Pagina 197 – Calcio News 24

Napoli, De Laurentiis rivela: «McTominay è come un attore, ha una personalità pazzesca. Ho incontrato tante persone in 22 anni di calcio e lui…»

Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha fatto questa rivelazione su Scott McTominay. Ecco cosa ha detto

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, continua a far parlare di sé anche oltreoceano. Attualmente in viaggio negli Stati Uniti per impegni legati alla sua attività imprenditoriale nel mondo del cinema, il numero uno del club partenopeo ha presenziato all’inizio della settimana alla première americana del suo ultimo film, intitolato Ag4in. A margine del prestigioso evento cinematografico, il patron azzurro ha concesso un’interessante intervista ai microfoni della celebre emittente televisiva statunitense CBS, dialogando in esclusiva con il noto giornalista italo-americano Marco Messina.

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L’impatto straordinario in Serie A e l’elogio presidenziale

Il focus della conversazione si è rapidamente spostato sulle vicende calcistiche della squadra e, in particolar modo, su uno dei colpi di calciomercato più importanti dell’intera stagione. Il giornalista ha infatti incalzato il presidente sull’incredibile rendimento di Scott McTominay. L’impatto dell’ex centrocampista del Manchester United nel campionato italiano è stato finora considerato “assurdo” e assolutamente determinante per le dinamiche tattiche del team azzurro.

Alla domanda diretta se la dirigenza si aspettasse una simile resa tecnica e carismatica al momento dell’investimento, De Laurentiis ha risposto esaltando apertamente le doti umane e professionali del giocatore. Il presidente ha tracciato un suggestivo e lusinghiero paragone con il mondo della recitazione: Scott credo sia davvero un uomo scozzese. Lui è come un attore: elegante, serio, un amico, un bravo ragazzo. Ho incontrato tante persone in 22 anni di calcio, ma Scott ha davvero una personalità pazzesca.

Un futuro nel cinema per il centrocampista scozzese?

L’entusiasmo palesato per le prestazioni del centrocampista e l’accostamento spontaneo alla figura dell’attore hanno spinto l’intervistatore della CBS a una simpatica provocazione. A De Laurentiis è stato infatti chiesto se, in un futuro prossimo, ci potesse essere la possibilità di inserire lo scozzese nel cast di una delle sue pellicole.

Di fronte a questa curiosa prospettiva di vedere il talento britannico sul grande schermo, il patron del Napoli ha risposto con una battuta ironica, preferendo concentrarsi sulle prestazioni sul rettangolo verde: Lasciamolo giocare (ride, ndr). Le dichiarazioni rilasciate confermano la totale soddisfazione della società per un’operazione che ha consegnato alla rosa un leader tecnico e carismatico di primissimo livello.

Miccoli a cuore aperto: «Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Ecco cosa mi ha risposto»

Miccoli, ex attaccante di Juve, Palermo e Fiorentina, ha rilasciato questa intervista nella quale ha parlato della sua vita tra campo ed extra campo

La vita e la carriera di Fabrizio Miccoli sono state un ottovolante di emozioni, successi calcistici e drammatiche cadute personali. Nel suo nuovo libro “Gloria e peccato di un campione”, l’ex attaccante ripercorre le tappe fondamentali della sua parabola, partendo dagli esordi nel calcio professionistico fino alla dolorosa esperienza del carcere. L’ispirazione più grande? Diego Armando Maradona: Come se avessi visto Gesù Cristo, una folgorazione. Mi colpì perché era altruista, giocava più per gli assist che per i gol. Decisi che avrei voluto essere come lui”.

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Dalla Juventus al Palermo: il talento e gli attriti con Moggi

Il talento purissimo di San Donato di Lecce ha stregato la Serie A, vestendo maglie prestigiose come quelle di Juventus e Fiorentina prima di consacrarsi a Palermo. Proprio a Torino, però, nacquero le prime incomprensioni con la dirigenza, in particolare con la famiglia Moggi. Miccoli rifiutò di entrare nella Gea, scuderia del figlio di Luciano: Il procuratore però ce l‘avevo, era Caliandro, e non volevo tradirlo. Non lo so se tutto quello che successe dopo avvenne per ripicca. Nonostante le umiliazioni subite, oggi l’ex giocatore ammette: “Non sono pentito, però mi chiedo come sarebbe andata la mia carriera se avessi accettato di cambiare agente. Al di là di tutto, oggi penso che Moggi sia una persona vera” dice nell’intervista a La Gazzetta dello Sport.

La condanna e l’onta delle parole su Falcone

L’apice sportivo raggiunto in Sicilia ha coinciso con la sua più grande disfatta umana. Diventato idolo indiscusso di Palermo, Miccoli ha incrociato pericolose frequentazioni che lo hanno portato a una condanna a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. A tormentarlo, tuttavia, è soprattutto l’infamante intercettazione sul giudice antimafia: “Me ne vergogno, per me e per la mia famiglia. Non so come mi siano uscite quelle parole. Ho sbagliato e non mi perdono. Scontata la pena in carcere, l’ex bomber ha cercato il perdono incontrando direttamente Maria Falcone: Ho chiesto scusa alla signora Falcone, le ho parlato della vergogna che provavo, di quanto mi fossi pentito. Lei mi ha sorriso e ha detto: ‘Ti perdono’. Mi sono commosso, mi sono sentito liberato. Oggi Miccoli ha chiuso col passato: gestisce un B&B a Lecce e dirige la sua scuola calcio, trovando serenità accanto alla famiglia.

Calciomercato Inter, futuro scritto per Bastoni: prima lo Scudetto e poi la partenza per Barcellona? Svelata la strategia del difensore e il piano dei nerazzurri

Calciomercato Inter, Scudetto con i nerazzurri e poi partenza per Barcellona: futuro segnato per Alessandro Bastoni. Tutti i dettagli

Cristian Chivu non ha dubbi e fa da scudo al suo difensore centrale. In merito al delicato momento vissuto dal giocatore, bersagliato da un’ondata di polemiche per alcune esultanze, simulazioni e la pesante espulsione in terra bosniaca, il tecnico dell’Inter ha preso una posizione netta: “È alla gente che ha sparato a zero contro di lui che servirebbe uno psicologo. Una protezione pubblica doverosa da parte dell’allenatore, che tuttavia non nasconde come questa gogna mediatica possa lasciare cicatrici profonde e, inevitabilmente, modificare gli scenari legati al futuro di Alessandro Bastoni.

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Il pressing blaugrana e il patto per lo Scudetto

Secondo La Gazzetta dello Sport, da mesi, infatti, il Barcellona monitora con estrema attenzione il profilo del difensore nerazzurro. Sebbene l’ex Atalanta non abbia mai espresso pubblicamente il desiderio di lasciare Milano, le lusinghe catalane stanno generando in lui profonde riflessioni. Attualmente, però, vige un accordo ferreo tra la dirigenza, lo staff tecnico e il calciatore, un rinvio “imposto” direttamente da Bastoni: per totale rispetto del club e della delicata rincorsa allo scudetto, ogni discorso legato al calciomercato e a un eventuale trasferimento in Spagna è rimandato esclusivamente al termine della stagione.

La valutazione dell’Inter e i problemi del Barça

L’interesse del club spagnolo si è ulteriormente consolidato dopo i recenti scivoloni europei. L’espulsione del talento classe 2007 Cubarsì, che ha compromesso le semifinali di Champions League dei blaugrana, ha spinto Flick e Laporta a ricercare un leader difensivo esperto da affiancargli. Nonostante il forte gradimento reciproco, una vera e propria trattativa non è ancora decollata.

L’operazione si preannuncia lunga e ricca di incognite. L’Inter non intende fare sconti ed è ferma su una valutazione di 70 milioni di euro, una cifra che si scontra frontalmente con i noti limiti finanziari del Barcellona. Per evitare di rimanere bloccata in una telenovela estiva, la società milanese stabilirà una precisa deadline. Fino a quel momento, la testa di Bastoni sarà concentrata unicamente sul campo per regalare l’ennesimo trionfo al popolo nerazzurro.

Calciomercato Milan al bivio Champions: Lewandowski, Goretzka e gli addii di Pulisic, Leao e…I piani dei rossoneri verrebbero rivoluzionati così

Calciomercato Milan con o senza Champions: Lewandowski, Goretzka e addii eccellenti. Cambierebbero così le strategie dei rossoneri

Il ritorno nell’Europa che conta non è soltanto una questione di blasone, ma rappresenta un autentico spartiacque per il Milan. I continui richiami di Massimiliano Allegri a questo traguardo non sono casuali: il futuro a breve termine del Diavolo passa inevitabilmente dal piazzamento tra le prime quattro dell’attuale Serie A. Restare fuori per due anni consecutivi dalla Champions League peserebbe in maniera decisiva, non tanto per la stabilità del bilancio, quanto per le imminenti strategie di calciomercato. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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L’impatto economico: i sogni Goretzka e Lewandowski

La partecipazione al massimo torneo continentale garantirebbe un tesoretto cruciale, stimabile tra i 60 e i 70 milioni di euro. Questa enorme liquidità è fondamentale per innalzare la competitività della rosa, finanziando l’arrivo di un difensore titolare e di un grande centravanti. Inoltre, l’aumento del tetto ingaggi consentirebbe di attrarre parametri zero di lusso. È il caso di Leon Goretzka: il tedesco del Bayern Monaco sceglierebbe Milano senza la vetrina europea? E lo stesso dubbio si pone per Robert Lewandowski: il fuoriclasse polacco, recentemente accostato al club, esige il palcoscenico della Champions per la sua prossima avventura.

I rischi per le stelle in rosa: Leao, Pulisic e Modric

Il mancato approdo nell’Europa che conta avrebbe ripercussioni pericolosissime anche sui top player già presenti in organico. Fuoriclasse del calibro di Christian Pulisic (ancora in attesa di rinnovo), Rafael Leao e il veterano Luka Modric potrebbero seriamente rivalutare la loro permanenza. Il campione croato, prossimo ai 41 anni, accetterebbe di chiudere la carriera rinunciando alla coppa che ha vinto sei volte? Senza introiti UEFA, il club sarebbe inoltre costretto a vendere per comprare, magari dovendo sacrificare giovani talenti come Bartesaghi per incassare una preziosa plusvalenza.

La trappola dell’Europa League

Scivolare al quinto posto significherebbe disputare l’Europa League. Questo scenario obbligherebbe la dirigenza ad ampliare obbligatoriamente una rosa oggi troppo corta per reggere il doppio impegno. Giocare il giovedì, inoltre, rappresenta storicamente un ostacolo enorme per chi vuole lottare per vincere il campionato. Per scongiurare questo declassamento, il Milan è chiamato a blindare il proprio piazzamento, difendendo il vantaggio su Juventus, Como e le altre inseguitrici in queste ultime, infuocate giornate di campionato.

Mercato Juventus con o senza Champions, cosa cambierebbe: tre possibili ‘sacrifici’ dolorosi e chi arriverebbe (o no) in estate. Il focus completo

Mercato Juventus: cosa cambierebbe nelle scelte dei bianconeri con o senza l’accesso alla prossima Champions League.

A sette giornate dal termine del campionato, la Juventus si prepara ad affrontare un finale di stagione incandescente. Il trittico di sfide contro Atalanta, Bologna e Milan non ammette cali di tensione, perché in palio c’è l’accesso alla cosiddetta “zona Europa” che conta. Per il club e per il tecnico Luciano Spalletti, il traguardo del quarto posto, valido per la qualificazione alla prossima Champions League, rappresenta un autentico spartiacque sportivo ed economico. Raggiungerlo significa poter attrarre grandi campioni; fallire l’obiettivo, invece, comporterebbe un inevitabile ridimensionamento. Senza i ricchi premi europei, infatti, la dirigenza bianconera sarebbe costretta a cedere un top player per coprire il “buco” a bilancio. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Le possibili cessioni per fare cassa: da Thuram a Bremer

In caso di mancata qualificazione, la necessità di registrare un’importante plusvalenza porterebbe a valutazioni dolorose sul fronte delle uscite. Il primo indiziato è Khephren Thuram: acquistato dal Nizza nel 2024 per 20 milioni, oggi il suo cartellino vale praticamente il doppio. Un destino simile potrebbe toccare a Pierre Kalulu, riscattato definitivamente dal Milan per 14 milioni e ora nel mirino di diverse squadre di Premier League dopo una stagione di altissimo livello. Attenzione anche al futuro di Gleison Bremer: il centrale brasiliano sta bene a Torino, ma in caso di urgenti necessità societarie legate alla liquidità potrebbe valutare eventuali offerte, al netto della clausola rescissoria attiva a inizio estate.

Mercato in entrata: Alisson dice “sì”, ostacoli per l’attacco

Il pass per l’Europa influenzerà drasticamente anche i colpi in entrata. I segnali più incoraggianti arrivano da Alisson Becker: il portiere del Liverpool ha recentemente pronunciato il suo primo “sì” al trasferimento a Torino, a prescindere dalla partecipazione alla massima competizione continentale.

Discorso diametralmente opposto per profili di respiro internazionale come Bernardo Silva, attratto dal Barcellona o dalla MLS, che scarterebbe l’ipotesi bianconera senza la vetrina europea. Una situazione molto simile riguarda Robert Lewandowski e Leon Goretzka, corteggiati con insistenza anche dal Milan. Infine, senza i fondi garantiti dall’UEFA, diventerebbe proibitivo finanziare operazioni costose come quelle per Mason Greenwood e Randal Kolo Muani. Per l’attaccante del Tottenham, di proprietà del Psg, l’unica strada percorribile senza Champions League resterebbe un clamoroso scambio alla pari con Jonathan David.

Roma, botta e risposta Gasperini Ranieri: 9 mesi di frecciate e attriti. Tutti i retroscena e la verità su quanto successo

Roma, botta e risposta Gasperini Ranieri: i retroscena sul loro rapporto in 9 mesi di frecciatine e attriti. Cosa è successo

Dopo mesi di incomprensioni sotterranee, la tensione in casa Roma è definitivamente esplosa. A seguito della pesante sconfitta contro l’Inter e prima del successo rigenerante contro il Pisa, è andata in scena una vera e propria resa dei conti tra l’allenatore Gian Piero Gasperini e il senior advisor Claudio Ranieri. Al centro della bufera mediatica, le strategie di calciomercato e la gestione della rosa voluta dalla proprietà Friedkin. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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Le accuse di Gasperini e la dura risposta di Ranieri

Le scintille sono scaturite dalle dichiarazioni del tecnico giallorosso, che aveva evidenziato criticità strutturali evidenti: «Sono arrivati 30 giocatori negli ultimi due anni ma giocano in 4-5», aggiungendo che «Il target degli acquisti dev’essere Malen-Wesley». A questo, l’allenatore ha unito un dubbio sulla politica “verde” del club: «una piazza come Roma, che di campioni ne ha visti tanti, non so quanto possa recepire i giovani, e poi se ne metti tanti dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra».

La replica di Ranieri, a difesa del direttore sportivo Massara e della società, è stata immediata e durissima: «Io e lui abbiamo scelto i giocatori, non ce n’è stato uno che lui non abbia approvato o di cui non sapesse che sarebbe venuto. Tutto quello che abbiamo cercato di fare è stato dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata ad un punto dalla Champions con tanti giovani da valorizzare. Avevamo cercato 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti. E alla fine ha deciso la società».

Il nodo trattative e l’ipotesi di addio societario

Sulle scelte in sede di trattative, Ranieri ha voluto precisare le dinamiche degli acquisti mancati: «È troppo facile dire “solo Malen e Wesley” come ha fatto il tecnico, abbiamo preso anche Ferguson e si è perso del tempo dietro a Sancho, fino all’ultimo ci abbiamo provato e lui non è voluto venire. Alcuni giocatori non piacevano all’allenatore e non li abbiamo presi».

L’amarezza del dirigente emerge chiaramente parlando del proprio futuro nella Capitale: «Se mi piacerà continuare, continuerò. Se sarò interpellato, continuerò. Se non sarò interpellato, me ne andrò, non sto qui a fare il garante di nessuno. Sono il senior advisor della proprietà, non dell’allenatore. Amo la Roma, sono pronto a farmi da parte».

La contro-replica del tecnico e il paragone con l’Atalanta

Gasperini ha provato a smorzare parzialmente i toni, pur mantenendo fermo il punto sull’emergenza in attacco: «Ho lasciato libera scelta sui giocatori che non conoscevo. Ho chiesto due giocatori importanti, ne è arrivato uno. Perdevamo Shomurodov e non sapevo che si perdesse anche Saelemaekers. Per me era un punto fondamentale lavorare sull’attacco. Ho sempre picchiato sulla necessità di investire davanti. Poi purtroppo non è andata così. Ranieri era d’accordo con me. Binari paralleli? Io ne ho uno solo. Ci vedremo la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui».

Il paragone finale con il passato ha però riacceso gli animi. Alla frecciata di Ranieri sulla genesi dell’ingaggio («Abbiamo scelto Gasperini per quello che ha fatto all’Atalanta con i giovani»), l’allenatore ha risposto piccato difendendo il suo percorso precedente: «Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi, perché ha fatto cose straordinarie ed è stata competitiva da subito. E non era composta solo da giovani».

Braida non ha dubbi: «Giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti»

Braida sicuro: «Giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti». Le parole

Ariedo Braida, storico dirigente del Milan nell’epoca d’oro targata Silvio Berlusconi e per anni al fianco dell’amministratore delegato Adriano Galliani, oggi ricopre il ruolo di vicepresidente del Ravenna in Serie C. Intervistato da Il Messaggero Veneto, ha ripercorso parte della sua esperienza e ha affrontato uno dei temi più discussi del momento: la necessità di una riforma profonda del calcio italiano, soprattutto dopo l’ennesima delusione che ha impedito alla Nazionale di qualificarsi al Mondiale per la terza volta consecutiva.

Nel corso della conversazione, Braida ha analizzato criticità, responsabilità e possibili soluzioni per rilanciare il movimento, sottolineando come l’attuale sistema necessiti di interventi strutturali e di una visione più moderna. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni, che offrono uno spunto significativo sul dibattito in corso.

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PAROLE «Nessuno ha la bacchetta magica, il problema del nostro campionato non sono gli stranieri ma i pochi italiani che giocano. Proporrei una scuola per istruttori di calcio permanente, preparando gli insegnanti a istruire gli allievi. Una base indispensabile, costruendo poi accademie e centri di formazione come proposto dal compianto presidente Tavecchio. Servono idee e uomini di spessore, come ha fatto la FIFA che ha acquisito Arsene Wenger. Ex giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti».

Roma, Gasperini chiarisce nel post gara: «Ranieri? Ci vedremo la prossima settimana: non ci sono mai stati screzi con lui»

Roma Pisa, nel post gara Gasperini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare la sfida disputata all’Olimpico

Al termine di Roma Pisa, Gian Piero Gasperini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Queste le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso:

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PAROLE – «La partita si è messa bene fin da subito. Non sono mai facili le partite in Serie A. Abbiamo giocato con attenzione e i ragazzi hanno avuto un’ottima reazione. Siamo lì, e questi tre punti sono molto buoni per la nostra classifica»

SU RANIERI – «Sull’Atalanta non mi pronuncio perché ha fatto qualcosa di straordinario con i giovani e non solo. È stata una squadra competitiva fin da subito. Detto questo, con Ranieri ci vedremo la prossima settimana: non ci sono mai stati screzi con lui. Domani e dopodomani dovremo tifare per Atalanta e Inter e vedremo cosa succederà. Sono molto attento alla prestazione e alla partita e a quello che dovremo fare nelle prossime partite perché mancano sei partite ed è un momento delicato per tutti»

MALEN – «Solo per le squadre in cui ha giocato era un giocatore di valore, perché quando vai in quelle società così giovane è perché hai i mezzi. Il ruolo è stato determinante per convincerlo a venire qui. Lui voleva giocare in quel ruolo e faceva fatica a trovare squadre che lo mettessero in quel modo, è andata bene per tutti e due. Io ero stra convinto, come mi è capitato altre volte in carriera. Io non invento niente, cerco di tirare fuori il meglio di loro. Sono tutti giocatori forti».

Pisa, parla Hiljemark: «Mancano i punti ma vedo voglia nei miei ragazzi. In futuro bisogna cambiare questo»

Roma Pisa, nel post gara Hiljemark è intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare la sfida disputata all’Olimpico

Al termine di Roma Pisa, Oscar Hiljemark  è intervenuto ai microfoni di DAZN. Queste le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro:

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PAROLE – «La situazione era dura soprattutto per i nostri tifosi, la sensazione è che io sono orgoglioso. Abbiamo fatto una grande partita, hanno fatto tre tiri e tre gol. Ora non dobbiamo mollare, ho visto una squadra ancora viva, è difficile ma sono orgoglioso di essere il loro allenatore»

«L’unica cosa che conta sono i 3 punti. Sono più felice se facciamo una grande partita, io voglio vincere e sono qui per vincere tutte le partite ma oggi è stata difficile, abbiamo regalato due gol. Dobbiamo creare le occasioni per fare gol, va migliorato questo aspetto. Il lavoro della squadra è ottimo, mancano i punti ma vedo voglia nei miei ragazzi. In futuro bisogna cambiare il risultato perché la prestazione c’è».

Pagelle Roma Pisa, tripletta da fenomeno per Malen! Pellegrini sfortunato. Caracciolo e Touré serata no – I VOTI

Pagelle Roma Pisa: i Top e Flop tra i protagonisti del match, valido per la 32a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Roma Pisa: i giudizi sui protagonisti del match, valido per la 32a giornata di Serie A 2025/26. Ecco le valutazioni:

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Roma – Svilar 6.5; Ghilardi 6, Ndicka 6.5, Hermoso 6; Celik 6.5 (78′ Angelino s.v.), Cristante 6, Pisilli 6, Rensch 6.5 (85′ Venturino s.v.); Soulé 6.5 (65′ El Aynaoui 6), Pellegrini 6.5 (46′ El Shaarawy 6); Malen 8.5 (78′ Robinio Vaz s.v.).

PISA – Semper 6; Calabresi 4.5 (84′ Coppola s.v.), Caracciolo 4.5, Canestrelli 5; Touré 4.5 (54′ Piccinini 6), Hojholt 5 (54′ Akinsanmiro 6), Aebischer 5.5, Angori 5.5; Tramoni 5.5 (74′ Durosinmi 6), Leris 5; Moreo 5.5 (74′ Loyola 6).

Moviola Roma Pisa, l’episodio chiave della sfida di Serie A diretta da Feliciani: ecco cosa è successo

Moviola Roma Pisa: gli episodi dubbi del match di Serie A diretto da Feliciani, valido per la 32ª giornata 2025/26

La sfida Roma Pisa ha richiesto attenzione e decisioni chiare da parte del direttore di gara Feliciani . Ecco cosa è successo:

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LA MOVIOLA

Nel primo tempo di Roma‑Pisa l’arbitro Feliciani gestisce correttamente gli episodi principali: al 15’ lascia proseguire dopo il tocco di petto di Touré sul colpo di testa di Cristante, ignorando le proteste dello stadio che chiedeva rigore. Al 21’ è invece giusto il cartellino giallo per lo stesso Touré, che stende Rensch lanciato sulla fascia.

Nella ripresa, però, arriva l’episodio più discusso della serata. Al 70’ El Shaarawy viene spinto in area da Aebischer, che non tenta minimamente di giocare il pallone: un contatto evidente che avrebbe dovuto portare al calcio di rigore per la Roma. Corretta invece l’ammonizione mostrata a Celik al 50’ per un intervento falloso da dietro su Moreo.

Pogba torna in campo nella sfida tra Paris e Monaco! Ecco com’è andata la partita: in gol un ex protagonista in Serie A

Pogba rientra ma il Monaco crolla col Paris FC: a segno un ex protagonista del nostro campionato. Gli aggiornamenti

Il Monaco è incappato in una pesante sconfitta per 4-1 contro il Paris FC, in una gara che si è messa subito in salita. L’ex centrocampista della Juventus è entrato soltanto al 69’, quando il risultato era ormai compromesso e la squadra non riusciva più a rientrare in partita.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Determinante, infatti, la prestazione quasi impeccabile dei padroni di casa, trascinati dall’ottimo stato di forma di due giocatori italiani e di un ex protagonista della Serie A. Il Monaco ha faticato a contenere la loro intensità e qualità fin dai primi minuti.

A lasciare il segno sono stati Ciro Immobile, Koleosho e soprattutto Jonathan Ikoné, autore di una doppietta nei primi venti minuti che ha indirizzato definitivamente il match, rendendo impossibile ogni tentativo di rimonta.

Infortunio Pellegrini, brutte notizie per Gasperini! Il centrocampista costretto al cambio: cosa è successo

Infortunio Pellegrini, allarme per Gasperini: il capitano costretto al cambio contro il Pisa. Ecco cosa è accaduto

Brutte notizie per Gian Piero Gasperini durante la sfida tra Roma e Pisa, valida per la 32ª giornata di Serie A. Nei minuti finali del primo tempo Lorenzo Pellegrini si è fermato per un problema muscolare al flessore, accasciandosi a terra e stringendo i denti fino all’intervallo. Al rientro in campo, però, il tecnico giallorosso è stato costretto al cambio, inserendo El Shaarawy al suo posto.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Lo stop del capitano preoccupa inevitabilmente lo staff tecnico, soprattutto considerando il suo peso negli equilibri della squadra. Le prime sensazioni non sono incoraggianti: l’entità del problema non sembrerebbe lieve e la sua presenza nel prossimo match contro l’Atalanta è fortemente a rischio. La prudenza, in questo momento, è d’obbligo.

Nelle prossime ore Pellegrini si sottoporrà agli esami strumentali che chiariranno la gravità dell’infortunio e i tempi di recupero. Solo dopo i controlli sarà possibile capire se si tratta di un semplice affaticamento o di un problema più serio, destinato a complicare i piani di Gasperini nelle settimane decisive della stagione.

Ranieri risponde a Gasperini: «Abbiamo posto 5-6 allenatori, 3 non sono venuti e la società ha scelto lui. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse»

Ranieri risponde a Gasperini: «Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse». Le sue dichiarazioni

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni di DAZN e si è soffermato anche sulla scelta di Gasperini, analizzando nel dettaglio le motivazioni che hanno portato il tecnico a prendere questa decisione e offrendo una lettura più ampia delle dinamiche che stanno accompagnando il percorso dell’allenatore. Le sueparole:

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PAROLE «Abbiamo posto 5-6 allenatori, 3 non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui, dico noi perché non voglio tirarmi indietro, per quello che ha fatto all’Atalanta. Ho smesso di allenare per quello perché ho detto: se dobbiamo perdere un anno di costruzione, lo faccio ben volentieri. Ci aspettavamo quello che sta succedendo: abbiamo preso dei giovani, io e lui abbiamo preso dei giocatori. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o approvasse»

«Tutto quello che abbiamo cercato di fare è dare all’allenatore una squadra che è arrivata a un punto dalla Champions l’anno scorso e i giovani da far maturare. Vediamo che possiamo fare nel mio ruolo: se mi piacerà continuare, continuerò; se sarò interpellato o se non lo sarò, me ne andrò perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Amo la Roma, come mi sono fatto da parte come allenatore sarò pronto a farlo anche da senior advisor».

Milito si racconta: «Chivu? Sta facendo molto bene. Lo percepivo all’epoca, anche con Thiago Motta e Stankovic. Si vedeva potessero essere grandi allenatori»

Milito: «Sta facendo molto bene. Lo percepivo anche con Motta e Stankovic. Si vedeva potessero essere grandi allenatori»

Diego Milito è stato il protagonista dell’ultimo episodio di Giorgia’s Secret, il format di Giorgia Rossi su DAZN, dove ha ripercorso i momenti più significativi della sua carriera: dalla nascita del soprannome “Principe” alle notti magiche di Madrid, fino ad arrivare al presente nerazzurro, parlando con sincerità della crescita dei suoi ex compagni e del ruolo dei nuovi leader dell’Inter di Cristian Chivu.

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SOPRANNOME – «Mi hanno dato il soprannome di Principe in Italia, in virtù del paragone con Enzo Francescoli, uno dei miei idoli. È sempre stato un orgoglio. Non mi pento di essere arrivato a una squadra come l’Inter a quell’età, mi sono goduto tutto nella mia carriera e ho fatto di tutto per arrivare in alto».

GOL PESANTI – «Avevo dei grandi compagni, campioni che mi hanno accompagnato. Ho avuto la fortuna di segnare io i gol nelle finali con l’Inter, ma avevo anche un condottiero come Mourinho che ci ha dato forza e consapevolezza».

CHIVU – «Sta facendo molto bene. Lo percepivo all’epoca, anche con Thiago Motta e Stankovic. Si vedeva potessero essere grandi allenatori. Anche il Cuchu ha tutto per esserlo, anche se non ha ancora avuto la possibilità di dimostrarlo».

MOTTA-JUVENTUS – «A volte è difficile spiegare certe cose. Lui sicuramente ha commesso qualche errore, è giovane e continuerà a imparare, ma ha le sue capacità. Ogni tanto ci sentiamo, gli voglio bene e lo conosco bene. So cosa pensa e come è fatto, non ho dubbi che sia un grande allenatore».

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Giuntoli Roma, nuova pista a sorpresa per l’ex dirigente della Juve: l’affare può andare in porto solo a una condizione

Giuntoli Roma, scenario inatteso per il futuro dell’ex Juventus: l’approdo nella Capitale dipende da un passaggio decisivo

Il calciomercato estivo non riguarderà soltanto i protagonisti in campo, ma coinvolgerà anche le figure dirigenziali. Dopo una parentesi poco brillante in bianconero, Cristiano Giuntoli è pronto a rimettersi in gioco: la lontananza dalle trattative pesa e il dirigente vuole tornare operativo per costruire un progetto ambizioso. Diverse società stanno valutando il suo profilo, ma una pista in particolare sta prendendo quota con forza.

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Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, il futuro di Giuntoli potrebbe tingersi di giallorosso. La Roma sta infatti portando avanti sondaggi continui per affidargli la guida dell’area sportiva in vista della prossima stagione. L’idea di lavorare in una piazza calda e prestigiosa rappresenta per lui una motivazione enorme: un nuovo contratto gli permetterebbe di orchestrare in prima persona operazioni di alto livello e costruire una squadra competitiva per puntare alle zone nobili della classifica.

Un elemento chiave di questo possibile incastro riguarda la panchina. L’attuale tecnico, Gian Piero Gasperini, è una figura con cui Giuntoli ha un rapporto di grande stima, e questa sintonia potrebbe facilitare l’intesa. Prima, però, sarà necessario capire se Gasperini resterà alla guida della Roma anche nella prossima annata: le decisioni sul futuro dell’allenatore influenzeranno inevitabilmente la struttura dirigenziale. Gli sviluppi attesi nelle prossime settimane potrebbero cambiare radicalmente gli equilibri attuali.

Spinazzola Milan, Moretto svela: «Non è un obiettivo prioritario per i rossoneri, soprattutto per età. La linea guida è quella di…»

Spinazzola Milan, Moretto: «Non è un obiettivo prioritario per i rossoneri, soprattutto per età». Le sue dichiarazioni

Nel suo aggiornamento sul canale YouTube di Fabrizio Romano, Matteo Moretto ha fatto il punto sul mercato del Milan, concentrandosi sui rinforzi offensivi e chiarendo che, nonostante le recenti voci, non esiste alcuna trattativa per Leonardo Spinazzola, terzino del Napoli in scadenza di contratto. Il giocatore sta attirando l’interesse di diversi club, ma al momento il Milan non figura tra le principali pretendenti, con la dirigenza rossonera focalizzata soprattutto sulla ricerca di un nuovo attaccante.

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MERCATO MILAN – «Anche il Milan si sta muovendo sul mercato. Ci sono diversi obiettivi per andare a rinforzare la rosa. L’attacco è il punto più importante. La linea guida è quella di rinforzare la rosa, se possibile, con nomi italiani».

SPINAZZOLA E IL MILAN – «Tra i nomi italiani usciti in queste ore per il Milan, c’è anche quello di Leonardo Spinazzola, in scadenza con il Napoli. Però, da quanto mi risulta, Spinazzola non è un obiettivo prioritario del Milan, soprattutto per età non rientra nei parametri del club rossonero».

Infortunio Lautaro Martinez, chi giocherà al suo posto? Ballottaggio aperto tra Bonny ed Esposito: le ultimissime

Infortunio Lautaro Martinez, rebus in casa Inter: Bonny ed Esposito si giocano una maglia da titolare. Le ultimissime

L’infortunio di Lautaro Martinez costringe Cristian Chivu a rivedere i piani in vista della trasferta di Como di domenica sera. Dopo aver superato il problema al polpaccio accusato contro il Bodo e aver firmato una doppietta al ritorno, il capitano dell’Inter deve fare i conti con un nuovo stop. Salterà almeno le sfide contro il Como di Cesc Fàbregas e contro il Cagliari, oltre alla semifinale di ritorno di Coppa Italia.

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Gli esami strumentali svolti all’Humanitas di Rozzano, come riportato da La Gazzetta dello Sport, hanno escluso lesioni gravi, ma il rientro non sarà immediato. Chivu dovrà quindi ridisegnare l’attacco, affidando il ruolo di partner di Marcus Thuram a Pio Esposito, chiamato a sostituire Martinez nelle prossime gare.

Per Esposito si tratta di un’occasione importante: la sfida contro il Como rappresenta un vero banco di prova per il giovane attaccante, preferito a Bonny per completare il reparto offensivo. Con Lautaro ai box, Chivu punta sulla sua freschezza e sulla capacità di integrarsi rapidamente accanto a Thuram.

Genoa, fascia blindata per il futuro dei rossoblù: accordo raggiunto per il rinnovo di Sabelli fino al 2028

Genoa, Sabelli rinnova fino al 2028: la fascia destra è al sicuro, il club punta sulla continuità. Tutti i dettagli

Il matrimonio tra Stefano Sabelli e il Genoa è destinato a proseguire. La dirigenza rossoblù ha infatti trovato l’accordo per il rinnovo dell’esterno, il cui contratto sarebbe scaduto a giugno. Il giocatore ha firmato un nuovo biennale che lo legherà al club fino al 2028. La trattativa, portata avanti nelle ultime settimane, ha raggiunto la fumata bianca: manca soltanto il comunicato ufficiale per sancire l’intesa.

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Il percorso di Sabelli con il Genoa parte nel 2021 e si è consolidato dopo il breve ritorno al Brescia nel 2022. Rientrato in rossoblù, si è imposto come uno dei protagonisti della promozione in Serie A nella stagione 2022/23 sotto la guida di Alberto Gilardino, confermandosi poi anche nell’annata successiva, culminata con una salvezza tranquilla e il titolo di miglior neopromossa nei top cinque campionati europei. Il suo peso nello spogliatoio è rimasto intatto anche quest’anno, con Daniele De Rossi che ne ha sottolineato pubblicamente la leadership dopo la recente vittoria contro la Roma.

Il rinnovo di Sabelli rappresenta il primo tassello di una strategia più ampia della dirigenza del Grifone, impegnata a blindare i punti fermi della rosa. Sono infatti vicini alla firma anche Caleb Ekuban e Nicola Leali, mentre proseguono i dialoghi con Ruslan Malinovskyi per definire la sua permanenza. Un segnale chiaro della volontà del club di costruire continuità e stabilità attorno al gruppo che ha riportato il Genoa ai livelli più competitivi. Lo riporta Di Marzio.

Pisa, Hiljemark nel pre partita: «Roma grande squadra, ma credo nei miei ragazzi e andremo in campo per vincere»

Roma Pisa, nel post gara Hiljemark è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare la sfida disputata all’Olimpico

Al termine di Roma Pisa, Oscar Hiljemark  è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Queste le dichiarazioni del tecnico nerazzurro:

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PAROLE – «Ho visto una squadra che ha fatto una bella gara cercando di portare i tre punti a casa (in riferimento alla partita contro il Torino, ndr). La Roma è una grande squadra, ma credo nei miei ragazzi e andremo in campo per vincere la partita».

«Devi creare le occasioni per fare gol. In questo momento bisogna essere bravi a sviluppare questa situazione, ma la Serie A è nuova anche per questi ragazzi. Cresceranno e diventeranno più forti».

Roma, Ranieri svela: «Sancho? Ci abbiamo provato fino all’ultimo, lui non è voluto venire. Sul mio nuovo ruolo vi dico questo»

Roma Pisa, nel pre gara Ranieri è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare la sfida che si giocherà all’Olimpico

Nel pre gara di Roma Pisa, Claudio Ranieri è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Queste le dichiarazioni del senior advisor giallorosso:

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PAROLE – «L’anno scorso mi hanno chiesto quali giocatori prendere e anche quest’anno. Tutti i giocatori che sono arrivati sono stati visionati da me e dall’allenatore. Abbiamo preso Malen e Wesley, è vero, ma anche tutti gli altri. Poi si sono infortunati ma queste sono altre questioni. Abbiamo scelto anche Ferguson, si è forse perso tempo con Sancho, ci abbiamo provato fino all’ultimo, lui non è voluto venire. Abbiamo perso delle occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano all’allenatore per cui non li abbiamo presi. Quindi con il fatto del fair play abbiamo preso tanti giocatori in prestito, quindi alcuni sono fatti per la Roma altri no. Pazienza, li abbiamo presi apposta, non si sono ambientati, non vanno bene per noi, cambiamoli».

NUOVO RUOLO – «L’anno scorso c’era stata un’unione completa tra me, i giocatori e il pubblico. I tifosi ci hanno preso per mano. Davvero è stata una cavalcata grandiosa e solo per un punto non siamo andati in Champions League. La squadra ha fatto veramente tanto, sono stato fortunato perché ci sono stati due grandi infortuni (Dybala e Saelemaekers), ma gli altri hanno fatto grandi cose. Come mi trovo? Questo è un ruolo totalmente differente. Quando sei allenatore hai una responsabilità partica, bisogna prendere delle decisioni, in campo devi saper cambiare la partita. Qui, invece, devi vedere e poi quando vieni interpellato dire la tua».

Infortunio Romagna, brutte notizie per Grosso! Il tecnico dovrà ridisegnare la difesa neroverde. Il comunicato

Infortunio Romagna, Sassuolo in emergenza: difesa da riorganizzare per Grosso. Il comunicato del club neroverde

Brutte notizie per il Sassuolo: Filippo Romagna si è fermato nuovamente a causa di un infortunio. Il difensore neroverde ha riportato un problema al ginocchio.

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I tempi di recupero non sono ancora definiti, ma non sembrano brevi: il giocatore sarà infatti monitorato nel corso delle prossime settimane. Per Romagna prosegue così una stagione complicata, segnata da continui stop: finora ha totalizzato appena 7 presenze tra tutte le competizioni. Nell’ultima gara di campionato era tornato titolare contro il Cagliari, sua ex squadra, ma ora è costretto a un nuovo forfait.

In vista della prossima sfida contro il Genoa, Grosso dovrebbe quindi riproporre la coppia difensiva formata da Idzes e Muharemovic, soluzione già vista nelle recenti uscite.

COMUNICATO – “Nel corso della settimana il calciatore Filippo Romagna ha accusato una gonalgia di lieve entità al ginocchio destro. Il calciatore osserverà un periodo di riposo e verrà rivalutato nelle prossime settimane“.

Formazioni ufficiali Roma Pisa: le scelte di Gasperini e Hiljemark per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Roma Pisa: le scelte di Gasperini e Hiljemark per il match di Serie A, valido per la 32ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Roma Pisa, valida per la 32ª giornata di Serie A 2025/26.

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ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ghilardi, N’dicka, Hermoso; Çelik, Pisilli, Cristante, Rensch; Soulé, Pellegrini, Malen. All. Gasperini. A disp. De Marzi, Gollini, Angeliño, El Aynaoui, Tsimikas, Venturino, Ziółkowski, Seck, Mirra, Vaz, El Shaarawy, Zaragoza

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Touré, Leris, Aebischer, Angori; Tramoni, Moreo. All. Hiljemark. A disp. Andrade, Scuffet, Bozhinov, Meister, Cuadrado, Akinsanmiro, Durosinmi, Isak, Stengs, Coppola, Loyola, Piccinini, Albiol, Stojilković.

Atalanta, novità importanti per Scamacca: ci sarà contro la Juventus? Cosa filtra sulla sua presenza e cos’è successo oggi a Zingonia

Atalanta, Gianluca Scamacca si è allenato in gruppo alla vigilia del match con la Juventus. Tutti i dettagli

Il clima di vigilia per il big match della New Balance Arena si accende con una notizia di cruciale importanza. La sfida tra Atalanta e Juventus rappresenta un vero e proprio spareggio, un crocevia vitale per la qualificazione alla prossima Champions League. In questo scenario di grande tensione sportiva, l’ambiente nerazzurro può finalmente sorridere grazie a riscontri estremamente positivi provenienti dal centro sportivo di Zingonia. Secondo quanto riportato dalla redazione di Sky Sport, Gianluca Scamacca ha svolto l’intero allenamento regolarmente insieme al resto del gruppo. Il centravanti italiano è da considerarsi quindi pienamente ristabilito e arruolabile per la delicatissima gara contro i bianconeri.

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La fine del calvario: out dalla sfida contro il Bayern Monaco

Il reintegro in rosa mette fine a un periodo di stop piuttosto lungo e complesso. L’attaccante, infatti, non scende in campo per un incontro ufficiale dal 18 marzo, data della sfortunata partita europea contro il Bayern Monaco valida per gli ottavi di finale di Champions League. Il problema fisico lo ha costretto ai box per quasi un intero mese di impegni agonistici, privando la Dea del suo terminale offensivo di riferimento.

Lo staff medico atalantino, in stretta sinergia con l’allenatore Raffaele Palladino ha monitorato il percorso di riabilitazione con la massima attenzione. L’obiettivo primario era evitare rientri affrettati per scongiurare pericolose ricadute. Adesso l’allarme è definitivamente rientrato, e la punta è pronta per dare il suo apporto in questo infuocato finale di stagione.

I dubbi di formazione: titolare o arma a gara in corso?

Nonostante l’ottimismo e il pieno recupero clinico, permangono dei legittimi interrogativi riguardo al suo effettivo minutaggio. L’assenza prolungata dai campi di gioco suggerisce una fisiologica prudenza nella gestione delle energie muscolari. Nelle prossime ore, i preparatori e lo staff tecnico dovranno analizzare minuziosamente la tenuta fisica del giocatore. Il grande dubbio in vista del fischio d’inizio riguarda il suo impiego: Palladino dovrà decidere se lanciarlo dal primo minuto, caricandolo subito di responsabilità, oppure preservarlo in panchina per utilizzarlo come preziosissima carta a gara in corso, a difese più stanche.

Spalletti a Small Talk: «Rinnovo scelto in libertà, è una responsabilità importante. Uscire col Galatasaray è stato un momento di grande amarezza» – VIDEO

Spalletti a Small Talk: le parole del tecnico della Juventus dopo il rinnovo con i bianconeri. Ecco cosa ha detto

Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Small Talk dopo il rinnovo con la Juventus.

ALLIANZ STADIUM – «Guarda, io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. Eh, è stato un po’ come sentirsi al centro dell’attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e e devo dire che poi è stata anche c’è stata anche un po’ d’emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all’Allianz. è come entrare in una storia e questo un po’ d’emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti, visto che hai parlato di suoni e di musica, suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile»

RINNOVO – «Ma innanzitutto c’è da dire che è stato poi un rinnovo dove tutte le componenti hanno partecipato perché è diventato fondamentale conoscersi bene, annusarsi bene in questi 6 o 7 mesi precedenti dove abbiamo avuto la possibilità di scegliere in libertà quello che fosse il nostro futuro, di scegliere se era apprezzabile questo rapporto di lavoro. È una responsabilità importante, però è chiaro che poi e le persone si misurano in base alle responsabilità che prendono, insomma».

MONDO JUVE – «Se devo andare a a rivedere quello che mi è successo e che mi ha colpito, è stato forse momento di grande amarezza quando siamo usciti dalla Champions contro il Galatasaray, vedere tutto lo stadio che ci applaudiva e che ci chiamava sotto la curva e che voleva stringersi a noi perché ci vedeva così dispiaciuti, è stato il momento forse più forte dove ci siamo sentiti tutti figli della stessa mamma ed è stato bellissimo».

L’INTERVISTA COMPLETA A SPALLETTI

Olise al Real Madrid? Annuncio del ds Eberl: svelato il futuro del gioiello del Bayern Monaco! Ecco che cosa accadrà in estate

Olise al Real Madrid? Il direttore sportivo del Bayern Monaco Max Eberl ha parlato così del futuro dell’esterno francese

Le sirene del calciomercato internazionale non smettono mai di suonare, specialmente quando si tratta dei top club europei. Nelle ultime settimane, diverse indiscrezioni avevano accostato con grande insistenza il nome di uno dei talenti più brillanti del panorama calcistico, Michael Olise, alla prestigiosa maglia del Real Madrid. Tuttavia, la dirigenza bavarese ha deciso di intervenire tempestivamente per spegnere sul nascere ogni tipo di speculazione. Il Bayern Monaco non ha alcuna intenzione di privarsi dei propri gioielli e ha mandato un messaggio inequivocabile alle potenze della Liga spagnola.

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La smentita categorica del direttore Eberl

A prendere in mano la situazione e a fare assoluta chiarezza ci ha pensato Max Eberl, direttore sportivo del club tedesco. Il dirigente ha affrontato frontalmente i rumors provenienti dalla penisola iberica. Alla domanda diretta su un potenziale trasferimento dell’esterno offensivo francese alla corte della squadra spagnola, la reazione è stata perentoria. Senza lasciare il minimo spazio a interpretazioni, a future negoziazioni o a possibili inserimenti, ha infatti dichiarato: «Olise al Real Madrid? No, proprio no… nessuna possibilità».

Il talento francese al centro del progetto bavarese

Le affermazioni del manager non rappresentano solamente un secco rifiuto alle lusinghe del Real Madrid, ma certificano l’enorme peso specifico che il giocatore riveste nello scacchiere tattico tedesco. Acquistato per fare la differenza, l’attaccante si è inserito con straordinaria rapidità nelle dinamiche della squadra, dimostrando tutto il suo eccezionale valore. Per blindare il fuoriclasse e rassicurare la calda tifoseria dell’Allianz Arena, il dirigente ha ribadito la centralità del ragazzo all’interno della pianificazione futura. «Abbiamo un progetto a lungo termine, Michael si trova molto bene qui», ha detto a Sky, allontanando le nubi di una clamorosa cessione.

Nuovi scenari di mercato: i Blancos cambiano rotta

Questa netta e ferma presa di posizione da parte dell’alta dirigenza muta inevitabilmente gli scenari in vista della prossima finestra di mercato. La dirigenza del Real Madrid, sempre a caccia di stelle per arricchire il proprio roster “galattico”, dovrà necessariamente orientare i propri radar altrove e depennare il nome di Michael Olise dalla lista della spesa. Il Bayern Monaco, dal canto suo, si conferma non solo una bottega carissima, ma soprattutto un club solido che non intende assolutamente smantellare il proprio nucleo fondante per finanziare le dirette concorrenti alla vittoria della Champions League.

Mercato Inter: avanza Muharemovic, accordo trovato con il difensore! Resiste la Juve ma…Il piano dei nerazzurri nell’affare col Sassuolo

Mercato Inter: Tarik Muharemovic si avvicina, trovato l’accordo con il difensore del Sassuolo. Qual è il punto della situazione nella trattativa

Il fervore del calciomercato non si ferma mai e in casa nerazzurra si lavora intensamente per anticipare la concorrenza in vista della prossima stagione. L’obiettivo della dirigenza di Viale della Liberazione è quello di puntellare il reparto arretrato con innesti di prospettiva e di grande affidabilità. Nelle ultime ore, le indiscrezioni hanno portato prepotentemente alla ribalta un nome caldo per la difesa meneghina: le attenzioni si sono infatti concentrate su Tarik Muharemovic, giovane e talentuoso difensore attualmente in forza al Sassuolo.

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L’accordo con il giocatore e il dialogo con il Sassuolo

Secondo quanto riportato dal noto esperto di mercato Matteo Moretto, l’operazione viaggia già su binari estremamente positivi. L’Inter avrebbe infatti raggiunto una solida base d’intesa con l’entourage del calciatore bosniaco, incassando un gradimento totale per un eventuale trasferimento a Milano. Ottenuto il “sì” del difensore, il vero snodo cruciale per la dirigenza nerazzurra è ora rappresentato dalla negoziazione con la società emiliana.

Per abbassare le pretese economiche del club neroverde e sbloccare la trattativa, l’area sportiva interista sta valutando concretamente la possibilità che venga inserita una contropartita nell’affare col Sassuolo. L’inclusione di un giovane prospetto o di un profilo gradito agli emiliani potrebbe rappresentare la chiave di volta decisiva per accontentare tutte le parti in causa, riducendo l’esborso cash e facilitando la fumata bianca.

L’insidia bianconera: la Juventus resta alla finestra

La strada che porta al centrale classe 2003, tuttavia, non è priva di ostacoli e di insidie internazionali. Sullo sfondo di questa operazione, infatti, aleggia la presenza ingombrante di una storica rivale. Come precisato dai rumors, c’è sempre la Juve interessata alle prestazioni del ragazzo, ex colonna della formazione Next Gen bianconera.

La Juventus continua a monitorare con estrema attenzione l’evolversi della situazione, pronta a sfruttare un eventuale rallentamento sull’asse Milano-Reggio Emilia. Si profila dunque l’ennesimo ed entusiasmante Derby d’Italia in sede di mercato: i prossimi incontri saranno determinanti per capire chi riuscirà ad assicurarsi le prestazioni sportive di uno dei difensori più promettenti del panorama calcistico.

Conferenza stampa Giampaolo alla vigilia di Cagliari Cremonese: «La tensione è nemica della prestazione, giocare con la paura non risolve alcun problema»

Conferenza stampa Giampaolo alla vigilia di Cagliari Cremonese: le sue dichiarazioni pre match della 32ª giornata di Serie A 2025/26

Marco Giampaolo, tecnico della Cremonese, ha parlato in conferenza stampa in vista del match della 32ª giornata di Serie A contro il Cagliari. Le sue parole:

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TENSIONE E PAURA – «La tensione è nemica della prestazione, si è consapevoli di essere in una posizione di classifica particolare, ma giocare con paura non risolve alcun problema e questo concetto vale per qualunque squadra. Ovviamente la squadra non ha la stessa condizione psicologica di quattro mesi fa. Oggi gioca sapendo che ogni partita è uno spartiacque, è difficile. Non so se quella di domani è una partita fondamentale, ma so che ci misurerà e ci dirà chi siamo sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico, caratteriale, fisico, mentale».

INFERMERIA – «Collocolo sta facendo il suo percorso di riabilitazione dividendosi tra campo e palestra, Vardy non ci sarà mentre abbiamo recuperato Sanabria. Non ci saranno nemmeno Thorsby e Maleh».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI GIAMPAOLO

Calciomercato Como: Fabregas irrompe nella corsa per Chuki! Chi è il nuovo obiettivo e qual è la situazione per portarlo in Serie A

Calciomercato Como: Fabregas ha messo nel mirino Chuki del Valladolid. Chi è e qual è la situazione per portarlo in Serie A

Le grandi manovre in vista dell’imminente finestra estiva di calciomercato entrano già prepotentemente nel vivo, regalando i primi e suggestivi intrecci internazionali. Sulle sponde del lago, la dirigenza del Como sta pianificando un ambizioso colpo in entrata per elevare ulteriormente il tasso tecnico della propria trequarti. Il profilo cerchiato in rosso dagli uomini mercato lariani corrisponde a quello di Ivan San Jose Cantalejo, fantasista spagnolo meglio conosciuto dagli addetti ai lavori con lo pseudonimo di Chuki. Secondo Matteo Moretto, il talentuoso gioiello classe 2004 rappresenta l’assoluta priorità per rinforzare il reparto avanzato, tanto che il club lombardo starebbe stringendo i tempi per formulare un’offerta ufficiale e seducente in grado di blindare il ragazzo.

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I numeri in Spagna: un’annata da incorniciare

L’accelerazione totale della dirigenza lariana trova un solidissimo fondamento nell’eccezionale annata sportiva disputata dal giovane iberico. Attualmente sotto contratto con il Real Valladolid, l’astro nascente sta mettendosi in grande evidenza nell’ostico palcoscenico della seconda divisione iberica. Le statistiche stagionali messe a referto fin qui parlano in maniera inequivocabile, delineando i contorni di un elemento diventato ormai imprescindibile. Finora ha collezionato la bellezza di 30 presenze ufficiali, arricchite da un bottino personale di 7 reti e ben 8 assist per i compagni. Un ruolino di marcia a dir poco impressionante che certifica le sue formidabili doti da incursore, abilissimo ad agire con enorme disinvoltura dietro le punte e a punire le retroguardie avversarie con inserimenti chirurgici.

Il duello di mercato: il forte pressing della Juventus

Assicurarsi in via definitiva le prestazioni del promettente trequartista, tuttavia, richiederà una vera e propria prova di forza dirigenziale per via di una competizione accanita. I lombardi dovranno infatti guardarsi attentamente le spalle dall’intromissione di una corazzata del nostro calcio: la Juventus. Da svariate settimane, gli scout della Vecchia Signora seguono da vicino la repentina esplosione calcistica dello spagnolo, valutando attentamente un assalto per portarlo a Torino. Il testa a testa tra la società piemontese e la rampante compagine comasca si preannuncia vibrante: le prossime tappe si riveleranno decisive per decifrare l’esito di un’operazione destinata a infiammare l’intera sessione estiva.

Jacobelli: «Malagò presidente della FIGC con uno tra Maldini, Baggio o Del Piero ma va prima di tutto cambiato il sistema. Due competizioni da riformare. Ecco come» – ESCLUSIVA e VIDEO

Jacobelli, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24: dalla necessità di rivoluzionare il sistema italiano alla corsa scudetto. Le parole

Xavier Jacobelli, noto giornalista sportivo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24. Le sue dichiarazioni sul futuro del calcio italiano e non solo.

Volevo partire con te da un’analisi del percorso delle italiane nelle coppe europee viste anche le sconfitti di ieri sera di Bologna e Fiorentina. Credi che questo andamento rispecchi le difficoltà del calcio italiano o il tutto è ascrivibile al caso?

«No, il bilancio è pesantemente negativo. In Champions solo l’Atalanta è arrivata agli ottavi per poi essere eliminata dal Bayern Monaco che non a caso è uno dei club favoriti per la vittoria finale anche perchè Kompany ha costruito una macchina perfetta esaltata dai gol di Kane, dal talento di Olise e da una organizzazione tattica e di gioco e da un valore tecnico assoluto. E’ chiaro che il calcio italiano sta vivendo uno dei momenti più negativi della sua storia recente, basti pensare a che cosa abbia combinato la Nazionale, terza eliminazione consecutiva dalla corsa alla fase finale del campionato del mondo e nelle coppe europee, considerate le sconfitte incassate da Bologna e dalla Fiorentina esiste il rischio concreto che per la prima volta dopo 7 anni non ci sia nessuna italiana nelle semifinali delle tre competizioni dell’UEFA. Questo dovrebbe indurre tutti i club ad una profonda riflessione perchè è evidente che gli errori di mercato, il mancato rafforzamento degli organici, l’esterofilia acuta che affligge il nostro campionato, 70.9% di presenza straniera nell’ultimo turno, quello immediatamente successivo all’eliminazione dell’Italia… Questo vuol dire che si compra male. Evidentemente, visto che non è neanche possibile a livello normativo, non si deve tornare a ripristinare inaccettabili e anacronistiche barriere. Vuol dire invece che bisogna cercare grandi giocatori in Italia e all’estero perchè in Italia i talenti ci sono, ma è evidente che se non si incontrano club e allenatori che abbiano il coraggio di valorizzarli, questa importazione massiccia di calciatori stranieri, nella maggior parte dei casi purtroppo tali da non garantire un apporto tecnico qualitativamente elevato, perchè un conto è parlare dell’invasione straniera degli anni 80 e 90, Falcao, Zico, Maradona, Rummenigge e poi Gullit, Van Basten etc.. E un altro invece prendere atto del fatto che gli stranieri arrivati in Italia in questi anni non hanno contribuito all’innalzamento del tasso tecnico del campionato e i risultati si vedono in Europa».

Nella tua analisi hai ovviamente fatto riferimento alla debacle della Nazionale: chi vorresti come presidente della FIGC e come CT al posto dei dimissionari Gravina e Gattuso?

«Premessa doverosa: intanto la Federazione ha fissato al 22 giugno, meglio tardi che mai, bisognava farlo prima ma ci hanno detto che ci sono tempi tecnici da rispettare e il solito blablabla… Come al solito si perde tempo in queste circostanze ed è la terza volta dopo la Svezia, la Macedonia del Nordo e dopo la Bosnia. Chiunque sarà presidente della FIGC e chiunque sarà il CT si troverà in una situazione uguale se non peggiore rispetto a quella lasciata da Gravina e Gattuso se non cambierà il sistema. Non è una questione in primis di uomini, certamente sarà il nuovo presidente federale a scegliere il CT, ma è una questione di sistema. Se questo calcio registra il 70.9% di stranieri in una giornata che sarebbe dovuta essere quantomeno di speranza, ma in Udinese-Como, che ha rappresentato il caso limite, unico italiano presente Zaniolo con Bertola entrato al minuto 86; se la Lega di Serie A e la Federcalcio non sono capaci, come non sono stati capaci, perchè hanno snobbato, trascurato, lasciato andare alla deriva la Nazionale… Non esiste che una partita importante come Italia-Irlanda del Nord sia stata preceduta da un vero allenamento sostenuto a Coverciano dalla Nazionale. Non esiste al mondo che due partite così importanti non siano state preparate per tempo. Si conosceva il calendario delle qualificazioni Mondali da due anni, non da due mesi o due settimane, e si sapeva che ci fosse il rischio del playoff a marzo. Gattuso aveva chiesto il rinvio della 30esima di campionato, ovviamente non glielo hanno accordato, aveva chiesto lo straccio di uno stage di 48 ore a Coverciano, non glielo hanno accordato. Montella, che ha riportato la Turchia al Mondiale dopo 24 anni, ha ottenuto l’anticipo della 27esima giornata del massimo campionato turco avendo così 8 giorni per preparare le due partite decisive di qualificazione. Tutto questo per dire cosa? Chiunque venga eletto presidente della Federcalcio, personalmente mi auguro sia Malagò affiancato da un grande campione del calibro di Maldini, Baggio o Del Piero, cioè gente che sappia di calcio visto che abbiamo le tasche piene di quelli imbullonati alle poltrone, dovrà come condizione fondamentale cambiare lo stato delle cose. Per farlo ci vuole che i club escano dal loro egoismo, la Lega di Serie A la pianti di portare la Supercoppa di Lega in Arabia Saudita, adesso ovviamente è sconsigliabile ma già ci sono progetti in Australia piuttosto che negli Stati Uniti; riformi la Coppa Italia che così com’è non funziona. Basterebbe copiare il modello della FA Cup, il più antico torneo del mondo inglese che suscita ogni anno un enorme interesse e consente alle squadre di categorie inferiori rispetto alla Premier di misurarsi! Altroché garantire alle primo 8 l’acceso dagli ottavi di finale in poi, no! Altro che fare della Coppa Italia una sorta di tappabuchi nel calendario… Calendario organizzato cervelloticamente. La Supercoppa prima di Natale, ma stiamo scherzando? Abbiamo visto come ha sbalestrato i calendari? Sarebbe molto semplice giocarla prima dell’inizio della stagione, come gara inaugurale visto che mette di fronte la vincitrice dello scudetto con quella della Coppa Italia della stagione precedente. Così come è chiaro ed evidente che se i club non piantano di pensare solo ai propri interessi organizzando tournée in agosto e che già si profilano all’orizzonte in Australia, e questo vuol dire che la Nazionale quando cominceranno le gare della Nations League sarà già in ritardo di condizione. Sono problemi che da anni stiamo sottoponendo e denunciando ma non c’è verso che cambino direzione. E’ questo il problema. Dopodiché il presidente della Federcalcio verrà eletto il 22 giugno, verrà nominato il nuovo CT ma se non si cambia la sostanza di nuovo saremo qui a dire che al Mondiale ci andiamo tra 20 anni».

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L’ultimo turno di campionato ha visto l’Inter rilanciarsi battendo la Roma e il Napoli superare il Milan dopo lo scontro diretto del Maradona. Lo scudetto per te è virtualmente assegnato o credi nella rimonta del Napoli che avrebbe dell’incredibile?

«Hai usato un termine appropriato: virtualmente, non matematicamente. Ci sono ancora 7 partite, 21 punti a disposizione, il calcio ci insegna che nulla è impossibile. Fermo restando il fatto che l’Inter sia più che mai padrona del proprio destino perchè come ricordavi ha 7 punti di vantaggio su un Napoli irriducibile. Un Napoli a cui vanno fatti i complimenti e che deve essere elogiato perchè a 7 giornate dalla fine ha gli stessi punti dello scorso campionato nonostante l’impressionante emergenza infortuni che ha privato di volta in volta Conte dei suoi uomini più importanti e si è vista la differenza tra il Napoli che giocava senza De Bruyne, senza Anguissa, senza Lobotka, lunedì scorso ha giocato senza Hojlund che è stato fermato da un virus intestinale e che è stato l’acquisto più felice, ma è chiaro, senza Di Lorenzo, senza Rrhamani, senza Neres… Col rientro dei suoi uomini più rappresentativi il Napoli ha ripreso la marcia mettendo insieme 5 vittorie consecutive quindi fa benissimo Conte a credere, sebbene ufficialmente non si sbilanci oppure dica che soltanto l’Inter può perdere questo scudetto, e fa benissimo l’Inter, che ha ritrovato Lautaro, (infortunato oggi), ha ritrovato Calhanoglu, ha ritrovato Dumfries, ha ritrovato Barella, a ritenersi artefice del proprio destino. Il Napoli ha il merito di non mollare. Il Milan invece paga l’assenza di un centravanti capace di andare in doppia cifra. In questo senso ci sono dati che sono illuminanti. Nelle 15 partite disputate dall’inizio dell’anno Leao ha segnato 4 gol, Nkunku 3, Fullkrug 1, Gimenez 0 ma sappiamo che è appena rientrato dopo l’operazione alla caviglia, e Pulisic è a secco dal 28 dicembre. Evidente che se tu non hai chi la mette dentro non puoi che arrestarti nella rincorsa all’Inter. E Allegri ne ha preso realisticamente atto. Fermo restando il fatto che il Milan conti gli stessi punti dello scorso anno ma al termine del campionato. Questo dimostra che la cura Allegri ha rimesso in sesto il Milan consentendogli di volare verso il traguardo minimo della stagione, cioè giocare la Champions League».

Mediaticamente il grande colpevole della sconfitta del Milan al Maradona è stato Massimiliano Allegri reo, secondo molti, di non aver schierato dall’inizio le tre punte. Come ti poni al riguardo?

«Io credo che semplicemente dipenda dai giocatori. Leao sta vivendo purtroppo di nuovo una stagione sulle montagne russe. Alterna buone prove ad altre invece deludenti tanto è vero che non mi stupirei affatto se in estate venisse messo sul mercato come da più parti si vocifera. Per quanto riguarda gli altri: Fullkrug non è mai stato un attacco che sistematicamente sia andato mai in doppia cifra, basta dare un’occhiata al suo curriculum. Il tedesco è un attaccante di manovra, un attaccante che tiene alta la squadra come si dice in gergo ma non si può pretendere da lui che segni gol che non ha segnato nelle precedenti squadre dove ha militato. Gimenez come detto ha avuto alle spalle una lunga assenza per infortunio; Nkunku ha segnato dei gol ma non è mai definitivamente sbocciato. Non è un caso che il Milan in questo momento venga segnalato sulle tracce di Lewandowski che è vero che in agosto compirà 38 anni ma che segna ancora valanghe di gol».

Di oggi la notizia del rinnovo di Spalletti con la Juve fino al 2028: hanno fatto bene i bianconeri o al posto loro avresti aspettato la fine della stagione?

«Secondo me la Juve ha fatto bene a prolungare il contratto a Spalletti fino al 2028 perchè se l’è guadagnato sul campo e perchè basterebbe ricordare la situazione che ha trovato Spalletti alla Juventus il giorno del suo insediamento lo scorso 30 ottobre. Ha intrapreso un cammino tortuoso, lastricato di ostacoli. Lui stesso dopo la vittoria sul Genoa ha ricordato come non fosse completamente soddisfatto dal livello di gioco esibito dalla sua squadra ma ha vinto. e grazie anche al concomitante pareggio del Como a Udine si è portato a ridosso della formazione lariana. Il segnale che la Juventus ha voluto dare prolungando il contratto di Spalletti è un segnale di continuità, oserei dire sospirata continuità perchè l’ultimo scudetto è stato vinto nel 2020, allenatore Maurizio Sarri. Poi Pirlo, il ritorno di Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti e siamo arrivati al 2026. In 6 anni troppi cambi e troppi cambi anche a livello dirigenziale. Se una squadra e una società del calibro della Juventus non ritrova la continuità di gestione non può tornare a vincere. Spalletti sotto questo aspetto ha dimostrato di essere un allenatore all’altezza della situazione. Ora, nelle ultime 7 partite, tocca ai giocatori».

SI RINGRAZIA XAVIER JACOBELLI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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