Serie C, Biagianti confeziona la magia che vale il successo nel derby col Siracusa

Serie C, Biagianti confeziona la magia che vale il successo nel derby col Siracusa
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Gli etnei si prendono i tre punti nel derby contro il Siracusa nonostante un errore dal dischetto di Lodi subito dopo il pari di Catania. Il momentaneo vantaggio rossazzurro arriva nella ripresa con Marotta, ma la firma che vale il quinto sorriso stagionale porta la firma di Biagianti. La vetta adesso è più vicina. Buona la prova degli aretusei, specie nel primo tempo.

Il Catania conquista tre punti sudati aggiudicandosi il derby contro il Siracusa, valido per il recupero della seconda giornata di recupero del campionato di Serie C Girone C. Una gara decisamente “no bella” per quanto attiene il ritmo e le occasioni maturate. Dopo un primo tempo stancamente trascinato negli spogliatoi sullo 0-0, con gli aretusei che hanno mostrato qualcosa in più rispetto ai quotati etnei, nella ripresa Marotta la sblocca subito su perfetto assist di Lodi. La squadra di Pazienza non perde la calma e trova il pareggio con Catania su clamoroso svarione della difesa rossazzurra. Passano pochi minuti ed i locali sciupano dal dischetto con Lodi l’occasione del nuovo vantaggio, ma al minuto 86’ ci pensa Capitan Biagianti a regalare ai suoi tre punti fondamentali per la corsa alla vetta. Un Siracusa volenteroso esce a testa alta dal Massimino, ma deve sicuramente rivedere la capacità di capitalizzare al meglio le occasioni sotto porta. Il Catania sale a quota 17 punti, agganciando Vibonese e Sicula Leonzio, portandosi a -4 dal Trapani capolista con due gare in più.

DERBY DA RECUPERARE – Il Catania si presenta in campo con il chiaro obiettivo di far dimenticare l’opaca prestazione di Potenza che è valsa la prima sconfitta stagionale. Sottil decide di passare ad un modulo offensivo 4-3-1-2 con Biagianti, Bucolo nella linea di mediana, mentre la coppia Marotta-Curiale parte sin dall’inizio con Lodi alle spalle. Ritorna in panchina Giuseppe Rizzo dopo l’infortunio alla spalla, mentre sono indisponibili Barisic e Llama. Il Siracusa gode di un “magic moment” dopo il successo di Rieti e quello sul campo amico contro la Cavese grazie anche a due autoreti degli aquilotti. Dopo l’addio di Pagana, il timone è passato a Michele Pazienza, ex calciatore di Udinese, Fiorentina, Napoli, Juventus e Bologna. Mai banco di prova più complicato per l’ex tecnico del Pisa che si presenta al Massimino con il tandem offensivo composto da Vazquez e Catania. Il porta c’è l’ex di turno Messina. Rispetto alla gara contro la Cavese, l’unica unica novità è in difesa, dove Orlando prende il posto di Di Sabatino.

RITMI LENTI E GIOCO BLOCCATO – Poco prima dell’inizio del match, i tifosi del Catania (assenti quelli aretusei per disposizioni dell’Osservatorio Nazionale della manifestazioni sportive) espongono in tutti i settori striscioni di cordoglio nei confronti delle vittime di Casteldaccia, rispettando un doveroso silenzio che rende quasi surreale l’avvio del derby. La gara sin dalle prime battute non decolla in termini di velocità, ma al 7’ gli etnei vanno comunque vicini al vantaggio con un tiro-cross di Calapai dalla destra che assume una traiettoria anomala stampandosi sul palo. Il Siracusa contiene bene, limitando molto le discese degli esterni rossazzurri con le interdizioni di Daffara a destra ed Orlando a sinistra. La squadra di Sottil si affida molto al giro palla nel tentativo di aprire le maglie della difesa azzurra, ma i primi 20 minuti si rivelano molti avidi in termini di qualità e praticità del gioco.

LAMPI DI RISVEGLIO – Al 22’ Lodi prova a sorprendere la difesa aretusea battendo velocemente una punizione con un servizio in area per Aya, ma il tentativo del difensore viene respinto da Messina con una provvidenziale uscita. Pochi istanti dopo arriva il primo break degli ospiti: Ciancio perde un pallone sanguinoso alla trequarti. La sfera viene conquistata da Palermo, il numero 8 apre alla velocità di Vazquez che arriva sino al limite e calcia, ma Pisseri è puntuale a respingere, allontanando il rischio con la complicità di Aya. I padroni di casa soffrono la pressione degli azzurri di Pazienza, precisi nel gestire le coperture su tutti i reparti, senza disdegnare le ripartenze.

PIU’ SIRACUSA CHE CATANIA – Le uniche azioni etnee degne di nota nascono tutte dai piedi di Lodi, ma per quanto precise possano essere le aperture, la fase conclusiva appare appannata come nelle recenti uscite. Il Siracusa, invece, potrebbe calare il jolly al 36’ su un clamoroso errore di alleggerimento di Silvestre, ma anche gli ospiti non brillano per lucidità in fase offensiva e pure Del Col sciupa appoggiando debolmente sui guantoni di Pisseri. I fischi calano impietosi sul Massimino quando al 38’ un pericoloso colpo di testa di Vazquez su cross dalla sinistra di Del Col, sorvola di poco la traversa con Pisseri sorpreso. Tre minuti dopo ci prova Catania da fuori area, ma una deviazione di un difensore rossazzurro fa terminare la traiettoria della sfera non lontanissima dal palo alla sinistra del portiere locale.

UN ALTRO CATANIA! – Nessuna novità in termini di cambi nel secondo tempo, con i due schieramenti confermati. La scelta paga Sottil ed il Catania trova immediatamente il vantaggio: passano pochi secondi dall’inizio delle ostilità nella ripresa che Lodi è geniale nell’inventare un pallone morbido in area per Marotta che prima addomestica e poi scarica in rete sul palo più lontano alla destra di Messina. Il vantaggio galvanizza i locali che potrebbero subito raddoppiare grazie ad un preciso assist di Calapai per il solito Marotta, ma è decisivo l’intervento in scivolata di Bertolo che manda la palla in corner. Piove sul bagnato per Pazienza che al 53’ perde per infortunio Daffara ed è costretto a mettere dentro Di Sabatino.

VELOCITA’ CERCASI – La rete dopo nemmeno un giro di orologio è solo illusorio in termini di emozioni, stante che la gara resta molto compassata nei ritmi, condizione, questa che fa infuriare in panchina Sottil che chiede maggior vivacità ai suoi. Il Siracusa prova a riprendere le redini del match affidandosi alle veloci discese di Palermo e Vazquez, ma la mira è decisamente da rivedere. Si muove la panchina etnea ed entra in campo Angiulli al posto di un Bucolo probabilmente meno incisivo rispetto alla precedenti prestazioni. Risponde subito Pazienza mettendo sul rettangolo verde la freschezza di Diop al posto di Mostacciolo.

VAZQUEZ LA RIPRENDE, MESSINA LA CONSERVA – Il Siracusa non demorde ed al 70’ trova il meritato pareggio. Vazquez riesce a tagliare la difesa etnea come un coltello affonda il burro. Il numero 9 argentino libera in area un dimenticatissimo Catania che ha tutto il tempo di prendere la mira e superare Pisseri con un preciso diagonale. Il pari azzurro potrebbe durare appena pochi minuti perché Orlando colpisce in piena area Ciancio nel tentativo di anticiparlo e per l’arbitro è rigore. Dal dischetto Lodi calcia bene, ma Messina è monumentale parando prima sul trequartista etneo e poi, sulla respinta, anche su Curiale. Sottil è una furia dopo la clamorosa opportunità sciupata e decide di giocarsi nell’ultimo quarto d’ora anche la carta Manneh.

CAPITANO, O MIO CAPITANO – I minuti finali rischiano di incendiarsi e i due tecnici si giocano il tutto per tutto: Sottil mette dentro Vassallo per giocare alto a destra, mentre Pazienza risponde inserendo i due Fricano, Giacomo e Giovanni, al posto di Orlando ed all’autore del gol del pari Catania. Al 86’ Angiulli da fuori area costringe con una bordata Messina a volare per deviare la sfera in corner. Sul successivo angolo avviene la magia: Lodi serve sul primo palo Biagianti che anticipa tutti e beffa la retroguardia aretusea . I finale è al cardiopalmo, anche per l’arbitro opta per un corposo quanto generoso recupero di ben 7 minuti. Curiale al 92’ buca il traversone in area di rigore di Manneh e perde la chance per portare ai titoli di coda il match. Il Catania ha comunque il merito di congelare il gioco fino al fischio finale conquistando tre punti d’oro quanto inaspettatamente faticati per essere messi in carnet. Un buon Siracusa deve arrendersi nonostante la buona prestazione della squadra di Pazienza che può tornare con la certezza di disporre di un organico di tutto rispetto.

TABELLINO

CATANIA-SIRACUSA 2-1

MARCATORI: 46’ Marotta (C), 71’ Catania (S), 86’ Biagianti (C).

CATANIA (4-3-1-2): Pisseri; Calapai (80’ Vassallo), Aya, Silvestri, Baraye, Ciancio; Bucolo (64’ Angiulli), Scaglia (76’ Manneh), Biagianti; Lodi; Curiale, Marotta. A disp.: Pulidori, Fabiani, Lovric, Esposito, Baraye, A. Rizzo, G. Rizzo, Brodic, Mujkic. All. Sottil

SIRACUSA (4-4-1-1): Messina; Daffara (53’ Di Sabatino), Turati, Bertolo, Orlando (80’ Gia. Fricano); Mustacciolo (64’ Diop), Palermo, Tuminetti, , Del Col; Catania (80’ Gio. Fricano); Vazquez. A disp.: Genovese, Boncaldo, Ott Vale, Da Silva, Rizzo, Bruno, Fruci, Celeste. All. Pazienza

ARBITRO: Meraviglia di Pistoia.

AMMONITI: Bucolo (C), Palermo (S).