Roma, paradosso Schick. Fenomeno in Nazionale, nullo nella Capitale

Roma, paradosso Schick. Fenomeno in Nazionale, nullo nella Capitale
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Schick brilla in Nazionale, delude con la Roma. Quali sono le motivazioni alla base di questo suo rendimento altalenante?

Come si deve fare con te, Patrik? Potrebbe venir fuori un film d’autore. Il titolo: il curioso caso di Schick, riprendendo un noto capolavoro. Sì, perché il ceco non appena sente odore di Nazionale sboccia come un fiore, tutto l’opposto di quando scende in campo con la Roma, in cui appare spento e svogliato. Difficile tirare fuori dei motivi di questa sua differenza di rendimento. Alla base, tuttavia, non può che esserci un problema psicologico.

Due stagioni sempre sotto rendimento. Se la prima poteva essere giustificata dall’approdo in una nuova realtà e, sopratutto, un costo del cartellino da top player. In questa, che poteva essere l’annata del rilancio, ha continuato a deludere sia con Di Francesco sia con Claudio Ranieri. Poi, quando il suo CT lo chiama, i suoi problemi sembrano scomparire: una doppietta ieri, che si aggiunga ai tre gol segnati in Nations League e i due nella qualificazioni europee. Facile intuire che Schick rendi al meglio lontano da Roma perché lontano dalle pressioni della Capitale.

Adesso è tempo di valutazioni, riguardo il suo profilo. La Roma deciderà se dargli un’altra chance (sarebbe la terza) o cercare di monetizzare col suo cartellino. All’attualità delle cose, la seconda ipotesi sembra la più percorribile.