Pagina 188 – Calcio News 24

Inzaghi Al Hilal, dopo il KO contro Mancini ora la panchina traballa! La stagione flop dell’ex Inter

Inzaghi Al Hilal, dopo il KO contro Mancini ora la panchina traballa! La stagione flop dell’ex Inter: la sua avventura in Arabia è già finita?

Il futuro di Simone Inzaghi sulla panchina dell’Al Hilal appare oggi più incerto che mai. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la stagione dell’allenatore piacentino in Arabia Saudita sta assumendo contorni molto simili a quelli vissuti nell’ultima annata alla guida dell’Inter: grandi aspettative, una finale persa contro il Psg e un campionato che sembrava saldamente in mano, ma che si è progressivamente complicato fino a diventare quasi irraggiungibile.

Inzaghi Al Hilal, la delusione più pesante arriva dalla Champions asiatica

Il colpo più duro è arrivato in AFC Champions League, competizione nella quale l’Al Hilal partiva con i favori del pronostico. L’eliminazione contro l’Al Sadd guidato da Roberto Mancini ha rappresentato una battuta d’arresto pesantissima, tanto più per il valore tecnico della rosa saudita e per gli investimenti effettuati dal club. La serata è stata ancora più amara per Inzaghi se si considera che, dall’altra parte, Mancini ha festeggiato non solo il passaggio ai quarti, ma anche il titolo nella Qatar Stars League.

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In casa Al Hilal, invece, il ko continentale rischia di lasciare strascichi profondi. La coppa asiatica era considerata il grande obiettivo e soprattutto l’occasione per rilanciare un finale di stagione che già da settimane aveva fatto emergere dubbi e critiche attorno al lavoro del tecnico italiano.

Inzaghi Al Hilal, anche il campionato complica il destino del tecnico

A rendere ancora più fragile la posizione di Inzaghi è il rendimento in campionato. A gennaio l’Al Hilal aveva accumulato un vantaggio importante, arrivando fino al +7, ma nelle ultime settimane qualcosa si è inceppato. I sei pareggi nelle ultime undici giornate hanno rallentato in modo evidente la corsa della squadra, favorendo la rimonta e poi l’allungo dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo.

Paradossalmente, il dato dell’imbattibilità in campionato non basta a rassicurare l’ambiente: la classifica racconta di una rincorsa sempre più complicata e di un titolo che oggi appare lontano. Anche l’arrivo di Karim Benzema, considerato uno dei colpi più importanti del mercato, non ha prodotto la svolta attesa.

Con ancora un anno di contratto, Simone Inzaghi resta formalmente legato all’Al Hilal, ma il doppio fallimento tra coppa e campionato rischia di aver incrinato in modo pesante il rapporto con il club saudita.

Chivu Inter, il futuro si costruirà insieme! Scudetto e poi rinnovo: il tecnico avrà un peso maggiore sul mercato! 2 i nomi sul tavolo

Chivu Inter, avanti insieme verso il futuro! C’è l’ok di Oaktree al prolungamento di contratto del tecnico, che avrà più poteri lato mercato

Secondo La Gazzetta dello Sport, il futuro di Cristian Chivu sarà ancora all’Inter. Il club nerazzurro, infatti, avrebbe già impostato il rinnovo del contratto dell’allenatore romeno, con l’idea di formalizzare tutto dopo la conquista matematica dello scudetto. La linea della società sarebbe chiara: confermare senza esitazioni il tecnico scelto dieci mesi fa per guidare la squadra in un momento delicatissimo e rilanciare con lui un nuovo ciclo. La Gazzetta spiega che l’attuale accordo, in scadenza nel 2027, verrebbe allungato almeno fino al 2028, con la possibilità di inserire anche un’opzione ulteriore. Ma non cambierebbe soltanto la durata: crescerebbe in modo sensibile anche l’ingaggio, che passerebbe dai 2,5 milioni attuali a una cifra compresa tra i 4 e i 5 milioni, allineando Chivu alla fascia più alta degli allenatori del campionato.

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Chivu Inter, il nuovo contratto porterà anche più peso nelle scelte di mercato

Il progetto, sempre secondo La Gazzetta dello Sport, non si fermerà al semplice rinnovo. L’idea dell’Inter sarebbe infatti quella di costruire una squadra ancora più vicina alle idee del proprio allenatore, affidandogli un ruolo più centrale anche nelle valutazioni di mercato. Negli ultimi mesi Chivu ha già iniziato a incidere nelle scelte tecniche, ma dalla prossima estate il suo peso potrebbe aumentare ulteriormente. Il quotidiano parla di un tecnico in versione sempre più “manager”, ascoltato con grande attenzione dalla dirigenza sia sul profilo dei rinforzi sia sull’evoluzione tattica della squadra. In questo senso resterebbe viva anche l’idea di discostarsi, almeno in parte, dal tradizionale 3-5-2, con la possibilità di lavorare su un sistema più elastico, vicino al 4-3-2-1 o comunque a una struttura più fluida. Sul tavolo, per il mercato, ci sarebbero già profili come Muharemovic e Palestra, ma più in generale la richiesta del tecnico sarebbe quella di aggiungere muscoli, corsa, centimetri e maggiore imprevedibilità offensiva.

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Chivu Inter, l’obiettivo è aprire un nuovo ciclo dopo la rinascita nerazzurra

La conferma di Chivu viene letta dalla Gazzetta come la naturale conseguenza del lavoro svolto in questa stagione. Dopo un contesto iniziale difficile, segnato da tensioni, cambiamenti e dalla necessità di ricostruire sul piano mentale un gruppo reduce da un finale traumatico, il tecnico romeno avrebbe ridato equilibrio e identità alla squadra. Proprio per questo il rinnovo viene considerato un atto coerente con il percorso fatto fin qui. La nuova Inter, dunque, dovrebbe nascere a immagine e somiglianza del suo allenatore: meno emergenziale, più pianificata, più moderna nelle idee e più forte nella struttura. Per il club nerazzurro, il rinnovo di Chivu non rappresenterebbe soltanto una conferma, ma il primo vero mattone del futuro.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 15 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Inzaghi torna in Italia, spunta anche la data dell’annuncio

Simone Inzaghi è in difficoltà con l’Al Hilal e potrebbe fare ritorno in Italia: c’è anche la conferma con la possibile data dell’annuncio

Una sconfitta che fa male e che apri scenari impensabili: l’Al Hilal di Simone Inzaghi esce dalla Champions League asiatica ai rigori per mano dell’Al-Sadd di Roberto Mancini e rischia di finire la stagione senza titoli.

Dopo aver avuto anche un vantaggio di sette punti, la squadra dell’ex Inter si ritrova ora al secondo posto nella Saudi Pro League con ben cinque punti di svantaggio dall’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo quando mancano sei partite alla fine del campionato. Una situazione che ha fatto infuriare i tifosi del club saudita con Inzaghi finito sul banco degli imputati: in molti hanno chiesto il suo esonero, soluzione tornata di attualità dopo che era già stata paventata qualche settimana fa.

Per Inzaghi, dunque, potrebbe chiudersi in netto anticipo l’esperienza in Arabia Saudita, nonostante un contratto per un’altra stagione a 25 milioni di euro. L’allenatore potrebbe però trovare subito posto su una panchina italiana e su questo versante arrivano conferme e anche una possibile data per l’annuncio.

Inzaghi in Serie A, due ipotesi: si aspetterà luglio

L’esonero di Simone Inzaghi da parte dell’Al Hilal, farebbe dell’ex Inter un nome appetibile per le big del nostro campionato e sarebbero soprattutto due i club interessati, con un intreccio con la Nazionale da seguire con attenzione.

Napoli Milan Inzaghi
Due ipotesi in Italia per Simona Inzaghi (Screen Youtube CGTN Sports Scene) – Calcionews24.com

Milan e Napoli i club che potrebbero ritrovarsi a corteggiare Inzaghi: sia Allegri che Conte sono attratti dall’idea di allenare la Nazionale ed entrambi sono candidati autorevoli. In caso di chiamata della Figc (ma ci sarebbe da aspettare giugno), si libererebbe una panchina tra quella rossonera e quella azzurra. Inevitabile che, con Inzaghi tra i tecnici liberi, si penserebbe proprio a lui per ripartire.

L’allenatore piacentino sarebbe attratto da una nuova sfida in Serie A, ma dovrebbe temporeggiare prima di dire sì in maniera ufficiale. Per ragioni fiscali, infatti, non può legarsi ad altri club almeno fino al 3 luglio 2026: questo per raggiungere i 183 giorni necessari per risultare residente in Arabia Saudita per l’anno fiscale e godere così della normativa fiscale saudita che non prevede imposte sul reddito personale. Un vantaggio economico non di poco conto che ha già spinto lo scorso anno Pioli ad aspettare prima di sedersi sulla panchina della Fiorentina.

La stessa cosa potrebbe fare Inzaghi nel caso dovessero chiamare Milan o Napoli, con la possibilità anche che il tecnico diventi un candidato per la Nazionale. In quel caso l’attesa fino al 3 luglio non sarebbe un problema, considerati che i primi impegni sono previsti a settembre.

Pagelle Liverpool Psg: Dembélé show ad Anfield! Reds eliminati e perdono per infortunio anche Ekitike – I VOTI

Pagelle Liverpool Psg: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26

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LE PAGELLE

LIVERPOOL: Mamardashvili 6; Frimpong 4.5 (46′ Gomez 6.5, 67′ Ngumoha 6.5), Konaté 6, Van Dijk 6, Kerkez 5.5; Gravenberch 5, Mac Allister 4.5 (74′ Jones sv); Szoboszlai 6.5, Wirtz 4.5, Ekitike 6 (31′ Salah 5); Isak 5 (46′ Gakpo 6).

PSG: Safonov 7; Hakimi 6.5, Marquinhos 7, Pacho 7, Nuno Mendes 6 (38′ Hernandez 6); Zaire-Emery 6 (81′ Beraldo sv), Vitinha 4.5, Joao Neves 6; Doué 6 (52′ Barcola 6.5), Dembelé 8, Kvaratskhelia 7.5.

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Pagelle Atletico Madrid Barcellona: I Colchoneros si godono Lookman e volano in semifinale! – I VOTI

Pagelle Atletico Madrid Barcellona: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26

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LE PAGELLE

ATLETICO MADRID (4-4-2): Musso 7; Molina 5.5, Le Normand 5, Lenglet 5, Ruggeri 6; G. Simeone 5.5 (66′ Baena 6), Llorente 7, Koke 7 (89′ Cardoso sv), Lookman 7 (66′ Nico Gonzalez) 6; Alvarez 6, Griezmann 6 (76′ Sorloth 6.5). All. D. Simeone.

BARCELLONA (4-2-3-1): Joan Garcia 6; Koundé 6, Eric García 5, Martín 6.5, Cancelo 6 (90′ R. Araujo sv); Gavi 6.5 (81′ De Jong sv), Pedri 6; Yamal 7.5, Olmo 6 (90′ Bardghji sv), Fermin Lopez 5.5 (68′ Rashford 5.5); Ferran Torres 7 (68′ Lewandowski 6). All. Flick.

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Liverpool Psg 0-2, che serata da sogno per Dembelè! Doppietta decisiva e Reds eliminati

Liverpool Psg 0-2: come è andata la sfida dell’Anfield, valida per il ritorno dei quarti di finale di Champions League

Il Liverpool parte con grande intensità, costruendo diverse occasioni già nei primi minuti: Kerkez, Gravenberch e soprattutto Gakpo impegnano più volte Safonov, che tiene in piedi il PSG con interventi decisivi. I Reds spingono soprattutto sulle corsie, accumulando corner e situazioni pericolose, ma senza trovare il gol. Il primo tempo è però segnato anche dagli episodi: Mac Allister viene ammonito due volte in pochi minuti e salterà la prossima gara, mentre il PSG perde per infortunio Nuno Mendes e poi Doué, costringendo Luis Enrique a due cambi forzati. Prima dell’intervallo, Dembele e Kvaratskhelia provano a pungere, ma Mamardashvili risponde presente. Si va al riposo sullo 0‑0, con il Liverpool più propositivo ma incapace di concretizzare.

Moviola Liverpool Psg: gli episodi della sfida arbitrata da Mariani! Ecco cos’è successo ad Anfield

La ripresa si apre con un Liverpool ancora aggressivo, ma il momento chiave arriva al 65’: Mariani assegna un rigore ai Reds per un intervento di Pacho, salvo poi tornare sui suoi passi dopo il check al VAR, annullando la decisione e lasciando Anfield gelato. Il PSG sfrutta l’inerzia favorevole e al 72’ passa in vantaggio: Kvaratskhelia inventa un filtrante perfetto per Dembele, che incrocia all’angolino e firma lo 0‑1. Il Liverpool reagisce con Ngumoha e Kerkez, ma Safonov continua a essere insuperabile, respingendo ogni tentativo. Slot prova a cambiare l’inerzia con Jones e altri innesti offensivi, ma la difesa parigina regge.

Nel finale il PSG chiude la partita: al 90+1 Barcola illumina la manovra e serve ancora Dembele, che con freddezza firma la doppietta personale e lo 0‑2 definitivo. Gli ultimi minuti scorrono tra falli, proteste e un Liverpool che tenta l’assalto finale senza successo. Mariani concede sei minuti di recupero, ma non cambia nulla: il PSG porta a casa una vittoria pesante, costruita sulla solidità difensiva, sulle parate di Safonov e sulla qualità devastante di Dembele, mentre il Liverpool esce tra rimpianti per le tante occasioni sprecate e il rigore cancellato dal VAR.

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Atletico Madrid Barcellona 1-2, sconfitta dolce per i ragazzi di Simeone! I Colchoneros volano in semifinale di Champions League

Atletico Madrid Barcellona 1-2: come è andata la sfida del Wanda Metropolitano, valida per il ritorno dei quarti di finale di Champions League

Il Barcellona parte fortissimo al Metropolitano e dopo appena quattro minuti è già avanti: Lamine Yamal approfitta di una difesa distratta e batte Musso per lo 0‑1, dopo che lo stesso portiere aveva compiuto un miracolo sul talento blaugrana al primo minuto. La squadra di Flick domina il possesso e trova anche il raddoppio al 24’, con una splendida triangolazione tra Dani Olmo e Ferran Torres che vale lo 0‑2. L’Atletico però reagisce e al 31’ accorcia con un gran sinistro di Lookman, riaprendo una gara intensa e ricca di duelli. Prima dell’intervallo, Turpin è protagonista: al 41’ il Barcellona reclama un rigore per un contatto su Dani Olmo, ma l’arbitro lascia correre.

Moviola Atletico Madrid Barcellona, tutti gli episodi del match diretto da Turpin: ecco cosa è successo nei quarti di finale di Champions

La ripresa si apre con il Barcellona che continua a spingere e trova il terzo gol al 55’ con Ferran Torres, rete però annullata dal VAR per fuorigioco. Lo stesso attaccante, pochi secondi dopo, ribadisce in rete un pallone vagante e firma il 1‑3. L’Atletico prova a reagire con Lookman, Le Normand e Baena, ma Joan Garcia è sempre attento. La partita si accende anche sul piano disciplinare: Gavi viene ammonito per un intervento duro, mentre diversi falli spezzano il ritmo del match.

Il finale è un assedio dei Colchoneros. Turpin ricorre al VAR al 78’ per valutare un intervento di Eric Garcia e decide per l’espulsione del difensore blaugrana, lasciando il Barcellona in dieci. L’Atletico aumenta la pressione e sfiora il gol con Le Normand e Nicolas Gonzalez, il cui tiro all’86’ esce di un soffio. Nei lunghi otto minuti di recupero Musso e Garcia restano protagonisti, ma il risultato non cambia: il Barcellona resiste e porta a casa una vittoria preziosa per 1‑2 in una sfida vibrante e ricca di episodi.

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Moviola Liverpool Psg: gli episodi della sfida arbitrata da Mariani! Ecco cos’è successo ad Anfield

Moviola Liverpool Psg: gli episodi dubbi del match, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Nella gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League, si sono affrontate Liverpool e Psg. Una prestazione autoritaria dell’arbitro italiano Mariani ad Anfield. Ecco gli episodi del match:

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LA MOVIOLA

Liverpool‑PSG è stata una partita ricca di episodi da moviola, soprattutto nella fase centrale del match. Nel primo tempo Maurizio Mariani ha gestito diversi momenti delicati: doppia ammonizione ravvicinata per Alexis Mac Allister, costretto a saltare la prossima gara, e un paio di interventi decisivi di Safonov, che ha negato il gol prima a Kerkez e poi a Gakpo. Il PSG ha dovuto fare i conti con due infortuni, quelli di Nuno Mendes e Desire Doué, sostituiti rispettivamente da Lucas Hernandez e Barcola. Nella ripresa, al 65’, l’episodio più discusso: Mariani assegna un rigore al Liverpool per un intervento di Pacho, ma dopo il check al VAR torna sui suoi passi e annulla il penalty, tra le proteste di Anfield.

Il match si accende ulteriormente nel finale. Al 72’ il PSG passa in vantaggio con Ousmane Dembélé, servito da Kvaratskhelia, mentre pochi minuti dopo Konaté rimedia un giallo inevitabile per un intervento in ritardo. Slot prova a cambiare l’inerzia inserendo Ngumoha e Curtis Jones, ma Safonov continua a essere decisivo, opponendosi ancora una volta ai tentativi dei Reds. Nel finale Luis Enrique effettua gli ultimi cambi per gestire il vantaggio, mentre Mariani mantiene il controllo di una gara intensa, segnata da decisioni arbitrali pesanti e da un VAR protagonista nei momenti chiave.

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Moviola Atletico Madrid Barcellona, tutti gli episodi del match diretto da Turpin: ecco cosa è successo nei quarti di finale di Champions

Moviola Atletico Madrid Barcellona: gli episodi dubbi del match diretto da Turpin, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions

Atletico Madrid Barcellona, valevole per il ritorno dei quarti di finale di Champions League, si è rivelata interessante sotto il punto di vista agonistico e con diversi episodi da moviola nel corso del match. La direzione di gara è stata affidata all’esperto arbitro Clement Turpin, chiamato a un grande lavoro.

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LA MOVIOLA

La sfida tra Atletico Madrid e Barcellona è stata ricca di episodi da moviola fin dai primi minuti. Dopo il vantaggio immediato dei blaugrana con Lamine Yamal, protagonista anche di un duello ravvicinato con Musso, la squadra di Xavi ha protestato al 41’ per un contatto in area su Dani Olmo: Clement Turpin, ben posizionato, ha lasciato correre senza esitazioni. Nella ripresa, invece, il direttore di gara è stato chiamato al VAR per verificare la posizione di Ferran Torres sul gol del possibile 1‑3: dopo un breve check, la rete è stata annullata per fuorigioco millimetrico. Poco dopo, però, lo stesso Ferran ha trovato il tris valido, chiudendo un’azione confusa in area. Da segnalare anche un grande intervento di Joan Garcia su Le Normand e un altro episodio dubbio nel finale, quando Nicolas Gonzalez ha sfiorato il gol per l’Atletico.

La parte più calda della moviola arriva però nel finale: al 69’ Gavi viene ammonito per un intervento duro, mentre al 78’ Turpin ricorre nuovamente al VAR per valutare un fallo di Eric Garcia. Dopo la revisione, il difensore del Barcellona viene espulso, lasciando i suoi in dieci negli ultimi minuti. La gara si chiude con un’ultima grande occasione per l’Atletico, ma il tiro di Nicolas Gonzalez all’86’ sfiora soltanto il palo. Una partita intensa, piena di episodi e decisioni arbitrali che hanno inciso sul ritmo e sull’andamento del match.

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Infortunio Ekitiké, brutte notizie per Slot ma non solo! In ansia anche Deschamps: rischia il Mondiale? Le ultimissime

Infortunio Ekitiké, pessime notizie per Slot e non solo: anche Deschamps è in ansia. L’attaccante rischia di saltare il Mondiale?

Il Liverpool vive una serata complicata nel ritorno dei quarti di finale di Champions League. Dopo il 2‑0 subito all’andata al Parco dei Principi, i Reds di Slot sono fermi sullo 0‑0 contro il PSG e devono già fare i conti con un’ulteriore tegola: l’infortunio di Hugo Ekitiké. L’attaccante ex Eintracht Francoforte si è accasciato al 30’, rimanendo a terra per diversi minuti prima di essere portato fuori in barella e sostituito da Mohamed Salah. Nelle prossime ore verrà sottoposto a esami specifici per chiarire l’entità del problema e i tempi di recupero.

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L’infortunio non preoccupa soltanto il Liverpool. Anche il commissario tecnico della Francia, Didier Deschamps, segue con apprensione l’evoluzione del quadro clinico del classe 2002, ormai presenza fissa nelle sue convocazioni. Con il Mondiale della prossima estate negli Stati Uniti, in Canada e in Messico sempre più vicino, la possibile assenza di Ekitiké rappresenterebbe un problema significativo nella costruzione dell’attacco dei Bleus.

Dando per scontata la presenza di Mbappé, Dembélé e Barcola, la lista dei 23 per la Coppa del Mondo resta aperta a diversi profili, tra cui l’interista Marcus Thuram, non ancora certo del posto. Un eventuale lungo stop di Ekitiké potrebbe modificare le gerarchie offensive di Deschamps, aprendo nuovi scenari e ridisegnando le scelte del ct in vista del torneo iridato.

Simeone lascerà l’Atletico Madrid a fine stagione? Presa una decisione definitiva! Tutti i dettagli

Simeone Atletico, nodo finalmente sciolto: definita la scelta sul futuro del Cholo. Tutti i retroscena della decisione

Diego Simeone resterà alla guida dell’Atletico Madrid. La storia d’amore tra il tecnico argentino e i Colchoneros proseguirà almeno per un’altra stagione, la quindicesima consecutiva, confermando un legame ormai iconico nel panorama calcistico europeo.

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Simeone aveva già un contratto valido anche per il prossimo anno, ma con una clausola che permetteva a entrambe le parti di interrompere anticipatamente il rapporto. Secondo quanto riportato, però, circa un mese fa — nel massimo riserbo — è stato firmato un nuovo accordo che elimina qualsiasi opzione di uscita, blindando di fatto il futuro del Cholo sulla panchina rojiblanca.

Con questa mossa, l’Atletico Madrid ha scelto di puntare ancora sul suo allenatore simbolo, che resterà al comando anche nella stagione 2026/2027. A rivelarlo è Gianluca Di Marzio, confermando così la continuità tecnica del progetto Colchonero.

Mercato Inter, Ordonez resta nel mirino di Ausilio: il Bruges fa muro e spara una valutazione monstre!

Mercato Inter, obiettivo Ordonez sempre in cima alla lista di Ausilio: il Bruges non apre e chiede una cifra record. Le mosse del club

L’Inter guarda già alla prossima stagione e ha iniziato a muoversi con decisione sul mercato per rinforzare la rosa. Tra i profili seguiti con maggiore attenzione dalla proprietà Oaktree, spicca quello di Joel Ordoñez, talento classe 2004 che sta brillando con la maglia del Bruges.

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Secondo quanto riportato dal portale belga Walfoot, il difensore ecuadoriano sarebbe diventato l’obiettivo prioritario per il reparto arretrato. Con i suoi quasi 190 centimetri, una struttura fisica dominante e prestazioni convincenti anche in Champions League, Ordoñez rappresenta il prototipo del centrale moderno: aggressivo, atletico e pericoloso sui piazzati. Un profilo che l’Inter ritiene ideale per dare freschezza e profondità alla difesa che Chivu vuole rendere ancora più solida.

L’operazione, però, si preannuncia complessa. Il Bruges ha già respinto un’offerta da 30 milioni a gennaio e ora valuta il giocatore tra i 35 e i 40 milioni, cifra che potrebbe trasformarsi nella cessione più ricca della storia del club belga. Per provare ad abbassare le richieste e superare la concorrenza dei top club europei, l’Inter punta sulla cosiddetta “carta Stankovic”: i colloqui già avviati per il giovane centrocampista potrebbero aprire un canale preferenziale e facilitare la trattativa per Ordoñez. Un nome, quello del gigante del Bruges, che resta in cima alla lista nerazzurra per il futuro della difesa

Juve, i numeri non mentono! I bianconeri vantano il secondo miglior attacco della Serie A: sono ben 18 i marcatori diversi! I dettagli

Juve, i numeri parlano chiaro: bianconeri con il secondo miglior attacco della Serie A e ben 18 marcatori diversi in stagione

La Juventus di Luciano Spalletti ha trovato una formula insolita, ma tremendamente efficace, per restare aggrappata al treno Champions League: segnano tutti. Con 55 reti totali, i bianconeri vantano il secondo miglior attacco della Serie A (dietro solo all’irraggiungibile Inter), mandando a referto ben 18 marcatori diversi. In Italia, solo il Napoli di Conte ha fatto di meglio distribuendo i gol (19 marcatori), ma con una rosa strutturalmente più profonda in attacco.

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Il paradosso del numero 9 e l’anomalia Koopmeiners
La particolarità di questa statistica risiede nel clamoroso deficit dei centravanti. I tre attaccanti puri in rosa hanno collezionato la miseria di 9 reti complessive:

  • Dusan Vlahovic: Frenato da un infortunio che gli ha fatto saltare 18 gare tra dicembre e aprile.
  • Jonathan David: Autore di soli 5 gol, patisce la pressione e mostra evidenti limiti fisici e tecnici nel ruolo di prima punta solitaria.
  • Lois Openda: Letteralmente sparito dalle rotazioni, superato persino da Milik, rientrato dopo due anni di stop.


Curiosamente, all’appello in campionato manca solo Koopmeiners. L’olandese, per una strana ironia della sorte, ha timbrato il cartellino soltanto nella sfortunata notte europea di Istanbul.
Chi tiene a galla la Vecchia Signora?
Senza un vero terminale offensivo, la squadra ricorda da vicino la primissima Juve di Antonio Conte (2011/12, scudetto vinto con 20 marcatori e nessun bomber di razza).

Oggi il peso dell’attacco è distribuito su tutta la rosa:

  • Kenan Yildiz: L’attuale capocannoniere della squadra con 10 centri.
  • Incursori e saltatori: McKennie (5) e Bremer (4) hanno portato punti pesantissimi, uniti alle firme preziose di Gatti, Cambiaso, Thuram e del giovane Adzic.
  • Esterni: Boga (4) e Conceição (3) garantiscono il necessario supporto dalle fasce.

Le promesse di Comolli per il futuro
Mentre Spalletti cerca l’allungo decisivo per garantirsi i 70-80 milioni derivanti dall’accesso alla prossima Champions League, la società traccia già la linea per l’anno prossimo. L’amministratore delegato Damien Comolli è stato perentorio: “Saremo ambiziosi a prescindere dalla qualificazione in Champions”.
Il dirigente francese ha assicurato che il fascino del club resta intatto, rivelando che i giocatori contattati sono disposti a vestire il bianconero indipendentemente dal palcoscenico europeo in cui militerà la squadra. Il primo vero pilastro del futuro, però, la Juventus lo ha già blindato in panchina: Luciano Spalletti.

Lotito sicuro: «Serve un bel commissario, di altissimo profilo internazionale con una commissione sportiva che supporti il lavoro da fare»

Lotito non ha dubbi: «Serve un commissario, di altissimo profilo internazionale con una commissione sportiva che supporti il lavoro»

Il calcio italiano attraversa una fase di profonda crisi, acuita dalla mancata qualificazione ai Mondiali del 2026 e dalle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della FIGC. Il tema del rinnovamento del movimento calcistico nazionale è diventato centrale nel dibattito pubblico, come emerso durante l’audizione del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, davanti alla 7ª Commissione.

All’incontro ha partecipato anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito – senatore di Forza Italia – che nel suo intervento ha toccato diversi aspetti cruciali per il futuro del sistema calcio, contribuendo a un confronto particolarmente acceso e ricco di spunti. Le sue parole:

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ATTUALITA’ – «Sono da ventidue anni nel calcio, mi spiace constatare che il Parlamento ha abdicato ai propri ruoli, con la scusa dell’autonomia dello sport. Nessuno la intacca. Le leggi si scrivono, poi ci sono le norme interne della Federcalcio, per carità. Oggi seguiamo regole previste in un calcio romantico, dove c’era il patron-coglion che metteva i soldon e andava tutto bene. Oggi gli interessi sono diversi, la visibilità è mondiale e le ricadute sul piano dell’immagine o identitario sono completamente diversi».

PROBLEMATICHE – «Passa attraverso le riforme, e le leggi le fa il Parlamento. Nel momento in cui deleghi a una pseudo istituzione come la Federcalcio, che non si capisce se è pubblica o privata si determina una situazione abnorme».

CHIACCHIERATA CON INFANTINO – «Abbiamo fatto una lunga chiacchierata. La prima norma la deve fare il Parlamento: i dilettanti valgono il 34%, e i soldi vengono dalla Serie A. Il 20% sono i calciatori, il 10% gli allena allenatori: se si compattano decidono i dipendenti. Oggi la maggioranza è precostituita: chiunque si candidi deve scendere a compromessi. Serve un bel commissario, di altissimo profilo internazionale con una commissione sportiva che supporti il lavoro da fare».

PSG, omaggio alla memoria di Diogo Jota ad Anfield: tributo carico di emozione con fiori, applausi e lacrime prima del match di Champions – VIDEO

Il PSG onora la memoria di Diogo Jota: fiori e commozione ad Anfield prima del ritorno dei quarti di Champions

Momenti di forte emozione ad Anfield prima del ritorno dei quarti di finale di Champions League. Il presidente Nasser Al‑Khelaïfi, l’allenatore Luis Enrique e l’intera squadra del Paris Saint‑Germain hanno voluto rendere omaggio alla memoria di Diogo Jota, l’attaccante portoghese del Liverpool tragicamente scomparso in un incidente stradale.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La delegazione parigina ha deposto un mazzo di fiori sul terreno di gioco, accompagnata da un lungo applauso del pubblico e da un clima di profonda commozione. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha unito idealmente le due squadre nel ricordo del giocatore, molto amato dai tifosi Reds e non dimenticato da tutto il panorama calcistico europeo.

Totti sicuro: «Sia Gasperini che Ranieri devono avere il rispetto verso i tifosi. L’obiettivo principale è rimanere uniti»

Totti: «Sia Gasperini che Ranieri devono avere il rispetto verso i tifosi. 4° posto? Siamo là, a tre punti dalla Juventus»

L’ex capitano giallorosso Francesco Totti, ospite negli studi di eBay Live a Milano durante l’asta online della piattaforma Cardshub, è intervenuto sulle recenti tensioni tra il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini e l’advisor dei Friedkin, Claudio Ranieri.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

RANIERI-GASP– «Da tifoso della Roma dico che l’obiettivo principale è rimanere uniti, anche se ci sono screzi interni. Sia Gasperini che Ranieri devono avere il rispetto verso i tifosi»

4° POSTO «Siamo là, a tre punti dalla Juventus. Spero si uniscano tutte le forze che hanno a disposizione. Poi a fine stagione si tireranno le somme. L’unico obiettivo è la Roma in questo momento, quello che tutti noi romanisti ci auguriamo che possa andare tutti nella stessa direzione. Poi i problemi ci stanno ovunque, però esporli così in questo momento non mi sembra giust

NO MONDIALE ITALIA «Le chiacchiere le porta via il vento, è difficile trovare un aggettivo per il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia. Non voglio andare contro nessuno, perché sono stato giocatore, ma qualcosa va cambiato e bisogna tornare come ai vecchi tempi».

Morte Maradona, in Argentina riparte il processo: la famiglia chiede giustizia per il Pibe de Oro

Morte Maradona, riprende il processo sulla scomparsa del Pibe de Oro: la famiglia invoca giustizia. I dettagli

«La famiglia cerca solo giustizia», ha dichiarato Verónica Ojeda. È ripreso oggi, martedì 14 aprile, il processo sulla morte di Diego Armando Maradona, scomparso il 25 novembre 2020 durante la degenza domiciliare successiva a un delicato intervento alla testa per la rimozione di un ematoma. A quasi sei anni dalla morte del Pibe de Oro, i familiari continuano a chiedere chiarezza e responsabilità.

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A Buenos Aires – riferisce l’ANSA – il procedimento è ripartito nella sede del tribunale di San Isidro, alla presenza delle figlie Dalma, Giannina e Jana, dell’ex moglie Verónica Ojeda e delle sorelle Rita, Ana e Claudia. Proprio Ojeda, entrando in aula, ha ribadito: «La famiglia cerca solo giustizia e che si concluda una volta per tutte il processo». Sul banco degli imputati figurano sette persone ritenute coinvolte nella gestione sanitaria dell’ex fuoriclasse del Napoli.

Il nuovo processo arriva dopo l’annullamento del precedente, invalidato per irregolarità attribuite alla giudice Julieta Makintach, coinvolta in riprese non autorizzate di una miniserie sul caso. Ora a giudizio ci sono i sette membri dell’équipe medica che seguiva Maradona nel novembre 2020: il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Díaz, l’infermiere Ricardo Almirón, il coordinatore Mariano Perroni, la responsabile Swiss Medical Nancy Forlini e il medico clinico Pedro Di Spagna. La famiglia attende che il processo faccia finalmente luce sulle responsabilità.

PAROLE DEL PM ALL’ANSA – «Quella di Maradona è stata una morte annunciata, gli imputati lo hanno abbandonato alla sua sorte condannandolo alla morte. Il mondo ha visto com’era il corpo di Diego dopo la morte, non hanno fatto nulla. Diego Maradona ha iniziato a morire 12 ore prima della sua vera morte, se lo avessero portato in una clinica durante quelle ore si sarebbe salvato … è stata un’indifferenza letale e criminale».

Infortunio Papu Gómez, operazione alla caviglia eseguita con successo: il Padova conferma! Stagione finita per l’ex Atalanta

Infortunio Papu Gómez, operato con successo alla caviglia: il Padova ufficializza. Per l’ex Atalanta stagione già chiusa

L’intervento alla caviglia di Papu Gómez è perfettamente riuscito. L’attaccante argentino del Padova si era fermato lo scorso 21 marzo nella sfida contro il Palermo, riportando un infortunio che aveva reso necessario il ricorso alla sala operatoria.

Nella giornata di martedì 14 aprile, il classe 1988 è stato sottoposto all’operazione presso la Casa di Cura San Rossore di Pisa, dove è stato seguito dal luminare olandese Niek Van Dijk, specialista di fama internazionale, insieme alla dottoressa Giulia Favilli.

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COMUNICATO – “Operato alla caviglia Alejandro “Papu” Gomez, il campione mondiale argentino ora in forza al Calcio Padova. L’intervento, effettuato presso la Casa di Cura San Rossore di Pisa dal luminare olandese Niek Van Dijk, specialista di fama mondiale di chirurgia del piede e della caviglia, e dalla dott.ssa Giulia Favilli, specialista in chirurgia del piede e della caviglia, è perfettamente riuscito. ‘Gomez è stato operato alla caviglia destra con un intervento in artroscopia, procedura chirurgica mininvasiva, a causa di un’impingement anteriore e posteriore della caviglia. L’intervento è andato molto bene e il tempo di recupero che possiamo ipotizzare è di otto settimane’ è la dichiarazione del Prof. Van Dijk subito dopo l’intervento. Il Calcio Padova, sempre rimasto accanto al suo calciatore Alejandro Gomez, è molto soddisfatto dell’esito dell’intervento. Gomez ha scelto di affidarsi nuovamente al prof. Van Dijk che lo aveva precedentemente operato alla caviglia sinistra.”

Stagione finita per l’ex Atalanta, che si era infortunato nella sfida contro il Palermo. L’annata dell’argentino si chiude qui: il suo percorso con la maglia del Padova, già iniziato in ritardo a causa della squalifica per doping, lo ha visto scendere in campo in appena 9 partite, senza riuscire a mettere a referto né gol né assist.

Formazioni ufficiali Liverpool PSG, le scelte di Slot e Luis Enrique per il match di Champions League

Formazioni ufficiali Liverpool PSG, le scelte di Slot e Luis Enrique per il match, valido per il ritorno dei quarti di Champions League

La Champions League riaccende le sue luci più abbaglianti con una sfida che profuma di finale anticipata. Questa sera il grande calcio europeo mette al centro della scena l’attesissimo confronto tra Liverpool e PSG, valido per il ritorno dei quarti di finale.

Si preannuncia un duello ad altissima intensità, ricco di tensione, qualità e protagonisti in grado di cambiare la partita in qualsiasi momento. Due filosofie di gioco opposte, due ambienti caldissimi e una posta in palio enorme: lo spettacolo è praticamente garantito. Il calcio d’inizio è fissato per le 21:00

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

Liverpool (4-3-1-2): Mamardashvili; Frimpong, Van Dijk, Konate, Kerkez; Gravenberch, Szoboszlai, Mac Allister; Wirtz; Ekitike, Isak. Allenatore: Slot

Psg (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes; Zaire-Emery, Vitinha, Neves; Doué, Dembelé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique

Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese

Formazioni ufficiali Atletico Madrid Barcellona: le scelte di Simeone e Flick per la sfida di Champions League

Formazioni ufficiali Atletico Madrid Barcellona, le scelte di Simeone e Flick per il match, valido per il ritorno dei quarti di Champions League

Torna la magia della Champions League con una sfida che sa di finale anticipata. Questa sera, i riflettori del grande calcio europeo si posano sul duello ad altissima quota tra Atlético Madrid Barcellona, chiamate a giocarsi il pass per le semifinali nel ritorno dei quarti della massima competizione continentale.

Il clima è quello delle grandi occasioni: intensità, tensione e un carico enorme di significati tecnici e psicologici, con due filosofie di gioco opposte pronte a scontrarsi ancora una volta sul palcoscenico più prestigioso. Il calcio d’inizio è fissato per le 21:00

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

ATLETICO MADRID (4-4-2): Musso; Molina, Lenglet, Le Normand, Ruggeri; Simeone, Koke, Llorente, Lookman; Griezmann, Alvarez. Allenatore: Diego Simeone 

BARCELLONA (4-2-3-1): Joan Garcia; Cancelo, Eric Garcia, Martin, Kounde; Pedri, Gavi; Yamal, Olmo, Fermin Lopez; Ferran Lopez

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Mascherano lascia l’Inter Miami: decisione ufficiale del tecnico argentino! Il comunicato del club e le parole dell’ex Barca

Mascherano lascia l’Inter Miami: arriva l’annuncio ufficiale. Le dichiarazioni dell’ex Barcellona e la nota del club

L’allenatore dell’Inter Miami CF, Javier Mascherano, ha annunciato oggi la propria decisione di rassegnare le dimissioni dalla guida tecnica del club per motivi personali. La nota del club:

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COMUNICATO INTER MIAMI – Desidero informare tutti che, per motivi personali, ho deciso di concludere il mio incarico di allenatore dell’Inter Miami CF.

Innanzitutto, vorrei ringraziare il Club per la fiducia riposta in me, tutti i dipendenti che fanno parte dell’organizzazione per l’impegno collettivo, ma soprattutto i giocatori, che ci hanno permesso di vivere momenti indimenticabili.

Voglio anche ringraziare i tifosi e La Familia , perché niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza di loro.

Porterò sempre con me il ricordo della nostra prima stella e, ovunque mi trovi, continuerò ad augurare al Club tutto il meglio per il futuro. Non ho dubbi che il Club continuerà a raggiungere successi in futuro.

Vi mando un grande abbraccio e grazie di tutto”, ha detto Mascherano. 

“Javier farà per sempre parte della storia di questo Club e occuperà sempre un posto speciale nella famiglia dell’Inter Miami CF. Non solo per essere stato un elemento chiave in traguardi indimenticabili, come la vittoria della MLS Cup e la storica prestazione della squadra alla Coppa del Mondo per Club, ma anche per l’esempio che ha dato con la sua dedizione e il suo impegno quotidiano alla guida della squadra. Rispettiamo la sua decisione e gli siamo profondamente grati per tutto ciò che ha contribuito, augurandogli il meglio per il suo futuro professionale e personale”, ha dichiarato il proprietario Jorge Mas.

Nella sua prima stagione alla guida, Mascherano ha condotto l’Inter Miami a una delle stagioni di maggior successo nella storia del club, conquistando due importanti trofei, tra cui la prima MLS Cup nella storia del club e il campionato della Eastern Conference. Sotto la sua guida, la squadra ha realizzato una stagione da record nel 2025, segnando complessivamente 101 gol tra stagione regolare e playoff, il maggior numero in una singola stagione nella storia della MLS, inclusi 20 gol, record nei playoff, e disputando un numero senza precedenti di 58 partite in tutte le competizioni.

Sul palcoscenico internazionale, l’Inter Miami ha fatto la storia partecipando alla Coppa del Mondo per club FIFA 2025, diventando la prima squadra della MLS a raggiungere la fase a eliminazione diretta della competizione. Il club è diventato anche la prima squadra della CONCACAF a sconfiggere un avversario europeo in una partita internazionale ufficiale e la prima squadra degli Stati Uniti a ottenere una vittoria nel torneo.

A livello regionale, l’Inter Miami ha raggiunto le semifinali della CONCACAF Champions Cup e si è qualificato per la sua seconda finale di Leagues Cup alla sua terza partecipazione alla competizione.

Mascherano lascia il Club insieme allo staff tecnico che lo ha accompagnato nel gennaio 2025.

Guillermo Hoyos assumerà il ruolo di allenatore della prima squadra per le prossime partite. Hoyos è un ex calciatore professionista con oltre 20 anni di esperienza da giocatore, nonché allenatore e direttore sportivo con una vasta esperienza internazionale nel mondo del calcio. Ha allenato club in diversi paesi, tra cui Argentina, Messico, Cile, Bolivia (dove ha anche ricoperto il ruolo di commissario tecnico della nazionale), Grecia e Cipro. Ha inoltre maturato esperienza nello sviluppo del settore giovanile, anche durante il periodo trascorso al Barcellona. Da quando è entrato a far parte dell’Inter Miami CF, si è occupato della supervisione e dello sviluppo del percorso di crescita professionale del club, ricoprendo fino ad ora anche il ruolo di direttore sportivo.

Contemporaneamente, il responsabile del settore calcio, Alberto Marrero, assume, a partire da oggi, anche l’incarico di direttore sportivo dell’Inter Miami CF.”

Grosso Fiorentina, Paratici spinge sul tecnico del Sassuolo per il post Vanoli: Aquilani nel mirino dei neroverdi

Grosso Fiorentina, Paratici accelera: il tecnico del Sassuolo in pole per il dopo Vanoli. Aquilani idea forte per i neroverdi

La vittoria ottenuta ieri sera contro la Lazio nel posticipo del lunedì ha il sapore di una mezza salvezza per la Fiorentina, ora quindicesima a quota 35 punti, con un margine di otto lunghezze sul Lecce terz’ultimo. Nel girone di ritorno i viola hanno raccolto 22 punti, uno in più di Milan e Roma, certificando la crescita della squadra sotto la guida di Paolo Vanoli, bravo a rimettere in carreggiata un gruppo che a gennaio sembrava in balia degli eventi.

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Vanoli, arrivato a novembre con un contratto fino a fine stagione e opzione di rinnovo legata ai bonus e al piazzamento finale, sembra però destinato a lasciare Firenze. La Fiorentina, infatti, guarda con decisione a Fabio Grosso, oggi al Sassuolo e molto stimato da Fabio Paratici per metodo, gestione del gruppo e prospettive di crescita. L’ex campione del mondo è in cima a una shortlist che comprende altri due nomi, tra cui quello di Enzo Maresca, considerato però difficilmente raggiungibile.

Intanto, proprio il Sassuolo potrebbe cambiare guida tecnica in estate. Nel mirino del club neroverde c’è Alberto Aquilani, protagonista di un ottimo lavoro con il Catanzaro e già apprezzato in passato alla guida della Primavera viola. Se non dovesse centrare la promozione in Serie A, il tecnico romano sarebbe pronto ad ascoltare offerte: Palmieri e Carnevali lo seguono da tempo e potrebbero affondare il colpo.

Benitez non ha dubbi: «L’Inter è una grande società, guidata da un manager come Marotta che ha un senso innato per la gestione»

Benitez si racconta alla Gazzetta dello Sport: «L’Inter è una grande società, guidata da un manager come Marotta che…»

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Rafa Benitez è tornato a commentare il momento dell’Inter dopo la spettacolare vittoria sul Como. L’ex tecnico nerazzurro ha analizzato il lavoro svolto finora da Cristian Chivu, soffermandosi sulla corsa Scudetto e sulle prospettive della squadra tra campionato e Coppa Italia e non solo. Le sue parole:

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SULLA SFIDA TRA INTER E NAPOLI NEGLI ULTIMI ANNI: «Semplice osservazione: l’Inter ha vinto nel 2021, il Napoli nel 2023, l’inter nel 2024, il Napoli nel 2025. E nel 2026, beh, si può dire che I’Inter è quasi pronta a festeggiare. Sono le migliori, evidentemente. E quest’anno la migliore delle due è stata l’Inter».

SUL LAVORO SVOLTO FINORA DA CHIVU: «Gli va dato il merito di aver saputo governare situazioni anche al limite. Oggi si tende a dimenticare, ma un anno fa dopo che lo scudetto era andato al Napoli e la finale di Champions s’era trasformata in un tragedia, c’era aria pesante. Anche se, la qualità dell’organico è sempre stata altissima. Momenti difficili? Penso alla eliminazione dalla Champions con il Bodo, probabilmente il punto più doloroso e anche la fase più delicata. Ma l’Inter è una grande società, guidata da un manager come Marotta che ha un senso innato per la gestione. Al resto ci ha pensato anche l’anima della squadra, che è emersa».

SUI TANTI INFORTUNI DEL NAPOLI: «Sul piano degli infortuni, la classifica mi sembra che la vinca nettamente il Napoli. Però questi ragionamenti non mi appassionano, io premio sempre chi ha avuto la forza di resistere e di imporsi, altrimenti resteremmo nella teoria. L’Inter ha riscoperto Zielinski, tanto per fare un nome, ha fronteggiato con serenità la crisi di gol che ha attraversato Thuram, ha avuto fiducia in Pio Esposito, ha trovato ancora e di nuovo Dimarco».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI BENITEZ SU INTERNEWS24

Vlahovic Juve, settimana calda: atteso un nuovo incontro con Ristic. Le sensazioni dalla Continassa sul rinnovo del serbo

Vlahovic Juve, avanti tutta sul rinnovo: in settimana summit con Ristic. Ecco cosa filtra dalla Continassa sul serbo

Le ultime indicazioni riportate dal Corriere dello Sport fanno il punto sul futuro di Dusan Vlahovic, sempre più al centro dei piani della Juventus. La volontà di proseguire insieme è forte e condivisa: sia il club sia il centravanti serbo intendono arrivare al rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Nonostante il clima positivo, resta da colmare una distanza significativa sul piano economico, nodo cruciale per blindare l’attaccante e garantirgli un ruolo centrale nel progetto tecnico.

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Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro tra la dirigenza bianconera e Darko Ristic, agente del giocatore, per provare a trovare un punto di equilibrio. L’ostacolo principale riguarda la struttura dei bonus legati al rendimento e il peso complessivo dell’ingaggio sul bilancio. La Juventus sta lavorando a una proposta sostenibile ma competitiva, consapevole che questo appuntamento rappresenta uno snodo decisivo per evitare rallentamenti nei colloqui.

La società considera Vlahovic un elemento imprescindibile per il presente e il futuro della squadra, convinta del suo valore internazionale e del suo potenziale ancora in crescita. Per questo motivo l’obiettivo è arrivare quanto prima a un accordo solido e condiviso. Servirà lucidità nella gestione della trattativa, ma a Torino filtra ottimismo sulla possibilità di arrivare alla tanto attesa fumata bianca.

Torino, D’Aversa rispolvera i ‘ragazzi terribili’ a centrocampo: il duo Casadei e Gineitis convince! Tutti i numeri

Torino, la mossa di D’Aversa paga: Casadei e Gineitis dominano il centrocampo. Analisi e numeri della coppia rivelazione

L’ultima volta che Cesare Casadei e Gvidas Gineitis avevano retto da soli il centrocampo del Torino risaliva al 18 agosto contro il Modena, nel primo turno di Coppa Italia. Un 4-2-3-1 inaugurale che sembrava destinato a essere accantonato per fare spazio a moduli con un regista puro (come Asllani, Prati, Ilkhan o Tameze). Contro il Verona, Roberto D’Aversa è sembrato tornare all’antico, ma la scelta di questa coppia risponde in realtà a una calcolata e vincente evoluzione tattica. La Gazzetta dello Sport esalta oggi il duo granata.

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L’impatto devastante di Casadei
Scegliendo l’ex Chelsea contro gli scaligeri, il tecnico cercava centimetri, strapotere nei duelli aerei e solidità sulle seconde palle
. Casadei non è solo un eccellente incursore, ma vanta un fiuto del gol fuori dal comune: in questo 2026 ha già realizzato 5 reti in soli 610 minuti, vantando una media da attaccante di un gol ogni 122 minuti. Sabato, alla sua prima da titolare con D’Aversa, è andato ancora a segno. L’allenatore è stato chiaro: «Risolve le gare cambiando posizione e le prende tutte di testa. Ha un talento importante, ma ora gli serve la giusta abnegazione per la definitiva consacrazione».


Gineitis: corsa, mancino e nuova regia
Al suo fianco, il ventunenne lituano è ormai una certezza, essendo l’unico centrocampista sempre impiegato dal primo minuto dal nuovo allenatore. Gineitis abbina corsa, pressing feroce e letture difensive, ma D’Aversa gli chiede uno step ulteriore: provare più spesso la conclusione da fuori (come fatto recentemente in Nazionale) e assumersi la responsabilità della distribuzione del pallone. Questo permette al Torino di rinunciare al “play” classico, liberando lo slot per far agire Vlasic da tuttocampista.


Le alternative e il sorriso della Primavera Per le ultime sei giornate, le rotazioni coinvolgeranno anche le altre pedine: Prati (definito dal mister un “geometra”) e Ilkhan (“più portatore di palla e mezzala”). Intanto, in attesa della sfida dei “grandi” contro la Cremonese, il mondo granata sorride grazie alla Primavera. A Orbassano, i giovani di casa hanno battuto i pari età grigiorossi per 3-0 grazie alle reti di Gabellini (su rigore), Conzato e Kugyela. Un successo arrivato addirittura in dieci uomini (espulso Acquah), che porta la squadra a quota 42 punti, a +6 dalla zona playout.

Mercato Milan, Allegri indica Kean come rinforzo ideale: sul tavolo uno scambio inatteso con la Fiorentina

Mercato Milan, Kean torna un obiettivo concreto: Allegri lo vuole e spunta un possibile scambio con la Fiorentina

Il Milan ha riacceso i riflettori su Moise Kean, tornato con forza tra gli obiettivi per la prossima stagione. L’attaccante della Fiorentina piace da tempo alla dirigenza rossonera e gode della massima stima di Massimiliano Allegri, che lo ha già allenato con successo e lo considera il profilo ideale per rinforzare il reparto offensivo nel 2026/27. Con la Fiorentina in difficoltà e a rischio esclusione dalle coppe europee dopo il doppio confronto complicato con il Crystal Palace, l’addio dell’attaccante azzurro appare sempre più probabile.

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Il nodo principale resta però economico. Kean è vincolato ai viola da una clausola rescissoria da 52 milioni di euro, cifra difficilmente raggiungibile in contanti dopo una stagione altalenante. Per aggirare l’ostacolo, il Milan starebbe valutando una formula alternativa: inserire nella trattativa Santiago Gimenez, reduce da un’annata deludente e desideroso di rilancio, aggiungendo un conguaglio tra i 10 e i 15 milioni di euro per avvicinarsi alla valutazione complessiva richiesta dalla Fiorentina.

L’operazione resta comunque complessa: l’ingaggio elevato del messicano e l’interesse di alcuni club di Premier League rappresentano variabili che potrebbero complicare il piano rossonero. Nonostante ciò, i contatti sono stati avviati e il dossier Kean è ufficialmente tornato sul tavolo di Casa Milan.

Mondiale 2026, Tiziana Alla della Rai prima telecronista donna alla manifestazione: «È un’opportunità pazzesca ma non sono una suffragetta»

Mondiale 2026, Tiziana Alla della Rai racconterà le partite: «Opportunità pazzesca, oltre a me ci sono altre bravissime colleghe»

Tiziana Alla, giornalista Rai, farà le telecronache al Mondiale. É la prima volta per una giornalista e lo ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera.

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SUFFRAGETTA «È un’opportunità pazzesca ma non sono di certo una suffragetta, sia chiaro. Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe»
EMOZIONATA «Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida. Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia».
LA STRADA RESTA IN SALITA «Ci sono ancora tanti pregiudizi. La mia prima telecronaca risale al 2006, un Piacenza-Juventus di serie B. Allora lavoravo per Rai International, in redazione arrivavano tante mail di protesta: “Non si può sentire una voce femminile sul calcio”. Ho sempre accettato le critiche, nessuno nasce imparato. Però non ci deve essere pregiudizio. Invece c’è ancora, eccome se c’è».
COME NASCE LA SUA PASSIONE «Grazie a papà che da ragazzina mi portava allo stadio. Già alle scuole medie scrivevo i primi articoli. Ma non avrei mai pensato di diventare telecronista».
I TELECRONISTI PARLANO TROPPO «A me non piace riempire di parole tutti gli spazi, cerco di far respirare l’atmosfera senza fornire troppi dati. Sono un po’ vecchia scuola, cresciuta con toni pacati e poco invasivi. Ma i tempi sono cambiati e va accettato».


LA SUA PRIMA DA BORDOCAMPISTA PER L’ITALIA «La sconfitta di Palermo con la Macedonia del Nord che ci costò il Mondiale del 2022. Se sono sopravvissuta a quella notte… (ride ndr)».
BOSNIA-ITALIA «A Palermo sembrava impossibile perdere, forse c’era ancora la presunzione da campioni d’Europa. A Zenica invece la sensazione era che, se avevamo fallito già due volte, il disastro si sarebbe potuto ripetere. E poi eri arrivato a pochi minuti dall’obiettivo, è stato drammatico».
COSA L’HA COLPITA DI PIÙ «Il dolore di Gattuso e Spinazzola nelle interviste flash. Non solo per se stessi, ma soprattutto nei confronti degli italiani. Non è vero che ai giocatori il giorno dopo già non frega più niente».
QUANDO DONNARUMMA LE RISPOSE MALE «Prese gol dopo un errore con i piedi e gli feci presente che non era la prima volta, lo aveva già fatto in Champions contro il Real. Ma la sua replica fu normale, avrebbe risposto stizzito anche se al mio posto ci fosse stato un uomo. Non me la presi neanche, le emozioni a caldo degli atleti vanno rispettate».
COSA PORTERÀ IN AMERICA «Tanti libri».
LA SPERANZA «Di fare un bel lavoro. E che dopo di me di telecroniste ce ne siano tante».

Eta Union Berlino, insulti sessisti dopo la nomina dell’allenatrice! Il club condanna: «Incredibili e imbarazzanti». Ecco cos’è successo

Nello stesso giorno in cui l’Union Berlino ha ufficializzato Marie-Louise Eta come allenatrice ad interim fino al termine della stagione – rendendola di fatto la prima donna a guidare una prima squadra maschile nella storia della Bundesliga – sono puntualmente emersi inaccettabili insulti sessisti nei suoi confronti.

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Il tono dei commenti sui social network ha spinto il club a un intervento immediato e perentorio. Il direttore sportivo Horst Heldt ha condannato duramente gli attacchi, definendoli «incredibili e imbarazzanti». Ha poi voluto riportare l’attenzione unicamente sul campo: «Stiamo parlando di una leader altamente competente», ha affermato, chiedendo la fine di qualsiasi sterile dibattito basato sul genere.

La reazione del calcio

La contestazione virtuale, basata sul pregiudizio e non sulla competenza tecnica, si è scontrata frontalmente con il forte supporto arrivato dal mondo del calcio, dove in molti hanno celebrato il significato di questa nomina.

• Sonia Bermúdez: l’allenatrice spagnola ha definito l’approdo di Eta al comando di una squadra maschile di élite come «una notizia fantastica», ricordando a tutti che l’essenziale nel calcio resta «la conoscenza e il lavoro quotidiano, non certo il genere».
• Helena Costa: l’allenatrice portoghese, pioniera nel 2014 quando assunse la guida del Clermont Foot (Ligue 2 francese), ha analizzato la situazione ai microfoni di RR: «Dovrà erigere una barriera psicologica, e sicuramente lo farà, visto che frequenta questo mondo maschile da molto tempo. Purtroppo sarà sempre giudicata con un doppio standard e criticata a prescindere».

Chi è Marie-Louise Eta

L’ascesa della trentaquattrenne tedesca non è un caso, ma il frutto di un percorso di alto livello:
• Da giocatrice: ex centrocampista di grande talento, ha conquistato tre campionati tedeschi e una Women’s Champions League. Nonostante il ritiro precoce a soli 26 anni a causa di gravi infortuni, non ha mai abbandonato il rettangolo verde, transitando rapidamente in panchina.
• La formazione: nel 2022 è stata una delle poche prescelte per il prestigioso corso allenatori della Federazione Tedesca (DFB), dove ha avuto modo di lavorare e confrontarsi con riferimenti assoluti come Jürgen Klopp. Un’esperienza che lei stessa ha definito determinante per il suo modo di comprendere il gioco e gestire la leadership.
• Il record del 2023: prima della promozione attuale, aveva già infranto un tabù diventando la prima donna a ricoprire il ruolo di vice allenatrice in Bundesliga.
Adesso, l’opportunità più grande. Una sfida che Marie-Louise Eta è pronta ad affrontare con l’unica lingua che conta davvero: quella del campo. Per battere i social comunque, a prescindere dai risultati del campo.

Ajax, come sta andando la stagione dei giocatori in prestito. Chi potrebbe tornare ad Amsterdam e quali potrebbero essere i ‘colpi in casa’ in estate

Ajax, qual è l’andamento dei giocatori in prestito e chi potrebbe tornare ad Amsterdam. Tutti i dettagli

La stagione volge al termine e per l’Ajax è tempo di bilanci per i giocatori ceduti a titolo temporaneo. Come si sono comportati lontano da Amsterdam e quale sarà il loro futuro?

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I colpi dell’era Mislintat: Akpom e Mannsverk

Il costoso Chuba Akpom sta vivendo un’annata deludente all’Ipswich Town, in Championship. Senza un posto da titolare e con soli due gol all’attivo, la sua cessione definitiva dipende dalla promozione degli inglesi in Premier League, che farebbe scattare l’obbligo di riscatto fissato a circa otto milioni di euro. Discorso simile per Sivert Mannsverk allo Sparta Praga: tra infortuni e scarso minutaggio, è forte il rischio che i cechi non esercitino l’opzione d’acquisto.

Sorprese, conferme e rinascite

Le notizie migliori arrivano dall’Eredivisie. Ahmetcan Kaplan è diventato un pilastro difensivo nel sorprendente NEC, riuscendo persino a riconquistare la maglia della nazionale turca; non essendoci diritto di riscatto, tornerà ad Amsterdam da protagonista. Ottimi segnali anche da Dies Janse, maturato moltissimo al Groningen, e da Julian Rijkhoff, autore di ben 16 reti con l’Almere City agendo alle spalle della punta.

All’estero, Branco van den Boomen ha sfruttato il prestito all’Angers per ritrovare continuità e forma fisica dopo i problemi alla schiena, mentre Gastón Ávila sta giocando con regolarità al Rosario Central, che valuterà se riscattarlo a fine anno.

Infortuni e talenti in difficoltà

Sul fronte giovanile, la sfortuna ha colpito duramente. Le stagioni di Jan Faberski (PEC Zwolle) e Amourricho van Axel Dongen (Heerenveen) sono state stroncate in anticipo da gravi infortuni, rallentando pesantemente la loro crescita. Tristan Gooijer ha trovato spazio al PEC Zwolle ma ha lamentato pubblicamente una totale assenza di contatti da parte della dirigenza dell’Ajax, sollevando dubbi sul suo futuro. Nelle serie minori, invece, Nick Verschuren (Volendam) e Gerald Alders (Telstar) stanno accumulando preziosi minuti.

In sintesi, si prospetta un’estate rovente per la dirigenza dei Lancieri, chiamata a prendere decisioni cruciali su un gruppo estremamente variegato, tra costosi esuberi da piazzare e giovani talenti da valorizzare.

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