Pagina 189 – Calcio News 24

Eta Union Berlino, insulti sessisti dopo la nomina dell’allenatrice! Il club condanna: «Incredibili e imbarazzanti». Ecco cos’è successo

Nello stesso giorno in cui l’Union Berlino ha ufficializzato Marie-Louise Eta come allenatrice ad interim fino al termine della stagione – rendendola di fatto la prima donna a guidare una prima squadra maschile nella storia della Bundesliga – sono puntualmente emersi inaccettabili insulti sessisti nei suoi confronti.

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Il tono dei commenti sui social network ha spinto il club a un intervento immediato e perentorio. Il direttore sportivo Horst Heldt ha condannato duramente gli attacchi, definendoli «incredibili e imbarazzanti». Ha poi voluto riportare l’attenzione unicamente sul campo: «Stiamo parlando di una leader altamente competente», ha affermato, chiedendo la fine di qualsiasi sterile dibattito basato sul genere.

La reazione del calcio

La contestazione virtuale, basata sul pregiudizio e non sulla competenza tecnica, si è scontrata frontalmente con il forte supporto arrivato dal mondo del calcio, dove in molti hanno celebrato il significato di questa nomina.

• Sonia Bermúdez: l’allenatrice spagnola ha definito l’approdo di Eta al comando di una squadra maschile di élite come «una notizia fantastica», ricordando a tutti che l’essenziale nel calcio resta «la conoscenza e il lavoro quotidiano, non certo il genere».
• Helena Costa: l’allenatrice portoghese, pioniera nel 2014 quando assunse la guida del Clermont Foot (Ligue 2 francese), ha analizzato la situazione ai microfoni di RR: «Dovrà erigere una barriera psicologica, e sicuramente lo farà, visto che frequenta questo mondo maschile da molto tempo. Purtroppo sarà sempre giudicata con un doppio standard e criticata a prescindere».

Chi è Marie-Louise Eta

L’ascesa della trentaquattrenne tedesca non è un caso, ma il frutto di un percorso di alto livello:
• Da giocatrice: ex centrocampista di grande talento, ha conquistato tre campionati tedeschi e una Women’s Champions League. Nonostante il ritiro precoce a soli 26 anni a causa di gravi infortuni, non ha mai abbandonato il rettangolo verde, transitando rapidamente in panchina.
• La formazione: nel 2022 è stata una delle poche prescelte per il prestigioso corso allenatori della Federazione Tedesca (DFB), dove ha avuto modo di lavorare e confrontarsi con riferimenti assoluti come Jürgen Klopp. Un’esperienza che lei stessa ha definito determinante per il suo modo di comprendere il gioco e gestire la leadership.
• Il record del 2023: prima della promozione attuale, aveva già infranto un tabù diventando la prima donna a ricoprire il ruolo di vice allenatrice in Bundesliga.
Adesso, l’opportunità più grande. Una sfida che Marie-Louise Eta è pronta ad affrontare con l’unica lingua che conta davvero: quella del campo. Per battere i social comunque, a prescindere dai risultati del campo.

Ajax, come sta andando la stagione dei giocatori in prestito. Chi potrebbe tornare ad Amsterdam e quali potrebbero essere i ‘colpi in casa’ in estate

Ajax, qual è l’andamento dei giocatori in prestito e chi potrebbe tornare ad Amsterdam. Tutti i dettagli

La stagione volge al termine e per l’Ajax è tempo di bilanci per i giocatori ceduti a titolo temporaneo. Come si sono comportati lontano da Amsterdam e quale sarà il loro futuro?

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I colpi dell’era Mislintat: Akpom e Mannsverk

Il costoso Chuba Akpom sta vivendo un’annata deludente all’Ipswich Town, in Championship. Senza un posto da titolare e con soli due gol all’attivo, la sua cessione definitiva dipende dalla promozione degli inglesi in Premier League, che farebbe scattare l’obbligo di riscatto fissato a circa otto milioni di euro. Discorso simile per Sivert Mannsverk allo Sparta Praga: tra infortuni e scarso minutaggio, è forte il rischio che i cechi non esercitino l’opzione d’acquisto.

Sorprese, conferme e rinascite

Le notizie migliori arrivano dall’Eredivisie. Ahmetcan Kaplan è diventato un pilastro difensivo nel sorprendente NEC, riuscendo persino a riconquistare la maglia della nazionale turca; non essendoci diritto di riscatto, tornerà ad Amsterdam da protagonista. Ottimi segnali anche da Dies Janse, maturato moltissimo al Groningen, e da Julian Rijkhoff, autore di ben 16 reti con l’Almere City agendo alle spalle della punta.

All’estero, Branco van den Boomen ha sfruttato il prestito all’Angers per ritrovare continuità e forma fisica dopo i problemi alla schiena, mentre Gastón Ávila sta giocando con regolarità al Rosario Central, che valuterà se riscattarlo a fine anno.

Infortuni e talenti in difficoltà

Sul fronte giovanile, la sfortuna ha colpito duramente. Le stagioni di Jan Faberski (PEC Zwolle) e Amourricho van Axel Dongen (Heerenveen) sono state stroncate in anticipo da gravi infortuni, rallentando pesantemente la loro crescita. Tristan Gooijer ha trovato spazio al PEC Zwolle ma ha lamentato pubblicamente una totale assenza di contatti da parte della dirigenza dell’Ajax, sollevando dubbi sul suo futuro. Nelle serie minori, invece, Nick Verschuren (Volendam) e Gerald Alders (Telstar) stanno accumulando preziosi minuti.

In sintesi, si prospetta un’estate rovente per la dirigenza dei Lancieri, chiamata a prendere decisioni cruciali su un gruppo estremamente variegato, tra costosi esuberi da piazzare e giovani talenti da valorizzare.

Bayern Monaco, Musiala è definitivamente rinato: infortunio alle spalle, impatto devastante nell’ultimo periodo. Focus sul momento del gioiello tedesco

Bayern Monaco, Musiala è tornato centrale nel club tedesco: il focus e l’analisi sul momento che sta attraversando il gioiellino

Jamal Musiala è pronto a prendersi la scena nella decisiva sfida di ritorno di Champions League contro il Real Madrid. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco TZ, il gioiello del Bayern Monaco viaggia a grandi passi verso una maglia da titolare per il super scontro in programma mercoledì all’Allianz Arena.

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L’infortunio superato e il dubbio Gnabry

Messa definitivamente alle spalle la frattura al perone subita la scorsa estate durante il Mondiale per Club, il trequartista tedesco è tornato a pieno regime e ha riacquistato un ruolo centrale nelle gerarchie della squadra. Il suo inserimento dal primo minuto potrebbe essere ulteriormente agevolato dalle condizioni fisiche di Serge Gnabry, la cui presenza resta in forte dubbio a causa di un fastidio al ginocchio.

L’exploit in campionato e la fiducia di Kompany

I segnali di ripresa del classe 2003 sono stati devastanti. Nell’ultimo turno di Bundesliga, Musiala è stato l’assoluto dominatore e MVP del clamoroso 5-0 inflitto al St. Pauli, sbloccando il match con un insolito colpo di testa e mettendo a referto anche un assist. Una prestazione maiuscola che ha convinto in pieno il tecnico Vincent Kompany, ormai deciso ad affidarsi dal primo minuto a uno dei giocatori più imprevedibili e letali del club bavarese per tentare di abbattere i Blancos.

Manchester United, scelto già l’allenatore per la prossima stagione? L’indizio dei Red Devils non lascia dubbi…Ecco il nome!

Manchester United, i Red Devils hanno già preso la decisione per l’allenatore per la prossima stagione? L’indizio nasconde questa verità

Il Manchester United non ha ancora diramato alcun annuncio ufficiale riguardo al nuovo allenatore permanente, ma per l’ex capitano Gary Neville ci sono indizi inequivocabili: il club sta attivamente pianificando il futuro con Michael Carrick saldo sulla panchina dell’Old Trafford.

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L’impatto di Carrick

Subentrato a gennaio con l’etichetta di manager ad interim, Carrick ha svolto finora un lavoro impressionante, collezionando 23 punti in 11 partite e trascinando i Red Devils all’attuale terzo posto in Premier League. A pesare in ottica conferma è soprattutto un dettaglio sottolineato da Neville, supportato nel suo pensiero anche da Roy Keane: in conferenza stampa, lo stesso Carrick ha candidamente ammesso di essere già coinvolto nelle riunioni di mercato e nella pianificazione tattica per la prossima stagione. Secondo Neville, la stabilità garantita dal tecnico in un momento di transizione, unita alla profonda fiducia che ha saputo instaurare con la dirigenza e con lo spogliatoio, giocherà un ruolo cruciale per il suo rinnovo.

La volata Champions League Il coinvolgimento operativo di Carrick è un segnale forte, complice anche il tramonto delle principali alternative di lusso. Molti commissari tecnici che sembravano disponibili dopo i Mondiali hanno infatti rinnovato i rispettivi contratti: Carlo Ancelotti si è legato ulteriormente al Brasile, mentre Thomas Tuchel ha prolungato con l’Inghilterra fino al 2028.

Attualmente, con sole sei giornate di campionato al termine, il Manchester United vanta un rassicurante margine di sette punti sul Chelsea (sesto in classifica). Un vantaggio prezioso, considerato che in questa stagione le prime cinque classificate accederanno alla prossima Champions League, grazie al percorso netto delle squadre inglesi nelle coppe europee.

La battuta d’arresto

Il prossimo scontro diretto contro i Blues sarà vitale per blindare l’obiettivo. Entrambe le squadre ci arriveranno ferite: se il Chelsea è caduto contro il City, lo United ha appena subito una dolorosa sconfitta interna contro il Leeds, piegato dalla doppietta di Okafor e penalizzato dal cartellino rosso estratto a Lisandro Martinez (inutile il gol della bandiera di Casemiro).

Tuttavia, Carrick non fa drammi e guarda avanti: “Una partita storta non cambia la mia opinione su ciò che siamo. Abbiamo costruito basi solide per capire i nostri punti di forza e dove dobbiamo migliorare. Ci aspetta un grande finale di stagione e non ho alcun dubbio sulla mentalità, sul carattere e sulla voglia di fare bene dei miei ragazzi“.

Calhanoglu Galatasaray, il suo agente Gordon Stipic rompe il silenzio: «Speculazioni emerse ripetutamente, ma ecco qual è la verità sul suo futuro all’Inter»

Calhanoglu Galatasaray, l’agente del centrocampista dell’Inter – Gordon Stipic – ha parlato così del futuro del suo assistito

Arriva una presa di posizione netta e inequivocabile sul futuro sportivo di Hakan Calhanoglu. Il centrocampista turco, ormai consacratosi come leader assoluto della mediana dell’Inter, è stato recentemente al centro di insistenti voci di mercato che lo accostavano a un imminente ritorno in patria per vestire la maglia del Galatasaray. A spazzare via ogni dubbio è intervenuto in prima persona il suo procuratore, Gordon Stipic, il quale ha rilasciato dichiarazioni esclusive ai microfoni del noto esperto di mercato Fabrizio Romano, diffuse pubblicamente tramite la piattaforma X.

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Nessuna trattativa con il club turco: la smentita ufficiale

L’entourage del calciatore ha voluto spegnere sul nascere le speculazioni mediatiche, ribadendo la totale assenza di contatti con la dirigenza di Istanbul e confermando il solido legame del giocatore con l’ambiente milanese: «Da regola generale, non commento le voci, ma in questo caso è importante per me chiarire i fatti una volta per tutte. Hakan Calhanoglu è sotto contratto con l’Inter fino al 2027 ed è molto felice sia in Italia che all’Inter».

Entrando nei dettagli delle recenti indiscrezioni, l’agente ha aggiunto in modo categorico, blindando il futuro del suo assistito: «Le speculazioni pubbliche su un possibile trasferimento al Galatasaray sono emerse ripetutamente in passato e ora vengono sollevate di nuovo. I fatti, tuttavia, sono chiari: non ci sono state trattative con il Galatasaray né la scorsa estate né a gennaio. In nessun momento c’è stata una concreta richiesta».

Focus totale sull’Inter, sullo Scudetto e sul Mondiale

Allontanate definitivamente le sirene del calciomercato, il messaggio che emerge è quello di un professionista dedito esclusivamente ai traguardi sportivi in corso. Il regista è infatti proiettato sugli obiettivi della squadra attualmente guidata da Cristian Chivu: «Hakan rimane pienamente concentrato su ciò che conta davvero in questa fase: l’Inter, la lotta per lo Scudetto e il raggiungimento del successo insieme alla squadra».

Infine, lo sguardo si allarga agli impegni internazionali, sottolineando l’enorme spessore umano e tecnico del calciatore: «Settimana dopo settimana, attraverso le sue prestazioni, la sua passione e il suo senso di responsabilità in campo, continua a dimostrare la sua qualità e la sua importanza per la squadra, guardando avanti con grande orgoglio e determinazione al prossimo Mondiale, dove guiderà la sua nazione come capitano — una responsabilità che è un onore speciale e significa tutto per lui».

Le voci sono dunque ufficialmente archiviate: Calhanoglu resta un punto fermo e inamovibile dell’Inter.

Infortuni più assurdi nella storia del calcio: dal dopobarba ‘letale’ al freno a mano dimenticato. I 5 incidenti più imbarazzanti – VIDEO di Chiara Aleati

Infortuni più assurdi nella storia del calcio: ecco la top 5 degli incidenti più imbarazzanti – VIDEO di Chiara Aleati

Siamo abituati a vederli lottare sul rettangolo verde, subendo contrasti durissimi e sfidando la fatica fisica. Ma cosa succede quando i calciatori si fanno male da soli, magari tra le sicure mura di casa, nei modi più imbarazzanti e surreali possibili? Di seguito vi proponiamo un elenco dei 5 infortuni più assurdi nella storia del pallone. I primi quattro sono ufficiali e ampiamente documentati dai referti medici, mentre l’ultimo rappresenta una vera e propria leggenda metropolitana del calcio italiano.

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1. Rio Ferdinand e la maratona televisiva

Nel 2001, quando militava nel Leeds, il roccioso difensore inglese saltò un match per uno stiramento al tendine del ginocchio. La causa scatenante? Aveva tenuto la gamba appoggiata sul tavolino del salotto per troppe ore di fila mentre guardava la televisione, stirandosi nel goffo tentativo di alzarsi. Il suo allenatore dovette confermare l’accaduto in conferenza stampa, trattenendo a stento le risate.

2. Darius Vassell e il trapano elettrico

L’ex attaccante dell’Aston Villa soffriva per una fastidiosa bolla di sangue sotto l’unghia dell’alluce. Invece di affidarsi alle cure dello staff medico, decise di risolvere il problema da solo nel garage di casa, utilizzando incredibilmente un trapano elettrico. Il risultato fu disastroso: infezione gravissima, unghia rimossa chirurgicamente e diverse partite saltate.

3. Éver Banega e il freno a mano dimenticato

Nel febbraio 2012, il centrocampista del Valencia si fermò a fare benzina. Sceso dalla vettura, dimenticò di tirare il freno a mano. L’auto iniziò a muoversi all’indietro e lui, nel disperato tentativo di fermarla con il piede, finì sotto la ruota. Il bollettino medico sancì un clamoroso autogol: frattura di tibia e perone e ben sei mesi di stop forzato.

4. Santiago Cañizares e il dopobarba letale

Vigilia del Mondiale 2002. Il portiere titolare della Spagna è nel bagno dell’hotel quando gli scivola di mano una boccetta di dopobarba in vetro. Per puro riflesso istintivo, invece di spostarsi, cerca di stopparla con il piede. Il vetro in frantumi gli recide di netto il tendine dell’alluce, facendogli saltare l’intera competizione iridata.

5. Alessandro Nesta e la leggenda della PlayStation

Nel 2005, il difensore centrale deve operarsi al tendine del polso. La voce che sfugge da Milanello ha del clamoroso: infortunio causato dalle troppe ore di fila passate a giocare alla PlayStation durante il ritiro. Nesta ha sempre smentito con forza l’accaduto, arrabbiandosi parecchio e giurando di essersi fatto male in un normale scontro di gioco. Ma dopo quasi vent’anni, il dubbio malizioso tra i tifosi rimane: vero infortunio sul campo o tunnel carpale da troppi tornei notturni a PES con i compagni?

Questi episodi ci ricordano che, lontano dal campo di gioco, anche i grandi campioni professionisti sono vulnerabili agli incidenti domestici più bizzarri e imprevedibili.

Buonfiglio spiazza tutti: «Il commissariamento auspicato da Lotito e Abodi? Probabilmente andrei a casa io…». Annuncio del presidente del CONI!

Buonfiglio, presidente del CONI, ha rilasciato queste dichiarazioni sull’ipotesi commissariamento paventata da Lotito e Abodi

Il terremoto sportivo e istituzionale che ha travolto il calcio italiano dopo la clamorosa e drammatica eliminazione di Zenica contro la Bosnia non accenna a placarsi. La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora, portando l’intero movimento a interrogarsi sul proprio futuro. Tra le macerie della gestione tecnica e le inevitabili scosse ai vertici della Federcalcio, la politica e i massimi dirigenti sportivi si scontrano duramente sulle modalità per far ripartire la macchina federale.

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Il pressing per il commissariamento della Federazione

Nelle ultime settimane, il dibattito si è infiammato attorno all’ipotesi di azzerare la governance attuale attraverso un intervento perentorio dall’alto. Figure di spicco come il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, hanno spinto con forza per questa drastica soluzione, ritenuta necessaria per attuare riforme profonde senza l’ingerenza e i veti delle vecchie dinamiche di palazzo. Tuttavia, questa strada incontra un ostacolo burocratico e normativo insormontabile.

La netta presa di posizione di Luciano Buonfiglio

A fare totale chiarezza sulla questione e a spegnere le illusioni di una rapida risoluzione d’imperio è intervenuto direttamente il nuovo Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. Il numero uno dello sport italiano ha spiegato in maniera inequivocabile i limiti legali del proprio raggio d’azione.

Affrontando apertamente le dirette richieste arrivate dal Governo e da alcuni esponenti della Lega Serie A, il capo del Comitato Olimpico ha gelato l’assemblea dichiarando: “Il commissariamento auspicato da Lotito e Abodi? Con le regole e gli statuti che esistono, non posso commissariare. Altrimenti mi farebbero un ricorso al Tar e probabilmente andrei a casa io…”.

Ripartire dalle basi: la vera ricetta per la crisi azzurra

Le dichiarazioni del Presidente mettono a nudo l’estrema complessità dell’ordinamento sportivo, evidenziando come una mossa forzata si tradurrebbe in un clamoroso autogol davanti alla giustizia amministrativa. Oltre a chiarire il nodo burocratico, Buonfiglio ha voluto indicare la vera rotta per la rinascita: non serve affidarsi unicamente a un nuovo commissario o sperare nei miracoli di un nuovo commissario tecnico, ma è indispensabile ricostruire il sistema a partire dalle scuole calcio e dai settori giovanili. Solo con programmi solidi, un’etica condivisa e un lungo lavoro mirato sulle nuove generazioni, il movimento calcistico nazionale potrà finalmente mettersi alle spalle i fallimenti degli ultimi anni.

Yildiz a parte nell’allenamento odierno alla Continassa: le condizioni del numero 10 della Juventus e cosa succede in vista del Bologna

Yildiz si è allenato a parte oggi alla Continassa: le condizioni del turco della Juventus e cosa filtra in vista del Bologna

In casa bianconera c’è apprensione legata alla tenuta fisica di uno dei giocatori più rappresentativi e talentuosi della rosa. La Juventus continua infatti a monitorare con estrema attenzione le condizioni di Kenan Yildiz. L’attaccante turco è attualmente sotto la lente d’ingrandimento dello staff medico della Continassa, nel tentativo di recuperarlo a pieno regime per i prossimi decisivi impegni di campionato.

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Il fastidio al ginocchio e la sostituzione contro l’Atalanta

Secondo quanto riportato da juventusnews24, il giovane talento classe 2005 ha svolto nella giornata di oggi un lavoro differenziato, separato dal resto del gruppo squadra. La causa di questa sessione di allenamento personalizzata è da ricercare in un persistente fastidio al ginocchio che lo ha tormentato e condizionato pesantemente già nel corso della scorsa settimana. Questo problema fisico aveva imposto la massima prudenza, tanto da aver già costretto mister Luciano Spalletti a optare per un cambio anticipato durante il delicato e dispendioso match contro l’Atalanta di sabato sera, ritirando il giocatore dal campo prima del previsto.

La strategia dello staff: prudenza per evitare ricadute

Il piano di recupero per i prossimi giorni è ormai tracciato. Il numero 10 bianconero verrà gestito con estrema cautela durante tutta l’attuale settimana di allenamenti. L’obiettivo primario e indiscusso dello staff medico e tecnico è quello di non forzare in alcun modo i tempi. La parola d’ordine alla Continassa è prevenzione: forzare il rientro potrebbe significare incappare in fastidiose ricadute, un rischio che la società non è assolutamente disposta a correre in questa fase calda della stagione.

Il mirino puntato sulla sfida di campionato

Tutto il lavoro di gestione conservativa è finalizzato a un unico traguardo. L’intento della Juventus è quello di cercare di far arrivare l’attaccante turco nelle migliori condizioni possibili per l’atteso match di domenica contro il Bologna. Riavere a disposizione un elemento chiave come Yildiz, capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, sarà fondamentale per le ambizioni offensive dei bianconeri, chiamati a una prestazione di alto livello contro i felsinei. Le valutazioni dei prossimi giorni saranno dunque cruciali per capire se il fantasista potrà scendere in campo dal primo minuto.

Arsenal in emergenza infortuni totale: cinque big a fortissimo rischio per il match contro lo Sporting CP! Dentro al delicato momento dei Gunners

Arsenal è in emergenza infortuni in vista del ritorno dei quarti di finale di Champions League contro lo Sporting CP. Ecco la situazione

Il momento stagionale dell’Arsenal è tutt’altro che esaltante. I Gunners di Mikel Arteta stanno attraversando un periodo di profonda flessione, certificato da tre dolorose sconfitte incassate nelle ultime quattro uscite ufficiali. Il recente passo falso in campionato contro il Bournemouth ha complicato notevolmente i piani per il titolo, rendendo la corsa al vertice ancora più aperta. La contemporanea vittoria del Manchester City contro il Chelsea ha infatti rimescolato le carte in vetta, caricando di enorme tensione lo scontro diretto in programma domenica proprio contro i Citizens.

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L’ancora di salvezza in Europa

Prima di potersi concentrare sulla delicatissima sfida di Premier League, l’Arsenal è chiamato a difendere il proprio cammino europeo. All’Emirates Stadium arriva lo Sporting CP per l’atteso ritorno dei quarti di finale di UEFA Champions League. In un mare di incertezze, l’unica vera nota positiva è rappresentata dal prezioso vantaggio acquisito nel match di andata a Lisbona: i londinesi ripartiranno dallo 0-1 siglato nel finale di gara da Kai Havertz. Difendere questo ristretto margine, tuttavia, sarà tutt’altro che semplice a causa di un’infermeria sovraffollata.

Un bollettino medico allarmante

Alla vigilia dell’incontro di coppa, le notizie provenienti dal centro sportivo sono a dir poco preoccupanti. Arteta dovrà fare i conti con un’emergenza infortuni che rischia di decimare la rosa. Non si sono infatti allenati elementi cardine del progetto tattico:
Riccardo Calafiori. Fermo ai box per problemi fisici.
Bukayo Saka. L’esterno offensivo è in forte dubbio per il match.
• Jurrien Timber. Nuovamente assente dalla sessione di rifinitura.
• Martin Ødegaard. Il capitano norvegese, rimasto in campo per 70 minuti nella gara d’andata, si è dovuto fermare di nuovo.

Il caso Declan Rice

A peggiorare ulteriormente un quadro clinico già molto delicato è l’apprensione per Declan Rice. Anche il centrocampista inglese, vero e proprio faro della mediana, non ha preso parte all’allenamento della vigilia. Intervenuto in conferenza stampa, Arteta ha preferito non sbilanciarsi sull’ex West Ham: “Non voglio parlarne ora, dobbiamo aspettare e vedere come va domani. Non ha potuto allenarsi“. L’allenatore spagnolo ha rimandato ogni decisione definitiva ai test del mercoledì mattina: “Dobbiamo aspettare per valutare attentamente come stanno alcuni ragazzi e fare la scelta giusta“. È ufficialmente iniziata una vera e propria corsa contro il tempo per salvare il finale di stagione.

Malagò presidente FIGC? Lui intanto confessa: «Senza una tale unità di intenti mi sarei già tirato indietro. Nelle fasi più difficili c’è bisogno di una figura concreta che sappia mantenere la rotta!»

Malagò presidente FIGC? Lui intanto è uscito allo scoperto per svelare le sue intenzioni sulla carica che potrebbe spettargli

Il futuro del calcio italiano vive una fase di transizione cruciale e delicatissima. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, la ricerca di una nuova leadership per la Federcalcio è diventata il tema centrale del panorama sportivo nazionale. Il profilo individuato per la rinascita dalla Lega Serie A è quello di Giovanni Malagò. Ospite del podcast “Sette Vite”, condotto da Hoara Borselli, l’attuale numero uno del CONI ha fatto luce sulla propria posizione, delineando i confini istituzionali di una sua potenziale discesa in campo.

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Nessuna autocandidatura: si attende un iter formale

Malagò ha voluto subito frenare le speculazioni su una sua iniziativa personale autonoma: Voglio subito precisare che non mi sono autocandidato e non ho intrapreso alcuna iniziativa formale. L’interesse, infatti, è nato direttamente dai vertici del massimo campionato: Diversi esponenti della Lega Serie A mi hanno sondato per capire la mia disponibilità. Li ho ringraziati per la grande stima, ma ho ribadito che senza un atto formale non è giusto fornire risposte definitive. Per poter sciogliere le riserve, serve un passaggio burocratico chiaro: Solo quando arriverà una proposta ufficiale da parte di una delle componenti farò le dovute riflessioni. Senza questo passaggio fondamentale, non mi metto nemmeno in gioco”.

Il consenso storico dei club di Serie A

A rendere l’ipotesi della sua leadership estremamente solida è il consenso quasi totale: ben diciannove società su venti lo appoggiano. Una coesione inaspettata per lui stesso: È un dato che fa oggettivamente impressione, considerando che parliamo di un ambiente tradizionalmente complicato e diviso, in cui spesso si faticava a raggiungere una maggioranza. Questo plebiscito si è rivelato determinante: Assistere a diciannove club che si uniscono sul nome di una figura terza ed esterna alle dinamiche federali è un elemento di grandissimo rilievo. Senza una tale unità di intenti, con ogni probabilità mi sarei già tirato indietro”.

Sui motivi di questa massiccia e compatta fiducia, il dirigente ha spiegato: “Penso mi vengano attribuite serietà e credibilità. Nelle fasi più difficili c’è bisogno di una figura concreta che sappia mantenere la rotta. Essere affidabili dovrebbe rappresentare la base per chi assume incarichi di vertice, ma a quanto pare non è un tratto così comune”.

Riforme per la Federazione: priorità assoluta al dialogo

Sui futuri programmi strutturali, Malagò frena, respingendo l’idea dell’uomo solo al comando e prediligendo un approccio condiviso: Voglio mantenere la massima correttezza: un’eventuale discesa in campo deve necessariamente basarsi su un progetto comune. Le eventuali riforme per la FIGC dovranno nascere dal confronto: Espormi adesso equivarrebbe a lanciare un programma senza aver prima dialogato con tutte le anime del sistema. Conosco le dinamiche di questo mondo e so che vanno rispettati i tempi giusti.

Open VAR, Dino Tommasi fa chiarezza: «Bonny Nico Paz, rigore sbagliato in Como-Inter! Decisioni giuste in Parma Napoli e Atalanta su Buongiorno e Gatti»

Open VAR, Dino Tommasi ha fatto chiarezza sugli episodi da moviola della 32ª giornata 2025/26 di Serie A

La 32ª giornata di Serie A si è chiusa ufficialmente con il successo di misura della Fiorentina sulla Lazio per 1-0, firmato dal gol di Gosens. Archiviato il turno, i riflettori si sono spostati sulla moviola e sulle analisi degli episodi arbitrali. Negli studi di DAZN, Dino Tommasi, esponente della CAN, ha fatto il punto sulle chiamate più discusse del weekend, evidenziando una topica in Como-Inter e promuovendo l’operato dei fischietti in Parma-Napoli e Atalanta-Juventus.

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Como-Inter: il rigore su Nico Paz è da revocare

L’episodio più dibattuto risale alla sfida di domenica 12 aprile. Sotto la lente d’ingrandimento c’è il calcio di rigore concesso alla squadra di Fàbregas dopo la revisione al monitor (OFR) per un contrasto tra Bonny e Nico Paz. Tommasi ha spiegato con chiarezza la dinamica, bocciando la decisione: “Si concentrano sulla posizione del contatto e non del contatto in sé. Massa all’inizio chiama la rimessa dal fondo, con il colpo che è di Nico Paz mentre calcia. Il rigore ci sarebbe se Bonny fosse intervenuto sul giocatore, ma essendo un’opposizione ha tutto il diritto di farlo”.

L’arbitro e la sala VAR hanno valutato erroneamente la pericolosità. Tommasi aggiunge: “L’errore di Massa è quello di ricostruirsi un’immagine senza seguire il suo istinto. L’errore della sala VAR è stato quello di dare per scontata la prima supposizione di Aureliano. In realtà si doveva chiamare una OFR per revocare il fallo, rigore sbagliato. Da togliere”.

Parma-Napoli: corretto non fischiare fallo a Buongiorno

Promozione a pieni voti, invece, per Marco Di Bello in occasione di Parma-Napoli. Sul presunto tocco di mano in area di Alessandro Buongiorno generato dal tentativo di Spinazzola, l’arbitro in campo aveva motivato ai calciatori: “Non è punibile perché calcia il compagno“.

Un’analisi totalmente condivisa da Tommasi: “L’auto-giocata o il passaggio di un compagno, a meno che non ci sia un secondo movimento, come dice bene Di Bello in campo, è omologata a tutte le federazioni. Di Bello è anche un ottimo varista, e ci rappresenterà negli Stati Uniti al Mondiale. Se l’avesse toccata il giocatore del Parma? Sarebbe stato rigore, ma in questo caso non lo è”.

Atalanta-Juventus: giusto lasciar correre sul tocco di Gatti

Infine, l’attenzione si è spostata su Atalanta-Juventus e sul tocco di braccio di Federico Gatti. È stato ritenuto giusto non concedere il penalty, poiché il difensore bianconero ritrae visibilmente l’arto per evitare l’impatto. L’esponente della CAN elogia senza riserve l’operato della squadra arbitrale: “Maresca ha arbitrato molto bene. Rientrava da un infortunio e sta crescendo molto. Bravi sia in campo che il VAR di Paolo“.

Iraola lascia il Bournemouth a fine stagione! Decisione presa, ecco chi è in pole position per la sua sostituzione sulla panchina inglese

Iraola dirà addio al Bournemouth a fine stagione! Decisione presa, ecco chi lo sostituirà sulla panchina inglese. Ultimissime

Il futuro della panchina del Bournemouth è ormai delineato e si prepara a vivere un profondo cambiamento in vista della prossima stagione sportiva. Secondo David Ornstein, Andoni Iraola lascerà il Bournemouth alla scadenza del contratto quest’estate. Una separazione ufficiale che segnerà la fine di un ciclo tecnico estremamente apprezzato all’interno del competitivo panorama della Premier League.

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L’addio di Iraola: i vani tentativi di rinnovo della dirigenza

La decisione del tecnico spagnolo appare a questo punto definitiva e irrevocabile. Nel corso delle ultime settimane, la dirigenza della società britannica ha fatto di tutto per trattenere l’allenatore, riconoscendo l’enorme valore del suo lavoro e mettendo sul tavolo diverse e importanti proposte per il prolungamento dell’intesa contrattuale. Tuttavia, di fronte alle lusinghe societarie, il 43enne ha scelto di andarsene, declinando le offerte per chiudere qui la sua brillante avventura in rossonero.

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti sul campo, la costante valorizzazione della rosa e il forte legame creatosi con l’intera tifoseria del Vitality Stadium, la volontà del mister di cercare nuovi orizzonti e inedite sfide professionali ha prevalso sulla stabilità offerta dal progetto inglese. La scelta di addio obbliga ora i vertici del club a riprogrammare tempestivamente le proprie strategie, per non farsi trovare impreparati in vista del prossimo calciomercato.

Casting aperto per il successore: Kieran McKenna in cima alla lista

Con la certezza dell’imminente partenza a fine stagione, in casa Bournemouth è già partito ufficialmente il casting per il successore in corso. La dirigenza è alla scrupolosa ricerca di un profilo tattico moderno, ambizioso e capace di dare continuità all’identità di gioco consolidata nell’ultimo periodo.

In questo scenario di sondaggi e valutazioni, un candidato specifico sta prendendo quota con grandissima prepotenza. Attualmente, infatti, Kieran McKenna è in alto tra le opzioni analizzate dalla dirigenza delle Cherries. Il giovane manager si è messo in grande evidenza, dimostrando doti di leadership e idee di gioco che si sposano perfettamente con le ambizioni della squadra. I contatti tra le parti proseguiranno in maniera serrata: l’obiettivo primario è annunciare la nuova guida tecnica in tempi molto rapidi, così da poter pianificare al meglio il futuro della squadra.

Atletico Madrid, parla Cerezo: «Riserveremo un tributo a Griezmann. Julian Alvarez resterà per molto tempo, ecco la verità sul futuro di Simeone»

Atletico Madrid, il presidente Enrique Cerezo ha rilasciato queste dichiarazioni sul futuro di Simeone, Julian Alvarez e Griezmann

Il presidente dell’Atlético Madrid, Enrique Cerezo, ha fatto il punto sull’attualità dei Colchoneros in una lunga intervista concessa a Flashscore. Tra le ottime prestazioni in Champions League, le certezze sul mercato e la fiducia incondizionata nel progetto tecnico, il numero uno del club madrileno ha tracciato la rotta per il presente e il futuro della squadra, partendo dalle stelle del reparto offensivo fino alla guida tecnica.

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Il futuro di Alvarez e la fiducia nel Cholo

Le recenti prestazioni di Julián Alvarez hanno entusiasmato l’ambiente biancorosso, specialmente dopo l’impatto nella gara di andata di Champions League. Cerezo non ha alcun dubbio sul destino dell’attaccante argentino: “Julián ha disputato un match straordinario. E sì, posso confermare che resterà con noi ancora per molto tempo”.

Parole al miele anche per Diego Pablo Simeone. Nonostante qualche voce critica piovuta sull’allenatore argentino, la posizione della dirigenza è granitica. Il presidente ha ribadito la totale sintonia con il Cholo: “Non credo si possa muovere alcuna critica a Simeone. Noi, di sicuro, non ne abbiamo. È un grandissimo allenatore e siamo estremamente felici del suo lavoro. La sua permanenza? Spero proprio di sì. Anzi, sono assolutamente certo che andrà così”.

L’avversione per il VAR

Il focus dell’intervista si è poi spostato sull’attesissimo ritorno di Champions League contro il Barcellona. Forte del risultato dell’andata, Cerezo ostenta una forte sicurezza, pur consapevole della sete di remuntada dei blaugrana: “Il risultato e il rendimento della squadra all’andata mi hanno reso molto felice. Loro verranno qui con tanta voglia di rimontare, ma noi non saremo da meno. Ci siamo preparati al meglio, abbiamo lavorato duramente e sono convinto che faremo una grande partita, dando ancora di più rispetto all’andata. Passare il turno non è in discussione”.

Non è mancata una riflessione, molto netta, sul tema arbitrale: “Non amo parlare degli arbitri e, come sanno tutti, non mi piace il VAR. Ritengo che i direttori di gara debbano decidere in base a ciò che vedono sul campo, e che debbano essere lasciati lavorare in pace”.

L’omaggio a Griezmann

Infine, una doverosa parentesi dedicata ad Antoine Griezmann, leader tecnico e carismatico della rosa. Cerezo ha sottolineato l’importanza del fuoriclasse francese per la storia del club: “Antoine è un campione assoluto, siamo onorati di avere un giocatore della sua immensa qualità. Il giorno in cui deciderà di lasciare l’Atlético, gli riserveremo un tributo e un addio degni di ciò che rappresenta e ha sempre rappresentato per questa società“.

Bologna, in tre lavorano a parte mentre Skorupski…Ultimissime sugli infortunati in vista del ritorno contro l’Aston Villa

Bologna, tre giocatori lavorano a parte ma Skorupski…Cosa filtra sugli infortunati in vista del ritorno di Europa League contro l’Aston Villa

Il Bologna ritrova il sorriso in campionato e si prepara con rinnovata fiducia alla sfida più delicata dell’anno. Nell’ambito della 32ª giornata di Serie A, la formazione rossoblù ha infatti superato agevolmente il Lecce con un rotondo e meritato 2-0 casalingo, maturato grazie alle preziose firme d’autore di Freuler e Orsolini. Un successo vitale per il morale, che proietta immediatamente l’intero ambiente verso il fondamentale e imminente impegno continentale.

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Ripresa degli allenamenti a Casteldebole: il punto sull’infermeria

Senza concedersi un attimo di respiro, la rosa si è ritrovata già questa mattina presso il centro tecnico di Casteldebole. L’obiettivo è preparare nei minimi dettagli la complicatissima e affascinante trasferta di Birmingham contro l’Aston Villa, match valido per il decisivo atto di ritorno dei quarti di finale di Europa League.

Il programma dell’allenamento odierno è stato diviso in due fasi: è andata in scena una fisiologica seduta di scarico dedicata esclusivamente ai calciatori maggiormente impiegati contro i salentini, affiancata da un allenamento a ritmi più alti sul campo per il resto del gruppo. L’infermeria resta però un tema scottante da gestire con cautela: Lykogiannis, Dominguez e Dallinga hanno infatti svolto una seduta differenziata per smaltire i rispettivi acciacchi, mentre l’estremo difensore Skorupski ha effettuato dei lavori specifici in palestra.

Il piano di Italiano per ribaltare il risultato del Villa Park

Mister Vincenzo Italiano e il suo staff stanno lavorando senza sosta per tentare di recuperare il maggior numero possibile di infortunati in vista di quella che rappresenta senza dubbio la partita più importante della stagione. Il percorso in campionato è stato purtroppo compromesso dai numerosi e inattesi passi falsi registrati soprattutto nella prima parte dell’anno. Per mantenere vivo l’entusiasmo dell’appassionata tifoseria felsinea e continuare a sognare un traguardo di prestigio, il Bologna è chiamato a una vera e propria impresa sportiva al Villa Park.

In Inghilterra servirà una prestazione perfetta per rimontare il 3-1 dell’andata. Un passivo decisamente amaro, scaturito nonostante una grandissima gara dei rossoblù, condizionata in maniera letale da tre errori individuali che hanno spianato la strada ai gol della temibile formazione guidata da Unai Emery. Proprio in ottica rimonta, nell’ultimo turno di campionato, il tecnico ha saggiamente deciso di far riposare gran parte dei giocatori più in forma, per poter contare sulla miglior condizione fisica possibile e tentare il tutto per tutto.

Mercato Juventus: trattative in fase avanzata per il rinnovo di Locatelli. Quando potrebbe arrivare la firma sul nuovo contratto

Mercato Juventus: il rinnovo di Manuel Locatelli è ad un passo. Ecco quando potrebbe arrivare la firma sul nuovo contratto del capitano

La Juventus preme il piede sull’acceleratore per pianificare il proprio futuro e blindare i suoi giocatori più rappresentativi. In vista delle prossime annate sportive, il club bianconero ha deciso di agire con largo anticipo per consolidare in maniera definitiva le fondamenta del proprio centrocampo. Al centro di questa chiara e mirata strategia societaria c’è il rinnovo del contratto di Manuel Locatelli, un’operazione che le parti stanno portando avanti con grande ottimismo e che appare ormai giunta alle battute finali.

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I dettagli dell’accordo: un legame a lungo termine

La dirigenza si trova attualmente in trattative avanzate con i procuratori del giocatore. La volontà del club è assolutamente inequivocabile e condivisa: mettere il capitano saldamente al centro del progetto futuro. Attualmente, le parti sono alacremente al lavoro per definire gli ultimissimi dettagli economici e normativi di un accordo che dovrebbe legare il calciatore ai colori bianconeri fino al 2030 (o 2031), blindandolo di fatto per la quasi totalità della sua carriera ad alti livelli. Per quanto riguarda le tempistiche del comunicato ufficiale, la firma potrebbe arrivare dopo il match col Bologna, per permettere alla squadra di restare concentrata sugli impegni di campo.

La svolta tecnica sotto la cura di mister Spalletti

La decisione della società di prolungare in modo così importante l’intesa contrattuale premia senza dubbio il rendimento sul prato verde. Manuel Locatelli si è infatti reso protagonista di un’ottima e continua stagione. La vera e propria consacrazione tattica è arrivata di recente: da quando è arrivato in panchina mister Spalletti, il regista ha elevato vertiginosamente le proprie prestazioni, ritrovando le giuste geometrie, una spiccata leadership e una ritrovata sicurezza nella gestione del possesso palla.

Verso la fumata bianca: un pilastro per la mediana

Le garanzie fornite sul terreno di gioco hanno spazzato via ogni possibile dubbio. Oggi, l’ex Sassuolo è considerato dallo staff e dalla dirigenza un elemento imprescindibile per l’equilibrio della squadra, fondamentale sia in fase di rottura che in fase di impostazione. Forte di questa consapevolezza e stima reciproca, il dialogo tra l’entourage e la società procede spedito verso la fumata bianca. La Juventus si appresta così ad annunciare il rinnovo del suo metronomo, assicurandosi un tassello chiave per costruire un centrocampo solido, moderno e ambizioso negli anni a venire.

Assoagenti risponde a De Laurentiis: «Soldi sottobanco per le convocazioni in Nazionale? Mere insinuazioni diffamatorie. Se ha nomi e prove…»

Assoagenti ha replicato a De Laurentiis dopo le dure accuse ai procuratori. Ecco il messaggio nei confronti del presidente del Napoli

Il mondo del calcio italiano è scosso da una nuova e accesissima polemica. L’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società (AIACS) ha deciso di prendere una posizione netta e categorica, replicando con estrema durezza alle recenti esternazioni del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Le dichiarazioni rilasciate dal patron azzurro sono state infatti etichettate senza mezzi termini come “infamanti” e totalmente “prive di fondamento”.

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Le accuse alla CBS e la bufera sulla Nazionale

L’origine di questo duro scontro istituzionale risiede in un’intervista concessa dall’imprenditore cinematografico all’emittente televisiva americana CBS. In quel contesto mediatico, il numero uno del club partenopeo aveva lanciato un’accusa di una gravità inaudita riguardo alle dinamiche interne al sistema sportivo del nostro Paese. Nello specifico, aveva affermato esplicitamente che in Italia alcune figure riceverebbero soldi sottobanco dagli agenti per convocare i calciatori in Nazionale”.

L’attacco alla FIGC e il danno d’immagine per il calcio italiano

Secondo l’attenta analisi dell’AIACS, simili esternazioni travalicano il semplice attacco alla categoria degli intermediari sportivi. Esse, infatti, si trasformano in un colpo letale mirato direttamente al cuore e alla credibilità della FIGC, finendo per delegittimare in maniera pericolosa l’intera governance della federazione.

L’associazione di categoria ha voluto sottolineare con forza come il lanciare denunce pubbliche di corruzione così radicate nel sistema, senza l’adeguato supporto di prove concrete, finisca per minare irrimediabilmente la già fragile fiducia degli sponsor e dell’intera opinione pubblica. Un danno d’immagine incalcolabile per il panorama calcistico nazionale, un movimento già pesantemente provato da un lungo periodo di profonda crisi, sia a livello tecnico che sul piano prettamente istituzionale.

L’invito a presentare prove concrete alle autorità

Per chiudere la contesa e chiarire in modo definitivo la propria posizione, l’associazione ha diramato una nota ufficiale. Attraverso questo comunicato, l’AIACS ha invitato formalmente De Laurentiis a presentarsi immediatamente davanti alle autorità competenti, qualora fosse realmente a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. La provocazione lanciata al presidente è chiara e diretta: Se il Presidente ha nomi e prove, ha il dovere di denunciarli; in caso contrario, le sue parole restano mere insinuazioni diffamatorie volte a mascherare altre problematiche o a perseguire battaglie personali”.

Il clima attorno alla Nazionale italiana si conferma dunque incandescente, e questa vicenda rischia ora di avere ulteriori e pesanti strascichi nelle sedi opportune.

Infortunio Pisilli, la Roma perde il suo centrocampista: l’esito ufficiale degli esami e cosa filtra in vista del match con l’Atalanta! Ultimissime

Infortunio Pisilli, la Roma ha perso il centrocampista. Cosa filtra in vista del match con l’Atalanta e quali sono le sue condizioni

Arrivano brutte notizie dall’infermeria per la formazione giallorossa. Durante la consueta seduta di allenamento svoltasi nella giornata di ieri, la Roma ha dovuto registrare un inaspettato e preoccupante stop per uno dei suoi prospetti. Niccolò Pisilli ha infatti accusato un problema fisico che lo ha costretto a interrompere anticipatamente l’attività sul rettangolo verde, destando immediata apprensione nell’intero ambiente capitolino e nello staff tecnico.

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L’esito degli esami: confermata la distorsione alla caviglia

Per fare totale luce sull’entità del problema, il centrocampista è stato tempestivamente sottoposto agli accertamenti medici di rito. Gli esami strumentali non hanno lasciato spazio a particolari dubbi, evidenziando una distorsione alla caviglia sinistra. Un infortunio fastidioso che, seppur apparentemente non di estrema gravità, necessita di assoluta cautela e di un attento monitoraggio clinico.

Il percorso di recupero del ragazzo inizierà in maniera tempestiva, ma le sue reali condizioni fisiche richiederanno una scrupolosa valutazione giorno per giorno da parte dell’esperto staff medico giallorosso. L’obiettivo principale, in questa primissima fase, è disinfiammare completamente l’articolazione e procedere con le terapie specifiche per restituire il calciatore alle rotazioni nel minor tempo possibile, evitando qualsiasi tipo di forzatura.

Il momento delicato e lo scontro diretto per l’Europa

Questo imprevisto stop forzato non poteva capitare in un frangente agonistico peggiore per la compagine capitolina. L’infortunio di Pisilli arriva, infatti, in una fase estremamente delicata della stagione, proprio mentre la squadra è pienamente coinvolta nell’accesa e complessa corsa per la qualificazione in Champions League.

La rosa giallorossa è attesa da un calendario incandescente, il cui culmine a brevissimo termine è rappresentato dal fondamentale scontro diretto contro l’Atalanta, in programma per sabato 18 aprile. Perdere un’utile pedina in mezzo al campo alla vigilia di una partita così cruciale per le ambizioni di classifica costringerà l’allenatore a rivedere i propri piani tattici. La speranza dei tifosi e della dirigenza è di riuscire a recuperare al più presto il talento del proprio vivaio per l’attesissimo rush finale del campionato. Le prossime ore saranno decisive per capire gli effettivi tempi di rientro per i prossimi impegni ufficiali della Roma.

Infortunio Davis, tegola per l’Udinese: si ferma l’attaccante! Le sue condizioni e quanto rimarrà fuori

Infortunio Davis, l’attaccante dell’Udinese si è fermato: le sue condizioni e quanto rimarrà ai box. Tutti i dettagli dopo il match col Milan

Arrivano pessime notizie dall’infermeria per l’Udinese e per il suo tecnico Kosta Runjaić. La clamorosa e storica vittoria per 0-3 a San Siro contro il Milan ha lasciato in dote non solo tre punti d’oro per la classifica e un grandissimo entusiasmo, ma anche un grave problema fisico. La formazione friulana, infatti, dovrà forzatamente rinunciare per le prossime sfide a Keinan Davis, attaccante inglese e pedina ormai imprescindibile. Il giocatore si era fin qui confermato come uno dei principali punti di riferimento offensivi dello scacchiere tattico bianconero in questa esaltante stagione agonistica.

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La dinamica dell’infortunio durante la trasferta di Milano

Il momento cruciale in negativo si è materializzato proprio durante l’ottima prestazione collettiva nel capoluogo lombardo. Il centravanti, dopo aver lottato con grande spirito di sacrificio su ogni pallone per mantenere alto il baricentro della squadra, è stato improvvisamente costretto ad abbandonare il campo al 76’ minuto della ripresa. Una smorfia di dolore durante la corsa ha subito fatto intuire allo staff tecnico la natura del problema: un chiaro infortunio muscolare che ha richiesto la sostituzione immediata, macchiando in parte la serata perfetta della compagine friulana.

L’esito degli accertamenti e il comunicato ufficiale

Nella giornata odierna, lo staff sanitario della società bianconera ha provveduto a sottoporre il giocatore agli approfondimenti di rito per comprendere a fondo l’entità del danno fisico. Gli esiti degli esami strumentali hanno purtroppo confermato le cattive sensazioni avute a caldo sul terreno di gioco.

A fare totale chiarezza sulla situazione clinica è intervenuta la stessa società attraverso una nota formale. Ecco il comunicato del club friulano:

“Udinese Calcio comunica che Keinan Davis ha riportato un trauma distrattivo al bicipite femorale destro. Il calciatore sarà valutato nei prossimi 10 giorni e ha già iniziato l’iter di recupero.”

Le soluzioni per l’attacco in vista della Serie A

Il problema muscolare al flessore imporrà uno stop inevitabile per il giocatore britannico. Di conseguenza, Kosta Runjaić sarà chiamato a ridisegnare l’attacco dell’Udinese in vista dei prossimi e ravvicinati appuntamenti del calendario di Serie A. Pur mantenendo estrema cautela sui tempi di rientro effettivi, che dipenderanno dalle prossime e fondamentali valutazioni mediche, la squadra dovrà dimostrarsi capace di sopperire all’assenza del proprio ariete, affidandosi al resto della rosa per dare continuità ai risultati positivi.

Barcellona, l’UEFA risponde al reclamo presentato dai blaugrana! Decisione presa dopo il caos post Atletico Madrid, è ufficiale

Barcellona, l’UEFA ha risposto così al reclamo presentato dai blaugrana! La decisione ufficiale dopo il caos post Atletico Madrid

A pochissime ore dal fischio d’inizio dell’attesissima sfida di ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Barcellona, non accennano a placarsi le pesanti polemiche scaturite durante il discusso match d’andata. All’indomani della cocente sconfitta interna per 0-2, la dirigenza del club blaugrana aveva infatti deciso di muoversi formalmente, inviando un duro reclamo ufficiale ai vertici della UEFA. Nel mirino della società catalana è finito l’arbitraggio di Kovacs, contestato aspramente per non aver concesso un potenziale e decisivo calcio di rigore a causa di un evidente fallo di mano di Pubill consumatosi all’interno dell’area di rigore biancorossa.

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La rabbia del Barcellona e l’accusa al direttore di gara

L’insoddisfazione per la direzione tecnica dell’incontro è stata messa nero su bianco. Per motivare la propria richiesta di revisione e tutelare i propri interessi sportivi, la società aveva redatto una nota molto chiara e perentoria, evidenziando le presunte e gravi mancanze del fischietto: Il Club ritiene che l’arbitraggio non abbia aderito alla legge vigente, influenzando direttamente il modo in cui il gioco è progredito e il risultato. Una presa di posizione netta, che auspicava un tempestivo e risolutivo intervento da parte del massimo organo calcistico europeo.

Il comunicato della UEFA: reclamo inammissibile

Dopo un’attenta valutazione e l’analisi dell’episodio contestato, la risposta istituzionale ha però stroncato definitivamente le speranze della formazione ospite. Attraverso una nota ufficiale, la UEFA ha archiviato il caso dichiarando la documentazione pervenuta del tutto nulla: A seguito della partita di andata dei quarti di finale di UEFA Champions League tra FC Barcelona e Atlético de Madrid, disputata mercoledì 8 aprile 2026, l’FC Barcelona ha presentato un reclamo relativo a una decisione arbitrale. Il 13 aprile 2026, l’Organo di Controllo Etico e Disciplinare della UEFA ha dichiarato il reclamo inammissibile”.

Un match di ritorno ad altissima tensione

Questa rigida chiusura burocratica mira formalmente a spegnere ogni residua polemica relativa agli strascichi della gara d’andata. Tuttavia, la ferma decisione dell’Organo di Controllo Etico e Disciplinare rischia, al contrario, di infiammare ulteriormente l’agonismo e il senso di rivalsa dei catalani in vista dell’arduo e infuocato match di ritorno, in programma per questa sera, che deciderà le sorti della qualificazione.

De Laurentiis esce allo scoperto: «Ricevemmo un’offerta da 200 milioni dal Psg per vendere insieme Osimhen e Kvaratskhelia. Conte mi disse questo, fu un errore»

De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento del calcio italiano e ha fatto queste rivelazioni di mercato

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga e dirompente intervista al New York Times, affrontando i temi più caldi del calcio italiano e internazionale. Dalle dinamiche societarie alle riforme necessarie per salvare il sistema, il patron non ha usato mezzi termini.

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Il rapporto con i tifosi e la lealtà dei calciatori

Analizzando il suo ruolo dirigenziale e il legame con la piazza, De Laurentiis ha chiarito la sua posizione: I tifosi sono i miei clienti, quindi lavoro per loro. Devo sempre tenere in considerazione ciò che pensano. Ma nel mio ruolo di presidente, devo sempre mantenere un equilibrio. Dico: io sono il presidente e voi siete i tifosi. Vi voglio bene. Se mi volete bene, bene. Se non mi volete bene, non so cosa fare. Ma io sono il proprietario e sono responsabile. Quindi volete vincere. Ma non possiamo fallire perché una volta è successo, ma con me non accadrà mai più.

Sulla fedeltà dei giocatori al club, il presidente è stato tranciante, ricordando un’unica grande eccezione: I tifosi vogliono vincere e pensano che i giocatori onoreranno la loro maglia per sempre, ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi di fedeltà. Ho avuto un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che era il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma questo è solo un caso”.

Il retroscena di calciomercato: l’addio di Kvara e l’attacco agli agenti

Il numero uno del Napoli ha poi svelato un clamoroso retroscena di calciomercato: Quando era arrivato Conte, abbiamo ricevuto un’offerta di 200 milioni di euro dal PSG e da altri club per vendere insieme Osimhen e Kvaratskhelia. Conte ci disse che potevamo Osimhen, ma per favore non Kvara. E’ stato un grosso errore, perché dopo ho avuto grossi problemi con il padre-agente di Kvara. Poteva rescindere il contratto con l’articolo 17 del regolamento FIFA, così ho deciso che era meglio venderlo a gennaio. Conte non era contento. Sto cercando di cambiare queste regole perché, se fai un investimento, non puoi essere ricattato da nessuno. Gli agenti sono un branco di vampiri che succhiano soldi al calcio”.

Le riforme: tempo effettivo e un nuovo “Super Campionato”

Guardando al futuro, l’imprenditore propone riforme radicali per attirare le nuove generazioni: Il calcio sta perdendo il pubblico dei più giovani, la nuova generazione è il nostro oro. Se non li accontentiamo, moriremo e non ci sarà più la stessa partecipazione degli ultimi 100 anni. Le partite sono troppo lunghe, così come i 15 minuti di intervallo. Ridurrei ogni tempo da 45 minuti a 25 minuti, col tempo effettivo al posto dei minuti di recupero. Così i calciatori smetterebbero di fare i buffoni come attori, fingendo infortuni per perdere tempo. Eliminerei le espulsioni, mandando i giocatori fuori dal campo per 5 minuti in caso di cartellino giallo e per 20 minuti in caso di cartellino rosso. Bisogna cambiare le regole per aumentare lo spettacolo e il numero di goal. Il fuorigioco deve essere cambiato, non si può annullare un goal per pochi millimetri”.

Per quanto riguarda le competizioni, il piano prevede un netto ridimensionamento della Serie A: “La Serie A dovrebbero ridurre il numero di squadre da 20 a 16, escludendo chi ha meno di un milione di tifosi. Infine, il lancio di un torneo continentale d’élite: “Le squadre più importanti di Italia, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra devono formare un campionato europeo. Non chiamatela Super Lega, ma Super Campionato”.

Neuer via dal Bayern Monaco? La decisione sul futuro può attendere: la verità sulle voci sulla Premier League

Neuer via dal Bayern Monaco? La decisione sul futuro può attendere: la verità sulle voci sulla Premier League e sull’ipotesi rinnovo

Il futuro di Manuel Neuer resta legato al Bayern Monaco, almeno per il momento. L’ipotesi di una trattativa già avviata con club di Premier League non trova conferme da Fabrizio Romano, mentre il quadro certo è che il portiere tedesco ha un contratto in essere con il club bavarese fino al 30 giugno 2026. Il rinnovo annuale era stato annunciato ufficialmente dal Bayern il 3 febbraio 2025.

Neuer Bayern, ora conta solo chiudere al meglio la stagione

Le indiscrezioni circolate nel Regno Unito su un possibile futuro inglese del portiere non risultano supportate da conferme ufficiali. Al contrario, le fonti più recenti descrivono un Neuer pienamente concentrato sul finale di stagione con il Bayern Monaco.

Neuer Bayern, la decisione sul futuro arriverà più avanti

Il tema vero, quindi, riguarda semmai la scelta che Neuer dovrà fare nei prossimi mesi: provare a prolungare ancora la sua esperienza al Bayern oppure chiudere il ciclo al termine del contratto. Alcune ricostruzioni tedesche parlano di una valutazione attesa più avanti, ma al momento non ci sono elementi verificabili che confermino una trattativa con la Premier League. La situazione resta aperta, ma oggi il punto fermo è uno solo: Neuer è sotto contratto con il Bayern Monaco fino a giugno 2026 e il suo focus resta sul club tedesco.

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PAROLE – «🚨 Manuel Neuer non sta negoziando con nessun club di Premier League nonostante le notizie nel Regno Unito.
Piena concentrazione sull’FC Bayern fino a giugno e poi Neuer deciderà se vuole firmare un nuovo contratto per un’altra stagione al club o no.
».

Fullkrug Milan, destino segnato: decisione presa sul riscatto dal West Ham!

Fullkrug Milan, destino segnato: decisione presa sul riscatto dal West Ham! L’avventura in rossonero per il tedesco è già ai titoli di coda?

L’esperienza di Niclas Füllkrug con la maglia del Milan sembra destinata a chiudersi al termine della stagione. Il centravanti tedesco era arrivato a gennaio in prestito dal West Ham, con un’opzione per l’acquisto a titolo definitivo, ma nelle ultime ore le indicazioni di mercato vanno tutte nella stessa direzione: il club rossonero non sarebbe orientato ad attivare il riscatto. A rilanciare la notizia è stato Fabrizio Romano, secondo cui il futuro dell’attaccante sarà lontano da San Siro già a partire da giugno. La base contrattuale dell’operazione è confermata anche dal comunicato ufficiale del Milan, che al momento dell’arrivo del giocatore aveva annunciato un prestito con opzione di acquisto.

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Füllkrug Milan, il club vuole cambiare strada in attacco

La scelta rossonera, secondo le ricostruzioni di queste ore, si inserisce in un piano più ampio di rinnovamento del reparto offensivo. Il Milan starebbe valutando profili diversi per caratteristiche, età e prospettiva tecnica, con l’obiettivo di consegnare a Massimiliano Allegri un attacco più funzionale alla prossima stagione. L’opzione di acquisto prevista nell’accordo con il West Ham è stata indicata da più fonti intorno ai 5 milioni di euro, una cifra tutto sommato contenuta, ma che il club avrebbe comunque deciso di non investire. La linea sembra chiara: liberare spazio salariale e tecnico per muoversi su altri obiettivi nel mercato estivo.

Füllkrug Milan, ritorno al West Ham e nuovo addio all’orizzonte

Il futuro di Füllkrug, però, non dovrebbe essere nemmeno al West Ham. Sempre secondo Fabrizio Romano, il centravanti farà ritorno al club inglese solo in modo temporaneo, prima di una nuova partenza che potrebbe riportarlo altrove già in estate. In questo momento non risultano conferme ufficiali sulla prossima destinazione, ma il quadro che emerge è quello di un attaccante destinato a cambiare ancora maglia dopo pochi mesi in rossonero. Per il Milan, questa operazione rappresenta uno dei primi tasselli della ricostruzione offensiva in vista del 2026/27. Dopo un’esperienza che non è riuscita davvero a decollare, le strade tra Füllkrug e il club di via Aldo Rossi sembrano ormai destinate a separarsi.

D’Aversa Torino, il futuro resta in bilico nonostante i buoni risultati? Il tecnico ha 3 motivi per sperare nel rinnovo

D’Aversa Torino, il futuro resta in bilico nonostante i buoni risultati? Il tecnico ha 3 motivi per sperare nel rinnovo: svelata la posizione del club

Il Torino ha ormai messo in sicurezza la salvezza e può guardare con maggiore serenità al finale di stagione, ma il tema più delicato in casa granata resta quello della panchina. Come sottolinea Tuttosport, il nome di Roberto D’Aversa è oggi al centro delle riflessioni del club, anche se una decisione definitiva non è ancora stata presa. Le parole del presidente Urbano Cairo, che ha ammesso come il confronto sia in corso senza però arrivare a una scelta conclusiva, confermano uno scenario ancora aperto. Dovevano essere settimane di certezze, invece il Torino si ritrova a dover sciogliere uno dei nodi più importanti in vista della prossima stagione: andare avanti con l’attuale allenatore oppure cambiare ancora guida tecnica.

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Torino, i numeri di D’Aversa spingono verso la conferma

Eppure i risultati ottenuti da D’Aversa da quando è arrivato parlano in modo chiaro. Il tecnico era stato scelto inizialmente come traghettatore, chiamato a raddrizzare una situazione diventata improvvisamente più complicata del previsto. Invece il suo impatto è stato molto positivo: 12 punti in 6 partite, una media da zona europea più che da corsa salvezza. Un rendimento che ha inevitabilmente costretto Cairo a riflettere con maggiore attenzione sulla possibilità di confermarlo. Anche perché il Torino, oggi a quota 39 punti, può ancora chiudere la stagione facendo meglio rispetto all’annata precedente, quando la squadra aveva terminato all’undicesimo posto con 44 punti. Se D’Aversa dovesse riuscire a migliorare quel bottino, la sua candidatura per la permanenza diventerebbe inevitabilmente ancora più forte.

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Torino, il derby e il rapporto con la piazza possono pesare sulla scelta

C’è poi un altro aspetto che potrebbe incidere molto sulla decisione finale: il rapporto con la tifoseria. D’Aversa, partita dopo partita, sta conquistando sempre più credito anche tra i sostenitori granata. E un eventuale successo nel derby contro la Juventus avrebbe un peso enorme, sia sul piano simbolico sia su quello emotivo. Per Cairo, che negli ultimi anni raramente ha preso decisioni per accontentare la piazza, potrebbe essere un fattore da non sottovalutare, soprattutto in un momento in cui il club ha bisogno di ricucire il rapporto con il proprio pubblico. Tutto questo non basta ancora a garantire il rinnovo, ma rende molto meno scontato un addio a fine stagione. Oggi D’Aversa non è più soltanto un tecnico chiamato a traghettare il Torino: è un allenatore che si è guadagnato il diritto di giocarsi davvero la conferma.

Giudice Sportivo Serie A, che stangata per Berardi ed Ellertsson! Tutte le decisioni dopo la 32ª giornata

Giudice Sportivo Serie A: le decisioni dopo la 32ª giornata di campionato 2025/26, il comunicato ufficiale

Il Giudice Sportivo, dottor Gerardo Mastrandrea, ha diramato le decisioni ufficiali in seguito alle gare disputate tra il 10 e il 13 aprile 2026, valide per la 32ª giornata di Serie A (tredicesima del girone di ritorno). Il comunicato numero 162 evidenzia diverse sanzioni disciplinari sia per i club che per i calciatori, delineando il quadro degli assenti per il prossimo turno di campionato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il Giudice Sportivo ha ufficializzato i provvedimenti relativi al 32° turno di Serie A 2025/26, con sanzioni che riguardano sia i club sia diversi calciatori. Sul fronte delle società, le ammende più rilevanti colpiscono il Cagliari, punito con 4.000 euro per il ritardo di tre minuti nell’inizio della gara, il Bologna, sanzionato con 3.000 euro per il lancio di due fumogeni nel recinto di gioco, e la Roma, multata con 2.000 euro per il lancio di un petardo nel secondo tempo. Nello stesso comunicato viene inoltre richiamata la presenza di materiale pirotecnico introdotto e utilizzato dai sostenitori di Atalanta, Cagliari, Fiorentina, Genoa, Juventus e Napoli, pur senza ulteriori sanzioni grazie alle attenuanti previste dal Codice di Giustizia Sportiva. Le decisioni del Giudice Sportivo vengono pubblicate abitualmente dalla Lega Serie A sul sito ufficiale.

Giudice Sportivo Serie A, Berardi e Ellertsson i casi più pesanti

Il provvedimento più duro riguarda Domenico Berardi, fermato per due giornate effettive di gara e sanzionato con un’ammenda da 10.000 euro dopo quanto accaduto nel tunnel degli spogliatoi al termine del primo tempo di Genoa-Sassuolo. Il capitano neroverde è stato punito per aver cercato il contatto fisico con un avversario e per aver cinto con le mani il collo di un altro giocatore intervenuto per separare i due. Più lieve, ma comunque significativa, la sanzione a carico di Mikael Egill Ellertsson, fermato per una giornata e multato di 5.000 euro per avere spinto con forza un avversario nello stesso episodio. L’alterco tra i due era stato già ricostruito nelle ore successive alla gara da diverse fonti sportive.

Giudice Sportivo Serie A, gli altri squalificati e il caso Noslin

Tra i calciatori non espulsi, salteranno il prossimo turno Josh Doig del Sassuolo, Morten Frendrup e Ruslan Malinovskyi del Genoa, Ardian Ismajli del Torino e Petar Sučić dell’Inter, tutti fermati per somma di ammonizioni. Va aggiunto anche Youssef Maleh della Cremonese, che deve ancora scontare una giornata residua di squalifica. Per quanto riguarda invece la Lazio, Tijjani Noslin è stato punito con un’ammonizione e con un’ammenda da 2.000 euro per simulazione in area di rigore avversaria. Un quadro disciplinare piuttosto pesante, che avrà inevitabili riflessi sulle scelte degli allenatori in vista della 33ª giornata. Le squalifiche per somma di ammonizioni rientrano nel consueto meccanismo disciplinare già applicato anche nei turni precedenti.

FIGC, Malagò punta su Maldini: ecco il ruolo che potrebbe affidargli in Federazione

FIGC, Malagò punta su Maldini: ecco il ruolo che potrebbe affidargli in Federazione. La missione per l’ex dirigente del Milan

La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo e, dopo l’assemblea di Lega Serie A, il nome più forte resta quello di Giovanni Malagò. Il sostegno dei club di massima serie è stato molto ampio: 18 società hanno sottoscritto la candidatura dell’ex presidente del CONI, mentre Lazio e Hellas Verona non hanno firmato il documento iniziale. Si tratta comunque di un segnale politico molto forte, che consegna a Malagò una posizione di vantaggio nella corsa verso il voto del prossimo 22 giugno.

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FIGC, il duello con Abete si allarga alle altre componenti

A sfidare Malagò, con ogni probabilità, sarà Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che ha già annunciato l’intenzione di chiedere il mandato per candidarsi. Secondo il Corriere della Sera, la partita è appena cominciata e l’ex numero uno del CONI punta ora ad allargare il consenso anche oltre la Serie A, cercando appoggi trasversali nelle altre componenti federali. In questo quadro, il nome di Paolo Maldini viene indicato dal quotidiano come una possibile figura da coinvolgere nella squadra di Malagò, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con l’area tecnica e con il mondo dei calciatori e degli allenatori.

FIGC, restano da chiarire equilibri e alleanze verso il voto del 22 giugno

Il quadro, quindi, è ancora in piena evoluzione. La Serie A ha scelto con decisione, ma il peso delle altre componenti federali sarà determinante per l’esito finale. Per questo motivo il sostegno ricevuto da Malagò rappresenta un primo passo molto importante, ma non ancora decisivo. La partita per la successione di Gravina si giocherà infatti soprattutto sulla capacità di costruire alleanze, presentare un progetto credibile e raccogliere consensi ben oltre il blocco dei club di vertice.

Thuram Inter, i gol che allontanano l’addio: adesso cambia tutto! La posizione del club

Thuram Inter, i gol che allontanano l’addio: adesso cambia tutto! La posizione del club in merito al futuro dell’attaccante francese

Lo scatto dell’Inter verso il traguardo passa anche dal ritorno ad altissimo livello di Marcus Thuram. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, l’attaccante francese ha messo alle spalle il lungo periodo opaco vissuto tra inverno e inizio primavera, tornando a incidere con continuità proprio nella fase più delicata del campionato. I segnali della rinascita sono stati chiari: prima la prestazione contro la Roma, con un contributo pesante tra assist e gol, poi la doppietta contro il Como, che ha restituito ai nerazzurri tutta la forza offensiva del loro numero 9. Il francese ha così spazzato via dubbi e critiche, riportandosi in doppia cifra in Serie A e salendo a quota 15 reti stagionali, numeri che certificano il suo peso all’interno del progetto interista.

Thuram Inter, Chivu lo considera intoccabile e il club vuole blindarlo

Secondo La Gazzetta dello Sport, oggi Thuram viene considerato un punto fermissimo del presente e del futuro dell’Inter. A meno di offerte fuori scala, il club non ha intenzione di privarsi di lui, anche perché l’estate nerazzurra si preannuncia già ricca di interventi in altri reparti. Cristian Chivu sarebbe stato molto chiaro su questo punto: rinunciare a un giocatore con le caratteristiche del francese non avrebbe senso, soprattutto in una squadra che vuole mantenere un livello alto di competitività. Il contratto fino al 2028 e la clausola rescissoria da 85 milioni rappresentano una protezione importante, ma ancora più significativa è la centralità che Thuram ha riconquistato sul campo. In un’estate di possibili aggiustamenti e rivoluzioni parziali, il francese è visto come una base da cui ripartire, non come un sacrificio da mettere sul mercato.

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Thuram Inter, la ThuLa resta il motore dello scudetto

A rendere ancora più importante il ritorno del francese è la sintonia con Lautaro Martinez, che continua a essere il vero motore offensivo dell’Inter. La Gazzetta dello Sport sottolinea come il legame tra i due sia rimasto uno dei pilastri della squadra, al di là della crescita di Pio Esposito e dell’utilità delle alternative offensive. La “ThuLa” continua a rappresentare l’anima dell’attacco nerazzurro, e il gesto del capitano sotto la Curva Nord, con l’indicazione proprio verso Thuram dopo la vittoria con la Roma, è stato letto come il simbolo di una centralità ritrovata. Ritrovata la brillantezza in campo e la serenità fuori, Marcus Thuram torna così a essere l’uomo a cui l’Inter si aggrappa per chiudere al meglio la corsa scudetto.

Liverpool PSG, ad Anfield non c’è in palio solo la semifinale di Champions: sullo sfondo il caso Diakhaby

Liverpool PSG, ad Anfield non c’è in palio solo la semifinale di Champions: sullo sfondo il caso Diakhaby, ecco di che cosa si tratta

Tra le partite di oggi dei quarti di Champions c’è Liverpool PSG. Il Paris Saint-Germain si prepara a una delle serate più importanti della sua stagione, con il ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Liverpool ad Anfield. La squadra di Luis Enrique parte dal vantaggio del 2-0 ottenuto all’andata al Parco dei Principi, un successo netto e meritato confermato anche dalle cronache internazionali, che hanno raccontato un PSG dominante e capace di mettere in enorme difficoltà i Reds. Nonostante il doppio vantaggio, però, il ritorno si annuncia delicatissimo, perché il Liverpool proverà a riaprire il discorso qualificazione spinto dalla forza di Anfield e dalla necessità di salvare una stagione complicata. Arne Slot ha già parlato di una squadra pronta a prendersi più rischi e a cercare una notte speciale davanti al proprio pubblico.

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PSG Liverpool, l’addio di Bafodé Diakhaby accende anche il dietro le quinte

Dentro questo confronto europeo si inserisce anche una vicenda che riguarda il lavoro dei due club fuori dal campo. Il Liverpool, infatti, ha aggiunto alla propria struttura del vivaio Bafodé Diakhaby, tecnico arrivato dal settore giovanile del PSG. Le fonti consultate confermano il trasferimento del coach francese all’academy dei Reds all’inizio di febbraio 2026, dopo un lungo percorso di crescita nel club parigino. La sua uscita ha avuto un certo peso simbolico, perché si tratta di una figura riconosciuta nel lavoro con i talenti e nel percorso di sviluppo dell’area academy.

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PSG Liverpool, tra tensioni interne e sfida europea il club francese si gioca molto

Il punto, quindi, è doppio: da una parte c’è il campo, dove il PSG vuole difendere il vantaggio e confermare la propria candidatura europea; dall’altra c’è un contesto interno che, secondo varie ricostruzioni giornalistiche, sta attraversando cambiamenti e tensioni nel settore giovanile. Non tutte le affermazioni del testo di partenza risultano confermate in modo indipendente, in particolare quelle sul ruolo di Pierre Reynaud e sul presunto sistema centralizzato imposto dal club. Quello che si può confermare è che l’uscita di Diakhaby verso il Liverpool è reale e si inserisce in una fase di trasformazione dell’area academy parigina. Per il PSG, dunque, la notte di Anfield vale moltissimo non solo per la corsa in Champions, ma anche perché arriva in un momento in cui il club si misura contemporaneamente con pressioni sportive e riassetti interni.

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De Laurentiis fuga ogni dubbio: «Conte ct dell’Italia? Non mi abbandonerebbe mai. Prima va risolto un altro problema in Federazione»

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, risponde ancora una volta sulla possibilità d’addio di Conte per diventare ct dell’Italia

Il futuro di Antonio Conte continua a intrecciarsi con quello della Nazionale italiana, ma Aurelio De Laurentiis ha chiarito che, prima di tutto, va definito il nuovo assetto della FIGC. Nella lunga intervista rilanciata oggi al NY Times, il presidente del Napoli ha spiegato che al momento manca ancora il presupposto istituzionale per affrontare davvero il tema del prossimo commissario tecnico, visto che non è stato ancora scelto il nuovo presidente federale.

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Conte Napoli, il presidente azzurro si aspetta una decisione rapida

De Laurentiis ha però lasciato intendere di non voler ostacolare un eventuale passaggio di Conte sulla panchina dell’Italia, a patto che tutto avvenga con tempi chiari e senza danneggiare il club. Il numero uno azzurro considera l’allenatore una figura seria e professionale, poco incline a lasciare il Napoli improvvisamente in una fase delicata del progetto. Proprio per questo, il presidente si aspetta che un’eventuale scelta venga comunicata con anticipo sufficiente, così da consentire alla società di programmare per tempo la sostituzione.

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Conte Napoli, il nodo resta tra tempistiche e programmazione

Il punto centrale, quindi, non è soltanto la volontà di Conte, ma il momento in cui maturerà una decisione definitiva. De Laurentiis ha fatto capire che una scelta immediata sarebbe gestibile, mentre un addio troppo tardivo creerebbe problemi seri alla pianificazione del Napoli. In questo quadro, la corsa alla panchina azzurra resta aperta, ma la posizione del club partenopeo è ormai chiara: apertura sì, ma solo dentro tempi compatibili con la costruzione della prossima stagione.

CONTE PROSSIMO CT DELL’ITALIA? – «Al momento non abbiamo un presidente della FIGC, quindi nessuno può decidere di nominarlo Commissario Tecnico. Prima di tutto va risolto questo problema della Federazione».

SU CONTE – «Conte è una persona molto seria. Ha un contratto con me, non mi abbandonerà mai all’ultimo minuto perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Questo Napoli fortissimo è pur sempre una sua creazione, quindi ucciderebbe il suo bambino abbandonandolo proprio all’ultimo minuto».

TEMPISTICHE – «Magari decide subito e dice di voler andare ad allenare l’Italia. In tal caso avrei il tempo, tra aprile e maggio, di trovare qualcun altro che lo sostituisca. Altrimenti, non credo che Conte abbandonerà mai il Napoli. È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare la Nazionale ci penserei cento volte».

Taibi si racconta: «Che emozione l’esordio col Milan, con Capello non ci trovammo. Allo United fu Ferguson a venirmi a prendere all’aeroporto! Con Sacchi…»

L’ex portiere del Milan e del Manchester United, Massimo Taibi, riavvolge l’album dei ricordi e svela alcuni retroscena sulla propria carriera

Ex portiere di diverse squadre, tra le quali il Milan e il Manchester United, oggi su La Gazzetta dello Sport Massimo Taibi apre l’album dei suoi ricordi con una lunga intervista.

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NASCITA DI UN PORTIERE – «Giocavo negli esordienti in una squadra di Palermo, negli allievi la punta era Schillaci. Io pure giocavo davanti. Segnavo e mi divertivo. Poi un giorno mi chiesero: “Manca il portiere, te la senti di andare tu?”. Non ero convinto, ma provai. E da lì non sono più uscito».

A TRENTO IN SERIE C – «Sì andavo avanti e indietro tra campo e caserma. Un’esperienza che mi ha segnato: ho imparato tanto, soprattutto sul sacrificio e sull’importanza del lavoro».

L’ARRIVO IN ROSSONERO – «Che emozione! Ricordo il primo giorno: arrivai in sala da pranzo e c’era solo Gullit che prendeva il caffè. Ci presentammo, io l’avevo visto solo nelle figurine».

VAN BASTEN – «Marco era una gazzella. Restavo spesso con lui a calciare a fine allenamento. Aveva un’eleganza unica, qualsiasi cosa facesse».

IL MILAN – «Una volta ci fu una discussione tra Ziege e Costacurta, in cui il tedesco rimproverava i senatori di fare poco gruppo fuori dal campo. Billy gli rispose “finché siamo in spogliatoio sei mio fratello, ma scelgo io con chi andare a cena”. Sul momento mi sembrò una cosa un po’ strana, ma con il tempo posso dire che sono d’accordo con lui. Non per forza bisogna essere migliori amici per funzionare in campo. Poi Capello: non ci siamo trovati. Ma faccio mea culpa, probabilmente non ero ancora a quel livello. Mi sentivo un po’ invisibile ai suoi occhi, però».

I MISTER SENZA FEELING – «Direi Spalletti e Zaccheroni. Grandi allenatori con cui non è scattato il feeling, può capitare. Avevo, invece, un ottimo rapporto con Sacchi. Arrigo era maniacale in tutto e curava tanto la fase difensiva. In più è sempre stato un grande uomo».

ALEX FERGUSON – «Uno spettacolo. Era il 1999, io arrivai a Manchester da semi sconosciuto: loro volevano prendere Toldo all’inizio, poi acquistarono me che giocavo nel Venezia. E Sir Alex venne addirittura a prendermi all’aeroporto e mi presentò tutta la dirigenza. Erano le 8 di sera, non fu un gesto scontato. Avevamo un bel rapporto, anche se all’intervallo di quel Chelsea – Manchester United 5-0 mi lanciò un’occhiataccia che ancora me la ricordo… Feci un errore e presi gol. Lui all’intervallo ribaltò lo spogliatoio, quando si arrabbiava faceva tremare i muri. Se la prese un po’ con tutti, anche con me. Mi guardò male e mi disse. “Massimo, quella parata…”. Però mi avrebbe tenuto, sbagliai io ad andare via. Avevo un problema famigliare in Italia e ho avuto fretta di risolverlo».

IL SUO PIÙ GRANDE RIMPIANTO – «Sì, avevo quattro anni di contratto. Con il Liverpool ero stato il migliore in campo, poi ho fatto quell’errore di cui le parlavo. Ferguson mi consigliò di imparare la lingua e di restare per giocarmi le mie carte. Ho sbagliato a essere impulsivo».

LO UNITED – «Giggs era il mio vicino di posto in spogliatoio. Con Becks mi sono fermato tante volte dopo gli allenamenti. Mi stupiva per il modo di calciare, ma soprattutto per la sua attitudine. Da fuori sembra un personaggio da tabloid, in realtà era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Non aveva solo qualità, ma anche tanta abnegazione».

BERLUSCONI – «Nel ’97, quando tornai da Piacenza, volle conoscere tutti i nuovi acquisti. Quando toccò a me, mi abbracciò e mi disse: “Bentornato a casa”. Io pensavo non sapesse nemmeno chi fossi. Invece era informato su tutto».

A VENEZIA TROVÒ ZAMPARINI – «Un pazzo, in senso buono. Un vulcanico. Si fidava di troppe persone, bastava gli dicessero una cosa e ci credeva. Una volta litigò con Novellino, che dopo un pareggio in casa con la Samp, lo invitò ad uscire dallo spogliatoio perché ci stava urlando addosso. Il presidente impazzì e decise di esonerarlo. Intervenni: “Se lo mandi via, vado con lui”. Tempo due ore ci ripensò. La sera mi chiamò per dirmi che lo teneva. E alla fine ci salvammo, anche grazie a un super Chino Recoba».

I SUOI FAMOSI PANTALONI LUNGHI – «Diventai famoso per il cappellino, le maglie larghe e i pantaloni lunghi. Facevano parte del mio stile».

IL GOL DI TESTA – «Primo aprile del 2001, Reggina-Udinese. Io salgo alla disperata e segno di testa. E pensare che Franco Colomba non voleva nemmeno che salissi. In tanti mi ricordano per quel gol: meglio per questo che per le papere, dai».

Calciomercato Juve, ritorno di fiamma per Lobotka: lo slovacco si propone!

Calciomercato Juve, ritorno di fiamma per Lobotka: lo slovacco si propone! Occhio allo scenario in estate per il centrocampista del Napoli

La Juventus sta valutando anche il nome di Stanislav Lobotka per rinforzare il centrocampo della prossima stagione. Le indiscrezioni rilanciate oggi da Tuttosport parlano di un interesse concreto, legato soprattutto al rapporto di stima tra il centrocampista slovacco e Luciano Spalletti, che lo considera un profilo ideale per dare qualità, esperienza e ordine alla mediana bianconera. In questo momento non si parla di una trattativa chiusa, ma di una pista reale da seguire con attenzione. Sullo sfondo resta la situazione contrattuale del giocatore, legato al Napoli fino al 2027 con opzione per un’ulteriore stagione.

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Lobotka Juventus, il nodo è il prezzo e la posizione del Napoli

L’operazione, però, si presenta complessa. Sempre secondo le ricostruzioni di giornata, Aurelio De Laurentiis non considera Lobotka incedibile, ma per lasciarlo partire chiede una cifra importante. La clausola da circa 25 milioni di euro presente nel contratto del regista, infatti, sarebbe valida soltanto per l’estero, e quindi non utilizzabile direttamente dalla Juventus. Questo significa che, per convincere il Napoli, il club bianconero dovrebbe formulare una proposta superiore o comunque tale da soddisfare le richieste del presidente azzurro. Anche per questo, la società torinese continua a monitorare con prudenza la situazione, sapendo che il margine di manovra non è semplice.

Lobotka Juventus, le alternative restano vive per il centrocampo

Nel frattempo, la Juventus continua a ragionare anche su soluzioni alternative per la mediana. Le stesse fonti di mercato che rilanciano il nome di Lobotka ricordano come il club stia seguendo pure altri profili di alto livello, alcuni dei quali in scadenza o comunque più accessibili sotto il profilo contrattuale. Tra questi vengono accostati ai bianconeri anche nomi come Bernardo Silva, Franck Kessié e Leon Goretzka, segnale di una strategia ampia per completare il reparto accanto a Manuel Locatelli e Khephren Thuram. Per ora, però, il nome nuovo che accende maggiormente la curiosità è proprio quello del regista slovacco del Napoli, un profilo che per caratteristiche e affidabilità piace molto all’area tecnica juventina.

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