Pagina 186 – Calcio News 24

Verona Milan, respinto il ricorso sull’ingresso dei tifosi rossoneri: la decisione del TAR non convince l’AIMC

Verona Milan, il TAR dice no al ricorso: niente accesso ai tifosi rossoneri al Bentegodi. AIMC profondamente delusa

Il TAR del Veneto ha respinto il ricorso presentato dall’AIMC contro il divieto imposto dal Prefetto di Verona ai tifosi del Milan residenti in Lombardia per la trasferta del 19 aprile contro l’Hellas Verona. Una decisione che conferma il provvedimento amministrativo e che ha provocato forte delusione nell’Associazione Italiana Milan Club, la quale ha espresso la propria amarezza con un comunicato ufficiale. Per i giudici, in questa circostanza, la tutela dell’ordine pubblico prevale sul diritto dei tifosi a seguire la squadra in trasferta.

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L’AIMC, però, contesta apertamente la scelta del TAR, sostenendo che non siano state considerate le motivazioni giuridiche presentate, in particolare l’incompetenza del Prefetto a emettere un divieto di trasferta, competenza che – secondo l’associazione – spetterebbe al Ministro dell’Interno in base alla legge 401/89. Nel comunicato, l’associazione sottolinea inoltre la mancanza di un’istruttoria adeguata, ricordando che i tifosi rossoneri non sono stati coinvolti in episodi di disordine e criticando l’assenza di soluzioni alternative, come la possibilità di consentire la trasferta almeno ai sostenitori fidelizzati.

La posizione dell’AIMC è netta: il divieto penalizza ingiustamente l’intera tifoseria, ignorando le singole circostanze e limitando la libertà di circolazione dei tifosi che desiderano assistere agli eventi sportivi. Per questo motivo, l’associazione ha annunciato che la battaglia legale non si fermerà qui. L’obiettivo è continuare a difendere i diritti dei tifosi e richiamare le istituzioni al rispetto del principio di legalità, non solo sul piano giuridico ma anche nei rapporti con le federazioni sportive e le autorità governative.

Alisson Juve, la trattativa prende forma: indizi rilevanti sul possibile trasferimento del brasiliano in bianconero

Alisson Juve, spuntano indizi pesanti sul possibile arrivo del brasiliano a Torino: ecco cosa sta succedendo in queste ore

La Juventus avrebbe acceso i riflettori su Alisson Becker. Secondo quanto riportato da Andersinho Marques su X, l’interesse dei bianconeri per il portiere brasiliano sarebbe concreto e accompagnato da primi contatti esplorativi. Il nome dell’estremo difensore del Liverpool, già seguito in passato, torna così al centro delle attenzioni della dirigenza juventina.

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Il giornalista ha alimentato le indiscrezioni con alcuni indizi criptici, parlando di telefonate e di una quotazione in forte rialzo per un possibile trasferimento in bianconero. Un messaggio finale, “Se sono rose fioriranno”, lascia intendere che la trattativa sia ancora in una fase embrionale, ma con potenzialità importanti qualora le condizioni dovessero evolvere nel modo giusto.

L’eventuale arrivo di Alisson rappresenterebbe un colpo di altissimo livello per la Juventus, che si assicurerebbe uno dei migliori portieri al mondo, innalzando la qualità complessiva della rosa. Resta ora da capire se questa pista di mercato troverà conferme nelle prossime settimane, trasformando una suggestione in un’operazione concreta per la difesa bianconera.

Neymar, scintille con un tifoso dopo il pari del Santos: retroscena da non credere! Ecco che cosa è successo

Neymar, scintille con un tifoso dopo il pari del Santos: retroscena clamorosi, ecco che cosa è successo davvero

In Brasile tiene banco da settimane il “caso Neymar”, diviso tra chi lo vorrebbe tra i convocati per il prossimo Mondiale e chi ritiene che non sia ancora pronto fisicamente. Mentre si attende la decisione definitiva del ct Carlo Ancelotti – che non lo ha inserito nelle ultime amichevoli della Seleção – è intervenuto anche il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva: “Se Neymar è pronto fisicamente deve essere convocato”, ha dichiarato. Nel frattempo l’attaccante continua a incidere con la maglia del Santos, dove ha già messo a segno quattro gol in otto partite di Copa Sudamericana, mantenendo una media di una rete ogni due gare.

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La sua squadra, però, non è riuscita ad andare oltre l’1-1 contro il Recoleta, nonostante una partita dominata. Il pareggio subito nell’unico tiro in porta degli avversari ha scatenato i fischi del pubblico, contribuendo a un clima teso. Proprio in quel momento Neymar ha perso la calma, reagendo alle provocazioni di un tifoso che gli aveva urlato: “Avresti dovuto allenarti di più, sei un po’ grasso!”. Immediata la replica del brasiliano: “Devo fare tutto io?! Do la vita qui, portami rispetto e stai zitto”.

L’episodio è stato poi affrontato anche nella conferenza stampa post partita, dove Neymar ha ribadito la sua posizione: “Non accetto di essere attaccato in questo modo, sono serio. Do tutto per il calcio e per questo club, anche più di quello che dovrei”. Parole che confermano quanto il momento sia delicato, tra la pressione della piazza, le aspettative della nazionale e la necessità di ritrovare continuità dopo mesi complicati.

Ternana, la mossa a sorpresa che evita il caos in Serie C: ecco perché il club è (per ora) salvo

Ternana, niente esclusione immediata: la mossa che preserva la Serie C e cambia il destino del club

Il destino della Ternana sembrava segnato dopo la decisione della proprietà Rizzo di avviare la liquidazione volontaria, una procedura che avrebbe comportato l’immediata uscita del club dal campionato di Serie C senza nemmeno poter concludere la stagione. Quando tutto lasciava presagire un epilogo irreversibile, è arrivata però una svolta inattesa che ha riaperto uno spiraglio di sopravvivenza per la società rossoverde.

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Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la richiesta di liquidazione giudiziale presentata da Carmine Andrea Silvestri per conto di Chiaretti Lazzari & Partners ha trasferito la gestione del caso al Tribunale di Terni. In questo scenario, paradossalmente, il termine “fallimento” non coincide con la fine del club, ma con la possibilità di continuare a giocare. L’intervento del giudice fallimentare permette infatti alla Ternana di restare in campo, evitando l’esclusione immediata da parte di Lega e FIGC e garantendo la regolarità del Girone B, lo stesso in cui milita la Juventus Next Gen.

L’istanza, presentata da un creditore — l’agente di un calciatore — è stata accolta rapidamente, con la prima udienza fissata per venerdì 17 aprile alle 16:00. Il passaggio dalla liquidazione volontaria a quella giudiziale concede tempo prezioso alla piazza per cercare un acquirente disposto a rilevare il titolo sportivo e scongiurare la ripartenza dai dilettanti. Pur senza certezze su eventuali nuovi investitori, la continuità garantita dal tribunale permette almeno di concludere la stagione e mantenere viva la speranza di restare nel calcio professionistico.

Moviola Bayern Monaco Real Madrid: gli episodi dubbi del match diretto da Vincic. Cos’è successo al Bernabeu!

Moviola Bayern Monaco Real Madrid: gli episodi dubbi del match diretto da Vincic, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League

Il prato dell’Allianz Arena si conferma il palcoscenico ideale per le grandi notti di Champions League. La super sfida di ritorno di Bayern MonacoReal Madrid è diretta dall’arbitro Vincic

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La moviola

PRIMO TEMPO

Al 5′ Laimer allarga il braccio su Diaz, Vincic fischia il fallo. All’8 Vinicius si scontra con Kimmich, nasce già una polemica e Vincic va a catechizzare il brasiliano. A metà primo tempo in area Bayern corpo a corpo tra Mendy e Tah, entrambi si tengono e Vincic lascia correre. Dubbi sulla punizione che determina il vantaggio del Real: il fallo su Diaz è opinabile. Duello di forza tra Rudiger e Gnabry, l’ex Roma ha un accenno di piccolissima reazione. Primo giallo poco dopo il 2-2: Militao va a spingere Kane e riceve il cartellino. Ammonito anche Kompany sul 2-3, reclamava un fallo in partenza sul contropiede del Real. Pochissimi i fischi e le interruzioni, solo 6 i falli tra le due squadre!

SECONDO TEMPO

Subito un intervento scomposto di Rudiger su Gnabry, nessun cartellino. Sbracciata di Kane su Militao che resta a terra, probabilmente accentuando un po’. Al 70′ il Bayern protesta per una punizione battuta a sorpresa non accettata da Vincic, che nel frattempo estrae un giallo per proteste a Rudiger. Poco dopo il madridista atterra Laimer, non sembra però un fallo in grado di determinare una seconda ammonizione. Al 78′ giallo doveroso per Camavinga che spende una trattenuta netta per contenere un’accelerazione di Musiala. All’85’ secondo giallo per Camavinga reo di portare via il pallone dopo il fallo, la sensazione è che Vincic non si sia ricordato che era già ammonito. Al gol del 3-3 Vinicius applaude l’arbitro e riceve il cartellino. Espulso Guler dopo il fischio finale, l’arbitro esce dal campo circondato dai giocatori del Real

Cairo, stipendio in calo da RCS: nel 2025 incassati 2,8 milioni. Ecco quanto ha guadagnato il patron del Torino

Cairo, giù lo stipendio da RCS nel 2025: incassati 2,8 milioni. Quanto ha guadagnato il numero uno del Torino. I dettagli

Lo stipendio di Urbano Cairo per il 2025, relativo alla carica di presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup – società editrice della Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera – registra un calo rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dalla relazione sulla remunerazione 2025 del gruppo, documento che dettaglia i compensi riconosciuti al patron del Torino per il suo ruolo ai vertici dell’azienda.

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Nel report si specifica che il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 13 maggio 2025, ha fissato per Cairo un compenso fisso pari a 1,5 milioni di euro e un variabile massimo di ulteriori 1,5 milioni. La remunerazione complessiva per l’anno 2025 si è quindi attestata a 2,791 milioni di euro, suddivisi in 1,5 milioni di parte fissa, 1,286 milioni di parte variabile e 5mila euro di benefici non monetari.

«Il Comitato, nella riunione del 20 marzo 2026, ha svolto la propria attività istruttoria in merito alla consuntivazione della componente variabile della retribuzione del Presidente e Amministratore Delegato e del Consigliere esecutivo Marco Pompignoli. Il Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2026, su proposta del Comitato Remunerazione e Nomine, sulla base della misura del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione per il 2025, ha deliberato di consuntivare la componente variabile per l’esercizio 2025 nell’ammontare complessivo di Euro 1.286 mila per il Presidente e Amministratore Delegato e di Euro 336 mila per il Consigliere Marco Pompignoli»,

Il totale risulta inferiore di circa il 4% rispetto al 2024, quando Cairo aveva percepito poco più di 2,9 milioni di euro. Una riduzione che riflette l’andamento dei risultati e gli aggiustamenti previsti dalla politica retributiva del gruppo, pur mantenendo il presidente di RCS tra i manager più remunerati del settore editoriale italiano.


Mancini Roma, buone notizie dopo l’infortunio! Si è allenato con il gruppo e ci sarà con l’Atalanta

Mancini Roma, sospiro di sollievo per Gasperini: il difensore torna in gruppo e sarà disponibile per la sfida con l’Atalanta

Gian Piero Gasperini può finalmente sorridere: in vista del big match contro l’Atalanta, la Roma ritrova Gianluca Mancini. Il difensore, fermo dalla gara con l’Inter in cui era stato costretto al cambio, è tornato ad allenarsi in gruppo e sarà regolarmente a disposizione. Una notizia importante per i giallorossi, che nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con diverse emergenze fisiche.

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La squadra dovrà infatti rinunciare a Manu Koné e Lorenzo Pellegrini, mentre restano da valutare le condizioni di Wesley e Pisilli. Il brasiliano sta ancora recuperando dall’infortunio al bicipite femorale rimediato in Nazionale, mentre il centrocampista classe 2004, pur avendo escluso lesioni con la risonanza, non è ancora riuscito ad allenarsi a pieno ritmo a causa del dolore alla caviglia.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se i due potranno essere convocati, ma il rientro di Mancini – assente anche contro il Pisa – rappresenta un segnale incoraggiante per Gasperini. In una sfida delicata come quella con l’Atalanta, recuperare un leader difensivo del suo calibro può fare la differenza.


Italiano svela: «Dobbiamo cercare gli episodi che facciano girare la partita dalla nostra parte». Le sue parole

Italiano parla a Sky: «All’andata abbiamo azzeccato il loro atteggiamento, è una squadra che cerca di amministrare». Le parole

Vincenzo Italiano ha parlato a Sky Sport alla vigilia della sfida decisiva contro l’Aston Villa, sottolineando la necessità di ribaltare il risultato dell’andata. Il tecnico sa bene che servirà una prestazione di grande personalità per rimettere in piedi il discorso qualificazione.

Il Bologna, infatti, arriva al ritorno con un pesante 3-1 subito al Dall’Ara, un passivo che obbliga i rossoblù a un’impresa al Villa Park. La squadra dovrà affrontare la trasferta inglese con coraggio, lucidità e la consapevolezza di non avere alternative: solo una rimonta può tenere vivo il sogno europeo-

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PAROLE – «Conosciamo bene questo stadio, è la terza volta che li affrontiamo. Ce la giocheremo, vediamo se riusciamo a creargli qualche difficoltà e a fargli passare una serata complicata. Cercheremo in tutti i modi di passare il turno. All’andata abbiamo azzeccato il loro atteggiamento, è una squadra che cerca di amministrare. Il doppio vantaggio è pesante, sta a noi ora. Non possiamo sapere come interpreteranno la gara, noi dobbiamo rischiare qualcosina. Dobbiamo cercare gli episodi che facciano girare la partita dalla nostra parte».

«Dobbiamo attaccare la profondità, riempire l’area e tenere noi il pallino del gioco. Ci vuole una partita in cui tiriamo fuori qualcosa in più. Dobbiamo cercare di limitare l’avversario. Analizzare due annate in una partita mi dispiacerebbe. Giochiamo contro la squadra che all’inizio della competizione tutti davano per favorita».

Suarez e il caso dell’esame “farsa”: arriva la condanna per gli ex responsabili dell’Università di Perugia

Esame “farsa” a Suarez, la decisione del tribunale: condannati gli ex dirigenti dell’ateneo umbro. Le ultimissime

Si è chiuso con una condanna per tutti e tre gli imputati il processo relativo al cosiddetto esame “farsa” sostenuto da Luis Suarez all’Università per Stranieri di Perugia nel settembre 2020. L’attaccante uruguaiano, allora al Barcellona e vicino alla Juventus, aveva bisogno della certificazione linguistica per ottenere la cittadinanza italiana e poter essere tesserato come comunitario dal club bianconero. L’indagine aveva portato alla luce presunte irregolarità nella gestione della prova, organizzata in tempi rapidi per consentire al giocatore di completare l’iter burocratico.

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Il tribunale ha inflitto un anno e mezzo di reclusione – pena sospesa – all’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, all’ex direttore generale Simone Olivieri e all’ex direttrice del Centro di valutazione Stefania Spina. I giudici hanno assolto gli imputati «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di falso ideologico legata al verbale che anticipava la sessione d’esame, mentre hanno modificato la contestazione di rivelazione di segreto d’ufficio, escludendo qualsiasi vantaggio patrimoniale. Una decisione che ridimensiona parte del quadro accusatorio, pur confermando alcune responsabilità.

Secondo l’accusa, i tre avrebbero predisposto una sessione «ad personam» per Suarez, anticipandogli i contenuti della prova necessaria per ottenere la certificazione B1. Un passaggio ritenuto fondamentale per il possibile trasferimento alla Juventus, trattativa poi sfumata. «L’accusa si è ridimensionata già in questo primo grado e le condanne sono state inferiori a quelle chieste dall’accusa – ha commentato l’avvocato Francesco Falcinelli, difensore di Olivieri –. Attendiamo le motivazioni della sentenza e poi ricorreremo in appello».

Sulla stessa linea anche la difesa di Grego Bolli e Spina. «Pur sfociando in una condanna, la decisione segna un ridimensionamento del quadro accusatorio – ha dichiarato l’avvocato David Brunelli –. Il Tribunale ha ridimensionato la vicenda del cosiddetto “esame farsa”, ma non nella misura da noi auspicata, non avendo accolto la richiesta di piena assoluzione per la Rettrice Grego e per la professoressa Spina». Brunelli ha poi aggiunto: «Nell’attesa di leggere le motivazioni della sentenza, rimaniamo convinti delle nostre buone ragioni e contiamo di farle valere nel successivo giudizio di appello», sottolineando come la richiesta di risarcimento danni sia stata ridotta da un milione a 100mila euro.

Ripescaggio Italia, la decisione è presa: arriva anche l’annuncio dall’Iran

Cambia nuovamente la situazione in vista dei Mondiali per quanto riguarda l’Iran e il (poco) possibile ripescaggio dell’Italia

Continuano le indiscrezioni sulla possibile assenza dell’Iran ai Mondiali di calcio e all’eventuale ripescaggio dell’Italia.

Anche se l’ipotesi più probabile, nel caso in cui Tehran decidesse di non prendere parte al torneo, è il ripescaggio di un’asiatica (gli Emirati Arabi), c’è un grande dibattito sulla possibilità per l’Italia di andare negli Stati Uniti grazie al miglior piazzamento nel ranking o attraverso dei possibili playoff tra escluse.

Il tutto condizionato però dalla decisione dell’Iran che al momento sembrerebbe intenzionato a presentarsi negli Stati Uniti e partecipare al Mondiale. A confermarlo c’è anche il commissario tecnico della Nazionale, Amir Ghalenoei che, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa tedesca Dpa, è ottimista: “Attualmente non ci sono motivi per non partecipare: se Dio vuole, lo faremo”.

Iran ai Mondiali, si schiera anche il ministro dello sport

Una fiducia condivisa anche dal ministro dello Sport, Ahmed Donjamali, che ha anche spostato l’attenzione sulla situazione nel Paese e sulla sicurezza dei calciatori. Secondo Donhamali, infatti, “più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione”. Questo ovviamente sempre che negli Stati Uniti venga garantita la massima sicurezza dell’intero gruppo iraniano.

Iran Mondiali
Infantino spera nell’Iran ai Mondiali (Instagram Gianni Infantino) – Calcionews24.com

A conferma di ciò, arrivano anche indiscrezioni iraniane sull’avvio dell’organizzazione di amichevoli di avvicinamento ai mondiali per la rappresentativa asiatica. Situazione quindi che sembra procedere nella maniera auspicata dalla Fifa, con Infantino che ha sempre parlato con grande fiducia della presenza dell’Iran ai Mondiali. Una presenza che però dovrà essere ratificata – fanno sapere da Tehran – dal Consiglio di Sicurezza Nazionale del Paese, consultando il Governo, e con la supervisione della Guida Suprema Mujtaba Khamenei e quella del Presidente Massoud Peseshkian.

Per la decisione definitiva bisognerà attendere l’evolversi della situazione in Iran con Trump che si è detto convinto che la guerra finirà a brevissimo. Tornando in tema calcistico, la decisione definitiva non potrà arrivare oltre la prima decade di maggio, quando mancherà soltanto un mese all’inizio del torneo: oltre non ci sarebbe più tempo per provvedere ad un’eventuale sostituzione.

Formazioni ufficiali Arsenal Sporting: le scelte di Arteta e Borges per la sfida di Champions League

Formazioni ufficiali Arsenal Sporting: le scelte di Arteta e Borges per il match, valido per il ritorno dei quarti di Champions League

Allo stadio Emirates di Londra è tutto pronto per il primo attesissimo match dei quarti di finale di Champions League. Il palcoscenico europeo si accende per ospitare la sfida tra lo l’Arsenal Sporting, un match di livello che promette spettacolo e una intensità fin dai primi minuti di gara. Fischio d’inizio alle ore 21.

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Le formazioni ufficiali di ArsenalSporting

A ridosso del fischio d’inizio, ecco le decisioni definitive prese da Mikel Arteta e Rui Borges:

ARSENAL (4-2-3-1): Raya; Mosquera, Gabriel, Saliba, Hinacpié; Zubimendi, Rice; Madueke, Eze, Martinelli; Gyokeres. Allenatore: Mikel Arteta
A disposizione: Arrizabalaga, Setford, White, Jesus, Norgaard, Trossard, Havertz, Dudziak, Lewis-Skelly, Dowman, Salmon

SPORTING CP (4-2-3-1): Rui Silva; Quaresma, Diomande, Inácio, Araujo; Hjulmand, Morita; Catamo, Trincão, Gonçalves; Luis Suárez. Allenatore: Rui Borges

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Formazioni ufficiali Bayern Monaco Real Madrid: le scelte di Kompany e Arbeloa per il match di Champions

Formazioni ufficiali Bayern Monaco Real Madrid: le scelte di Kompany e Arbeloa per il match, valido per il ritorno dei quarti di Champions League

Torna la grande magia della Champions League e lo fa proponendo una sfida stellare che possiede i connotati di una vera e propria finale anticipata. I riflettori del grande calcio europeo si accendono sull’attesissimo match Bayern MonacoReal Madrid, valevole per la delicata sfida di ritorno dei quarti di finale della massima competizione continentale. Il fischio d’inizio è fissato per le ore 21:00.

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry, Luis Diaz; Kane. Allenatore: Kompany.

REAL MADRID (4-4-2): Lunin; Alexander-Arnold, Militão, Rüdiger, Mendy; Brahim Diaz, Valverde, Bellingham, Arda Güler; Vinicius Jr., Mbappé. Allenatore: Arbeloa.

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Locatelli Juve, accordo chiuso per il rinnovo! Ecco quando arriveranno firma e ufficialità. Tutti i dettagli

Locatelli Juventus, intesa totale per il rinnovo: firma e ufficialità in arrivo. Le cifre e la durata del nuovo accordo

Il rapporto tra Manuel Locatelli e la Juventus si rafforza ulteriormente, consolidando una continuità tecnica che il club considera fondamentale per il proprio progetto. Il centrocampista azzurro, ormai punto di riferimento dentro e fuori dal campo, continuerà a essere uno dei pilastri della squadra bianconera, simbolo di identità e leadership nello spogliatoio.

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Nonostante il rinnovo non sia mai stato realmente in discussione, l’attesa per l’ufficialità è agli sgoccioli. Come riportato da Giovanni Guardalà di Sky Sport, l’accordo è ormai definito e manca solo la firma: l’annuncio ufficiale è previsto per venerdì 17 aprile. Una scelta che conferma la volontà reciproca di proseguire insieme e dare stabilità al progetto tecnico guidato dalla società.

Pur avendo un contratto valido fino al 30 giugno 2028, la Juventus ha deciso di blindare ulteriormente il suo capitano, adeguando i termini dell’intesa e prolungando la scadenza fino al 2030. Un segnale forte di fiducia e centralità: Locatelli e la Juventus ancora insieme non è soltanto uno slogan, ma la conferma di un matrimonio sportivo solido, iniziato nell’estate 2023 e destinato a durare ancora a lungo.

Firicano in esclusiva a Cagliarinews24: «Per i rossoblù direi che si deve far la corsa su se stessi e fare ancora cinque o sei punti per arrivare alla quota salvezza»

Firicano ha parlato in esclusiva a Cagliarinews24: «Per i rossoblù direi che si deve far la corsa su se stessi». Le parole

Aldo Firicano ha vissuto alcune delle stagioni più significative della sua carriera con la maglia rossoblù. L’ex difensore del Cagliari, protagonista di anni rimasti nel cuore dei tifosi, ha parlato in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 analizzando l’annata della squadra guidata da Fabio Pisacane, la recente sfida di San Siro contro l’Inter e molti altri temi legati al presente e al futuro del club.

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Il Cagliari ha centrato una vittoria fondamentale nello scontro diretto dell’Unipol Domus contro la Cremonese. Come vede la situazione dei rossoblù nella lotta per la salvezza?

«La vittoria sulla Cremonese è stata fondamentale, probabilmente la pietra miliare verso la salvezza. Detto questo, però la permanenza in categoria è ancora da acquisire. Bisogna stare attenti perché è già successo al Cagliari, il quale dopo il successo a Firenze con i viola sembrava pressoché salvo. E poi invece c’è stato un periodo di magra e la squadra è stata risucchiata poi nel gruppone della zona retrocessione. Bisogna fare tesoro di questo periodo e non ripetere lo stesso errore, la salvezza è vicina ma ancora non è raggiunta. Questa vittoria deve servire poi ad avvicinarsi ulteriormente a una quota tranquillità che è difficile da prevedere in questo momento, perché il Lecce e la Cremonese non si capisce bene se possano fare ancora dei punt. Quindi per i rossoblù direi che si deve far la corsa su se stessi e fare ancora cinque o sei punti per arrivare alla quota salvezza in tranquillità. Questo per raggiungere l’obiettivo che effettivamente era quello che ci si aspettava a inizio stagione».

Ora i rossoblù sono attesi da una gara proibitiva a San Siro contro l’Inter di Christian Chivu. Qual è il suo pronostico della sfida della 33a giornata?

«Inter e Cagliari son due squadre ovviamente con obiettivi diversi che hanno bisogno ancora di qualche punto. Sia i milanesi, che naturalmente hanno un potenziale diverso, sia i sardi devono interpretare queste partite rimanenti con la possibilità in ogni gara di arrivare a chiudere il discorso. Quindi anche con l’Inter c’è la possibilità di fare uno o tre punti, ci si deve credere in maniera fortenperché potrebbe essere la gara risolutiva. Fare il colpaccio forse sembra un tantino azzardato, ma la possibilità anche di impattare la partita guadagnando un ulteriore punto in classifica a questo punto della stagione, con poche partite rimanenti, ha il suo peso specifico. Quindi perché no, provare a pareggiare anche con lo squadrone di Chivu che sembra destinato a vincere il tricolore»

L’Italia è reduce dalla brutta batosta di Zenica, con la sconfitta nello spareggio per i Mondiali. Per la successione a Gennaro Gattuso circolano i nomi di Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Lei su chi punterebbe come nuovo CT?

«Allegri e Conte sono allenatori sicuramente affidabili e di grande livello, e i risultati ottenuti lo dimostrano. Però credo che la premessa sia più importante vada oltre i tecnici, nel senso che un cambiamento molto importante, generale e repentino va fatto a livello di federazione. E questo cambiamento dovrebbe portare a un obiettivo e una metodica condivisa. E quindi, prima di far nomi sulla guida tecnica credo che sia importante e necessario che ci sia un nuovo presidente. Serve che arrivi anche un segnale di discontinuità rispetto al passato: intendo nel nome ma anche nei programmi e nel modus operandi. E vediamo chi verrà fuori, e poi l’allenatore sarà una conseguenza diretta di questo nuovo corso che deve assolutamente esserci, visti i risultati non solo della Nazionale italiana ma anche del calcio azzurro in generale. Negli ultimi anni sembra decisamente in calo e non è più competitivo rispetto ad altri campionati e ad altre nazioni che magari hanno fatto un processo di rinnovamento già negli anni passati»,

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI FIRICANO SU CAGLIARINEWS24



Conceicao continua a stupire all’Al Ittihad: dentro alla stagione del portoghese in Arabia, i numeri nascondono questa grande verità

Conceicao sta continuando stupire sulla panchina dell’Al Ittihad: i numeri della sua stagione nascondono questa grande verità

Il percorso di Sérgio Conceição sulla panchina dell’Al-Ittihad continua a regalare grandi soddisfazioni ai propri sostenitori. Il tecnico portoghese ha infatti centrato un traguardo storico, ottenendo la meritata qualificazione ai quarti di finale della prestigiosa AFC Champions League. Un risultato di assoluto rilievo, soprattutto considerando che il club saudita è riuscito a raggiungere questa fase avanzata della competizione solamente per la terza volta negli ultimi dodici anni.

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L’impresa asiatica: i numeri del successo senza Benzema e Kanté

La cavalcata internazionale assume contorni ancora più epici se si analizzano le oggettive difficoltà affrontate dalla società negli ultimi mesi. Nonostante una forte mancanza di investimenti mirati sul mercato e la grave perdita di giocatori fondamentali per l’equilibrio e il tasso tecnico della rosa, come le stelle mondiali N’Golo Kanté e Karim Benzema, l’ex allenatore del Porto è riuscito a mantenere la squadra pienamente in corsa per la principale competizione per club asiatici.

Le statistiche della sua gestione sono impressionanti e certificano il netto cambio di marcia. Dall’arrivo del tecnico, l’Al-Ittihad ha disputato 7 partite, collezionando ben 6 vittorie e mantenendo la porta inviolata in 4 occasioni. A livello offensivo, la squadra domina incontrastata il torneo: vanta il miglior attacco con 23 reti segnate e si posiziona al secondo posto assoluto per le occasioni create (34).

L’analisi del mister: solidità, carattere e rispetto per i tifosi

Al termine del match decisivo, Conceição ha analizzato la prestazione dei suoi uomini ai microfoni della stampa, ribadendo la totale soddisfazione per l’atteggiamento del gruppo: Penso che sia stata una partita solida dal punto di vista difensivo. In fase offensiva avremmo potuto fare di più in alcuni momenti, ma sono molto contento dei giocatori, della determinazione che hanno mostrato e del fatto che abbiano rispettato ciò che avevo chiesto. Ho chiesto di mettere in campo la passione e l’ambizione dei tifosi, e lo hanno fatto.”

Rispondendo poi alle domande sulla gestione della tensione per una sfida da dentro o fuori, l’allenatore ha aggiunto con grande fermezza: La pressione fa parte del gioco. Chi non lo capisce non può fare questo mestiere, veniamo sempre giudicati dai risultati. Abbiamo mostrato grande carattere in campo, con i primi 30 minuti fantastici, con la squadra molto compatta e brava a sfruttare le fragilità dell’avversario, e non ho visto giocatori nervosi, anzi. Molto solidi, grande personalità da parte di tutti, soprattutto della difesa e del centrocampo, che ci ha dato la robustezza che non avevamo avuto in altre partite. Ed è stato molto importante per la squadra.”

Neymar convocato con il Brasile ai Mondiali? Ancelotti telefona al presidente Lula, retroscena a sorpresa sul fuoriclasse del Santos. Cosa si son detti

Neymar sarà convocato con il Brasile ai Mondiali? Ancelotti chiama il presidente Lula, retroscena su cosa si son detti

Neymar è tornato al Santos, il club in cui è cresciuto, e a 34 anni sta già ricordando al mondo quell’estro elettrizzante che lo ha reso un’icona del calcio globale.

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Durante una recente sfida di Copa Sudamericana contro i paraguaiani del Recoleta FC, l’attaccante brasiliano ha sbloccato il risultato dopo appena quattro minuti. Tuttavia, a rubare la scena è stata una giocata ipnotica nel secondo tempo: dopo aver finto col corpo per difendere il pallone, Neymar lo ha bloccato di sinistro per poi farlo passare fulmineamente dietro la gamba d’appoggio, completando un tunnel ai danni dell’avversario. Un gesto tecnico sbalorditivo che ha lasciato a bocca aperta persino una leggenda come Rio Ferdinand, spingendo l’ex difensore del Manchester United a scrivere sui social: “Che fenomeno”.

La corsa verso il Mondiale 2026

Nonostante la magia col pallone tra i piedi sia rimasta intatta, la strada di Neymar verso i Mondiali del 2026 è tutt’altro che spianata. Dopo gli infortuni che hanno segnato la fine della sua avventura al PSG e il calvario vissuto in Arabia Saudita con l’Al-Hilal — dove ha collezionato pochissime presenze tra il 2023 e il 2025 — la sua tenuta fisica rimane una grande incognita.
L’uomo chiamato a prendere la decisione finale sulle convocazioni è l’attuale commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti. Il sessantaseienne allenatore sta valutando ogni dettaglio, arrivando persino a chiedere un parere al Presidente della Repubblica brasiliana, Luiz Inácio Lula da Silva.

Intervenuto sul suo canale YouTube, l’ottantenne Presidente ha rivelato i dettagli della loro conversazione: “Ho avuto l’opportunità di parlare con Ancelotti e mi ha chiesto: ‘Pensa che Neymar debba essere convocato?‘. Gli ho risposto: ‘Senta, Ancelotti, se sta bene fisicamente, il talento calcistico non gli manca. Ma ho bisogno di sapere se lo vuole davvero. Non può pretendere di andare al Mondiale solo per il suo nome. Deve guadagnarselo sul campo’”.

L’ultima occasione

In veste di miglior marcatore di sempre della Seleção (79 reti), Neymar è disperatamente alla ricerca di quel trionfo mondiale che manca dal 2002. Dopo il trauma vissuto in casa nel 2014 e le delusioni ai quarti di finale nelle ultime due edizioni, l’ultimo ballo di Neymar in Nord America dipenderà esclusivamente da una condizione: dimostrare ad Ancelotti, e a tutto il Brasile, che la sua integrità fisica può ancora supportare la genialità dei suoi piedi.

Gravina a Le Iene rompe il silenzio: «Amareggiato per non aver dato ai nostri tifosi un risultato che meritavano ma non accetto che qualcuno si permetta di definirmi indegno!»

Gravina a Le Iene su Italia 1 è tornato a parlare della delusione della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali

Il presidente dimissionario della FIGC, Gabriele Gravina, ha deciso di rompere il silenzio in un momento di enorme difficoltà per il calcio italiano. In una lunga e intensa intervista concessa al programma televisivo ‘Le Iene’, in onda questa sera su Italia 1, l’ex numero uno della Federazione ha tracciato un bilancio conclusivo della sua gestione, rispondendo alle aspre critiche ricevute nelle ultime settimane in seguito alle delusioni sul campo.

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Il rammarico per l’addio e i traguardi raggiunti

Il dirigente ha espresso tutto il suo dispiacere per l’epilogo del suo mandato, ammettendo un ritardo nelle tempistiche delle proprie dimissioni: Mi sento amareggiato per non aver dato ai nostri tifosi un risultato che meritavano e soprattutto per non aver scelto prima di andare via nel momento in cui mi sono reso conto che tutto quello che è stato fatto non poteva essere migliorato”.

Tuttavia, Gravina ha difeso con orgoglio la sua eredità, respingendo fermamente gli attacchi personali: “Quello che non posso accettare è che qualcuno si permetta a ogni livello di definirmi indegno. Ha poi elencato i successi della sua era: Cosa è stato fatto? Delle cose molto interessanti sotto il profilo dell’equilibrio economico-finanziario, sotto la presidenza Gravina è arrivata la co-assegnazione di Euro2032, il terzo evento sportivo più seguito al mondo. La gente forse ha dimenticato il lavoro straordinario che è stato fatto: dopo 53 anni abbiamo vinto l’Europeo, l’Under 17 ha vinto per la prima volta gli Europei.

Il fallimento Mondiale e il problema dei giovani

Sulla dolorosa terza esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo, Gravina ha puntato il dito sull’impiego dei giovani: Purtroppo produciamo talenti ma non vengono utilizzati, abbiamo il 70% di stranieri e solo il 30% di giocatori selezionabili. Riguardo alla responsabilità dei club di Serie A, ha aggiunto: Le nostre società sono aziende e rispondono all’economia di mercato. Non si può pensare di obbligarle ad adottare scelte imprenditoriali differenti. Si può lavorare a livello culturale, attivando meccanismi di incentivi, altrimenti non c’è possibilità di intervento”.

Le scuse sugli sport “dilettantistici”

Infine, ha voluto spegnere la polemica nata dopo la partita con la Bosnia sulle sue dichiarazioni riguardo gli altri sport. Ha precisato il senso tecnico della sua frase: La distinzione era a livello di regolamento, di norme che dispongono l’obbligatorietà dei giovani in campo selezionabili, per il professionismo non è consentito. E ha chiuso con un messaggio di rispetto per l’intero movimento sportivo italiano: “. Ammiro il lavoro degli atleti di altre discipline, il loro sacrificio, i loro risultati, non volevo mortificare nè offendere nessuno.

Infortunati Juve, lesione per Cabal! Le condizioni di Yildiz, Kelly e Thuram dopo l’allenamento odierno. Cos’è successo alla Continassa

Infortunati Juve, lesione per Cabal! Quali sono le condizioni di Yildiz, Kelly e Thuram dopo l’allenamento svolto oggi alla Continassa

Il quartier generale della Continassa si conferma sempre di più un vero e proprio osservato speciale in questi giorni cruciali e incandescenti della stagione agonistica. L’attenzione dello staff medico e dirigenziale è interamente rivolta a monitorare con la massima cura la situazione degli infortunati Juve. I prossimi impegni in calendario si preannunciano infatti assolutamente decisivi e fondamentali per vincere la serrata lotta al quarto posto, un traguardo sportivo ed economico ritenuto vitale per garantire l’accesso alla prossima edizione della Champions League.

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La gestione delle energie: la vera priorità di Spalletti

In una fase dell’anno calcistico così densa di appuntamenti ravvicinati, la scrupolosa gestione delle energie atletiche è diventata la priorità assoluta per Luciano Spalletti. Il tecnico deve infatti riuscire a bilanciare l’imprescindibile necessità di fare punti pesanti in classifica con l’altrettanto importante esigenza di conservare i muscoli e non sovraccaricare i suoi interpreti principali.

Secondo quanto raccolto da Juventusnews24.com, tre pedine fondamentali non hanno lavorato con il resto del gruppo. Yildiz, attualmente alle prese con una fastidiosa infiammazione al ginocchio, insieme a Kelly e Thuram hanno infatti svolto un allenamento differenziato. Non si tratta di nuovi stop preoccupanti, bensì di una scelta programmata per la gestione dei carichi, volta a evitare che gli acciacchi post Genoa si trasformino in un problema ancora più grave.

Tegola in difesa: lesione all’adduttore per Cabal, addio sempre più vicino

Se per Yildiz e compagni si respira ottimismo, il finale di stagione della Juventus deve purtroppo fare i conti con l’ennesimo stop forzato nel reparto arretrato. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto Juan Cabal hanno infatti evidenziato una lesione all’adduttore. Un infortunio severo che costringerà il difensore colombiano a saltare i prossimi impegni cruciali di campionato contro avversari diretti come Bologna e Milan.

Nonostante il problema fisico, il giocatore punta con determinazione al recupero per rispondere alla chiamata della propria nazionale. Salvo complicazioni, Cabal volerà infatti con la Colombia per disputare l’attesissimo Mondiale negli Stati Uniti: un appuntamento che rappresenta una vetrina internazionale di primissimo piano. Il futuro del difensore sembra ormai tracciato lontano da Torino. Con l’avvicinarsi della sessione estiva di mercato, la sua esperienza in bianconero pare destinata a chiudersi definitivamente, rendendo le prestazioni iridate con i Cafeteros il miglior biglietto da visita per la sua prossima destinazione.

Ambrosini ci va giù pesante sul Milan: «Puoi mettere anche 6.000 attaccanti ma se non hai idee…». La frecciata dell’ex centrocampista!

Ambrosini, ex centrocampista del Milan, ha commentato così il momento che sta attraversando il club rossonero

Il momento complicato vissuto dal Milan guidato da Massimiliano Allegri continua a far discutere tifosi e addetti ai lavori. Al centro del dibattito mediatico c’è, da diverse settimane, la fatidica questione legata al modulo tattico. Molti imputano le recenti e palesi difficoltà della squadra rossonera proprio allo schieramento in campo, invocando un netto cambio di rotta per ritrovare la via del gol e i risultati sperati. Tuttavia, c’è chi non condivide affatto questa visione puramente numerica e punta il dito su problematiche ben più profonde.

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Tra le voci più autorevoli a riguardo c’è senza dubbio quella di Massimo Ambrosini. L’ex capitano del Milan, oggi apprezzato opinionista in televisione e sul web, ha offerto una lucida e severa disamina della situazione attuale del Diavolo. Intervenuto durante una trasmissione sul canale di Cronache di Spogliatoio, l’ex centrocampista ha deciso di spostare l’attenzione dal semplice schieramento alla fluidità della manovra di squadra.

La critica di Ambrosini: carenza di soluzioni in fase offensiva

Secondo l’opinionista, la vera criticità della compagine milanese non risiede nell’assetto di base, bensì in una preoccupante sterilità creativa. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni e fotografano un’evidente assenza di coralità: “Il Milan in questo momento, ma per tutto l’anno, non ha mostrato di avere una serie di opzioni, di idee che potessero favorire principalmente in fase offensiva i suoi calciatori. Questo è stato il problema principale. Rispetto ad altre squadre, il Milan ha meno opzioni e ha meno soluzioni. Quindi il tema del modulo, per il Milan, può lasciare il tempo che trova. Tu puoi mettere anche 6.000 attaccanti ma se non hai idee di come poterli far giocare, se non hai soluzioni, gli attaccanti tirano poco in porta”.

Oltre la tattica: serve una vera identità di gioco

L’analisi dell’ex bandiera colpisce nel segno e suona come un chiaro campanello d’allarme per l’intero staff tecnico. Cambiare gli interpreti o aggiungere semplicemente pedine in attacco non porterà alcun beneficio se alla base manca una chiara identità di gioco e una rete di alternative tattiche codificate. Per tornare a competere ad alti livelli, i rossoneri dovranno urgentemente ritrovare le idee e lo sviluppo del gioco che in questa stagione sembrano mancare.

Lotito, il piano per il commissariamento della FIGC e le mosse di Malagò e Abete. Cosa sta succedendo davvero in Federazione

Lotito ha stilato questo piano per il commissariamento della FIGC. Svelate anche le mosse di Malagò e Abete. Cosa sta accadendo

Il calcio italiano sta attraversando una tempesta istituzionale senza precedenti. Come riportato sulle pagine de Il Corriere dello Sport, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, la complessa corsa alla presidenza federale si è rapidamente trasformata in uno scontro aperto tra politica e sport. Il profilo di Giovanni Malagò, indicato con forza dalla Lega Serie A come uomo della provvidenza, rimane al centro del dibattito. L’attuale presidente del CONI ha definito la sfida «affascinante», ma non ha nascosto la necessità di profonde riflessioni, cercando di smarcarsi dalle pesanti etichette politiche.

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Il piano di Lotito per il commissariamento della FIGC

La mossa sicuramente più dirompente è arrivata da Claudio Lotito. Il senatore e patron biancoceleste ha svelato un documento shock che ipotizza il commissariamento della FIGC entro la scadenza del 30 aprile 2026, basandosi sull’applicazione della legge 280/2003. Il progetto prevede l’insediamento di una struttura di comando straordinaria attiva fino al 2028, composta da membri nominati dalla politica e dalla FIFA, che risponderebbe del proprio operato direttamente al Parlamento. Una proposta radicale che, tuttavia, ha incontrato la freddezza del ministro Andrea Abodi, decisamente più propenso a una profonda riforma dei programmi piuttosto che a un semplice cambio di poltrone.

La strategia di Abete per frenare Malagò

Sul fronte opposto si muove con decisione Giancarlo Abete. Il presidente della LND ha scelto di far pesare il suo determinante 34% di voti assembleari per evitare che la Serie B decida di seguire lo strappo istituzionale dettato dalla Serie A. La strategia di Abete mira a raccogliere le firme dei delegati per riportare il focus sulle riforme concrete, arginando l’ascesa di Malagò. La sua eventuale candidatura potrebbe rappresentare una precisa mossa tattica: scendere in campo per poi poter trattare da una posizione di forza un profilo di mediazione condiviso.

Il silenzio della Serie B e le critiche a Malagò

Mentre l’intero sistema cerca un nuovo e delicato equilibrio, non mancano le critiche feroci. Angelo Binaghi, presidente della Fitp, ha espresso forti dubbi sulla reale capacità di Malagò di attuare le riforme necessarie, ricordando le occasioni sprecate ai vertici del CONI. In questo clima di estrema incertezza, la Lega Serie B ha optato per la via del silenzio strategico, attendendo di capire quale fronte sposterà gli equilibri in una trattativa che si preannuncia ancora lunghissima.

Messi e la Federcalcio argentina al centro di un caos legale! Causa milionaria per presunta frode, la ricostruzione di quanto successo

Messi e la Federcalcio argentina sono finiti al centro di un caos legale! Causa milionaria per presunta frode riguardante l’attaccante, cos’è successo

Lionel Messi e la Federcalcio argentina (AFA) sono finiti al centro di una tempesta legale negli Stati Uniti. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da TMZ, la VID, un’agenzia di Miami specializzata nell’organizzazione di eventi sportivi, ha intentato una causa milionaria per presunta frode e violazione del contratto.

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I 30 minuti fantasma

Il fulcro della contesa è un accordo da circa 7 milioni di dollari per i diritti esclusivi di due sfide amichevoli disputate lo scorso ottobre contro Venezuela e Porto Rico. Le clausole del contratto, secondo l’agenzia, parlavano chiaro: l’otto volte Pallone d’Oro avrebbe dovuto giocare almeno 30 minuti in entrambe le gare, a meno di un infortunio certificato.
La rottura si è consumata in occasione del match contro il Venezuela all’Hard Rock Stadium. Messi non è sceso in campo, limitandosi a guardare la partita insieme alla famiglia da una suite lussuosa (pagata proprio dalla VID). La vera beffa per i promotori, tuttavia, si è materializzata il giorno seguente: il fuoriclasse argentino ha giocato regolarmente con l’Inter Miami in MLS, mettendo a segno una doppietta contro l’Atlanta United.
Spostamenti di sede e promesse mancate
Nonostante Messi abbia poi regolarmente giocato (e fornito due assist) nella successiva vittoria per 6-0 contro il Porto Rico, la VID lamenta ulteriori e gravi danni economici. Lo spostamento in extremis della sede di questa partita da Chicago a Fort Lauderdale avrebbe causato perdite per oltre un milione di dollari. Sulle cause del trasferimento c’è un forte rimpallo di responsabilità: l’AFA ha accusato le strette sull’immigrazione nell’area, mentre i funzionari di Chicago hanno puntato il dito contro le scarse vendite di biglietti. A peggiorare il quadro legale ci sarebbe una promessa non mantenuta dall’AFA, che avrebbe garantito di rimediare al danno organizzando future amichevoli in Cina, mai materializzatesi.
I precedenti in MLS
Non è la prima volta che “l’effetto Messi” genera strascichi in tribunale in Nord America. Solo il mese scorso, la MLS e i Vancouver Whitecaps hanno dovuto risarcire i tifosi con oltre 320.000 dollari in una class-action per “materiale promozionale ingannevole”, dopo aver pubblicizzato la presenza dell’argentino, di Luis Suarez e Sergio Busquets, i quali poi non parteciparono alla trasferta.
Nonostante queste turbolenze fuori dal rettangolo verde, il trentottenne argentino continua a brillare in campo. Fresco vincitore della MLS Cup 2025 e con un nuovo contratto triennale firmato con l’Inter Miami (che lo legherà al club fino ai 41 anni), Messi si sta ora preparando per guidare l’Albiceleste nella difesa del titolo ai Mondiali del 2026.

Elezioni FIGC, tracciato l’identikit del nuovo presidente federale: tre linee guida da seguire! Interviene la politica

Elezioni FIGC, la politica è intervenuta nella situazione relativa al nuovo presidente federale! Ci sono tre linee guida da seguire

La terza, drammatica esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali ha lasciato macerie nel sistema calcistico azzurro, culminate con le inevitabili dimissioni di Gabriele Gravina. Con le elezioni per la presidenza della FIGC fissate per il prossimo 22 giugno, i riflettori della politica tornano ad accendersi con prepotenza sulle sorti del pallone italiano. A farsi portavoce di questa urgenza è il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia nella settima Commissione (Cultura, Istruzione e Sport), che in una nota ufficiale invoca un netto cambio di rotta.

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L’identikit del nuovo Presidente

Il senatore ha delineato chiaramente quale debba essere il profilo della futura guida federale, rifiutando categoricamente le logiche del passato:
• Basta compromessi: «Prima di cercare un nome che accontenti tutti, dovremmo trovare qualcuno con la forza di scontentare chi ha tenuto il calcio fermo agli anni Novanta».
• Leadership operativa: Marcheschi boccia le “elezioni-fotocopia”, sottolineando come la ricerca ossessiva del consenso sia ormai un danno. Non serve una figura istituzionale di pura facciata, abile unicamente a mediare tra i piccoli egoismi di fazione per restare a galla, ma una guida forte capace di spezzare l’immobilismo.
• Oltre la burocrazia: «La democrazia è fondamentale, ma quando diventa una palude che impedisce di agire mentre il settore va in crisi, smette di essere democrazia e diventa burocrazia conservativa».

Un’industria da salvare

Il parlamentare ha posto un forte accento sulla natura aziendale del sistema sportivo. Il calcio è a tutti gli effetti un’industria vitale per la Nazione e non può più permettersi di naufragare tra veti incrociati, riforme perennemente annunciate e i tempi biblici della politica. Il rischio non è circoscritto all’aspetto sportivo, ma si allarga a quello economico, con perdite pesanti che si ripercuotono su tutto il sistema Paese.

L’impegno bipartisan in Senato

Di fronte a questa profonda crisi, le istituzioni hanno deciso di raccogliere l’appello alla responsabilità. In Commissione 7 si è registrata un’inedita e costruttiva sintonia trasversale tra le varie forze politiche. Questo accordo si tradurrà a brevissimo in iniziative parlamentari urgenti volte a sostenere una vera riforma del settore calcistico. Il messaggio finale del senatore Marcheschi è perentorio: nel più totale rispetto dell’autonomia dello sport, questa volta la politica non si limiterà a guardare.

Desailly attacca Bastoni: «Non è nemmeno la metà di Maldini, non è un leader a livello internazionale!». La bordata al difensore dell’Inter

Desailly, leggenda del calcio francese, si è soffermato così su Alessandro Bastoni e sul suo possibile passaggio dall’Inter al Barcellona

L’ex difensore e leggenda del calcio francese Marcel Desailly è intervenuto ai microfoni del podcast The Italian Football, analizzando senza filtri i profili di due grandi protagonisti della Serie A: l’attaccante del Milan, Rafael Leao, e il difensore dell’Inter, Alessandro Bastoni. Le sue dichiarazioni offrono spunti di riflessione molto profondi.

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Il paradosso di Leao: tra magie e mancanza di costanza

Sul fuoriclasse portoghese del Milan, Desailly evidenzia un rendimento considerato troppo discontinuo: Non puoi criticarlo, perché il giorno in cui lo criticherai, farà magie in campo. E tu rimarrai bloccato, senza sapere più cosa dire. In 5 secondi spazzerà via tutta la negatività che gli hai riversato addosso. Sappiamo ormai che non ha la costanza e non è un leader per un’intera stagione come lo erano Messi e Neymar. È un giocatore importante per la squadra, ma non potrà mai essere il protagonista assoluto per tutta la stagione. Può esserlo ogni tanto, è altalenante”.

Il focus si sposta poi sulla tenuta atletica e sull’atteggiamento tattico: Sembra che abbia raggiunto il massimo del suo potenziale. Credo che lui si creda già tutto. Non è mentalmente pronto a studiare come migliorare fisicamente, perché potenzialmente non è in grado di dare di più a livello fisico. Forse potrebbe studiare come modificare la sua alimentazione, l’allenamento o qualsiasi altra cosa per raggiungere quella costanza. È un po’ un problema in un sistema di gioco perché non ripiega in difesa. Spinge in avanti, ma quando l’azione è finita, si ferma. Questo significa che non ha la forza nelle gambe per tornare in posizione”.

Infine, una provocazione legata al Pallone d’Oro: “Deve esserci un approccio fisico e mentale diverso che possa portarlo al livello che merita, perché potrebbe vincere il Pallone d’Oro. Ma lo vuole davvero? Il suo entourage è abbastanza intelligente da dirgli: ‘Guarda, quello che hai fatto è ottimo, ma per raggiungere il livello successivo devi modificare alcune cose’. Perché per ora questo è il massimo che possiamo aspettarci da Leao.

Bastoni e il paragone con Maldini: l’ipotesi Barcellona

Spostando l’attenzione sulla sponda nerazzurra, Desailly riconosce l’affidabilità di Alessandro Bastoni, pur tracciando un confine netto sulle sue doti di leadership: Penso che Bastoni sia costante, è all’Inter da circa 7 stagioni e ha fatto bene a prescindere dall’allenatore. Non credo sia un leader di livello internazionale, ma è un giocatore che sa adattarsi al sistema. Ha aiutato l’Inter a vincere il campionato quest’anno ma credo che il limite sia lì, a livello internazionale”.

Sul possibile addio all’Inter in ottica calciomercato e i paragoni storici, il parere è perentorio: Gioca sul lato sinistro ma se vogliamo paragonarlo a Maldini, non è nemmeno la metà di Maldini. Trasferimento al Barcellona? Sì, è una buona esperienza per mettersi alla prova e forse lì può elevare il suo livello, capire e adattarsi al Barcellona, ​​che ha bisogno di una forte mentalità difensiva. I blaugrana sono straordinari in ogni reparto, ma deboli in difesa ed è per questo che non vincono la Champions League. Lui potrebbe essere quel giocatore che porta quella costanza e quella solidità in difesa per portare il Barcellona a un altro livello perché hanno bisogno di leader difensivi”.

Barcellona, Yamal rompe il silenzio dopo l’eliminazione dalla Champions League: il gesto social dello spagnolo

Barcellona, Lamine Yamal ha scritto questo messaggio dopo l’eliminazione dalla Champions League contro l’Atletico Madrid

L’amarezza per l’uscita dalla massima competizione europea si fa sentire, ma il Barcellona è chiamato a guardare immediatamente al futuro. Dopo la dolorosa eliminazione avvenuta ai quarti di finale di Champions League per mano dell’Atletico Madrid, l’intero ambiente blaugrana cerca di ricompattarsi per chiudere la stagione nel migliore dei modi. A prendere la parola e a vestire i panni del leader carismatico, nonostante la giovanissima età, è stato Lamine Yamal. L’attaccante del Barcellona ha affidato ai social un messaggio carico di orgoglio, rivolto a tutti i tifosi catalani delusi.

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Il post su Instagram: una promessa al popolo blaugrana

La sconfitta nel doppio confronto europeo contro i Colchoneros ha infranto il sogno di raggiungere le semifinali, ma non ha scalfito le certezze del talento spagnolo. Attraverso un lungo e appassionato post sul suo profilo Instagram, Yamal ha analizzato questo momento di flessione, dimostrando una maturità mentale ben superiore a quella di un normale adolescente. Il ragazzo non cerca alibi, ma rilancia con forza le ambizioni storiche del club.

Ecco le sue dichiarazioni integrali:

“Abbiamo dato tutto, ma non è stato sufficiente. Questo è solo parte del cammino: per arrivare in cima bisogna scalare, e sappiamo che non sarà facile né ce lo renderanno facile. Ma arrendersi non è un’opzione. Abbiamo più che validi motivi per crederci, e andremo a prenderli con tutte le nostre forze. Ogni errore è una lezione, e non dubitate che impareremo da ciascuno di essi. Siamo il Barça, e torneremo dove dobbiamo. I miei genitori mi hanno insegnato che la parola di un uomo si mantiene sempre… e la porteremo a Barcellona. Sempre Barça”.

La ripartenza e il futuro del club

Le parole di Lamine Yamal confermano il suo straordinario attaccamento ai colori del club. Questa solenne promessa pubblica rappresenta un vero e proprio patto d’onore siglato con l’intera piazza. Un segnale forte che certifica un fatto inequivocabile: la ripartenza tecnica ed emotiva del Barcellona nel panorama europeo passerà inevitabilmente dai suoi piedi e dalla sua incontenibile determinazione. L’obiettivo, ora, è trasformare questa cocente delusione sportiva nella base per i futuri successi.

Lazio, Ballotta non ha dubbi: «Sarri dopo questa stagione ne ha avuto abbastanza! Gli è stato promesso qualcosa che poi non è stato mantenuto»

Lazio, Marco Ballotta ha parlato così del futuro di Maurizio Sarri e della situazione in casa biancoceleste. Cosa ha detto

Intervistato da Lazionews24, Marco Ballotta ha rilasciato queste dichiarazioni. Le parole dell’ex portiere biancoceleste.

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Che idea si è fatto della stagione della Lazio tra la contestazione dei tifosi e un calciomercato invernale molto discusso?

«Praticamente sta andando come si pensava, c’è stato il rinnovo con promesse fatte e non mantenute nei confronti di Sarri, gli è stato detto che si doveva fare un mercato di un certo tipo, ma non è stato fatto. Sarri da professionista è rimasto, ha fatto il suo dovere, e in più a gennaio sono andati via due o tre giocatori importanti e non ha neanche preteso di fare un campionato di un certo livello. Quest’anno potrebbe essere un anno di transizione, però bisogna vedere a fine campionato cosa succederà, se Sarri rimarrà, che tipo di obiettivi si potranno prefissare per il prossimo campionato; questo è Lotito che lo deve decidere. Quest’anno stava facendo il campionato che meritano nel senso che di più si faceva fatica. A questo punto avrebbero potuto avere un punto, due in più, tre, quello che è, però la posizione è quella. La Lazio è nel lotto di due, tre squadredi metà classifica che non sono né carne né pesce».

Negli scorsi mesi c’è stato un botta e risposta a distanza tra Claudio Lotito e Maurizio Sarri. Crede che questo possa portare ad una separazione tra il tecnico e la Lazio? Si parla di una Fiorentina molto interessata a lui.

«Ma sì, Sarri ha un contratto triennale, quindi, anche per la società è un peso, dovranno prendere una decisione se continuare o se trova un’altra squadra. Perché se non trova squadra non so se si metteranno d’accordo sulla buonuscita o continuare a pagarlo. Perciò comunque da qui alla fine c’è ancora una Coppa Italia da giocare, vedremo come andrà a finire, però è indubbio che a fine stagione si metteranno a sedere e il presidente dovrà proporgli qualcosa di interessante, di vero. Questo perché penso che Sarri dopo questa stagione ne ha avuto abbastanza. Ma solo perché gli è stato promesso qualcosa che poi non è stato mantenuto. E’ indubbio che Sarri ambisce anche a qualcosa di superiore a livello di classifica, non ad un campionato del genere, ma a fare un campionato di vertice. Però bisogna aspettare a fine campionato perché non si sa mai con la Coppa Italia cosa può succedere: magari vincendo un trofeo e possono cambiare le cose. Sicuramente nel mercato di luglio dovrà succedere qualcosa di interessante altrimenti non penso che rimanga».

L’eventuale vittoria della Coppa Italia può salvare la stagione della Lazio?

«Visto come è stata l’annata penso che la stagione sarebbe salvata, per come si è messa la situazione pensare di vincere un trofeo quest’anno penso che fosse impensabile. Se riesci a vincerlo hai fatto qualcosa di importante, visto l’andamento del campionato e la qualità della squadra. In caso si andrebbe a giocare una semifinale e un’eventuale finale con squadre molto importanti, anche l’Atalanta a questo punto punterà molto sulla Coppa Italia. E’ molto lontana dalla zona Champions e quindi saranno proiettati a vincere un trofeo anche loro. Se la Lazio vinceò la Coppa Italia non dico che sarà un miracolo, però sarebbe una cosa molto importante e potrebbe cambiare qualcosa. Però la vittoria non deve rimanere solo la vittoria, da lì poi si deve partire per ricreare una condizione per poter lottare per traguardi diversi».

L’infortunio patito da Ivan Provedel ha regalato una grande chance a Edoardo Motta. Che ne pensa del giovane portiere dei biancocelesti?

«Motta era un punto di domanda perché aveva giocato qualche partita in Serie B, poi dopo non si conosceva e quando è stato chiamato in causa mi sono detto “speriamo che parta bene”. Questo perché se magari non parti benissimo la Lazio è una piazza abbastanza importante, quindi poteva essere condizionato. Invece è andato bene subito, sinceramente in tutte le partite che ha giocato ha fatto buone cose, si sta comportando nella giusta maniera. È giovane, commetterà sicuramente qualche errore com’è normale che sia, ma ha dimostrato di avere qualità importanti, ci si può anche fare affidamento».

Grande delusione per l’Italia, reduce dalla sconfitta contro la Bosnia. Lei da quale commissario tecnico ripartirebbe dopo Gattuso? Circolano i nomi di Conte e Allegri tra gli altri.

«Io più che altro ripartirei dal presidente, perché non sono gli allenatori che sono importanti adesso per l’Italia. Adesso è importante cambiare completamente il modo, trovare soluzioni diverse: siamo in un momento veramente delicato nel quale non troviamo più ragazzi di un certo livello. C’è da lavorare in questo senso, perché prima degli allenatori ci vuole proprio uno staff dirigenziale che abbia le idee chiare e che sposi la causa non solo a chiacchiere. Adesso è importante quello, poi dopo chi sarà l’allenatore penso che sia secondario. Serve un discorso a lungo termine perché non si può avere la pretesa che in due o tre anni si risolva il problema. Ci vorranno almeno sette o otto anni cominciando a lavorare bene da oggi, altrimenti perdiamo ancora tempo, per questo motivo dico che l’allenatore è secondario. Poi dopo può andare bene Allegri, come Conte, però ci vogliono dirigenti di un certo livello».

La scuola italiana dei portieri è sempre molto florida. Le faccio i nomi di Caprile, Carnesecchi e Vicario. Che ne pensa dei portieri di Cagliari, Atalanta e Tottenham?

«Siamo tornati la scuola di portieri che eravamo e che siamo sempre stati, c’è stato un buco generazionale, fortunatamente in quel periodo c’era Buffon, ma c’era solo lui. Poi dopo è arrivato Donnarumma altrimenti avremmo avuto un po’ di problemi. Invece per quanto riguarda gli altri ruoli, si pensa molto a giocare di squadra, ma si cura poco l’individualità. Invece chi fa la differenza spesso è quello che ti salta l’uomo, quello che ti trova la giocata, e di questi giocatori ce ne sono veramente pochi. Si pensa giustamente, a volte, sul calcio globale, nel senso che tutta la squadra deve partecipare, però se non hai quello che ti risolve la partita, ti salta l’uomo, fai fatica. Adesso prendono tutti giocatori che devono essere un metro e novanta per novanta chili, tutti grandi e grossi. Però vedo che ogni squadra adesso c’ha il piccolino, il Conceiçao della situazione, il Yildiz insomma, quelli che possono fare la differenza. Ce ne sono pochi, bisognerebbe partire e cercare di migliorare tecnicamente tutti questi giocatori perché è quello che fa la differenza.

C’è anche da curare il nostro settore italiano, perché nel nolstro campionato il settanta per cento sono stranieri. Mi sembra che al momento l’Italia sia diventata come poteva essere la Cina in un periodo dove andavano a giocare a fine carriera i giocatori, o l’Arabia stessa. Adesso vengono giocatori di una certa età, anche se di buon livello, a far parte di questo campionato. Invece una volta arrivavano giocatori di un certo livello perché l’Italia era ambita. Oggi non è più così.

Carnesecchi, Caprile e Vicario? Carnesecchi sta dimostrando già da un paio d’anni di essere in vantaggio sugli altri due. Caprile sta disputando il suo primo campionato intero di Serie A finalmente, così si può mettere in mostra a Cagliari… forse è quello un po’ più indietro, però in prospettiva sicuramente è tra i migliori. Vicario si sta facendo la sua esperienza in Inghilterra dove il campionato è sicuramente di più alto livello e sono tre portieri, quattro con Donnarumma, che per sette-otto anni si alterneranno tra di loro. Perché per il momento sono i quattro più forti. Poi stanno venendo su le nuove leve come appunto Motta, come anche tanti altri; in quel ruolo lì siamo stracoperti».

L’INTERVISTA COMPLETA DI BALLOTTA A LAZIONEWS24

Conferenza stampa Fabregas pre Sassuolo Como: «Problemi in difesa contro l’Inter? Rispondo così»

Conferenza stampa Fabregas pre Sassuolo Como: le parole del tecnico dei lariani a due giorni dalla sfida del 33° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Cesc Fabregas a due giorni da Sassuolo Como, sfida valevole per la 33^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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PAROLE – «Evolviamo molto il nostro modulo? Non mi piace parlare molto di struttura. C’è sempre un’evoluzione. È sempre molto difficile, analizziamo e martelliamo sempre. Ma gli avversari non sanno cosa farò, vero che adesso siamo in un punto dell’evoluzione della squadra che ti porta ad essere più preparata. Problemi in difesa contro l’Inter? La nostra difesa non è andata in confusione. Se vuoi dopo ti faccio vedere il nostro pressing. Abbiamo recuperato una serie di palloni. Abbiamo fatto una difesa incredibile, pressing alto al top. Poi su palla inattiva è vero, non abbiamo fatto bene, ma questo c’entra anche nella tensione del momento. Sui cross loro sono fortissimi, ti fanno gol così. Se mi dici confusione… la squadra per me ha difeso bene. In alcune cose abbiamo fatto male, sì. Io sono sicuro che questo è la strada giusta, la squadra mi dà sempre risposte per stare sereno. Mi dà segnali positivi. Li conosco, so quando non stiamo bene, come con Cagliari e Udinese».

Allenamento Inter, il verdetto su Lautaro e Bisseck: doppio forfait contro il Cagliari?

Allenamento Inter, il verdetto su Lautaro e Bisseck: doppio forfait contro il Cagliari? Le indicazioni dalla seduta odierna ad Appiano Gentile

Dopo una vittoria fondamentale contro il Como, l’Inter si prepara ad affrontare il Cagliari nel tentativo di mantenere alta la concentrazione nel rush finale di campionato. Tuttavia, per la prossima gara, Cristian Chivu dovrà fare a meno ancora una volta del suo capitano Lautaro Martínez, fermo a causa di un risentimento muscolare al soleo. L’infortunio lo aveva già costretto a saltare la partita contro il Como e il rientro previsto per la sfida con il Cagliari non avverrà. L’attaccante argentino, che era rientrato dopo uno stop a causa di un infortunio subito contro il Bodø/Glimt, sta continuando il suo percorso di recupero, e il suo ritorno potrebbe slittare ancora.

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Lautaro e Bisseck assenti contro il Cagliari

Non solo Lautaro Martínez, ma anche Yann Bisseck non sarà a disposizione per la trasferta in Sardegna. Il difensore tedesco ha già saltato le ultime due partite a causa di un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra e non è ancora riuscito a recuperare completamente. Entrambi i giocatori si sono allenati separatamente nella giornata di oggi, 15 aprile, e non prenderanno parte alla sfida contro la squadra di Fabio Pisacane.

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Per il resto, l’Inter ha lavorato in gruppo, e Chivu ha potuto contare su tutti gli altri giocatori disponibili. Nonostante le assenze di Martínez e Bisseck, il tecnico rumeno avrà comunque a disposizione un gruppo che ha dimostrato solidità nelle ultime uscite.

Quando rientra Lautaro Martínez?

Per quanto riguarda il capitano, Lautaro Martínez, l’obiettivo è recuperarlo per la gara contro il Torino. Il suo infortunio al soleo lo ha tenuto lontano dai campi per diverse settimane, e dopo aver saltato la sfida con il Como, non sarà presente nemmeno contro il Cagliari o in Coppa Italia. Il rientro è previsto quindi per la sfida contro il Torino, una partita fondamentale per le ambizioni scudetto dell’Inter.

Con queste assenze, Chivu dovrà fare affidamento sulle alternative per mantenere alta la qualità del gioco, mentre la squadra continua la sua corsa verso la parte alta della classifica.

Infortunati Roma, Wesley recupera per l’Atalanta? Novità anche sulle condizioni di Pisilli

Infortunati Roma, Wesley recupera per l’Atalanta? Novità anche sulle condizioni di Pisilli: il punto sull’infermeria dei giallorossi

In vista della sfida contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini deve risolvere due importanti dubbi legati a Wesley e Niccolò Pisilli, giocatori che potrebbero essere determinanti per le rotazioni della Roma. L’esterno brasiliano, infatti, è ancora in dubbio per il match a causa di un problema muscolare subito durante il ritiro con la Nazionale brasiliana. La sua presenza è incerta, e il tecnico dovrà valutare fino all’ultimo la sua condizione fisica.

Per quanto riguarda Pisilli, il centrocampista italiano è reduce da un fastidio alla caviglia che gli ha impedito di allenarsi regolarmente. Nonostante il risultato negativo della risonanza magnetica, che ha escluso lesioni gravi, il classe 2004 potrebbe comunque essere costretto a saltare la partita. Questo sarebbe un duro colpo per la Roma, che si prepara ad affrontare una partita cruciale per la qualificazione alla Champions League.

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Dall’altra parte, Kone e Lorenzo Pellegrini sono già ufficialmente esclusi dalla sfida. La loro assenza, combinata con quella dei lungodegenti Dybala, Dovbyk e Ferguson, complica ulteriormente i piani di Gasperini, che dovrà fare affidamento su chi è a disposizione per cercare di conquistare punti fondamentali in ottica europea.

Nonostante le difficoltà legate agli infortuni, il tecnico della Roma avrà ancora molte risorse a disposizione per affrontare una Atalanta che non lascia nulla di scontato. La partita si preannuncia intensa e decisiva per le ambizioni di entrambe le squadre, con la Roma che dovrà cercare di recuperare terreno in classifica per mantenere vive le speranze di qualificazione alla Champions League.

Barcellona, Laporta non ci sta e torna a tuonare sull’arbitraggio: «Presenteremo ricorso, vogliamo spiegazioni! C’è una cosa che è inammissibile»

Il presidente del Barcellona, Joan Laporta, non ci sta dopo l’eliminazione dalla Champions League per mano dell’Atletico Madrid: le sue parole

Il presidente del Barcellona, Joan Laporta, ha definito “vergognoso” l’arbitraggio di Atlético Madrid-Barcellona, che ha sancito l’eliminazione dei blaugrana nei quarti di finale di Champions League. Intervenuto durante un evento, Laporta ha criticato apertamente le decisioni dell’arbitro Turpin e del VAR, esprimendo il suo disappunto per come la sua squadra è stata penalizzata sia nel match di andata che nel ritorno.

Laporta ha sottolineato come nel primo incontro non fosse stato fischiato un rigore chiaro e come l’espulsione di un giocatore del Barça fosse ingiustificata. Per quanto riguarda il ritorno, ha evidenziato errori arbitrali, tra cui un cartellino giallo trasformato in rosso per Koundé e il non intervento sul brutto fallo su Fermín.

Infine, ha annunciato che il club presenterà un reclamo e chiederà spiegazioni.

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PAROLE – «Voglio congratularmi con l’Atlético per il passaggio alle semifinali, ma questo non toglie che l’arbitraggio di ieri, sia di Turpin che del VAR, sia stato una vergogna. È intollerabile quello che ci hanno fatto. Già nella partita d’andata non ci hanno fischiato un rigore che era netto e in più ci hanno espulso un giocatore quando era da cartellino giallo, perché Giuliano non aveva il controllo della palla. L’arbitro aveva fischiato correttamente, ma il VAR lo ha fatto correggere assegnando un rosso che ci ha penalizzato molto. Le decisioni arbitrali ci hanno danneggiato parecchio e al ritorno è successo lo stesso. Koundé poteva arrivare perfettamente sul pallone, Eric non era l’ultimo uomo. L’arbitro aveva dato il giallo e il VAR lo ha fatto correggere di nuovo. Il gol di Ferran era valido, il rigore su Olmo era rigore, l’aggressione a Fermín è intollerabile. Gli hanno spaccato il labbro. Nessun cartellino. Non è ammissibile. Presenteremo un reclamo e chiederemo ulteriori spiegazioni».

Giuntoli, nuova avventura in Serie A? Ci pensa la Roma ma attenzione a quella pista estera!

Giuntoli, nuova avventura in Serie A? Ci pensa la Roma ma attenzione a quella pista estera! Le squadre interessate al direttore sportivo

Cristiano Giuntoli, uno dei dirigenti più apprezzati in Italia, è attualmente senza squadra dopo la fine della sua avventura alla Juventus. La sua esperienza e il suo lavoro in Serie A, che include anni di successi al Napoli e alla Juventus, lo hanno reso un nome molto richiesto sul mercato. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’ex direttore sportivo del Napoli è uno dei candidati principali per prendere il timone del Marsiglia, ma ha avuto anche contatti con club della Premier League.

Nonostante l’interesse internazionale, Giuntoli è al centro di un possibile progetto anche in Italia. La Roma, infatti, lo sta monitorando con attenzione, e secondo le fonti, Dan e Ryan Friedkin, i proprietari del club, così come Gian Piero Gasperini, hanno una grande stima nei suoi confronti. Tuttavia, il futuro della Roma resta incerto dopo le recenti dichiarazioni di Claudio Ranieri, senior advisor dei giallorossi, e dello stesso tecnico Gasperini. Si ipotizza che, a meno di un cambiamento significativo, solo uno dei due rimarrà a Trigoria nella prossima stagione.

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La situazione attuale di Giuntoli è quindi in continua evoluzione. Le opzioni sono molte, e la sua esperienza potrebbe rappresentare un punto di svolta per diversi club, sia in Serie A che all’estero. L’unica certezza al momento è che, dopo una carriera di grande successo, l’ex dirigente bianconero è pronto per nuove sfide professionali, con la Roma e il Marsiglia che potrebbero essere le sue prossime destinazioni.

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