Pagina 213 – Calcio News 24

Convocati Fiorentina per il Verona, l’elenco di Vanoli: la scelta su Dodò, Parisi e Mandragora

Convocati Fiorentina per il Verona, l’elenco di Vanoli: la scelta su Dodò, Parisi e Mandragora. La lista completa per la Viola

Arrivano indicazioni importanti in casa Fiorentina in vista della sfida contro l’Hellas Verona. Per la trasferta del Bentegodi, infatti, il tecnico Paolo Vanoli dovrà fare i conti con diverse assenze pesanti. Restano fuori dai convocati Dodô, Mandragora, Parisi, Solomon e Fortini, tutti indisponibili, con Parisi fermato anche da una contusione. La notizia positiva riguarda invece Moise Kean, regolarmente inserito nella lista e quindi disponibile per il match. Torna inoltre tra i convocati anche Lezzerini, altro segnale utile per allargare le opzioni a disposizione della squadra viola

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L’elenco completo dei convocati:
Christensen, De Gea, Lezzerini, Balbo, Comuzzo, Gosens, Kospo, Kouadio, Pongracic, Ranieri, Rugani, Sadotti, Bonanno, Brescianini, Deli, Fabbian, Fagioli, Fazzini, Ndour, Braschi, Gudmundsson, Harrison, Kean, Piccoli.

Verona, i convocati di Sammarco per la Fiorentina: l’elenco completo

Verona, i convocati di Sammarco per la Fiorentina: l’elenco completo. Questi i calciatori degli scaligeri a disposizione per domani

Il Verona si avvicina alla delicata gara contro la Fiorentina, in programma sabato 4 aprile alle 18:00 allo stadio Bentegodi, con la consapevolezza di giocarsi una parte importante della corsa salvezza. I gialloblù sono chiamati a sfruttare una delle occasioni più pesanti del finale di stagione, anche alla luce del distacco di 9 punti dal 17esimo posto.

Tra le notizie positive per Sammarco c’è il ritorno tra i convocati di Bradaric, pedina utile per allungare le rotazioni. Restano invece indisponibili Bella-Kotchap, Lovric e Serdar, tutti ancora fuori dai giochi per questa sfida cruciale.

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La lista completa:
Montipò, Oyegoke, Frese, Edmundsson, Valentini, Belghali, Sarr, Suslov, Akpa Akpro, Bradaric, Lirola, Nelsson, Orban, Bowie, Slotsager, Harroui, Bernede, Mosquera, Perilli, Niasse, Isaac, Gagliardini, Fallou, Al-Musrati, Toniolo.

Convocati Parma per la Lazio, le scelte di Cuesta: la lista completa e la decisione su Bernabé

Convocati Parma per la Lazio, le scelte di Cuesta: la lista completa e la decisione su Bernabé. Questi i calciatori a disposizione per i ducali

Il Parma si avvicina alla sfida contro la Lazio con l’obiettivo di avvicinarsi in modo decisivo alla salvezza. La squadra di Carlos Cuesta, attualmente dodicesima con 34 punti, vuole lasciarsi alle spalle un periodo poco brillante, segnato da appena 2 punti raccolti nelle ultime 4 partite. Tra le notizie positive c’è il ritorno di Adrian Bernabé, di nuovo a disposizione dopo aver saltato gli ultimi tre impegni. Restano invece indisponibili per infortunio Frigan e Cremaschi, mentre Troilo dovrà fermarsi per squalifica.

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La lista completa:

Portieri: Corvi, Rinaldi, Suzuki; 
Difensori: Britschgi, Carboni, Circati, Delprato, M. Martinez, Ndiaye, Valenti, Valeri;
Centrocampisti: Bernabè, Estevez, Keita, Nicolussi Caviglia, Ordonez, Sorensen;
Attaccanti: Elphage, Ondrejka, Oristanio, Strefezza, Pellegrino.

Lewandowski Juve, Boniek approva: «Farebbe almeno 20 gol in Serie A! Ecco che consiglio gli darei»

Lewandowski Juve, l’ex bianconero Zbigniew Boniek si esprime favorevolmente sull’eventualità di un arrivo del suo connazionale a Torino

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante bianconero Zbigniew Boniek, ha risposto così sulla possibilità di vedere un suo connazionale come Robert Lewandowski alla Juve per il prossimo anno.

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SU LEWANDOWSKI – «Nella vita ci sono poche certezze, ma una cosa sicura c’è: i gol di Robert».

SE CONSIGLIEREI A LEWANDOWSKI LA JUVENTUS IN QUESTO MOMENTO DELLA SUA CARRIERA? – «Dipende da quello che frulla nella sua testa. Se Robert punta a chiudere la carriera in serenità, gli direi di lasciare stare. Se invece vuole vivere altri due anni battagliando ogni domenica per vincere, la Juventus sarebbe una bella sfida e il posto ideale. Del resto glielo dicevo sempre a Lewandowski di venire in Italia.

Conosco Robert da quando era un ragazzino e giocava nella Serie B polacca: segnava tanto anche lì. Poi ci siamo ritrovati in Nazionale: io presidente federale e lui bomber. Ogni tanto lo stuzzicavo scherzosamente: “Fai tanti gol perché non hai mai giocato in Italia… Per essere un vero goleador dovresti ripeterti anche in Serie A, che non è il campionato più bello come un tempo ma resta il più complicato. Soprattutto per gli attaccanti”. Robert rideva, ora vedremo…».

TREZEGUET HA DETTO CHE PORTEREBBE LEWANDOWSKI IN BRACCIO A TORINO, E IO? – «In braccio no, ormai ho 70 anni e non riuscirei… Ma in auto volentieri. Sono d’accordo con Trezeguet».

SE LA JUVE MI CHIEDESSE UN PARERE SU LEWA? – «Alla Juventus conta soltanto vincere e la carriera di Robert parla chiaro. Ha alzato trofei ovunque: Lech Poznan, Borussia Dortmund, Bayern, Barcellona. Dove va Lewandowski, si trionfa».

QUANTI GOL FAREBBE IN SERIE A? – «Almeno una ventina. Fisicamente sta ancora molto bene, sembra più giovane della sua età. Parliamo di un professionista esemplare, uno che in carriera non ha avuto grandi infortuni. Gli anni passano per tutti, ma sono convinto che Lewandowski un paio di stagioni alla grande le possa ancora disputare. É più una questione di testa e motivazioni, muscolarmente lo vedete anche voi: sembra un uomo bionico».

PUÒ ESSERE LA VERSIONE JUVENTINA DI MODRIC? – «Modric ha 40 anni e sta trascinando la squadra di Allegri, è vero. Il paragone ci sta, parliamo di due campioni. Però ci sono anche differenze: Modric è un centrocampista, Robert un attaccante. A quell’età è più difficile fare la punta, a maggior ragione in Italia. Ma Lewandowski ha il gol nel sangue. Ha segnato sempre e ovunque, anche a 50 anni non perderà il fiuto per il gol».

IL ROBERT EXTRA CAMPO – «Robert é un robot, maniacale in tutto: alimentazione, prevenzione, sonno… A me ricorda Sinner. É uno Jannik polacco».

COSA DIREI A LEWANDOWSKI SULLA JUVE E SULL’ITALIA? – «Verrai giudicato per i gol. Non farai notizia quando segni, ma quando resterai a secco. Ma Lewandowski ha testa, spalle larghe e avrebbe anche lo stile Juve di un tempo. Sicuramente si inserirebbe subito: parla polacco, tedesco, inglese, spagnolo. E soprattutto è fortissimo».

VLAHOVIC O LEWA? – «Dopo sei anni senza scudetto, se voglio vincere subito tengo Vlahovic e aggiungo Lewandowski».

Infortunio Zapata, nuovo stop per il capitano del Torino! Il comunicato del club e i tempi di recupero

Infortunio Zapata, nuovo stop per il capitano del Torino! Il comunicato del club e i tempi di recupero: cosa filtra sulle sue condizioni

Brutta tegola in casa Torino a due giorni dalla sfida contro il Pisa, in programma domenica alle 18. Duvan Zapata si è infatti fermato di nuovo e non sarà a disposizione di Roberto D’Aversa per il prossimo impegno di campionato.

Gli esami strumentali svolti dall’attaccante colombiano hanno evidenziato un problema muscolare al retto femorale della coscia destra. Uno stop pesante per i granata, che contavano su di lui dal primo minuto.

I tempi di recupero previsti sono di circa 2-3 settimane. Zapata salterà sicuramente le gare contro Pisa e Verona, mentre resta in dubbio per i successivi appuntamenti contro Cremonese e Inter.

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IL COMUNICATO – «Il Torino Football Club comunica che il calciatore Duvan Zapata è stato sottoposto ad accertamenti strumentali che hanno evidenziato un interessamento distrattivo parziale del retto femorale della coscia destra».

Loftus Cheek scalpita per Napoli Milan: «Per noi è importante credere allo scudetto, sono felice di…»

Il centrocampista del Milan, Ruben Loftus Cheek, ha voluto dire la sua sulla prossima sfida col Napoli e sul suo rientro tra i convocati

Intervistato da Sport Mediaset, Loftus Cheek ha espresso tutta la propria voglia di tornare in campo col Milan contro il Napoli: il centrocampista inglese è infatti tornato tra i convocati di Massimiliano Allegri dopo il duro scontro col portiere del Parma, Corvi, che gli aveva procurato la frattura dei denti superiori e dell’osso alveolare mascellare.

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L’APPORTO CHE POSSO DARE IN CAMPO – «Penso che tutti sappiano che posso ricoprire diversi ruoli e che dovunque gioco do il massimo. In questa stagione ho giocato alcune volte come attaccante o a centrocampo, ma ovunque io giochi cercherò di aiutare a creare o segnare gol. Sono felice di farlo».

COME MILAN CREDIAMO ANCORA ALLO SCUDETTO? – «Penso che sia importante per noi crederci. Ma penso che il modo migliore sia concentrarsi partita dopo partita. Abbiamo una sfida difficile contro il Napoli che ci aiuterebbe enormemente in caso di vittoria ma la classifica è molto corta tra le prime quattro o cinque, quindi dobbiamo concentrarci su ogni gara e vedere dove arriveremo».

PARADENTI E MASCHERA PROTETTIVA – «È come uno scudo di gomma: è più alto nella zona fratturata. Mi dà maggiore sicurezza, protezione, se dovessi ricevere una gomitata».

Mercato Inter, clamoroso ritorno di fiamma per Leoni: avviati i primi contatti! C’è un piano per l’estate

Mercato Inter, clamoroso ritorno di fiamma per Leoni: avviati i primi contatti! C’è un piano per arrivare al difensore del Liverpool

L’Inter prepara una profonda riflessione sul reparto arretrato in vista della stagione 2026/27. Il tema nasce sia dall’età media della difesa sia dalle scadenze contrattuali che coinvolgono alcuni senatori della rosa. I contratti di Francesco Acerbi, Stefan de Vrij e Matteo Darmian risultano infatti in scadenza al 30 giugno 2026, e diverse ricostruzioni di mercato indicano la possibilità che il club scelga di rinnovare in modo significativo il pacchetto difensivo.

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In questo scenario, torna d’attualità il nome di Giovanni Leoni, difensore italiano classe 2006 che l’Inter segue da tempo. Il centrale ha lasciato il Parma nell’estate 2025 per trasferirsi al Liverpool, ma la sua prima stagione inglese è stata fortemente condizionata da un grave infortunio. Durante il debutto contro il Southampton in League Cup, Leoni ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore, stop che lo ha tenuto lontano dai campi per gran parte dell’annata. Nelle ultime ore, però, sono arrivati segnali positivi sul recupero, con il difensore atteso di nuovo verso il ritorno al lavoro sul campo entro fine mese.

Leoni Inter, la pista può riaprirsi con la formula del prestito

Proprio la situazione fisica del giocatore e la necessità di ritrovare continuità potrebbero aprire uno spiraglio. Tra le indiscrezioni rilanciate in area nerazzurra, Pasquale Guarro ha riferito che l’Inter starebbe valutando se esistano margini per portare Leoni a Milano inizialmente con la formula del prestito. In quest’ottica, il club potrebbe proporre un’operazione utile sia ai nerazzurri, che aggiungerebbero un profilo giovane e italiano, sia al Liverpool, che avrebbe la possibilità di far crescere il difensore in un campionato tatticamente formativo come la Serie A.

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Oaktree spinge sulla linea verde, Chivu può ritrovare un profilo di prospettiva

L’eventuale affondo su Leoni sarebbe perfettamente coerente con la linea indicata da Oaktree, che punta a ringiovanire la rosa con profili di prospettiva e valore patrimoniale. Per Cristian Chivu, un innesto del genere rappresenterebbe una soluzione in linea con l’idea di costruire una difesa più giovane e più sostenibile nel medio periodo. Al momento non si può parlare di trattativa avanzata, ma il gradimento c’è e il nome di Giovanni Leoni resta uno di quelli da seguire con attenzione nei prossimi mesi.

Arteta lancia la sfida al Southampton: «La FA Cup è legata alla storia del nostro club!»

Arteta lancia la sfida al Southampton: «La FA Cup è legata alla storia del nostro club!». Le parole del tecnico dell’Arsenal in conferenza stampa

Mikel Arteta, alla vigilia di Southampton-Arsenal di FA Cup, ha ribadito l’importanza del quarto di finale, spiegando che i Gunners vogliono restare competitivi su tutti i fronti. Il tecnico ha inoltre sottolineato il buon momento degli avversari e la volontà di tornare a Wembley. Le sue parole in conferenza stampa

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PAROLE – «Riposo in vista della Champions? Siamo in una posizione tale da poter schierare le formazioni e prendere le decisioni più efficaci possibili per vincere ogni competizione. Siamo a due o tre partite dalla vittoria in FA Cup e sappiamo quanto sia importante questa competizione per noi. L’importanza di questo quarto di finale? È una competizione importantissima, legata alla storia del nostro club. Affronteremo una squadra che sta attraversando un ottimo momento, ha vinto tantissime partite di recente, è in un ottimo stato di forma. Conosciamo le aspettative, il pubblico, l’atmosfera che creeranno, quindi siamo pronti e vogliamo tornare a Wembley, e domani avremo l’opportunità di farlo di nuovo».

Allenamento Milan, Allegri può sorridere: buone notizie da Leao verso il Napoli!

Allenamento Milan, Allegri può sorridere: buone notizie da Leao verso il Napoli! L’attaccante portoghese può partire da titolare?

A pochi giorni dal big match contro il Napoli, in programma lunedì 6 aprile allo stadio Maradona, il Milan riceve indicazioni incoraggianti sul fronte offensivo. Il nome che più di tutti tiene in apprensione Massimiliano Allegri è quello di Rafael Leao, reduce da giorni di lavoro personalizzato e da una gestione attenta del problema fisico accusato nelle ultime settimane. Le ultime notizie da Milanello raccontano però di segnali positivi: il portoghese è tornato a lavorare con il gruppo almeno in parte e continua ad alimentare la speranza di esserci contro la squadra di Antonio Conte, anche se da ambienti vicini al club filtra ancora prudenza e non viene considerato scontato il suo impiego dal primo minuto.

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Il recupero di Leao sarebbe un fattore pesantissimo per il Milan, che in una partita di questo livello ha bisogno della sua qualità nell’uno contro uno, della sua capacità di allungare la squadra e del suo peso specifico nelle transizioni offensive. Dopo aver trascorso parte della sosta in Portogallo, con il via libera del club, per seguire un percorso mirato di recupero e consultare uno specialista, il numero 10 rossonero è rientrato a Milanello con sensazioni migliori. Proprio per questo motivo, il suo nome resta fortemente in corsa per una maglia importante nel match di Pasquetta, anche se la decisione finale arriverà soltanto a ridosso della partita.

Gabbia out, la difesa rossonera perde un riferimento per la trasferta

Se l’attacco ritrova fiducia, la difesa deve invece fare i conti con un’assenza pesante. Matteo Gabbia, ancora alle prese con il recupero dopo l’operazione per ernia addominale sostenuta a marzo, non dovrebbe essere disponibile per la trasferta di Napoli. Le indicazioni delle ultime ore vanno infatti nella direzione di un rientro rinviato alla partita successiva, con il centrale che continua a lavorare per tornare al meglio ma senza forzare i tempi.

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Questa situazione obbliga Allegri a costruire la linea difensiva senza uno dei suoi riferimenti più affidabili. La soluzione più probabile porta quindi alla coppia composta da Tomori e Pavlovic, chiamati a reggere l’urto di una gara delicatissima sia sul piano tecnico sia su quello emotivo. Tra il possibile recupero di Leao e l’assenza confermata di Gabbia, il Milan si avvicina così a Napoli-Milan con un quadro quasi definito: più certezze davanti, meno margine dietro, ma la consapevolezza di giocarsi una partita pesantissima nella corsa ai vertici della classifica.

Convocati Cagliari per il Sassuolo, le scelte di Pisacane: due ritorno preziosi per i sardi!

Convocati Cagliari per il Sassuolo, le scelte di Pisacane: due ritorno preziosi per i sardi! L’elenco completo dei calciatori a disposizione

La Serie A riparte con Sassuolo-Cagliari, anticipo della 31ª giornata in programma sabato 4 aprile alle 15:00 al Mapei Stadium. I neroverdi di Fabio Grosso arrivano con una situazione più tranquilla, mentre i rossoblù di Fabio Pisacane cercano punti preziosi per allontanarsi dalla zona calda. Il Cagliari è reduce da sette gare senza vittorie, con l’ultimo successo datato 31 gennaio contro il Verona. Nelle probabili formazioni, il Sassuolo dovrebbe schierarsi con il 4-3-3, mentre il Cagliari va verso il 4-3-2-1, con i rientri tra i convocabili di Belotti e Borrelli.

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La lista completa per i sardi:
Caprile, Sherri, Ciocci; Palestra, J. Rodríguez, Raterink, Mina, Zappa, Zé Pedro, Obert; Mazzitelli, Adopo, Gaetano, Deiola, Liteta, Folorunsho; Kiliçsoy, Belotti, Albarracín, Sulemana, Borrelli, Mendy, S. Esposito.

Manchester City, Guardiola ermetico sul futuro di Rodri: «Conosco le intenzioni del club e le sue, Liverpool seria candidata al titolo»

L’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, alla vigilia del match di FA Cup contro il Liverpool, ha risposto anche sul futuro di Rodri

Alla vigilia della sfida di FA Cup contro il Liverpool, Pep Guardiola ha mantenuto una linea prudente sul futuro di Rodri, evitando prese di posizione nette. Il tecnico del Manchester City ha invece sottolineato il valore del percorso della sua squadra nella competizione, evidenziando la continuità raggiunta negli ultimi anni. Sul Liverpool, Guardiola ha ribadito la forza del progetto dei Reds, costruito con investimenti importanti e una rosa di altissimo livello.

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PAROLE – «Rodri? Nessuna opinione. Conosco le intenzioni del club. Conosco, credo, le sue intenzioni. Il mio record in FA Cup? Sette semifinali di fila. È davvero un ottimo risultato. Il Liverpool? La scorsa stagione la squadra ha fatto un investimento incredibile per poter rimanere ai vertici per molti anni, partecipando alla Champions League. È una seria candidata al titolo, con giocatori di altissimo livello».

Euro 2032, Massimo Sessa commissario straordinario: l’incarico ufficiale per gli stadi! La nota del Ministro Abodi

Euro 2032, Massimo Sessa commissario straordinario: l’incarico ufficiale per gli stadi! Il comunicato del Ministro dello Sport Andrea Abodi

Diventa effettivo l’incarico di Massimo Sessa come commissario straordinario per le opere legate a UEFA Euro 2032 in Italia. La nomina è diventata operativa dopo la registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti, come comunicato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi. Il nuovo commissario avrà il compito di coordinare e sostenere gli interventi sulle infrastrutture sportive, accelerando le procedure amministrative per mettere a disposizione, nei tempi richiesti dalla UEFA e su proposta della FIGC, i cinque stadi italiani previsti dal dossier.

Sessa, ingegnere civile con specializzazione in ambito idraulico e dottorato al Politecnico di Milano, è presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e porta con sé una lunga esperienza nei grandi progetti pubblici e nelle opere strategiche. Il suo profilo tecnico e istituzionale è stato ritenuto centrale per accompagnare una fase delicata per il sistema infrastrutturale italiano, chiamato a rispettare scadenze decisive verso il torneo continentale del 2032.

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IL COMUNICATO – «La Corte dei Conti ha registrato il decreto di nomina del Commissario straordinario per la realizzazione delle opere necessarie e strettamente funzionali allo svolgimento della fase finale del campionato europeo di calcio UEFA EURO 2032, con il quale diventa effettivo l’incarico dell’Ing. Massimo Sessa. Il Commissario coordina e supporta le attività e gli interventi relativi alle infrastrutture sportive che ospiteranno gli Europei 2032 in Italia, attraverso la semplificazione e l’accelerazione delle procedure amministrative sulla base delle iniziative già in atto da parte dei soggetti privati promotori.

Il Commissario Sessa è già operativo in relazione ai piani di intervento per l’esecuzione delle opere che consentiranno di mettere a disposizione, nei tempi previsti dalla UEFA e su proposta della FIGC, i cinque stadi rispondenti ai requisiti previsti in fase di candidatura per la competizione continentale. Firmato oggi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Mantovano anche il Decreto con il quale si definisce l’organizzazione della struttura tecnica commissariale, considerando che in questi mesi l’Ing. Sessa, in qualità di Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha comunque operato su tutti i dossier e ha già avviato approfondite interlocuzioni tecniche con i soggetti interessati».

Totti nei guai, conti sequestrati per la sua Soccer School: l’indagine sul fratello Riccardo. Cosa sta succedendo

Totti nei guai, conti sequestrati da oltre 120 mila euro per la sua Soccer School: l’indagine sul fratello Riccardo. Ecco co sta succedendo

Si apre un nuovo fronte giudiziario attorno alla Totti Soccer School. Secondo quanto riportato da la Repubblica Roma, il gip Luca Battinieri ha disposto il sequestro preventivo di due rapporti bancari riconducibili a Riccardo Totti, fratello di Francesco Totti, per una somma complessiva di circa 120 mila euro. L’ipotesi contestata è quella di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, nell’ambito di una vicenda nata da una causa di lavoro promossa da un’ex dipendente della scuola calcio.

La vicenda, sempre secondo le ricostruzioni circolate oggi, parte dalla richiesta avanzata da una ex segretaria della società, che aveva sostenuto di aver lavorato per anni con continuità senza essere retribuita correttamente. I giudici le avrebbero riconosciuto stipendi arretrati e risarcimenti per oltre 120 mila euro. Proprio quel credito è oggi al centro dell’indagine, perché gli investigatori sospettano che parte dei flussi economici legati all’attività della scuola calcio siano stati dirottati su conti diversi da quelli ufficialmente pignorati.

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L’ipotesi investigativa: pagamenti spostati su conti alternativi

Nel dettaglio, la tesi accusatoria è che, dopo il pignoramento, alcuni pagamenti destinati alla Totti Soccer School non sarebbero più transitati sui conti della società, ma su altri IBAN, uno intestato direttamente a Riccardo Totti e un altro collegato a una ditta individuale con una denominazione molto simile a quella dell’academy. In questo modo, secondo gli inquirenti, i conti ufficiali sarebbero rimasti quasi vuoti, mentre quelli alternativi avrebbero continuato a ricevere incassi legati a iscrizioni, rette e attività sportive.

Il sequestro da 120 mila euro e le prossime mosse

Il provvedimento del giudice ha quindi l’obiettivo di congelare le somme ritenute necessarie a coprire quanto riconosciuto all’ex dipendente, evitando che possano essere spostate ulteriormente. Al momento, il caso riguarda la posizione di Riccardo Totti e non risultano, nelle fonti consultate, sviluppi diversi sul piano processuale oltre al sequestro e all’indagine in corso. Resta quindi una vicenda delicata, che ora si sposta sul terreno degli accertamenti giudiziari e bancari.

Pisa, Hiljemark in vista della sfida al Torino: «La sosta ci ha fatto bene, abbiamo guardato avanti con forza dopo il KO col Como»

L’allenatore del Pisa, Oscar Hiljemark, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla sfida di Serie A contro il Torino

La conferenza stampa di Oscar Hiljemark a due giorni da Pisa Torino, le parole del tecnico dei toscani in vista della sfida della 31^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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PAROLE – «I nazionali stanno bene fisicamente. Sono tornati oggi, si sono allenati con noi e hanno risposto bene. Per quanto riguarda il resto, dopo una sconfitta per 5-0 come quella contro il Como, abbiamo dovuto analizzare molte cose. Abbiamo rivisto i nostri errori e poi abbiamo subito guardato avanti con forza, perché era l’unica cosa da fare. Questa sosta per le nazionali ci ha fatto bene: ci siamo allenati tanto, abbiamo studiato i movimenti e lavorato molto insieme. Ho visto un gruppo davvero carico per la partita. Il Torino? È una squadra forte. Hanno cambiato allenatore qualche partita fa e da quel momento hanno fatto bene. È una formazione con tanta fisicità e dovremo essere preparati a questo. Sicuramente è una gara importante, ma da quando sono arrivato qui, tutte le partite lo sono state, non fa differenza. Ci siamo preparati come sempre e vogliamo fare una bella prestazione in casa. Dopo la partita contro la Juventus la reazione della squadra c’è stata; speriamo di vedere una squadra altrettanto forte in campo anche questa volta».

Allenamento Inter, Mkhitaryan torna in gruppo: come stanno Lautaro e Calhanoglu? Le indicazioni

Allenamento Inter, Mkhitaryan torna in gruppo: come stanno Lautaro e Calhanoglu? Le indicazioni in vista della sfida contro la Roma

L’Inter si avvicina alla sfida contro la Roma, in programma domenica 5 aprile a San Siro, con un’emergenza concreta nel reparto arretrato. Cristian Chivu dovrà infatti rinunciare a Yann Bisseck, fermato da un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra, e a Carlos Augusto, che sarà indisponibile per squalifica. Due assenze pesanti, soprattutto in una partita che può incidere in modo importante sulla corsa al vertice della Serie A. Le ultime indicazioni portano verso un ballottaggio al centro della difesa tra Francesco Acerbi e Stefan de Vrij, con il primo leggermente avanti nelle gerarchie.

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L’assetto del terzetto difensivo sarà quindi quasi obbligato. Alessandro Bastoni, nonostante il momento complicato vissuto nelle ultime settimane, va verso una maglia da titolare e resta il principale candidato per il ruolo di braccetto sinistro. Sul centrodestra, invece, prende quota l’utilizzo di Manuel Akanji, soluzione che permetterebbe a Chivu di mantenere equilibrio, esperienza e qualità nell’impostazione. In questo quadro, la linea arretrata nerazzurra potrebbe essere ridisegnata attorno a tre uomini chiamati a garantire solidità in una delle partite più delicate del finale di stagione.

Mkhitaryan torna in gruppo, Lautaro e Calhanoglu verso una maglia

Le notizie più incoraggianti arrivano invece dal centrocampo e dall’attacco. Henrikh Mkhitaryan è tornato ad allenarsi con il gruppo e si candida almeno per una convocazione, con la possibilità di trovare spazio anche a gara in corso. Anche Lautaro Martinez è rientrato in gruppo e si avvicina a una maglia da titolare, mentre le indicazioni delle probabili formazioni confermano il ritorno tra i titolari dei giocatori recuperati dopo i recenti problemi fisici. Anche Hakan Calhanoglu infatti viaggia verso una maglia dal 1′.

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Inter Roma, snodo pesante per scudetto e Champions

La sfida di San Siro pesa moltissimo anche per la classifica. L’Inter è prima con un margine importante sulle inseguitrici, mentre la Roma resta in piena corsa per un posto nella prossima Champions League. A rendere il turno ancora più significativo c’è anche il calendario, con Napoli-Milan che metterà di fronte due delle principali concorrenti dei nerazzurri. Per questo motivo, la gara contro i giallorossi rappresenta un passaggio chiave per entrambe: da una parte la difesa del primato, dall’altra l’assalto a un piazzamento europeo di altissimo livello.

Conferenza stampa Cuesta pre Lazio Parma: «Mi aspetto questo tipo di partita, Bernabé importante per noi. Abbiamo analizzato cosa abbiamo fatto bene e cosa no»

Conferenza stampa Cuesta pre Lazio Parma: le parole del tecnico dei ducali alla vigilia del match del campionato di Serie A

La conferenza stampa di Carlos Cuesta alla vigilia di Lazio Parma, le parole del tecnico dei ducali in vista della sfida valevole per il 31° turno del campionato di Serie A 2025/26.

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ONDREJKA AL POSTO DI BERNABE ESPERIMENTO GIA’ CONCLUSO? – «Ondrejka ha sviluppato il ruolo di interno anche l’anno scorso e giocava tra le linee, lasciando la fascia a Valeri. Non ci focalizziamo su chi non c’è, ma sulle nostre possibilità e soluzioni. Sicuramente ci siamo trovati in contesti in cui non abbiamo lavorato la palla come ci sarebbe piaciuto nelle zone centrali. Speriamo di migliorare già dalla prossima».

BERNABE – «Ha la capacità di abbassarsi e di giocare tra le linee, per legare il gioco. Quando lui riceve alto, ha possibilità di incidere e fare gol, cross e di impattare nella squadra, come abbiamo visto contro Lecce, Verona e Milan. Sicuramente quella gestione dei ritmi, degli spazi e della progressione con la palla ci dà molto».

MIKOLAJEWSKI VUOLE ESORDIRE? – «È positivo che tutti abbiano quella ambizione e fame di voler giocare. Lo dimostrano anche in allenamento. Alla fine le scelte sono fatte sempre per il meglio del Parma. Mikolajewski è con noi ed è li per essere pronto a esordire in futuro».

MANCANZA DI QUALITA’ NELL’ULTIMO TERZO DI CAMPO? – «È parte del problema. Nel nostro processo offensivo abbiamo bisogno di tanti passaggi per arrivare nella metà campo avversaria. Spesso difendiamo in blocco basso e quello ti porta a velocizzare molto coi giocatore davanti o avere la capacità di gestire la palla in modo orizzontale per arrivare più compatto. Dobbiamo essere bravi in questo. Sappiamo che dobbiamo lavorare meglio nella costruzione dal basso e sono cose che sappiamo a livello collettivo: stiamo lavorando per quello, per aumentare la qualità di palloni che arrivano ai nostri attaccanti in condizioni giuste e provare a sfruttare le nostre qualità per aumentare il numero di gol. Ma dobbiamo anche essere consapevoli dei nostri punti di forza: quei cinque risultati utili consecutivi sono arrivati con soli due gol subiti. Dobbiamo avere equilibrio e sapere che quando prediligi la fase difensiva puoi inficiare su quella offensiva. Alla fine la coperta a volte è corta e devi dare delle priorità».

SULL’ELIMINAZIONE DELL’ITALIA – «Per me l’Italia è piena di talento, a tutti i livelli. Lo dice anche il resto del movimento sportivo, come il tennis e la Formula 1 o i giochi olimpici invernali. Il livello dell’Italia è sempre alto, il talento c’è e adesso penso che quel talento si esprimerà nel modo giusto quando lo sviluppo sarà fatto in una maniera chiara».

IL MIO PARMA HA UN PO’ MOLLATO? – «Ci siamo presi tutte delle responsabilità. Allo stesso modo sappiamo che non abbiamo avuto mancanze di attenzione. La volontà è al massimo sempre. mettere soluzioni giuste a livello di gioco e portare le partite dove ci interessa, prendendo tutto con coraggio e responsabilità, con l’idea chiara di chi vogliamo essere».

CHE PARTITA MI ASPETTO CON LA LAZIO – «Loro hanno un’identità di gioco chiara, noi dobbiamo ritrovare le nostre certezze, puntando sui punti di forza: la compattezza di squadra e gestire bene la palla, fare la partita il meglio possibile per ciò che ci può avvicinare a far punti».

COME STANNO I NAZIONALI – «Secondo me è stato un periodo positivo per loro. Hanno avuto la possibilità di avere minutaggio e presenze di livello: le prestazioni sono state positive. Suzuki ha fatto buone partite, Britschgi ha avuto un impatto positivo e lo stesso vale per Circati. Arrivano con minutaggio e con alcuni viaggi pesanti, ma sono qua con lo stesso obiettivo: ripartire forte e fare tutto per fare una grande prestazione domani».

COSA E’ EMERSO DAL CONFRONTO COL CLUB? – «Abbiamo avuto anche altre settimane o soste dopo una sconfitta. Alla fine quello che facciamo è sempre lo stesso: analizzare cosa abbiamo fatto bene e cosa meno, lavorando sui punti di forza ma anche provando a migliorare altri aspetti che sicuramente pensiamo dobbiamo sviluppare di più, con compattezza e unione, concentrati su quello che vogliamo: ripartire e fare tutto quello che possiamo per riportare la linea della squadra dove vogliamo».

Allegri in pole per il post-Gattuso in Nazionale? Il paradosso delle critiche e il muro del Milan, la verità attorno al binomio Max-Italia

Allegri è tra i nomi più accreditati per prendere il posto di Gennaro Gattuso alla guida della Nazionale italiana. Ecco la situazione

Il dibattito sul futuro del calcio italiano continua a dominare le cronache sportive, come riporta Milannews24 nel suo approfondimento. Dopo il drammatico fallimento che ha sancito la terza esclusione consecutiva dal Mondiale per mano della Bosnia, l’ipotesi di vedere Massimiliano Allegri sulla panchina dell’Italia al posto del dimissionario Gennaro Gattuso sta scatenando accese discussioni. Gran parte dell’opinione pubblica sportiva e delle istituzioni sembra aver individuato nell’allenatore livornese il vero “salvatore della Patria”, chiedendo a gran voce il suo approdo d’urgenza a Coverciano. Tuttavia, questa pressante narrazione si scontra frontalmente con il solido legame che attualmente unisce il tecnico al club rossonero.

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Da “corto muso” a unico baluardo: l’incoerenza attorno al mister

L’eventuale nomina dell’allenatore del Diavolo a CT della Nazionale evidenzia un palese paradosso mediatico. Per anni, infatti, il pragmatismo del mister è stato aspramente criticato dai puristi dell’estetica calcistica. Il suo celebre “corto muso” è stato spesso etichettato in modo quasi dispregiativo, tacciando il suo approccio di essere antiquato e troppo legato alle individualità. Sorprende notare come coloro che lo definivano “noioso” ogni volta che vinceva “solo” 1-0, oggi lo invochino come l’unico profilo capace di risollevare i cocci di un movimento calcistico in ginocchio. Una vera e propria giravolta mediatica che ha popolato le cronache di “fan a convenienza”.

La centralità del progetto Milan: il club non è un “parcheggio”

Nonostante le forti sirene azzurre, il presente e il futuro del tecnico appaiono saldamente ancorati a Milano. Il Milan ha avviato un nuovo corso tecnico nel 2025, trovando nell’allenatore toscano un’assoluta sintonia con la dirigenza. Trattare la panchina rossonera alla stregua di un ufficio di collocamento o di un “parcheggio” per risolvere i problemi della FIGC risulta profondamente irrispettoso verso il progetto del club.

I fatti sul campo confermano la bontà del lavoro svolto finora: il Diavolo è in piena lotta scudetto, sostenuto da una ritrovata compattezza difensiva e dalla valorizzazione dei giovani. Il Milan non ha alcuna intenzione di sacrificare il proprio allenatore sull’altare di un’emergenza federale. Allegri è considerato incedibile: il suo posto è a Milanello, per continuare a guidare la riscossa di una società che ha creduto fortemente nel suo metodo.

Chi è Sergio Arribas, il talento scuola Real Madrid che la Roma segue in caso di partenza di Dybala. Storia e identikit

Chi è Sergio Arribas, il giocatore scuola Real Madrid che la Roma ha messo nel mirino se Paulo Dybala dovesse partire in estate

Con il futuro di Paulo Dybala ancora da decifrare, la Roma si sta muovendo preventivamente sul mercato alla ricerca di profili tecnici capaci di raccogliere l’eventuale e pesante eredità della Joya. Il nome forte finito sui taccuini della dirigenza giallorossa è quello di Sergio Arribas, trequartista spagnolo classe 2001 attualmente in forza all’Almería.

Il gioiello de “La Fábrica” madridista

Nato a Madrid il 30 settembre 2001, Arribas è un prodotto purissimo de La Fábrica, il celebre e prolifico settore giovanile del Real Madrid. Con i Blancos ha compiuto tutta la trafila, mettendosi in luce come uno dei talenti più brillanti e cristallini della sua generazione. Il suo percorso giovanile è culminato con la vittoria della prestigiosa Youth League nel 2020 sotto la sapiente guida di Raúl.

Le sue prestazioni non sono passate inosservate, tanto da spingere Zinedine Zidane a farlo esordire in prima squadra nello stesso anno, sia in Liga che in Champions League. Tuttavia, la feroce concorrenza nella stellare rosa madrilena lo ha spinto a cercare continuità altrove per non frenare il proprio percorso di crescita.

Caratteristiche tecniche: un profilo alla Dybala

L’interesse della Roma non è casuale: il paragone con l’attaccante argentino nasce da un’evidente affinità tattica e stilistica. Arribas è un mancino naturale, dotato di un baricentro basso che gli garantisce un’eccellente rapidità nello stretto.

I suoi punti di forza principali lo rendono un trequartista moderno:

  • Visione di gioco: Può agire sia da trequartista puro alle spalle delle punte, sia da esterno offensivo a piede invertito partendo da destra.
  • Dribbling: Possiede una notevole abilità nel saltare l’uomo per creare superiorità numerica negli ultimi trenta metri.
  • Capacità balistiche: Ha ottimi tempi di inserimento e un tiro secco e preciso anche dalla media distanza.

L’affermazione in Andalusia

Nell’estate del 2023, per maturare esperienza nel calcio dei grandi, il fantasista è passato all’Almería a titolo definitivo (con il Real Madrid che ha mantenuto una sostanziosa percentuale sulla futura rivendita). In terra andalusa, nonostante le fisiologiche difficoltà di squadra, lo spagnolo ha dimostrato grande personalità, caricandosi l’attacco sulle spalle a suon di gol e giocate di alta scuola.

Oggi Sergio Arribas rappresenta uno dei profili di maggiore prospettiva del panorama europeo. Qualora le sirene di mercato dovessero allontanare Dybala da Trigoria, la Roma avrebbe già individuato un fantasista giovane, ambizioso e pronto a illuminare il prato dell’Olimpico.

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Sassuolo Cagliari: «Sarà una partita difficilissima. Stiamo tutti bene, solo tre saranno assenti»

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Sassuolo Cagliari: le dichiarazioni del tecnico in vista del match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Cagliari. Le sue dichiarazioni.

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SASSUOLO CAGLIARI – «Noi siamo molto attenti e preparati a cercare di affrontare una partita difficilissima che è quella che ci aspetta domani contro il Cagliari. L’ultima casalinga ci ha visto fare una gara dalla doppia faccia, un brutto primo tempo e invece un bel secondo tempo, l’obiettivo è quello di entrare subito in gara, fare gara piena, contro un avversario che ha voglia altrettanto di conquistare i punti e provare a mettere in campo le nostre qualità come abbiamo fatto spesso e come vogliamo provare a rifare nella partita di domani».

INFORTUNATI – «Stiamo tutti bene, poi chi più chi meno, quindi proveremo a mettere la formazione in grado di poter fare una grande partita. Come dico sempre abbiamo tante alternative che sono in grado anche loro partita, quindi abbiamo tante soluzioni, abbiamo assenti. Solo Boloca, Candé e Pieragnolo sono out e gli altri sono tutti a disposizione, quindi siamo 22 giocatori di movimento con i nostri quattro portieri pronti per fare una grande partita».

GIUDIZIO SUL LAVORO DI PISACANE – «Ha avuto una bella opportunità e penso che la stia sfruttando nel migliore dei modi, perché comunque il Cagliari sta facendo un buon campionato. Sappiamo che andiamo ad affrontare una squadra che ha delle qualità, che all’interno ha dei giocatori di qualità. Hanno delle risorse per mettere in difficoltà tantissime squadre, hanno fatto dei risultati anche molto importanti e quindi tutto questo ci fa alzare le antenne, se ce ne fosse bisogno».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI GROSSO

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Sassuolo Cagliari: «Tutti dalla stessa parte dopo la sconfitta dell’Italia, dobbiamo unirci in qualcosa che riparta dalle basi»

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Sassuolo Cagliari: le dichiarazioni del tecnico in vista del match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Cagliari. Le sue dichiarazioni.

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INFORTUNATI E ITALIA – «La sosta ci ha reso Borrelli e Belotti, sono tutti arruolabili tranne Idrissi, Felici e Pavoletti. Belotti deve ancora recuperare la forma migliore, ma sarà convocato. E’ stata una mazzata per tutti quella dell’Italia, anche l’umore di Palestra e Caprile non era dei migliori».

QUOTA SALVEZZA – «Come ho sempre detto non faccio tabelle e ripeto questo concetto, non mi concentro su questo aspetto. Penso solo a fare di tutto per tornare a fare punti, non sono in grado di fare conti, mi affido al campo per tornare alla vittoria».

RITORNO DEI NAZIONALI E SASSUOLO – «Kilicsoy e Obert li abbiamo rivisti ieri, c’è stato poco tempo e stasera faremo un check con lo staff per capire la loro disponibilià dal primo minuto o meno. Il Sassuolo è una squadra forte, centrocampo e attacco molto buoni e non invidiano nulla a varie squadre della parte sinistra della classifica, sarà una gara impegnativa. Ci saranno tanti tifosi a soffiarci dietro, spero li renderemo orgogliosi come non abbiamo fatto in vari casi di recente. Il Sassuolo ha valori, motore e con scelte, al di là del caso pertosse sono una squadra in salute».

YERRY MINA – «Mina ha fatto due settimane buone con continuità, lui deve trascinarci verso il nostro obiettivo finale. Come abbiamo già detto può spostare gli equilibri della partita, dopo queste due settimane di lavoro ora ha una forma migliore, ma anche nelle ultime ha fatto delle buone prestazioni».

DEIOLA – «Riabbriacciarlo nell’ultima partita mi ha emozionato perché mancava da molto, il Cagliari ha bisogno di lui. Rapparesenta questa terra nel migliore dei modi ed è un esempio per tutti. Domani non avrà i 90 minuti perché non gioca dda molto, ma può partire anche dall’inizio oppure subentrare».

CRISI CALCIO ITALIANO – «Rifondazione dopo le dimissioni di Gravina e Buffon? Mi dispiace per le persone al di là dei ruoli, hanno dimostrato grande senso di responsabilità verso il paese dopo aver dato tutto. In questa sconfitta dobbiamo sentirci tutti dalla stessa parte, da casa siamo tutti bravi a trovare la soluzione. Ora però tutto dobbiamo unirci in qualcosa che riparta dalle basi, possiamo uscirne. I miei figli non hanno ancora visto un mondiale, è una cosa che mi dispiace. Siamo un paese forte e ci rialzeremo remando tutti dalla stessa parte».

AVERE FINALMENTE LA ROSA AL COMPLETO (QUASI) – «Una squadra come la nostra soffre quando perde giocatori importanti, ora però non penso a questo, non è il momento giusto per farlo. Fa piacere averli tutti a disposizione, ma chi non ha giocato ha sempre fatto il meglio per non far rimpiangere gli altri».

COME TI ASPETTI IL SASSUOLO DOMANI? – «Mi aspetto una squadra spensierata, da centrocampo un su ha grande qualità e in transizione è letale. Ha un baricentro basso per valorizzare questi aspetti, dovremmo stare attenti nelle preventive nel nostro ultimo terzo di campo. Dobbiamo andare a prendere l’avversario alto fin da subito».

MENDY TITOLARE – «Chi parte sull’areo per andare a sfidare il Sassuolo deve pensare che giocherà dal primo minuto. Mendy è una risorsa e ha grande potenziale, stiamo lavorando molto su di lui e anche ieri ha fatto dei lavori extra individuali. Può dare una mano dal primo minuto, domani a Reggio Emilia deve pensare di poter giocare da titolare».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI PISACANE

Enzo Fernandez, scoppia il caso al Chelsea! Sospeso dopo gli ammiccamenti al Real Madrid, Rosenior: «Superato il limite!». Cosa è successo

Enzo Fernandez, è scoppiato il caso legato all’argentino al Chelsea dopo i suoi ammiccamenti al Real Madrid. Ecco cosa è successo

È un vero e proprio terremoto al Chelsea: la società londinese è costretta ad affrontare una grave crisi interna che è sfociata in duri provvedimenti disciplinari. Il tecnico Liam Rosenior ha deciso di mettere fuori squadra per due incontri Enzo Fernandez, perno del centrocampo e vice capitano. Alla base della drastica scelta ci sono le recenti dichiarazioni del centrocampista argentino, che hanno scatenato enormi malumori all’interno dello spogliatoio dei Blues.

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La decisione di Rosenior: “Superato il limite”

La scelta dell’allenatore arriva in un momento estremamente delicato, con la squadra sesta in Premier League e reduce dall’eliminazione in Champions League per mano del PSG. La motivazione della sospensione ruota attorno al rispetto della squadra, poiché “è stato superato il limite”.

La frattura si è consumata con le parole del mister: Abbiamo parlato con Enzo un’ora fa – ha detto Rosenior venerdì, prima di pranzo – Come società calcistica, con me coinvolto in questo processo, abbiamo preso una decisione. Non sarà disponibile per la partita di domani (contro il Port Vale nei quarti di FA Cup, ndr) e non sarà disponibile nemmeno per il Manchester City (match di Premier, il 12 aprile, ndr). È deludente doverlo dire per Enzo. In termini di carattere e di persona, non ho nulla di negativo da dire su di lui, ma credo che sia stato superato un limite in termini di cultura e di ciò che vogliamo costruire. Quindi abbiamo dovuto prendere una sanzione e questa è stata la decisione che abbiamo preso.

L’allenatore ha poi evidenziato la compattezza del club: “Come persona e come giocatore, ho il massimo rispetto per Enzo Fernandez. Per quello che ha raggiunto nella sua carriera, per il giocatore che è. È frustrato perché voleva che il Chelsea avesse successo quest’anno. Lui lo desidera ancora e noi lo consideriamo ancora importante. Per quanto riguarda la decisione, l’ho detto fin dal primo giorno: non riguarda solo me. Non riguarda solo i direttori sportivi, la proprietà o i giocatori. Siamo allineati in ogni decisione che prendiamo. Quindi è stata una decisione congiunta. Voglio dire che la porta non è chiusa per Enzo. Questo è molto importante. È una sanzione”.

Rosenior ha definito l’atteggiamento del giocatore “deludente”, ribadendo la linea societaria: Bisogna proteggere soprattutto questa società calcistica, che è una squadra vincente con una lunga tradizione di successi. Bisogna proteggere questa cultura. Credo che, sotto questo aspetto, durante la pausa per le nazionali si sia superato il limite.

Le frasi incriminate e l’ombra del Real Madrid

La rottura nasce da alcune uscite del 25enne campione del mondo. Già dopo la sfida col PSG, interrogato sul suo futuro, aveva glissato: Non lo so, mancano otto partite e poi c’è la FA Cup. C’è il Mondiale e poi vedremo”.

Il punto di non ritorno è giunto tramite un’intervista all’emittente argentina Luzu TV. A una domanda sulle sue preferenze, il mediano ha mandato un chiaro messaggio di mercato al Real Madrid: Dico sempre a Valu (la moglie Valentina Cervantes, ndr) che se dovessi scegliere una città in cui vivere in Europa, Madrid mi piacerebbe molto. È molto simile a Buenos Aires. Frasi lette come un palese invito, che a Londra non hanno perdonato.

Maldini tra il sogno del ritorno al Milan e l’ipotesi FIGC per la rinascita dell’Italia. Cosa c’è dietro le voci di un suo approdo in azzurro, tutta la verità

Maldini, qual è davvero la situazione per il dirigente: tra il ritorno al Milan e l’ipotesi FIGC per far rinascere l’Italia. Ultimissime novità

Come riferisce Calciomercato.com, Paolo Maldini si è sempre dimostrato un uomo fedele alla propria parola, un tratto distintivo che ha caratterizzato la sua leggendaria epopea, prima sul campo da gioco e in seguito dietro la scrivania da dirigente.

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Una vita legata a due sole maglie: Milan e Nazionale

Durante la sua formidabile carriera calcistica, il difensore ha onorato esclusivamente due divise. Da un lato, la casacca del suo Milan, indossata per ben 901 volte, un traguardo che lo consacra come recordman assoluto della storia rossonera. Dall’altro, la maglia della Nazionale italiana, difesa in 126 occasioni, piazzandosi al terzo posto dei giocatori più presenti dietro a miti assoluti come Gianluigi Buffon e Fabio Cannavaro. Questa profonda lealtà si è confermata anche dopo il ritiro, avvenuto 17 anni fa nel 2009. Basti pensare al suo netto rifiuto alla proposta di Carlo Ancelotti, che lo avrebbe voluto fortemente nel suo staff tecnico al Chelsea.

La carriera da dirigente rossonero e gli scenari futuri

Maldini ha saputo attendere nove anni prima di rientrare nel suo amato club. Nell’estate del 2018, con l’avvento del fondo Elliott al posto di Yonghong Li, è stato nominato direttore dello sviluppo strategico, per poi assumere in un secondo momento la carica di direttore dell’area tecnica. Un percorso dirigenziale brillante, culminato con la trionfale conquista dello Scudetto nel 2022, prima del brusco esonero voluto dalla nuova proprietà targata RedBird nel giugno del 2023.

Nonostante l’amaro epilogo, la sua posizione etica è irremovibile, come confermato in modo inequivocabile dalle sue stesse dichiarazioni dello scorso novembre: Il Milan resterà la mia unica squadra di club in Italia e all’estero”.

Le elezioni FIGC e l’intervento del Ministro Abodi

Oggi, le strade percorribili per il futuro dell’ex capitano sembrano ridursi a due affascinanti scenari. Il primo porta a un clamoroso ritorno in rossonero, spinto dalle indiscrezioni riguardanti una potenziale cordata araba guidata proprio da lui per rilevare l’attuale proprietà di Gerry Cardinale. La seconda opzione lo vede in lizza per un incarico dirigenziale in FIGC, con l’obiettivo di rilanciare l’intero sistema calcio nazionale.

A tal proposito, il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha espresso il suo parere, rimettendo la scelta agli organi competenti: Paolo Maldini è una persona meravigliosa ed è stato un calciatore fantastico, ma ce ne sono tanti altri e queste cose deve deciderle il sistema calcio. La palla passa ora al nuovo presidente federale, che sarà chiamato alle urne il prossimo 22 giugno per raccogliere l’eredità del dimissionario Gabriele Gravina.

Gattuso non è più il ct dell’Italia, ora è ufficiale: «Con il dolore nel cuore, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale. È stato un onore»

Gattuso non è più il ct dell’Italia, è stato ufficializzato il suo addio attraverso questo comunicato. Tutti i dettagli

Ora è ufficiale, Gennaro Gattuso non è più il ct dell’Italia. Attraverso un comunicato ufficiale, la FIGC ha annunciato la decisione dell’allenatore.

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COMUNICATO – «La Federazione Italiana Giuoco Calcio e Gennaro Ivan Gattuso hanno risolto consensualmente il contratto che legava l’allenatore calabrese alla panchina della Nazionale italiana di calcio. La FIGC ringrazia Gattuso e tutto il suo staff per la serietà, la dedizione e la passione con cui hanno lavorato negli ultimi nove mesi e augura loro i migliori successi per il prosieguo della carriera.

“Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale – dichiara Gattuso – la maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche. Desidero ringraziare il presidente Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon, e con loro tutti i collaboratori della Federazione, per la fiducia e il supporto che mi hanno sempre garantito. È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore”.

“Desidero ancora una volta ringraziare Gattuso – afferma Gravina – perché, oltre ad essere una persona speciale, come allenatore ha offerto un prezioso contributo, riuscendo in pochi mesi a riportare entusiasmo intorno alla Nazionale. Ha trasmesso ai calciatori e a tutto il Paese un grande orgoglio per la maglia azzurra”».

Silvio Baldini Italia: chi è l’allenatore pronto a traghettare gli azzurri nei prossimi impegni. La sua storia e la sua carriera

Silvio Baldini Italia: chi è l’allenatore che potrebbe traghettare gli azzurri nei prossimi impegni. La storia e la carriera

In un momento di profonda crisi e smarrimento per il calcio italiano, culminato con la risoluzione consensuale di Gennaro Gattuso e le dimissioni dei vertici federali, la panchina azzurra ha bisogno di una guida sicura per affrontare l’immediato futuro. In vista delle prossime amichevoli, il nome in cima alla lista per ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale ad interim è quello di Silvio Baldini, attuale selezionatore dell’Italia Under 21. Ma chi è l’uomo chiamato a traghettare gli Azzurri fuori dalla tempesta?

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Un romantico del pallone: la filosofia di Baldini

Nato a Massa nel 1958, Silvio Baldini non è un allenatore come gli altri. È universalmente riconosciuto dagli addetti ai lavori come uno degli ultimi romantici del nostro calcio, un tecnico che mette i valori umani, il senso di appartenenza e la passione davanti a qualsiasi logica puramente economica. Celebre e indicativa è stata la sua scelta di allenare la Carrarese, la squadra della sua città, a titolo completamente gratuito, dimostrando un attaccamento viscerale allo sport puro. Il suo approccio metodologico si basa sull’empatia, sulla forte spinta motivazionale e sulla creazione di un legame viscerale con i propri giocatori, ingredienti che ritiene fondamentali per compiere vere e proprie imprese sportive.

La carriera: dal miracolo Empoli al trionfo di Palermo

La lunga carriera di Baldini è costellata di piazze calde, cadute e grandiose rinascite. Dopo essersi messo in luce portando l’Empoli in Serie A con un calcio spettacolare nei primi anni Duemila, ha guidato club importanti come Parma, Lecce e Catania. Tuttavia, il capolavoro assoluto della sua storia recente è legato indissolubilmente al Palermo. Nel 2022, subentrato a stagione in corso in Lega Pro, ha compiuto un autentico miracolo sportivo: ha ricompattato un ambiente depresso trascinando la squadra fino alla clamorosa promozione in Serie B attraverso la lotteria dei playoff, risvegliando l’entusiasmo di un intero popolo.

L’uomo giusto per l’emergenza azzurra

Oggi, dopo aver plasmato e guidato i giovani talenti dell’Italia Under 21, il suo profilo emerge come la soluzione ideale per tamponare l’emergenza della Nazionale maggiore. In attesa delle imminenti elezioni in FIGC e della nomina del nuovo CT a titolo definitivo per il futuro quadriennio, serve un sergente di ferro dal cuore grande. Silvio Baldini, con il suo innato carisma, la sua schiettezza e la sua profonda capacità di toccare l’anima dei calciatori, rappresenta la figura perfetta per provare a restituire un minimo di orgoglio e identità a un gruppo azzurro ancora sotto shock per la dolorosa eliminazione.

Gattuso Italia, la rivoluzione continua! Risoluzione consensuale per il ct, lascia la panchina dopo il flop Mondiale. Tutti i dettagli

Gattuso Italia, risoluzione consensuale per il ct, che lascia la panchina dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. Tutti i dettagli

Continua il terremoto nella Nazionale italiana dopo gli ultimi giorni vissuti ad altissima tensione sportiva e istituzionale. La clamorosa mancata qualificazione ai Mondiali sta letteralmente spazzando via l’intero organigramma azzurro, costringendo a una profonda rifondazione. Dopo i recenti scossoni ai vertici, anche Gennaro Gattuso è ormai a un passo dall’addio. Il commissario tecnico si prepara a salutare la panchina dell’Italia, chiudendo nel modo più amaro il suo ciclo tecnico.

I dettagli dell’accordo: manca solo l’ufficialità

Il destino della panchina tricolore è ormai tracciato in modo inequivocabile. La separazione è da considerarsi cosa fatta, con le parti che stanno limando solamente gli ultimissimi dettagli prima di giungere ai titoli di coda. A riportarlo è Sky Sport, che conferma come la strada intrapresa sia irreversibile. Dal punto di vista prettamente contrattuale e burocratico, la formula scelta per mettere la parola fine al rapporto lavorativo è quella della risoluzione consensuale.

Non si arriverà dunque allo scontro o all’esonero forzato, ma si procederà con un patto condiviso. Al momento mancano solamente le firme sui documenti per sancire la chiusura formale dell’avventura del CT. Nonostante l’assenza temporanea dei sigilli sui contratti, la decisione è ormai presa e l’accordo per la separazione è totale, manca solo l’ufficialità attraverso i canali di comunicazione della Federazione.

L’effetto domino azzurro: le mosse istituzionali

L’uscita di scena dell’allenatore non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un quadro di totale smantellamento. Le tempistiche di questo addio seguono un copione che era già stato preannunciato dagli addetti ai lavori. Il tecnico ha mantenuto una linea di grande rispetto per i ruoli istituzionali: Gattuso ha infatti deciso di muoversi solamente in un secondo momento, attendendo prima le dimissioni di Gravina e di Buffon.

La scelta è stata quella di lasciare prima la scena ai vertici dirigenziali. Solo in seguito ai passi indietro compiuti dai vertici, anche lui ha scelto di fare la sua mossa e dire definitivamente addio al suo incarico, completando così l’effetto domino che ha azzerato l’attuale gestione del calcio italiano. Ora si attende soltanto la definitiva nota formale per aprire ufficialmente la caccia al nuovo Commissario Tecnico, con Silvio Baldini – dell’Under 21 – che farà da traghettatore nelle prossime partite.

Zazzaroni spiazza tutti: «Se mi fosse chiesto di indicare un nome come presidente della FIGC farei quello di Andrea Agnelli» 

Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha fatto il nome di Andrea Agnelli come presidente della FIGC.

Nel suo editoriale su Il Corriere dello Sportil direttore Ivan Zazzaroni ha avanzato il nome di Andrea Agnelli come presidente della FIGC dopo le dimissioni di Gravina.

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LE PAROLE DI ZAZZARONI – «Ancor prima di salutare Gravina e i suoi derivati – noi italiani siamo degli inguaribili tagliatori di teste -, era partita la gara per piazzare un nome, possibilmente un amico, un parente o un benefattore, alla presidenza della Federcalcio.

E allora Giovanni Malagò, il più presentabile e preparato nonostante qualcuno del Governo gli abbia già ricordato lo scandalo Micciché (classico caso di Abodi shaming), e poi Giancarlo Abete, Matteo Marani (povero Mat, tirato per la giacchetta), un altro Matteo, Renzi (…), e Paolo Maldini, Alessandro Del Piero, Roberto Baggio, il cui programma di 900 pagine è stato più volte evocato senza che nessuno l’abbia mai letto (solo Vittorio Petrone e Adriano Bacconi lo possono recitare a memoria), l’incolpevole Alberto Zangrillo (è girata anche questa ed era il 2 aprile, non il primo).

Per non parlare poi dei candidati alla panchina dove però la fantasia ha lasciato il passo ai sogni e alle illusioni, trascurando naturalmente l’aspetto economico (il et viene pagato con soldi pubblici): Allegri, Conte, Mourinho, Mancini, Guardiola (alé) e perché non Ancelotti che dopo il Mondiale potrebbe lasciare il Brasile o essere lasciato, a seconda del risultato finale?

Meglio che mi soffermi su Malagò che lo sport, la politica e i rapporti non solo istituzionali li maneggia con grande disinvoltura. Dicono che qualcuno della destra non lo ami e che potrebbe contrastarne l’elezione.

Mi sta bene tutto: ma se non lui, chi? È vero che da anni non esprimiamo un campione come si deve nel calcio, lo è altrettanto che fuori dal campo siamo messi addirittura peggio: non abbiamo manager di livello. Non a caso uno come Marotta, il più esperto, se li mangia tutti a colazione.

Se mi fosse chiesto di indicare un nome, farei quello di chi considero il più competente in assoluto, ma anche il meno spendibile. Posso permettermelo perché non sono juventino: Andrea Agnelli. Si, proprio quello che ha da poco patteggiato per evitare che un processo durasse all’infinito.

PS. Anche un Binaghi non mi dispiacerebbe: se lo trovate nel calcio fatemi un fischio. Conoscendolo, so che da numero uno della Figc partirebbe spianando Jurassic Park, che è dalle parti di Campo Marte» 

Bologna, infortunio Dominguez: Italiano perde l’attaccante! Ufficiale, le condizioni e i tempi di recupero

Bologna, infortunio Dominguez: le condizioni dell’attaccante e i tempi di recupero prima di rivederlo in campo. Ultimissime

Il Bologna prosegue a ritmi serrati la preparazione in vista del prossimo e delicato impegno di campionato. Al centro tecnico di Casteldebole, la squadra si è ritrovata per curare i dettagli tattici della sfida imminente. L’attenzione, tuttavia, è rivolta principalmente all’infermeria, che fa registrare uno stop pesante a pochi giorni dal fischio d’inizio dell’atteso match Cremonese-Bologna.

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Infortunio Dominguez: l’entità del problema e i tempi di recupero

La nota più dolente della giornata di lavoro rossoblù riguarda le condizioni fisiche dell’esterno sudamericano. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto il giocatore non hanno portato buone notizie per lo staff tecnico emiliano. Il bollettino medico ufficiale del club felsineo conferma infatti che Benjamin Dominguez ha riportato una lesione all’ileopsoas destro.

Si tratta di un problema muscolare di non poco conto che lo costringerà a fermarsi ai box. I tempi di recupero stimati sono di circa 3-4 settimane, il che significa che il talento rossoblù salterà con certezza la trasferta dello Zini e i successivi impegni calcistici, costringendo Vincenzo Italiano a rivedere le proprie rotazioni in fase offensiva per questo fondamentale snodo della stagione.

La situazione clinica: da Skorupski a Odgaard

Oltre alla defezione di Dominguez, lo staff medico è chiamato a gestire la condizione di diversi elementi della rosa attualmente non al meglio. Nello specifico, la seduta odierna ha visto un allenamento differenziato per Jens Odgaard, che sta cercando di rientrare in forma lavorando a parte rispetto ai compagni.

Lavoro a parte anche per il difensore dei pali: sono proseguite le terapie per Lukasz Skorupski, tenuto sotto stretta osservazione. Sessione conservativa e al chiuso, infine, per altri due membri della formazione rossoblù, con una mattinata di sola palestra per Charalampos Lykogiannis e Thijs Dallinga.

La seduta tattica sul campo

Nonostante le defezioni, i giocatori a disposizione hanno spinto sull’acceleratore. Il Bologna ha svolto una seduta di allenamento mattutina sui campi di Casteldebole, focalizzandosi proprio sull’avversario grigiorosso. Il gruppo ha iniziato i lavori con una classica attivazione atletica. Successivamente, il tecnico ha guidato approfondite esercitazioni tecnico-tattiche, studiando le mosse per scardinare la difesa avversaria. La mattinata si è infine conclusa con un’intensa partitella a campo ridotto, utile per mantenere alto il ritmo gara.

Infortunio Alisson, tegola clamorosa per il Liverpool! Il portiere sarà out fino a fine stagione, le sue condizioni

Infortunio Alisson, il portiere del Liverpool sarà out fino a fine stagione. Ecco le sue condizioni e cosa è successo

Un bruttissimo colpo si abbatte sulle ambizioni del Liverpool e stravolge i piani tecnici in vista del rush finale. Le ultime notizie provenienti dall’infermeria hanno purtroppo confermato i peggiori timori dei tifosi e dello staff tecnico: Alisson sarà fuori fino a fine stagione. Una defezione pesantissima, che priva la squadra di uno dei suoi leader indiscussi e di uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale, proprio nel momento più caldo e decisivo dell’intera annata calcistica.

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L’esito degli esami medici e i tempi di recupero

I controlli clinico-strumentali a cui si è sottoposto l’estremo difensore brasiliano nelle ultime ore non hanno lasciato il minimo spazio a interpretazioni ottimistiche. L’entità dell’infortunio costringerà inevitabilmente il giocatore a un lungo stop forzato, chiudendo di fatto con largo anticipo la sua avventura sul campo per quest’anno. La parola d’ordine in casa Reds è prudenza: non ci saranno forzature sui tempi di rientro. L’obiettivo primario è garantire un recupero clinico totale, evitando pericolose ricadute che potrebbero compromettere il futuro agonistico del fuoriclasse sudamericano.

Le conseguenze per il Liverpool in Premier League

L’assenza prolungata del numero uno verdeoro rappresenta un ostacolo enorme per la rincorsa al vertice in Premier League e per il prosieguo del cammino in Champions League. Slot dovrà ora affidarsi ciecamente a Mamardashvili per cercare di blindare la porta. Il secondo portiere sarà chiamato a una prova di immensa maturità, dovendo raccogliere un’eredità che definire pesante è un eufemismo. La solidità difensiva, da sempre vero marchio di fabbrica della formazione britannica, dovrà necessariamente essere mantenuta pur senza le consuete parate miracolose e la straordinaria sicurezza garantita dal titolare.

L’impatto sulla Nazionale e lo sguardo al futuro

Oltre al gravissimo danno tecnico per il proprio club di appartenenza, lo stop prolungato di Alisson Becker si ripercuoterà inevitabilmente anche sulle gerarchie della Nazionale brasiliana, privata del suo faro difensivo in vista dei prossimi cruciali impegni. Il portiere inizierà fin da subito il proprio specifico iter riabilitativo, costantemente supportato dai migliori specialisti per tornare a disposizione per i Mondiali.

Ct Italia: ingaggio, contratti, pro e contro. Perché Conte e Mancini possono o non possono sedere sulla panchina della Nazionale

Ct Italia: perché Conte e Mancini possono o non possono sedere sulla panchina della Nazionale. Tutto quello che c’è da sapere

L’imminente ribaltone sulla panchina della Nazionale italiana ha ufficialmente aperto il toto-allenatore. Con l’addio di Gattuso che appare ormai inevitabile, la FIGC si è messa alla ricerca di una nuova guida per far rinascere il nostro calcio. In cima alla lista dei desideri ci sono due grandi ex: Roberto Mancini e Antonio Conte. Sebbene entrambi abbiano un contratto fino al 2027 con le loro attuali squadre, nessuno dei due è considerato blindato o irraggiungibile.

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Mancini e il desiderio di una seconda occasione

Attualmente alla guida dell’Al-Sadd, la squadra più titolata del Qatar, l’allenatore di Jesi percepisce uno stipendio di 5 milioni netti a stagione. Nonostante l’ottimo ruolino di marcia e il campionato momentaneamente sospeso per le tensioni in Medio Oriente, la suggestione di un ritorno sulla panchina dell’Italia è molto forte. L’ex tecnico di Inter e Manchester City vorrebbe la sua rivincita dopo il clamoroso tonfo del 2022 contro la Macedonia.

Sulle sue intenzioni pesano enormemente le dichiarazioni rilasciate lo scorso anno: Tornerei in Nazionale ed ho sbagliato ad andarmene in quel modo. Dovevo parlare con il presidente. Qualora la Federazione decidesse di affondare il colpo, Mancini non si tirerebbe indietro, ma spetterebbe a lui e al suo entourage negoziare la separazione con il club qatariota.

Il nodo Conte: l’ostacolo ingaggio e i tempi del Napoli

L’altra pista caldissima porta dritta al tecnico del Napoli. Antonio Conte, che in Campania ha già conquistato lo scudetto al primo tentativo, sta conducendo una seconda annata di altissimo livello. Il salentino percepisce 6 milioni netti all’anno, una cifra proibitiva per le casse federali. Tuttavia, come già accaduto per il suo primo mandato tra il 2014 e il 2016, l’intervento di alcuni sponsor potrebbe colmare la distanza economica.

Il vero ostacolo, in questo momento, è il tempismo. A otto giornate dal termine della Serie A, con il club partenopeo in piena corsa per il titolo, ogni discorso è rimandato a fine stagione, prevista per il 23 maggio. La sensazione è che, se Conte dovesse chiedere ad Aurelio De Laurentiis di liberarlo in estate con un anno di anticipo, la separazione consensuale potrebbe avvenire senza indennizzi per la Federazione né buonuscite per l’allenatore.

Baggio, cosa c’era scritto davvero nel dossier del 2010 ignorato dalla FIGC. Tutta la verità!

Baggio, cosa c’era scritto nel dossier proposto nel 2010 ma ignorato dalla FIGC. Ecco tutti i retroscena sulle riforme proposte

La recente e drammatica mancata qualificazione ai Mondiali ha riaperto ferite profonde nel calcio italiano. Di fronte alla terza esclusione consecutiva dalla rassegna iridata, l’intero movimento si interroga su come ricostruire un sistema ormai in macerie. In queste ore di intensa riflessione, è tornato al centro delle cronache il dossier per il rilancio del calcio azzurro elaborato nel 2010 da Roberto Baggio, all’epoca presidente del Settore Tecnico della FIGC.

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Il flop in Sudafrica e la nascita del progetto

L’esigenza di una svolta radicale era già palese molti anni fa. L’iniziativa del Divin Codino prese forma subito dopo la disastrosa spedizione azzurra al Mondiale in Sudafrica del 2010. In quell’occasione, la Nazionale terminò la fase a gironi clamorosamente all’ultimo posto, dietro ad avversarie non certo insormontabili come Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Per arginare la crisi, Baggio coordinò un team di 50 professionisti per redigere un minuzioso documento di circa 900 pagine, concepito come una vera e propria guida per la rinascita del pallone nostrano.

Strutture, tecnica e una rete di scouting rivoluzionaria

Cosa prevedeva esattamente questo ambizioso piano di riforme? Al centro della proposta c’era un imponente aggiornamento infrastrutturale, con la costruzione di un centinaio di centri federali diffusi sul territorio. Un ruolo chiave era affidato agli istruttori federali, che dovevano essere altamente qualificati e dotati di spiccate capacità educative. Sul piano sportivo, il focus doveva tornare sulla cura della tecnica individuale, smettendo di privilegiare esclusivamente l’ossessione per la tattica durante gli allenamenti giovanili.

Inoltre, il dossier proponeva la creazione di un nuovo sistema di scouting d’avanguardia. L’obiettivo era molto ambizioso: monitorare ben 50.000 partite all’anno e far confluire le informazioni in una “banca dati” centralizzata, ricca di filmati, test atletici e resoconti tecnici.

Il disinteresse della FIGC e l’amara bocciatura

Nonostante l’enorme potenziale innovativo, i vertici della Federcalcio scelsero di snobbare il progetto, archiviandolo senza approfondimenti. L’amarezza per quel rifiuto è tutta riassunta nelle parole pronunciate tempo dopo dall’ex Pallone d’Oro in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “quando lo presentammo ci fecero fare 5 ore di anticamera per poi lasciarci parlare 15 minuti”. Un atteggiamento di chiusura totale che ha affossato sul nascere una riforma vitale. Oggi, a distanza di anni, le conseguenze di quel mancato rinnovamento pesano come un macigno sul destino del nostro calcio.

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