2026

Segui LIVE la super sfida Bayern Monaco Real Madrid con Calcionews24. In campo il match valido per i quarti di finale di ritorno della massima competizione europea.

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SEGUI QUI IL LIVE DI BAYERN MONACO-REAL MADRID

93 GOL BAYERN 4-3 Capolavoro di Olise che in ripartenza va a disegnare un gol pazzesco con sinistro all’incrocio

92 Sostituzione Real: Mastantuono per Guler e Pitarch per Alexander-Arnold


88 AMMONITO Vinicius che applaude l’arbitro

88 GOL BAYERN 3-3 Luis Diaz chiude un triangolo con Musiala con una conclusione da fuori area, la deviazione di ginocchio di Militao allarga la traiettoria

85 Secondo giallo per Camavinga per fallo su Kane e pallone portato via: ESPULSO

84 Tiro di Kane che deviato arriva in area piccola, ottimo Rudiger nell’anticipare Musiala e spazzare via

83 Kane va a lavorare in difesa per aiutare i suoi

82 Errore di Upamecano, Vinicius ne approfitta senza però riuscire ad arrivare a pungere in area di rigore

81 Militao impeccabile su un pallone invitante per Luis Diaz

77 AMMONITO Camavinga che trattiene nettamente Musiala

76 Ancora buona iniziativa di Olise, sinistro che si perde alto ma spunto individuale interessante

74 OCCASIONE BAYERN Ottima traiettoria disegnata da Olise su punizione, Upamecano va su di testa e mette fuori

70 Mbappé mette in mezzo ma né Vinicius nè Bellingham riescono a sfruttare l’idea del compagno

69 AMMONITO Rudiger per proteste

67 OCCASIONE BAYERN Olise chiude con una grande botta dal limite una lunga circolazione perimetrale, Lunin risponde alzando sopra la traversa

65 Destro-sinistro di Valverde servito da Mbappé, bella preparazione e tiro bloccato in tuffo da Neuer

64 Lunin in uscita bassa su una difficile verticalizzazione di Kimmich

62 Vinicius arriva in area di rigore, sinistro sballatissimo da posizione defilata

61 OCCASIONE BAYERN Musiala mette in porta Luis Diaz che aspetta troppo e si fa scippare da Alexander-Arnold, rapido nel recupero

60 Sostituzione: Musiala prende il posto di Gnabry, Arbeloa risponde con Camavinga per Diaz

59 Mbappé in area, lascia sul posto Upamecano e mette al centro, i tedeschi si salvano in corner

56 Uscita in presa di Lunin su invito di Kimmich per Davies

54 OCCASIONE REAL MADRID: cross lungo di Alexander-Arnold, deviazione al volo di Mbappé e ottima risposta di Neuer con un braccio

53 Mbappé attacca la profondità, Davies mette in angolo

51 Bayern in attacco con lungo giro palla che non trova sbocchi

46 Upamecano va su di testa dal corner, palla sopra la traversa

45 OCCASIONE BAYERN Primo squillo di Luis Diaz, tiro in area di rigore deviato in angolo da Bellingham

45 Sostituzione Bayern: fuori Stanisic, dentro Davies

SECONDO TEMPO

45 Sono 2 i minuti di recupero

41 AMMONITO Kompany che chiedeva un intervento arbitrale a inizio azione

41 GOL REAL MADRID 2-3 Contropiede letale, Vinicius in area aspetta l’arrivo di Mbappé, il francese riceve e a tu per tu con Neuer mette il pallone alle sue spalle.

40 OCCASIONE REAl MADRID: Traversa di Vinicius con un sinistro nato da un bel lancio di Diaz

40 AMMONITO Militao per intervento su Kane

37 GOL BAYERN 2-2: Kane perfetto, riceve da Upamecano, grande stop e destro vincente a spiazzare Lunin

36 OCCASIONE BAYERN: break di Stanisic e gran botta parata da Lunin

34 Conclusione poco convinta di Gnabry appena dentro l’area, blocca Lunin

33 Vinicius parte al centro, una finta di troppo e Kimmich lo ferma

31 Reazione tedesca furente ma la difesa del Real è attenta

28 GOL REAL MADRID 1-2: punizione Real da posizione centrale, Guler mette la sfera oltre la barriera, Neuer arriva in ritardo

27 Ripartenza Vinicius, cross d’esterno e Neuer smanaccia con stile non impeccabile

26 OCCASIONE BAYERN: sviluppo da angolo, Kimmich sferra un gran sinistro, risposta a mano aperta di Lunin

25 Uscita maldestra di Lunin sul corner, rischia la papera

25 Solito rientro di Olise per caricare il sinistro, tiro deviato in angolo da Mendy

24 Buona apertura per Luis Diaz, che riceve palla quando è in offside

22 Ripartenza Bayern, Kane non va oltre la conquista dell’ennesimo corner

20 Upamecano implacabile su accelerazione di Vinicius, il madridista non passa

19 Stavolta Mbappé si presenta da solo ma Laimer approfitta di uno stop non perfetto e disturba la conclusione, sfera molto alta

17 Girata di Mbappé fuori, azione vanificata da fuorigioco di partenza

16 Real dietro, anche Bellingham costretto a spazzare via il pallone senza fronzoli

14 Bravo Militao in scivolata in area di rigore su Luis Diaz a correggere un suo precedente errore

13 Uscita di Neuer, di nuovo con i piedi, lontano dalla propria porta

12 Kane sulla sinistra, palla in mezzo e difesa Real che mette in angolo

09 Il Bayern resta avanti e fa la partita, anche se non ci sono situazioni offensive particolarmente efficaci

05 GOL BAYERN 1-1: Pavlovic di testa colpisce da calcio d’angolo in area piccola, Lunin non riesce a opporsi, difesa Real da rivedere

05 Dribbling a ripetizione di Luis Diaz, ottiene un corner

01 Kane prova a rispondere con una conclusione, palla fuori

00 GOL REAL MADRID 0-1: dopo 36 secondi clamoroso errore di Neuer di piede, Arda Guler dai 30 metri colpisce a porta vuota. Inizio shock per i bavaresi!

00 Minuto di silenzio per Santamaria, gloria madridista degli anni ’60

PRIMO TEMPO

FORMAZIONI UFFICIALI

BAYERN MONACO-REAL MADRID 4-3 (2-3)

Reti: 1′ Guler (RM), 6′ Pavlovic (BM), 29′ Guler (RM), 38′ Kane (BM), 42′ Mbappé (RM), 89′ Diaz (BM), 94′ Olise (BM)

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Stanisic (46′ Davies), Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry (61′ Musiala), Luis Diaz; Kane. Allenatore: Kompany.

REAL MADRID (4-4-2): Lunin; Alexander-Arnold (90′ Pitarch), Militão, Rüdiger, Mendy; Brahim Diaz (62′ Camavinga), Valverde, Bellingham, Arda Güler (90′ Mastantuono); Vinicius Jr., Mbappé. Allenatore: Arbeloa.

Arbitro: Vincic (SLO)

Ammoniti: Militao (RM), Kompany (BM), Rudiger (RM), Camavinga (RM)

Espulsi: Camavinga (RM), Guler (RM)

Diretta gol Champions League: Bayern Monaco Real Madrid 4-3 e Arsenal Sporting 0-0

Diretta gol Champions League LIVE: sintesi, cronaca e tabellino di tutti i match dei quarti di finale della competizione

Segui LIVE la diretta gol di Champions League con Calcionews24. In campo i match validi per i quarti di finale della competizione.

Quarti Champions League

Andata

Martedì 7 aprile

  • Real Madrid Bayern Monaco 1-2 (40′ Luis Diaz, 46′ Kane, 74′ Mbappé)
  • Sporting Arsenal 0-1 (90’+1′ Havertz)

Mercoledì 8 aprile

  • Barcellona Atletico Madrid 0-2 (44′ Alvarez, 70′ Sorloth)
  • Psg Liverpool 2-0 (11′ Doue, 65′ Kvaratskhelia)

Martedì 14 aprile

  • Atletico MadridBarcellona 1-2
  • Liverpool-Psg 0-2

Mercoledì 15 aprile

  • Bayern Monaco-Real Madrid 2-3
  • Arsenal- Sporting 0-0

Arda Guler da record! Il suo gol è il più veloce segnato dal Real Madrid in una partita di Champions League: il dato

Arda Guler da record: il gol del giovane turco è il più veloce del Real Madrid in Champions League! La statistica

Arda Güler ha riscritto la storia della Champions League con un lampo da record. Il suo gol dopo appena 35 secondi non solo ha sbloccato la sfida, ma è diventato anche il più veloce realizzato dal Real Madrid nella competizione dai tempi di Gareth Bale. Un avvio fulmineo che ha sorpreso il Bayern Monaco. Il dato:

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OPTA – Il gol di Arda Güler dopo 35 secondi è il più veloce segnato dal Real Madrid in una partita di Champions League dai tempi di quello di Gareth Bale contro il Legia Varsavia (57 secondi, novembre 2016).

È anche il gol più rapido subito dal Bayern Monaco dai tempi di quello di Raphinha per il Barcellona (55 secondi, ottobre 2024).

Italiano Bologna, il prossimo futuro è ancora un rebus! Piace a diverse big italiane: il punto di Moretto

Italiano Bologna, il futuro del tecnico resta un rebus: il tecnico piace a diverse big. Il punto di Matteo Moretto

Il calcio italiano si prepara a un’estate di profondi cambiamenti, con la panchina della Nazionale al centro delle attenzioni. Silvio Baldini, attuale ct ad interim, sta traghettando il gruppo con la sua consueta personalità e un’idea di gioco offensiva, ma la FIGC è al lavoro per individuare un Commissario Tecnico stabile. Una scelta che potrebbe innescare un effetto domino capace di coinvolgere anche alcuni dei club più importanti della Serie A, Milan compreso, vista la possibilità che un allenatore di primo piano venga chiamato a guidare gli Azzurri.

Tra i nomi più discussi c’è quello di Vincenzo Italiano. L’indiscrezione arriva da Matteo Moretto, che nel canale ufficiale di Fabrizio Romano ha indicato l’attuale tecnico come uno dei profili più caldi nella lista della Federazione. Un’ipotesi che, se dovesse concretizzarsi, aprirebbe scenari significativi sia per la Nazionale sia per il club che attualmente guida

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PAROLE – «Occhio al futuro di Vincenzo Italiano, nonostante determinate dichiarazioni di continuità sulla panchina del Bologna: ci risulta che Italiano sia molto apprezzato da diversi club importanti in Italia. Italiano ha un contratto fino al 2027 e guadagna poco più di 3 milioni euro circa a stagione e ha allungato il contratto a maggio 2025. Occhio perché Vincenzo Italiano è un nome da tenere d’occhio qualora ci dovesse essere un tetris di panchine, soprattutto in ottica Nazionale. Quindi Italiano a Bologna sì ma c’è un asterisco da tenere in considerazione: piace molto a diverse squadre in Italia».

Verona Milan, respinto il ricorso sull’ingresso dei tifosi rossoneri: la decisione del TAR non convince l’AIMC

Verona Milan, il TAR dice no al ricorso: niente accesso ai tifosi rossoneri al Bentegodi. AIMC profondamente delusa

Il TAR del Veneto ha respinto il ricorso presentato dall’AIMC contro il divieto imposto dal Prefetto di Verona ai tifosi del Milan residenti in Lombardia per la trasferta del 19 aprile contro l’Hellas Verona. Una decisione che conferma il provvedimento amministrativo e che ha provocato forte delusione nell’Associazione Italiana Milan Club, la quale ha espresso la propria amarezza con un comunicato ufficiale. Per i giudici, in questa circostanza, la tutela dell’ordine pubblico prevale sul diritto dei tifosi a seguire la squadra in trasferta.

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L’AIMC, però, contesta apertamente la scelta del TAR, sostenendo che non siano state considerate le motivazioni giuridiche presentate, in particolare l’incompetenza del Prefetto a emettere un divieto di trasferta, competenza che – secondo l’associazione – spetterebbe al Ministro dell’Interno in base alla legge 401/89. Nel comunicato, l’associazione sottolinea inoltre la mancanza di un’istruttoria adeguata, ricordando che i tifosi rossoneri non sono stati coinvolti in episodi di disordine e criticando l’assenza di soluzioni alternative, come la possibilità di consentire la trasferta almeno ai sostenitori fidelizzati.

La posizione dell’AIMC è netta: il divieto penalizza ingiustamente l’intera tifoseria, ignorando le singole circostanze e limitando la libertà di circolazione dei tifosi che desiderano assistere agli eventi sportivi. Per questo motivo, l’associazione ha annunciato che la battaglia legale non si fermerà qui. L’obiettivo è continuare a difendere i diritti dei tifosi e richiamare le istituzioni al rispetto del principio di legalità, non solo sul piano giuridico ma anche nei rapporti con le federazioni sportive e le autorità governative.

Alisson Juve, la trattativa prende forma: indizi rilevanti sul possibile trasferimento del brasiliano in bianconero

Alisson Juve, spuntano indizi pesanti sul possibile arrivo del brasiliano a Torino: ecco cosa sta succedendo in queste ore

La Juventus avrebbe acceso i riflettori su Alisson Becker. Secondo quanto riportato da Andersinho Marques su X, l’interesse dei bianconeri per il portiere brasiliano sarebbe concreto e accompagnato da primi contatti esplorativi. Il nome dell’estremo difensore del Liverpool, già seguito in passato, torna così al centro delle attenzioni della dirigenza juventina.

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Il giornalista ha alimentato le indiscrezioni con alcuni indizi criptici, parlando di telefonate e di una quotazione in forte rialzo per un possibile trasferimento in bianconero. Un messaggio finale, “Se sono rose fioriranno”, lascia intendere che la trattativa sia ancora in una fase embrionale, ma con potenzialità importanti qualora le condizioni dovessero evolvere nel modo giusto.

L’eventuale arrivo di Alisson rappresenterebbe un colpo di altissimo livello per la Juventus, che si assicurerebbe uno dei migliori portieri al mondo, innalzando la qualità complessiva della rosa. Resta ora da capire se questa pista di mercato troverà conferme nelle prossime settimane, trasformando una suggestione in un’operazione concreta per la difesa bianconera.

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