Semplici e l’esperienza in A: «C’è soddisfazione e orgoglio»

Semplici e l’esperienza in A: «C’è soddisfazione e orgoglio»
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La Spal di Leonardo Semplici continua a giocarsi la salvezza: «L’impatto con la A non è stato facile. Lazzari e Vicari…»

Non era facile affrontare il primo campionato di Serie A a cinquant’anni, con una squadra al ritorno nella massima serie dopo una lunga assenza. Eppure la Spal se la sta giocando e Semplici può trarre un primo bilancio ai microfoni di “Tuttosport”: «C’è soddisfazione e orgoglio: giochi in stadi straordinari, affronti squadre che avevi visto solo in televisione. Lo ammetto, speravamo ci fosse meno differenza di valori: invece, più il viaggio va avanti, più ti rendi conto che la qualità sale».

IMPRESSIONE – C’è magari una grande che l’ha impressionato di più: «La Roma: noi abbiamo giocato a lungo in dieci, però ci pressavano alti e con organizzazione. Poi Juventus e Napoli sono impressionanti, seppur con caratteristiche diverse». La differenza più grande tra B e A è…: «…l’impatto mediatico. Per noi a Ferrara era già tanta roba la B, ma la A è un altro livello: ogni sfumatura assume un peso». L’identità di squadra è rimasta intatta: «Questo è il frutto del lavoro di tre anni: non possiamo fare la partita su qualunque campo di A, però non abbiamo rinunciato a ciò che siamo».

SUPERARE I LIMITI – Manca forse qualcosa in attacco, nonostante la Spal abbia il reparto più interessante tra chi lotta per la salvezza: «Noi abbiamo scelto attaccanti in grado di garantire gol, ma anche già esperti della categoria. Per questo abbiamo aggiunto Paloschi e Borriello: ora stanno tutti recuperando e siamo fiduciosi». C’è qualcuno che ha sofferto meno il salto dalla B alla A: «Di sicuro Lazzari: ha avuto un primo momento di difficoltà “mentale”, ma ora si è perfettamente ambientato. E con lui anche Vicari». E Semplici? «Non mi sento ancora un allenatore: sono convinto di dover migliorare. Appena posso mi rifugio nella biblioteca di Coverciano a leggere le tesi degli allenatori».