Pagina 196 – Calcio News 24

De Laurentiis: «Futuro FIGC? Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo. Sugli agenti…»

De Laurentiis sicuro: «FIGC? Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare con il governo. Sugli agenti dico che…»

Da Los Angeles, dove è stato presentato il documentario Ag4in dedicato al quarto scudetto del Napoli, il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista a CBS. Nel corso del dialogo, il patron partenopeo ha affrontato numerosi temi legati al suo ruolo alla guida del club e alla visione futura della società.

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ACQUISTO CLUB – «Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline mi dissero: ‘Ma sei pazzo? Non sai nulla sul calcio!”, ma io sono un uomo di business e volevo questa nuova avventura, molto divertente. Acquistai un pezzo di carta, non c’erano i giocatori e non sapevo da dove iniziare. Ripartimmo dalla Serie C, per me è stato come il miglior film della mia vita»

NAPOLI – «Il quarto scudetto è stato bello ed ero molto emozionato, fino alla fine era come vivere in un casino. Tutti i giocatori giocavano per la maglia, per Conte, che urlava eccitato a ogni partita e chiedeva a tutti di non mollare mai. Lui è un grandissimo motivatore».

LE ALTRE BIG – «Noi guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto di Real, Psg, City e United. Così è veramente difficile essere in competizione con loro. Questo è il problema, noi dobbiamo restare molto attenti alla gestione economica del club per competere e rendere la difficile la vita agli altri»

AGENTI – «Il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo. Le nuove generazioni hanno passione, ma non pazienza, non riescono a stare 2 ore davanti alla tv. Nelle partite c’è solo uno stupido intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25′ ognuno con il tempo effettivo come nel basket. Oggi nel calcio sono gli agenti a decidere quanto recuperare, io lotto con la Figc perché un arbitro non era bravo, un altro fa così…è un’anarchia. Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che si credono i proprietari del calcio, chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono»

TROPPE PARTITE «Il numero delle partite è esploso. La Uefa vuole fare più soldi, così fa le competizioni più lunghe. Poi dopo l’arrivo del Re Infantino abbiamo fatto il Mondiale per Club. I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti è un suicidio. Puoi farlo una stagione, ma come possono resistere? Modric ha 40 anni, è un giocatore fantastico, ma se gli dici: ‘Caro Luka, vuoi giocare 70 partite all’anno?’, direbbe ‘assolutamente no’. Come cambiare il sistema? I soldi guadagnati dovrebbero essere dei club e non della federazione, questa è la prima distinzione. Perché la Uefa fa troppi soldi e anche la Fifa. Loro dicono che distribuiscono, ma non è così. Mentono, non dicono la verità».

CALCIO ITALIANO – «Sto spingendo da anni per tornare al campionato a 16 squadre, non a 20. Ridurre il numero di partite di permette di avere 2 mesi per allenare la Nazionale. Poi vorrei sapere perché non c’è un’assicurazione se un giocatore si fa male con le nazionali. Loro vogliono i nostri giocatori? Devono pagare. Perché li devo dare gratuitamente? Sono una mia proprietà, non loro. Sull’Italia eliminata, Gravina voleva proteggersi, Gattuso non sapeva dove andare o cosa dire, è un’ansia. Per avere successo serve essere rilassati»

FUTURO FIGC «Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo per ottenere qualcosa che non abbiamo mai avuto. Per risolvere problemi fiscali e burocratici. Abbiamo bisogno di persone con credibilità, che possano parlare con i ministri e risolvere i problemi».

Lewandowski Juventus, il Barcellona propone un rinnovo al ribasso: ecco la posizione attuale dell’attaccante

Lewandowski Juventus, rinnovo al ribasso per il polacco: i bianconeri osservano e valutano. La scelta del polacco al momento

La Juventus continua a seguire con grande attenzione il futuro di Robert Lewandowski, spesso accostato ai bianconeri nelle ultime settimane. L’attaccante del Barcellona è in scadenza di contratto e potrebbe rappresentare una delle occasioni più clamorose del prossimo mercato estivo, considerando la possibilità di liberarsi a parametro zero. Una prospettiva che ha inevitabilmente acceso l’interesse di diversi club europei, tra cui anche quelli italiani.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, il quadro è chiaro e ancora in evoluzione: “Vi spiego la situazione di Robert Lewandowski confermata al 100%. Prima di tutto, il giocatore non deciderà nulla nei prossimi giorni, ma è una questione che rimarrà ancora aperta”. Il polacco darà priorità al Barcellona, che gli ha proposto un rinnovo annuale, ma con un ingaggio sensibilmente ridotto rispetto a quello attuale. Una condizione che potrebbe spingerlo a valutare alternative.

In questo contesto si inserisce l’interesse delle italiane. Oltre alla Juventus, anche il Milan osserva con attenzione gli sviluppi, pronto a capire se Lewandowski voglia intraprendere una nuova avventura in Serie A. Il suo agente, Pini Zahavi, sta sondando tutte le possibilità: “Il procuratore del polacco vuole mettere sul tavolo tutte le opportunità che ci sono, tra cui anche l’opzione Italia”. Resta però un ostacolo significativo: il costo dell’operazione, con uno stipendio ancora molto elevato nonostante l’età.

Romano aggiunge un ulteriore dettaglio: “I club italiani stanno cercando di capire se Lewandowski si libererà dal Barcellona. È un discorso che riguarda Milan e Juventus che stanno aspettando di capire se il giocatore andrà via dai blaugrana”. Al momento non ci sono trattative avanzate, ma la Juventus resta vigile in attesa di conoscere i reali margini economici dell’affare. Se Lewandowski dovesse rifiutare l’offerta al ribasso del Barça, la Serie A potrebbe trasformarsi in una destinazione concreta, aprendo ai bianconeri la possibilità di aggiungere un rinforzo di livello mondiale al proprio reparto offensivo per la prossima stagione.

Fabregas sicuro: «Non possiamo dimenticare il nostro percorso e fare i fenomeni con l’Inter, dobbiamo andare con umiltà e…»

Fabregas: «In Coppa Italia abbiamo fatto bene, poi contro l’Inter bisogna fare goal e giocare con coraggio». Le parole

Como‑Inter è una delle sfide più attese della 32ª giornata di Serie A: i padroni di casa cercano di difendere il quarto posto, mentre la squadra di Inzaghi continua a inseguire con decisione il sogno scudetto. Il momento è favorevole ai nerazzurri, che arrivano al match forti di tre vittorie consecutive negli ultimi confronti diretti. In conferenza stampa ha parlato Cesc Fabregas:

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INTER– «Proviamo sempre a trovare soluzioni. In Coppa Italia abbiamo fatto bene, poi contro l’Inter bisogna fare goal e giocare con coraggio. In alcuni momenti avremmo dovuto fare la differenza, ma non abbiamo segnato e non abbiamo vinto. In occasione del 4-0 dell’andata siamo stati un po’ naif in alcune situazioni, ma io preparo tutte le partite allo stesso modo: sono tutte finali di Champions. Sono cresciuto così, con la scuola Arsenal e Barcellona. L’Inter è forte, vogliamo trovare soluzioni. Non possiamo dimenticare il nostro percorso e fare i fenomeni con l’Inter, dobbiamo andare con umiltà e credere di potercela fare»

ASSENZA LAUTARO MARTINEZ – «Non è un jolly per noi la sua assenza: lo sono i nostri tifosi e i nostri giocatori. Noi proviamo sempre a preparare le partite, alcune volte avremmo meritato di più, ma l’Inter va rispettata. Dobbiamo avere rispetto, ma senza paura»

LA STAMPA CONTRO IL COMO? – «C’è tanta gente a cui piace quello che facciamo. Ognuno ha la sua opinione. Se ti piace Maradona, è un fenomeno, se ti piace Messi trovi difetti in Maradona. Dobbiamo pensare a quello che dobbiamo fare e a come lo vogliamo fare. Quando si perde o ci sono dubbi, dobbiamo essere più forti e gestirlo alla nostra maniera»

SINGOLI – «Jesus sta abbastanza bene, torna. Ramon? Devo parlare con il dottore perché non ha fatto una settimana al 100%. Si è allenato molto bene e mi fa dubitare. Gioca o no? Vediamo».

Cremonese, Giacchetta nel pre partita: «Contiamo su ogni calciatore per raggiungere la salvezza. Su Giampaolo…»

Cagliari Cremonese, nel pre gara Giacchetta è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida che si giocherà a San Siro

Nel pre gara di Cagliari Cremonese, Simone Giacchetta è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni il ds dei grigiorossi:

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PAROLE «L’approccio del nostro nuovo allenatore è stato positivo perché con tre giorni a disposizione abbiamo conquistato tre punti a Parma e non era semplice. E’ stata una vittoria molto importante. Volevamo trasmettere alla squadra la nostra voglia di ripartire azzerando le gerarchie.

Abbiamo affrontato anche squadre di livello superiore e prendere gol in avvio fa parte del gioco. Speriamo di recuperare presto Vardy, ma contiamo su ogni calciatore per raggiungere la salvezza».

Torino, D’Aversa non ha dubbi: «I giocatori hanno la qualità per riportare il club dove merita di stare. Io cerco di fare il mio meglio»

Torino Verona, nel pre gara D’Aversa è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida che si giocherà a San Siro

Nel pre gara di Torino Verona, Roberto D’Aversa è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del tecnico granata:

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PAROLE – «Abbiamo la voglia e la determinazione per farlo, non dobbiamo però vedere la classifica degli avversari. I ragazzi sono stati bravi e oggi dobbiamo sfruttare la possibilità »

«Il momento non era semplice, però devo dire che i ragazzi hanno ancora più merito per questo. È anche vero che hanno la qualità per riportare il club dove merita di stare. Io me la sto godendo con entusiasmo e cerco di fare del mio meglio».

Cagliari, Angelozzi nel pre partita: «Affrontiamo la Cremonese con un altro spirito, è importantissimo aver recuperato giocato»

Cagliari Cremonese, nel pre gara Angelozzi è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida che si giocherà a San Siro

Nel pre gara di Cagliari Cremonese, Guido Angelozzi è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del ds rossoblù:

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PAROLE «Per due mesi e oltre abbiamo giocato con 7 titolari infortunati, per cui abbiamo avuto qualche difficoltà facendo pure delle buone gare. Adesso abbiamo recuperato dei giocatori importanti, specialmente in attacco come Belotti, Borrelli, Mazzitelli e Deiola.

Affrontiamo la Cremonese con un altro spirito, è importantissimo aver recuperato giocatori perché giocare senza attaccanti ha costretto il mister ad adattare qualche centrocampista da attaccante ed è stato in difficoltà».

Gimenez si racconta: «La mia voglia di rappresentare il Milan mi ha spinto a giocare da infortunato ma poi…»

Santiago Gimenez svela: «La mia voglia di rappresentare il Milan mi ha spinto a giocare da infortunato». Le parole

Santiago Gimenez, ospite di Radio TV Serie A nel format “ATuPerTu”, ha ripercorso i momenti più complicati della sua avventura in rossonero, aprendo il cuore e raccontando senza filtri le difficoltà vissute negli ultimi mesi. L’attaccante ha spiegato come, dietro le quinte, abbia attraversato una fase tutt’altro che semplice dal punto di vista fisico ed emotivo. Le sue parole:

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PAROLE – «È stato un periodo difficile, soprattutto perché ero molto felice di poter giocare una stagione intera dall’inizio. Nelle prime giornate ho giocato sempre titolare, ed eravamo primi o secondi ero in campo ma stavo soffrendo.

La mia voglia di rappresentare il Milan mi ha spinto a giocare da infortunato, ma a un certo punto il mio corpo mi ha presentato il conto. I risultati degli esami hanno imposto un’operazione, ma famiglia, squadra e compagni mi sono stati vicini, ed oggi mi sento più forte di prima».

Infortunio Pellegrini, arriva l’esito degli esami per il centrocampista giallorosso! Ecco quanto starà fuori

Infortunio Pellegrini, tegola Roma: confermata la lesione al flessore della coscia destra. Previsto un mese di stop per il numero 7 giallorosso

Nonostante il netto 3-0 rifilato al Pisa, in casa Roma non arrivano solo buone notizie. Gian Piero Gasperini perde infatti Lorenzo Pellegrini, costretto a lasciare il campo al 46’ per un problema muscolare. Gli esami strumentali svolti nella mattinata di sabato 11 aprile hanno evidenziato una lesione al flessore della coscia destra, confermando i timori dello staff medico.

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Il capitano giallorosso dovrà restare ai box per circa un mese, un’assenza pesante per gli equilibri della squadra. Gasperini spera di poterlo recuperare in extremis per il derby contro la Lazio, in programma nel weekend del 10 maggio, ma al momento la prudenza resta d’obbligo. La gestione del recupero sarà fondamentale per evitare ricadute in una fase cruciale della stagione.

L’infortunio di Pellegrini si aggiunge a una lista di indisponibili già lunghissima: Wesley, Dovbyk, Dybala, Ferguson, Kone e Mancini erano infatti già fuori causa. Una situazione che complica ulteriormente il lavoro di Gasperini, chiamato a trovare nuove soluzioni per mantenere alta la competitività della squadra nonostante l’emergenza.

Cuesta in conferenza: «Dobbiamo trovare la continuità che ci permetta di essere competitivi. Rientrano Almqvist e Troilo»

Parma, parla Cuesta: «Dobbiamo trovare la continuità che ci permetta di essere competitivi. Rientrano Almqvist e Troilo ma c’è un dubbio»

Dopo il prezioso pareggio ottenuto in casa della Lazio — risultato che ha permesso alla squadra di Cuesta di allungare a otto punti il margine sulla zona retrocessione — il Parma si prepara a un nuovo esame di alto livello. Al Tardini arriverà infatti il Napoli, reduce dal successo nel big match contro il Milan e determinato a restare pienamente in corsa per lo scudetto. Nello 0-0 dell’andata va ricordata la prestazione super di Rinaldi, che alla sua prima e finora unica presenza in maglia crociata si era guadagnato un meritato 7 in pagella.

I gialloblù, però, devono fare i conti con un periodo complicato: non vincono da oltre un mese e mezzo, con l’ultimo successo datato 22 febbraio, quando la rete di Troilo regalò tre punti pesantissimi a San Siro contro il Milan. Alla vigilia della sfida con gli azzurri, l’allenatore spagnolo ha tenuto la consueta conferenza stampa pre‑partita, analizzando il momento della squadra e le insidie del prossimo impegno.

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PAROLE «Rientrano Almqvist e Troilo, mentre abbiamo un dubbio su Ondrejka che ha avuto qualche fastidio e non sappiamo se sarà a disposizione. Abbiamo saputo reagire alle sconfitte con Torino e Cremonese facendo una grande partita contro la Lazio. Adesso dobbiamo trovare la continuità che ci permetta di essere competitivi. Domani dovremo essere bravi a leggere la partita e portarla dalla nostra parte»

ANALISI SQUADRA «Vorrei che diventassimo una squadra completa, capace di difendere bene e sfruttare la costruzione dal basso per attaccare gli spazi, anche quando gli avversari vanno in blocco basso. Siamo in ricerca costante di evoluzione. Domani giocheremo con undici giocatori veri. Alla fine le caratteristiche del centravanti possono essere diverse, mi piace il falso 9 e per fortuna abbiamo diverse scelte a disposizione».

Formazioni ufficiali Torino Verona: le scelte di D’Aversa e Sammarco per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Torino Verona: le scelte di D’Aversa e Sammarco per il match di Serie A, valido per la 32ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Torino Verona, match valido per la 32a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di D’Aversa e Sammarco.

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FORMAZIONI UFFICIALI TORINO VERONA

TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse; Pedersen, Casadei, Gineitis, Obrador; Vlasic; Simeone, Adams

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Belghali; Harroui, Bowie

Formazioni ufficiali Cagliari Cremonese, le scelte dei due tecnici Pisacane e Giampaolo per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Cagliari Cremonese: le scelte di Pisacane e Giampaolo per il match di Serie A, valido per la 32ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Cagliari Cremonese, match valido per la 32a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di Pisacane e Giampaolo.

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FORMAZIONI UFFICIALI CAGLIARI CREMONESE

CAGLIARI (4-3-1-2): Caprile; Palestra, Rodriguez, Mina, Obert; Deiola, Gaetano, Mazzitelli; Folorunsho; Esposito, Borrelli

CREMONESE (3-5-2): Audero; Luperto, Baschirotto, Terracciano; Pezzella, Vandeputte, Grassi, Bondo, Floriani M.; Okereke, Bonazzoli

Di Francesco sicuro: «Domani dovremo essere bravi a farci trovare pronti, il Bologna ha tante opzioni, soprattutto in quella zona»

Lecce, Di Francesco in conferenza: «Domani dovremo essere bravi a farci trovare pronti, il Bologna ha tante opzioni»

Il Lecce si prepara alla delicata trasferta contro il Bologna di Vincenzo Italiano, in programma domenica alle 18:00 al Dall’Ara. La squadra di Di Francesco arriva all’appuntamento in un momento complicato, con cinque sconfitte nelle ultime sei gare di Serie A, un rendimento condizionato anche da un calendario particolarmente impegnativo che l’ha vista affrontare, nell’ordine, Inter, Como, Cremonese, Napoli, Roma e Atalanta. All’andata, al Via del Mare, il confronto terminò 2-2: alla rete iniziale di Coulibaly risposero Orsolini e Odgaard, prima del gol in pieno recupero di Camarda che fissò il risultato.

In vista della sfida di domenica, Di Francesco è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento della squadra e presentare il prossimo impegno. L’allenatore giallorosso ha toccato diversi temi, dalle difficoltà recenti alla necessità di ritrovare compattezza e fiducia, consapevole dell’importanza del match per invertire la rotta e rilanciare la corsa salvezza. Le parole:

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PAROLE «Domani dovremo essere bravi a farci trovare pronti, il Bologna ha tante opzioni, soprattutto sugli esterni. Coulibaly si è allenato con continuità, Gandelman ha un problema che ogni tanto si acutizza quindi alterna allenamenti a giornate di stop. Gallo sarà disponibile, vedremo il minutaggio. All’andata segnò Camarda, a volte mi sento dire che ha giocato poco ma il ragazzo è stato operato alla spalla. Fin quando è stato disponibile è sempre stato preso in considerazione»

SINGOLI «Sala sta crescendo, ci vorrà del tempo ma può darci una mano, può giocare anche da esterno. Stesso discorso per Marchwinski, che si sta allenando con continuità. In questo momento devo puntare sulle certezze e dare continuità alla formazione che ci ha permesso di ottenere risultati importanti»

FOFANA «Contro l’Atalanta ho scelto di inserire Fofana perché cercavo fisicità, la scelta nasce da quello che ho visto in allenamento. C’è stato qualche errore tecnico di troppo ma con lui in campo la squadra aveva trovato equilibrio»

Grosso svela: «Sarà un piacere riabbracciare Daniele De Rossi. Tra noi ci lega qualcosa di forte. Sul futuro dico questo»

Sassuolo, parla Grosso: «Sarà un piacere riabbracciare Daniele De Rossi. Tra noi ci lega qualcosa di forte. Sul futuro dico che…»

Continua la scalata del Sassuolo verso l’obiettivo dei 50 punti, traguardo sempre più alla portata dopo il successo contro il Cagliari che ha proiettato i neroverdi al decimo posto con 42 punti. La squadra di Berardi vive un momento di grande fiducia e ora guarda con ambizione al prossimo impegno.

Nella 32ª giornata di Serie A, il Sassuolo farà visita al Genoa nel lunch match di domenica 12 aprile, una sfida che si preannuncia insidiosa. All’andata furono i rossoblù ad avere la meglio, imponendosi 1-2 grazie al gol allo scadere di Ostigard, episodio che i neroverdi vorranno riscattare per continuare la loro corsa nella parte sinistra della classifica. Le parole di Grosso in conferenza:

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PAROLE «Conosciamo le motivazioni dei nostri avversari. L’obbiettivo è quello di fare del nostro meglio. Sappiamo che il pericolo è quello di avere la pancia piena ma dobbiamo continuare così con grandissima umiltà»

PARTITA – «C’è qualche giocatore che avuto qualche problemino ma abbiamo i numeri per fare bene. Per noi è un’opportunità per crescere come gruppo. Il Genoa ha tanti interpreti bravi, sarà un piacere riabbracciare Daniele De Rossi. Tra noi ci lega qualcosa di forte. Lo stimo tanto e sono contento di quello che sta facendo, non solo come allenatore ma come persona»

FUTURO – « Non ti rispondo, affrontiamo il presente, ho un dialogo frequente con la società ma non stiamo parlando di questo. Marassi è uno stadio dove il pubblico si sente, dobbiamo prepararci anche per questo»

Sommer respinge le sirene d’addio all’Inter: «Contento di giocare qui, a fine stagione…». L’annuncio del portiere svizzero!

Sommer, portiere dell’Inter, ha rilasciato queste dichiarazioni sulla stagione ma anche sul suo futuro. Cosa ha detto

Yann Sommer, portiere dell’Inter, ha parlato a Sport Mediaset. Queste le sue dichiarazioni.

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DIFFERENZE INZAGHI CHIVU – «Non mi piace fare paragoni. Abbiamo passato dei momenti bellissimi con Simone e adesso con Christian. Chivu è un allenatore che parla tanto con i giocatori, ascolta quello che pensiamo e per noi è molto importante. Dal punto di vista del gioco abbiamo cambiato un po’ rispetto a prima: siamo più verticali. Oggi ci troviamo in una buona situazione: abbiamo lavorato tanto per arrivare fino a qui e adesso ci rimangono 7 partite molto importanti. Coppa Italia e campionato sono due grandi obiettivi di questa stagione in cui vogliamo vincere titoli: vogliamo sia la coppa che lo Scudetto. Ma adesso è molto importante andare passo passo e rimanere concentrati su quello che vogliamo fare bene. L’anno scorso abbiamo fatto una bella stagione: abbiamo perso lo scudetto per un punto ma questo è il calcio. In questo momento non stiamo pensando a finire questa stagione ma siamo concentrati sulla prossima partita. Pensiamo passo per passo e siamo focalizzati su tutti i piccoli dettagli che possono essere fondamentali per noi. Nessuna partita è facile: pensiamo a una per volta e poi vediamo».

FUTURO – «Sono molto contento di giocare qui, per questo club, per questi tifosi, anche lo stadio mi piace tantissimo. Finora ho fatto tre anni all’Inter ed è stato veramente un bel periodo. Poi penseremo a quello che succederà dopo la fine di questa stagione. Pentito di essermi ritirato dalla Nazionale? Al 100% no. Ci ho pensato tanto prima di prendere quella decisione e alla fine ho scelto così perché era la cosa migliore per me, e per la mia famiglia, in quel momento della mia carriera e della mia vita. Guarderò con piacere la mia ex squadra e farò il tifo per loro da casa. In Italia ci sono tanti portieri che mi piacciono tanto. Quest’anno penso che Svilar abbia fatto una bella stagione, o anche Butez del Como e ancora tanti altri. Anche in generale è difficile perché dipende molto dai momenti, ora direi che mi piace tanto Courtois: nelle ultime partite mi ha impressionato».

Dossena non le manda a dire: «Il presidente del Pisa rabbrividisce all’idea di un ex calciatore al vertice della Figc? Si deve vergognare! Ho fatto il nome di Del Piero»

Dossena ha rilasciato un’intervista, parlando così della possibilità che un ex calciatore possa assumere i vertici della FIGC

È nata a Roma Assocapp, la nuova Associazione dei Calciatori e Calciatrici, Allenatori e Allenatrici, Preparatori e Preparatrici Patrocinati. É presieduta pro tempore dal campione del mondo Beppe Dossena, che oggi ha raccontato la nuova iniziativa su Tuttosport.

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COME NASCE L’IDEA «Cinque anni fa io sollevai dei dubbi, avevo rilevato delle opacità sulla conduzione del fondo di fine carriera. Ora abbiamo aggregato calciatori e allenatori, siamo partiti e abbiamo trovato una serie di motivi che non ci rendono tranquilli. Poi abbiamo visto che Gravina ha certificato lo stato di crisi del calcio italiano: lì abbiamo dovuto accelerare. Anche perché, dopo le nostre sollecitazioni al fondo di fine carriera, in base alla documentazione ricevuta abbiamo riscontrato delle anomalie nel Tfr di alcuni calciatori, che fanno riferimento a contributi non versati. Ma la Figc e le associazioni di categoria si sono rese conto di cosa è successo? Noi chiediamo i bilanci, i conteggi, vogliamo capire come sono stati investiti i soldi a disposizione del fondo. Oltre a questo, riteniamo di essere degli interlocutori seri e autorevoli, in grado di proporre idee, insieme alle altre componenti. Ma i vertici attuali non possono più rimanere ai loro posti. Le parole di Gravina lo certificano: un commissario non sarebbe una cattiva idea».

NON SI POTEVA RESTARE «Beh, ci abbiamo provato: cinque anni fa avevamo pensato di candidare Marco Tardelli, un amico che poi ha deciso di fare altro. A quel punto mi sono candidato io, sono stato respinto sonoramente dal sistema: sono passati cinque anni e tante cose sbagliate non le avevo dette. Noi vogliamo che ci mettano in condizioni di sapere cosa stanno facendo con i nostri soldi, come li hanno investiti e chi li ha autorizzati a farlo. Vogliamo capire dove sia il cortocircuito».

LE ADESIONI «Siamo partiti con 1200 ex calciatori e allenatori che chiedono la rivalutazione e la presa di coscienza di cosa sia stato fatto con i soldi del loro Tfr. Ora stiamo aggregando anche calciatori in attività. C’è uno stato di crisi e per uscirne io credo che si debbano cambiare anche gli uomini, noi possiamo farlo: solo così arriveranno nuove idee».

MALAGO’ IN FIGC «Dico solo che poche persone nel mondo dello sport hanno restituito rispetto agli atleti come lui. Di recente ho sentito il presidente del Pisa dire che rabbrividisce all’idea di un ex calciatore al vertice della Figc: io penso che si debba vergognare e che debba rispettare la nostra storia. Noi le maglie ce le siamo sudate, lui ha comprato un club: c’è una bella differenza. Sono io a rabbrividire che ci sia una persona del nostro mondo che ci manchi di rispetto in quella maniera».

UN CALCIATORE AL VERTICE «Io in passato ho fatto il nome di Alessandro Del Piero. Ma perché non l’hanno candidato le componenti tecniche? Sarebbe un ottimo candidato chiunque lo proponesse, ma non è stato fatto».

Juventus, la rinascita di Di Gregorio: dalla caduta al rigore parato, ora l’esame Atalanta. Il futuro resta in bilico, i nomi dei sostituti

Juventus, la rinascita di Di Gregorio non cancella il rebus riguardante il suo futuro: ecco cosa potrebbe succedere in estate

A fare il punto sul momento vissuto dall’estremo difensore della Juventus, Michele Di Gregorio, ci ha pensato direttamente Luciano Spalletti. L’allenatore ha commentato con la sua proverbiale schiettezza il fondamentale rigore parato contro il Genoa: “Una roba forte, di livello. Se ci aveva messo qualcosa di suo per farsi sfilare la maglia, ha fatto altrettanto per riprendersela”. A confermare questo periodo di transizione, il quotidiano Tuttosport ha dedicato oggi un lungo approfondimento al portiere bianconero, analizzando la sua complessa annata.

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La caduta, la protezione della panchina e il riscatto

La vera e propria svolta stagionale, degna di una sceneggiatura cinematografica, è giunta proprio contro la compagine ligure. Subentrato a freddo al posto dell’infortunato Perin, Di Gregorio ha neutralizzato un penalty decisivo, spazzando via mesi di aspre critiche e ombre. Il periodo negativo era iniziato con le prime crepe mostrate contro Borussia Dortmund e Inter, per poi culminare in un crollo tecnico ed emotivo nella sfida contro il Como di Fabregas, accompagnato dai fischi inesorabili dello Stadium.

In quella fase delicatissima, Spalletti è intervenuto per tutelarlo attraverso la “terapia” della panchina. Non si è trattato di una bocciatura per sfiducia, ma di uno scudo protettivo per sottrarlo a un pericoloso vortice di negatività, permettendogli di lavorare con calma per ritrovare autostima, certezze e la giusta esplosività.

L’esame Atalanta e le strategie del calciomercato

Oggi, a distanza di un mese e mezzo dall’ultima presenza da titolare, toccherà nuovamente a lui difendere la porta nella delicata sfida contro l’Atalanta. Un banco di prova cruciale per dimostrare l’assoluta affidabilità tecnica e allontanare i titoli di coda.

Sullo sfondo, infatti, incombono le strategie del calciomercato estivo. La dirigenza della Juventus pianifica una rivoluzione tra i pali: sulla carta, solo uno tra l’ex Monza e Mattia Perin (ora propenso a chiudere la carriera a Torino) resterà in rosa. Di Gregorio è determinato a non fare le valigie, pronto a giocarsi il posto anche contro eventuali innesti di caratura internazionale, come David De Gea o Alisson Becker, strettamente legati al raggiungimento della Champions League. Il margine d’errore è ormai azzerato: per garantirsi un futuro in bianconero, la parola passa esclusivamente al campo.

Calhanoglu rivela: «Ci siamo confrontati e ci siamo detti questa cosa nello spogliatoio. È ancora vivo il ricordo dello Scudetto perso per un punto!»

Calhanoglu, centrocampista dell’Inter, ha rilasciato un’intervista a Repubblica nella quale ha parlato del momento dei nerazzurri

Intervistato da RepubblicaHakan Calhanoglu ha rilasciato queste dichiarazioni. Le parole del regista dell’Inter.

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GOL CON LA ROMA – «Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione. Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio. Ma non è stata la mia rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato»

SQUADRA – «Ci confrontiamo spesso nei momenti importanti. Ci siamo detti che dobbiamo dare tutti di più, prenderci più responsabilità. È ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora. Dobbiamo continuare così, e chiudere il prima possibile. Giovani? Ci ascoltano. Hanno capito come funziona qui all’Inter. L’asticella è alta, devi dimostrare sempreÈ una buona squadra, costruita bene. Dovremo stare attenti e fare il nostro gioco. »

LAUTARO OUT – «Quando non c’è manca, sia perché segna tanto ed è sempre pericoloso, sia per la personalità. Ma in spogliatoio non c’è solo lui, ci sono anche altri con grande esperienza e carisma. Sommer, Akanji, Acerbi»

INZAGHI E CHIVU – «Con Simone ho un bellissimo rapporto: mi ha voluto tanto in squadra. Chivu è ancora più empatico, più vicino ai giocatori. Gli interessa come stai fuori dal campo»

SOGNO – «Vincere trofei importanti con l’Inter. Dopo aver perso due finali di Champions, l’obiettivo è quello. Intanto, c’è il Mondiale con la Turchia»

VITA OLTRE IL CALCIO – «Più come manager che come allenatore: direttore sportivo, dirigente in federazione o procuratore. Sto già leggendo e studiando per questo»

COMPAGNI ITALIANI FUORI DAL MONDIALI – «Li ho abbracciati. Le parole servono a poco in momenti così. Il vero aiuto viene dalla famiglia, dai figli in particolare. Io ne ho tre: Mi sono tatuato le loro mani sull’avambraccio, vicino alle due stelle vinte con l’Inter. Prima dell’allenamento li porto a scuola, poi vado a prenderli. Cerco di stare con loro il più possibile»

L’INTERVISTA COMPLETA A CALHANOGLU

Lazio, Sarri al passo d’addio a fine stagione? C’è già il nome del sostituto, allena in Serie A! Chi potrebbe sedere sulla panchina biancoceleste

Lazio, Sarri saluta a fine stagione? Chi può essere il suo sostituto sulla panchina biancoceleste. Tutti i dettagli

La Lazio si avvicina a grandi passi alla delicata e cruciale trasferta del Franchi contro la Fiorentina, in programma per lunedì 13 aprile. Tuttavia, l’attenzione dell’ambiente biancoceleste è inevitabilmente catalizzata dalle crescenti incognite legate al futuro della propria guida tecnica. La permanenza di Maurizio Sarri sulla panchina capitolina si è trasformata in un intricato rompicapo di fine stagione. Da una parte, il pesante contratto da 11 milioni di euro lordi rappresenta uno scudo che rende l’ipotesi dell’esonero un rischio finanziario enorme per le casse di Claudio Lotito; dall’altra, il rapporto tra l’allenatore e i vertici societari appare visibilmente logorato.

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Le richieste per restare: un piano triennale chiaro e garanzie

Il tecnico toscano è stato categorico e non è più disposto ad accettare compromessi o strategie al ribasso. Maurizio Sarri pretende una trasparenza assoluta in merito a quel progetto triennale che, di fatto, non è mai decollato. A pesare sul giudizio dell’allenatore ci sono le scorie di un mercato estivo a lungo bloccato e di una sessione invernale giudicata poco produttiva, al netto degli innesti di rilievo come Motta e Taylor. Il tecnico esige garanzie tecniche per continuare la sua avventura a Formello; in assenza di un piano condiviso e ambizioso, la separazione diventerebbe inevitabile, a prescindere dai costi proibitivi per il club.

La Fiorentina resta alla finestra

Il destino dell’allenatore potrebbe dipendere in larga misura dal valzer delle panchine. Stando alle indiscrezioni riportate da Il Tempo, qualora non dovessero pervenire offerte concrete e allettanti, la continuazione del rapporto con la squadra della Capitale rimarrebbe l’opzione più probabile. Attenzione però agli incroci del destino: proprio la Fiorentina, prossima avversaria in campionato, osserva la situazione nelle vesti di spettatrice estremamente interessata, pronta a sferrare l’assalto se la frattura tra il tecnico e i biancocelesti diventasse insanabile a fine campionato.

Il post-Sarri: avanza l’opzione Fabio Pisacane

La dirigenza laziale non vuole farsi trovare impreparata in caso di rottura totale e sta già sondando il terreno per inaugurare un nuovo ciclo incentrato sulla “linea verde”. Per il ruolo di eventuale successore, in cima alla lista delle preferenze spicca il nome di Fabio Pisacane, attuale e brillante trascinatore sulla panchina del Cagliari. L’ex difensore si contende la poltrona con un altro campione del mondo, Fabio Grosso. Affidare la squadra a un profilo emergente come Pisacane segnerebbe una svolta netta e radicale, un’iniezione di freschezza per rilanciare le ambizioni europee della società.

Fiorentina rivoluzionata a fine stagione, Paratici preme il tasto reset: giocatori e allenatore. Chi lascerà in estate e chi verrà confermato

Fiorentina subirà una forte rivoluzione a fine stagione: dai giocatori all’allenatore, ecco quali saranno le mosse di Fabio Paratici

L’anno del centenario viola rischia di trasformarsi in un amaro e rifondativo “anno zero“. Il pesantissimo 3-0 incassato a Londra contro il Crystal Palace in Conference League lascia in dote una qualificazione che richiederebbe un’impresa epica al ritorno, ma soprattutto impone di guardare in faccia la realtà. Ora la testa deve concentrarsi unicamente sull’obiettivo vitale: la salvezza matematica in Serie A, difendendo il margine di 5 punti sulla zona retrocessione. L’analisi sul Corriere dello Sport di oggi.

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Il reset di Paratici

Ottenuta la permanenza in massima serie, servirà un azzeramento totale. La nuova guida dirigenziale a 360 gradi, Fabio Paratici, eredita un cantiere estremamente complesso. I 90 milioni spesi in estate e i ritocchi di gennaio hanno fallito, evidenziando un gap strutturale denunciato apertamente dallo stesso mister Vanoli. La squadra va rifondata tecnicamente e numericamente, ma il nodo centrale è la proprietà. Quale disponibilità economica garantirà? Si punterà a un rilancio ambizioso o a calmierare i conti per arginare il disavanzo? Da qui passerà la futura competitività del club.

Il dilemma Kean

Le certezze attuali sono pochissime. Il futuro di moltissimi elementi—da Gudmundsson a Gosens, passando per Dodo (in stallo sul rinnovo), Piccoli, Comuzzo e i giocatori il cui riscatto è legato alla salvezza (Fabbian, Brescianini, Rugani)—è in forte bilico.

Il vero fulcro dell’estate sarà però Moise Kean. Tra il 1° e il 15 luglio si attiverà una clausola rescissoria da 62 milioni di euro. Paratici spera di trattenerlo per fare di lui, insieme a Fagioli, Parisi e De Gea, l’ossatura della ripartenza. Tuttavia, i Commisso potrebbero optare per una cessione dolorosa ma strategicamente necessaria per finanziare l’intera ricostruzione.

Vanoli in bilico: l’ombra di Sarri

L’ultima tessera del mosaico riguarda la panchina. Paolo Vanoli ha il merito indiscutibile di aver tirato la squadra fuori dal baratro. Se centrerà la salvezza meriterà la gratitudine di Firenze, ma questo potrebbe non bastare per la conferma. Per inaugurare il nuovo corso continua ad aleggiare con insistenza il profilo di Maurizio Sarri. Sarà la scelta del tecnico il primo, vero segnale per capire cosa intenderà diventare la Fiorentina del domani.

Pinamonti trascina il Sassuolo, 8 gol e obiettivo doppia cifra: perché Gattuso non lo ha convocato in Nazionale? L’analisi completa

Pinamonti sta trascinando il Sassuolo con i suoi gol: la domanda viene spontanea. Perché Gattuso non lo ha convocato per i playoff Mondiali?

C’è un attaccante italiano che sta segnando con una regolarità impressionante in Serie A, ma che finora ha visto la maglia azzurra solo con il binocolo. Andrea Pinamonti è stato inspiegabilmente ignorato dall’ex ct Rino Gattuso per i fatali playoff contro la Bosnia, nonostante la palese anemia offensiva della Nazionale.

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L’attaccante del Sassuolo, però, ha risposto all’amarezza nell’unico modo che conosce: facendo gol. La sua rete da bomber di razza contro il Cagliari sabato scorso ha consolidato la classifica dei neroverdi, spingendo la neopromossa sempre più salda nella colonna di sinistra. Ecco l’analisi odierna di Tuttosport.

La corsa alla doppia cifra

L'”Arciere di Cles” ha un traguardo personale ben definito: raggiungere la doppia cifra per il quarto anno nelle ultime cinque stagioni. A sette giornate dal termine, la missione è a portata di mano:
• Quota 8 gol: attualmente gli mancano solo due centri per arrivare a 10.
Il duello con Kean: l’unico attaccante italiano a reggere il suo ritmo è il fiorentino (entrambi a 8 reti). Tuttavia, Pinamonti ha segnato esclusivamente su azione, mentre Kean ha beneficiato di due calci di rigore. Un dato che rende ancora più incomprensibile la sua esclusione da Coverciano.

Il nuovo ciclo azzurro e le sirene di mercato

Messa in archivio la delusione della gestione Gattuso, il numero 99 punta ora a convincere il nuovo selezionatore Baldini in vista delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Nel frattempo, le sue prestazioni hanno acceso il mercato:
• Piste estere: un paio di club stranieri hanno già chiesto informazioni al Sassuolo.
• L’opzione Roma: i giallorossi dovranno puntellare l’attacco in estate. Se Gian Piero Gasperini dovesse restare sulla panchina capitolina, l’affare potrebbe decollare, considerando che il tecnico lo aveva già cercato ai tempi dell’Atalanta.
Il nodo contratto: con la scadenza fissata al 2027, serviranno parecchi milioni per strapparlo agli emiliani, ma l’investimento appare invitante.

Il ritorno al Ferraris da ex

Domani all’ora di pranzo, però, il mercato lascerà spazio al campo e ai ricordi. La sfida contro il Genoa a Marassi non sarà banale per Pinamonti, che con la maglia rossoblù si è tolto grandi soddisfazioni. I sentimenti, tuttavia, andranno messi in pausa: il Grifone cerca punti vitali per la salvezza aritmetica, mentre “Pina-gol” ha bisogno di reti per prendersi il futuro. Si preannunciano 90 minuti di puro fuoco.

Pio Esposito tiene i piedi per terra: «Io pompato dai media? Mai detto di essere un fenomeno o valere 100 milioni! Sul rigore sbagliato contro la Bosnia vi dico questo»

Pio Esposito, attaccante dell’Inter, ha rilasciato queste dichiarazioni sulla sua stagione in nerazzurro ma non solo

Intervistato dal Corriere della Sera, Francesco Pio Esposito ha rilasciato queste dichiarazioni. Le parole dell’attaccante dell’Inter.

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LAUTARO MARTINEZ – «Lui è molto completo, ma quello che ti emoziona è la sua cattiveria, la sua passione, la fame che ha: anche in allenamento gioca come fosse la finale del Mondiale».

AUTOCRITICA – «Faccio molta autocritica, riguardo la partita, gli errori e mi rimprovero. Ma credo sia positivo. Penso di aver vissuto finora questo primo anno con grande calma e equilibrio. E sono molto contento perché il salto è stato gigantesco».

ELOGI DEI MEDIA – «C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni. Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni».

OBIETTIVO SCUDETTO DOPO LA VITTORIA CONTRO LA ROMA – «Ci voleva una prova convincente come quella, oltre alla la vittoria. C’è ottimismo e ci crediamo al massimo».

RIGORE FALLITO A ZENICA – «Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione. Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male».

L’INTERVISTA DI PIO ESPOSITO COMPLETA

Juventus, i convocati per l’Atalanta: cinque assenti nella lista di Spalletti! C’è una prima chiamata, ecco l’elenco completo

Juventus, i convocati per l’Atalanta: la lista di Luciano Spalletti per il match della 32ª giornata di Serie A 2025/26

L’attesa per uno dei big match più delicati della stagione è finalmente giunta al termine. In vista della fondamentale trasferta di campionato, mister Luciano Spalletti ha diramato la lista ufficiale dei convocati della Juventus che affronteranno l’Atalanta alla New Balance Arena. La gara di Bergamo rappresenta uno snodo cruciale per le ambizioni Champions del collettivo bianconero, chiamato a sfoderare una prestazione convincente per conquistare i preziosissimi tre punti.

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Emergenza e assenze: forfait per cinque pedine chiave

Il tecnico dovrà fare i conti con un’infermeria piuttosto affollata e defezioni che pesano enormemente sull’economia del match. L’elenco dei giocatori indisponibili per questa difficile trasferta conta infatti ben cinque elementi di assoluto spessore. A causa di fastidiosi problemi di natura fisica, non prenderanno parte alla spedizione il portiere Mattia Perin, il centravanti Dusan Vlahovic e Vasilije Adzic e Juan Cabal.

A questa lunga lista di infortunati si aggiunge anche la pesante assenza di Weston McKennie: il centrocampista statunitense è stato infatti bloccato dal Giudice Sportivo per squalifica. Questa vera e propria emergenza costringerà la guida tecnica a studiare in fretta nuove e inedite soluzioni tattiche, rimescolando profondamente le carte per mantenere il livello agonistico del gruppo estremamente alto e competitivo.

La nota lieta: esordio tra i grandi per il baby Radu

Nonostante le oggettive difficoltà causate dai numerosi forfait, l’elenco dei partenti regala una grandissima emozione per un esordiente del vivaio. Spicca, infatti, la primissima chiamata in prima squadra per Radu. Il giovane portiere, che si è messo in grande luce con ottime prestazioni nella formazione Primavera, assaporerà il clima del grande calcio. Questa inclusione rappresenta un chiaro e forte segnale di fiducia verso il settore giovanile societario: il ragazzo siederà in panchina, pronto a supportare i compagni con il massimo dell’entusiasmo.

L’elenco completo dei convocati della Juventus

Di seguito, la lista diramata dallo staff tecnico, suddivisa per ruoli:

  • Portieri: 16 Di Gregorio, 23 Pinsoglio, 51 Radu
  • Difensori: 2 Holm, 3 Bremer, 4 Gatti, 6 Kelly, 15 Kalulu, 27 Cambiaso
  • Centrocampisti: 5 Locatelli, 8 Koopmeiners, 18 Kostic, 19 Thuram, 21 Miretti
  • Attaccanti: 7 Conceicao, 10 Yildiz, 11 Zhegrova, 13 Boga, 14 Milik, 20 Openda, 30 David

De Zerbi confessa: «Ecco perché il Tottenham si salverà, ho parlato con i calciatori uno a uno. Nella mia vita ho rinunciato a un sacco di soldi per questo motivo»

De Zerbi, allenatore del Tottenham, ha rilasciato queste dichiarazioni dopo il suo approdo in Premier League. Ecco le sue confessioni

Ecco l’intervista a Roberto De Zerbi, tratta dalle pagine de La Repubblica. Il nuovo allenatore del Tottenham racconta la sua ricetta per risollevare la squadra londinese.

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LA CONVINZIONE DI SALVARSI «Per la qualità dei giocatori, come hanno dimostrato anche in Champions contro l’Atletico Madrid. Purtroppo la mia avventura non è iniziata bene perché si è appena fatto male Kudus, che, per le sue caratteristiche, sarebbe stato perfetto per me. Abbiamo tantissimi infortunati. Ma ho ottimi attaccanti, e dobbiamo metterli in condizione, da Kolo Muani a Solanke, da Xavi Simons a Richarlison. Ce la dobbiamo fare comunque. Si parla troppo di tattica e schemi, mentre il lato più importante del calcio è quello mentale».

LE IDEE «Ho parlato con i calciatori uno a uno. Gli passerò due o tre idee, non troppe. L’importante è che giochino sereni. Voglio rivedere il Tottenham di Ange Postecoglou. Lo stile è una parte del mio gioco, l’altra è il carattere, la personalità, e ovviamente l’organizzazione con o senza palla. Dobbiamo avere lo spirito giusto».

I SOLDI «La mia storia parla chiaro: ho rinunciato a un sacco di soldi nella mia vita perché al primo posto ho sempre messo il lavoro. Marsiglia per me era un posto speciale, e non ho ancora salutato i tifosi perché non volevo fare polemiche: a febbraio, per me era meglio stare a casa. Poi ho scelto il Tottenham perché mi piace il Dna del club: qui si gioca a calcio. Dobbiamo tenere innanzitutto palla, perché così si vince: se ciò significa subire un gol in più, pazienza. E comunque, resterò anche se retrocederemo».

QUANDO DISSE CHE GREENWOOD É UN BRAVO RAGAZZO «Mi spiace se qualcuno si è sentito offeso. Eppure, per me questo è un argomento molto sensibile. Mi tocca in prima persona, anche perché ho una figlia, io contro la violenza sulle donne mi sono sempre schierato e non accetto neanche le battute sessiste. Sono dispiaciuto di queste accuse».

LE SCUSE «Spero che i tifosi le accetteranno perché io questo argomento non lo riaprirò più. Ho già commentato e non è corretto tornarci».

Atalanta, Palladino bestia nera della Juventus: i numeri contro i bianconeri parlano chiaro! Dalla panchina sfumata al possibile ‘sgambetto’ Champions

Atalanta, Raffaele Palladino è la bestia nera della Juventus: i numeri e i dati contro i bianconeri del tecnico della Dea. Qual è il suo score

Tra Raffaele Palladino e la Juventus c’è un filo sottile ma resistente, un gioco di sguardi fatto di continui incroci e allontanamenti. L’attuale tecnico dell’Atalanta è cresciuto calcisticamente proprio con la maglia bianconera, un trampolino di lancio che non ha mai dimenticato. Eppure, da allenatore, si è trasformato in un autentico tabù per la sua ex squadra. Lo riporta Tuttosport.

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La bestia nera della Signora

I numeri parlano chiaro: Palladino possiede uno score quasi immacolato contro la Juve. Nelle ultime tre sfide non ha mai perso, collezionando due vittorie e un pareggio. Ha saputo battere la Vecchia Signora persino quando guidava squadre sulla carta inferiori:
• Nel 2022-2023, alla sua prima vera esperienza da professionista con il Monza, batté la Juve sia all’andata che al ritorno.
• Un anno fa, sulla panchina della Fiorentina, assestò il colpo di grazia finale all’esperienza di Thiago Motta.
Lo scorso 5 febbraio, subentrato alla guida dell’Atalanta, ha eliminato Luciano Spalletti dalla Coppa Italia con un netto 3-0, condannando di fatto la stagione juventina agli “zero tituli”.

Il sogno bianconero

Non è un mistero: uno dei grandi sogni nel cassetto dell’allenatore campano è quello di guidare un giorno la Juventus. Un incastro che si è quasi concretizzato pochi mesi fa, dopo l’addio di Igor Tudor. François Modesto, attuale direttore tecnico bianconero che lo conosce benissimo dai tempi di Monza, aveva caldeggiato con forza la sua candidatura.

Palladino era reduce dall’ottima gavetta in Brianza e dal convincente “stress test” con la Fiorentina. Profilo giovane, idee propositive, aggressione e calcio moderno (figlio della scuola del suo mentore Gian Piero Gasperini). Tuttavia, in un momento storico delicato, la dirigenza juventina ha preferito virare sull’usato sicuro, scegliendo l’esperienza e le garanzie di Luciano Spalletti, da poco fresco di rinnovo.

Il miracolo Champions

Palladino non si è scoraggiato. Ha accettato la sfida Atalanta, ereditando una squadra smarrita dopo la deludente gestione Juric, ed è riuscito a rimettere insieme i cocci.

Oggi, proprio contro la Juve, si gioca le sue carte per raggiungere una qualificazione in Champions League che avrebbe del miracoloso. Riuscire a battere ancora una volta il “maestro” Spalletti rappresenterebbe il biglietto da visita definitivo. Nel frattempo, da Torino continuano a osservarlo con interesse: la sensazione è che i loro destini, un giorno, siano destinati a unirsi.

Zielinski racconta: «Faremo di tutto per vincere lo Scudetto, il gol contro la Juve il miglior momento della stagione. Ecco la verità su Inzaghi e sul mio futuro»

Zielinski, centrocampista dell’Inter, ha rilasciato queste dichiarazioni sullo Scudetto e sulla stagione con i nerazzurri. Cosa ha detto

Intervistato dal Corriere dello Sport, Piotr Zielinski ha rilasciato queste dichiarazioni. Le parole del centrocampista dell’Inter.

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SCUDETTO E COPPA ITALIA- «Mancano 7 partite… Faremo di tutto per vincerlo. Siamo in ottime condizioni. Dopo la sosta, tra gli allenamenti e la gara contro la Roma, si è visto subito che qualcosa è cambiato. Sono tutti tornati con la giusta carica. E chi era reduce da una delusione con la sua nazionale, l’ha messa da parte».

PARLATI NELLO SPOGLIATOIO CONTRO LA ROMA – «Sono momenti sempre preziosi. Avevamo la necessità di confrontarci. Ci siamo detti che, per vincere davvero, avremmo dovuto cambiare la marcia e accelerare. Le delusioni in nazionale devono trasformarsi in carica supplementare per conquistare lo scudetto. Vincere è l’obiettivo che abbiamo in testa sin dall’inizio della stagione».

GRUPPO SOLIDO – «Sì, immediatamente. Sono stato accolto al meglio e non è stato difficile integrarsi. Vero che lo scorso anno ho avuto alcuni problemi, non con i miei compagni però. Veniamo da tante nazioni diverse, ma sembra di essere in una famiglia».

CHIVU – «Dopo una prima stagione in cui non avevo dimostrato il meglio di me, ho capito che avrei dovuto correggere qualcosa, sia sotto l’aspetto fisco sia sotto quello mentale. Ho cominciato io e poi ho trovato un nuovo staff che ha saputo valorizzare le mie qualità».

INZAGHI – «In realtà, ho avuto un gran rapporto anche con Inzaghi. È stato tra quelli che mi hanno voluto qui. Mi dispiace non aver potuto dare il mio contributo. Ma è stata comunque una stagione fantastica. La finale di Champions è andata male, ma raggiungerla è qualcosa di unico. Su Chivu posso dire che per me è una persona speciale. Quando è arrivato, ero ancora infortunato: mi ha parlato, mi ha dato fiducia, facendomi capire di voler puntare su di me. Ho lavorato per recuperare il prima possibile. Lui conosceva le mie doti, ma voleva vederle in ogni allenamento. Sono contento che sia diventato l’allenatore dell’Inter».

MOMENTO PER ORA PIU’ IMPORTANTE ALL’INTER – «Direi il gol del 3-2 alla Juve. Una rete quasi allo scadere, contro un avversario del genere, nel derby d’Italia. Cosa c’è di più?».

RIVALI SCUDETTO – «Napoli, ma anche Milan e la stessa Juve hanno grandi valori. Sono tutte squadre con tanti campioni ed elementi di qualità, oltre ad essere guidate da allenatori di eccellente livello, che hanno già dimostrato di saper vincere. Non si può mai stare tranquilli, anche se sei davanti»

SAPORE SPECIALE PER LUI VINCERE LO SCUDETTO CONTRO IL NAPOLI – «Ma no. Per me non cambia nulla. Perché adesso gioco nell’Inter e mi interessa solo essere primo, a prescindere da chi ci sia alle spalle. Chi arriva secondo, terzo, quarto non cambia. Poi è chiar o che io voglia bene al Napoli. Sono stato lì 8 anni e auguro loro il meglio. Ma ora penso soltanto all’Inter».

FUTURO – «Prima, dobbiamo vincere il campionato. Poi è chiaro che proveremo ad alzare l’asticella. La squadra c’è. Il resto lo conosce solo la società. Io, sicuramente, tornerò con una grande voglia, forte finalmente di una preparazione al top che nelle ultime due estati non ho potuto svolgere. Il sogno ovviamente è essere più competitivi in Europa, come era accaduto la stagione passata, quando abbiamo disputato partite pazzesche».

L’INTERVISTA COMPLETA A ZIELINSKI

Calciomercato Bologna, l’esplosione di Jonathan Rowe: la Premier League chiama, la posizione del club rossoblù è questa! Cosa succederà in estate

Calciomercato Bologna, Jonathan Rowe e la sua esplosione non sono passati inosservati agli occhi della Premier League. Ecco la situazione

Il Bologna si aggrappa al talento cristallino di Jonathan Rowe. Nonostante la pesante sconfitta casalinga per 1-3 contro l’Aston Villa nell’andata dei quarti di finale di Europa League, l’esterno offensivo britannico guarda al futuro con grande determinazione: Non è ancora finita. Al ritorno può succedere di tutto”. Un carisma che ha letteralmente stregato la piazza rossoblù e che ha impressionato anche il tecnico avversario, Unai Emery. A fine gara, l’allenatore spagnolo non ha nascosto la sua ammirazione: “Rowe è stata una minaccia? Certamente ci ha creato più problemi di quanto avessimo potuto pensare”.

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La cura Italiano e un 2026 da assoluto protagonista

Le prestazioni di altissimo livello fornite dal ragazzo nato a due passi da Wembley non sono passate inosservate. Arrivato in estate dall’Olympique Marsiglia per 19,5 milioni di euro — un’operazione fortemente voluta dal dt Sartori, lesto ad anticipare la concorrenza della Roma — Rowe ha necessitato di un fisiologico periodo di ambientamento. Grazie al lavoro minuzioso di Vincenzo Italiano, che lo ha disciplinato tatticamente e reso un implacabile finalizzatore, l’inglese ha cambiato marcia.

Il suo 2026 è finora formidabile, condito da 6 reti e 2 assist. In ambito europeo ha trafitto Celtic, Maccabi, Roma e Aston Villa, mentre in Serie A ha punito le difese di Verona e Cremonese. Il jolly offensivo rossoblù si è dimostrato un’arma letale, capace di scombinare i piani tattici avversari agendo indifferentemente su entrambe le corsie.

Le sirene della Premier League e il valore di mercato alle stelle

Oggi, le luci del calciomercato sono tutte puntate su di lui. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, sugli spalti del Dall’Ara, in occasione della sfida europea, erano presenti emissari di ben tre club di Premier League, giunti per monitorare da vicino lui e l’attaccante Santiago Castro. Rowe non ha mai fatto mistero del suo sogno di tornare in Inghilterra, e la sua recente consacrazione ha fatto schizzare verso l’alto il suo valore di mercato.

Se l’acquisto più costoso dell’era Saputo valeva quasi 20 milioni pochi mesi fa, oggi la sua valutazione tocca almeno i 45 milioni di euro. Una cifra che supera persino quella incassata per la cessione di Ndoye al Nottingham Forest. Nonostante il forte pressing britannico, il Bologna non ha la minima intenzione di cedere facilmente la sua stella e lavora per trattenere l’ala in rossoblù, proteggendo il pezzo più pregiato della sua gioielleria.

Fiorentina, De Gea furioso dopo la sconfitta con il Crystal Palace: il gesto del portiere e perché non ha digerito il KO in Conference

Fiorentina, David De Gea non ha per nulla digerito la sconfitta rimediata in Conference League contro il Crystal Palace. Il retroscena del suo gesto

La trasferta di Conference League a Selhurst Park si è trasformata in un incubo sportivo per la Fiorentina, sconfitta pesantemente dal Crystal Palace. Un match europeo che aveva un sapore decisamente speciale per David De Gea, un campione che non ha certo bisogno di dimostrare il proprio valore. Il portiere spagnolo, nei suoi 10 precedenti in questo stadio inglese, aveva perso una sola volta incassando appena 7 reti complessive. Giovedì sera, invece, ne ha subite ben tre in soli novanta minuti, scatenando una profonda amarezza per l’atteggiamento passivo della sua retroguardia. Lo riporta Il Corriere dello Sport.

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La rabbia in campo: difesa ferma e miracolo vanificato

L’estremo difensore non ha nascosto il proprio disappunto sul terreno di gioco, infuriandosi letteralmente con i compagni in occasione del raddoppio avversario. De Gea era riuscito a compiere un autentico intervento prodigioso, neutralizzando un gol fatto di Mateta. Sulla ribattuta vagante, però, Mitchell ha bruciato sul tempo una difesa viola da belle statuine, vanificando di fatto il miracolo del compagno e siglando la rete che ha tagliato le gambe alla squadra.

Il discorso da leader nel post-partita

Nel post-partita, assorbita la frustrazione agonistica, il portiere ha indossato i panni del vero capitano. Ai microfoni della stampa ha voluto mandare un messaggio chiaro all’intero ambiente gigliato: Non dobbiamo dimenticare che tre mesi fa eravamo in grossa difficoltà, ora stiamo facendo cose importanti, anche se non sembra, perché era difficile da dove eravamo prima: in campionato non dobbiamo retrocedere e c’è un ritorno da giocare.

Le divergenze con Vanoli e la priorità in Serie A

Analizzando la disfatta, lo spagnolo ha ammesso la superiorità fisica e tecnica della Premier League rispetto alla Serie A, andando in parziale controtendenza rispetto alle dichiarazioni del tecnico Paolo Vanoli. Se l’allenatore aveva elogiato il buon approccio iniziale dei suoi ragazzi, l’ex United ha invece puntato il dito sui primi trenta minuti regalati agli avversari.

Il richiamo del leader spagnolo serve a riportare l’intera squadra coi piedi per terra. Con la prospettiva del passaggio del turno in Conference League che appare ormai quasi un’illusione, l’unico vero traguardo resta blindare la salvezza in campionato. Un imperativo per non tramutare definitivamente in tragedia sportiva una delle annate più buie e complicate in cento anni di storia del club.

Napoli, De Laurentiis rivela: «McTominay è come un attore, ha una personalità pazzesca. Ho incontrato tante persone in 22 anni di calcio e lui…»

Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha fatto questa rivelazione su Scott McTominay. Ecco cosa ha detto

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, continua a far parlare di sé anche oltreoceano. Attualmente in viaggio negli Stati Uniti per impegni legati alla sua attività imprenditoriale nel mondo del cinema, il numero uno del club partenopeo ha presenziato all’inizio della settimana alla première americana del suo ultimo film, intitolato Ag4in. A margine del prestigioso evento cinematografico, il patron azzurro ha concesso un’interessante intervista ai microfoni della celebre emittente televisiva statunitense CBS, dialogando in esclusiva con il noto giornalista italo-americano Marco Messina.

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L’impatto straordinario in Serie A e l’elogio presidenziale

Il focus della conversazione si è rapidamente spostato sulle vicende calcistiche della squadra e, in particolar modo, su uno dei colpi di calciomercato più importanti dell’intera stagione. Il giornalista ha infatti incalzato il presidente sull’incredibile rendimento di Scott McTominay. L’impatto dell’ex centrocampista del Manchester United nel campionato italiano è stato finora considerato “assurdo” e assolutamente determinante per le dinamiche tattiche del team azzurro.

Alla domanda diretta se la dirigenza si aspettasse una simile resa tecnica e carismatica al momento dell’investimento, De Laurentiis ha risposto esaltando apertamente le doti umane e professionali del giocatore. Il presidente ha tracciato un suggestivo e lusinghiero paragone con il mondo della recitazione: Scott credo sia davvero un uomo scozzese. Lui è come un attore: elegante, serio, un amico, un bravo ragazzo. Ho incontrato tante persone in 22 anni di calcio, ma Scott ha davvero una personalità pazzesca.

Un futuro nel cinema per il centrocampista scozzese?

L’entusiasmo palesato per le prestazioni del centrocampista e l’accostamento spontaneo alla figura dell’attore hanno spinto l’intervistatore della CBS a una simpatica provocazione. A De Laurentiis è stato infatti chiesto se, in un futuro prossimo, ci potesse essere la possibilità di inserire lo scozzese nel cast di una delle sue pellicole.

Di fronte a questa curiosa prospettiva di vedere il talento britannico sul grande schermo, il patron del Napoli ha risposto con una battuta ironica, preferendo concentrarsi sulle prestazioni sul rettangolo verde: Lasciamolo giocare (ride, ndr). Le dichiarazioni rilasciate confermano la totale soddisfazione della società per un’operazione che ha consegnato alla rosa un leader tecnico e carismatico di primissimo livello.

Miccoli a cuore aperto: «Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Ecco cosa mi ha risposto»

Miccoli, ex attaccante di Juve, Palermo e Fiorentina, ha rilasciato questa intervista nella quale ha parlato della sua vita tra campo ed extra campo

La vita e la carriera di Fabrizio Miccoli sono state un ottovolante di emozioni, successi calcistici e drammatiche cadute personali. Nel suo nuovo libro “Gloria e peccato di un campione”, l’ex attaccante ripercorre le tappe fondamentali della sua parabola, partendo dagli esordi nel calcio professionistico fino alla dolorosa esperienza del carcere. L’ispirazione più grande? Diego Armando Maradona: Come se avessi visto Gesù Cristo, una folgorazione. Mi colpì perché era altruista, giocava più per gli assist che per i gol. Decisi che avrei voluto essere come lui”.

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Dalla Juventus al Palermo: il talento e gli attriti con Moggi

Il talento purissimo di San Donato di Lecce ha stregato la Serie A, vestendo maglie prestigiose come quelle di Juventus e Fiorentina prima di consacrarsi a Palermo. Proprio a Torino, però, nacquero le prime incomprensioni con la dirigenza, in particolare con la famiglia Moggi. Miccoli rifiutò di entrare nella Gea, scuderia del figlio di Luciano: Il procuratore però ce l‘avevo, era Caliandro, e non volevo tradirlo. Non lo so se tutto quello che successe dopo avvenne per ripicca. Nonostante le umiliazioni subite, oggi l’ex giocatore ammette: “Non sono pentito, però mi chiedo come sarebbe andata la mia carriera se avessi accettato di cambiare agente. Al di là di tutto, oggi penso che Moggi sia una persona vera” dice nell’intervista a La Gazzetta dello Sport.

La condanna e l’onta delle parole su Falcone

L’apice sportivo raggiunto in Sicilia ha coinciso con la sua più grande disfatta umana. Diventato idolo indiscusso di Palermo, Miccoli ha incrociato pericolose frequentazioni che lo hanno portato a una condanna a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. A tormentarlo, tuttavia, è soprattutto l’infamante intercettazione sul giudice antimafia: “Me ne vergogno, per me e per la mia famiglia. Non so come mi siano uscite quelle parole. Ho sbagliato e non mi perdono. Scontata la pena in carcere, l’ex bomber ha cercato il perdono incontrando direttamente Maria Falcone: Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Lei mi ha sorriso e ha detto: ‘Ti perdono’. Mi sono commosso, mi sono sentito liberato. Oggi Miccoli ha chiuso col passato: gestisce un B&B a Lecce e dirige la sua scuola calcio, trovando serenità accanto alla famiglia.

Calciomercato Inter, futuro scritto per Bastoni: prima lo Scudetto e poi la partenza per Barcellona? Svelata la strategia del difensore e il piano dei nerazzurri

Calciomercato Inter, Scudetto con i nerazzurri e poi partenza per Barcellona: futuro segnato per Alessandro Bastoni. Tutti i dettagli

Cristian Chivu non ha dubbi e fa da scudo al suo difensore centrale. In merito al delicato momento vissuto dal giocatore, bersagliato da un’ondata di polemiche per alcune esultanze, simulazioni e la pesante espulsione in terra bosniaca, il tecnico dell’Inter ha preso una posizione netta: “È alla gente che ha sparato a zero contro di lui che servirebbe uno psicologo. Una protezione pubblica doverosa da parte dell’allenatore, che tuttavia non nasconde come questa gogna mediatica possa lasciare cicatrici profonde e, inevitabilmente, modificare gli scenari legati al futuro di Alessandro Bastoni.

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Il pressing blaugrana e il patto per lo Scudetto

Secondo La Gazzetta dello Sport, da mesi, infatti, il Barcellona monitora con estrema attenzione il profilo del difensore nerazzurro. Sebbene l’ex Atalanta non abbia mai espresso pubblicamente il desiderio di lasciare Milano, le lusinghe catalane stanno generando in lui profonde riflessioni. Attualmente, però, vige un accordo ferreo tra la dirigenza, lo staff tecnico e il calciatore, un rinvio “imposto” direttamente da Bastoni: per totale rispetto del club e della delicata rincorsa allo scudetto, ogni discorso legato al calciomercato e a un eventuale trasferimento in Spagna è rimandato esclusivamente al termine della stagione.

La valutazione dell’Inter e i problemi del Barça

L’interesse del club spagnolo si è ulteriormente consolidato dopo i recenti scivoloni europei. L’espulsione del talento classe 2007 Cubarsì, che ha compromesso le semifinali di Champions League dei blaugrana, ha spinto Flick e Laporta a ricercare un leader difensivo esperto da affiancargli. Nonostante il forte gradimento reciproco, una vera e propria trattativa non è ancora decollata.

L’operazione si preannuncia lunga e ricca di incognite. L’Inter non intende fare sconti ed è ferma su una valutazione di 70 milioni di euro, una cifra che si scontra frontalmente con i noti limiti finanziari del Barcellona. Per evitare di rimanere bloccata in una telenovela estiva, la società milanese stabilirà una precisa deadline. Fino a quel momento, la testa di Bastoni sarà concentrata unicamente sul campo per regalare l’ennesimo trionfo al popolo nerazzurro.

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