Rizzoli: «Ottimo il Var ma non farà scomparire l’errore, Baggio il giocatore più corretto»

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Il nuovo designatore della Serie A, Nicola Rizzoli, ha espresso il suo gradimento per l’avvento della nuova tecnologia, ammettendo però che questa non farà scomparire l’errore

Dopo una carriera da assoluto protagonista nel suo ruolo, Nicola Rizzoli ha appeso le sue scarpette al chiodo e ha scelto di lasciare il campo da gioco per mettersi dietro a una scrivania; il fischietto bolognese, infatti, un po’ a sorpresa, ha scelto di intraprendere una nuova sfida, quella di designatore arbitrale per la Serie A. E proprio nella sua nuova veste, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, toccando molti temi interessanti, primo fra tutti, inevitabilmente, quello del Var: sottolineando le evidenti diversità tra il calcio di oggi e il calcio di venti/trenta anni fa, Rizzoli ammette di come si tratti di un cambiamento inevitabile, in linea con l’evoluzione dei tempi: «Credo che sia un cambiamento naturale con l’evolversi della cultura sociale in generale e soprattutto necessario per il cambiamento tattico e di velocità del calcio. Se riguardiamo le partite di vent’anni fa sembra giocassero al rallentatore, oggi sono a velocità raddoppiata. Allo stesso tempo la cultura in generale è cambiata: una volta al maestro si dava del lei. Oggi vedo i ragazzini che danno del tu ai maestri. Quindi vuol dire che è cambiata la cultura in sé». L’avvento del Var, giunto dopo anni di polemiche, avrà come conseguenza quella di limitare di gran lunga gli errori, sebbene questi siano comunque ciò che consente ai tifosi il dibattito, la discussione e gli sfottò; e pungolato su questo argomento, anche Rizzoli si trova assolutamente d’accordo: «C’è bisogno dell’errore, se fosse così, cioè se i giocatori non commettessero errori, tutte le partite finirebbero 0-0. L’errore va parte del lato sportivo. Il nostro obiettivo è sbagliare il meno possibile. Allo stesso tempo l’errore è umano e ci sarà sempre: la tecnologia e le macchine sono sempre usate da uomini». Ma proprio per la ventata di novità che ha portato, questo nuovo sistema richiede inevitabilmente degli interventi e delle modifiche: una su tutte quella dei tempi d’attesa, in alcuni casi esageratamente eccessivi; e ritornando sull’ultimo turno di Serie A, l’arbitro della finale mondiale del 2014 ammette come ci siano state situazione da rivedere: « Nel caso di Tagliavento [arbitro di Inter-Fiorentina, ndr], il Var ci ha messo troppo tempo per verificare la correttezza delle sue decisioni. E questa attesa per una verifica è stata troppo lunga, questo è da evitare». Infine, una battuta sul calciatore più corretto incontrato in carriera: Roberto Baggio, un esempio per tutti: «Il giocatore più corretto, durante il mio periodo di arbitraggio, è stato Roberto Baggio. Era un capitano e fece proprio il capitano che aiuta l’arbitro a fare meglio in campo. Poi ci sono altri diversi giocatori, come Maldini, Zanetti o Buffon che mi hanno tanto aiutato. Questi giocatori hanno uno stile che va oltre il lato sportivo».