Pagina 187 – Calcio News 24

Giuntoli, nuova avventura in Serie A? Ci pensa la Roma ma attenzione a quella pista estera!

Giuntoli, nuova avventura in Serie A? Ci pensa la Roma ma attenzione a quella pista estera! Le squadre interessate al direttore sportivo

Cristiano Giuntoli, uno dei dirigenti più apprezzati in Italia, è attualmente senza squadra dopo la fine della sua avventura alla Juventus. La sua esperienza e il suo lavoro in Serie A, che include anni di successi al Napoli e alla Juventus, lo hanno reso un nome molto richiesto sul mercato. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’ex direttore sportivo del Napoli è uno dei candidati principali per prendere il timone del Marsiglia, ma ha avuto anche contatti con club della Premier League.

Nonostante l’interesse internazionale, Giuntoli è al centro di un possibile progetto anche in Italia. La Roma, infatti, lo sta monitorando con attenzione, e secondo le fonti, Dan e Ryan Friedkin, i proprietari del club, così come Gian Piero Gasperini, hanno una grande stima nei suoi confronti. Tuttavia, il futuro della Roma resta incerto dopo le recenti dichiarazioni di Claudio Ranieri, senior advisor dei giallorossi, e dello stesso tecnico Gasperini. Si ipotizza che, a meno di un cambiamento significativo, solo uno dei due rimarrà a Trigoria nella prossima stagione.

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La situazione attuale di Giuntoli è quindi in continua evoluzione. Le opzioni sono molte, e la sua esperienza potrebbe rappresentare un punto di svolta per diversi club, sia in Serie A che all’estero. L’unica certezza al momento è che, dopo una carriera di grande successo, l’ex dirigente bianconero è pronto per nuove sfide professionali, con la Roma e il Marsiglia che potrebbero essere le sue prossime destinazioni.

Italiano via dal Bologna? Occhio al domino panchine in Serie A: le big osservano!

Italiano via dal Bologna? Occhio al domino panchine in Serie A: le big osservano! La rivelazione a sorpresa sul futuro dell’allenatore

Il futuro di Vincenzo Italiano sulla panchina del Bologna potrebbe essere meno sicuro di quanto sembri. Come riportato dal giornalista Matteo Moretto, nonostante le dichiarazioni di continuità, l’allenatore è molto apprezzato da diversi club italiani. Italiano ha un contratto fino al 2027, ma la sua situazione potrebbe cambiare in caso di movimenti sulle panchine, soprattutto in ottica Nazionale. Il suo nome è uno dei più caldi del mercato degli allenatori.

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PAROLE – «Occhio al futuro di Vincenzo Italiano. Nonostante determinate dichiarazioni di continuità sulla panchina del Bologna, ci risulta che Italiano sia molto apprezzato da diversi club importanti in Italia. L’allenatore ha un contratto fino al 2027, guadagna poco più di 3 milioni di euro a stagione, ha allungato il contratto a maggio 2025. Il suo nome è da tenere d’occhio qualora ci dovesse essere un tetris di panchine, soprattutto in ottica Nazionale».

Mercato Inter, si sblocca l’affare Barcellona? Individuata la contropartita preferita da Marotta!

Mercato Inter, si sblocca l’affare Barcellona? Individuata la contropartita preferita da Marotta! Nome a sorpresa per l’estate

L’Inter ha messo nel mirino Héctor Fort, giovane difensore cresciuto nella Masia del Barcellona. Attualmente in prestito all’Elche, il classe 2006 ha attirato l’attenzione della dirigenza nerazzurra come possibile rinforzo per il reparto difensivo. Secondo le indiscrezioni di mercato di Matteo Moretto, Fort potrebbe entrare in una trattativa più ampia con il Barcellona, che ha espresso un forte interesse per Alessandro Bastoni. Per ridurre l’esborso economico, i blaugrana potrebbero inserire il difensore nella trattativa.

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Quest’anno con l’Elche, Fort ha collezionato 24 presenze e due assist, mostrando una maturità tattica che va oltre la sua giovane età. L’Inter vorrebbe assicurarsi un jolly difensivo, capace di giocare su entrambe le corsie esterne, con una combinazione di fisicità e qualità tecnica. Un investimento mirato per il futuro, con un talento cresciuto secondo i canoni della scuola catalana.

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PAROLE – «La premessa è che Bastoni è assolutamente concentrato sull’Inter: vuole vincere lo scudetto e chiudere la stagione al meglio. Però c’è da dire che ci sono stati contatti in questi mesi per Bastoni al Barcellona, sia con l’entourage ma anche tra club: nelle ultime settimane i due club hanno iniziato un po’ a capire come muoversi e ad analizzare la situazione per capire se e come procedere. Posso darvi una notizia importante in merito: c’è un calciatore che piace molto all’Inter e da quanto mi risulta l’operazione per Bastoni potrebbe essere strutturata con una base fissa alta più l’inserimento di una o due contropartite.

All’Inter piace molto il classe 2006 Hector Fort, terzino destro attualmente in prestito all’Elche: ha un contratto fino al 2029 ma piace all’Inter, che lo stava monitorando già prima e potrebbe essere un nome da tenere in considerazione. Non c’è ancora una trattativa vera e propria tra club, ma contatti per capire l’evoluzione dell’operazione: poi quando i due club saranno tranquilli a livello di campionato, la trattativa entrerà nel vivo».

Convocati Bologna per l’Aston Villa, c’è un ritorno importante per Italiano: la lista completa

Convocati Bologna per l’Aston Villa, c’è un ritorno importante per Italiano: la lista completa dei calciatori a disposizione per domani

Il Bologna si prepara alla sfida di ritorno contro l’Aston Villa di Unai Emery in Europa League dopo il deludente 1-3 subito all’andata. Alla vigilia dell’incontro, Vincenzo Italiano ha reso noto l’elenco dei convocati per la trasferta al Villa Park. Tra i nomi, spicca il ritorno di Lykogiannis, che ha recuperato dopo un lavoro differenziato. Tuttavia, Dallinga e Dominguez non sono riusciti a recuperare e non partiranno con la squadra. Il Bologna cercherà la rimonta in un match decisivo per le sue ambizioni europee. Di seguito la lista completa dei convocati per i rossoblù.

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Portieri: Franceschelli, Pessina, Ravaglia.
Difensori: Casale, Heggem, Lykogiannis, Mario, Miranda, Vitik, Zortea.
Centrocampisti: Ferguson, Freuler, Moro, Pobega, Sohm.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Castaldo, Castro, Odgaard, Orsolini, Rowe.

Simeone punge Yamal: «Avrei dovuto aver paura di un adolescente solo perché fa gli elastici? Ho visto CR7 segnare triplette e…»

L’allenatore dell’Atletico Madrid, Diego Simeone, manda una stoccata a Lamine Yamal dopo il passaggio del turno in Champions contro il Barcellona

Diego Simeone, tecnico dell’Atletico Madrid, ha riservato parole forti nei confronti di Lamine Yamal, giovane promessa del Barcellona, dopo la sfida tra le due squadre ai quarti di finale di ritorno in Champions League. Nonostante il gol del talento catalano e le lodi ricevute dalla stampa, il tecnico argentino ha sottolineato che nel calcio ciò che conta è il risultato finale. Simeone ha rifiutato di lasciarsi impressionare dal suo talento e dalla sua sicurezza, ricordando le difficoltà che ha affrontato guardando Cristiano Ronaldo segnare triplette per eliminare la sua squadra. La sua conclusione: Yamal tornerà a casa, mentre la sua squadra avanzerà.

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PAROLE – «È un bravo ragazzo con un sacco di talento. Ieri ha chiesto un uno contro uno, ha segnato al terzo minuto, e i media vogliono incoronarlo re d’Europa. Nel calcio però, l’unica cosa che conta è chi sarà nell’urna domani mattina. La stampa vuole che io abbia paura di un adolescente solo perché fa elastici e rilascia interviste sicure di sé. Per favore.

Per un decennio ho dovuto stare in piedi sulla linea laterale e guardare Cristiano Ronaldo segnare triplette per eliminare davvero la mia squadra da questa competizione. Quella è vera paura. Lamine ha giocato una partita bellissima stasera, ma la realtà è che noi andiamo in semifinale, e lui torna a casa a guardarci in televisione. C’è una grossa differenza tra giocare una partita carina ed essere un incubo».

Lewandowski Milan, Tare fa sul serio! A cena con l’agente del polacco, ma un altro dirigente rossonero si oppone!

Lewandowski Milan, Tare fa sul serio! Il direttore sportivo a cena con l’agente del polacco, ma un altro dirigente rossonero si oppone!

Il Milan è seriamente interessato a Robert Lewandowski per la prossima stagione, con l’obiettivo di portare l’attaccante polacco a Milano a parametro zero. Come riportato da Calciomercato.com, i contatti con l’agente del giocatore, Pini Zahavi, sono in corso da diversi mesi. Igli Tare, direttore sportivo rossonero, ha incontrato recentemente Zahavi a cena a Milano per impostare una trattativa che potrebbe portare un colpo a livello mondiale, simile a quello di Luka Modric. L’intento è chiaro: il Milan vuole un giocatore di qualità, con esperienza e capacità di leadership, che possa risolvere il problema del gol che ha afflitto la squadra in questa stagione.

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Il contratto di Lewandowski con il Barcellona scadrà a giugno e non verrà rinnovato. La sua posizione al Barcellona è diventata incerta, con Hans Flick, allenatore blaugrana, che ha spesso preferito schierare Ferran Torres come attaccante centrale, anche in partite di alto livello come quella contro l’Atletico Madrid ai quarti di finale di Champions League. Lewandowski, che ha vissuto un ciclo di grande successo con i catalani, sente che è giunto il momento di affrontare una nuova sfida professionale.

Milan Lewandowski, ma la concorrenza si fa serrata

Attualmente, la corsa per Lewandowski vede come concorrenti la Juventus e una proposta allettante dalla MLS, che sembra stuzzicare molto il clan del polacco. Nonostante queste opzioni, l’affare con il Milan è ancora apertissimo, con la possibilità che altre squadre si facciano avanti nei prossimi giorni. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, potrebbe non essere disposto a investire su un giocatore di 37 anni, nonostante il successo di operazioni come quelle di Modric o Giroud in passato. L’idea di Furlani sarebbe quella di puntare su un profilo più giovane, con richieste salariali più basse, in linea con i parametri economici del club.

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Lewandowski, un attaccante sempre prolifico

Nonostante l’età, Lewandowski continua a essere uno dei migliori centravanti in Europa. In questa stagione, con il Barcellona, ha segnato 12 gol in Liga, aggiungendo 4 reti in Champions League. La sua esperienza, unita alla sua capacità di segnare, lo rende ancora uno degli attaccanti più ricercati sul mercato, e il Milan sembra pronto a provare l’assalto per rinforzare il proprio reparto offensivo.

Infortunio Ekitike, che tegola per il Liverpool e per la Francia: lo stop è serissimo, salta il Mondiale!

Infortunio Ekitike, che tegola per il Liverpool e per la Francia: lo stop è serissimo, salta il Mondiale! I dettagli sulle condizioni dell’attaccante

L’infortunio di Ekitike è serissimo! Secondo Le Parisien, l’attaccante francese ha riportato la rottura del tendine d’Achille, un infortunio che lo terrebbe fuori per il resto della stagione e lo escluderebbe anche dal prossimo Mondiale 2026.

La notizia è emersa dopo l’uscita dal campo del centravanti durante la sfida di Champions League tra Liverpool e PSG ad Anfield, con il giocatore soccorso dallo staff medico dopo essersi toccato la zona del tendine. I media francesi parlano di rottura del tendine d’Achille, mentre al momento non risulta ancora un comunicato della federazione francese e nemmeno da parte dei Reds.

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Per Ekitike, attaccante classe 2002 dei Reds, si tratterebbe di uno stop molto pesante. Un infortunio di questo tipo comporta infatti tempi di recupero lunghi e renderebbe impossibile la presenza al Mondiale, in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026 tra Stati Uniti, Messico e Canada.

In attesa di ulteriori aggiornamenti medici, il quadro resta quindi estremamente preoccupante per il Liverpool e per la Francia, che rischiano di perdere uno dei propri riferimenti offensivi nel momento più delicato della stagione.

Fiorentina, Vanoli ammette: «Futuro? Spero di restare! Ecco cosa ho detto alla squadra per la sfida di domani col Crystal Palace e come sta Kean»

L’allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha voluto dire la sua alla vigilia del quarto di finale di ritorno di Conference League contro il Crystal Palace

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia del quarto di finale di ritorno in Conference League contro il Crystal Palace, il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha risposto anche in merito al proprio futuro sulla panchina della Viola.

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CRYSTAL PALACE – «Sappiamo che dobbiamo fare la partita perfetta, sappiamo anche che nel calcio si può sognare. Domani ci dobbiamo provare con le forze che abbiamo a disposizione, sapendo che possiamo rischiare qualcosa. Il bello del calcio è arrivare a queste partite e provare a fare qualcosa che, come ci è successo in campionato, sembrava impossibile. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo provarci».

IL SUCCESSO CONTRO LA LAZIO – «È stata la vittoria la più importante della stagione contando anche tutti gli assenti che avevamo. Sono stati 3 punti importanti sapendo che ci avvicinano a qualcosa di straordinario, ma con la testa e i piedi per terra perché, come ho detto ai ragazzi, questi due mesi sono importanti».

L’OVAZIONE DEL FRANCHI PER SARRI? – «Penso che Sarri sia stato e abbia dimostrato di essere un grande maestro»

FUTURO – «Spero di restare? Assolutamente sì, quando inizio un percorso voglio continuare. La società? Mi ha dato fiducia, so la stima che hanno. Devo guardare al presente e finire quello che abbiamo iniziato»

COME STA KEAN – «Sta tentando di recuperare. Sta facendo doppie sedute, vuole dare una mano in questa fase finale del campionato. Soffre di un fastidio che ha interrotto quanto fatto di buono l’anno scorso»

Cagni riaccende i dissapori con Adani: «È inascoltabile, un guru di quelli che pensano di avere inventato il calcio! La Rai non gli rinnoverà il contratto, per me ha chiuso»

Cagni, ex allenatore, ha alimentato il dibattito acceso con Lele Adani. Ecco cosa ha detto sul commentatore

L’ex allenatore Gigi Cagni, in una lunga intervista concessa a Repubblica, ha affrontato senza filtri le polemiche mediatiche con Lele Adani, analizzando al contempo la crisi del calcio italiano e l’evoluzione della narrazione sportiva in televisione.

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Il duello con Adani: dall’Empoli ai microfoni della Nazionale

Alla domanda sulle origini dei presunti dissapori con l’opinionista, Cagni chiarisce subito che non vi è alcun conto in sospeso personale: «Proprio niente, e io non ho fatto niente a lui. Mai litigato. È stato un mio calciatore nell’Empoli ma giocava poco, per me non era un titolare». Il fastidio nasce esclusivamente dallo stile di conduzione durante le telecronache della Nazionale: «Solo perché è inascoltabile, un guru di quelli che pensano di avere inventato il calcio, ormai prigioniero del proprio personaggio. Esagera sempre. In realtà è molto debole: mi ha attaccato anche se non alleno da sette anni, e sui social lo hanno massacrato tutti. Credo che la Rai non gli rinnoverà il contratto, per me ha chiuso».

I talent televisivi e la critica al “tiki taka”

L’ex tecnico allarga poi la sua analisi ai salotti televisivi odierni, accusati di poca competenza e scarsa memoria: «Questi cosiddetti talent televisivi, che poi anche certi termini inglesi ve li raccomando, di calcio sanno poco e capiscono meno. Molti di loro non conoscono la storia, non hanno mai visto giocare l’Ajax del 1967, non dico quello del 1972, e neppure il Toro di Radice, la Ternana di Viciani o il Varese di Fascetti, memorabili esempi di pressing e fuorigioco».

L’ossessione per il gioco di posizione spagnolo, secondo Cagni, ha pesantemente danneggiato i ritmi della Serie A: «In tanti lo hanno esaltato, e qui devo tornare ad Adani: risultato, la serie A ha abbassato i ritmi in modo pauroso senza avere Xavi e Iniesta. Io andai a Barcellona per studiare Guardiola prima di tanti altri: mi viene da ridere pensando a tutti quelli che lo hanno scimmiottato». La spettacolarizzazione a tutti i costi ha un prezzo amaro: «In tivù parlano presunti scienziati per tentare di renderlo più attrattivo, così vogliono gli sponsor e tutti urlano, tutti parlano inglese, poi non andiamo ai Mondiali da una vita e un motivo ci sarà».

Giocatori fragili e il rimpianto per i cronisti del passato

Per spiegare il declino del nostro movimento, culminato nei fallimenti recenti, Cagni punta il dito sull’atteggiamento dei calciatori: «Colpa di una generazione di calciatori senza personalità, sono figli e nipoti fragili. Guardate gli occhi da belva di Beppe Bergomi nell’82, prima di sostituire Collovati contro il Brasile: aveva 18 anni e le pupille iniettate di sangue. E poi guardate gli azzurri in lacrime sul campo in Bosnia, osservate come si disperano con le mani tra i capelli. Il mio allenatore delle giovanili del Brescia ci diceva: non vi venga mai in mente di fare scene dopo aver segnato un gol o dopo averlo preso, abbiate rispetto».

A chiudere l’intervista, un amaro paragone con il giornalismo sportivo di un tempo, fatto di rigore e garbo: «Io ho vissuto per mezzo secolo in campo, 20 anni da giocatore e 30 da allenatore, conosco la storia ma non ho mai avuto le certezze che in tanti invece esibiscono. In Rai mi intervistavano giornalisti come Nando Martellini o Bruno Pizzul, potevano criticare ma non si sarebbero mai permessi certi giudizi maleducati».

Allegri lascia per la Nazionale: il Milan sceglie il sostituto

Fermento in casa Milan con Allegri che è balzato in pole per la Nazionale: scelto già il nome del possibile sostituto

Allegri in Nazionale. Superato Antonio Conte, è il tecnico del Milan il favorito per la panchina dell’Italia. Giovanni Malagò, candidato dalla Serie A alla presidenza della Figc, lo vorrebbe come nuovo commissario tecnico e lo stesso Allegri sarebbe tentato dall’esperienza sulla panchina degli azzurri.

Una decisione non è attesa a breve visto che le elezioni ci saranno soltanto a giugno, ma tutto potrebbe essere accelerato se da qui al 13 maggio si dovesse trovare un nome unico sul quale convergere. In quel caso, infatti, il presidente in pectore potrebbe anticipare i tempi e iniziare a parlare con il prescelto come commissario tecnico, facilitando così anche la programmazione dei club interessati.

Come detto, il favorito di Malagò è Allegri e in casa Milan sono consapevoli che un addio potrebbe esserci anche in caso di qualificazione in Champions. Ecco perché sono già partiti i sondaggi per un eventuale sostituto con un nome in cima alle preferenze dell’amministratore delegato Furlani.

Il Milan pensa al dopo Allegri: sostituto dalla Serie A

A Casa Milan si è già al lavoro per il nuovo allenatore, visto che la conferma di Allegri non è più sicura come qualche settimana fa.

Italiano Milan
Italiano al posto di Allegri al Milan (Screen Youtube Sky Sport) – Calcionews24.com

Motivi di campo, con il piazzamento Champions in bilico; motivi di mercato, con i programmi della società e del tecnico che devono allinearsi; ma soprattutto motivi di ‘Nazionale‘ con le sirene federali che tentano Allegri. Così qualcosa si sta già muovendo: Furlani avrebbe in cima alle sue preferenze Vincenzo Italiano, attuale allenatore del Bologna, un vero pallino per l’AD rossonero.

Altre piste portano a Gasperini, dovesse andare via da Roma, o a Simone Inzaghi, che potrebbe ‘tradire’ l’Inter tornando in Italia sulla panchina rossonera. Italiano però resta tra i preferiti: il suo nome è caldo anche a Napoli, nel caso in cui l’addio di Conte, un altro papabile per la panchina della Nazionale, dovesse concretizzarsi. Tutti in attesa dunque con il 13 maggio che rappresenta una prima data fondamentale per far scattare il domino delle panchine: dovesse emergere unità di intenti su un candidato, si potrebbero vere le idee più chiare sul prossimo ct.

In caso contrario occorrerà attendere giugno e chissà questo cosa cambierebbe per Allegri, Conte e gli allenatori interessati. Si prospettano settimane di fuoco, con il domino dei tecnici che potrebbe stravolgere la Serie A.

Nuovo allenatore Fiorentina, Paratici sonda il post-Vanoli: tre italiani e tre suggestioni dall’estero! L’identikit è tracciato, ultimissime novità

Nuovo allenatore Fiorentina, Paratici sta sondando il terreno per il post Vanoli. Tutti i dettagli sul prossimo tecnico della Viola

Nonostante la cruciale vigilia europea, con l’atteso ritorno di Conference League contro il Crystal Palace in programma domani allo stadio Franchi, in casa viola a tenere banco è soprattutto la questione legata al futuro della panchina. Secondo quanto riportato in queste ore dalla Gazzetta dello Sport, sebbene le valutazioni sull’attuale lavoro di Paolo Vanoli siano decisamente positive e le sue quotazioni in ascesa, il direttore sportivo Fabio Paratici sta portando avanti profonde riflessioni su altri profili per la guida tecnica della Fiorentina. I papabili sul taccuino della dirigenza sono numerosi, ma al momento due nomi spiccano su tutti: Daniele De Rossi, attualmente al Genoa, e lo spagnolo Andoni Iraola, che lascerà a scadenza di contratto il Bournemouth.

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L’identikit per la panchina viola: un tecnico “giochista”

Le direttive tracciate per il nuovo progetto tecnico sono molto chiare: la società toscana è alla ricerca di un allenatore “giochista”, capace di esprimere un calcio propositivo e di valorizzare al massimo i giovani talenti, preferibilmente con una solida conoscenza del nostro campionato. Sfumato Roberto De Zerbi (prima scelta del diesse, ormai accasatosi al Tottenham), De Rossi rappresenta uno dei candidati ideali. Paratici lo stima profondamente, tanto che i due si erano già incontrati prima dell’arrivo del dirigente a Firenze. L’ex centrocampista giallorosso sta ottenendo ottimi risultati alla guida del Genoa, subentrato in corsa esattamente come Vanoli. Ha un contratto in scadenza a giugno, ma il club rossoblù vorrebbe trattenerlo. Un profilo tattico molto simile è quello di Fabio Grosso, ora al Sassuolo, che il dirigente conosce perfettamente fin dai tempi della Juventus. La società sembra orientata su profili emergenti, rendendo meno probabile l’ingaggio di una figura esperta come Maurizio Sarri, sebbene sia amatissimo dalla piazza.

Le piste estere: l’opzione Iraola e il sogno Valverde

Guardando oltre i confini nazionali, la dirigenza valuta attentamente il mercato estero. Durante la sua esperienza in Inghilterra, Paratici ha imparato ad apprezzare il lavoro di Andoni Iraola. Il tecnico lascerà ufficialmente il Bournemouth a giugno, ma la concorrenza è spietata, con club come l’Athletic Bilbao e il Manchester United sulle sue tracce. Tra i nomi monitorati figura anche l’italiano Francesco Farioli, che però non sembra intenzionato a salutare il Porto. Infine, tra i grandi pallini del diesse per la panchina della Fiorentina c’è un altro spagnolo di assoluto livello: Ernesto Valverde. L’ex allenatore del Barcellona, attualmente all’Athletic Bilbao, andrà anch’egli in scadenza il prossimo giugno, rappresentando un’occasione prestigiosa per il calcio italiano.

Calciomercato Udinese: la rinascita di Zaniolo. Rebus futuro tra riscatto e interesse delle big, cosa succederà al termine della stagione

Calciomercato Udinese: Zaniolo è rinato in bianconero ma il suo futuro appare un rebus al momento. Ecco cosa succederà al termine della stagione

Il talento di Nicolò Zaniolo è tornato a brillare con forza nel panorama della Serie A. Indossando la maglia numero 10 dell’Udinese, l’attaccante ligure sta vivendo una vera e propria rinascita sportiva e umana. Il culmine di questa straordinaria annata è arrivato proprio sabato a San Siro, quando le sue invenzioni tecniche hanno permesso ai friulani di stracciare il Milan. L’ex Galatasaray ha finalmente trovato il suo equilibrio psico-fisico, collezionando finora 6 gol e 6 assist in 28 partite. Una maturità ritrovata che gli ha permesso di mettersi alle spalle le intemperanze del passato e l’amarezza legata alla Nazionale, riportandolo prepotentemente al centro del calciomercato. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Il riscatto dal Galatasaray e l’ostacolo dell’ingaggio

Le prestazioni eccellenti impongono ora una seria riflessione sul suo imminente futuro. A 26 anni, Zaniolo rappresenta un’autentica occasione: l’Udinese ha infatti la possibilità di esercitare il riscatto a titolo definitivo dal club turco entro la fine di aprile per una cifra molto abbordabile, fissata a 9 milioni di euro. L’unico grande ostacolo per la famiglia Pozzo è rappresentato dallo stipendio del giocatore. Attualmente l’ingaggio ammonta a 3 milioni di euro netti, ma in questa stagione l’Udinese ne ha sborsato appena uno, usufruendo del prezioso contributo dei turchi. In caso di acquisto definitivo, la ridefinizione del contratto diventerà l’elemento centrale della trattativa.

Juventus, Napoli e Milan: le pretendenti in agguato

Questo nodo economico ha inevitabilmente risvegliato l’attenzione delle protagoniste del nostro campionato. Zaniolo è tornato un obiettivo di prima fascia e il suo nome compare sulle agende delle big. La Juventus, guidata da Luciano Spalletti che lo conosce bene per i trascorsi azzurri, è alla ricerca di rinforzi sugli esterni. Molto vigile anche il Napoli di Antonio Conte, da sempre estimatore del giocatore, così come il Milan, che necessita di un profondo rinnovamento nel reparto offensivo a costi contenuti.

Il ragazzo ha trovato a Udine il suo centro di gravità ed è fermamente convinto di restare in Italia. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il club friulano riuscirà a trattenerlo o se dovrà cedere alle lusinghe delle grandi squadre.

Klinsmann perentorio dopo il flop dell’Italia: «Chi ha sbagliato deve farsi da parte e lasciare spazio a un’altra generazione! Van coinvolti Del Piero e Grosso»

Klinsmann ha detto la sua sulla crisi del calcio italiano, soffermandosi così sulle figure di Del Piero e Grosso. Ecco cosa ha rivelato

Il momento storico che sta attraversando il calcio italiano è senza dubbio uno dei più complessi e delicati di sempre. Le recenti delusioni a livello internazionale e le ben note difficoltà della Nazionale hanno aperto un profondo dibattito sulle reali necessità di riforma dell’intero sistema sportivo. Sull’argomento è intervenuto in maniera decisa Jurgen Klinsmann, indimenticato ex bomber tedesco che ha calcato con successo i campi della nostra Serie A vestendo le prestigiose maglie di Inter e Sampdoria.

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Unità di intenti e nuovi metodi per ripartire

Nel corso di un’interessante intervista concessa in esclusiva sulle pagine del quotidiano “Il Messaggero”, l’ex attaccante teutonico ha analizzato lucidamente la profonda crisi del calcio italiano, suggerendo una vera e propria rivoluzione strutturale e dirigenziale per uscire dall’impasse. Secondo Klinsmann, il movimento calcistico della Penisola ha urgente bisogno di ritrovare compattezza e di voltare pagina in modo radicale, abbandonando i vecchi schemi. Le sue dichiarazioni in merito sono estremamente chiare e tracciano la rotta: Servono discussioni serie per ricominciare, tutti uniti nel prendere una strada nuova con metodi nuovi e diversi.”

Il passo indietro dei dirigenti e l’inserimento degli ex Campioni del Mondo

La ricetta proposta dall’ex commissario tecnico della Germania non si limita a un semplice cambio di rotta teorico, ma punta direttamente al rinnovamento della classe dirigente. Per superare questa prolungata fase di stallo, l’invito è quello di affidarsi a figure fresche e, soprattutto, a ex campioni che conoscono perfettamente il sapore del successo e le dinamiche del calcio moderno. L’ex centravanti lancia un messaggio inequivocabile a chi ha gestito le recenti disfatte: Chi ha sbagliato deve farsi da parte e lasciare spazio a un’altra generazione. Va coinvolta gente che ha vinto, penso a Del Piero e Fabio Grosso, per esempio. Ripartire da facce nuove e metodologie differenti”.

L’investitura di assolute icone azzurre del calibro di Alessandro Del Piero e Fabio Grosso, eroi della cavalcata al Mondiale 2006, rappresenta un chiaro appello a sfruttare l’enorme bagaglio di esperienza dei grandi ex calciatori per ricostruire l’identità e la credibilità della Federcalcio. Il consiglio di Klinsmann si pone dunque come un monito prezioso per un movimento che cerca disperatamente di rialzarsi: per tornare ai vertici internazionali servono coraggio, un’attenta programmazione e l’inserimento di una nuova generazione operativa ai posti di comando.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 33ª giornata. Chi è stato scelto per Roma-Atalanta e Napoli-Lazio

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 33ª giornata. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 33ª giornata di Serie A.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SASSUOLO – COMO   Venerdì 17/04 h. 18.30

FOURNEAU

BARONE – MONACO

IV:      GALIPO’

VAR:     DI PAOLO

AVAR:       GIUA

INTER – CAGLIARI    Venerdì 17/04 h. 20.45

MARCHETTI

ROSSI L. – CAVALLINA

IV:      BONACINA

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:       DI BELLO

UDINESE – PARMA    Sabato 18/04 h. 15.00

DI MARCO

PERROTTI – BIFFI

IV:       RAPUANO

VAR:      GARIGLIO

AVAR:        DI PAOLO

NAPOLI – LAZIO     Sabato 18/04 h. 18.00

ZUFFERLI

LO CICERO – CECCONI

IV:     FELICIANI

VAR:     DI BELLO

AVAR:     MERAVIGLIA

ROMA – ATALANTA    Sabato 18/04 h. 20.45

MARCENARO

BACCINI – ROSSI C.  

IV:      SACCHI J.L.

VAR:     GUIDA

AVAR:     SOZZA

CREMONESE – TORINO     h. 12.30

FABBRI

PERETTI – TRINCHIERI

IV:     ARENA

VAR:     LA PENNA

AVAR:      DOVERI

H. VERONA – MILAN     h. 15.00

CHIFFI

ZINGARELLI – LAUDATO

IV:       MASSIMI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     GARIGLIO

PISA – GENOA    h. 18.00

CREZZINI

PALERMO – MINIUTTI

IV:     COLOMBO

VAR:      CAMPLONE

AVAR:       MASSA

JUVENTUS – BOLOGNA     h. 20.45

MARIANI

BINDONI – TEGONI

IV:       PERENZONI

VAR:      MARINI

AVAR:      GUIDA

LECCE – FIORENTINA    Lunedì 20/04 h. 20.45

MARESCA

COLAROSSI – DEI GIUDICI

IV:     PERRI

VAR:     DOVERI

AVAR:      CAMPLONE

Roma, settimana decisiva per Gasperini: vertice con i Friedkin, rottura con Ranieri e possibili scenari con o senza il tecnico in panchina

Roma, sarà una settimana decisiva per Gasperini. Atteso un incontro con i Friedkin, ecco cosa succederà per il futuro del tecnico

Ci sono settimane capaci di indirizzare non solo una stagione, ma il futuro di un intero club. Gian Piero Gasperini si appresta a viverne una cruciale. Il tecnico si gioca l’accesso alla prossima Champions League nella delicata sfida contro la sua ex Atalanta, ma soprattutto il suo futuro sulla panchina della Roma. Nelle prossime ore è previsto un decisivo contatto telefonico con i Friedkin per valutare la tenuta del progetto tecnico. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Il nodo centrale è evidente: la convivenza tra l’allenatore e il duo dirigenziale composto dal senior advisor Claudio Ranieri e dal ds Ricky Massara è ormai giunta al capolinea, trasformandosi in una frattura insanabile.

Il bivio dei Friedkin: fiducia a Gasp o nuovo ribaltone?

I proprietari americani devono fare una scelta netta. Se riterranno valido il lavoro di Gasperini, proseguiranno con lui nel segno della continuità. Se, invece, condanneranno le continue polemiche pubbliche del tecnico sul fronte calciomercato, il rapporto potrebbe interrompersi con due anni di anticipo. La Roma si troverebbe così ad accogliere il sesto allenatore in sette anni. In caso di esonero, su indicazione di Ranieri, i profili più graditi sono Ernesto Valverde ed Enzo Maresca. Restano sullo sfondo le opzioni legate a Vincenzo Italiano e al possibile rischio di un ritorno di Daniele De Rossi.

L’ipotesi addio di Ranieri e il possibile ruolo in FIGC

L’alternativa è un clamoroso passo indietro di Claudio Ranieri. Dopo il gelido scontro sulla visione di squadra, l’esperto dirigente non esiterebbe a farsi da parte se non si sentisse più al centro delle strategie societarie, portando con sé anche Massara. Per Sir Claudio, la via d’uscita più suggestiva porta direttamente alla Federcalcio, con un ruolo di direttore tecnico sotto l’egida di Giovanni Malagò.

Il nuovo assetto societario: l’ombra di Totti e il ruolo del DS

In uno scenario che veda Gasperini saldo al comando, la Roma cambierebbe radicalmente pelle. I Friedkin potrebbero richiamare Francesco Totti nel ruolo di consulente di prestigio, forte della sintonia già sbocciata con il tecnico. Per la poltrona di esperto di mercato avanzano i nomi di Cristiano Giuntoli e Sean Sogliano, già al fianco di Gasp al Genoa. Proprio quest’ultimo ha recentemente dichiarato in un’intervista: «Gasp è un genio». Un’armonia che, dalle parti di Trigoria, manca ormai da troppo tempo.

Infortunio Milik, altra tegola per la Juventus: lesione per il polacco e stagione finita! Il comunicato ufficiale e tutti i dettagli

Infortunio Milik, stagione finita per l’attaccante della Juventus. Il comunicato con tutti i dettagli sulle sue condizioni

Il calvario sportivo di Arek Milik sembra purtroppo non conoscere alcuna tregua. L’attaccante polacco, tornato faticosamente a calcare il prato verde nelle scorse settimane dopo un’assenza di un anno e mezzo, deve arrendersi all’ennesimo e crudele stop muscolare rimediato durante una seduta di allenamento. Un infortunio severo che lo costringerà a rimanere ai box per 5 settimane, sancendo di fatto la fine anticipata della sua stagione agonistica. I timidi segnali di ripresa intravisti sul campo contro Sassuolo e Genoa si sono rivelati, col senno di poi, tragicamente illusori.

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Il bollettino medico e i numeri di un dramma sportivo

A fare totale chiarezza sulle condizioni cliniche del centravanti è intervenuta direttamente la società. Il bollettino ufficiale diramato dal club recita: In seguito a un problema muscolare accusato durante l’allenamento di ieri, martedì 14 aprile, questa mattina Milik è stato sottoposto ad accertamenti radiologici presso il J|medical. Gli esami hanno evidenziato una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra. Tra circa 10 giorni saranno ripetuti nuovi controlli per definire con esattezza i tempi di recupero.”

Dal gravissimo infortunio al menisco patito nel lontano giugno 2024, il giocatore è rimasto letteralmente intrappolato in una drammatica spirale di ricadute fisiche. I numeri descrivono in modo impietoso la sua prolungata e sfortunata assenza: l’attaccante ha collezionato appena 34 minuti in due anni, registrando un pesantissimo digiuno dal gol che dura ormai da 695 giorni.

Piena emergenza per Spalletti: attacco ridotto all’osso per la volata Champions

Per il tecnico Luciano Spalletti, questa pessima notizia rappresenta una tegola pesantissima in vista dell’infuocata volata Champions. La situazione in casa bianconera si trasforma in una vera e propria emergenza: con Dusan Vlahovic ancora fermo ai box e indisponibile, le opzioni offensive per l’imminente e cruciale sfida contro il Bologna si riducono drasticamente.

Per scardinare la difesa felsinea, all’allenatore toscano restano a disposizione il solo Jonathan David come punta di ruolo e l’adattato Jeremie Boga nell’inedita veste tattica di “falso nove”. Una scelta quasi obbligata, data la persistente ed evidente esclusione di Lois Openda dai piani tecnici e dal progetto della squadra. La Juventus è ora chiamata a fare quadrato per superare questo delicato momento di difficoltà e blindare la qualificazione europea.

Capello rivela sul prossimo ct dell’Italia: «Deve sentire dentro il fuoco di risollevare gli azzurri! Conte o Allegri? Ecco cosa penso»

Capello, allenatore ed oggi opinionista, ha rilasciato questa intervista nella quale ha parlato del prossimo ct dell’Italia

Fabio Capello, oggi talent di Sky e abituale commentatore su La Gazzetta dello Sport, due nazionali le ha guidate: l’Inghilterra e la Russia. Sul quotidiano rosa affronta di petto il tema di chi deve essere il prossimo Ct della Nazionale italiana.

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CONTE CONOSCE LA NAZIONALE «E per lui sarebbe un punto a favore. Nel caso tornasse sulla panchina azzurra, saprebbe già cosa lo aspetta, anche se ovviamente lo scenario è cambiato rispetto a dieci anni fa».

TRE MONDIALI FUORI «Peggio di così è praticamente impossibile fare, abbiamo toccato il fondo».

PER ALLEGRI SAREBBE UNA NUOVA AVVENTURA «Max è un tipo sveglio, ci metterebbe poco a capire il meccanismo. Ma è chiaro che un minimo di tempo gli sarebbe necessario».

FARE IL CT INVECE DELL’ALLENATORE «Non hai il rapporto quotidiano con i calciatori. E la cosa non è banale, perché hai meno controllo su cosa succede durante l’anno. Dagli infortuni allo stato di forma dei vari elementi, vivi tutto dall’esterno fino a quando i calciatori non sono in ritiro a Coverciano».

ALLEGRI FAREBBE FATICA A NON AVERE LA QUOTIDIANITA’ «Non credo, sarebbe semplicemente differente. Come ho detto, Max è intelligente e capirebbe in fretta come muoversi. Chiaro però che all’inizio per lui sarebbe una novità, mentre per Antonio no. Allegri, invece, ha qualcosa in più a livello comunicativo e da ct è un aspetto molto importante. In passato, Conte è stato in alcune occasioni meno diplomatico».

CONTE NEL 2014-16 «Positiva, fece sicuramente un Europeo all’altezza. Ma c’erano anche altri giocatori».

LA BBC NON C’E’ PIU’ «E non c’è più un vero blocco di una squadra in Nazionale. In parte abbiamo quello dell’Inter, ma non così nutrito come capitò in passato».

L’IMPORTANZA DEL BLOCCO «Guardi, è il primo consiglio che darei a qualsiasi ct: bisogna creare subito una base di giocatori, possibilmente puntando sul blocco di una squadra del campionato nazionale».

NON E’ FACILE AVERLO OGGI «Lo so bene, le nostre difficoltà attuali nascono anche da qui. Il livello dei calciatori italiani è sceso e anche i club fanno fatica. Così, per un selezionatore il compito è molto complicato».

COSA CONSIGLIEREBBE AI DUE CANDIDATI «La panchina dell’Italia non si prende o rifiuta per mere logiche di convenienza. È qualcosa che devi sentire dentro, perché quando parte l’inno di Mameli rappresenti il tuo Paese e non sei semplicemente al servizio di un club come nelle altre panchine. Perciò non posso suggerire una o l’altra cosa, è tutto strettamente personale»

LA PROPOSTA «Potevo, avevo ricevuto l’offerta azzurra. Ma in quel momento non me la sentivo e perciò rifiutai».

PENTITO «No, perché la Nazionale è questione di sentimento e responsabilità e se in quel preciso istante non sentivo di potermi mettere a disposizione sarebbe stato sbagliato farlo e accettare».

TROPPO RISCHIOSO OGGI FARE IL CT «Allora non ci siamo capiti, il ragionamento da fare è se sentono dentro il fuoco di risollevare gli azzurri o meno. E quindi portare il peso della responsabilità. Anche se, me lo lasci dire, peggio di quello che abbiamo visto negli ultimi anni sarebbe difficile fare».

Rinnovo Vlahovic Juventus: il club mette in ghiaccio il prolungamento! I motivi e cosa aspettarsi adesso per la firma del serbo

Rinnovo Vlahovic Juventus: il club bianconero ha momentaneamente congelato i discorsi per il prolungamento del serbo. Ecco qual è la situazione

La Juventus ha deciso di cambiare radicalmente marcia e strategia per quanto riguarda la gestione del futuro di Dusan Vlahovic. Secondo Tuttosport, il rinnovo del contratto dell’attaccante serbo, che era considerato una priorità assoluta fino a poche settimane fa, è ora passato prepotentemente in secondo piano. A incidere su questo brusco rallentamento sono i recenti e continui problemi fisici del calciatore. La società piemontese mantiene comunque una linea di estrema fermezza sulle cifre dell’eventuale accordo: la proposta è ferma a un prolungamento biennale a 6 milioni di euro netti a stagione, con un bonus alla firma molto contenuto.

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La cautela della società e l’infortunio al soleo

La strategia bianconera è ormai delineata in maniera inequivocabile: non verrà presa alcuna decisione definitiva prima della fine dell’attuale campionato. Il club esige di valutare con la massima attenzione il pieno recupero atletico della punta, attualmente bloccata in infermeria da un fastidioso infortunio al soleo. Questo stop prolungato ha costretto mister Luciano Spalletti a rinunciare al suo principale riferimento offensivo proprio nel momento agonistico più cruciale della stagione, dovendo fare a meno del giocatore durante sfide di vitale importanza contro avversari del calibro di Atalanta, Bologna e Milan.

Un’annata tormentata e il dialogo interrotto

Il percorso sportivo dell’attaccante in questa annata si è rivelato estremamente tormentato. Dopo un’estate vissuta quasi da separato in casa sul fronte calciomercato, sembrava aver ritrovato una propria centralità nel progetto tecnico, prima di subire un grave stop di tre mesi. Il disperato tentativo di un rientro accelerato non ha dato i frutti sperati: il nuovo guaio muscolare accusato durante il riscaldamento pre-partita contro il Genoa ha congelato ogni dialogo sul contratto. La dirigenza bianconera ha saggiamente scelto di arretrare il proprio raggio d’azione, lasciando che sia unicamente il campo a dettare i tempi.

Lo spettro del parametro zero e l’obiettivo Champions League

Il contratto dell’attaccante scade il 30 giugno e, al momento, la situazione resta completamente in ghiaccio. Se il giocatore non dovesse riuscire a fornire un contributo decisivo per conquistare la qualificazione in Champions League, la Juventus si troverebbe in una posizione di grande forza nelle trattative al ribasso. Al contrario, un ritorno ai massimi livelli di forma potrebbe attirare l’interesse di numerosi top club europei, aumentando sensibilmente il rischio per i bianconeri di perdere il calciatore a parametro zero. Per ora, il confronto diretto con il padre Milos e l’entourage è stato rimandato di almeno quaranta giorni.

Marcolin sentenzia sul Milan: «Allegri ha preso una squadra che era arrivata ottava e l’ha riportata ad alti livelli. È un allenatore da grande progetto»

Marcolin, ex calciatore e ora commentatore, ha analizzato il momento del Milan di Allegri dopo il tonfo interno con l’Udinese

Dario Marcolin, ex centrocampista, segue con attenzione la Serie A nelle vesti di opinionista di Dazn. Su La Gazzetta dello Sport si è concentrato soprattutto sulla crisi del Milan.

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MILAN-UDINESE 0-3 «È stata una sconfitta figlia di una brutta prestazione, ma sono convinto che il Milan domenica a Verona darà una risposta importante. Nelle ultime due giornate ha in parte compromesso ciò che di buono aveva fatto in precedenza. Rispetto alla quinta, però, resta avanti di cinque punti e in panchina ha un allenatore che o trova la strada o… la costruisce. Al suo obiettivo Allegri arriva».

OTTIMISMO «Il calcio è imprevedibile, ma se in questo frangente il Milan farà… il Milan come io credo, chiuderà tra le prime quattro. Prima di tutto deve battere il Verona in un match nel quale parte nettamente favorito, poi penserà allo scontro diretto con la Juventus».

MILAN-JUVE «Sarà come una finale e giocarla in casa per il Milan sarà un vantaggio. Secondo me, comunque, sia i rossoneri sia i bianconeri andranno in Champions. La Juventus con i rinnovi di Spalletti, Yildiz e McKennie ha ritrovato il giusto feeling e quella positività che servivano».

IL COMO «Il Como gioca un bel calcio, ma nelle ultime due giornate ha frenato e avere cinque punti di svantaggio, e lo scontro diretto a sfavore rispetto al Milan, rischia di essere un bel gap a sei giornate dalla fine. Gli uomini di Fabregas, poi, devono giocare lo scontro diretto con il Napoli».

COSA DEVE FARE IL MILAN «Ritrovare quella condizione fisica che sabato non mi è sembrata brillante e ritrovare concretezza in fase offensiva. Leao, Nkunku e Pulisic ultimamente stanno rendendo un po’ al di sotto delle loro possibilità e l’utilizzo del 4-3-3 contro l’Udinese non ha dato i risultati sperati».

A VERONA TORNERÀ AL 3-5-2 «Conoscendo la praticità di Allegri, penso proprio di sì. Sul 3-5-2, fin dal precampionato, Max ha costruito una squadra tosta, compatta e che ha subìto poche reti. L’utilizzo del 4-3-3 ha portato la distanza tra i reparti ad aumentare e per questo contro l’Udinese i rossoneri hanno sofferto parecchio. E poi quando nel calcio una cosa non funziona, è inevitabile cambiare».

GLI ATTACCANTI ROSSONERI «L’utilizzo del 4-3-3 credo sia stato dettato dalla voglia di aggiungere qualcosa alla fase offensiva, ma i frutti non sono stati quelli sperati perché il Milan ha perso in compattezza e non ha segnato. Nel 3-5-2 Leao fatica perché non è un centravanti e si esprime al meglio largo a sinistra. Con questo sistema di gioco però la squadra dà il meglio ed è giusto che i singoli si sacrifichino».

LEAO NON SEGNA DAL 1° MARZO «L’attacco può e deve far cambiar marcia al Milan. Le punte rossonere chiuderanno bene la stagione e segneranno le reti decisive per arrivare in Champions».

LO SCUDETTO «L’Inter ha una rosa più profonda e lo ha dimostrato dopo il derby, quando si è subito ritrovata, e nelle ultime due sfide contro la Roma e il Como, segnando nove reti. Quest’anno il Milan non era attrezzato per conquistare il tricolore, ma la prossima stagione, con qualche innesto…».

ALLEGRI «Max ha preso una squadra che era arrivata ottava e l’ha riportata ad alti livelli. È un allenatore da grande progetto, uno che ti dà organizzazione, equilibrio e ti porta a vincere».

IL DESTINO «Il Milan ha il destino nelle sue mani e… Allegri in panchina. Se entra tra le prime quattro, potrà programmare bene il futuro e rinforzare la squadra. Così farà davvero il salto di qualità».

Calciomercato Juventus: Cambiaso ‘sacrificato’ in estate? La posizione del club bianconero, il prezzo e dove potrebbe trasferirsi

Calciomercato Juventus: Cambiaso potrebbe partire in estate, con il club bianconero che ha fissato questo prezzo per la sua cessione

La Juventus inizia a pianificare con attenzione le proprie strategie in vista della prossima e imminente sessione estiva di calciomercato. Tra i nomi più chiacchierati per una possibile e illustre partenza c’è quello di Andrea Cambiaso. Secondo Tuttosport, la permanenza sotto la Mole del duttile calciatore appare decisamente incerta. E questo nonostante il laterale goda della profonda e ribadita stima dell’allenatore Luciano Spalletti. La società bianconera, infatti, vede proprio nel talentuoso esterno italiano la chiave di volta fondamentale per sbloccare il mercato e finanziare i prossimi acquisti.

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La valutazione di mercato e l’interesse di Milan e Premier League

Il piano di Ottolini e del club bianconero è delineato: la dirigenza punta a ricavare una cifra vicina ai 40 milioni di euro dalla cessione a titolo definitivo del laterale italiano. Sebbene queste cifre siano lontane dai 60 milioni ipotizzati in passato, quando si era palesato un forte interesse da parte del Manchester City, la valutazione resta alta. Il profilo del giocatore è molto appetibile a livello internazionale, forte dell’interesse concreto di club in Premier League, formazioni di vertice in Spagna e di un attento monitoraggio da parte del Milan in Serie A.

Il pragmatismo bianconero: il tesoretto per i nuovi innesti

La decisione di mettere l’ex Genoa e Bologna sul mercato rappresenta una mossa di natura prettamente economica. La cessione prescinderebbe dalla permanenza del tecnico sulla panchina piemontese, poiché l’obiettivo primario e irrinunciabile del club in questa fase storica è quello di fare cassa per equilibrare i bilanci e sostenere il rinnovamento della rosa.

Al momento, la situazione è chiara: la dirigenza attende l’offerta ufficiale per far scattare il piano completo. Il pragmatismo dei bianconeri è evidente: solo davanti a una proposta concreta e in linea con le richieste economiche, il difensore lascerà Torino. Un sacrificio doloroso ma calcolato, che permetterebbe alla società di reinvestire il tesoretto sul mercato in entrata, consegnando a Spalletti i rinforzi necessari per competere ai massimi livelli nella prossima stagione sportiva.

Mazzola in soccorso di Bastoni: «Cosa ha fatto di così grave? Solo con gli interisti c’è questo accanimento»

Mazzola, leggenda dell’Inter, ha parlato così di Bastoni e del momento attraversato dai nerazzurri dopo la vittoria col Como

Sandro Mazzola, bandiera interista, parla con La Gazzetta dello Sport nel momento in cui il traguardo tricolore è sempre più vicino.

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GIÀ FATTA «Aspettate che mi tocco… (ride, ndr)»

IL VANTAGGIO SUL NAPOLI È ENORME «Io sto sempre in guardia, ma non perché non mi fidi dei miei – per me i giocatori dell’Inter sono sempre i migliori del mondo -, ma perché ho i capelli bianchi e ne ho viste tante. Gli scudetti si vincono solo quando qualcuno te li cuce sul petto, ma penso davvero che questo momento arriverà. La squadra è stata troppo superiore rispetto alle altre».

DI CHI É IL MERITO PRINCIPALE «Dell’allenatore, un ragazzo per bene in cui io ho sempre creduto dall’inizio. Non tutti pensavano che Chivu avrebbe avuto questo effetto sulla squadra e, invece, si è fatto seguire subito. Davanti c’è lui, dietro il gruppo: è in questo che si vede un vero leader».

CHIVU «Tira dritto con il suo stile. Non lo sentirete urlare o esagerare, ma segue la sua strada. Sa che bisogna giocare bene, ma soprattutto vincere. L’anno scorso non ci siamo riusciti, è finito tutto sul più bello, in questo sarà diverso. E non sottovalutate la Coppa Italia: che bella rinascita una doppietta».

CHIVU SCUDETTO AL PRIMO COLPO COME INVERNIZZI NEL 1971 «”Robiolina” Invernizzi! Anche lui veniva dalle giovanili. Arrivare dopo uno come Helenio Herrera non era facile per nessuno: il Mago aveva un’impronta pesantissima. Siamo stati noi vecchi dello spogliatoio – da me a Facchetti e Corso – a convincere il presidente Fraizzoli che quella era la scelta giusta. Alla fine è andata bene e l’anno dopo abbiamo pure rischiato di vincere la Coppa Campioni».

LA CHAMPIONS «Si poteva andare avanti ancora un altro po’, diciamo che non avrebbe fatto male… Ma non puoi pensare che vada tutto bene in delle stagioni così dure: rispetto ai miei tempi, ora si gioca tantissimo, sicuramente troppo, e una giornata storta può capitare a tutti. Poi si era pure fatto male Lautaro: inutile nasconderlo, senza di lui è tutta un’altra Inter. La scommessa è dimostrare di poter continuare a vincere anche adesso che il capitano si è fermato».

ALTOBELLI E MEAZZA «Uno era un centravanti straordinario: come Spillo ne nascono pochi. L’altro, per uno come me, significa semplicemente tutto. Era una persona eccezionale e un calciatore incredibile: prima che diventasse il nostro allenatore nelle giovanili, sembrava quasi una divinità di questo gioco. Lo guardavamo a bocca aperta mentre calciava a una potenza incredibile e non si capiva mai se fosse destro o mancino. Poi sapeva caricare i più giovani, spiegava cosa sia l’Inter: lo considero il mio maestro per tutta la vita».

LAUTARO PUO’ RAGGIUNGERLI «Partiamo da un fatto: a questi ritmi farà una infinità di gol e, quindi, Lautaro ha già adesso il posto nella storia dell’Inter. Per il resto, possiamo augurarci che rimanga a vita in casa nostra: gli argentini a volte vogliono tornare a casa, ma lui non si faccia venire strane idee. Col tempo passerà Altobelli per numero di gol e già solo mettersi nella scia di Meazza sarebbe un successo incredibile».

C’È QUALCUN ALTRO NELLA ROSA CHE FA ANCORA EMOZIONARE «Gli italiani, anche se abbiamo fallito la qualificazione mondiale ed è un dolore enorme. Non tanto per me, che ne ho giocati e vinti tanti, ma per i miei nipotini che non possono sognare come i ragazzi di una volta. Questa volta siamo stati un po’ sfortunati, soprattutto il nostro difensore interista…».

BASTONI «Perché ce l’hanno tutti con lui? Cosa ha fatto di così grave? Si può sbagliare, lo fanno tutti i giocatori di tutte le squadre, ma solo con gli interisti c’è questo accanimento. L’unica cosa che posso dirgli è: testa alta e riprenda a pedalare subito».

ANDRA’ A BARCELLONA «Ma dove deve andare? Milano è più bella anche di Barcellona: se ci fosse ancora Luisito (Suarez, ndr), glielo avrebbe confermato pure lui…».

Dybala Milan, il Corriere della Sera sgancia la bomba: vuole i rossoneri, sarebbe pronto a questo ‘sacrificio’ per ritrovare Allegri! L’indiscrezione

Dybala Milan, il Corriere della Sera ha lanciato l’indiscrezione a sorpresa sul futuro dell’attaccante argentino. Ecco cosa succederà

Il futuro di Paulo Dybala potrebbe tingersi di rossonero. Secondo le ultime indiscrezioni lanciate dall’edizione odierna del Corriere della Sera, l’attaccante argentino ha un obiettivo chiaro per la stagione 2026/27: giocare con il Milan. Questo scenario si inserisce in un delicato valzer di punte che potrebbe rivoluzionare gli equilibri delle big della Serie A.

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La crisi di Leao e le alternative in attacco

Le manovre di mercato del Diavolo ruotano inevitabilmente attorno a Rafael Leao. Dopo sette anni in rossonero, il rapporto tra l’asso portoghese e l’ambiente milanista è ai minimi storici. Penalizzato dalla pubalgia, da un ruolo di “falso nove” poco congeniale e dai recenti e pesanti fischi di San Siro, l’addio sembra ormai un’ipotesi concreta. Per la cessione, la società si accontenterebbe di offerte inferiori alla clausola rescissoria di 175 milioni di euro.

Per la possibile successione, l’amministratore delegato Giorgio Furlani non è propenso a puntare sul 38enne Robert Lewandowski. Più viva, invece, l’attenzione su Dusan Vlahovic: le difficoltà nel rinnovo tra il serbo e la Juventus ingolosiscono il Milan, in una sfida di mercato legata a doppio filo alla corsa per la Champions League.

Il bivio di Dybala: tra Roma e la voglia di Milan

In questo intricato mosaico spicca la situazione di Paulo Dybala, il cui contratto con la Roma scadrà il 30 giugno 2026. Senza segnali ufficiali di rinnovo, la Joya valuta il futuro: pur avendo sul tavolo offerte da Argentina e Brasile, pur di restare nella Capitale accetterebbe persino un ingaggio decurtato.

Tuttavia, in caso di divorzio dai giallorossi, l’argentino ha già individuato la sua prossima meta ideale. L’ambizione del classe 1993 è sbarcare al Milan, dove ritroverebbe Massimiliano Allegri, già suo allenatore ai tempi della Juventus. Pur di vestire la maglia rossonera, Dybala sarebbe pronto a firmare un contratto a rendimento, con uno stipendio legato strettamente a presenze e gol.

L’ostacolo degli infortuni e le statistiche

L’apertura a un accordo legato alle performance deriva dai noti problemi fisici del giocatore. Nonostante vanti il primato di gol in Serie A tra i giocatori in attività (131, al pari di Lautaro Martinez), la sua stagione è stata difficile: 22 presenze, 3 gol e 4 assist. L’argentino è fermo ai box dallo scorso 25 gennaio per un intervento di pulizia del menisco, rendendo le sue condizioni il vero nodo cruciale per qualsiasi futura operazione di mercato.

Fiorentina, la svolta salvezza con Vanoli: così il tecnico si è meritato la conferma!

Fiorentina, la svolta salvezza con Vanoli: così il tecnico si è meritato la conferma! L’idea del club toscano per la panchina del prossimo anno

La Fiorentina si avvicina al traguardo della salvezza e, insieme al risultato sportivo, si avvicina anche a una decisione che appare ormai quasi scontata: la conferma di Paolo Vanoli sulla panchina viola. Come riferito dal Corriere dello Sport, il club sarebbe orientato a proseguire con l’allenatore varesino, protagonista di una risalita importante dopo mesi complicatissimi.

I meriti del tecnico sono considerati evidenti. Vanoli è riuscito a intervenire in profondità sull’identità della squadra, restituendole equilibrio, convinzione e soprattutto continuità di rendimento. Per questo, salvo sorprese, la permanenza dell’allenatore a Firenze viene data come altamente probabile. La svolta è maturata progressivamente, ma ha avuto due momenti simbolici ben precisi: il 4 gennaio e il 7 febbraio, date che hanno segnato il cambio di passo della formazione viola.

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Fino a quel momento, il cammino della Fiorentina era stato segnato da numeri allarmanti. La squadra aveva raccolto appena 9 punti in 17 partite, con una media che sembrava condannarla a una retrocessione quasi inevitabile. Il 14 dicembre, dopo la sconfitta contro il Verona, il clima al Franchi era pesantissimo, tra fischi e contestazione. Anche il successo successivo contro l’Udinese non aveva cancellato del tutto le paure, soprattutto dopo il nuovo stop di Parma, arrivato poco prima di Natale.

La vera ripartenza, però, è arrivata con l’1-0 alla Cremonese firmato da Moise Kean, attaccante azzurro e uomo decisivo nel nuovo corso viola. Da lì in avanti, la Fiorentina ha cambiato marcia. Dall’1-0 contro la Cremonese fino all’1-0 contro la Lazio, i viola hanno conquistato 26 punti in 15 partite, passando da una media di 0,52 punti a gara a una di 1,73, da zona retrocessione a ritmo europeo.

Ancora più significativo il rendimento dal 7 febbraio in poi: 18 punti in 9 partite, con una media da vertice della classifica. Meglio hanno fatto soltanto Inter e Napoli. Numeri che raccontano più di qualsiasi parola l’impatto avuto da Paolo Vanoli. La salvezza non è ancora matematica, ma il percorso ormai sembra tracciato. E con esso anche il futuro della panchina viola.

Conte Napoli, futuro in bilico tra permanenza e Nazionale: De Laurentiis anticipa il faccia a faccia! Tutti i temi sul tavolo

Conte Napoli, futuro in bilico tra permanenza e Nazionale: De Laurentiis anticipa il faccia a faccia! Tutti i temi sul tavolo della discussione: il punto

Il futuro di Antonio Conte, allenatore del Napoli e protagonista della rinascita azzurra, sarà deciso molto prima del previsto. Come riferisce il Corriere dello Sport, il summit con il presidente Aurelio De Laurentiis non sarà più rimandato alla fine della stagione, ma potrebbe essere anticipato nei prossimi giorni. Sul tavolo c’è una questione centrale: capire se esistano ancora i presupposti per continuare insieme, al netto delle indiscrezioni che accostano il tecnico salentino al ritorno sulla panchina della Nazionale italiana.

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Le parole del presidente, rilasciate a The Athletic, hanno chiarito la posizione del club. «Prima di tutto, al momento non abbiamo un presidente della federazione e nessuno può decidere di chiederglielo. Quindi dovremo prima risolvere il problema della federazione, altrimenti bisognerà aspettare le nuove elezioni a metà giugno. Antonio Conte è una persona molto seria. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerà mai all’ultimo minuto perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Oppure… Decide subito e dice: “Vorrei andarmene”. E avrei il tempo di cercare un sostituto».

Conte Napoli, il club vuole chiarezza immediata

Il messaggio di De Laurentiis è chiaro: il Napoli ha bisogno di sapere in fretta quale sarà la decisione del proprio allenatore. L’urgenza nasce anche dalle esperienze recenti vissute dal club dopo l’addio di Luciano Spalletti, quando la gestione del post scudetto si trasformò in un periodo lungo e complesso. Proprio per questo, il presidente vuole evitare nuove incertezze e programmare con lucidità il futuro insieme al ds Manna e all’ad Chiavelli.

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Nel frattempo, anche Conte ha ribadito la propria posizione dopo la gara di Parma: «Non ho dato disponibilità di niente». E ancora: «Ho un altro anno di contratto con il Napoli e a fine stagione, come sempre, incontrerò il presidente». Una presa di posizione netta, che però non spegne i dubbi né le suggestioni legate all’azzurro.

Conte Napoli, il nodo resta il progetto tecnico

Più ancora della pista Nazionale, il vero tema resta la sintonia sul progetto. Lo aveva spiegato lo stesso tecnico con parole molto chiare: «Ho un contratto triennale e da parte mia c’è assoluta disponibilità a rispettarlo. Incontrerò il presidente per vedere se ci sono i presupposti per continuare insieme. Se non dovesse esserci più sintonia, saluterò con grande affetto. So di portare aspettativa, richiesta… Leggo che le altre si stanno preparando con i fuochi d’artificio. Noi cercheremo di rispondere con i fuochi d’artificio sul campo».

Presupposti, sintonia e ambizioni: tutto ruota attorno a questi concetti. In casa Napoli c’è stima reciproca, ma anche la consapevolezza che servano risposte rapide. Se l’intesa dovesse venire meno, il club sarebbe costretto a guardarsi intorno. Ma oggi la priorità assoluta resta una sola: capire se Antonio Conte sarà ancora il punto di riferimento del progetto azzurro.

Vlasic Torino, il futuro è a tinte granata! Il retroscena sulla promessa fatta ai tifosi

Vlasic Torino, il futuro è a tinte granata! Il retroscena sulla promessa fatta dal centrocampista croato ai tifosi: cos’è successo al Toro Store

Il futuro di Nikola Vlasic, trequartista croato classe 1997 e numero 10 del Torino, sembra parlare ancora granata. Come riferito da Tuttosport, il giocatore ha lanciato un segnale chiarissimo durante l’incontro con i tifosi al Torino FC Store alla Rinascente di via Lagrange. In un pomeriggio segnato da entusiasmo, autografi e foto, il croato non si è sottratto nemmeno alla domanda più attesa. A chi gli ha chiesto senza giri di parole «Rimani?», Vlasic ha risposto in modo netto: «».

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Vlasic Torino, il legame con i tifosi cresce sempre di più

Non si è trattato soltanto di una frase detta per accontentare il pubblico. Il clima attorno a Vlasic racconta infatti di un calciatore ormai pienamente entrato nel cuore del popolo granata. In tanti, tra bambini, famiglie e tifosi di ogni età, lo hanno chiamato addirittura «capitano», un segnale forte di quanto il suo peso all’interno del gruppo vada oltre il semplice rendimento in campo. La leadership del croato si è vista sia nei momenti delicati sia nelle uscite pubbliche, come quando aveva richiamato tutti alle proprie responsabilità dopo una sconfitta pesante: «Ogni giocatore deve dare di più, deve alzare il livello, arrivare prima all’allenamento e fermarsi di più».

Parole da uomo squadra, confermate poi dai fatti. Vlasic si è dimostrato disponibile con tutti, tra video, selfie e battute con i tifosi. Un atteggiamento che ha rafforzato ulteriormente il suo rapporto con l’ambiente granata.

Vlasic Torino, numeri da leader e centralità nel progetto

La stagione del fantasista croato è stata di livello assoluto. 8 gol tra campionato e Coppa Italia e 5 assist certificano un rendimento da protagonista, arricchito da una continuità impressionante: 35 presenze su 36 partite, con la sola squalifica a fermarlo. Prima con Baroni, poi con D’Aversa, Vlasic si è confermato un punto fermo della squadra, diventando ancora più centrale nella posizione di trequartista.

Anche il tecnico lo ha elogiato senza mezzi termini: «Mi ha impressionato – ha detto l’allenatore in queste prime settimane -, è un leader in tutti i sensi: tatticamente può mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Parlando in termini di tecnica è un leader assoluto. Già dal vivo, prima del mio arrivo, mi aveva stupito: pensavo fosse forte, ma non così completo».

Il Torino, dunque, riparte dal suo uomo migliore. E la promessa fatta ai tifosi lascia intendere che il matrimonio possa davvero continuare.

Calciomercato Juve, idea Kim per la difesa! Spalletti è pronto a riabbracciarlo: occhio all’incastro con quell’addio eccellente!

Calciomercato Juve, idea Kim per la difesa! Spalletti è pronto a riabbracciarlo: l’incastro con quel possibile addio eccellente! La situazione

La Juventus guarda al futuro e, come riferito da La Gazzetta dello Sport, tra i nomi cerchiati in rosso per il prossimo mercato c’è anche Kim Min-Jae, difensore centrale sudcoreano classe 1996 oggi al Bayern Monaco. Si tratta di un profilo considerato ideale per esperienza, fisicità e conoscenza del campionato italiano. L’idea della società è quella di intervenire con colpi mirati, senza rivoluzioni, ma alzando il livello della rosa in ogni reparto. In quest’ottica, Kim rappresenta un obiettivo concreto soprattutto nel caso in cui dovesse arrivare un’offerta importante per Gleison Bremer, difensore brasiliano e perno della retroguardia bianconera, sempre più osservato dai club di Premier League.

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Kim Juve, il legame con Spalletti spinge il progetto bianconero

Uno degli elementi che rendono affascinante questa ipotesi è il rapporto tra Kim e Luciano Spalletti. I due hanno già lavorato insieme nella stagione dello scudetto del Napoli, quando il centrale asiatico si impose come uno dei migliori difensori del campionato e dell’intero panorama europeo. Proprio il tecnico toscano ne ha sempre esaltato le qualità: «Kim è un difensore da Champions, un ragazzo magnifico e nell’esecutività è una roba impressionante». Parole che spiegano bene quanto il feeling tecnico e umano tra allenatore e giocatore sia stato forte. Dello stesso tenore anche la confessione del difensore: «Scelsi il Napoli per Spalletti». Un incastro perfetto che oggi la Juventus sogna di ricreare alla Continassa.

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Kim Juve, formula e ostacoli di un’operazione ambiziosa

Al momento non esiste una trattativa vera e propria, ma secondo la rosea qualche sondaggio è già stato effettuato. L’idea della Juventus sarebbe quella di impostare eventualmente l’operazione in prestito, una formula utile per contenere i costi e sostituire un eventuale addio di Bremer. Il vero ostacolo resta infatti l’ingaggio del sudcoreano, che in Germania percepisce cifre molto elevate, superiori ai 10 milioni con bonus. Un investimento pesante per i parametri attuali del club. Proprio per questo, il contratto in scadenza nel 2028 e la volontà del giocatore di trovare maggiore continuità potrebbero diventare fattori decisivi. La Juventus resta vigile: se dovesse aprirsi uno spiraglio, Kim Min-Jae diventerebbe molto più di una semplice suggestione di mercato.

Roma Lazio, è caos totale per il calendario: rebus su data e orario del derby, c’è una concomitanza che complica tutto!

Roma Lazio, è caos totale per il calendario: rebus su data e orario del derby, c’è una concomitanza che complica tutto! Le opzioni per la Serie A

Il derby della Capitale, quello del 37° turno di Serie A tra Roma e Lazio, rischia di trasformarsi in un caso organizzativo di difficile soluzione. Il motivo è legato alla data di domenica 17 maggio, giorno in cui è prevista anche la finale degli Internazionali di Tennis. Un incastro delicatissimo, che porterebbe oltre centoventimila persone nella stessa zona della città, con inevitabili problemi di gestione sotto il profilo dell’ordine pubblico.

Lo scenario, rispetto alla passata stagione, appare molto più complicato. In precedenza si era riusciti a evitare la sovrapposizione tra i due eventi, collocando il tennis nel pomeriggio e il calcio in serata. Questa volta, però, il derby non potrà essere disputato di sera, proprio per ragioni di sicurezza. Da qui nasce un rebus che coinvolge direttamente Lega Serie A e Viminale, chiamati a trovare una soluzione nella settimana successiva al 36° turno di campionato.

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Al momento, sul tavolo restano due ipotesi: giocare alle 12.30 di domenica 17 maggio oppure spostare il match a lunedì alle 18. Entrambe le opzioni, però, presentano criticità evidenti. Nelle ultime due giornate di campionato, infatti, entra in gioco la contemporaneità per tutte le squadre ancora in corsa per i rispettivi obiettivi. E la Roma potrebbe essere ancora pienamente coinvolta nella lotta per l’Europa.

Il risultato è un autentico rebus calendario, con margini di manovra sempre più stretti.

Locatelli Juve, contratto sul tavolo: sarà rinnovo! E Spalletti lo considera indispensabile

Locatelli Juve, contratto sul tavolo: sarà rinnovo! E Spalletti lo considera indispensabile: i dettagli dell’accordo per il nuovo contratto

La Juventus e Manuel Locatelli, centrocampista classe 1998 e capitano bianconero, sono pronti a proseguire insieme. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, per il rinnovo di contratto fino al giugno 2030 è arrivata la fumata bianca: manca soltanto l’ufficialità, ma l’intesa è ormai definita. Un passaggio importante per il presente e per il futuro della Vecchia Signora, che continua a costruire la propria ossatura interna attorno ai giocatori considerati centrali nel progetto tecnico.

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Locatelli Juventus, un rinnovo che pesa sul progetto tecnico

Il prolungamento di Locatelli arriva dopo quelli di Kenan Yildiz e Weston McKennie e rappresenta un altro segnale preciso. La Juventus vuole dare continuità a un gruppo che possa diventare la base della squadra del futuro. In questo percorso, il numero 5 ha conquistato progressivamente un ruolo sempre più rilevante, fino a diventare una guida dentro e fuori dal campo.

Il legame con il club è profondo e affonda le radici anche nel piano emotivo. «Un momento emozionante per chi come me vive di questi colori…», aveva dichiarato il centrocampista dopo la standing ovation ricevuta allo Stadium nella notte contro il Benfica. Un’immagine simbolica, che racconta bene la crescita di un giocatore passato da momenti complicati a una centralità sempre più evidente nello spogliatoio juventino.

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Locatelli Juventus, dalla delusione azzurra alla consacrazione in bianconero

Nel percorso recente di Manuel Locatelli non sono mancate le difficoltà. L’esclusione dalla lista per l’Europeo aveva rappresentato una ferita profonda, resa evidente anche da quel post social scuro e silenzioso pubblicato dopo la decisione. Da lì, però, il centrocampista ha reagito con personalità, ritrovando continuità, leadership e fiducia.

Secondo la rosea, anche Luciano Spalletti avrebbe avuto un ruolo importante nella valorizzazione del calciatore, affidandogli responsabilità crescenti e riconoscendone serietà e coraggio. Sul tavolo c’è ora un nuovo accordo che dovrebbe estendere la scadenza dal 2028 al 2030, con un adeguamento dell’ingaggio rispetto ai circa tre milioni percepiti finora.

«Amo questa maglia, ho fatto di tutto per arrivare qui…», aveva detto al momento del trasferimento a Torino. Oggi quella frase assume ancora più valore: Locatelli e la Juventus sono pronti ad andare avanti insieme, con il capitano sempre più al centro del progetto.

Inzaghi Al Hilal, dopo il KO contro Mancini ora la panchina traballa! La stagione flop dell’ex Inter

Inzaghi Al Hilal, dopo il KO contro Mancini ora la panchina traballa! La stagione flop dell’ex Inter: la sua avventura in Arabia è già finita?

Il futuro di Simone Inzaghi sulla panchina dell’Al Hilal appare oggi più incerto che mai. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la stagione dell’allenatore piacentino in Arabia Saudita sta assumendo contorni molto simili a quelli vissuti nell’ultima annata alla guida dell’Inter: grandi aspettative, una finale persa contro il Psg e un campionato che sembrava saldamente in mano, ma che si è progressivamente complicato fino a diventare quasi irraggiungibile.

Inzaghi Al Hilal, la delusione più pesante arriva dalla Champions asiatica

Il colpo più duro è arrivato in AFC Champions League, competizione nella quale l’Al Hilal partiva con i favori del pronostico. L’eliminazione contro l’Al Sadd guidato da Roberto Mancini ha rappresentato una battuta d’arresto pesantissima, tanto più per il valore tecnico della rosa saudita e per gli investimenti effettuati dal club. La serata è stata ancora più amara per Inzaghi se si considera che, dall’altra parte, Mancini ha festeggiato non solo il passaggio ai quarti, ma anche il titolo nella Qatar Stars League.

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In casa Al Hilal, invece, il ko continentale rischia di lasciare strascichi profondi. La coppa asiatica era considerata il grande obiettivo e soprattutto l’occasione per rilanciare un finale di stagione che già da settimane aveva fatto emergere dubbi e critiche attorno al lavoro del tecnico italiano.

Inzaghi Al Hilal, anche il campionato complica il destino del tecnico

A rendere ancora più fragile la posizione di Inzaghi è il rendimento in campionato. A gennaio l’Al Hilal aveva accumulato un vantaggio importante, arrivando fino al +7, ma nelle ultime settimane qualcosa si è inceppato. I sei pareggi nelle ultime undici giornate hanno rallentato in modo evidente la corsa della squadra, favorendo la rimonta e poi l’allungo dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo.

Paradossalmente, il dato dell’imbattibilità in campionato non basta a rassicurare l’ambiente: la classifica racconta di una rincorsa sempre più complicata e di un titolo che oggi appare lontano. Anche l’arrivo di Karim Benzema, considerato uno dei colpi più importanti del mercato, non ha prodotto la svolta attesa.

Con ancora un anno di contratto, Simone Inzaghi resta formalmente legato all’Al Hilal, ma il doppio fallimento tra coppa e campionato rischia di aver incrinato in modo pesante il rapporto con il club saudita.

Chivu Inter, il futuro si costruirà insieme! Scudetto e poi rinnovo: il tecnico avrà un peso maggiore sul mercato! 2 i nomi sul tavolo

Chivu Inter, avanti insieme verso il futuro! C’è l’ok di Oaktree al prolungamento di contratto del tecnico, che avrà più poteri lato mercato

Secondo La Gazzetta dello Sport, il futuro di Cristian Chivu sarà ancora all’Inter. Il club nerazzurro, infatti, avrebbe già impostato il rinnovo del contratto dell’allenatore romeno, con l’idea di formalizzare tutto dopo la conquista matematica dello scudetto. La linea della società sarebbe chiara: confermare senza esitazioni il tecnico scelto dieci mesi fa per guidare la squadra in un momento delicatissimo e rilanciare con lui un nuovo ciclo. La Gazzetta spiega che l’attuale accordo, in scadenza nel 2027, verrebbe allungato almeno fino al 2028, con la possibilità di inserire anche un’opzione ulteriore. Ma non cambierebbe soltanto la durata: crescerebbe in modo sensibile anche l’ingaggio, che passerebbe dai 2,5 milioni attuali a una cifra compresa tra i 4 e i 5 milioni, allineando Chivu alla fascia più alta degli allenatori del campionato.

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Chivu Inter, il nuovo contratto porterà anche più peso nelle scelte di mercato

Il progetto, sempre secondo La Gazzetta dello Sport, non si fermerà al semplice rinnovo. L’idea dell’Inter sarebbe infatti quella di costruire una squadra ancora più vicina alle idee del proprio allenatore, affidandogli un ruolo più centrale anche nelle valutazioni di mercato. Negli ultimi mesi Chivu ha già iniziato a incidere nelle scelte tecniche, ma dalla prossima estate il suo peso potrebbe aumentare ulteriormente. Il quotidiano parla di un tecnico in versione sempre più “manager”, ascoltato con grande attenzione dalla dirigenza sia sul profilo dei rinforzi sia sull’evoluzione tattica della squadra. In questo senso resterebbe viva anche l’idea di discostarsi, almeno in parte, dal tradizionale 3-5-2, con la possibilità di lavorare su un sistema più elastico, vicino al 4-3-2-1 o comunque a una struttura più fluida. Sul tavolo, per il mercato, ci sarebbero già profili come Muharemovic e Palestra, ma più in generale la richiesta del tecnico sarebbe quella di aggiungere muscoli, corsa, centimetri e maggiore imprevedibilità offensiva.

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Chivu Inter, l’obiettivo è aprire un nuovo ciclo dopo la rinascita nerazzurra

La conferma di Chivu viene letta dalla Gazzetta come la naturale conseguenza del lavoro svolto in questa stagione. Dopo un contesto iniziale difficile, segnato da tensioni, cambiamenti e dalla necessità di ricostruire sul piano mentale un gruppo reduce da un finale traumatico, il tecnico romeno avrebbe ridato equilibrio e identità alla squadra. Proprio per questo il rinnovo viene considerato un atto coerente con il percorso fatto fin qui. La nuova Inter, dunque, dovrebbe nascere a immagine e somiglianza del suo allenatore: meno emergenziale, più pianificata, più moderna nelle idee e più forte nella struttura. Per il club nerazzurro, il rinnovo di Chivu non rappresenterebbe soltanto una conferma, ma il primo vero mattone del futuro.

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