Pagina 215 – Calcio News 24

Ederson all’Atletico Madrid, c’è l’intesa con il centrocampista: operazione ai dettagli con l’Atalanta

Ederson Atletico Madrid, passo decisivo: accordo raggiunto col giocatore, manca solo l’intesa finale tra i due club

Ederson si avvicina sempre di più all’Atletico Madrid in vista della prossima stagione. Il club spagnolo avrebbe infatti raggiunto un accordo con il centrocampista brasiliano, ponendo le basi per il trasferimento estivo.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, Atletico Madrid e Atalanta hanno già avviato i contatti per definire l’operazione, che potrebbe chiudersi sulla base di 35‑40 milioni di euro. Un nuovo affare sull’asse Bergamo‑Madrid, dopo le numerose operazioni concluse negli ultimi mesi tra le due società.

Classe 1999, Ederson è pronto a cambiare maglia dopo quattro stagioni a Bergamo, periodo in cui si è affermato come uno dei centrocampisti più completi e continui della Serie A. L’Atletico lo considera un rinforzo ideale per il proprio progetto tecnico, mentre per l’Atalanta si profila una plusvalenza importante e l’ennesima operazione di mercato di alto livello.

Infortunati Roma, buone notizie per Gasperini: Soulè ci sarà per la sfida contro l’Inter! Gli aggiornamenti

Infortunati Roma, arrivano ottime notizie per il tecnico giallorosso Gasperini! Torna contro l’inter Matias Soulè

Arrivano segnali incoraggianti dall’infermeria della Roma. Matias Soulé ha infatti superato la pubalgia che lo aveva tenuto ai box per circa un mese e mezzo, tornando ad allenarsi con il gruppo. L’ultima apparizione dell’attaccante argentino risaliva al 15 febbraio contro il Napoli, ma le risposte fornite negli ultimi giorni sono state positive.

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Secondo quanto riportato da Paolo Assogna a SkySport24, Soulé sarà nuovamente a disposizione per il big match contro l’Inter del 5 aprile alle 20:45. Resta però difficile immaginare un suo impiego dal primo minuto: la lunga assenza e l’importanza della sfida suggeriscono una gestione prudente del suo rientro. Una buona notizia anche per i fantallenatori, che ritrovano un giocatore capace fin qui di 6 gol e 4 assist in 24 presenze in Serie A, 20 delle quali da titolare.

Archiviata l’eliminazione in Europa League contro il Bologna, la Roma si prepara al rush finale con l’obiettivo di tornare in Champions League, traguardo che manca da diverse stagioni. Il calendario non concede pause: dopo l’Inter, i giallorossi affronteranno il Pisa il 10 aprile e l’Atalanta il 18 aprile. Un trittico di partite che potrebbe indirizzare in modo decisivo la corsa al quarto posto, attualmente occupato dal Como con 57 punti, tre in più di Juventus e Roma, appaiate a quota 54. Per restare in scia servirà il contributo di tutti, incluso un Soulé pronto a rimettersi al centro del progetto.

Mercato Juve, nuovo nome per la difesa dei bianconeri: l’Udinese si muove prima e cambia gli scenari

Mercato Juve, spunta Kristensen per la difesa: il nuovo obiettivo bianconero e la mossa anticipata dell’Udinese

La Juventus continua a muoversi con decisione sul mercato alla ricerca di un rinforzo per la difesa, ma una delle piste monitorate nelle ultime settimane sembra destinata a sfumare. Thomas Thiesson Kristensen, profilo seguito con interesse anche dal Milan, è infatti al centro dei piani dell’Udinese per il futuro.

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Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, il club friulano sarebbe pronto a blindare il difensore danese con un nuovo contratto e un adeguamento economico significativo, così da respingere ogni tentativo di inserimento da parte delle big di Serie A.

L’obiettivo della società è chiaro: chiudere l’accordo entro aprile e costruire attorno a Kristensen una parte importante del progetto tecnico dei prossimi anni. Per la Juventus, dunque, la ricerca di un difensore di livello dovrà orientarsi verso altre soluzioni di mercato.

Cancelo ammette: «Il Benfica è il club del mio cuore, non so cosa succederà nel futuro ma…»

Cancelo ammette: «Benfica è il club del mio cuore, non so cosa succederà nel futuro ma…». La rivelazione del terzino portoghese

Joao Cancelo ha parlato del proprio futuro ai microfoni di Canal 11, lasciando emergere un legame ancora molto forte con il Benfica. Il laterale portoghese ha spiegato che un eventuale ritorno al club di Lisbona non dipenderebbe da motivazioni economiche, ma soprattutto da una scelta di cuore.

Il difensore ha infatti fatto capire che, pur riconoscendo l’importanza dell’aspetto finanziario, il suo desiderio di tornare un giorno al Benfica sarebbe legato prima di tutto al sentimento verso quella maglia. Cancelo ha inoltre ammesso che l’idea resta presente nei suoi pensieri, anche se al momento non esistono certezze concrete su ciò che accadrà in futuro.

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PAROLE – «Non è tutto una questione di soldi. Ovviamente è importante, ma non è la cosa più importante. Se dovessi tornare al Benfica, non sarebbe per i soldi. Giocherei anche guadagnando meno. Il Benfica è il club del mio cuore. Non so cosa succederà in futuro, ma è qualcosa a cui penso».

Romania, Lucescu dice addio al ruolo da CT: l’annuncio ufficiale e il comunicato

Romania, Lucescu dice addio al ruolo da CT: l’annuncio ufficiale e il comunicato della federazione. Svelato il motivo della scelta

Si chiude un’altra pagina importante del calcio rumeno con l’addio di Mircea Lucescu alla panchina della Romania. Il tecnico 80enne, tornato alla guida della nazionale nell’agosto del 2024 per il suo secondo mandato, lascia dopo la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali.

La separazione arriva in giorni particolarmente delicati anche sul piano personale. Nei giorni scorsi, infatti, Lucescu aveva accusato un serio problema di aritmia cardiaca durante un allenamento, venendo trasportato d’urgenza in ospedale. Dopo le cure del caso, l’allenatore era stato dimesso, ma l’episodio ha inevitabilmente inciso sul clima attorno al suo futuro.

LEGGI ANCHE: Lucescu svela: «Malore? Non riuscivo a respirare. Mi sono arrabbiato dopo aver guardato gli highlights della partita contro la Turchia»

La Federcalcio rumena ha salutato lo storico commissario tecnico ricordando il buon cammino in Nations League e il bilancio complessivo del suo secondo ciclo, chiuso con 11 vittorie, 1 pareggio e 6 sconfitte. Nonostante l’addio alla panchina, il rapporto con la federazione potrebbe però continuare: il presidente Răzvan Burleanu ha infatti aperto alla possibilità di affidargli un nuovo incarico all’interno della struttura federale, per valorizzarne esperienza e competenze.

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IL COMUNICATO – «La Federazione calcistica rumena annuncia che il signor Mircea Lucescu ha concluso il suo mandato come allenatore della nazionale rumena. Sotto la sua guida, la Romania ha disputato una campagna eccezionale nella Nations League, grazie alla quale la nostra nazionale si è assicurata un posto nei play-off di marzo, validi per l’accesso ai Mondiali di quest’estate. Il suo bilancio sulla panchina della nazionale in questo periodo è di 11 vittorie, un pareggio e sei sconfitte.

La scadenza di questo contratto segna la fine del suo secondo mandato con la nazionale. Il suo primo mandato, all’inizio degli anni ’80, rimane una pietra miliare nella storia del calcio rumeno: sotto la guida di Mircea Lucescu, la Romania si qualificò per il Campionato Europeo del 1984, la prima apparizione dei tricolori in una fase finale di un torneo europeo.

Nei prossimi mesi, ci aspettiamo il ritorno del signor Lucescu in un nuovo ruolo a livello della FRF, affinché il calcio rumeno possa beneficiare di tutte le conoscenze accumulate nel corso della sua carriera e poter così preparare al meglio allenatori e giocatori “, ha dichiarato Răzvan Burleanu».

Manchester City, Bernardo Silva ha deciso: sarà addio a giugno! La scelta col suo entourage per il prossimo club

Manchester City, Bernardo Silva ha deciso: sarà addio a giugno! La scelta col suo entourage per il prossimo club: cosa filtra

Il futuro di Bernardo Silva sarà lontano dal Manchester City. Come riferito da Fabrizio Romano, il centrocampista portoghese ha già preso la decisione di chiudere la sua esperienza con il club inglese al termine della stagione, liberandosi quindi a parametro zero. Nelle prossime settimane, insieme al suo entourage, inizierà a valutare con attenzione tutte le possibili destinazioni. Su di lui resta forte l’interesse di più club, pronti a inserirsi per cogliere un’occasione di mercato di alto profilo.

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PAROLE – «🚨👋🏼 La decisione di Bernardo Silva è presa al 100%; lascerà il Manchester City a giugno da svincolato.
Bernardo e il suo entourage inizieranno a valutare tutte le opzioni/proposte a partire da questo mese.
».

Allenamento Milan, Leao e Pulisic tengono Allegri sulle spine: cosa filtra sulla loro presenza contro il Napoli

Allenamento Milan, Leao e Pulisic tengono Allegri sulle spine: cosa filtra sulla loro presenza contro il Napoli? Le novità da Milanello

Il Milan si avvicina alla sfida contro il Napoli con diversi dubbi nel reparto offensivo. Massimiliano Allegri, infatti, deve fare i conti soprattutto con le condizioni di Rafael Leao, ancora alle prese con il problema al pube che lo ha costretto a lavorare a parte negli ultimi giorni, e con la situazione di Christian Pulisic, reduce da una sosta non brillante con la nazionale statunitense. L’eventuale assenza o l’utilizzo limitato dei due attaccanti obbligherebbe il tecnico rossonero a rivedere l’assetto offensivo in vista di una partita molto delicata.

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Napoli Milan, Füllkrug e Nkunku tra le principali alternative

In questo scenario, Allegri è chiamato a studiare soluzioni offensive alternative per affrontare la squadra di Antonio Conte. Uno dei candidati principali a partire dal primo minuto è Niclas Füllkrug, attaccante tedesco che può garantire peso, presenza fisica e capacità di legare il gioco. Accanto a lui prende quota anche l’opzione Christopher Nkunku, profilo utile per dare qualità tra le linee, profondità e maggiore imprevedibilità negli ultimi metri. Il francese può diventare una pedina importante soprattutto se Pulisic non dovesse essere pronto per partire dall’inizio.

Allegri valuta anche Gimenez per completare l’attacco

Tra le alternative da tenere in considerazione c’è pure Santiago Gimenez, rientrato di recente dopo l’infortunio e nuovamente disponibile come opzione per il reparto avanzato. Il messicano può rappresentare una soluzione preziosa per completare il pacchetto offensivo, soprattutto in una gara in cui serviranno intensità e presenza in area. La sensazione è che Allegri scioglierà gli ultimi dubbi soltanto a ridosso del match, valutando con attenzione le condizioni dei singoli per schierare la miglior coppia possibile in uno snodo importante della stagione rossonera.

Infortunio Bisseck, il nuovo stop complica i piani di Chivu: chi al suo posto in Inter Roma? 4 opzioni

Infortunio Bisseck, il nuovo stop complica i piani di Chivu: chi al suo posto in Inter Roma? 4 opzioni per il tecnico nerazzurro

Il rientro dalla sosta non si presenta semplice per l’Inter di Cristian Chivu, attesa domenica 5 aprile a San Siro dalla sfida contro la Roma. Il momento non è dei più lineari, anche perché ai risultati altalenanti si aggiunge una situazione delicata sul fronte delle assenze. Il problema più pesante riguarda Yann Bisseck: gli esami hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare ai flessori della coscia destra, un stop che lo terrà fuori sicuramente contro i giallorossi e, con ogni probabilità, anche nella successiva gara con il Como. A complicare ulteriormente il quadro c’è pure la squalifica di Carlos Augusto, che priva Chivu di un’altra alternativa importante nella zona sinistra del campo.

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In questo scenario, il tecnico nerazzurro è chiamato a ridisegnare la linea a tre quasi da zero. Alessandro Bastoni, nonostante il momento complicato e le critiche ricevute nelle ultime settimane, resta il principale candidato per occupare il ruolo di braccetto sinistro. Sul lato opposto prende quota l’ipotesi di adattare Manuel Akanji, soluzione che garantirebbe fisicità e copertura, mentre al centro si aprono due possibilità: la candidatura di Francesco Acerbi oppure quella di Stefan de Vrij, entrambi considerati opzioni credibili per guidare il reparto. Resta sul tavolo anche la carta Matteo Darmian, giocatore spesso prezioso nelle emergenze per affidabilità tattica e capacità di interpretare più ruoli nella retroguardia.

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La partita contro la Roma pesa moltissimo, non solo per la classifica ma anche per il momento psicologico dell’Inter. Chivu sa di non poter sbagliare approccio in una sfida che può incidere sulla corsa scudetto e sul clima attorno alla squadra. Con una difesa da reinventare e con poche certezze nelle rotazioni, il tecnico dovrà trovare soluzioni immediate e convincenti. Il big match di San Siro arriva così in un momento delicatissimo: tra assenze, adattamenti e uomini chiave chiamati agli straordinari, l’Inter si gioca una fetta pesante del proprio finale di stagione.

Italia, anche Guardiola e Mourinho tra le ipotesi per il post Gattuso? Sono soltanto 2 i precedenti di ct stranieri sulla panchina azzurra!

Italia, anche Guardiola e Mourinho tra le ipotesi per il post Gattuso? Solo 2 i precedenti di ct stranieri sulla panchina azzurra! Ecco quali

L’Italia ha quasi sempre scelto di affidare la Nazionale a commissari tecnici italiani, e anche il nuovo casting apertosi dopo il fallimento verso il Mondiale 2026 sembra andare in quella direzione. Dopo il ko ai rigori contro la Bosnia, Gennaro Gattuso è dato in uscita dalla panchina azzurra. Nel frattempo, Gabriele Gravina ha già formalizzato le dimissioni da presidente della FIGC, aprendo ufficialmente una nuova fase per il calcio italiano, e come lui, anche Gianluigi Buffon si è dimesso da capo delegazione della Nazionale.. Tra i nomi più accostati alla successione di Gattuso restano soprattutto Antonio Conte e Massimiliano Allegri, con Roberto Mancini e Maurizio Sarri più sullo sfondo. In queste ore sono circolate anche suggestioni estere come José Mourinho e Pep Guardiola, ma al momento restano ipotesi molto lontane dalla concretezza.

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Nazionale italiana, ci sono stati ct stranieri? La risposta è sì

La risposta è , ma si tratta di casi rarissimi nella storia azzurra. L’elenco ufficiale della FIGC sui commissari tecnici della Nazionale maschile conferma infatti due precedenti riconducibili a guide non italiane. Il più “famoso” è quello di Helenio Herrera, argentino, che affiancò Ferruccio Valcareggi tra il 1° novembre 1966 e il 27 giugno 1967. Il secondo risale addirittura agli albori del calcio italiano e riguarda William Garbutt, tecnico inglese, inserito nella guida della Nazionale nel 1914. Sono dunque episodi isolati, che confermano quanto la panchina azzurra sia storicamente rimasta legata a profili italiani.

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Post Gattuso, il nodo non è solo il nome ma anche la svolta federale

Il punto, oggi, non riguarda soltanto chi sarà il prossimo ct, ma anche quale direzione prenderà la FIGC dopo il passo indietro di Gravina. La scelta del nuovo commissario tecnico dipenderà infatti anche dai futuri equilibri federali e dalla linea che verrà tracciata dal prossimo presidente. In questo quadro, l’idea di un allenatore straniero continua a sembrare più una suggestione mediatica che una vera strada operativa. La storia dell’Italia, del resto, dice chiaramente questo: gli esperimenti esteri ci sono stati, ma sono stati pochissimi e sempre eccezionali.

Corrado sentenzia: «Pensare che un ex giocatore possa diventare presidente FIGC mi fa rabbrividire! Ho una speranza»

Il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, si oppone con fermezza alla possibilità che un ex calciatori diventi il prossimo presidente della FIGC

Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, ha parlato a margine della presentazione del cantiere del nuovo centro sportivo, criticando con decisione l’ipotesi che un ex calciatore possa diventare presidente della FIGC. Il dirigente ha chiesto una ripartenza fondata su visione, competenze industriali e programmazione a lungo termine, separando il tema della Nazionale da quello della governance federale. Queste le sue parole a Sport Mediaset.

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PAROLE – «Speriamo di ripartire dalla Nazionale e non dalla federazione. Ovvero da una fabbrica, la FIGC dovrebbe chiamarsi ‘Federazione settore industriale calcio. Parliamo di un’industria che poi deve portare a una vetrina che ci rappresenta. Ognuno però deve fare il proprio lavoro, pensare che un ex giocatore di calcio possa diventare il presidente della federazione mi fa rabbrividire. Passiamo da un errore all’altro. A volte non si capiscono certi programmi, ma bisogna avere la pazienza di comprendere i piani a lungo termine».

Rivera si candida alla presidenza FIGC: «Sono pronto, ho già un programma ben preciso! Eliminazione dell’Italia? Bisogna dire una cosa con sincerità»

L’ex calciatore del Milan, Gianni Rivera, ha commentato le dimissioni di Gravina e la possibilità di prendere il suo posto in FIGC

Intervenuto come ospite di Caffè di Rai Radio 1 Sport, l’ex centrocampista del Milan e della Nazionale, Gianni Rivera, ha detto la sua sul KO dell’Italia con la Bosnia e sulle dimissioni di Gravina da presidente della FIGC.

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FALLIMENTO ITALIA – «Non c’è da meravigliarsi della mancata partecipazione al Mondiale, devo dirlo con sincerità, perché in questo momento ci sono grossi problemi difficili da superare. Abbiamo dimostrato che non li abbiamo superati, dobbiamo aprire gli occhi e creare le condizioni per un vasto cambiamento di mentalità, di cultura, di gente».

DIMISSIONI GRAVINA – «Credo sia giusto quello che ha scelto di fare Gravina. Ci ha pensato parecchio prima di questa decisione, ma è giusto che le sue dimissioni diano il via a un possibile nuovo cambiamento mentale di progetti della Federazione».

SE DAREI LA MIA DISPONIBILITA’ A RICOPRIRE IL RUOLO DI PRESIDENTE DELLA FIGC? – «Sono pronto perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani: è un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione. Pensiamo che la strada da percorrere sia quella di mettere il giovane calciatore nelle condizioni ottimali per migliorare tecnicamente. La tecnica da migliorare non è mai finita, bisogna lavorarci tanto tempo. Ho l’impressione che le scuole calcio non insegnino la tecnica. E questo secondo me è il primo passo che bisogna fare: creare ai giovani una strada certa, sicura, dove la prima cosa che devono fare è quella di migliorarsi sul piano tecnico. Pensiamo sia necessario affrontare seriamente l’argomento giovani, bisogna anche mettere le società nella condizione di migliorare i settori giovanili».

COME SI RECUPERA IL TALENTO PERDUTO? – «Il calcio è invaso dai procuratori, i quali pensano prima di tutto a migliorare le loro tasche. So di molte famiglie che hanno rinunciato a far proseguire i loro figli perché non avevano i soldi per pagare i procuratori. E questo secondo me è una perdita enorme: perché sono sicuro al 100% che tanti bambini avrebbero potuto oggi essere in prima squadra e magari anche in Nazionale».

SE MI CONVINCONO I NOMI DI CONTE, ALLEGRI E MANCINI COME PROSSIMO CT? – «Vediamo, è un po’ presto, devo dire. Penso sia meglio cominciare ad immaginare qualcuno che il calcio lo conosca molto bene, e non è detto che i nomi che si stanno facendo adesso siano quelli che sanno che cosa vuol dire in modo totale giocare al calcio».

Dimissioni Gravina, Calcagno dopo l’assemblea: «Ha anche oggi la stima e la fiducia della federazione»

Dimissioni Gravina, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Umberto Calcagno, commenta così la scelta dell’ex presidente FIGC

Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori e vicepresidente della FIGC, è intervenuto al termine dell’assemblea odierna, nel corso della quale Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente federale. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni dei giornalisti presenti.

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PAROLE – «Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche. La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo. La federazione non ha strumenti giuridici per imporre che ci siano italiani in campo, quindi speriamo con la politica si possano studiare norme a riguardo. Ma sia chiaro la nostra non è una guerra allo straniero. La delusione deve essere trasformata in positività. Ma oggi non si è parlato di un successore per la presidenza, la figura che verrà individuata dovrà essere un passo indietro rispetto a ciò che bisogna fare. Oggi sono importanti i programmi e metterci d’accordo. Poi scegliamo la persona».

Simonelli sulle dimissioni di Gravina: «Non abbiamo parlato di candidati per le elezioni FIGC, come Serie A dovremo rivendicare una cosa»

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha voluto dire la sua dopo la decisione di Gabriele Gravina di dimettersi da presidente della FIGC

Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha commentato la scelta di Gabriele Gravina di dimettersi dalla guida della FIGC, tracciando anche la linea che il massimo campionato intende seguire nei prossimi mesi. Al termine della riunione, Simonelli ha sottolineato la volontà della Serie A di rivendicare un ruolo centrale e di guida all’interno del sistema calcio italiano.

Il numero uno della Lega ha evidenziato la delusione condivisa per il momento del calcio italiano, indicando però anche le priorità da cui ripartire: riforme, valorizzazione dei giovani, rafforzamento della governance e maggiore solidità patrimoniale dei club. Nessun confronto, invece, sarebbe ancora stato avviato sui possibili candidati alle prossime elezioni federali.

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PAROLE – «Come Serie A dovremo rivendicare un ruolo primario, dobbiamo essere una guida per tutte le squadre. Come i tifosi siamo delusi, dovremo lavorare sulle riforme, sui giovani, sul rafforzamento della governance e patrimoniale delle società per tornare ai fasti del passato. Non abbiamo ancora parlato dei candidati delle elezioni».

Presidenza FIGC, Abete risponde: «Io al posto di Gravina? Un problema che non mi pongo, e sul futuro di Gattuso vi dico questo»

Presidenza FIGC, Giancarlo Abete commenta le dimissioni di Gabriele Gravina e risponde sulla possibilità di prendere il suo posto

A seguito delle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza FICG e al termine dell’Assemblea Federale odierna, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, ha parlato così ai cronisti presenti.

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PRESIDENZA FIGC – «Il presidente Gravina ci ha comunicato le sue dimissioni, ora si procederà con il rinnovo degli organi direttivi e un percorso che prevede la presentazione di eventuali candidature. Ci sarà l’opportunità nei prossimi periodi di fare dibattito sulle problematiche del calcio e verificare le posizioni dei candidati e delle componenti. Una mia candidatura? Un problema che non mi pongo. È naturale, perché c’è un limite massimo entro il quale indire le elezioni, quindi non poteva che capitare in in quel periodo, non c’era un’alternativa. Il procedimento elettorale è piuttosto complesso: la candidatura va presentata con 40 giorni di anticipo. Per quanto riguarda i dilettanti, questi devono svolgere tutte le assemblee necessarie per indicare i consiglieri federali, perché normalmente coincide anche con il rinnovo del Consiglio federale. Ci sono dei tempi tecnici previsti dallo Statuto».

RELAZIONI TRA GOVERNO E ISTITUZIONI – «Questo lo deve chiedere alla Federazione. I nostri rapporti sono basati sui problemi aperti e, come Lega Dilettanti, in questo momento ne abbiamo ancora molti. Al di là delle questioni relative al professionismo o al dilettantismo, dobbiamo migliorare in maniera significativa il decreto 36 del 2023. Ci sono oltre un milione e centomila tesserati tra Lega Dilettanti e settore giovanile scolastico. Il patrimonio di una disciplina sportiva consiste nel tutelare e rafforzare la dimensione di comunità all’interno di un paese che ha sempre visto nel calcio un punto di riferimento fondamentale».

GATTUSO RESTA? – «Non è un problema di mia competenza».

Gravina rompe il silenzio dopo le dimissioni: «Scelta convinta e motivata, c’è amarezza ma…»

Gravina rompe il silenzio dopo le dimissioni: «Scelta convinta e motivata, c’è amarezza ma…». Le parole dell’ex presidente FIGC

Gabriele Gravina ha commentato le sue dimissioni dalla carica di presidente della FIGC, soffermandosi sulle sensazioni vissute subito dopo il passo indietro. All’uscita dalla sede della Federcalcio, il dirigente ha lasciato intendere di aver preso una decisione sofferta, maturata però con piena convinzione e con serenità.

Nel suo intervento, Gravina ha evidenziato il forte sostegno ricevuto dalle varie componenti federali, che anche nelle ultime ore gli avrebbero manifestato stima e la volontà di vederlo proseguire nel ruolo. Nonostante questo, l’ex presidente ha scelto comunque di chiudere il proprio percorso, sottolineando come la decisione sia stata ponderata con attenzione. Un addio che segna una svolta importante per il futuro del calcio italiano. Queste le sue dichiarazioni raccolte dai giornalisti presenti.

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PAROLE – «Dopo tanti anni il sentimento è di grande amarezza ma di grande serenità. Devo ringraziare tutte le componenti che ancora oggi mi hanno dimostrato grande sostegno, stima e insistenza nel continuare. La mia scelta è convinta e meditata. Il resto lo trovate sul comunicato e poi nei prossimi giorni ci vedremo. Buona Pasqua a tutti».

Adzic, brillante in Nazionale ma ai margini alla Juventus: il punto sul suo momento e sul futuro estivo – VIDEO di Marco Baridon

Adzic, talento in vetrina con la Nazionale ma poco spazio alla Juventus: analisi del momento e scenari per il futuro – VIDEO di Marco Baridon

Il talento non è mai stato in discussione, e l’ultima sosta per le Nazionali lo ha confermato con forza. Eppure, il momento che sta vivendo Vasilije Adzic alla Juventus resta un rebus difficile da interpretare. Marco Baridon di Juventusnews24 ha analizzato la situazione del fantasista classe 2006, provando a delinearne prospettive e percorso.

Durante la parentesi internazionale, Adzic ha brillato con il Montenegro Under 21, trovando anche il gol contro la Svezia. Al rientro a Torino, però, la realtà è ben diversa: nelle ultime quattro partite non ha giocato nemmeno un minuto e, nelle ultime dieci gare di Serie A, ha totalizzato appena nove minuti complessivi. Nonostante ciò, alla Continassa la fiducia non manca: Luciano Spalletti ne apprezza qualità e crescita quotidiana, consapevole che il salto nel massimo campionato richiede tempo e adattamento.

Il nodo resta il futuro immediato. Tra l’ipotesi di un prestito per trovare continuità e la permanenza a Torino, Baridon indica una strada precisa: Adzic deve restare in bianconero anche la prossima stagione. Considerato un patrimonio tecnico di assoluto valore, il classe 2006 va protetto e accompagnato nella sua maturazione, senza cedere alla tentazione di mandarlo altrove. La Juventus, secondo questa visione, deve puntare su di lui e farlo crescere all’ombra della Mole.

Dimissioni Gravina, Paolo Rossi: «Sarebbe stato doveroso fargli precisare dove abbia visto i fattori di crescita della squadra»

Dimissioni Gravina, l’editoriale di Paolo Rossi sul tema del giorno: «Sarebbe stato doveroso fargli precisare dove abbia visto…»

La notizia del giorno è senza dubbio la rivoluzione del calcio italiano, con le dimissioni dell’ormai ex Presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Il nostro collega Paolo Rossi ne ha parlato nel suo editoriale per Juventusnews24:

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IL PUNTO DI PAOLO ROSSI – “L’inadeguatezza di Gabriele Gravina è quasi superfluo sottolinearla dopo l’ennesima brutta figura della Nazionale. Semmai, è interessante interrogarsi sul fatto che secondo lui non lo sia stata, come si evince da una conferenza stampa grottesca dopo la disfatta di Zenica: per lui la Nazionale è persino migliorata, il che avrebbe come conseguenza logica che procedendo con questo passo sarebbe possibile – ma non è neanche sicuro – che la prossima qualificazione a un’edizione Mondiale arriverebbe nel 2034.

Sarebbe stato doveroso fargli precisare esattamente dove abbia visto i fattori di crescita della squadra (sul nostro calcio e sulla presenza nell’Europa dei grandi la domanda non andava neanche fatta, talmente tanto scontata è la risposta, ma qui si aprirebbe un altro capitolo, non certo imputabile al capo della Federazione). Perché quel che colpisce davvero in questa vicenda, tanto che non si trova neanche uno del 98% che ha votato con percentuale da far impallidire i bulgari, è il totale scollegamento con la realtà.

E che ha come effetto immediato – dura molto poco, se non si se resetta interamente tutto – il ragionamento sui massimi sistemi (l’elenco è noto: parte dal mancato utilizzo dei ragazzi italiani alla crisi dei settori giovanili, passando per i troppi stranieri in campo e via di eccetera fino all’infinito). Dimenticandosi un piccolissimo aspetto, che potremmo declinare in due modi semplici ai confini della banalità: bisognava vincere solo una partita contro un avversario passato in svantaggio, nel quale il portiere non ha dovuto fare una sola parata – neanche ai rigori, li abbiamo sbagliati senza il suo apporto – e che per di più aveva avuto una forte responsabilità sulla nostra rete del vantaggio; è impensabile che tutte i 44 Paesi che parteciperanno al Mondiale più largo della storia esprimano un calcio migliore e più ricco di denaro e di idee del nostro. Per questo si adatta a noi la definizione di nobili decaduti. Capaci di fare il record di 3 Mondiali di fila saltati, impresa mai riuscita ad alcuna nazionale campione del mondo.

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Ulivieri svela: «Siamo molto tristi. Nessuno era d’accordo con le dimissioni di Gravina, è stata una sua scelta»

Ulivieri sorprende tutti: «Nessuno era d’accordo con le dimissioni di Gravina, è stata una sua scelta». Le dichiarazioni

Sulle dimissioni di Gabriele Gravina è intervenuto anche Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori (AIAC). Il numero uno dell’organizzazione ha espresso il proprio dispiacere per quanto accaduto

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DIMISSIONI GRAVINA – «Nessuno era d’accordo con le dimissioni di Gravina, è stata una sua scelta»

PAROLE – «Siamo molto tristi. Con Gravina avevamo un rapporto personale e di condivisione di idee politiche. Non siamo in difficoltà da ora ma dal 2006. Nuovo Presidente? Non va chiesto a noi cosa deve fare. Chi si candida presenterà un programma e noi sceglieremo in base a quello».

Bergomi difende Bastoni: «E’ un amico, gli voglio un bene dell’anima. Cosa gli hanno detto per un mese e mezzo?»

Bergomi si schiera dalla parte di Bastoni: «E’ un amico, gli voglio un bene dell’anima. Cosa gli hanno detto per un mese e mezzo?»

Alessandro Bastoni è finito tra i protagonisti in negativo dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale. Il difensore dell’Inter ha lasciato gli Azzurri in dieci già prima dell’intervallo, chiudendo così un periodo particolarmente complicato iniziato con il discusso episodio in Inter‑Juventus.

Sulla sua prestazione e sul momento che sta attraversando è intervenuto Beppe Bergomi, ex capitano nerazzurro e oggi opinionista, che ha analizzato la situazione ai microfoni di Radio Nerazzurra. Le sue parole:

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PAROLE – «Mi chiedo quanto interessa agli italiani la Nazionale azzurra? Questi discorsi li facevamo identici, quattro anni fa. A Bastoni cosa abbiamo fatto passare? Per me è un amico, lo vedo anche alle partite di basket, gli voglio un bene dell’anima. L’errore era in canna, cosa gli hanno detto per un mese e mezzo?».

ADDIO ITALIA – «Ora, il ragazzo dovrà andar via dall’Italia per il suo benePerdiamo così un talento straordinario, uno dei migliori difensori per il calcio moderno. Mi dispiace tanto, ma penso che per il suo bene dovrà trovare una sistemazione all’estero».

Guardiola lascia il Manchester City a fine stagione? Il club pensa già al possibile sostituto: spunta un nome a sorpresa

Guardiola verso l’addio al Manchester City? Il club valuta già il dopo Pep e spunta un candidato a sorpresa. I dettagli

Il futuro di Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City resta avvolto da una fitta nebbia, destinata a diradarsi solamente al termine dell’attuale stagione. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal Telegraph, il tecnico catalano si è preso tutto il tempo necessario per riflettere sul proprio destino e la dirigenza inglese, forte di un legame profondissimo, non ha alcuna intenzione di forzare la mano.

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I dubbi di Pep
Guardiola, cinquantacinque anni, guida i Citizens dal lontano 2016. Nonostante un contratto ancora in essere e valido fino al 30 giugno 2027, nel corso di questa annata sportiva l’allenatore ha più volte flirtato con l’idea di un addio anticipato già durante la prossima estate
. Dal canto suo, il Manchester City nutre un rispetto reverenziale per l’uomo che ha riscritto la storia del club: la proprietà è disposta a concedergli totale libertà di scelta e tutto lo spazio vitale per prendere la decisione più serena. D’altronde, con una bacheca che vanta una Champions League, ben sei titoli di Premier League e innumerevoli coppe nazionali, l’ex Barça non ha più nulla da dimostrare all’ombra dell’Etihad Stadium.


L’ombra di Maresca
Tuttavia, la dirigenza non vuole farsi trovare impreparata in caso di fumata nera e ha già in mente il successore perfetto
. Come rivelato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il candidato numero uno per raccogliere la pesantissima eredità di Guardiola è Enzo Maresca. Il tecnico italiano si trova attualmente senza squadra, dopo aver risolto consensualmente il proprio contratto con il Chelsea lo scorso 1° gennaio. Per Maresca si tratterebbe di un graditissimo ritorno a casa: nella trionfale stagione 2022/23, infatti, aveva ricoperto proprio il ruolo di fido vice di Guardiola a Manchester, lasciando un ricordo eccellente.


Il finale di stagione
In attesa del verdetto sul futuro della propria guida, il City è chiamato a concentrarsi sul campo
. La squadra è ancora in corsa per conquistare la FA Cup e coltiva una flebile, ma non del tutto tramontata, speranza in Premier League: l’Arsenal capolista dista attualmente nove lunghezze, ma i campioni in carica devono ancora recuperare una partita. Una rincorsa complessa, che potrebbe però rappresentare l’ultimo epico ballo di Pep a Manchester.

Nuovo Presidente FIGC, è lui il grande favorito per il post Gravina! Ecco le possibile idee per la rinascita del calcio italiano

Nuovo presidente FIGC, prende quota un grande favorito per il dopo Gravina: ecco le idee e le linee guida al centro del progetto

L’ennesima apocalisse azzurra ha scosso le fondamenta di via Allegri. Con Gabriele Gravina spinto alle dimissioni dalle istituzioni, la corsa alla presidenza della FIGC in vista delle prossime elezioni ha un candidato fortissimo: Giovanni Malagò.

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Chi lo appoggia
L’ex numero uno del CONI, fresco dell’impegno per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, è il candidato ideale per la Lega Serie A.
Il vero endorsement è arrivato proprio in queste ore da Aurelio De Laurentiis: «Malagò ha lavorato benissimo, è ineccepibile professionalmente. Se prendesse in mano il calcio italiano, risaliremmo prestissimo la china». Il suo profilo istituzionale mette d’accordo i grandi club — da tempo alla ricerca di un manager di spessore e peso politico — e le istituzioni governative, con cui Malagò ha sempre navigato con grande abilità diplomatica.


Le idee per la rinascita
Malagò porterebbe in FIGC un approccio diametralmente opposto a quello visto negli ultimi anni, basato sul “metodo olimpico”:

• Centralità della Serie A: restituire peso politico ed elettorale al massimo campionato, considerato (a ragione) il vero motore economico dell’intero sistema sportivo.
• Sinergia con il Governo: sfruttare i consolidati rapporti istituzionali per sbloccare finalmente l’intricata burocrazia sugli stadi di proprietà e le infrastrutture.
Programmazione a lungo termine: riformare i settori giovanili importando il modello organizzativo vincente delle altre federazioni sportive, slegando la sopravvivenza del sistema dai soli risultati della Nazionale maggiore.


Le frasi del passato sul calcio
Il rapporto tra Malagò e il mondo del pallone è sempre stato di attenta, e a tratti pungente, severità. Dal suo storico scranno al Foro Italico non ha mai lesinato avvertimenti al sistema:
• Sui pesi politici e la Lega A (2018): in occasione delle turbolente elezioni di otto anni fa, chiese fermamente di rinviare le votazioni federali, ricordando a tutti che «senza prima aspettare l’evolversi della situazione e della governance della Lega Serie A» l’intero sistema sarebbe nato zoppo.
• Sulle riforme necessarie: nel corso dei vari flop calcistici, ha più volte ricordato ai vertici di via Allegri che «il calcio non può pensare di essere un’isola slegata rispetto al resto dello sport italiano» e che serve umiltà per avviare riforme strutturali vere, abbandonando le vecchie logiche di palazzo per abbracciare una visione d’impresa.


In un momento in cui il calcio italiano deve ricostruire da zero, Malagò potrebbe rappresentare la carta dell’uomo di sistema chiamato a salvare un sistema al collasso. Oltre a De Laurentiis, chi saranno i presidenti che vorranno sostenerlo?

Dimissioni Buffon, dopo Gravina saluta anche il capo delegazione azzurro: «Mi è stato chiesto di temporeggiare, ora mi sento libero di fare un atto di responsabilità» – FOTO

Dimissioni Buffon, lascia il ruolo di capo delegazione dell’Italia: «Mi è stato chiesto di temporeggiare, ora mi sento libero di…» – FOTO

Gianluigi Buffon non ricopre più il ruolo di Capo delegazione della Nazionale italiana. L’ex portiere della Juventus ha diffuso un comunicato ufficiale in cui annuncia le proprie dimissioni dall’incarico

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PAROLE Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi.
Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti.
Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale.
E non ci siamo riusciti.
È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo.
Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino.
Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21.
Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore.
Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine.
Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni.
Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.

Gravina si dimette, la nota ufficiale della FIGC: «Rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici»

Gravina si dimette, la FIGC: «Rammaricato per l’interpretazione delle parole su differenza sport dilettantistici e professionistici»

Gabriele Gravina lascia la presidenza FIGC: il 22 giugno l’assemblea eleggerà il nuovo numero uno del calcio italiano. Ecco la nota della FIGC:

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NOTA FIGC – “Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano.

Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).

Dimissioni Gravina, parte il toto nomi per il nuovo Presidente della FIGC! Ecco chi è in lizza

Dimissioni Gravina, si apre ufficialmente la corsa alla nuova guida della FIGC: parte il toto nomi per il ruolo di Presidente

Gabriele Gravina non è più il presidente della FIGC. Il dirigente ha rassegnato le dimissioni il 2 aprile, durante la riunione convocata con tutte le componenti del calcio italiano. La decisione arriva in un momento di forte tensione per l’intero movimento e apre ufficialmente la corsa alla successione.

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Tra i primi nomi emersi figurano Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, e Giancarlo Abete, attuale numero uno della LND e già alla guida della Federazione in passato. Le elezioni per scegliere il nuovo presidente sono state fissate per il 22 giugno.

La scelta di Gravina è maturata dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, la terza consecutiva, che ha generato un’ondata di critiche e richieste di cambiamento ai vertici federali. Con le dimissioni formalizzate, la FIGC entra ora in una fase di transizione decisiva per definire il futuro del calcio italiano.

Nico Paz Arsenal: Arteta ha messo gli occhi sul talento argentino! Ecco cosa può succedere

Nico Paz Arsenal, pista concreta: Arteta osserva da vicino il talento del Real Madrid e si aprono nuovi scenari

Nico Paz è senza dubbio una delle grandi rivelazioni di questa stagione di Serie A. Il talento argentino sta trascinando il sorprendente Como di Cesc Fabregas verso traguardi inimmaginabili, con i lariani attualmente stabilmente in zona Champions League. Le sue prestazioni scintillanti, condite da ben 11 reti in tutte le competizioni, non sono passate inosservate oltremanica. Sulle sue tracce si sta scatenando un’autentica battaglia di mercato, con l’Arsenal caldamente invitato ad accelerare le operazioni per bruciare la concorrenza del Chelsea e del Real Madrid, ex squadra del trequartista che vanta una pericolosa opzione di recompra.

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L’endorsement di Hargreaves
A spingere il ventunenne verso l’Emirates Stadium è stato l’ex centrocampista inglese Owen Hargreaves
. Ai microfoni di TNT Sports, l’opinionista ha lanciato un chiaro messaggio alla dirigenza dei Gunners e al tecnico Mikel Arteta: «C’è questo giovane talento al Como, Nico Paz. C’è un’opzione per farlo tornare al Real Madrid, ma se io fossi nell’Arsenal mi farei avanti. Vedrete questo ragazzo brillare al prossimo Mondiale. Arteta saprà già che diventerà una stella: un giocatore del genere si adatterebbe alla perfezione allo stile dell’Arsenal. Se non ci provi, non lo ottieni».


Le lodi di Fabregas
Il colpo piazzato dal Como, che nel 2024 ha prelevato l’argentino dai Blancos per appena 6 milioni di euro, si sta rivelando un capolavoro assoluto
. Cesc Fabregas, che ne osserva la crescita quotidianamente, è il suo primo estimatore: «Nico fa cose incredibili. È un calciatore capace di tirare fuori il coniglio dal cilindro in qualsiasi momento. Vede la porta e non ha paura. Si diverte a giocare, può ricoprire ruoli diversi ed è un giocatore estremamente completo. Vedo in lui un potenziale immenso».


Il pezzo mancante per Arteta
L’Arsenal ha recentemente investito cifre faraoniche per rinforzare il reparto offensivo con campioni del calibro di Viktor Gyokeres, Noni Madueke ed Eberechi Eze, che si sono aggiunti a Saka, Martinelli, Trossard, Havertz e Gabriel Jesus. Tuttavia, nonostante questa abbondanza, i londinesi sono stati spesso criticati per un’eccessiva dipendenza dalle palle inattive (su cui hanno stabilito nuovi record di gol), mostrando a tratti una mancanza di imprevedibilità su azione manovrata. La fantasia e il dinamismo di Nico Paz potrebbero rappresentare la chiave di volta per donare al gioco di Arteta la creatività mancante negli spazi stretti.

Infortunio Bisseck, tegola per l’Inter: gli esami confermano il problema muscolare! Filtra pessimismo per la sfida con la Roma

Infortunio Bisseck: risentimento ai flessori dopo gli esami, le sensazioni verso la partita contro la Roma. I dettagli

Yann Bisseck ha interrotto l’allenamento odierno a causa di un problema muscolare. Gli esami svolti nelle ore successive hanno evidenziato un risentimento ai flessori, situazione che verrà monitorata dallo staff medico per definire con precisione i tempi di recupero del difensore tedesco.

In attesa di ulteriori valutazioni, una certezza c’è già: Bisseck non sarà a disposizione di Cristian Chivu per la sfida di domenica contro la Roma. L’Inter dovrà quindi fare a meno del centrale, in attesa di capire quando potrà tornare in gruppo

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ILCOMUNICATO Yann Bisseck si è sottoposto questa mattina ad accertamenti clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare ai flessori della coscia destra. La sua situazione sarà rivalutata nei prossimi giorni.

Dimissioni Gravina, adesso è ufficiale! Non è più il Presidente della FIGC: spunta la data per le nuove elezioni

Dimissioni Gravina, ufficiale l’addio alla FIGC. Avviato il percorso verso le nuove elezioni, già fissata la data

Gabriele Gravina non è più il presidente della FIGC. Il numero uno della Federcalcio ha rassegnato le dimissioni oggi, 2 aprile, durante la riunione convocata con tutte le componenti del calcio italiano. La scelta arriva in un momento di forte tensione per il movimento azzurro e apre ufficialmente la corsa alla sua successione. I primi nomi circolati sono quelli di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, e di Giancarlo Abete, attuale numero uno della LND e già presidente federale in passato. Le elezioni per il nuovo vertice sono fissate per il 22 giugno.

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La posizione di Gravina era diventata sempre più fragile dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, la terza consecutiva. Il ko ai rigori contro la Bosnia del 31 marzo ha rappresentato il punto di rottura definitivo, generando uno scossone che ha coinvolto anche il commissario tecnico Gennaro Gattuso. L’allenatore, come già emerso nelle ultime ore, è pronto a rassegnare le proprie dimissioni.

Per la panchina azzurra si profila ora un duello di altissimo profilo: in pole ci sono Antonio Conte e Massimiliano Allegri, attualmente alla guida rispettivamente di Napoli e Milan. La Federazione, dunque, si prepara a una fase di profonda ricostruzione, con due caselle fondamentali da riempire per rilanciare un progetto tecnico ormai in crisi strutturale.

Criscitiello: «Il piano Gravina: oggi rassegna le dimissioni. Se il Governo/Coni non dorme commissaria Figc e parte era Malagó»

Criscitiello svela: «Il piano Gravina: oggi le dimissioni. Se il Governo/Coni non dorme commissaria Figc e Malagó…»

Michele Criscitiello, sui social, ha parlato della situazione della Nazionale italiana e del caos pronto a scoppiare con le dimissioni di Gravina. Le sue parole:

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PAROLE – «Il piano Gravina: oggi rassegna le dimissioni, spinge per un nuovo voto al 2 luglio, tratta l’ingresso di un suo fidato (regia Avv Viglione) ma se il Governo/Coni non dorme commissaria Figc e parte la nuova era con Malagó. Escludendo Abete, Bedin e Marani. Partita a scacchi»

Mauro svela: «Ho un sogno: che i presidenti si mettano d’accordo per far giocare più italiani»

Mauro e il suo sogno da realizzare: «Che i presidenti si mettano d’accordo per far giocare più italiani». Le parole

Massimo Mauro non usa mezzi termini per commentare il nuovo fallimento mondiale della Nazionale. Ecco la sua analisi su La Gazzetta dello Sport.

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IL DISASTRO AZZURRO «Arrivare a giocarsi la qualificazione in queste condizioni è già un disastro. È la terza volta, diventa dura dare un giudizio».
GLI ALIBI «Se Donnarumma va a litigare a metà campo, qualcosa non funziona, perché hai tutto da perdere su quel piano. Devi giocare meglio e picchiare di più, essere furbo e intelligente. Ho sentito “abbiamo giocato meglio, l’espulsione era severa, la moviola…”. Ma dove vai in queste condizioni? Non ti puoi attaccare alle scuse. C’è una certezza: l’Italia non ha meritato».
IL SISTEMA «Sì, manca umiltà nel sistema che non cresce più bambini che diventano calciatori di livello, ma mezzi giocatori che diventano aziende. Il calcio “per tutti” non c’è più».
I FALSI FENOMENI «Nelle scuole calcio ci va chi può pagare, è il modo peggiore per innamorarsi del calcio. E chi emerge è subito un fenomeno: l’ultimo è Palestra, martedì il migliore, che a 40 partite in A vale 50 milioni. Ma che mondo è? Poi il centravanti dell’Italia, Kean, lotta per non retrocedere… È un sistema impazzito, dannoso. Senza qualunquismo, spesso i grandi giocatori erano poveri o orfani: nessuno rompeva le scatole ai figli. Vialli mi diceva: “Non ero povero, ma avevo fame di divertimento e vittoria, volevo essere uno dei primi”. Questo non c’è più. Non è colpa di Gattuso o dei suoi giocatori».
LE COLPE DEI VERTICI FEDERALI «Con chiunque al suo posto [di Gabriele Gravina, ndr] non cambierebbe nulla. O si studia come avere benefici tra 10-15 anni oppure nel 2030 sarà uguale. La prima cosa è far tornare i bambini a innamorarsi delle partite».
LA DEBOLEZZA MENTALE «Non si impara nulla in un sistema in cui si deve solo vincere. Quando sei ragazzino devi sbagliare più che puoi per stare nel mondo vero, dove conta comportarsi bene. I giocatori di personalità non hanno bisogno di provocare litigi per far vincere la squadra. Abbiamo subito cominciato a perdere tempo dopo l’1-0, incredibile: dimostra debolezza. Il messaggio è “non vedo l’ora che finisca”, invece dovresti trasmettere “non vedo l’ora di giocare ancora per fare altri quattro gol”, senza paura e sotterfugi. E questo va al di là di passaggi o rigori sbagliati».
LA SOLUZIONE IN SERIE A
«Ho un sogno: che i presidenti si mettano d’accordo per far giocare più italiani, ma non succederà. Vanno trovate soluzioni dal basso, loro giustamente fanno giocare chi vogliono. Ecco, una cosa si potrebbe fare: vietare a ex calciatori ed ex allenatori di parlare di tattica quando commentano. È un evento a supporto dell’ego per mostrare quanto si è bravi, non per spiegare a chi guarda. A volte non si capisce nulla».
IL CIRCOLO VIZIOSO «Un ventenne a 3 milioni d’ingaggio non ha stimoli, ma per vincere serve alzare l’asticella ogni giorno. Quante volte Gatti si è buttato a terra: cos’è? Tabakovic sembrava uno spaccalegna e poi la legna l’ha spaccata, segnando. Dobbiamo far crescere il talento senza far diventare fenomeno chi non lo è, altrimenti chi fa mercato pesca giustamente all’estero. E i settori giovanili si impoveriscono».

Italia, il blocco Inter crolla: nerazzurri scossi dal fallimento azzurro! Ecco le possibili ripercussioni

Italia, il blocco Inter finisce nel mirino: la delusione degli azzurri può pesare anche sul finale di stagione in Serie A

La mancata qualificazione dell’Italia al prossimo Mondiale continua a lasciare scorie pesantissime. Il rientro della squadra di Gennaro Gattuso a Malpensa ha restituito un’immagine quasi surreale: nessuna contestazione, nessun coro di protesta, solo un silenzio glaciale ad accogliere il gruppo azzurro. Un’indifferenza che pesa più della rabbia e che fotografa alla perfezione il distacco ormai evidente tra la Nazionale e il suo pubblico.

Tra i giocatori più colpiti dal tracollo di Zenica spicca Alessandro Bastoni, come riportato da La Repubblica. Il difensore ha vissuto una notte da dimenticare, segnata dall’espulsione che ha compromesso definitivamente le residue speranze mondiali. Un episodio che si aggiunge a settimane già tese, condizionate dalle polemiche successive alla sfida con la Juventus dello scorso San Valentino, e che rischia di lasciare strascichi anche sul piano psicologico.

Le ripercussioni si avvertono inevitabilmente anche in casa Inter, storicamente uno dei pilastri della Nazionale. Smaltire la delusione e ritrovare la concentrazione per il campionato non sarà semplice, ma la corsa Scudetto rappresenta l’unico appiglio per provare a voltare pagina. Una ferita così profonda, però, continuerà a pesare sul calcio italiano ancora a lungo.

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