Serie C, Monday Night al Trapani. Il Lecce vede la B, il Catania scende sull’ultimo gradino del podio

Serie C, Monday Night al Trapani. Il Lecce vede la B, il Catania scende sull’ultimo gradino del podio
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Il Catania fallisce l’ennesimo appuntamento con la gloria cedendo in casa contro un Trapani eccellente. Palumbo sblocca il match, poi Furlan diventa protagonista parando praticamente tutto. Marras la chiude al 92’. Inutile il rigore realizzato da Lodi prima del fischio finale. Il Lecce rimane a +4 dal duetto siculo e sente profumo di cadetteria. La seconda vittoria contro i rossazzurri permette al Trapani di guadagnare la seconda piazza. Pubblico spettacolare al Massimino (quasi 19.000 spettatori!).

Il “Monday Night” della Serie C Girone C si potrebbe sintetizzare in un proverbio: tra i due litiganti, il terzo gode. Questo terzo si chiama Lecce, spettatore non pagante del derby Catania-Trapani. La formazione granata gioca una gara gagliarda non concedendo praticamente nulla ai rossazzurri nella prima frazione. Nella ripresa, la rete di Palumbo spacca la partita a favore del Trapani. Inutile la girandola di cambi per la squadra di Lucarelli che poi incassa anche il raddoppio di Marras al 92’. Solo per il tabellino dei marcatori la rete di Lodi su Rigore. Il Trapani vola a 67 punti agganciando i cugini etnei, ma in vantaggio sugli scontri diretti la scavalcano passando al secondo posto. In Puglia intanto si festeggia…

ATMOSFERA DA SERIE A – La cornice del Massimino è qualcosa di inimmaginabile per un campionato di terza serie: quasi 19mila presenze assiepano gli spalti del vecchio “Cibali” in un derby tra squadre gemellate che in novanta minuti sanno di giocarsi una buona fetta dell’esito finale del loro torneo. Con la capolista Lecce ferma ai box per il turno di riposo, il “Monday Night” acquisisce maggior risalto anche per i tanti spettatori di fede salentina curiosi di sapere il risultato finale dello scontro diretto delle inseguitrici. Lucarelli gode di tanti rientri dell’infermeria. ma opta sulla conferma del 4-3-3 con l’attacco formato dal tridente Barisic-Curiale-Manneh. Dopo il pareggio interno con l’Andria, che ha di fatto eliminato dalla corsa al primo posto il Trapani, Calori deve fare la conta dei presenti per il derby con gli etnei, stante le defezioni di Visconti, Campagnacci, Minelli e Polidori. Recuperato in extremis Corapi, regolarmente in mediana con Marras, Scarsella, Palumbo e Bastoni. L’attacco vede la conferma del duo Evacuo-Murano, mentre in difesa ci sono sia Fazio che Drudi.

GARA ACCESISSIMA – Prima del calcio d’inizio, i capitani delle due formazioni posano un mazzo di fiori sotto la Curva Nord in memoria del terzo anniversario della scomparsa della piccola Smeraldina, una delle bambine che erano in cura con il metodo Stamina. L’avvio gara è subito su ritmi elevatissimi, con le due formazioni che non lesinano le forze o evitano di mettere la gamba. Il Catania si affida al giro palla, ma lo fa senza puntare all’accelerazione del ritmo gara, condizione, questa, che permette ai granata di coprire con puntualità, specie con un Fazio molto caparbio e preciso sulle incursioni di Manneh. I primi tentativi arrivano solo dalla lunga distanza, ma né Corapi né Mazzarani impensieriscono i rispettivi estremi difensori avversari. Al 13’ ospiti vicini al vantaggio: su un traversone dalla destra di Marras, Murano svetta di testa costringendo Pisseri al primo intervento importante del match.

MEGLIO IL TRAPANI – I primi venti minuti della gara non sono particolarmente brillanti in chiave occasioni, ancorché gli ospiti gestiscano con attenzione il possesso palla. Al 25’, sugli sviluppi di un corner calciato da Lodi, interviene di testa Blondett sfiorando di poco il palo della porta di Furlan. Immediato break del Trapani che ci prova dai 20 metri con Palumbo, la conclusione è potente ma centrale e Pisseri respinge di pugno. Ancora granata pericolosi alla mezzora con un tiro dal limite di Murano, intercettato di testa da Bogdan che devia in angolo. Il pubblico di casa rumoreggia per la timidezza dei rossazzurri, molto slegati a centrocampo e poco presenti sulle fasce esterne, ma principalmente sorpresi dall’aggressività ed intraprendenza della squadra di Calori. Al 39’ Lodi su punizione trova la testa di Marchese, ma l’ex Genoa manda sull’esterno della rete. L’ultima vera occasione la confeziona ancora Palumbo dai 25 metri con una conclusione che si infrange sul fondo. Dopo 45 minuti di una gara molto maschia, l’arbitro Massimi di Termoli manda tutti negli spogliatoi.

LA SBLOCCA PALUMBO – Nessun cambio nella ripresa per le due squadre che proseguono con il medesimo scacchiere iniziale, anche se a bordocampo aumentano le fasi di riscaldamento di molti giocatori. Il Catania parte lanciatissimo e l’inerzia del match pare ribaltata. Al 48’ Marchese crossa dalla sinistra trovando in area Lodi che di testa in tuffo mette i brividi a Furlan non inquadrando la porta per pochi centimetri. Sul ribaltamento di fronte, il Trapani: azione personale straripante del solito Palumbo che prova la prima conclusione respinta frontalmente da Pisseri, lo stesso Palumbo riprende la sfera e stavolta trova la rete. Il Catania è stordito e pochi istanti dopo il Trapani potrebbe piazzare il match point se la rete realizzata sugli sviluppi di un corner non venga annullata dall’arbitro per fuorigioco di Pagliarulo.

FURLAN ERGE UN MURO – Saltano inevitabilmente tutti gli schemi e dopo diverse proteste per un presunto fallo in area di rigore ospite, al 55’ è decisivo l’intervento di Furlan che manda in corner un vero e proprio rigore in movimento di Manneh. Lucarelli corre ai ripari ed inserisce Porcino e Russotto per Marchese e Mazzarani, passando ad un modulo ancora più offensivo. Al 60’ ancora il titolo di “man of the match” va al portiere Furlan, eccezionale su colpo di testa ravvicinato di Curiale imbeccato con un traversone chirurgico dal neo entrato Russotto. Calori decide di coprirsi passando a quattro in mediana, inserendo Rizzo al posto di Bastoni. Il nervosismo ed i minuti che scorrono via rendono la manovra etnea molto ingessata, mentre i granata giocano in scioltezza.

SI SPEGNE LA FIAMMA DEL VULCANO – Il Catania prova il forcing finale nel tentativo di riaprire il match, ma quando non c’è Furlan è la sfortuna a prendersi beffe dei rossazzurri: è il 73’ quando Russotto fa partire una bordata da fuori area che s’infrange sul palo alla destra dell’estremo difensore granata. Ancora decisivo Furlan con la mano di richiamo a dire di no alla conclusione precisa di Barisic, sulla ribattuta prova la rovesciata Curiale ma la sfera termina alta sulla traversa. Calori per i minuti finali si cautela ulteriormente inserendo l’esterno difensivo Silvestri per l’attaccante Murano, nel tentativo di chiudere ulteriormente gli spazi, ma il Trapani resta vivissimo. Al 90’ è decisivo Pisseri su conclusione ravvicinatissima di Fazio servito da Marras, ma deve arrendersi al contropiede velocissimo concluso dallo stesso Marras per la rete dello 0-2. A partita praticamente finita, il Catania va in gol con Lodi su rigore concesso per fallo di mano di Evacuo (poi espulso per somma di ammonizioni). E’ il Trapani a festeggiare la conquista del secondo posto in classifica. Il Catania crolla al terzo posto e da stasera il Lecce è virtualmente in Serie B con 4 punti di vantaggio sulla coppia siciliana.

 

TABELLINO

CATANIA-TRAPANI 1-2

MARCATORI: 50’ Palumbo (T), 92’ Marras (T), 96’ rig. Lodi (C).

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Aya, Blondett (78’ Semenzato), Bogdan, Marchese (58’ Porcino); Lodi, Biagianti (78’ Rizzo), Mazzarani (58’ Russotto); Barisic, Curiale, Manneh (69’ Di Grazia). A disposizione: Martinez, Tedeschi, Esposito, Bucolo, Rizzo, Fornito, Ripa, Brodic. All. Lucarelli.

TRAPANI (3-5-2): Furlan; Fazio, Pagliarulo, Drudi; Marras, Scarsella, Corapi, Palumbo (76’ Steffè), Bastoni (65’ Rizzo); Evacuo, Murano (83’ Silvestri). A disposizione: Pacini, Compagno, Canino, Girasole, Aloi, Ferretti,  Dambros, Musso. All. Calori

ARBITRO: Massimi di Termoli.

AMMONITI: Bogdan (C), Bastoni, Corapi, Evacuo, Furlan, Fazio (T).

ESPULSO: Evacuo (T).